Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

La guerra che non si può vincere – David Grossman

“Rumore. E’ questa la prima parola che mi viene in mente quando penso agli ultimi dieci anni. Rumore, tanto rumore. Spari e urla, parole infuocate e gemiti, esplosioni, manifestazioni, e un’infinità di frasi fatte, collegamenti in diretta col luogo dell’attentato, grida di vendetta, rombo di elicotteri, sirene d’ambulanza; e gli squilli del telefono dopo ogni sciagura.”

“Devo ammetterlo, spesso ho la sensazione che sia ormai impossibile penetrare con le parole la cortina dell’orrore.”

“nella situazione attuale la lotta non è più tra israeliani e palestinesi ma tra chi non vuole più scendere a patti con la disperazione e chi cerca di trasformarla in un modo di vita.”

“Noi tutti, israeliani e palestinesi, siamo figli di questo conflitto che ci ha lasciato in eredità odio e violenza.”

“Per quanto mi riguarda, quando penso all’olocausto mi rendo conto che il sentimento prevalente in me è l’offesa. Non provo rabbia, odio o desiderio di vendetta, ma solo un amaro senso di offesa perché è stata fatta una cosa simile a degli esseri umani. Niente come l’offesa ha il potere di intrappolarmi in una sorta di rancore puerile, impotente e umiliante.”

“Dialogare è utile anche per ricordarci quello di cui a volte non si ha la certezza: che  ancora possibile credere negli esseri umani.”

“Di volta in volta scopriamo che, per quanto lo si rifiuti, siamo quasi tutti dei piccioni viaggiatori della Shoah.”

“Chissà cosa si prova ad essere un animale braccato in mezzo a tutta questa bellezza?”

“Tre colpi di pistola hanno messo fine alla vita di Yitzhak Rabin e a tutto ciò che quest’uomo ha rappresentato nel corso della sua esistenza. E’ come se l’immagine di un’intera generazione si fosse frantumata e l’era del sabra, l’ebreo nuovo nato in Israele, fosse finita.”

“…studi presso una prestigiosa scuola agraria, periodo di addestramento in kibbutz, arruolamento nel Palmach, frequentazione del corso per comandanti di tale unità, presenza nei convogli diretti a Gerusalemme assediata nel 48. E poi combattente nella battaglia per la liberazione del Negev, capo di stato maggiore dell’esercito durante la guerra dei sei giorni… Questo è il Dna dell’identità israeliana.”

“Questa mattina, al suo risveglio, mio figlio di undici anni mi ha domandato: C’è già stato l’attentato di oggi? Mio figlio ha paura. E come lui anche la maggior parte degli israeliani.”

“Noi israeliani siamo abituati a convivere con la morte.”

“Non c’è alcuna possibilità che Israele riesca a controllare la frustrazione e la rabbia dei palestinesi.”

“Quanti in Israele, oggi, conducono davvero la vita che averebbero voluto?”

“Chi torna in Israele dopo una lunga assenza rimane sbalordito dall’imponente sviluppo di città, strade e centri commerciali; ma rimane anche colpito dalla gente, dalla violenza, dalla volgarità e dalla rozzezza. Chi vive qui, invece, ha smesso di stupirsi.”

“Mi auguro di risvegliarci presto, per smettere di vagare dentro questo incubo che non è il sogno di nessuno. Shana Tova, buon anno.”

“Queste terre sono al centro di una contesa, lo so, ed è in corso un negoziato per stabilire dei confini, siamo d’accordo. Ma c’è anche la questione dei confini che un individuo pone a se stesso, dei limiti oltre i quali un essere umano – o un intero popolo – perde la propria dignità, e alla fine anche la propria identità.”

“Non accettiamo il fatto che non esiste una soluzione militare al problema, ci è molto più facile trasformare l’umiliazione e la frustrazione in un pugno che colpisce con forza.”

“Dobbiamo andarcene perché occupiamo una terra altrui e nella storia nessun esercito di occupazione, imprigionato in avamposti e trincee, è mai riuscito a lottare contro forze mobili e invisibili, anche se più deboli numericamente e militarmente.”

“Dobbiamo andarcene perché l’esercito di un paese democratico, le cui azioni sono vincolate dalla legge e dalla morale, non potrà mai sconfiggere un’armata di guerriglieri che lottano per liberare la loro terra con l’appoggio della popolazione civile, certi di essere nel giusto.”

“Dobbiamo andarcene. Ingoiare il nostro vuoto orgoglio. Smettere di alimentare il fuoco della patetica arroganza che brucia in noi e che si nutre di sempre più giovani soldati.”

“Riguardano l’animo umano che così facilmente può essere indotto a cessare di parlare al singolare per cominciare a ruggire al plurale.”

“Nessuno può chiedere perdono per la Shoah a nome di altri, e nessuno è autorizzato a perdonare in nome delle vittime.”

“Perché questa è forse la grande tragedia del popolo ebreo: per migliaia di anni è stato considerato dagli altri, soprattutto dai cristiani, un simbolo, un’allegoria o una metafora di qualcos’altro, un’entità eccezionale, dotata di poteri sovrannaturali o inferiori al normale.”

“Gerusalemme è una città dura, come ben sa chi ci vive. Qui la sotira si concentra a tal punto che ciascuno si sente, contro la propria volontà, un attore su un immenso palcoscenico, sorvegliato da un grande occhio nascosto.”

“Il muro del pianto, più di ogni altro simbolo nazionale e religioso, è il monumento alla continuità del popolo ebraico. Il fatto che non si sia preservato integralmente, che sia solo un residuo del tempio distrutto, lo ha trasformato in ciò che è nella coscienza di ogni ebreo in qualunque parte del mondo.”

“Mi rendo conto di quanto sia debole la ragione di fronte alla realtà degli scontri e dell’odio sfrenato.”

“Io e te, l’israeliano e il palestinese, siamo una coppia di attori condannati a recitare, generazione dopo generazione, una tragedia grottesca e violenta di cui nessuno riesce a scrivere l’atto finale, la scena che può recare sollievo e spezzare la maledizione.”

“Non si può sgominare un popolo dotato di una salda coscienza nazionale, animato da forti motivazioni, pieno di speranze e, al tempo stesso, disperato.”

“Agli israeliani sta accadendo una cosa terribile: si sono abituati. Si sono abituati ad alzarsi la mattina e venire a sapere dell’attentato avvenuto all’alba. Si sono abituati alla vista di morti e feriti. Si sono abituati alle frasi di circostanza che descrivono la situazione, alle immagini e al reportage che si ripetono.”

“Ogni giorno sempre nuovi nomi si aggiungono all’elenco delle vittime, dei disperati e di chi odia. Giorno dopo giorno cresce la voglia di vendetta.”

“Noi tutti, israeliani e palestinesi, siamo nati nella guerra e la nostra identità si forma, in non poca misura, sull’ostilità, la paura, la sopravvivenza, la morte.”

“Quando ho visto le prime immagini dal luogo dell’attentato, un pensiero mi ha attraversato la mente: questo è l’inferno e qui io vivo.”

“Da israeliano che ha trascorso tutta la vita nella paura degli attentati terroristici, posso affermare con molta semplicità: il terrorismo rovina l’esistenza. Impone uno stile di vita militarizzato e crea una tensione costante che, a poco a poco, pervade e inquina tutti gli ambiti dell’esistenza.”

“Poche settimane di vita all’ombra del terrore faranno scoprire anche ai popoli più illuminati quanto poco occorra perché l’ansia cominci a dettare le regole di vita e le necessità si trasformino in valori. Il terrore umilia.”

“Ormai abbiamo capito che la nostra vita non sarà più come prima dell’11 settembre.”

“E’ così stimolante e ritemprante liberarsi, grazie alla scrittura, della fatica di vivere in un luogo disgraziato. E’ così bello tornare a sentirsi vivi.

“Quando scrivo, immagino o compongo una frase, è come se riuscissi ad avere la meglio – anche se per poco – sull’arbitrarietà e sulla tirannia di questo stato di cose. Per un istante non sono più una vittima.”

“Talvolta si ha la sensazione che la maggior parte delle energie venga impegnata nel preservare la vita e troppo poca ne resta per vivere veramente.”

“Quando eravamo noi a compierle, quelle azioni non erano terrorismo. Erano la legittima lotta di un popolo per la propria indipendenza. Ma quando a compierle sono i palestinesi, diventano quel che da anni cerchiamo ansiosamente di provare.”

“Chi ha oggi la forza di ricordare gli inizi, l’origine di tutto, il fatto che qui si tratta di occupazione e oppressione, di rappresaglia e controrappresaglia, di un circolo vizioso di sangue, di due popoli sempre più degradati, violenti e folli di disperazione?”

