Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per la categoria “Charles Bukowski, 10 libri”

Il crimine paga sempre – C. Bukowski

“E’ una donna coraggiosa, si
comporta come se tutto fosse
normale.
ma adesso devo pagare per tutti
quegli anni dissoluti;
ce ne sono stati così
tanti.
il conto va saldato
e accettano solo
un unico pagamento finale”

“la morte lenta è pura
morta, puoi assaporarne un poco
ogni giorno.
sono stupito che gli altri
rimangano vivi e sani:
che svolgano le proprie attività,
annoiati e/o imbestialiti.
brulicano ovunque,
riempiono le strade e gli edifici.
questi sono i fortunati
sfortunati.”

“aspiro il mondo attraverso questo sigaro-
e poi lo butto fuori.
sono calmo, sono stanco, sono calmo e
stanco.
Mozart, cosa ne pensi?
perché gli dei ci prendono in giro mentre
ci avviciniamo all’oscurità
eterna?
del resto, chi vuole starsene qui
PER SEMPRE?
Un giorno alla volta è già difficile
abbastanza.”

“un colpo di cannone!
un’esplosione!
dopo un fotofinish
il numero del tuo cavallo che sale al primo
posto
sul tabellone!
è il ruggito dell’impossibile.
è meraviglioso come lo schiudersi di un fiore.
e tu sei lì, che provi tutto
questo.”

“ho cominciato a bere a
undici anni
dopo aver scoperto una cantina con il vino
nello scantinato di un amico
d’infanzia
e
da allora
sono stato in galere 15 o
20 volte,
mi sono beccato 4 D.U.I,
ho perso 20 o 30 lavori
orrendi,
mi hanno picchiato e abbandonato
morente in parecchi vicoli
nei bassifondi, sono stato ricoverato
due volte e
ho vissuto un numero infinito di avventure
selvagge e
suicide.
ho bevuto, con
gusto, per 54 anni e ho intenzione di
continuare
a farlo”

“le cose non diventano mai brutte abbastanza
da non ricordarsi
che forse non sono state
mai così belle.”

“abbiamo nuotato controcorrente
attraverso tutti quei fiumi di
merda –
non conviene affogare
adesso
e sprecare interamente quella
valorosa e stupida
battaglia.”

“non è affatto necessario
tremare nell’oscurità tra
candele di cera tremolanti.”

“in generale, la maggior parte della gente non
pensa troppo alla
morte,
è troppo occupata a combattere
un giorno dopo l’altro
per
la sopravvivenza.
quando la morte arriva
non è così dura per loro
stanchi e sfiancati come sono
così si arrendono
perdono.”

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Factotum – Bukowski

“Arrivai a New Orleans sotto la pioggia alle cinque del mattino. Mi fermai alla stazione degli autobus per un pò ma la gente mi deprimeva tanto che presi la valigia, uscii nella pioggia e cominciai a camminare.”

“Mi venne in mente mio padre che tutte le sere tornava a casa e parlava del suo lavoro a mia madre. La solfa sul lavoro cominciava appena entrava in casa, continuava alla tavola della cena e finiva in camera da letto, con mio padre che gridava “spegnere le luci!” alle otto, per riposarsi bene e essere in forma per il lavoro del giorno dopo. Non c’erano altri argomenti di conversazione tranne il suo lavoro.”

“Andai al bar, presi una bottiglia di birra, la aprii, tornai al mio posto e mi sedetti. poi andai a prendere un sigaro e un sacchetto di patatine. Finii la birra, mi alzai, trovai una bottiglia di vodka, una di scotch e mi sedetti di nuovo. Li mescolai con un pò d’acqua; fumai sigari e mangiai carne secca, patatine e uova sode. Continuai a bere fino alle cinque del mattino.”

“La gente saliva sciamando dalla sotterranea. Come insetti, senza volto, impazziti, mi sbattevano contro, mi venivano addosso, mi circondavano, implacabili. Giravano come trottole, si urtavano, si spingevano; emettevano suoni orribili”

“Quando arrivai a Filadelfia trovai una pensione e pagai una settimana di affitto anticipato. Il bar più vicino aveva cinquant’anni. Si sentiva la puzza d’orina, merda e vomito di mezzo secolo venir su dai cessi nel seminterrato attraverso il pavimento”

“Mi alzai e tornai alla pensione. Splendeva la luna. I miei passi echeggiavano nella strada vuota come se qualcuno mi stesse guardando. mi guardai intorni. mi sbagliavo. Ero solo.”

“Lavoravi otto ore e il capo ti chiedeva gli straordinari. Mai che ti mandassero a casa dopo sei, per esempio. Poteva restarti il tempo per pensare.”

“L’amore è per la gente vera”

“Ecco di che cosa aveva bisogno un uomo: speranza. Era l’assenza di speranza a scoraggiare un uomo.”

“Ma purtroppo morir di fame non faceva diventare veri artisti. Anzi. L’anima dell’uomo ha radici nello stomaco. Chiunque scrive molto meglio dopo una bistecca di manzo e una pinta di whiskey che non dopo una tavoletta di cioccolato da cinque cents. Il mito dell’artista morto di fame è una balla. Quando ci si accorge che sono tutte balle si comincia a farsi furbi e a succhiare il sangue dei propri simili. Avrei costruito un impero sui corpi spezzati e sulle vite rovinate di uomini, donne e bambini indifesi…gliel’avrei messo in culo quant0era lungo. Gliel’avrei fatta vedere io!”

“Mi alzai in piedi con il bigliettino di accettazione in mano. IL PRIMO. Dalla rivista letteraria numero uno d’America. il mondo non mi era mai sembrato così bello, così pieno di promesse.”

“Cominciai a sentire che era ora di andarsene da St. louis. Decisi di ritornare a Los Angeles; nel frattempo continuai a scrivere racconti in stampatello col solito ritmo, a ubriacarmi, ad ascoltare la Quinta di Beethoven, la Seconda di Brahms…”

“Tornai in camera mia e cominciai a fare i bagagli. Fare i bagagli è sempre divertente.”

“Non riuscivo a decidermi a dare un’occhiata alle offerte di lavoro. non sopportavo l’idea di sedermi davanti ad un uomo dietro una scrivania e dirgli che volevo un lavoro, che avevo i requisiti necessari. la vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, ma per un pò almeno non ti prende alla gola.”

“Si tirò su la sottana. Era come l’alba della vita e dell’allegria, era il vero significato del sole.”

“Tutti gli scrittori credono di essere bravi”

“Le donne, pensai, le donne sono magiche. Che esseri meravigliosi!”

“Non avevo mai visto occhi così belli. La finestra era aperta e il sole li illuminava. C’era l’anima in quegli occhi”

“Quando si è stravolti dalla sbronza della sera prima non bisognerebbe mai sdraiarsi sulla schiena e fissare il soffitto di un magazzino. Alla fine le travi di legno ti fregano; e i lucernari… si vede la rete metallica nei lucernari di vetro… e quel filo di ferro chissà perchè fa venire in mente la galera. poi c’è la pesantezza agli occhi, la voglia di bere, e il rumore della gente che si dà da fare; li senti, capisci che l’intervallo è finito, devi tirarti su e cominciare a muoverti e a preparare pacchi….”

