Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Factotum – Bukowski

“Arrivai a New Orleans sotto la pioggia alle cinque del mattino. Mi fermai alla stazione degli autobus per un pò ma la gente mi deprimeva tanto che presi la valigia, uscii nella pioggia e cominciai a camminare.”

“Mi venne in mente mio padre che tutte le sere tornava a casa e parlava del suo lavoro a mia madre. La solfa sul lavoro cominciava appena entrava in casa, continuava alla tavola della cena e finiva in camera da letto, con mio padre che gridava “spegnere le luci!” alle otto, per riposarsi bene e essere in forma per il lavoro del giorno dopo. Non c’erano altri argomenti di conversazione tranne il suo lavoro.”

“Andai al bar, presi una bottiglia di birra, la aprii, tornai al mio posto e mi sedetti. poi andai a prendere un sigaro e un sacchetto di patatine. Finii la birra, mi alzai, trovai una bottiglia di vodka, una di scotch e mi sedetti di nuovo. Li mescolai con un pò d’acqua; fumai sigari e mangiai carne secca, patatine e uova sode. Continuai a bere fino alle cinque del mattino.”

“La gente saliva sciamando dalla sotterranea. Come insetti, senza volto, impazziti, mi sbattevano contro, mi venivano addosso, mi circondavano, implacabili. Giravano come trottole, si urtavano, si spingevano; emettevano suoni orribili”

“Quando arrivai a Filadelfia trovai una pensione e pagai una settimana di affitto anticipato. Il bar più vicino aveva cinquant’anni. Si sentiva la puzza d’orina, merda e vomito di mezzo secolo venir su dai cessi nel seminterrato attraverso il pavimento”

“Mi alzai e tornai alla pensione. Splendeva la luna. I miei passi echeggiavano nella strada vuota come se qualcuno mi stesse guardando. mi guardai intorni. mi sbagliavo. Ero solo.”

“Lavoravi otto ore e il capo ti chiedeva gli straordinari. Mai che ti mandassero a casa dopo sei, per esempio. Poteva restarti il tempo per pensare.”

“L’amore è per la gente vera”

“Ecco di che cosa aveva bisogno un uomo: speranza. Era l’assenza di speranza a scoraggiare un uomo.”

“Ma purtroppo morir di fame non faceva diventare veri artisti. Anzi. L’anima dell’uomo ha radici nello stomaco. Chiunque scrive molto meglio dopo una bistecca di manzo e una pinta di whiskey che non dopo una tavoletta di cioccolato da cinque cents. Il mito dell’artista morto di fame è una balla. Quando ci si accorge che sono tutte balle si comincia a farsi furbi e a succhiare il sangue dei propri simili. Avrei costruito un impero sui corpi spezzati e sulle vite rovinate di uomini, donne e bambini indifesi…gliel’avrei messo in culo quant0era lungo. Gliel’avrei fatta vedere io!”

“Mi alzai in piedi con il bigliettino di accettazione in mano. IL PRIMO. Dalla rivista letteraria numero uno d’America. il mondo non mi era mai sembrato così bello, così pieno di promesse.”

“Cominciai a sentire che era ora di andarsene da St. louis. Decisi di ritornare a Los Angeles; nel frattempo continuai a scrivere racconti in stampatello col solito ritmo, a ubriacarmi, ad ascoltare la Quinta di Beethoven, la Seconda di Brahms…”

“Tornai in camera mia e cominciai a fare i bagagli. Fare i bagagli è sempre divertente.”

“Non riuscivo a decidermi a dare un’occhiata alle offerte di lavoro. non sopportavo l’idea di sedermi davanti ad un uomo dietro una scrivania e dirgli che volevo un lavoro, che avevo i requisiti necessari. la vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, ma per un pò almeno non ti prende alla gola.”

“Si tirò su la sottana. Era come l’alba della vita e dell’allegria, era il vero significato del sole.”

“Tutti gli scrittori credono di essere bravi”

“Le donne, pensai, le donne sono magiche. Che esseri meravigliosi!”