“Israele è oggi un pugno chiuso e, al tempo stesso, una mano aperta con le dita allargate in segno di disperazione.”

“Non c’è naturalmente simmetria nei rapporti di forza tra palestinesi e israeliani. Ma c’è simmetria nella paura che hanno gli uni degli altri, nella capacità di sprofondare e di spingersi a vicenda nell’abisso.”

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Febbre a 90 – Nick Hornby

“E’ sempre là dentro, in cerca di una via d’uscita.”

“Febbre a 90 è il tentativo di acquisire un qualche punto di vista sulla mia ossessione. Perché una relazione iniziata come una cotta da scolaro è resistita per quasi un quarto di secolo, più a lungo di ogni altro legame da me liberamente scelto?”

“Il modo in cui il calcio è vissuto dalla gente sembra offrire ogni genere di informazione sulla nostra società e sulla nostra cultura.”

“Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.”

“La condizione naturale del tifoso di calcio è l’amara delusione, indipendentemente dal risultato.”

“…erano i tempi in cui i cronisti televisivi incoraggiavano i disordini piuttosto che invocare con magniloquenza la reintroduzione del servizio militare.”

“La paternità, come direbbe l’allenatore George Graham, è una maratona, non uno sprint.”

“La vita non è, non è mai stata, una vittoria in casa per 2-0 contro i primi in classifica con la pancia piena di patatine fritte.”

“Durante la prima metà degli anni Settanta, però, a ogni partita dell’Arsenal che andavo a vedere c’era uno scontro.”

“La questione fondamentale sulla morte, metaforicamente parlando, è che è destinata ad arrivare prima che siano stati assegnati i trofei più importanti.”

“Ma a volte la sento ancora dentro di me quella rabbia, alle partite fuori casa, quando siamo circondati dai tifosi avversari e l’arbitro non ci concede niente e noi resistiamo e resistiamo e teniamo duro e poi Adams scivola e il loro centravanti è lì pronto e poi c’è quel muggito terribile e irritante tutt’intorno…”

“Ti piace il calcio? Allora ti piacciono anche il soul, la birra, pestare la gente, palpare le tette alle donne, e i soldi. Sei un tipo da rugby o cricket? Allora ti piacciono i Dire Straits o Mozart, pizzicare il sedere alle donne, e i soldi.”

“A quell’epoca il calcio era la vita, e non sto parlando metaforicamente…”

“…e all’improvviso la vita si riempì di alcol e fumo e letteratura europea e dischi di Van Morrison.”

“Ma di chi è il calcio, alla fin fine?”

“Il calcio, com’è noto, è il gioco del popolo, e come tale cade nelle grinfie di tutta quella gente che non è, insomma, il popolo.”

“Una volta credevo, anche se adesso non lo credo più, che crescere e diventare adulti fossero due cose analoghe, due processi inevitabili e incontrollabili entrambi. Adesso penso che diventare adulti sia una cosa dominata dalla volontà, che si possa scegliere di diventare adulti, ma solo in determinati momenti.”

“In verità quel luogo mi spaventava, e il calcio, la mia consolazione dell’infanzia, la mia coperta di Linus, fu un modo per far fronte a tutto questo.”

“Non mi era mai venuto in mente, prima, che il calcio fosse davvero un gioco buffo, e che come la maggior parte delle cose che funzionano solo se uno ci crede, la visione da dietro è ridicola, come la visione dietro le quinte di un set cinematografico a Hollywood.”

“Le camere delle ragazze fornivano innumerevoli indizi sui loro caratteri, sul loro passato e sui loro gusti; i ragazzi, invece, erano intercambiabili e informi quanto dei feti, e le loro stanze, a parte qualche poster occasione dell’Athena qua e là, erano spoglie come casse da morto.”

“A volte mi accorgo che nel mio gruppo di amici tifosi dell’Arsenal c’è una sorta di rivalità tra le righe: nessuno di noi ama sentirsi raccontare da chiunque altro qualcosa che riguardi il club e che non sapeva: un infortunio a una delle riserve, per esempio, o un’imminente modifica alla maglia, insomma, cose di importanza cruciale come queste.”

“Così mi ha ridotto il calcio. Mi ha trasformato in una persona che non presterebbe aiuto se la sua fidanzata avesse le doglie in un momento impossibile; e per tutta la durata di una partita sono un dodicenne. Quando descrivo il calcio come ritardante, era questo che volevo dire.”

“Credo siano molti i padri, in giro per il mondo, ad aver sperimentato il rifiuto più crudele, più spietato di tutti: i loro figli sono diventati tifosi della squadra sbagliata.”

“Pochi di noi hanno scelto i loro club, ci sono stati semplicemente appioppati; e così, mentre scivolano dalla Seconda alla Terza divisione, o vendono i loro giocatori migliori, o comprano giocatori notoriamente incapaci, o scaraventano la palla per la settecentesima volta verso un centravanti spilungone, noi non facciamo altro che imprecare, andarcene a casa, preoccuparci per una quindicina di giorni e poi ritornare un’altra volta a soffrire.”

“Per quanto mi riguarda, io sono prima di tutto un tifoso dell’Arsenal, e poi un tifoso di calcio.”

“Guarderò qualsiasi partita di calcio, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, sotto qualsiasi tempo.”

“Parte del fascino del calcio non professionistico è il pubblico: alcune delle persone che vengono a vedere le partite, anche se non tutte, sono completamente fuori di testa, forse ridotte così dalla qualità del football che hanno visto per anni.”

“Per noi il consumo è tutto: la qualità del prodotto non ha alcuna importanza.”

“Quella sera smisi di essere un pazzo dell?Arsenal e imparai di nuovo a essere tifoso, sempre svitato, e sempre pericolosamente ossessionato, ma ciò nonostante solo un tifoso.”

“Il calcio è un contesto in cui guardare diventa fare.”

“Alla fine, indipendentemente dal numero di microfoni che metteranno tra il pubblico, non riusciranno a creare alcun tipo di atmosfera, perché non ci sarà più nessuno: saremo tutti a casa davanti alla tv. E quando succederà spero che gli allenatori e i presidenti ci risparmino il discorsetto ampolloso e amaro in cui si lamentano della nostra incostanza.”

“E’ straordinario sapere che tu hai un ruolo in tutto questo, che la serata non sarebbe stata la stessa senza di te e senza migliaia di persone come te.”

“I gol hanno quel valore di rarità che i punti e i set non hanno, e quindi ci sarà sempre quel fremito, il fremito di vedere qualcuno fare qualcosa che può essere fatto tre o quattro volte in tutta una partita se sei fortunato, neanche una se non lo sei.”

“…ma quando sono ad Highbury a vedere partite come queste, è come se il resto del mondo si fosse fermato e fosse accorso fuori dallo stadio, ad aspettare di sentire il risultato finale.”

“Il numero dei morti (Hillsborough) aumentava di minuto in minuto – sette, poi venti, poi una cinquantina e infine novantacinque – e fu chiaro, a tutti quelli che avevano ancora un briciolo di buon senso, che niente sarebbe più stato come prima.”

“Non importa mai niente, a parte il calcio.”

“Il fatto è che ti stufi. Mi ero stufato di stare in coda, di venire schiacciato, e di venir spinto giù a metà gradinata ogni volta che l’Arsenal segnava, e di non vedere mai perfettamente la porta alle grandi partite, e mi sembrò una gran bella cosa poter arrivare allo stadio due minuti prima del calcio d’inizio senza essere per niente svantaggiato.”

Castelli di rabbia – Alessandro Baricco

“Allora, non c’è nessuno qui?… BRATH! … Ma che canchero, sono diventati tutti sordi quaggiù… BRATH!”

“La bocca di Jun Rail non ti lasciava in pace. Ti trapanava la fantasia, semplicemente. Ti impiastricciava i pensieri.”

“Di tanto in tanto il signor Rail tornava.”

“Meno facile da capire era perché lui, di tanto in tanto, partisse. Non c’era mai una vera, plausibile ragione perché lo facesse, né una stagione o un giorno o una circostanza particolari. Lui, semplicemente, partiva.”

“Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita. Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte. Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi.”

“Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre. Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più.”

“Così erano il signore e la signora Rail.
Così strani da pensare che li tenesse insieme chissà quale segreto.
E infatti era così.
Il signore e la signora Rail
Vivevano la vita.
Poi un giorno, arrivò Elisabeth.”

“Erano le tre del mattino e la città se ne stava affogata nel bitume della propria notte. Nella schiuma dei propri sogni. Nella merda della propria insonnia. Eccetera.”

“Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E lì i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesse e allora non dorme. Capisci?
Si.
Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c’è una strada molto semplice: restare puliti.”

“Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di star dietro a un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi la si paga. E solo questo è davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.”

“Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno si immagina. Sarà anche uno stupido, ma la gente si stringe con quello strano furore un pò panico e la vita se ne esce stropicciata come un bigliettino stretto in un pugno, nascosto con una mossa nervosa di paura.”

“Nel senso che forse, sempre, e per tutti, altro non è mai, leggere, che fissare un punto per non essere sedotti, e rovinati, dall’incontrollabile strisciare via del mondo.”

“Si legge per non alzare lo sguardo verso il finestrino, questa è la verità. Un libro aperto è sempre la certificazione della presenza di un vile – gli occhi inchiodati su quelle righe per non farsi rubare lo sguardo dal bruciore del mondo – le parole che a una ad una stringono il fragore del mondo in un imbuto opaco fino a farlo colare in formine di vetro che chiamano libri – la più raffinata delle ritirate, questa è la verità. Una sporcheria. Però: dolcissima.”

“Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura – un libro che inizia.”

“Caro ingegner Bonetti, l’unico vero senso di un treno è quello di correre sulla superficie della terra con una velocità che nessun’altra persona o cosa è in grado di avere. L’unico vero senso di un treno è che l’uomo ci sale sopra e vede il mondo come non l’ha mai visto prima, e ne vede così tanto, in una volta sola, come non ne ha mai visto in mille viaggi in carrozza.”

“La vita è un bicchiere da bere fino in fondo.”

“Però quando la gente ti dirà che hai sbagliato… e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fottitene. Ricordatene. Devi fottertene. Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto erano solo vita… non sono quelli gli errori… quella è vita… e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca…”

“Una vita si può ben incagliare in una faccia qualunque.”

“Uscirono insieme dal negozio. Non lo sapevano, ma stavano, simultaneamente, entrando in otto anni di tragedie, strazianti felicità, ripicche crudeli, pazienti vendette, silenti disperazioni. Insomma, stavano per fidanzarsi.”

“La ragnatela che era la sua anima era tornata ad essere una trappola per quelle strane mosche che sono le idee.”

“dev’essere così questa cosa dei figli, pensò Horeau: nascono con dentro quello che, nei padri, la vita ha lasciato a metà.”

“Alla fine c’è poi sempre un mare dove sfociare, per qualsiasi fiume.”

“Andavano e venivano, i treni, come matti. E tutta la gente, a scendere e a salire, ognuno a cucire la sua storia, con l’ago della propria vita, lavoro maledetto e bello, compito l’infinito.”

“…meravigliosa, davvero meravigliosa. Io nemmeno mi immaginavo come potesse essere, e adesso sto lì a guardarlo, per ore e non mi sembra vero che quella roba così piccola sia mio figlio, è da non crederci, l’ho fatto io.”

“Accadono cose che sono come domande. passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.”

Il mondo nuovo – Aldous Huxley

“Un edificio grigio e pesante di soli trentaquattro piani. Sopra l’entrata principale le parole: “Centro di incubazione e di condizionamento di londra Centrale” e in uno stemma il motto della Stato mondiale: “Comunità, Identità, Stabilità.”

“Non i filosofi, ma i taglialegna e i collezionisti di francobolli compongono l’ossatura della società.”

“Far crescere novantasei esseri umani dove prima ne cresceva uno solo. Progresso.”

“E questo – aggiunse il Direttore sentenziosamente – questo è il segreto della felicità e della virtù: amare ciò che si deve amare. Ogni condizionamento mira a ciò: fare in modo che la gente ami la sua inevitabile destinazione sociale.”

“Vi rendete conto della pazzia che rappresenta il permettere alla gente di fare dei giochi complicati che non aiutano in alcun modo il consumo?”

“Coloro che si sentono disprezzati fanno bene ad assumere un’aria sprezzante.”

“Ma ognuno appartiene a tutti gli altri.”

“Nessuno di voi ha mai incontrato un ostacolo insormontabile?”

“Non si può consumare molto se si resta seduti a legger libri.”

“E’ meglio buttare che aggiustare.”

“C’era anche una cosa chiamata Dio.”

“Lentamente, maestosamente, con un leggero ronzio di macchine, i nastri avanzavano, trentatrè centimetri all’ora.
Nella rossa oscurità scintillavano innumerevoli rubini.”

“Non hai mai provato la sensazione – chiese – d’avere qualcosa dentro di te che attende per uscire soltanto l’occasione che tu stesso potresti fornirle?”

“Tutti sono felici adesso.”

“La mania, per esempio, di fare le cose in privato. Che equivale, in pratica, a non far nulla.”

“Quando l’individuo sente, la Comunità è in pericolo.”

“Più le qualità di un uomo sono notevoli, più grande è il suo potere di traviare gli altri. Meglio il sacrificio di uno solo che la corruzione di molti.”

“Il successo salì come spumante alla testa di Bernard, e in progresso di tempo lo riconciliò completamente (come deve fare ogni buon prodotto inebriante) con un mondo che, fino ad allora, aveva trovato davvero insoddisfacente.”

“Distruggere così tutto il loro buon condizionamento alla morte, con quella disgustosa scenata, come se la morte fosse qualche cosa di terribile, come se uno di noi valesse più di tutti gli altri!”

“Ma vi piace essere schiavi?”

“Non si possono fare delle macchine senza acciaio, e non si possono fare delle tragedie senza instabilità sociale. Adesso il mondo è stabile. La gente è felice; ottiene ciò che vuole, e non vuole mai ciò che non può ottenere. Sta bene; è al sicuro; non è mai malata; non ha paura della morte; è serenamente ignorante della passione e della vecchiaia; non è ingombrata né da padri né da madri; non ha spose, figli o amanti che procurino loro emozioni violente; è condizionata in tal modo che praticamente non può fare a meno di comportarsi come si deve. E se per caso qualche cosa non va, c’è il soma… che lei getta via, fuori dalle finestre, in nome della libertà, signor Selvaggio. Libertà!”

“La felicità effettiva sembra molto squallida in confronto ai grandi compensi che la miseria trova. E si capisce anche che la stabilità non è neppure emozionante come l’instabilità. E l’essere contenti non ha nulla d’affascinante al paragone di una buona lotta contro la sfortuna, nulla del pittoresco di una lotta contro la tentazione, o di una fatale sconfitta a causa della passione o del dubbio. La felicità non è mai grandiosa.”

“La popolazione ottima – disse ancora Mustafà Mond – è modellata come un iceberg; otto noni al di sotto della linea d’acqua, un nono sopra.”

“Noi non vogliamo cambiare. ogni cambiamento è una minaccia per la stabilità.”

“Il sapere era il Dio più alto, la verità il valore supremo; tutto il resto era secondario e subordinato.”

“La felicità universale mantiene in ordine gli ingranaggi; la verità e la bellezza non lo possono.”

“Non si può avere nulla per nulla. la felicità bisogna pagarla.”

“Bisogna fare la propria scelta.”

“Si credono le cose perché si è stati condizionati a crederle.”

“La gente crede in Dio perché è stata condizionata a credere in Dio.”

“Ma la gente non è mai sola al giorno d’oggi.”

“Ma la civiltà industriale è possibile soltanto quando non ci sia rinuncia. Concedersi tutto sino ai limiti estremi dell’igiene e delle leggi economiche. Altrimenti le ruote cessano di girare.”

“Il Cristianesimo senza lacrime, ecco che cos’è il soma.”

“Ve ne siete sbarazzati, già è il vostro sistema. Sbarazzarsi di tutto ciò che non è gradito, invece di imparare a sopportarlo.”

“Io reclamo il diritto di essere infelice.”

 

Storia di una capinera – Giovanni Verga

“Aveva visto una povera capinera chiusa in gabbia: era timida, triste, malaticcia; ci guardava con occhio spaventato; si rifuggiva in un angolo della sua gabbia, e allorché udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell’azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime.”

“Era morta, povera capinera! Eppure il suo scodellino era pieno. Era morta perché in quel corpicino c’era qualche cosa che non si nutriva soltanto di miglio, e che soffriva qualche cosa oltre la fame e la sete.”

“Se vedessi come è bello da vicino il nostro Etna! Dal Belvedere del convento si vedeva come un gran monte isolato, colla cima sempre coperta di neve; adesso io conto le vette di tutti codesti monticelli che gli fanno corona, scorgo le sue valli profonde, le sue pendici boschive, la sua vetta superba, su cui la neve, diramandosi per burroni, disegna immensi solchi bruni.”

