Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Shakespeare non l’ha mai fatto – Bukowski

“Non molto da dire sul volo: Linda Lee e io siamo stati accusati di fumare marijuana. Dopo dieci o venti minuti buoni abbiamo convinto il capitano, o chiunque fosse, che non fumavamo marijuana. Abbiamo bevuto tutto il vino bianco disponibile, poi tutto quello rosso. Linda si è addormentata e io ho bevuto tutta la birra che c’era sull’aereo.”

“Ha cominciato a parlare qualcun altro. Uno scrittore francese con i baffi a manubrio. Non diceva niente ma continuava a parlare.”

“A quella ragazza piaceva tutto quello che mi annoiava e tutto quello che piaceva a me annoiava lei. Eravamo compagni perfetti: ciò che ci faceva tirare avanti era la tollerabile e intollerabile distanza tra di noi. Continuavamo a incontrarci ogni giorno – e ogni notte – senza risolvere niente e senza nessuna probabilità di trovare una soluzione. Perfetto.”

“Alla gente piace fare foto. A me non dispiace. Sento che coglie solo il processo del morire, che lo tiene sospeso un momento, e sì, può essere divertente.”

“Maledizione, ho pensato, maledizione maledizione maledizione maledizione. La Famiglia, Dio, la Patria, i Soldi. Il Senso di Colpa, e il Dovere. Cristo. Il Peccato. Maledizione, maledizione  e maledetti i postumi di sbronza, a sudare sulla croce, con il culo che puzza, le budella che si torcono, il cervello oscurato, la lana in gola, il dolce sonno come unica possibilità, il dolce sonno come unica cura…”

“Ancora non posso soffrire le letture di poesie; mi ubriaco e litigo con il pubblico. Non ho mai scritto poesie per leggerle, ma di certo mi rendeva i soldi per l’affitto. A tutti i poeti che ho conosciuto, e ne ho conosciuti troppi, piace tenere letture. Io mi sono sempre sentito solitario, disadattato, ma i miei confratelli poeti sono molto estroversi, molto socievoli, a quanto pare. Non mi piacciono, li evito.”

“Carl ha bevuto ma non è un alcolizzato; l’ha fatto per me, e ci abbiamo dato dentro. Non c’è niente come il bere, che ti faccia sentire a casa dappertutto; la bottigilia non ha bisogno di nessun interprete.”

“Ciò che interessa la maggior parte delle persone mi lascia del tutto indifferente. Comprende un elenco di cose come: balli di società, montagne russe, andare allo zoo, picnic, film, planetari, guardare la televisione, le partite di baseball; andare ai funerali, matrimoni, feste, partite di pallacanestro, corse automobilistiche, letture di poesia, musei, rally, dimostrazioni, proteste, giochi da bambini, giochi da adulti…non mi interessano le spiagge, il nuoto, lo sci, il Natale, il Capodanno, il 4 luglio, la musica rock, la storia mondiale, l’esplorazione spaziale, i cani da compagnia, il calcio, le cattedrali e le grandi opere d’Arte.
Come fa un uomo quasi senza interessi a scrivere di qualcosa, qualunque cosa sia? Bè, io ci riesco. Scrivo, e scrivo di quel che resta: di un cane randagio che scende lungo la strada, di una moglie che assassina il marito, dei pensieri e delle sensazioni di uno stupratore mentre azzanna un panino con un hamburger, della vita in fabbrica, della vita nelle strade e delle stanze dei poveri, dei mutilati e dei pazzi, di stronzate simili, scrivo moltissime stronzate così…”

“Non si rendeva conto che ogni volta che si sente di nuovo una canzone questa può diventare meglio, ma ogni volta che si sente di nuovo una poesia diventa solo peggio.”

“Se una donna decide di vendere le sue parti intime probabilmente non è molto diversa dal violinista che suona in un concerto: è la sopravvivenza nel solo modo che conosci, la morte arriverà ma è meglio imbrogliarla per farla aspettare un pò.”