“Fui costretto a umiliarmi per avere il posto… racontai che mi piaceva pensare al mio lavoro come a una seconda casa. Questa trovata piacque molto.”

“…i grandi amatori erano sempre gente che se la prendeva comoda. Scopavo molto meglio da barbone che da timbracartellino.”

“Entrai e comperai il biglietto. Poi andai alle panche con gli schienali di legno e mi sedetti insieme agli altri passeggeri. Eravamo seduti tutti insieme, ci guardavamo ma facevamo finta di niente. Masticavamo gomma, bevevamo caffè, andavamo al cesso, pisciavamo, dormivamo. Restavamo seduti su quelle panche a fumare sigarette che non avevamo voglia di fumare. Ci guardavamo e quello che vedevamo non ci piaceva. Guardavamo gli oggetti sui banchi e le rastrelliere: patatine, riviste, noccioline, best seller, gomma da masticare, pasticche al fluoro, pasticche di liquirizia, fischietti.”

“Era bello essere di nuovo per le strade”

“Come cazzo si poteva pensare che fsse divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la soneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivare in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?”

“Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena. La vecchia storia del bene e del male.”

“Arrivavo sempre al lavoro con la nausea ma sano e salvo. Il che dimostra che Schumann era più relativo di Shostakovich…”

“La fabbrica era un labirinto di vicoli e sentieri lungo i quali nemmeno i topi riuscivano a sctrisciare, stanzoni lunghi e stretti con uomini e donne seduti a lavorare sotto lampadine da trenta watt, a far andare pedali, a infilare aghi aguzzando la vista, senza mai alzare gli occhi o parlare, chini e silenziosi, a produrre.”

“Probabilmente il tizio che le compilava nell’altra filiale aveva troppa paura per distrarsi. Di solito si tratta di qualcuno che ha appena pagato la settima delle trentasei rate della macchina nuova, sua moglie va a scuola di ceramica il lunedi sera, gli interessi del mutuo lo mangiano vivo e ciascuno dei suoi cinque figli si scola un quarto di gallone di latte al giorno.”

“Andando alla Yellow Cab Company, passai davanti al Cancer Building e ricordai che c’erano cose peggiori che cercare lavoro quando non se ne aveva voglia.”

“Pensai che era molto bello che ci fossero tante possibilità di lavoro, ma anche un pò preoccupante… probabilmente ci avrebbero messo l’uno contro l’altro, in qualche modo. la sopravvivenza del più forte. In America c’era sempre gente che cercava lavoro. Cerano sempre tutti quei corpi da sfruttare. E io volevo fare lo scrittore. Quasi tutti erano scrittori. non tutti pensavano di poter diventare dentisti o meccanici, ma tutti erano sicuri di poter diventare scrittori. Di quei cinquanta uomini nella stanza, probabilmente quindici credevano di essere scrittori. Quasi tutti usavano le parole ed erano capaci di metterle per iscritto, vale a dire che quasi tutti avrebbero potuto essere scrittori. Ma fortunatamente la maggior parte degli uomini non sono scrittori e nemmeno tassisti, e alcuni…molti…non sono  niente del tutto, purtroppo.”

“Non voglio fare la predica, ma una cosa posso dire con certezza… la gente fa una vita difficile, impazzisce, e la pazzia salta fuori quando guidano.”

“Era affamata e di gusti difficili, e bella, in un certo senso, ma non aveva abbastanza numeri per diventare quello che credeva di essere.”

Shakespeare non l’ha mai fatto – Bukowski

“Non molto da dire sul volo: Linda Lee e io siamo stati accusati di fumare marijuana. Dopo dieci o venti minuti buoni abbiamo convinto il capitano, o chiunque fosse, che non fumavamo marijuana. Abbiamo bevuto tutto il vino bianco disponibile, poi tutto quello rosso. Linda si è addormentata e io ho bevuto tutta la birra che c’era sull’aereo.”

“Ha cominciato a parlare qualcun altro. Uno scrittore francese con i baffi a manubrio. Non diceva niente ma continuava a parlare.”

“A quella ragazza piaceva tutto quello che mi annoiava e tutto quello che piaceva a me annoiava lei. Eravamo compagni perfetti: ciò che ci faceva tirare avanti era la tollerabile e intollerabile distanza tra di noi. Continuavamo a incontrarci ogni giorno – e ogni notte – senza risolvere niente e senza nessuna probabilità di trovare una soluzione. Perfetto.”

“Alla gente piace fare foto. A me non dispiace. Sento che coglie solo il processo del morire, che lo tiene sospeso un momento, e sì, può essere divertente.”

“Maledizione, ho pensato, maledizione maledizione maledizione maledizione. La Famiglia, Dio, la Patria, i Soldi. Il Senso di Colpa, e il Dovere. Cristo. Il Peccato. Maledizione, maledizione  e maledetti i postumi di sbronza, a sudare sulla croce, con il culo che puzza, le budella che si torcono, il cervello oscurato, la lana in gola, il dolce sonno come unica possibilità, il dolce sonno come unica cura…”

“Ancora non posso soffrire le letture di poesie; mi ubriaco e litigo con il pubblico. Non ho mai scritto poesie per leggerle, ma di certo mi rendeva i soldi per l’affitto. A tutti i poeti che ho conosciuto, e ne ho conosciuti troppi, piace tenere letture. Io mi sono sempre sentito solitario, disadattato, ma i miei confratelli poeti sono molto estroversi, molto socievoli, a quanto pare. Non mi piacciono, li evito.”

“Carl ha bevuto ma non è un alcolizzato; l’ha fatto per me, e ci abbiamo dato dentro. Non c’è niente come il bere, che ti faccia sentire a casa dappertutto; la bottigilia non ha bisogno di nessun interprete.”

“Ciò che interessa la maggior parte delle persone mi lascia del tutto indifferente. Comprende un elenco di cose come: balli di società, montagne russe, andare allo zoo, picnic, film, planetari, guardare la televisione, le partite di baseball; andare ai funerali, matrimoni, feste, partite di pallacanestro, corse automobilistiche, letture di poesia, musei, rally, dimostrazioni, proteste, giochi da bambini, giochi da adulti…non mi interessano le spiagge, il nuoto, lo sci, il Natale, il Capodanno, il 4 luglio, la musica rock, la storia mondiale, l’esplorazione spaziale, i cani da compagnia, il calcio, le cattedrali e le grandi opere d’Arte.
Come fa un uomo quasi senza interessi a scrivere di qualcosa, qualunque cosa sia? Bè, io ci riesco. Scrivo, e scrivo di quel che resta: di un cane randagio che scende lungo la strada, di una moglie che assassina il marito, dei pensieri e delle sensazioni di uno stupratore mentre azzanna un panino con un hamburger, della vita in fabbrica, della vita nelle strade e delle stanze dei poveri, dei mutilati e dei pazzi, di stronzate simili, scrivo moltissime stronzate così…”

“Non si rendeva conto che ogni volta che si sente di nuovo una canzone questa può diventare meglio, ma ogni volta che si sente di nuovo una poesia diventa solo peggio.”