“Mio Dio! bisogna che io sia ben disgraziata se non devo esser felice che allorquando tutti gli altri soffrono!”

“…la vetta superba dell’Etna che si slancia verso il cielo, e le sue vallate che sono già tutte nere, e le sue nevi che risplendono degli ultimi raggi del sole, e i suoi boschi che fremono, che mormorano, che si agitano.”

“Qual mistero c’è dentro di noi, Marianna?”

“Siamo degli umili fiorellini avvezzi alla dolce tutela della stufa, che l’aria libera uccide.”

“Perché adunque allorché ascolto la sua voce mi confondo? Perché quando incontro il suo sguardo fisso su di me sento a un tratto una vampa al viso e come un brivido al cuore?”

“Marianna! Marianna!… io lo amo! io lo amo! Pietà! pietà di me! Non mi disprezzare! son molto infelice! perdonami.”

“Il peccato è più forte di me. Ho tentato di sfuggirgli, esso mi ha abbrancato, mi tiene il ginocchio sul petto, mi calpesta la faccia nel sangue.”

“Oh la mia povera mamma! che dorme laggiù nel Camposanto! … Come mi sarei buttata fra le sue braccia, e le avrei domandato perdono sfogandomi in lagrime!…”

“Marianna! Marianna! piangi con me! ridi con me! abbracciamo! Egli mi ama! nol sai?… mi ama! intendi?… Non posso dirti dippiù! Tu comprenderai tutto quello che vogliamo dire queste due sole parole: mi ama.”

“Sì, voi siete la vittima della vostra posizione, della cattiveria di vostra matrigna, della debolezza di vostro padre, del destino!”

“Com’è dolce ritornare alla vita dopo essere stati sul punto di abbandonarla!”

“Come tutto era lieto e mi sorrideva! Il cielo splendente di un azzurro purissimo, il sole che indorava la neve di cui l’Etna era tutto coperto, il mare ceruleo, i campanili di quei villaggi che biancheggiavano fra fli alberi, quei campi in cui il verde dell’erba contrastava col bianco della neve, quel bosco che taceva perché non c’era vento e non aveva più foglie da lasciar cadere…”

“Dio sia benedetto! Dio sia lodato della gioia, della felicità che accorda all’uccello che canta, alla foglia che nasce, al rettile che si scalda, al sole che brilla, alla madre che si tiene al seno il bimbo, alla povera anima mia che esulta e lo ringrazia.”

“Com’è mesto il silenzio del tramonto in inverno!”

“Non ho più lagrime e l’angoscia mi divora come un cane rabbioso!”

“Ogni cosa qui serve a rinchiudere l’anima in sè stessa, a circoscriverla, a renderla muta, cieca, sorda per tutto quello che non è Dio.”

“Quest’immenso sepolcreto di anima soltanto allorché si spalanca per un’altra vittima.”

“Fra me e tutta questa vita che mi circonda, domani, fra poche ore, si leverà un muro insormontabile, un abisso, una parola, un voto.”

“Tu, benedetta dal Signore, che vedi il sole, che respiri l’aria libera a pieni polmoni, non puoi farti un’idea di quel senso di tenerezza che può recare la vista di una farfalla, il profumo di un fiore, all’anima di un’inferma!”

“Non ti pare che le lagrime abbiano anch’esse il loro pudore?”

“Il pensiero è il nostro male, la nostra tentazione.”

“Vedi per quali vie questo demonio tentatore che si chiama pensiero s’insinua a tradimento in noi da tutti i pori e s’infigge ferocemente nel cervello!”

“Poi volse appena il capo dall’altra parte e sospirò lievemente… Parve che si addormentasse… e si addormentò per sempre.
Povera suor Maria!”

La caduta – Albert Camus

“Potrei, egregio signore, senza rischiare d’importunarla, offrirle i miei servizi? Temo che lei non sappia farsi intendere dall’esimio gorilla che presiede ai destini di questo locale. In effetti, egli parla soltanto olandese. Se non mi autorizza a patrocinare la sua causa, non indovinerà che lei desidera del ginepro.”

“Il suo mestiere è di accogliere marinai di ogni nazione in questo bar di Amsterdam ch’egli d’altronde, non si sa perché, ha chiamato Mexico-City.”

“Quando uno, di mestiere o per vocazione, ha meditato a lungo sull’uomo, gli accade di provar nostalgia per i primati. Quelli non hanno pensieri reconditi.”

“Parigi è un artifizio perfetto, una scena stupenda, popolata da quattro milioni di figurine…”

“Talvolta penso a quel che diranno di noi gli storici futuri. Per l’uomo moderno, basterà una frase: fornicava e leggeva giornali. Dopo questa definizione lapidaria, l’argomento, direi, sarà esaurito.”

“Del resto, io non sono medico. prima di venire qui ero avvocato, se vuole saperlo. Adesso sono giudice-penitente.
Mi permetta che mi presenti: Jean-Baptiste Clamence, per servirla.”

“Qualunque cosa siamo, la siamo sempre più o meno.”

“Mi piace camminare per la città, di sera, nel calore del ginepro. Cammino per notti intere, fantasticando, o discorrendo senza fine tra me e me.”

“Perché siamo al fondo, ha notato che i canali di Amsterdam assomigliano ai gironi dell’inferno? L’inferno borghese, naturalmente, popolato di brutti sogni. Quando si arriva da fuori, man mano che ci si addentra, la vita, e quindi i suoi delitti, diventano più densi, più oscuri.”

“Le donne dietro quei vetri? I sogni, caro signore, sogni a buon mercato, il viaggio nelle Indie! Si profumano con spezie. Lei entra, tirano le tendine e la navigazione comincia. Gli dei scendono sui corpi nudi e le isole vanno alla deriva, dementi, con una chioma di palme in testa, arruffata sotto il vento. Provi.”

“Inoltre ero sorretto da due sentimenti sinceri: la soddisfazione di trovarmi dalla parte del giusto ed un istintivo disprezzo per i giudici in genere.”

“L’avidità, che in questa nostra società sostituisce l’ambizione, mi ha sempre fatto ridere.”

“E’ vero che mi trovavo a mio agio in tutto, ma nello stesso tempo non ero soddisfatto di niente. Ogni gioia mi spingeva a desiderarne un’altra.”

“Correvo così, sempre appagato e mai sazio, senza sapere dove fermarmi, fino al giorno, o meglio la sera, in cui la musica cessò, e le luci si spensero.”

“Caro signore, ci salvi il cielo dall’essere collocati troppo in alto dai nostri amici!”

“L’uomo è fatto così, caro signore, ha due facce: non può amare senza amarsi.”

“Bisogna che accada qualcosa, è questa la spiegazione della maggior parte degli impegni che gli uomini assumono. Bisogna che qualcosa accada, anche la servitù senza amore, anche la guerra, o la morte. E dunque, viva i funerali.”

“Se ladri e sfruttatori di donne fossero sempre e ovunque condannati, le persone perbene si crederebbero tutte e continuamente innocenti, caro signore.”

“Più di tutto a me piace la Sicilia, ma solo dall’alto dell’Etna, nella luce, a patto di dominare l’isola e il mare.”

“Lei sa che cos’è il fascino: un modo di sentirsi rispondere di si senza aver fatto chiaramente nessuna domanda.”

“Le donne infatti hanno una cosa in comune con Bonaparte: pensano sempre di riuscire dove gli altri sono falliti.”

“Mi creda, per certe persone almeno, non prendere quello che non si desidera è la cosa più difficile al mondo.”

“Ma la terra è scura, caso amico, il legno è spesso ed opaco il sudario. Gli occhi dell’anima, sì, certo, se c’è un’anima e supposto che abbia occhi! Ma il fatto è che non si è sicuri, non si è mai sicuri.”

“Caro amico, i mariti debbono scegliere fra l’essere dimenticati, scherniti o utilizzati. Capiti, mai.”

“No, si tratta invece di sfuggire al giudizio, di evitare d’esser sempre giudicati senza che mai venga pronunciata la sentenza.”

“Oggi, noi siamo sempre pronti a giudicare, come a fornicare.”

“Caro amico, non offriamo loro il destro di giudicarci, nemmeno un poco! Altrimenti ci sbranano.”

“Dal momento in cui cominciai a temere che ci fosse in me qualcosa da giudicare, ho capito che c’era in loro un’irresistibile vocazione a intentar giudizio.”

“La sola difesa è nella cattiveria. Allora per non essere giudicati tutti si affrettano a giudicare.”

“Siamo tutti casi eccezionali.”

