Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il vagabondo delle stelle – Jack London

“E’ tutta la vita che sono cosciente dell’esistenza di epoche e luoghi diversi. Ho sempre avuto la consapevolezza che in me esistono altre persone. Ora che tu sarai il mio lettore, sappi che ciò vale anche per te. Se rileggi la tua infanzia ricorderai la percezione della coscienza di cui io ti parlo come di un’esperienza vissuta. Allora non ti eri ancora formato, non avevi un aspetto ben definito; tu eri plastico, anima nel flusso, coscienza e identità in via di formazione – proprio così, prima formazione e poi oblio.”

“I sogni sono bizzarri composti di cose da noi conosciute al loro stato più puro e la loro materia è la stessa dell’esperienza. Da piccino hai sognato di cadere da grandi altezze e di volare come tutto ciò che appartiene all’aria; ti sei irritato per i ragni che strisciavano e le viscide creature con tante zampe; hai udito altre voci, guardato visi familiari o da incubo, hai contemplato aurore e tramonti e ripensandoci ora ti sembra di non averli mai osservati.”

“Da infanti senza esperienza nascemmo con la paura e la memoria della paura, ma la memoria è esperienza.
Per ciò che mi riguarda, quando avevo un’età così tenera che il mio lessico era composto dai suoni della fame e del sonno, io sapevo già di essere stato un vagabondo delle stelle.”

“La voce rabbiosa della mia furia si fondeva con il ringhio delle più antiche bestie delle montagne. La pazzia unita alla furia scatenata della mia isteria infantile, premeva contemporaneamente agli stupidi e insensati richiami di bestie preadamitiche di un’epoca che precedette la geologia.”

“Chi torna dall’isolamento lo chiama la morte in vita. Eppure io nei cinque anni di morte-in-vita sono riuscito a ottenere una libertà che pochi uomini hanno potuto conoscere. Chiuso dentro lo spazio limitato del detenuto, non solo ho potuto errare per il mondo, ma ho anche vagato nel tempo.”

“…io, il vagabondo dello stelle, l’avventuriero con il sangue caldo, il Caino errante dei secoli, il sacerdote militante delle più remote epoche, il poeta della luna che sogna ere dimenticate e mai scritte nella storia dell’uomo!”

“Sento il passo felpato della guardia carceraria che viene a censurarmi perché ho la lampada a olio ancora accesa. Come se un semplice essere vivente potesse davvero censurare chi è destinato a morire!”

“Io sono Darrell Standing. Molto presto verranno a prendermi per impiccarmi. Nel frattempo, in queste pagine esprimerò la mia opinione scrivendo di epoche e di luoghi diversi.”

“Sopportai questa insensata persecuzione per due anni. Stare legato mentre i ratti ti rosicano è tremendo. Le guardie, quegli stupidi bruti, erano ratti che tormentavano l’intelligenza rodendo la bella nervatura della carne viva e della coscienza.”

“Gli uomini intelligenti sono crudeli. Gli uomini stupidi sono mostruosamente crudeli.”

“Caro lettore, io mi chiedo se riesci a farti un’idea o a intuire vagamente che aspetto ha un uomo malmenato o come diciamo noi carcerati “pestato”. Ma no, non starò a raccontarlo. Ti basti sapere che questi uomini febbricitanti e malmenati restarono senza acqua per sette ore.”

“Sono pazzi! Pensano di poter soffocare la mia immortalità con quel rozzo congegno della corda e del patibolo! Io camminerò. Io camminerò di nuovo e infinite volte sopra questa bella terra; io camminerò incarnato, sarò un principe e un contadino, un dotto e un giullare, me ne starò comodamente al posto di comando e infine a gemere sulla ruota.”

“Poter dimenticare garantisce la sanità mentale. Ricordare incessantemente porta all’ossessione e alla follia.”

“Oh, mio caro e ben protetto cittadino, credimi se ti dico che nelle carceri di oggi si ammazza esattamente come si è sempre fatto sin dalle prime prigioni edificate dall’uomo.”