“Se una donna decide di vendere le sue parti intime probabilmente non è molto diversa dal violinista che suona in un concerto: è la sopravvivenza nel solo modo che conosci, la morte arriverà ma è meglio imbrogliarla per farla aspettare un pò.”

“Il Grande Dio aveva troppi cannoni, per me, era troppo giusto e troppo potente. Non volevo essere perdonato o accettato o trovato. Volevo qualcosa di meno, qualcosa che non fosse troppo: una donna di bellezza media sia nello spirito sia nel corpo, un’automobile, una casa in cui abitare, un pò di roba da mangiare e non troppi mali di denti o gomme forate, niente lunghe malattie prima di morire; persino un televisore con dei brutti programmi sarebbe andato bene, e un cane, e pochissimi amici e un buon impianto idraulico, e abbastanaza da bere per riempire gli spazi fino alla morte, della quale (sebbene fossi un codardo) avevo pochissima paura. Per me la morte significa ben poco. E’ l’ultimo scherzo in una serie di brutti scherzi.
La morte non rappresenta nessun problema, per i morti. La morte è un altrofilm, andava bene così. La morte causa problemi solo a chi resta e ha avuto qualche rapporto con il deceduto, e questi problemi aumentano in proporzione diretta con la ricchezza che quest’ultimo si lascia alle spalle. Con un barbone dei bassifondi l’unico problema è liberarsi dei resti.”

“Aspettando abbiamo scattato qualche foto e poi ci siamo salutati e siamo saliti, e abbiamo fatto anche i saluti dal finestrino mentre il treno partiva. Se ti importa di qualcuno, questo è uno degli avvenimenti più tristi della vita e degli esseri viventi, e il trucco migliore è fingere di essere annoiati, altrimenti può diventare imbarazzante, e poi il treno non si ferma nè inverte il senso di marcia, non là comunque, e quindi è un pò come morire lentamente, per niente bello, è meglio entrare nello scompartimento e sedersi a cercare carte geografiche e sigarette, a controllare che i bagagli non ci cadano in testa, a vedere se i braccioli si possono piegare in modo da potersi allungare, a controllare il passaporto e la stitichezza, poi pensare a come e quando riuscire a conquistarsi il primo drink.”

“Tutto quello che chiede la maggior parte della gente sono tre pasti completi e un pò di sesso e nella maggior parte del mondo glielo negano, negano questi desideri basilari. Io sono uscito dal basso ceto, senza istruzione, e stavo su un treno con una bella donna e mi stavo avvicinando a Parigi, mi stavo avvicinando ai sessanta, sconvolto e stordito, lamentandomi della mia sorte. Che uomo disgustoso ero diventato, che piagnucolone…Bè merda, sapete, volevo la botte piena e la moglie ubriaca…”

“Il treno continuava a viaggiare e fuori vedevamo i paesini e proprio come in Germania sembravano strani e lindi, come usciti da una favola, le strade piccole e con l’acciottolato, i tetti alti, ma anche là c’era sofferenza, lascivia, assassinio, pazzia, tradimento, inutilità, paura, ottusità, falsi dei, stupro, ubriachezza, droga, cani, gatti, bambini, tv, giornali, toilette intasate, canarini ciechi, solitudine… La creazione sembrava un’evasione, un modo di gridare, ma con tante cose create malatamente, toilette intasate e creazione intasata.”

“Ce ne sono moltissimi, in effetti la maggior parte delle persone vive sotto la bandiera della tregua: si rende conto che le cose non funzionano in modo proprio perfetto, ma non importa, accontentiamoci, dicono, non serve a niente percorrere di nuovo tutta la trafila, che cosa danno alla tv, stasera? Niente. Bene, guardiamola lo stesso. E’ meglio che guardarsi in faccia, è meglio che pensare a quello. La tv tiene insieme più coppie male assortite di quanto non facciano i figli o la chiesa.”

“Non posso soffrire la mia faccia, non posso soffrire gli specchi; abbiamo sbagliato strada in qualche punto, in qualche momento, molto tempo fa, e non riusciamo a trovare  la strada per tornare indietro. Che schifo, eh, fratello, che la nostra merda sembri meglio di quel che sembriamo noi…”

“Questo è un altro errore che la gente fa viaggiando: si amministra male e si sottopone a mutilazioni con bagagli inutili e macchine fotografiche inutili. Tutto quel che occorre è una macchina per scrivere portatile, un sacchettino con calzini e biancheria intima, un cavatappi e un temperino.”

“Parigi beveva e mangiava per tutta la notte; al contrario degli americani, i suoi abitanti non pensavano mai all’indomani. Almeno così sembrava. E, come il solito, il cameriere francese è stato gentile ed efficiente. Sono ancora in cerca del famigerato cameriere francese con la puzza sotto il naso. Suppongo che dovrò fare un altro viaggio. Di quella sera ricordiamo poco, abbiamo bevuto e mangiato e bevuto e bevuto. Sembrava che tutti vivessero bene, che la vita fosse solo uno scherzo.”

“L’aereo sembrava pieno di americani. Tutti i loro movimenti erano come se fossero su un palcoscenico. E’ così che si distingue un americano.”

“ricordo che i suoi libri erano
come cibo per me
quando non avevo cibo.”

E così vorresti fare lo scrittore – Bukowski

“the way to create art is to burn and destroy
ordinary concepts and to substitute them
with new truths that run down from the top of the head
and out from the heart.”

“creation is like anything else good:
you have to wait on it; ambition has killed more
artists than indolence”

“the strop landed
again
and then I knew why I had
wanted to
fly…to fly
right through the walls,
to fly
right out the window,
to any place but
here.”

“the most terrible thing about life
is finding it gone”

“my mother wouldn’t
say much,
she’d be busy in
the kitchen,
but my father
always had something
to say
and it was always
the
same:
well, henry, what
have you been doing
all day?
nothing.
nothing? what the
hell kind of answer is
that?
I wouldn’t reply,
not to him,
he would never
know,
I’d die before I
would tell him
anything,
he could kill me
before I’d tell
him.
him and his shoes,
him and his ears,
him and his hairy
arms.
whatever it was
I had
done,
it belonged only to
me.”

“I got up and walked
down to the library.
I went inside
found a book and
sat down
at a table.
I began to read
the book.
the meaning was
too deep
for me
then.
so i put it
back on the shelf
walked back outside
and waited.”

“America at work,
where they rip out your intestines
and your brain and your
will and your spirit.
they suck you dry, then throw
you away.
the capitalist system
the work ethic.
the profit motive.
the memory of your father’s words,
work hard and you’ll be
appreciated.
of course, only if you make
much more for them than they pay
you.”