“…la ricchezza sottrae al giudizio immediato, ti libera dalla folla della metropolitana per chiuderti in una carrozzeria nichelata, isola in vasti parchi, vetture letto, cabine di lusso. La ricchezza, caro amico, non è ancora l’assoluzione, è la condizionale, che fa sempre comodo.”

“Soprattutto non creda agli amici quando le chiederanno di essere sincero. Sperano soltanto di essere mantenuti nella buona opinione che hanno di sè forniti di una certezza supplementare che desumeranno dalla sua promessa di essere sincero. Come potrebbe la sincerità essere una condizione dell’amicizia? Il gusto della verità ad ogni costo è una passione che non risparmia nulla e a cui nulla resiste.”

“Tant’è vero che raramente ci confidiamo con chi è migliore di noi. Preferiamo schivarne la compagnia. Il più delle volte invece ci confessiamo con chi ci somiglia e condivide le nostre debolezze.”

“Aspiriamo soltanto ad essere compianti e incoraggiati nel nostro cammino.”

“Come a farlo apposta, intorno a me le le lodi crescevano. E fu quello il male.”

“Non è un navigare, è un sogno.”

“Non è forse la donna tutto quello che ci rimane del paradiso terrestre?”

“Uno gioca a fare l’immortale, e in capo a qualche settimana non sa nemmeno più se potrà strascicarsi fino al giorno dopo.”

“Il piacere, contrariamente a quanto si dice, non ha niente di frenetico. Non è altro che un lungo sonno.”

“…certi matrimoni, che sono orge burocratizzate, diventano in pari tempo il monotono carro funebre dell’audacia e dell’inventiva. Sì, caro amico, il matrimonio borghese ha ridotto il nostro paese in pantofole, e presto alle soglie della morte.”

“D’altronde non possiamo affermare l’innocenza di nessuno mentre possiamo affermare con sicurezza che tutti sono colpevoli.”

“Le dirò un grosso segreto, mio caro, non aspetti il giudizio universale. Avviene ogni giorno.”

“Ci sono sempre ragioni per assassinare un uomo. Mentre è impossibile giustificare il fatto che rimane in vita. Perciò il delitto trova sempre avvocati e l’innocenza solo a tratti.”

“Ma adesso troppa gente si arrampica sulla croce soltanto per essere vista da lontano, anche se per questo si deve calpestare un pò colui che vi si trova da tanto tempo. Troppa gente per praticare la carità ha deciso di fare a meno della generosità. Oh, l’ingiustizia, l’ingiustizia che gli han fatta e che mi stringe il cuore!”

“Ma oggi, stia tranquillo, il loro Signore non è più né in soffitta né in cantina. L’hanno installato su un tribunale, nel fondo di loro stessi, e picchiano, e giudicano, soprattutto giudicano in nome suo.”

“Quindi, essendo tutti giudici, siamo tutti colpevoli, gli uni per gli altri, tutti cristi, a nostro brutto modo, crocifissi a uno a uno, e sempre senza sapere.”

“Chi accetta una legge, non teme il giudizio che lo ristabilisce entro un ordine in cui crede. Ma il più grande tormento umano è quello d’esser giudicati senza legge.”

“Io sono la fine e il principio, annunzio la legge. In una parola, sono giudice-penitente.”

“Amico, sa lei che cosa sia una creatura solitaria vagante nelle grandi città?”

“Talvolta si vede più chiaro in chi mente che in chi dice il vero. La verità, come la luce, acceca. Invece, la menzogna è un bel crepuscolo che dà risalto ad ogni oggetto.”

“Quando pretendono di far confessioni, è il momento di diffidare, ci si prepara a imbellettare il cadavere.”

“Visto che non si potevano condannare gli altri senza giudicare immediatamente se stessi, bisognava incolpare se stessi per aver diritto di giudicare gli altri.”

“Io sono come loro, certo, siamo nella stessa broda. Io però ho una superiorità, quella di sapere, il che mi dà diritto di parlare.”

“Ah caro mio, siamo strane, miserabili creature e per poco che rivanghiamo le nostre vite, non mancano occasioni di stupirci e di scandalizzarci.”

“Oh, sole, spiagge, ed isole sotto gli alisei, giovinezza, ricordo disperante!”

“Come si fa a essere un altro? Impossibile. Bisognerebbe non esser più nessuno, abbandonarsi completamente in qualcuno, almeno una volta.”

“Lei esercita a Parigi la bella professione di avvocato! Lo sapevo che eravamo della stessa razza. Non ci assomigliamo un pò tutti, gente che parla senza tregua a nessuno, sempre dinanzi alle stesse domande, benché conosciamo in anticipo le risposte?”

“Ma rassicuriamoci! Adesso è troppo tardi, e sarà sempre troppo tardi, per fortuna!”

Corinna o L’Italia – Madame de Stael

“Lord Oswald Nelvil, pari di Scozia, partì da Edimburgo per recarsi in Italia nell’inverno fra il 1794 e il 1795. Aveva un aspetto nobile e bello, era brillante, con un nome importante e un patrimonio considerevole, ma la sua salute era alterata da un profondo senso di sofferenza, tanto che i medici, temendo che ne venissero colpiti i polmoni, gli avevano ordinato l’aria del sud.”

“Quando si soffre, ci si persuade con facilità di essere colpevoli, e i violenti dispiaceri portano il turbamento fino alla coscienza.”

“Costa maggiormente lasciare la patria quando per allontanarsene bisogna attraversare il mare; tutto è solenne in un viaggio i cui primi passi sono segnati dall’oceano; sembra che un abisso si scavi dietro di voi e che il ritorno potrebbe divenire impossibile per sempre. D’altra parte, lo spettacolo del mare produce sempre una profonda impressione: è l’immagine di quell’infinito che attira senza sosta il pensiero e in cui senza sosta il pensiero si perde.”

“La salute malferma di Lord Nelvil lo aveva costretto a fermarsi qualche giorno ad Ancona. Le montagne e il mare rendono molto bella la posizione di questa città, e la folla di Greci che lavorano davanti alle loro botteghe, seduti all’orientale, la stravaganza dei costumi levantini che si incontrano per le strade, le danno un aspetto originale e interessante.”

“…allo spettacolo di questo mare superbo, su cui l’uomo non riesce mai a lasciare la sua impronta. La terra è lavorata da lui, la montagna è solcata dalle sue strade, i fiumi sono incanalati per trasportare le sue merci, ma anche se le navi tracciano per un momento un solco nell’acqua, l’onda viene subito a cancellare questo leggero marchio di servitù e il mare riappare come fu il primo giorno della creazione.”

“Oswald si risvegliò a Roma. Un fulgido sole, un sole d’Italia, colpì i suoi primi sguardi e la sua anima fu invasa da un sentimento d’amore e di riconoscenza per il Cielo che sembrava manifestarsi con quei bei raggi.”

“L’italiano ha un fascino musicale che fa trovare il piacere nel suono delle parole quasi indipendentemente dal loro significato.”

“Quando i nostri siciliani, mentre conducono i viaggiatori nelle loro banche, rivolgono loro delle amabili felicitazioni nel loro grazioso dialetto e recitano in versi un lungo e dolce addio, si direbbe che il soffio puro del cielo e del mare agisca sull’immaginazione degli uomini come il vento sulle arpe eolie, e che la poesia, come gli accordi, sia l’eco della natura.”

“Dovunque in Italia il cattolicesimo ha ereditato dal paganesimo.”

“I pagani hanno divinizzato la vita e i cristiani la morte: questo è lo spirito dei due culti…”

“L’essere umano si sente così passeggero, che prova sempre emozione in presenza di ciò che è immutabile.”

“Ma tra tanti adoratori entusiasti c’è almeno un amico coraggioso e sicuro? C’è chi possa proteggervi per la vita? E il vano baccano degli applausi può bastare a un’anima come la vostra?”

“La religione greca non era affatto la consolazione delle disgrazie, la ricchezza della miseria, l’avvenire dei moribondi com’è invece il Cristianesimo. Essa voleva la gloria e il trionfo. In un certo senso faceva l’apoteosi dell’uomo.”

“Si fanno improvvise scoperte di ogni genere sul carattere degli Italiani, cosa che contribuisce alla loro reputazione di gente furba. Senza dubbio in questo Paese, che ha sopportato tanti gioghi diversi c’è una grande abitudine a fingere, ma non bisogna attribuire sempre alla dissimulazione il rapido passaggio da una maniera di essere a un’altra.”

“La musica evoca i ricordi che ci si è sforzati di lenire.”