“Non avevo mai visto occhi così belli. La finestra era aperta e il sole li illuminava. C’era l’anima in quegli occhi”

“Quando si è stravolti dalla sbronza della sera prima non bisognerebbe mai sdraiarsi sulla schiena e fissare il soffitto di un magazzino. Alla fine le travi di legno ti fregano; e i lucernari… si vede la rete metallica nei lucernari di vetro… e quel filo di ferro chissà perchè fa venire in mente la galera. poi c’è la pesantezza agli occhi, la voglia di bere, e il rumore della gente che si dà da fare; li senti, capisci che l’intervallo è finito, devi tirarti su e cominciare a muoverti e a preparare pacchi….”

“Fui costretto a umiliarmi per avere il posto… racontai che mi piaceva pensare al mio lavoro come a una seconda casa. Questa trovata piacque molto.”

“…i grandi amatori erano sempre gente che se la prendeva comoda. Scopavo molto meglio da barbone che da timbracartellino.”

“Entrai e comperai il biglietto. Poi andai alle panche con gli schienali di legno e mi sedetti insieme agli altri passeggeri. Eravamo seduti tutti insieme, ci guardavamo ma facevamo finta di niente. Masticavamo gomma, bevevamo caffè, andavamo al cesso, pisciavamo, dormivamo. Restavamo seduti su quelle panche a fumare sigarette che non avevamo voglia di fumare. Ci guardavamo e quello che vedevamo non ci piaceva. Guardavamo gli oggetti sui banchi e le rastrelliere: patatine, riviste, noccioline, best seller, gomma da masticare, pasticche al fluoro, pasticche di liquirizia, fischietti.”

“Era bello essere di nuovo per le strade”

“Come cazzo si poteva pensare che fsse divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la soneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivare in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?”

“Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena. La vecchia storia del bene e del male.”

“Arrivavo sempre al lavoro con la nausea ma sano e salvo. Il che dimostra che Schumann era più relativo di Shostakovich…”

“La fabbrica era un labirinto di vicoli e sentieri lungo i quali nemmeno i topi riuscivano a sctrisciare, stanzoni lunghi e stretti con uomini e donne seduti a lavorare sotto lampadine da trenta watt, a far andare pedali, a infilare aghi aguzzando la vista, senza mai alzare gli occhi o parlare, chini e silenziosi, a produrre.”

“Probabilmente il tizio che le compilava nell’altra filiale aveva troppa paura per distrarsi. Di solito si tratta di qualcuno che ha appena pagato la settima delle trentasei rate della macchina nuova, sua moglie va a scuola di ceramica il lunedi sera, gli interessi del mutuo lo mangiano vivo e ciascuno dei suoi cinque figli si scola un quarto di gallone di latte al giorno.”

“Andando alla Yellow Cab Company, passai davanti al Cancer Building e ricordai che c’erano cose peggiori che cercare lavoro quando non se ne aveva voglia.”

“Pensai che era molto bello che ci fossero tante possibilità di lavoro, ma anche un pò preoccupante… probabilmente ci avrebbero messo l’uno contro l’altro, in qualche modo. la sopravvivenza del più forte. In America c’era sempre gente che cercava lavoro. Cerano sempre tutti quei corpi da sfruttare. E io volevo fare lo scrittore. Quasi tutti erano scrittori. non tutti pensavano di poter diventare dentisti o meccanici, ma tutti erano sicuri di poter diventare scrittori. Di quei cinquanta uomini nella stanza, probabilmente quindici credevano di essere scrittori. Quasi tutti usavano le parole ed erano capaci di metterle per iscritto, vale a dire che quasi tutti avrebbero potuto essere scrittori. Ma fortunatamente la maggior parte degli uomini non sono scrittori e nemmeno tassisti, e alcuni…molti…non sono  niente del tutto, purtroppo.”

“Non voglio fare la predica, ma una cosa posso dire con certezza… la gente fa una vita difficile, impazzisce, e la pazzia salta fuori quando guidano.”

“Era affamata e di gusti difficili, e bella, in un certo senso, ma non aveva abbastanza numeri per diventare quello che credeva di essere.”

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Un pensiero su “Factotum – Bukowski

  1. Salսdos,
    Debo admitir que аnteѕ no me interesaba mucho elsitiօ, sinn
    embargo ultimamente estoy entraոԀo mas a menuɗo y еsta mejorando.

    Bien hecho!

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