“after a moment i hear gunshots off somewhere in the
distance.
the contest of life continues.”

“What you do is take whatever luck comes your way and
pretend
you know more than you ever
will.”

“life is full of happy
miracles
here in the cool dark
winter evening.”

“meanwhile, some wild-eyed young man
alone and unknown in a room
will be writing things that will make you forget
everybody else
except maybe the young man to
follow after
him.”

“I mean, men once wrote with
quill pens.
we must move on.
so I cleared the desk off for the new
computer.”

“for the time
being
my old IBM has
risen from the grave,
the bottle of beer
is to my left. and the little red
radio to my right is
playing
Bach”

“It’s true:
pain and suffering
helps to create
what we call
art.”

“the higher you climb
the greater the pressure
those who manage to
endure
learn
that the distance
between the
top and
the bottom
is
obscenely
great.
and those who
succeed
know
this secret:
there isn’t
one.”

“we all go through it, those times
when we decide to angrily challenge everyone and
everything.”

“old habits often die
as slowly
ad so
old men.”

“weawe between a Volks and a Fiat.
as flecks of rain spatter the
windshield
I decide not to die just
yet:
this good life just smells too
sweet.”

Compagno di sbronze – Bukowski

“è poca la gente con cui possa trovarmi in una stanza per più di cinque minuti senza sentirmi stomacato”

“Non immagazzinate più di quanto possiate ingoiare: amore, calore o odio che siano.”

“La differenza tra Democrazia e Dittatura  è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono gli ordini; in una Dittatura non c’è bisogno di sprecare il tempo andando a votare”

“I finocchi sono peggio degli ebrei. Voglio dire che gli ebrei preferiscono morire piuttosto che sganciare un soldo. E i finocchi sono bugiardi.”

“Non troverò più un compagno di sbronze come lui. Sono tutti addormentati e sani e educati. C’è bisogno di un vero figlio di puttana come lui di tanto in tanto. Ma, come dice la canzone, dove sono finiti tutti quanti?”

“E lo scrivere che sceglie te e non tu lo scrivere”

“I grandi poeti muoiono in pitali di merda fumante”

“Ma io li ho avuti i miei riconoscimenti. Da parte dei miei amici delle poste. Sono conosciuto come ubriacone e come scommettitore.”

“E’ bello guardare in alto qualche volta, è bello avere degli eroi, è bello trovare qualcuno che porta un pò del tuo peso.”

“I libri brutti sono come le donne brutte: non ci si può mica cavarne fuori molto.”

“Ci sono delle persone che devono sempre andare da qualche parte.
Andiamo al cinema!
Andiamo in barca!
Andiamo a scopare!
Andate a cagare tutti quanti, dico sempre io, lasciatemi in pace qui”

A sud di nessun nord – Bukowski

“Non so come sia, bisogna sperimentarlo per capire, ma dopo che due se le sono date di santa ragione per otto o nove ore si stabilisce tra loro uno strano senso di fratellanza”

“Mi sento un dio. la boxe è arte, inutile negarlo. Ci vuole del fegato per essere un grande artista e ci vuole del fegato per essere un grande pugile”

“Era circa mezzanotte ed ero nel solito stato di confusione. insomma, sapete com’è, niente va bene: le donne, i lavori che ci sono, quelli che non ci sono, il tempo, i cani. Finchè si raggiunge una specie di prostrazione e si sta ad aspettare, come quando si è seduti sulla panchina, alla fermata di un autobus, in attesa della morte.”

“Non m’importava niente della minaccia comunista nè di quella nazista. Volevo ubriacarmi, volevo scopare, volevo fare una buona mangiata, volevo cantare davanti a un boccale di birra in un sudicio bar, fumandomi un sigaro. non avevo coscienza. Ero uno sciocco, uno strumento.”

“La mia mente era in guerra con la vita schifosa che mi era toccata e l’unico modo per calmarmi era bere e bere e bere.”

“finanziariamente parlando era un dato di fatto che te la passavi meglio se avevi la passera invece dell’uccello.”

“Harry si sedette a uno dei vecchi tavoli. il caffè era buono. Aveva tretott’anni ed era un uomo finito. Sorseggiò il caffè e si mise a pensare dove aveva sbagliato e dove ci aveva azzeccato. Si era semplicemente stufato…del mondo delle assicurazioni, degli uffici angusti con gli alti tramezzi di vetro, dei clienti. Si era stufato di tradire sua moglie, di palpare le segretarie nell’ascensore o nei corridoi. Si era stufato delle feste di Natale e di quelle di Capodanno e dei compleanni e delle rate della macchina nuova e di quelle dei mobili, delle bollette della luce, del gas, dell’acqua, di tutto quello stillicidio di necessità che lo dissanguava”

“Sento il dolore che mi si arrampica addosso. E’ come una seconda pelle. Vorrei potermela sfilare come fanno i serpenti.”

“Quello che rifiutavo della guerra non era il fatto che avrei dovuto uccidere qualcuno o essere ucciso senza ragione. La cosa mi sembrava irrilevante. Quello che non potevo sopportare era l’idea di essere privato del diritto di starmene in una stanzetta a digiunare, a bere vino da quattro soldi, a uscire di testa a modo mio quando mi andava.
Non volevo essere svegliato da una tromba, non volevo dormire in una caserma con un branco di sani, rosei, cordiali, terrorizzati bomboloni americani, fissati con il sesso, pazzi per il football, sovralimentati, fatti di marjuana, sempre pronti a sparare cazzate, scorreggioni e mediocri. Ragazzi con cui avrei dovuto fare amicizia, con cui mi sarei dovuto sbronzare durante le ore di uscita, con cui avrei dovuto starmene sdraiato ad ascoltare un mucchio di barzellette sporche, trite e poco divertenti. Non volevo avere niente a che fare con le loro lenzuola ruvide, le loro uniformi che prudevano, la loro umanità scadente. Non volevo cacare nello stesso posto o pisciare nello stesso posto o scoparmi la stessa puttana. Non volevo vedere le loro unghie dei piedi o leggere le lettere che ricevevano da casa. Non volevo dover guardare i loro culi che mi ballonzolavano davanti a ranghi serrati, non volevo farmi degli amici, non volevo farmi dei nemici, non sapevo cosa farmene di loro nè di tutta la faccenda. Uccidere o crepare era secondario.”

“L’assicurazione contro la disoccupazione scadeva ed eccoci là come topi, topi che non avevano un posto dove nascondersi, topi con l’affitto da pagare, pance vuote che avevano fame, cazzi che diventavano duri, l’umore sotto i tacchi, senza educazione e senza un mestiere. Una bella merda, come si suol dire, ma questa è l’America. Ci accontentavamo di poco, ma quel poco non riuscivamo ad averlo. Una bella merda.”

“Il sollievo più grande è quello di non dover più incontarre altri esseri umani sul marciapiede, di non essere più costretto a guardarli camminare grassi e corpacciuti, con i loro occhietti da topo, le loro facce crudeli, la loro animalesca robustezza. Che sogno: non dover più guardare in faccia un altro essere umano.”