“Chi non ha mai sentito il canto italiano non sa che cosa sia la musica. Le voci in Italia hanno una morbidezza e una dolcezza che ricordano sia il profumo dei fiori che la purezza del cielo.”

“Ah che illusione è la felicità! E’ solo un momento rubato al tempo inflessibile, che veglia incessantemente sulla sua preda.”

“Ah senza dubbio, nei misteri della nostra natura, amare e ancora amare è ciò che ci resta della nostra eredità celeste!”

“Roma non è ancora veramente sud: se ne pregustano già le delizie, ma l’incantesimo meridionale comincia davvero solo dal Napoletano.”

“Nulla nei nostri climi assomiglia all’afrore meridionale dei limoni in piena terra: esso produce sull’immaginazione quasi lo stesso effetto di una melodia; favorisce una disposizione poetica, eccita il talento e lo inebria di natura.”

“Poiché a Napoli è così facile per il popolo trovare sostentamento, esso può infischiarsene di industriarsi, come invece è necessario fare altrove per guadagnarsi da vivere.”

“In nessun altro luogo (Pompei) si può vedere un’immagine così impressionante dell’interruzione improvvisa della vita.”

“La terra che si trova ai piedi del Vesuvio è la più fertile e la meglio coltivata del regno di Napoli, ovvero della regione europea più benedetta dal cielo. Il famoso vitigno denominato Lacrima Christi si coltiva qui, di fianco ai campi devastati dalla lava.”

“Il fuoco del torrente lavico è di un colore funereo, però quando incendia le vigne e gli alberi ne fuoriesce una fiamma chiara e brillante. E un fiume infernale che scorre lentamente, come una sabbia che durante il giorno è nera e di notte diventa rossa.”

“Spegnersi intellettualmente non equivale a suicidarsi?”

“Come sembra deserta Roma tornando da Napoli!”

“Non si ricava la giusta impressione se si vede il Colosseo solo di giorno, perché nel sole italiano c’è uno splendore che dà a tutto un’aria di festa. ma il vero astro delle rovine è la luna.”

“L’aspetto di Venezia è più strabiliante che gradevole: a tutta prima si crede di vedere una città sommersa, e occorre fermarsi a riflettere per ammirare il genio degli uomini che hanno concepito la loro dimora sospesa sulle acque.”

“Oh destino umano – si diceva piangendo – che volete da noi? Tanta vita per poi morire, tanti pensieri perché tutto finisca!”

“Non è la vendetta che bisogna cercare nella morte, ma il riposo.”

“A volte le diceva: Ve l’avevo detto io! – Singolare modo di consolare; soddisfazione che la vanità si concede a spese del dolore.”

Lucile e lord Nelvil ne approfittarono per andare a visitare il duomo di Milano, che è il capolavoro dell’architettura gotica in Italia, come San Pietro lo è di quella moderna. Quella chiesa, costruita a forma di croce, è una bella immagine di dolore che si eleva al di sopra della ricca e gioiosa città di Milano.”

Opinioni di un clown – Heinrich Boll

“Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito, raccattare la valigia, consegnare il biglietto, dirigersi verso l’edicola dei giornali, comprare le edizioni della sera, uscire, far cenno a un taxi.”

“Sono un clown. Definizione ufficiale: attore comico, non pago tasse per nessuna Chiesa, ho ventisette anni e uno dei miei numeri si chiama Arrivo e partenza: una (quasi troppo) lunga pantomima in cui lo spettatore confonde arrivo e partenza sino alla fine.”

“C’è una medicina di effetto momentaneo: l’alcool.”

“Un clown che comincia a bere perde quota rapidamente, precipita più in fretta di un operaio ubriaco che cada da un tetto.”

“Restai coricato sul letto in uno stato che ogni tanto auspico per la fine dei miei giorni: ubriaco e come affondato nel fango.”

“Spesso Maria mi leggeva la Bibbia. Deve essere difficile credere a tutto questo.”

“Di notte, quando finalmente si stava tranquilli per una mezz’ora, si udivano sempre soltanto piedi in marcia: prigionieri di guerra italiani (a scuola ci era stato spiegato perché adesso gli italiani non erano più alleati e lavoravano invece da noi come prigionieri, ma fino a oggi non sono riuscito a capire come mai), prigionieri russi, donne prigioniere, soldati tedeschi. Piedi in marcia, tutta la notte. Nessuno sapeva esattamente che cosa succedesse.”

“Henriette con il cappellino blu e il sacco in spalla. Non ritornò più e non abbiamo mai saputo dove sia sepolta. Qualcuno venne da noi dopo la fine della guerra e annunciò che era caduta presso Leverkusen.”

“Io penso che i vivi sono morti e i morti sono vivi, ma non come lo intendono i cristiani e i cattolici.”

“Disse: Non puoi proprio dimenticare, eh? – Mi sentivo prossimo al pianto e risposi piano: Dimenticare? Dovrei farlo, mamma? – Lei tacque; udivo soltanto quel pianto di donna vecchia, così impressionante.”

“Prima di riattaccare udii che diceva ancora qualcosa a proposito di principi. Inoltre aveva l’odore di sempre: non sapeva di niente. Uno dei suoi principi: una signora non emana odori di nessun genere. Probabilmente per questa ragione mio padre ha un’amante così bella, che certo non emana alcun odore, ma a vederla sembra che debba odorar di buono.”

“E’ spaventoso quello che si agita nella testa dei cattolici. Non riescono neppure a bere un buon vino senza farci sopra una qualche elucubrazione, devono a qualunque costo sentirsi consapevoli di quanto è buono quel vino e perché. In quanto a consapevolezza, non sono da meno dei marxisti.”

“Forse per la prima volta in vita mia provavo il senso del ritmo quotidiano: dover fare delle cose per le quali non è più la voglia a decidere.”

“Neppure il demonio riesce ad avere gli occhi d’Argo che hanno i vicini di casa.”

“La città è davvero molto graziosa: la cattedrale, i tetti di quello che fu un tempo il castello dei principi elettori, il monumento a Beethoven, il piccolo mercato e lo Hofgarten. E’ il destino di Bonn, che non si creda al suo destino.”

“Che cosa vuoi, in conclusione?
Te – risposi e non so se vi sia qualcosa di più bello da dire a una donna.”

“Credo che nessuno al mondo capisca un clown, e neppure un clown capisce l’altro, entrano sempre in gioco l’invidia e la gelosia.”

“Fare il bagno è bello quasi quanto dormire, come dormire è bello quasi come fare la “cosa”. E’ Maria che l’ha chiamata così e io continuo sempre a pensarvi con le sue parole.”

“Non c’è niente di più deprimente per la gente di un clown che fa compassione. E’ come un cameriere che arriva sulla poltrona a rotelle a portarle la birra.”

“Io ho paura di sentirmi rivolgere la parola da tedeschi mezzo ubriachi di una determinata classe di età: parlano sempre della guerra, pensano che era magnifico e quando sono sbronzi del tutto salta fuori che sono degli assassini e che trovano che tutto non era poi così tremendo.”

“E’ una cosa che ho notato spesso nei cattolici: difendono i loro tesori – i sacramenti, il Papa – come degli avari. Inoltre sono la specie umana più presuntuosa che esista. Si fanno delle idee su tutto: su quello in cui la loro Chiesa è forte, su quello in cui è debole, e da chiunque ritengano appena mediocremente intelligente si aspettano che debba convertirsi.”

“Quando invece vorrei preparare in cucina qualcosa per me, mi sento perduto. La solitudine rende le mie mani maldestre e la necessità di usare l’apriscatole o di sbattere le uova nel tegame mi sprofonda nella più cupa malinconia.”

“La marca è ottima – rispose – ma il miglior cognac cessa di essere tale quando è ghiacciato.”

“Ti sembrerà certamente stupido ma ti voglio dire una cosa importante; disse – sai che cosa ti manca? Ti manca proprio quello che fa di un individuo un vero uomo: la capacità di farsi una ragione delle cose.”

“Uomini come mio padre devono sempre avere il meglio di ogni cosa: il miglior cardiologo del mondo, Drohmert, il miglior critico teatrale della Repubblica Federale, Genneholm, il miglior sarto, il miglior champagne, il miglior albergo, il miglior scrittore. Alla fine è noioso.”

“Era molto spiritoso, tutti sapevano che era spiritoso e quindi era costretto a essere sempre spiritoso. Un’esistenza mortalmente faticosa.”

“Che i critici siano critici non è il loro difetto peggiore: il peggio è piuttosto che davanti a se stessi siano così incapaci di autocritica e così privi di senso dell’umorismo. Penoso.”