“Più sei debole e meno soffri; senti meno dolore perché c’è meno a cui far male e se un uomo è già molto debole, si indebolirà  più lentamente.”

“Ci fu un lampo di luce e mi ritrovai in viaggio. Dopo aver superato il tetto del carcere e il cielo della California, con un balzo fui tra le stelle. Dico “stelle” a ragion veduta, perché io camminavo tra le stelle. Ero bambino e indossavo delicate vesti lunghe e ampie, simili a un manto, che luccicavano nel freddo chiarore stellare.”

“La vita è realtà e mistero, perché essa è estremamente diversa dalla pura materia chimica che fluisce con le nobili modalità delle idee. La vita prosegue, è il filo di fuoco che continua nelle modalità della materia. Io lo so. Io sono la vita.”

“Io credo davvero che l’uomo bianco abbia viaggiato il mondo per dominarlo a causa della sua incauta indifferenza; è stato il suo metodo di procedere, anche se egli era già naturalmente motivato dall’irrequietezza e dallo smodato desiderio di bottino.”

“… non si disturba un uomo che sta giocando a scacchi.”

“Invano ha provato a spezzare il mio spirito.”

“Quello che ti ho raccontato vivrà nella tua mente come un inquilino sino a quando vivrai. La mente? Nulla è durevole, solo la mente. La materia fluisce, si cristallizza e torna a fluire, ma le forme non si ripetono mai. Le forme si disintegrano nell’eterno nulla da dove non vi è ritorno. la forma è apparizione, passa come le forme fisiche di Domma Om e Chong Mong-ju. Resta per sempre il ricordo, sino a quando durerà lo spirito, che è indistruttibile.”

“La verità è che intorno a me e come a ogni bambino, si chiusero le tendine della prigione domestica e di quell’immenso passato non ricordai più nulla.”

“Ma il tuo spirito, che non può morire, dove andrà quando il tuo corpo sarà morto?”

“Sapevo che stavano succedendo cose che andavano oltre la mia comprensione: cose che dovevano accadere.”

“…forse sarebbe meglio dire che in quell’occasione appresi nuovamente l’eterna lezione di ogni esistenza, ovvero che la donna è pur sempre donna… e nei grandi momenti decisivi lei non ragiona ma sente; il suo estremo rifugio, l’impulso più intimo della sua azione risiede nel cuore, non nella mente.”

“Tutti devono morire. Morire è molto semplice. Oggi o tra cento anni che importa? Di certo sappiamo solo che alla fine succede a tutti la stessa cosa.”

“Io, come ogni uomo, sono uno sviluppo; non ho inizio quando sono nato, ma neanche quando sono stato concepito. Io ho continuato a espandermi e a svilupparmi nel corso di un’incalcolabile miriade di millenni e tutte le esperienze appartenenti a ognuna delle altre innumerevoli vite hanno contribuito alla creazione della sostanza che compone la mia persona e di quella che compone il mio spirito.”

“Io sono dunque frutto del mio intero passato, come potrebbe confermare qualsiasi sostenitore della legge di Mendel. Tutte le personalità precedenti hanno una voce, delle risonanze e degli stimoli dentro di me; ogni tipologia di comportamento, impeto di passione, guizzo di pensiero sono ombreggiati da infinitesime tonalità provenienti dalla schiera immensa di altre personalità che mi hanno preceduto e tutte andate a far parte della mia realizzazione.”

“Ma per piacere, pensate davvero di poter trafiggere lo spirito con l’acciaio o di strangolarlo con la corda?”

“L’uomo è davvero strano, insaziabile, insoddisfatto e mai in pace con Dio o con se stesso, sempre pronto a riempire i propri giorni di irrequietezza e di imprese inutili, e a passare le notti a sognare troppo ostinatamente desideri falsi e vani.”

“Ogni essere umano attualmente in vita sul pianeta contiene in sé l’incorruttibile storia del principio della vita.”