“non si può soffrire più di quello che ha deciso la natura.”

“Sedetti sul tappeto e sentii la luce elttrica, i beveraggi che passavano attraverso il mio corpo come una parata, come un brano di blues, come un attacco di pazzia.”

“Quando la mente mi si schiarì eranop le quattro del mattino. Tutte le luci erano accese e la gente era scomparsa. io stavo ancora seduto lì. Trovai una birra tiepida e me la bevvi. Poi andai a letto con la sensazione che tutti gli ubriaconi conoscono bene: mi ero comportato da stupido ma chi se ne frega.”

“Tirò via il catetere. Fuori dalla finestra la mia croce blu e rossa girava, girava. Cristo appeso al muro con un pezzo di palma secca ai piedi. Non c’era da meravigliarsi che gli uomini si rivolgessero agli dei. Era molto duro affrontare le cose direttamente, da soli.”

“Era così l’ospedale e allora non sapevo che vent’anni dopo ci sarei tornato, sempre nel reparto dei poveri. ospedali e garage e puttane: ecco le università della vita. Ho preso diverse lauree. Chiamatemi dottore…”

“L’ambulanza oscillava, sussultava. mi sforzai il più possibile di trattenere il sangue perchè non volevo diffondere il puzzo dappertutto. Oh, disse una donna nera, non riesco a crederci che stia capitando a me, non riesco a crederci. Oh, Dio, aiutami!
Dio è molto popolare in questo genere di posti.”

Il grande (poesie) – Bukowski

“America the beautiful
suddenly turned
ugly.
time after time,
in life after life,
in way after way,
some will
always be
classically
screwed.”

“I am aware that no man is
a great writer.
he may have been a
great writer,
but it’s a process which
begins again and over
again
and all the praise,
the cigars, the bottles of
wine sent in
honor
will not get the next
line down,
and that’s all that counts,
the past is
useless,
now is in the laps of
the gods
as the centuries fall
away
in their rotten
swift
luxury.”

“Minor and trivialcomplaints,
constantly aired,
might drive a saint mad,
let alone a common good
old boy (me)”

“don’t worry
hell will return,grown
stronger”

“let’s find something to do…but I know better, I know
that they don’t know any more than I do and they
are probably more scared, I had my fling
ripping at the walls, I used to stand and beat
my hands against the bricks until they bled and
I kept punching but the world stayed there
unlikeable, monstrous, deadly.”

“all our neighbors think that
we are
weird.
and we think that they
are.
and we’re all
on
target.”

“after this long fight
I have no intention of
quitting shorts.
or late.
or satisfied.”

“you have me
and the nuns and the monks have
God.”

“Outside the night is
past midnight.
inside, there is no
time.”

“the rivers of hell are mine, they aren’t yours
they’re mine, flowing hot and dirty and
endless
they’re mine, all mine,
special,
for me,
nobody else,
they’re mine
rushing me along,
night and day,
week after week, month after month,
year after year,
they’re mine,
you hear me?”

“if I can find one hour of peace a day
I can survive.”

“anything more than that would
wipe us
both
out”

“beware these who rally too often to
popular causes,
not because the cause is
necessarily wrong
but because their motive is
self-serving – the cause being
their cause.
those people who swarm to
the ringing of bells  and
speeches to the gatherings of
the righteously
indignant”

“but as a joung man I know that he (Dostoevsky)
got me throug the factories,
past the whores,
lifted me high through the night
and me put down
in a better
place.”

“safe lives hiding,
almost
stopped,
the breathing of
bodies and little
else.”

“something about me bothered
him:
white skin.
brother, that’s just the way it
is.”

“the sun is dead.
the day is dead,
the living are dead.
only hell lives
on.”

“the young are no help either,
they are shining mirrors without
reflection.”

“this is an excellent wine.
it connects me with infinity.
a man without wine is like a fish without
water,
a bird without wings.
wine runs in the blood of the tiger
and me.
death  is inferior
to this.
it can only win an obvious
victory.”

“pain seeks each individual
separately
and that’s where hell
begins
stays
festers
celebrate
its greatness.
now.”

“dinner soon
and the boxing matches on
tv,
later a bottle of
cabernet.
it’s so nice, this
road to
hell.”

“Sitting in this old chair, listening to Bach,
the music splashes across me, refreshing, delightful.
I need it, tonight I feel like a man who has come back
from the same old war, death in life,
as my guts say not again, not again, to have fought
so hard for what?
too often, the only escape is sleep.
Bach saves me, momentarily”

“I still have the walls, I still have my
death to do.
I am alone but not lonely.
we all expect more than there
is.”

“but doesn’t know
how nervously
and incompletely we
humans
sleep.
and live.”

“centuries don’t change men,
they only make them seem more
foolish.”

“how could they have done so
well
and then so
badly?”

“I am soon going
to die
but I feel no
remorse about
this.
Bach and I are
in this
room
together.
his music nows
lifts me beyond
pain
and my
pathetic
self-
interest.
Bach, thanks to you,
I have no
living
friends.”

“careful poetry
and careful
people
last
only long
enough
to
die
safely.”

Post office – Bukowski

“Non era male, davvero, era una bella scopata, ma come tutte le scopate dopo la terza o la quarta notte cominciai a perdere interesse e non ci tornai”

“Ma non potevo fare a meno di pensare, Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me, oh, si si si…”

“Poi Betty trovò un lavoro, dattilografa, e quando si vive con una donna e lei trova un lavoro si nota subito la differenza. Continuavamo a bere tutte le sere e la mattina lei usciva prima di me, stravolta. Adesso sapeva che cosa si provava”

“Piccola non essere ingenua. Qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro; invece ci vuole cervello per cavarsela senza lavorare. Qui la chiamiamo l’arte di arrangiarsi. E io voglio diventare maestro in quest’arte”

“E pensavo: forse mi ci abituerò.
Non mi ci abituai mai.”

“Salud!! dissi”

“Potrei restare qui, pensai, io farei i soldi alle corse e lei mi consolerebbe nei momenti difficili, mi cospargerebbe il corpo di unguenti, mi preparerebbe da mangiare, farebbe conversazione, verrebbe a letto con me. Naturalmente ci sarebbero state le liti. E’ questa la natura della Donna. Alle donne piacciono i lanci di biancheria sporca, gli urli, le tragedie. Poi gli scambi di promesse. Io non ero molto bravo con le promesse”

“In quel periodo andavo forte con la musica classica perchè era l’unica cosa che riuscivo ad ascoltare mentre bevevo birra a letto la mattina presto”

“Il solo momento di solitudine della tua giornata, Chinaski, pensai, è quando vai o torni in macchina dal lavoro”

Confessioni di un codardo – Bukowski

“Andai al gabinetto e guardai con disgusto la mia faccia nello specchio. Sembravo uno che sa qualcosa, ma panzane, ero un falso, e non c’è niente di peggio al mondo che quando un uomo scopre all’improvviso di essere una balla dopo che ha passato tutta la vita a cercare di convincersi che non lo è. Guardai i vari lavandini, tubi e tazze, e pensai sono uguale a loro, anzi, peggio: avrei preferito essere uno di loro”

“Il vero casino della vita, pensò, era dovere fare i conti con i problemi altrui. I problemi degli altri ti possono logorare: restano sempre coinvolti in incidenti stradali, o ammattiscono o si dimenticano di pagare l’affitto, o lasciano il burro fuori dal frigo, soffrono d’insonnia oppure – se dormono – fanno dei brutti sogni. E non considerano mai il fatto che anche tu hai le tue rogne da grattarti. Ah bè…”

“Harry allungò la mano sul tavolo e spense la lampada. Era stata una sera buttata via: niente alla televisione come al solito, niente da leggere. Era mezzanotte e mezza. Almeno, non si era ubriacato. Ma forse sarebbe stato meglio. Almeno, un risultato lo avrebbe raggiunto. Ma certe sere erano tutte uno spreco; e certi giorni, e certi anni.”