“Il Grande Dio aveva troppi cannoni, per me, era troppo giusto e troppo potente. Non volevo essere perdonato o accettato o trovato. Volevo qualcosa di meno, qualcosa che non fosse troppo: una donna di bellezza media sia nello spirito sia nel corpo, un’automobile, una casa in cui abitare, un pò di roba da mangiare e non troppi mali di denti o gomme forate, niente lunghe malattie prima di morire; persino un televisore con dei brutti programmi sarebbe andato bene, e un cane, e pochissimi amici e un buon impianto idraulico, e abbastanaza da bere per riempire gli spazi fino alla morte, della quale (sebbene fossi un codardo) avevo pochissima paura. Per me la morte significa ben poco. E’ l’ultimo scherzo in una serie di brutti scherzi.
La morte non rappresenta nessun problema, per i morti. La morte è un altrofilm, andava bene così. La morte causa problemi solo a chi resta e ha avuto qualche rapporto con il deceduto, e questi problemi aumentano in proporzione diretta con la ricchezza che quest’ultimo si lascia alle spalle. Con un barbone dei bassifondi l’unico problema è liberarsi dei resti.”

“Aspettando abbiamo scattato qualche foto e poi ci siamo salutati e siamo saliti, e abbiamo fatto anche i saluti dal finestrino mentre il treno partiva. Se ti importa di qualcuno, questo è uno degli avvenimenti più tristi della vita e degli esseri viventi, e il trucco migliore è fingere di essere annoiati, altrimenti può diventare imbarazzante, e poi il treno non si ferma nè inverte il senso di marcia, non là comunque, e quindi è un pò come morire lentamente, per niente bello, è meglio entrare nello scompartimento e sedersi a cercare carte geografiche e sigarette, a controllare che i bagagli non ci cadano in testa, a vedere se i braccioli si possono piegare in modo da potersi allungare, a controllare il passaporto e la stitichezza, poi pensare a come e quando riuscire a conquistarsi il primo drink.”

“Tutto quello che chiede la maggior parte della gente sono tre pasti completi e un pò di sesso e nella maggior parte del mondo glielo negano, negano questi desideri basilari. Io sono uscito dal basso ceto, senza istruzione, e stavo su un treno con una bella donna e mi stavo avvicinando a Parigi, mi stavo avvicinando ai sessanta, sconvolto e stordito, lamentandomi della mia sorte. Che uomo disgustoso ero diventato, che piagnucolone…Bè merda, sapete, volevo la botte piena e la moglie ubriaca…”

“Il treno continuava a viaggiare e fuori vedevamo i paesini e proprio come in Germania sembravano strani e lindi, come usciti da una favola, le strade piccole e con l’acciottolato, i tetti alti, ma anche là c’era sofferenza, lascivia, assassinio, pazzia, tradimento, inutilità, paura, ottusità, falsi dei, stupro, ubriachezza, droga, cani, gatti, bambini, tv, giornali, toilette intasate, canarini ciechi, solitudine… La creazione sembrava un’evasione, un modo di gridare, ma con tante cose create malatamente, toilette intasate e creazione intasata.”

“Ce ne sono moltissimi, in effetti la maggior parte delle persone vive sotto la bandiera della tregua: si rende conto che le cose non funzionano in modo proprio perfetto, ma non importa, accontentiamoci, dicono, non serve a niente percorrere di nuovo tutta la trafila, che cosa danno alla tv, stasera? Niente. Bene, guardiamola lo stesso. E’ meglio che guardarsi in faccia, è meglio che pensare a quello. La tv tiene insieme più coppie male assortite di quanto non facciano i figli o la chiesa.”

“Non posso soffrire la mia faccia, non posso soffrire gli specchi; abbiamo sbagliato strada in qualche punto, in qualche momento, molto tempo fa, e non riusciamo a trovare  la strada per tornare indietro. Che schifo, eh, fratello, che la nostra merda sembri meglio di quel che sembriamo noi…”

“Questo è un altro errore che la gente fa viaggiando: si amministra male e si sottopone a mutilazioni con bagagli inutili e macchine fotografiche inutili. Tutto quel che occorre è una macchina per scrivere portatile, un sacchettino con calzini e biancheria intima, un cavatappi e un temperino.”

“Parigi beveva e mangiava per tutta la notte; al contrario degli americani, i suoi abitanti non pensavano mai all’indomani. Almeno così sembrava. E, come il solito, il cameriere francese è stato gentile ed efficiente. Sono ancora in cerca del famigerato cameriere francese con la puzza sotto il naso. Suppongo che dovrò fare un altro viaggio. Di quella sera ricordiamo poco, abbiamo bevuto e mangiato e bevuto e bevuto. Sembrava che tutti vivessero bene, che la vita fosse solo uno scherzo.”

“L’aereo sembrava pieno di americani. Tutti i loro movimenti erano come se fossero su un palcoscenico. E’ così che si distingue un americano.”

“ricordo che i suoi libri erano
come cibo per me
quando non avevo cibo.”

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