“Sono morto di gelo, di penuria, in battaglia, nelle alluvioni e per mangiare ho raccolto bacche sulla brulla dorsale del mondo, scavando le radici di terreni paludosi e di prati fertili. Ho inciso l’immagine della renna e del mammut irsuto sulle zampe d’avorio procurate con la caccia e sulle pareti di pietra nelle caverne, il nostro ricovero durante le mugghianti tempeste invernali. Ho spaccato ossa sino al midollo dove secoli prima della mia epoca le città imperiali erano andate distrutte o erano destinate a essere edificate secoli dopo la mia morte. E ho abbandonato le ossa delle mie effimere carcasse in fondo agli stagni sulle ghiaie glaciali e nei laghi di catrame.
Ho attraversato epoche che gli scienziati chiamano Paleolitico, Neolitico, Età del Bronzo e mi ricordo di quando portavamo il gregge di renne a pascolare sulle coste settentrionali del Mediterraneo, dove oggi ci sono Francia, Italia e Spagna, insieme ai lupi domestici. Ciò accadde prima che lo scioglimento della coltre glaciale retrocedesse verso il polo. Sono morto e sopravvissuto durante tante processioni degli equinozi, caro lettore…solo che io me lo ricordo e tu no.”

“Ah, se mi vedo: sono l’uomo biondo e feroce che apparve nel mondo antico, l’assassino e l’amante, il mangiatore di carne e il raccoglitore di radici, lo zingaro e il rapinatore con il bastone che ha vagato millenni per il mondo alla ricerca di carne da divorare e di ricoveri per i bambini e i lattanti.
Sono io l’uomo, la sintesi, l’interezza di quell’uomo, il bipede glabro che lottò per uscire dalla melma creando legge e amore dall’anarchia della vita fertile e urlante che schiamazzava nella giungla. Io sono tutto ciò che fu e che poi divenne quell’uomo.”

“A volte penso che la storia dell’uomo sia la storia dell’amore della donna. Il ricordo dell’intero passato di cui scrivo ora è il ricordo del mio amore per la donna che ho amato nel corso di diecimila vite e diecimila sembianze, e che ancora oggi amo. Il mio sonno è gravido di lei. Durante la veglia, da ovunque nascano le mie fantasie, alla fine sempre a lei conducono. Non vi è modo di sfuggire alla magnifica forma della donna eterna che risplende sempre.”

“Come tutte le generazioni di filosofi prima di me, conosco la donna per ciò che è: le debolezze, le meschinità, le impudicizie, ciò che in lei è ignobile, quei piedi ben saldi a terra e gli occhi che non hanno mai visto le stelle. Ma resta l’eterno e inoppugnabile dato: i suoi piedi sono meravigliosi, i suoi occhi sono bellissimi, le sue braccia e il suo seno sono il paradiso, il suo fascino è potente aldilà di qualsiasi incantesimo che ha abbagliato l’uomo. Volente o nolente, l’uomo è attratto dalla donna come l’ago della bussola è attratto dal polo.”

“La donna mi ha fatto ridere della morte e della distanza, spingendomi a disprezzare il sonno e la fatica.”

“Difatti per l’uomo… la donna è meravigliosa. E’ dolcezza per la sua lingua, fragranza per le sue narici, fuoco nel sangue, fragore di trombe; la sua voce oltrepassa ogni musica per le orecchie dell’uomo; solo lei può scuotergli l’anima altrimenti molto esposta alla presenza dei titanici vortici della Luce e del Buio.”

“Di amore sono morto.”

“La portai con me a caccia dove il cervo andava a cercare la polla dell’acqua. L’arco vibrò come un canto nel folto dei cespugli, il cervo cadde sul posto e la sua carne ci fu dolce. Fu proprio lì che la presi, accanto alla polla.”

“Essendo inquieto, sempre alla ricerca di qualcosa, mi chiedevo cosa c’era dietro le alture, oltre gli acquitrini e nel fango sul fondo del fiume.”

“Da giovane avevo avuto la visione, il mio sogno; Sepa, la donna, mi aveva fatto trattenere quel desiderio lontano; ma Othar, che era il nostro seme e che avrebbe vissuto il seguito, colta la mia intuizione, la realizzò. E così la nostra tribù prosperò migliorando la caccia.”