“Poi vide l’auto. Un Alfa Romeo. L’aveva comprata lui a Diana. Azzurro cielo.”

“Se c’è una prova dell’esistenza di Dio, è l’arrivo di un carro attrezzi nel cuore della notte.”

“Il fatto è che ho dei problemi con gli esseri umani. Gli animali, li adoro. Non mentono mai, e di rado tentano di aggredirti. A volte fanno i furbi, ma questo è tollerabile. non vi sembra?”

“Gran parte della mia vita da ragazzo e da adulto l’ho passata in piccole stanze, raggomitolato a guardare le pareti, le persiane rotte, i pomelli dei cassetti dei comò. Non ero indifferente alla femmina, e la desideravo, ma non così tanto da dannarmi per procurarmela. Mi piacevano i soldi, ma anche l’, come per la femmina, non volevo fare le cose necessarie per averli.Volevo appena quanto mi bastava per una stanza e qualcosa da bere. Bevevo da solo, generalmente a letto. con le cortine abbassate. A volte andavo nei bar per dare un’occhiata alla specie umana ma la specie restava sempre uguale – niente di straordinario nella migliore delle ipotesi”

“In tutte le città setacciavo le biblioteche. Un libro dopo l’altro. Pochi mi dicevano qualcosa. Per lo più erano come polvere nella mia bocca sabbia nella mia mente. nessuno aveva niente a che vedere con me o con quel che provavo: dove mi trovavo – in nessun posto – che cosa facevo – niente – e che cosa volevo – sempre niente. I libri del passato servivano soltanto a ingigantire il mistero di avere un nome e un corpo, di camminare, parlare, fare le cose. Nessuno sembrava corrispondere alla mia particolare pazzia.”

“La gente non ha senso dell’umorismo. Si prendono tutti così cazzutamente sul serio”

“Scrivo ancora. nei primi quattro mesi di quest’anno ho scritto duecentocinquanta poesie. Sento ancora la follia scorrermi dentro, ma ancora non ho scritto le parole che avrei voluto, la tigre mi è rimasta sulla schiena. Morirò con addosso quella figlia di puttana, ma almeno le ho dato battaglia. E se fra voi c’è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore, gli consiglio và avanti, sputa in un occhio al sole, schiaccia quei tasti, è la migliore pazzia che possa esserci, i secoli chiedono aiuto, la specie aspira spasmodicamente alla luce, e all’azzardo, e alle risate. Regalateglieli. Ci sono abbastanza parole per noi tutti.”

“Mi alzo e vado nel retro. C’è Fellini appoggiato a una parete. Non quel Fellini là. Questo fa il cameriere”

“…e che il mio amico desidera un bicchiere di Corvo di Salaparuta bianco…”

“Mangiare è più bello che scopare, ci metti più tempo e lo puoi fare più spesso”

“Fellini mi mostri un giocatore che non esagera e io le mostrerò un bugiardo”

“Harry alzò lo sguardo al cielo tra i puntolini. Il cielo era azzurro, e maledettamente alto. Harry continuò a guardare in su cercando di rubare qualche impressione netta. ma non ottenne niente. Nè un senso di eternità, nè Dio. Neppure il Diavolo. Ma per trovare il Diavolo, prima bisogna trovare Dio. La successione è questa.”

“Il problema essenziale del suicidio era l’idea che potesse risolversi in un peggioramento. Quello di cui aveva veramente bisogno era una bottiglia di birra ghiacciata, con l’etichetta fradicia ma non del tutto, e quelle bellissime goccioline gelate sulla superficie del bicchiere”

“Il traffico di prima sera cominciava a intasare il viale. Dietro di lui il sole andava giù. Harry osservò i guidatori delle macchine. Sembravano infelici. Il mondo era infelice. Gli uomini erano al buio. Gli uomini erano delusi e spaventati. Gli uomini erano in trappola. Gli uomini erano affannati e sulla difensiva. Sentivano che le loro vite si stavano sprecando. E avevano ragione.”

Storie di ordinaria follia – Bukowsky

“Si lo sono. E’ non è tanto per non ammazzare la gente, quanto che non sopporto la vita di caserma, dormire con un branco di uomini che russano e poi essere svegliato da un cazzone che suona la tromba, e non mi va di indossare una ruvida camicia verde-oliva. Ho la pelle molto sensibile”

“Le uniche mie gioe erano mangiare, bere birra e andare a letto con Sarah. Non quel che si dice gran vita, ma tocca ccontentarsi”

“Anche un pochino di vita ti è cara, quando sei alla fine della vita”

“Voglio dire, quando sei ubriaco, la fortuna t’ha da assistere per forza, anche se non sei nato fortunato, la fortuna t’ha da aiutare”

“Che significa sposarsi? il matrimonio è solo la scopata santificata, e una scopata santificata finisce sempre, immancabilmente, per venire a noia, per essere un lavoro, ma è ben questo che il mondo vuole: che un povero figlio di puttana, in trappola e felice, abbia il suo lavoro da svolgere”

“Le donne non mancano mai quando bevi e stai allegro e te ne freghi e ci hai un sacco di soldi”

!Qualsiasi cosa, del resto, è una perdita e spreco di tempo: tranne fottere di gusto o creare qualcosa di buono o guarire o correr dietro a una specie di fantasma-amore-felicità, tanto tutti finiamo nel mondezzaio della sconfitta: chiamala morte, chiamala errore.”

“In sostanza tutti quanti, dal primo all’ultimo, chi in un modo chi in un altro, tutti sono convinti di aver trovato il sistema per vincere.”