“Mio padre annuì stancamente. Gli tesi le sigarette, ne prese una, gliela accesi. Mi faceva compassione. Dev’essere brutto per un padre trovarsi a parlare per la prima volta sul serio con il proprio figlio quando ha già quasi ventotto anni.”

“Ci sono pochissime persone che si hanno volentieri accanto quando si piange.”

“Mi riproposi di partire per Roma e chiedere anch’io di di essere ricevuto dal Papa. Anche lui, del resto, aveva qualcosa di un vecchio, saggio clown e dopotutto la figura di Arlecchino era nata a Bergamo.”

“Sua moglie è bella in un modo che non si capisce bene se è un essere vivente o soltanto una bambola con la molla caricata.”

“Quello che mi irritava particolarmente ai ricevimenti di mia madre era l’inoffensività degli emigranti rientrati in Germania. Erano così commossi da tutta quell’aria di pentimento e da quelle altisonanti dichiarazioni di democrazia che ogni incontro finiva sempre con grandi abbracci e proteste di fratellanza. Non capivano che il segreto dell’orrore sta nel particolare. E’ molto facile, un gioco da bambini, pentirsi di gravi colpe: errori politici, adulterio, assassinio, antisemitismo. Ma chi perdona un particolare, chi comprende i dettagli?”

“Una donna può con le sue mani esprimere tante cose, dare un’illusione di tante cose, che in confronto le mani maschili mi fanno sempre l’effetto di pezzi di legno. Le mani maschili sono mani che si stringono per salutare, mani che picchiano, naturalmente mani che sparano e mani che firmano. Stringere, picchiare, sparare, firmare assegni barrati: questo è tutto quello che le mani maschili sanno fare e… naturalmente lavorare. Le mani femminili non sono già quasi più mani, sia che spalmino il burro sul pane sia che liscino i capelli sulla fronte.”

“Vi sono attimi che hanno il valore di un rituale e che racchiudono in se il senso della ripetizione: come la signora Wieneken tagliava il pane.”

“Gli attimi bisognerebbe lasciarli così come si sono vissuti, mai tentare di ripeterli, di riviverli…”

“Per me non esiste nulla di più penoso di una donna che guarda amareggiata il marito perché è incinta.”

“Per la prima volta mi ero reso conto di quanto terribili possano essere gli oggetti che una persona lascia dietro di sé quando va via o quando muore.”

“La gente ricca riceve molti più regali di quella povera; e quello che deve proprio comprare, lo ha sempre molto più a buon prezzo.”

“Ma che tipo di uomo sei, in conclusione? – domandò Leo.
Sono un clown – dissi – e faccio raccolta di attimi. Ciao. . E riattaccai.”

“Mi spaventai quando la prima moneta cadde nel cappello: era un soldo, colpì la sigaretta, la sospinse troppo da parte. La rimisi al posto giusto e ripresi a cantare.”

Il Cerchio – Dave Eggers

“Mio Dio – pensò Mae – questo è un paradiso.”

“Si tratta solo di programmare e poi di seguire gli sviluppi.”

“Meglio essere ai piedi di una scala di cui vuoi raggiungere la cima che a metà di una scala sulla quale non vuoi arrampicarti, giusto? Una scala di merda per teste di cazzo?”

“L’era delle false identità, dei furti d’identità, degli username multipli, delle password complicate e dei sistemi di pagamento era finita.”

“Fuori dalle mura del Cerchio tutto era rumore e lotta, disastro e sporcizia. Ma lì ogni cosa era perfetta.”

“Chi poteva creare l’utopia se non degli utopisti?”

“Vogliamo che questo sia il tuo posto di lavoro, certo, ma anche un posto umano. E questo significa incoraggiare la comunità. Anzi, deve essere una comunità.”

“Tutto quello che succede dev’essere conosciuto.”

“Ecco la massima trasparenza. Senza filtri. Vedere tutto. Sempre.”

“Ma sappi, d’ora in poi, che essere social, ed essere una presenza nel tuo profilo e in tutti i relativi account, fa parte del motivo per cui ti trovi qui. Noi consideriamo la tua presenza online una parte integrante del lavoro che svolgi al Circle. Tutto si tiene.”

“Non è che non socializzo. Io sono abbastanza socievole. Ma gli strumenti che create voi in realtà producono bisogni di socialità innaturalmente estremi.”

“Dunque, il sensore è già dentro di me?”

“Il problema della carta è che ogni comunicazione muore con lei. Non ha alcuna chance di continuità. Tu guardi la tua brochure, e finisce lì. Finisce con te.”

“Tu fai la tua parte. Devi partecipare.”

“Le venne in mente, in un momento d’improvvisa lucidità, che quella che era sempre stata all’origine delle sue ansie, dello stress o delle preoccupazioni, non era una singola forza, indipendente ed esterna; non era il pericolo che correva lei o la costante minaccia di qualche calamità per gli altri, e i loro problemi. Era qualcosa d’interno e di soggettivo, e consisteva nel non sapere.”

“Al Cerchio non si cancella niente.”

“C’è un’altra area della vita pubblica dove vogliamo e da cui aspettiamo trasparenza, e questa è la democrazia.”

“Non sei il padrone della notizia, anche se riguarda te. Non sei il padrone della storia. Ormai è in archivio.”

“Se non agivi alla luce del giorno, cosa facevi nell’ombra?”

“Cioè, come tutte le altre cose a cui fate pubblicità, sembra perfetto, sembra progressista, mentre implica più controllo, più monitoraggio centralizzato di tutto quello che facciamo.”

“Tu scrivi commenti sulle cose invece di farle.”

“Allora, in generale, tu diresti che ti comporti in un modo diverso quando sai di essere osservata?”

“L’azione individuale ha ripercussioni che possono essere quasi illimitate.”

“Il Cerchio è la forma più forte dell’universo. Non c’è niente che possa batterlo, niente che possa migliorarlo, niente di più perfetto. Ed è quello che noi vogliamo essere: perfetti. Così, ogni dato che ci sfugge, ogni cosa che non è accessibile, ci impedisce di essere perfetti. Capisci?”

“E’ la natura dei segreti. Sono cancerogeni quando ce li teniamo dentro, ma innocui quando vengono rivelati.”

“Ma il mio punto è: e se ci comportassimo tutti come se fossimo osservati?”

“Un segreto tra due amici, Mae, è un oceano. E’ largo e profondo, e in quell’immensità noi ci perdiamo.”

“TI comporti meglio o peggio quando sei osservata?”

“La conoscenza è un diritto fondamentale di tutti gli uomini. Parità di accesso a tutte le esperienze umane possibili: ecco un diritto fondamentale che abbiamo tutti.”

“Condividere è prendersi cura.”

“La privacy è un furto.”

“I segreti sono bugie.”

“Loro non vogliono ricevere né smile, né frown, né zing. Vogliono essere lasciati in pace. E non vogliono essere osservati. La sorveglianza non dovrebbe essere la merce di scambio per ogni maledetto servizio che otteniamo.”

“Tu e i tuoi simili vivrete allegramente e di buon grado sotto continua sorveglianza, guardandovi tra voi, scambiandovi commenti su di voi, votando per voi e mostrando simpatie e antipatie per questi o per quelli tra voi, ora con uno smile ora con un frown, ma per il resto facendo ben poco.”

“Quando sarà obbligatorio avere un account, e quando tutti i servizi governativi saranno incanalati attraverso il Cerchio, avrai contribuito a creare il primo monopolio tirannico della Terra.”

“Pensiamo a cosa significa chiudere il Cerchio.”

“Abbiamo il diritto di sapere.”

“Non siamo destinati a sapere tutto, Mae.”

“Voi state creando un mondo di luce sempre accesa, e io credo che essa ci brucerà vivi, tutti quanti.”

“Voi non volete soltanto i vostri dati, avete bisogno dei miei.”

“La sofferenza è semplice sofferenza se si soffre in silenzio, in solitudine. Il dolore provato in pubblico, davanti a milioni di persone affezionate, non era più dolore. Era comunione.”

“Il velivolo sfondò la barriera e saltò nell’abisso, e per un breve istante sembrò che volasse, sullo sfondo di montagne visibili per chilometri e chilometri. Poi il pick-up scomparve.”

“Siamo tutti sull’orlo del baratro.

“Prima esisteva la possibilità di dissociarsi. Ora non più. Il Completamento è la fine. Stiamo per chiudere il cerchio intorno a tutti: è un incubo totalitario.”

“Ecco dove si chiude il Cerchio. Tutti saranno monitorati, dalla culla alla tomba, senza possibilità di fuga.”