“Dovrei anche raccontare del Mistero, perché siamo sempre stati curiosi di risolvere i segreti della vita, della morte e del decadimento. A differenza degli altri animali, l’uomo ha sempre contemplato le stelle e creato molti dei a sua immagine e a immagine della propria fantasia. In quelle antiche epoche io ho adorato il sole e il buio, il chicco mondato come genitore della vita, ho adorato Sar, la dea del grano, gli dei del mare, del fiume e le divinità pesce.”

“Eppure nel prendere in esame con calma tutto, devo concludere che la cosa più grande della mia vita e di quella di ogni uomo, fu, è e sarà la donna; sarà così sempre sino a quando le stelle si muoveranno nel cielo e l’eterno mutamento scorrerà dalle volte celesti. La donna è stato più grande della nostra fatica, del nostro impegno, dell’inventiva, della fantasia, della battaglia, della contemplazione delle stelle e del mistero.
Anche se la donna mi ha cantato una falsa musica per tenermi con i piedi piantati a terra, attraendo su di lei i miei occhi che vagavano tra le stelle, è pur sempre lei che conserva la vita, la terra madre che mi ha donato grandi giorni intensi, notti e anni. Con la sua forma ho immaginato persino il mistero e, nel mappare le stelle, ho messo la sua figura nel cielo.
Ogni sforzo e ogni espediente mi hanno condotto a lei, sempre là dove finiscono le mie visioni lontane. Per la donna ho creato il solco e la cavità del fuoco e anche senza saperlo per lei piazzai il palo nella buca per il vecchio Dente di Sciabola, addomesticai il cavallo selvaggio, trucidai il mammut e imbrancai le renne verso sud per evitare la coltre di ghiaccio. E’ per la donna che ho raccolto il riso selvatico, coltivato l’orzo, il grano, il frumento.
(…) Per lei ho vissuto odissee, scalato montagne, attraversato deserti, condotto la caccia, combattuto in prima linea; per la donna ho cantato le canzoni a lei dedicate sulle imprese compiute: Grazie a lei ho potuto conoscere l’estasi della vita e le rapsodie del piacere. Perciò ora, giunto alla fine, posso dire di non aver conosciuto follia più dolce e profonda di quando sono annegato tra i suoi capelli nel profumato splendore dell’oblio.”

“Lei aveva undici anni ma era ogni donna vissuta prima e che sarebbe venuta in seguito.”

“Nel futuro sono contenute le piccole donne delle vite che devono ancora vivere e anche se le stelle vagano e i cieli mentono, resta sempre la donna a risplendere eterna, la donna unica, ma dietro le messe in scena e le disavventure ci sarò io, l’uomo unico, il suo compagno.”

“Ho vissuto tante vite e sono affaticato dal dolore, dalla lotta e dalla catastrofe senza fine che toccano a chi occupa posizioni elevate, a chi traccia le vie splendenti e a chi è vagabondo delle stelle.”

“Io ho vissuto molte vite e attraversato lunghe epoche. Negli ultimi diecimila anni l’uomo, in quanto individuo, non ha compiuto alcun progresso morale e affermo questo con assoluta certezza. La differenza tra un puledro non ancora domato e il paziente cavallo da tiro sta tutta nell’addestramento. L’unica differenza morale tra l’uomo di oggi e quello di diecimila anni fa è nell’addestramento. Sotto la sottile epidermide etica che gli è stata levigata in superficie, l’uomo è lo stesso selvaggio di diecimila anni fa. L’etica è un fondo sociale, un accrescimento avvenuto attraverso il dolore di tutte le epoche. Se il bambino appena nato non viene formato e levigato con la moralità accumulata nel corso del tempo, diventa un selvaggio.”

“Ai vecchi tempi si puniva drasticamente e si uccideva rapidamente. Lo facevamo perché così era il volere e se vi fa piacere, anche per capriccio. Ma non eravamo ipocriti, non facevamo appello alla stampa, all’addottrinamento e all’università per ratificare la nostra barbarie premeditata. Quello che si voleva fare lo si andava a fare sulle nostre gambe affrontando la disapprovazione e la riprovazione senza nasconderci dietro le gonne dei vari economisti classici, filosofi borghesi, predicatori sovvenzionati, professori e direttori di giornali.”