“Hemingway, lui aveva i suoi tori, a me, datemi solo un cavallo. per me è la prima cosa”

“La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel pò”

“A casa mia trovai una pinta di whiskey, la bevvi, bevvi quattro barattoli di birra e scrissi il prezzo per la rubrica. Trattava dìuna mignotta da un quintale che m’ero scopato a Filadelfia. Ne venne fuori un discreto pezzo. ne corressi gli errori di macchina, poi mi feci una sega e andai a letto”

“Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare”

“Ma del resto non m’intendo di politica, è una truffa. Alla fine la storia ci si fotte, a tutti quanti. A me, m’aveva fregato in anticipo: cucinato e condito, fottuto e fatto fuori”

“I giornalisti sono la geniapiù vile che c’è. Perfino quelli che vanno a frugare fra la mondezza hanno più anima di loro, ma senz’altro”

“I pesci piccoli se la pigliano sempre nel culo. Così è scritto nella storia”

“Mi guardai intorno. Non c’era nessuna donna, lì in quel caffè. Ripiegai sulla cosa che sta al secondo posto in graduatoria: sollevai il mio bicchiere e lo scolai”

“Sicchè a me mi toccava andare a fare quattro passi lungo la spiaggia. Per fortuna era ancora presto e non ero costretto a contemplare quella vasta distesa di umanità sprecata, corpi pigiati a fianco a fianco, quelle cose di carne vomitosa, merdosa e cancerosa. Non ero costretto a vederli passeggiare su e giù con i loro orrendi corpi e le loro vite vendute – senza occhi, senza voce, senza niente, e senza saper niente – solo merda, feccia della feccia, sudiciume”

“Il sole stava sorgendo. il mondo si destava. Certuni si svegliavano coi postumi della sbornia. Certi altri, con pensieri di chiesa. Perlopiù però dormivano ancora. Era domenica.”

“Nella società del denaro, il denaro è magia”

“Il giaio con i soldi è di due tipi: averne troppi o averne troppo pochi”

“Bèh l’età non è mica una colpa”

“Tornai in cucina e bevvi dell’altra birra. Poi accesi la tivù. gente di carta. gente di vetro. mi pareva di diventare matto e la spensi. Bevvi dell’altra birra. Poi mi bollii due uova e mi frissi due fette di pancetta. Riuscii a mangiare. Certe volte te ne scordi. il sole filtrava dalle tende. Bevvi per tutto il giorno. Buttavo i vuoti nella mondezza. Il tempo passava.”

“In camera tua è meglio, senz’altro, ma l’esperienza insegna che, se bevi da per te, fra quattro mura, mica duri: non solo, quelle quattro pareti ti opprimono e, quindi, danno una mano agli oppressori tuoi, e invece, non bisogna dar loro una vittoria troppo facile. ci vuole un certo dosaggio, fra solitudine e folla, un certo equilibrio ecco il trucco, per non finire tra quattro pareti imbottite”

“E tu sei paranoico!
come no? quale persona sana di mente non lo è?”

“Seguitavo a cercar di ricordare cosa avevo fatto. mi veniva da piangere, ma non ci riuscivo. provavo solo un’amara stanchezza, una nausea triste: quando ti senti giù, che più a terra non potresti. mi capite cosa intendo. ognuno di voi l’avrà provata, qualche volta. a me capita spesso di provarla, troppo spesso.”

“Io aspettavo che Harvey cadesse lungo steso, a furia di bere. Mi rodeva il culo: mi stava alle calcagna, un bicchiere ogni due miei, e ancora si reggeva in piedi. Non capita spesso”

“La razza umana mi ha sempre disgustato. Ciò che, in sostanza, me la rende disgustosa è la malattia dei rapporti familiari, il che include il matrimonio, scambio di potere e aiuti, cosa che, come una piaga, come una lebbra, poi diviene: il tuo vicino di casa, il tuo quartiere, la tua città, la tua contea, la tua patria…tutti quanti che s’abbrancano stronzamente gli uni agli altri, nell’alveare della sopravvivenza, per paura e stupidità animalesca”

“Chi gioca i piazzati è uno che avrebbe preferito restare a casa, ma poi è andato lo stesso alle corse”

“Prima di frequentare gli ippodromi e quando ancora non era cominciata l’epoca dell’irrealtà sterilizzata e dell’innacquamento dei cervelli alla tivù, lavoravo come magazziniere, in una fabbrica di lampadari e affini, e, ben sapendo che le biblioteche non servono a niente e che i poeti sono tanti fasulli lagnosi, io facevo le mie scuole nei caffè e nelle arene di pugilato”

“la metà del salario se ne va in tasse e tributi, l’altra metà, in automobili, insulsi televisori, mogli stupide e assicurazioni varie”

“Spesso lo stato della cucina riflette lo stato della mente. gli uomini confusi e insicuri, d’indole remissiva, sono dei pensatori. le loro cucine sono come le loro menti, ingombre di rifiuti, stoviglie sporche, impurità, ma essi sono coscienti del loro stato mentale e ne vedono il lato umoristico. a volte, presi da uno slancio focoso, essi sfidano le eterne deità e si danno a metter ordine nel caos, cosa che a volte chiamiamo creazione; così pure a volte, mezzo sbronzi, si danno a pulire la cucina. ma ben presto tutto torna nel disordine e loro a brancolare nelle tenebre, bisognosi di pillole e preghiere, di sesso, di fortuna e salvazione. l’uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco, diffidatene. lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita e la sua mania per l’ordine, dentroo e fuori, è solo un avvilente compromesso, un complesso difensivo e consolatorio. basta che l’ascolti per dieci minuti e capisci che lui, in vita sua, non dirà mai altro che cose insensate e noiose. è un uomo di cemento.”

“S’incomincia a salvare il mondo salvando un uomo alla volta. tutto il resto è magniloquenza romantica e politica.”

“Vi sono brave donne a questo mondo, io ne ho persino conosciuto due o tre. poi ci sono le altre, un altro genere”

“Camminavo sotto il sole, chiedendomi che fare. Cammina e cammina, mi pareva di essere arrivato in capo al mondo, distrattamente”

“La storia umana avanza lentamente. per me, m’accontento di stare alla finestra”

“Ci azzittiamo, e il problema aleggia intorno a noi. frattanto, i bassifondi sono pieni di gente disincantata, emarginata; i poveri crepano all’ospedale perchè i medici scarseggiano, per loro; le prigioni sono tanto piene di gente perduta e smarrita che non bastano le cuccette e i carcerati dormono per terra; non tutti possono vivere di carità; e i manicomi sono pieni zeppi perchè una società che adopera la gente come pedine…
è dannatamente piacevole essere un intellettuale o uno scrittore e osservare tutte queste quisquili, fintanto che non è il tuo culo preso a zampate. Ecco una cosa che non va con gli intellettuali e gli scrittori: sono sensibili solo alle loro gioie e ai loro dolori. il che è normale ma schifoso”

“Quando fai una mossa tutto dovrebbe essere matematicamente previsto”