“Se riesci a controllare il flusso delle informazioni, puoi controllare ogni cosa.”

“Io. Io voglio essere vista. Voglio una prova della mia esistenza.”

“La maggior parte della gente è così. La maggior parte della gente darebbe tutto ciò che sa, darebbe tutte le persone che conosce… darebbe qualunque cosa pur di sapere che è stata vista e riconosciuta, e che potrebbe persino essere ricordata. Sappiamo tutti che moriremo. Sappiamo tutti che il mondo è troppo grande perché si possa essere significativi. Così, non abbiamo altro che la speranza di essere visti o sentiti, anche solo per un momento.”

“Dobbiamo avere, tutti, il diritto di scomparire.”

“Dovevano parlare di Annie, dei pensieri che le stavano passando per la testa. Perché non avrebbero dovuto conoscerli? Il mondo non meritava niente di meno, e non voleva aspettare.”

Così parlò Zarathustra – Friedrich Nietzsche

“Quand’ebbe compiuto il trentesimo anno, Zarathustra lasciò la sua patria e il lago natio, e si recò su la montagna. Là per dieci anni gioi, senza stancarsene, del suo spirito e della sua solitudine. Ma al fine il suo cuore si mutò; e un mattino egli si levò con l’aurora, s’avanzò verso il sole e così gli disse: Oh grande astro! Che sarebbe della tua felicità se tu non avessi a chi splendere?”

“Questo vecchio santo nella sua foresta non ha saputo ancora che Dio è morto?”

“Io insegno a voi il superuomo. L’uomo è cosa che dev’essere superata. Che avete voi fatto per superarlo?
Tutti gli esseri umani crearono sinora qualche cosa oltre sé stessi: o voi volete essere il riflusso di questa grande marea e ritornare al bruto anziché oltrepassar l’uomo?
Che cosa è la scimmia per l’uomo? Un oggetto di riso e di dolorosa vergogna. E questo appunto dev’essere l’uomo pel superuomo: un oggetto di riso o di dolorosa vergogna.”

“Ve ne scongiuro fratelli miei, rimanete fedeli alla terra e non prestate fede a coloro che vi parlano di speranze soprannaturali! Sono avvelenatori, coscienti o incoscienti.”

“L’uomo è una corda, tesa tra il bruto e il superuomo, – una corda tesa su di una voragine.”

“Amo coloro che non cercano già, oltre le stelle, una ragione di sacrificarsi e perire; ma che si immolano alla Terra perché essa appartenga un giorno al superuomo.”

“Amo colui che vive per conoscere e che vuole conoscere, affinché un di viva il superuomo. Poi che in tal modo soltanto ei vuole la propria distrazione.”

“Serena è l’anima mia come la montagna nel mattino.”

“Sul mio onore, amico mio, rispose Zarathustra, nulla è vero di ciò che tu pensi: non v’ha nè diavolo nè inferno. L’anima tua morrà prima ancora del tuo copro; non temer di nulla!”

“Inebriante gioia è pel sofferente guardar lontano dai propri dolori e dimenticare sé stesso. E a me pure il mondo – questa imperfetta immagine di eterna contraddizione – si rivelò un giorno imagine di gioia e d’oblio.”

“Una volta lo spirito era Dio, poi si fece uomo e finirà col diventar plebe.”

“La vita è difficile a sopportare: per carità, non pretendete d’essere tanto delicati! Noi tutti insieme siamo asini e asine destinati ad essere caricati.”

“Se io volessi scuotere con le mie mani quest’albero non potrei. Ma il vento, che noi non vediamo, lo muove e lo piega a suo piacere. Noi siamo scossi e piegati nel peggior dei modi da mani invisibili.”

“Voi dovete cercare il vostro nemico, combattere la vostra guerra, e ciò per le vostre idee! E se la vostra idea soccombe, che la vostra rettitudine gridi al trionfo!
Voi dovete amare la pace perchè è un mezzo a nuove guerre. E dovete amare la pace breve più che lunga.
A voi non consiglio la pace, bensì la vittoria. Il vostro lavoro sia la lotta, la vostra pace è la vittoria!”

“Voi dite che la buona causa santifica persino la guerra? Ed io vi dico: la buona guerra santifica ogni causa.”

“Stato – si chiama il più freddo di tutti i mostri. E’ freddo anche nel mentire; e la menzogna ch’esce dalla sua bocca è questa: Io, lo Stato, sono il popolo!”

“Guardate come s’arrampicano, queste agili scimmie! s’arrampicano l’una sull’altra, e vanno a finire tutte nel fango e nell’abisso. Tendono tutti al trono: la lor follia li spinge – come se sul trono fosse la felicità. Spesso sul trono sta il fango – e molte volte anche il trono è sul fango!”

“Poco comprende il popolo la grandezza, cioè la creazione, ma ha occhi ed orecchi per i commedianti, per quelli che rappresentano le cose grandi.”

“Sempre deve distruggere, chi vuol creare.”

“Due cose ricerca il vero uomo: il pericolo e il giuoco. Per ciò egli desidera la donna, ch’è il trastullo più pericoloso.”

“L’uomo deve essere educato per la guerra e la donna per il diletto del guerriero: tutto il resto è sciocchezza.”

“Nel vero uomo si cela il bambino che vuol giocare. Orsù, o donne, rendete palese il bambino nell’uomo.”

“Ti rechi presso le donne? Non dimenticare la frusta.
Così parlò Zarathustra.”

“Matrimonio: così io chiamo la volontà che anima due esseri a creare quell’uno che dev’essere superiore a coloro che lo crearono. Io chiamo matrimonio il reciproco rispetto dei volenti per una tale volontà.
Questo sia il significato e la vera essenza del tuo matrimonio.”

“Molte follie di breve durata per voi hanno il nome d’amore. E il vostro matrimonio mette un fine a coteste piccole follie, diventando una follia eterna.”

“Immaturo è l’amore e l’odio del giovane: troppo in lui ancora son gravi le ali dello spirito.”

“Morti son tutti gli dei: ora vogliamo che il superuomo viva.
Tale sia la nostra ultima volontà nel grande meriggio!
Così parlò Zarathustra.”

“Giacché vedendo soffrire l’infelice io mi vergognai della sua vergogna; e quando l’aiutai l’offesi certo nel suo orgoglio.
I grandi benefici non ispirano la gratitudine, bensì il desiderio di vendetta; i piccoli, se non vengono dimenticati, si mutano col tempo in vermi roditori.”

“Oh guardate le dimore che questi preti hanno edificate! Chiese essi chiamano le loro caverne putride.
Qual falsa luce, quale aria appestata qui dove l’anima non può levarsi in alto.”

“La vita è una sorgente di gioia; ma le fonti cui attinge anche la plebe divengono attossicate.”

“E ai governanti voltai le spalle, quando vidi che cosa era ciò che essi chiamavano governare: il mercanteggiare e il patteggiare per la potenza con la plebe!”

“Ciò che il padre tacque s’esprime nella parola del figlio; e bene spesso trovai essere il figlio il segreto rivelato del padre.”

“Diffidate di coloro che hanno sempre in bocca la giustizia. In verità, alle loro anime fa difetto non il miele soltanto!”

“Con tali predicatori dell’uguaglianza io non voglio essere confuso o scambiato. Poi che così parlò in me la giustizia: “Gli uomini non sono uguali.”

“Tutto non è che un ritorno, un rimpatriare del mio proprio essere, di quella parte di lui ch’errava lontano, sparsa tra le cose e le apparenze.”

“Poichè nessuno possa vedere nel mio intimo e nella mia ultima volontà, io inventai il lungo e glorioso silenzio.”

“Ma laggiù tutti parlano e nessuno ascolta. Si gridi la propria sapienza a suon di campane: i merciai della fiera ne vinceranno il fragore con il tintinnio delle lor monete!
Tutti parlano, ma nessuno sa più comprendere. Tutto cade nell’acqua, ma nulla nei pozzi profondi.
Tutti cianciugliano, ma nessuna cosa giunge a compimento. Tutti chiocciano, ma chi s’accontenta al suo nido?
Tutti parlano, ma di tutto parlano male.”

“Ma invero, il mangiare bene e il bere meglio non è arte da sprezzarsi, o miei fratelli! Spezzate, spezzate le tavole degli insoddisfatti.”

“L’uomo deve diventare migliore e anche più malvagio: questo io insegno. Un maggior grado di malvagità è necessario perché prosperi il superuomo.”

“Se volete salire molto in alto, adoperate le vostre proprie gambe! Non permettete che altri vi porti; non salite sui dossi e sulle teste degli estranei.”

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