“Con le sue nocche una volta Ed Morrell mi disse: “L’uso peggiore che puoi fare di un uomo è impiccarlo”. No, io ho poco rispetto per la pena capitale. Non è solo un gioco sporco e degradante per gli spregevoli individui che lo fanno da salariati; la pena capitale è degradante per la nazione che la tollera, la vota e che paga le tasse per mantenerla. E’ davvero una pena imbecille, stupida, orribilmente antiscientifica. La pittoresca fraseologia della società dice: “Essere appeso per il collo sinché sopravviene la morte…”

“Qui io ho finito. Posso solo ripetermi: la morte non esiste. La vita è spirito e lo spirito non può morire. Solamente la carne, sempre brulicante di quel fermento chimico plasmabile che le dà forma facendole assumere un aspetto ben definito, muore e si distrugge.”

“Solo lo spirito permane, andando progressivamente a formarsi attraverso infinite incarnazioni consecutive che si sviluppano per risalire sino alla luce. Cosa sarò io quando tornerò a vivere? Sono curioso di saperlo. Sono proprio curioso…”

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Damasco – Suad Amiry

“Come poteva sapere Teta, che il viaggio che da lì a poco l’avrebbe portata a Arrabeh, suo villaggio natale in Palestina, avrebbe avuto un peso così decisivo nella sua vita?”

“Si lasciava alle spalle cinque cognate che non si stancavano mai di tiranneggiarla, sette figli, un marito affamato di sesso e una squadra di domestici che neppure in un’occasione tanto mesta e durante quella scena antelucana avevano smesso di interpretare il loro ruolo gratuitamente drammatico.”

“Peraltro, in un paese come la Palestina dove la memoria è scolpita nella pietra, un contadino resta sempre un contadino.”

“Varcare la soglia della casa paterna per raggiungere la nuova famiglia era una pietra miliare nella vita di ogni donna.”

“Per lei Damasco era la città della fragranza, la città dei bazar coperti, la città con i palazzi più sontuosi. Era quella la Damasco che amava.”

“Avvertì il vuoto perturbante di cui la casa si riempie nell’istante stesso in cui la madre muore.”

“Alla fine fu in grado di perdonare, ma mai di dimenticare.”

“La dissolutezza di un ricco e la morte di un povero passano inosservate.”

“In men che non si dica l’atterrito bebè riconobbe il calore di un seno materno e d’istinto vi si aggrappò. Il legame che si creò fu istantaneo. Gli occhi della mamma si riempirono di lacrime.”

“Un padre è il primo eroe del figlio e il primo amore della figlia.”

“La vita è teatro e il teatro è vita.”

“Si, ma sarei prima della classe se e solo se scrivessero i libri di scuola come Nabokov ha scritto Lolita.”

“Che ne sai di peccato? E’ una brutta parola, dove l’hai sentita?”

“Mamma
Cosa hai provato il giorno che mi hai data alla luce?
E cosa hai provato il giorno che mi hai voltato le spalle e te ne sei andata
Per non rivedermi mai più?”

“E se tua madre ti ha voltato le spalle
Chi non lo farà?
Guardami mamma, smarrita in questo mondo
Guardami mamma, solitaria e separata da tutti
Guardami mamma, sola e isolata
Perché nessun amore potrà mai sostituire l’amore di una vera madre.”

“Le lacrime sono le parole che il cuore non può esprimere.”

“Non c’è parola capace di superare il potere del silenzio.”

“E Norma ne concluse che uno spettacolo può fingere di essere la vita, ma con la vita non sempre si può giocare.”

“Illi khallaf ma mat, chi mette al mondo un figlio non muore mai.”