“Andai a prendere dell’altra birra, ci sedemmo. si sentiva, da fuori, la radio della stupida squadra volante. due giovanotti di 22 anni, con pistole e manganelli, si accingevano a prendere una decisione immediata, arbitri di duemila anni di idiota, omosessuale, sadica cristianità.
si sentivano a loro agio 8non c’è da stupirsi) nei loro giubbotti neri imbottiti, perlopiù i poliziotti provengono dai ceti medi inferiori, sono dei servi, non gli manca la bistecca, hanno una moglie con un culo e un par di gambe così così, una piccola casa tranquilla in via della Merda: sono pronti ad ammazzarti per dimostrare che Los Angeles aveva ragione. la portiamo dentro, signore, spiacentissimi, signore, ma è il nostro dovere, signore.
duemila anni di cristianità e che abbiamo ottenuto? poliziotti che cercano di tenere insieme una merda che va in putrefazione, e che altro? guerre a non finire, bombardamenti, grassatori per le strade, rapine, gente accoltellata, tanti pazzi che ne hai perduto il conto, non ci fai più caso, lasci che vadano in scorribanda per le strade, in divisa da polizziotto oppure no”

“Solo una testa di cazzo ha una risposta per ogni domanda e una sporta di consigli”

Le due più grandi invenzioni dell’uomo sono il letto e la bomba a tomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina”

“Ammettiamolo, i giganti di un tempo se ne sono andati e non son sopraggiunti altri giganti a rimpiazzarli. forse dipende dai tempi che corrono. da quest’epoca vietnamita, da quest’epoca africana, epoca araba”

“Quando un uomo indossa quella divisa diviene il tutore stipendiato dell’ordine vigente. è pagato per far sì che nulla cambi. se a te va bene come stanno le cose, allora tutti i poliziotti sono buoni. se invece non ti piace come stanno le cose, allora per te sono tutti cattivi. c’è qualcosa che è tutto cattivo. ma la peste è intrisa di questa filosofia sterile e marcia e non rinuncerà mai alle sue teorie. incapace di pensare, la peste si attacca alla gente: sinistramente e per sempre”

“Lavoravo quel tempo dodici ore ogni notte, dio mi perdoni e dio perdoni dio”

“L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: provi un senso di benessere, quando gli sei vicino”

“l’erba rende semplicemente più sopportabile l’attuale società; l’LSD è invece una nuova società”

“Salii in ascensore. mi accostai al tramezzo di vetro. Ci saranno stati un centinaio di neonati, che urlavano. Li udivo attraverso il vetro. Senza tregua. Nasci piangendo. La nascita. E poi la morte. A ognuno tocca. Entriamo dentro soli e usciamo fuori soli. E molti di noi, la maggior parte, viviamo soli, spaventati, vite incomplete. Una tristezza senza pari discese su di me. A veder tutta quella carne appena nata che doveva morire. A osservare tutta quella vita che si sarebbe a poco a poco trasformata in odio, in demenza, in nevrosi, in stupidità, in terrore, in omicidio, e infine in nulla…nulla in vita e nulla in morte”

“Non avrei voluto trovarmi all’ippodromo. non avrei voluto trovarmi da nessuna parte. tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla”

“Un giocatore li spende, i suoi soldi, per ogni sorta di cose tranne che per vestirsi: se li beve, se li magna, se li chiava, ma non ci si veste. tanto, basta che non sei nudo e ci hai la grana, ti lasciano puntare”

“Un altro aspetto della stessa cosa: a me seccherebbe moltissimo venir arrestato per uso o detenzione di erba. sarebbe come venir accusato di violenza carnale per aver annusato un paio di mutande stese a sciorinare. insomma, l’erba non è poi questo granchè. buona parte dell’effetto che produce è dovuto a suggestione. vai in alto perchè pensi d’andar in alto. se però alla marijuana si sostituisse della roba qualsiasi del tutto blanda, dallo stesso odore, molti a fumarla s’inebrierebbero lo stesso”: ehy baby, è roba buona questa, altrochè.
per me, ottengo  più da un paio di barattoli di birra. non mi drogo non perchè è contro la legge ma perchè mi annoia e fa poco effetto. ammetto però che alcool e marijuana producono effetti diversi. con la bumba invece, lo sai dove ti trovi, io sono della vecchia scuola: mi piace sapere dove sono. ma se tizio e caio preferisocno l’erba, o l’acido, o l’ago, nessuna obiezione da parte mia. affari loro, quel che va bene a loro va bene a me, ecco tutto.
ce ne sono già troppi di sociologi di mezza tacca, al giorno d’oggi. perchè dovrei unire il mio alto ringhio al loro coro di uggiolii? tutti abbiamo udito la donnetta che dice:” oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda. poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, nè bocca, nè calore umano, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avranno fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa”

“Tanti vecchi s’incazzano violentemente contro la gioventù di oggi: <diamine! io ho lavorato tutta la vita> (la spacciano come una virtù ma dimostrano quanto sono cretini) <questi giovani vogliono ogni cosa per niente! oziano tutto il giorno, si rimbambiscono con la droga e tirano a campare alle spalle degli altri>
poi tu guardi costui:
amen.
parla per invidia. ecco tutto. a lui l’hanno fregata. gli hanno rovinato gli anni più belli, anche a lui piacerebbe fare come questi giovani, se potesse tornare indietro. ma non può. allora vuole che loro tribolino come ha tribolato lui”

“Questo è quanto. gli erbaioli danno troppa importanza alla loro dannata erba; e il pubblico dà troppo importanza al fatto che quelli fanno uso di erba. intanto i poliziotti si scatenano, gli erbaioli vengono arrestati, gridano all’ingiustizia come martiri, e gli alcolici sono legali, basta che non ne bevi troppi e non ti fai beccare ubriaco per strada, nel qual caso ti sgnaccano dentro. dagli qualsiasi cosa all’uman genere, e loro te la sciupano, al sporcano, ci fanno scarabocchi, graffi, ci vomitano. se l’erba venisse legalizzata, gli Stati uniti sarebbero un pò meno scomodi, am non tanto migliori. fintanto che ci sono tribunali, avvocati, carceri e leggi, verranno adoperati
chiedere loro di legalizzare la droga è come chiedergli di spalmare un pò di vasellina sulle manette prima di infilartele. altro è quello che ti duole: ecco perchè hai bisogno d’erba o di whiskey, o di fruste e calze nere, o di musica a pieno volume tanto frastornante da non poter pensare a niente. ecco perchè occorrono i manicomi o le fiche artificiali o 162 partite di baseball ogni stagione. o il Vietnam o Israele o la paura dei ragni. il tuo amore si lava i denti falsi nel lavandino prima che la scopi”

“Nulla viene creduto finchè non accade la prima volta”: come la bomba atomica o i russi che mandano un uomo nello spazio o Dio che scende in terra e lo mettono in croce quelli stessi che Egli ha creato”

“Pazzia? Certo. Cosa non è pazzia? Non è pazzia la vita stessa? Siamo come giocattoli con la carica, tutti quanti noi…Qualche giro di chiavetta e, quando la molla si scarica, addio…Finchè dura, camminiamo, ci agitiamo, facciamo progetti, eleggiamo le giunte comunali, tosiamo l’erba…Pazzia, ma si, sicuro, cosa non è PAZZIA?
Bevvi il bicchiere di vodka d’un fiato, mi accesi la sigaretta…”

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