“Forse era la mia sensazione viscerale che Damasco, la mia adorata città, il bacino commerciale e agricolo della Grande Siria, stesse perdendo terreno – come tutti i paesi arabi mediterranei e le loro culture – a favore dei giovani e ricchi paesi arabi produttori di petrolio. le inebrianti realtà economiche stavano convincendo la gente a voltare le spalle al Mediterraneo e a guardare in direzione del Golfo Arabo Persico. E il tempo, almeno una volta, mi ha dato ragione: le perdite culturali e il prezzo che abbiamo tutti finito per pagare hanno avuto un costo di gran lunga superiore al petrolio, o persino all’oro.”

“La nostra morte è il riflesso della nostra vita.”

“Con un bicchiere in mano, ammirai incantata il luccicante Mediterraneo laggiù all’orizzonte. Davanti allo spettacolo del sole che si tuffava nel mare, ripensai a quanto norma e io amassimo guardare insieme i tramonti di Beirut. I tramonti e l’opera del sole erano le sole cose che la tenevano magicamente tranquilla.”

“La guardai e mi accorsi con stupore del lieve sorriso che aleggiava sulle sue labbra, ma anche sella solitudine atroce dipinta sul suo volto.”

“Oh Dio, le famiglie!
Nessuno avrebbe potuto darmi più sicurezza della mia famiglia.
E neanche, per dirla tutta, più insicurezza e fragilità.”

Dio di illusioni – Donna Tartt

“La neve sulle montagne si stava sciogliendo e Bunny era già morto da molte settimane prima che arrivassimo a comprendere la gravità della nostra situazione.”

“Suppongo che a un certo punto, nella mia vita, avrei potuto narrare un gran numero di storie, ma ora non ve ne sono altre. Questa è l’unica storia che riuscirò mai a raccontare.”

“Forse che una cosa come “il fatale errore”, quell’appariscente, cupa frattura che taglia a metà una vita, può esistere al di fuori della letteratura? Una volta pensavo di no. Ora sono dell’opinione contraria. E penso che il mio sia questo: un morboso, coinvolgente desiderio verso tutto ciò che affascina.”

“La domenica era un giorno triste; a letto presto, la scuola il mattino dopo, e la costante preoccupazione d’aver fatto male i compiti a casa…”

“E le notti, più gradi di quanto sia immaginabile: nere, immense, spazzate dal vento; caotiche e pazze di stelle.”

“Perché, se la mente moderna è capricciosa e digressiva, la mente classica è mirata, risoluta, inesorabile.”

“…ognuno è solo con i propri acciacchi e le proprie pene. Ancor più terribile, invecchiando, scoprire che nessuna persona – non importa quanto vicina – potrà mai capirci davvero. I nostri io sono ciò che ci rende più infelici, ed è per questo che bramiamo perderli, non credete?”

“Dopo la lezione, scesi le scale trasognato, la testa che mi girava, ma acutamente, dolorosamente cosciente d’essere vivo e giovane in una bellissima giornata: il cielo di un intenso, accecante azzurro, il vento che sparpagliava le foglie rosse e gialle in un turbine di coriandoli.”

“Su ogni superficie disponibile stavano ammucchiati dei libri…”

“Immagino che vi sia un periodo cruciale, nella vita di ognuno, allorché il carattere si consolida definitivamente.”

“Io sono un tipo da espresso – disse allegramente – L’ho bevuto di continuo in Italia. Hanno un sacco di posticini dove ci si può sedere a prendere un caffè, sai?”

“Dopotutto, il fascino dello smettere di essere se stessi, sia pure per un breve attimo, è davvero grande – riprese – Trascendere l’accidente dell’istante individuale.”

“…perdersi, perdersi completamente.”

“La gente povera non viveva con soggezione i suoi modi, ma solo provava una certa inspiegabile ammirazione; erano dunque in grado di vedere il vero Henry, l’Henry che io ho conosciuto, taciturno, educato, per molti aspetti semplice e diretto come loro stessi.”

“…per la sua completa incapacità di pensare prima di agire. Si fiondava nella vita guidato solo dalla fioca luce dell’impulso e dell’abitudine, fiducioso che il suo corso non sarebbe stato interrotto da ostacoli troppo grandi da non potere essere atterrati dalla bruta forza d’inerzia.”

“Ci piace pensare che abbia un certo valore, la vecchia banalità amor vincit omnia. Ma se ho imparato una cosa, nella mia breve triste vita, è che quella banalità è una bugia: l’amore non vince nulla, e chi lo pensa è uno sciocco.”

“Nella grande poesia la musica traspare anche quando non conosci la lingua. Io ho amato Dante prima di imparare una parola d’italiano.”

“Alcune cose sono troppo terribili per entrare a far parte di noi al primo impatto; altre contengono una tale carica di orrore che mai entreranno dentro di noi. Solamente più tardi, nella solitudine, nella memoria, giunge la comprensione: quando le ceneri sono fredde, la gente in lutto è andata via; quando ci si guarda intorno e ci si ritrova in un mondo completamente diverso.”

“Era quasi buio; il cuore mi pompava furiosamente, come se un uccello fosse imprigionato nella mia gabbia toracica e vi si dibattesse con forza. Ansimando, mi ridistesi.”

“La tomba mi apparve come una cosa orribile; non ne avevo mai visto una, prima. Era barbarica, un buco nell’argilla con traballanti sedie pieghevoli per la famiglia da un lato, dall’altro un cumulo di nuda terra. Dio mio!”

“…la sua allegra, socratica indifferenza per le cose della vita.”

“Inoltre, è forse la morte una cosa tanto terribile? Sembra terribile a voi, perché siete giovani… ma chi vi dice che non stia meglio lui di voi? O – se la morte è un viaggio in un altro luogo – che non lo vedrete ancora?”

“La notte proiettava lunghe ombre sul mio scarso sonno agitato.”

“Quell’onda improvvisa di potere e godimento, di sicurezza, di controllo. La sensazione della ricchezza del mondo, delle sue infinite possibilità.”

“Si puntò la pistola alla tempia e fece fuoco, due volte. Due sordi scoppi che gli scaraventarono la testa verso sinistra. Fu il rinculo della pistola, credo, a provocare il secondo colpo. Gli si spalancò la bocca. Una corrente d’aria causata dall’apertura della porta risucchiò le tende nel vano della finestra; per un istante esse tremolarono contro la rete antinsetti, poi si riadagiarono con una specie di sospiro. Henry, le palpebre serrate, le ginocchia che cedevano sotto il suo peso, si accasciò con un tonfo sulla moquette.”

“Ricordo il suo riflesso nello specchio mentre si puntava la pistola alla tempia; la sua espressione di folle concentrazione, di trionfo, quasi un tuffatore che corra verso la fine del trampolino: occhi stretti, felice nell’attesa del grande salto.”

“…trascorsi l’estate a sonnecchiare sul suo terrazzo, fumando e leggendo Proust, sognando della morte e dell’indolenza, della bellezza e del tempo.”

“Si voltò e andò via. Guardai la sua schiena che spariva nel lungo corridoio inondato di luce.”

La paranza dei bambini – Roberto Saviano

“Il nome paranza viene dal mare.
Chi nasce sul mare non conosce un solo mare. E’ occupato dal mare, bagnato, invaso, dominato dal mare. Può starci lontano per il resto dell’esistenza, ma ne resta zuppo.”

“Sono solo le reti che tirano su. Strozzati dall’aria, le bocche si schiudono in piccoli cerchi disperati e le branchie che collassano sembrano vesciche aperte. La corsa verso la luce è finita.”

“Lo sguardo è territorio, è patria, guardare qualcuno è entrargli in casa senza permesso. Fissare qualcuno è invaderlo. Non voltare lo sguardo è manifestazione di potere.”

“Forcella è materia di Storia. materia di carne secolare. materia viva.
Sta lì, nelle rughe dei vicoli che la segnano come una faccia sbattuta dal vento, il senso di quel nome. Forcella. Una andata e una biforcazione. Un’incognita, che ti segnala sempre da dove partire, ma mai dove si arriva, e se si arriva. Una strada simbolo. Di morte e resurrezione. Ti accoglie con il ritratto immenso di San Gennaro dipinto su un muro, che dalla facciata di una casa ti osserva entrare, e con i suoi occhi che tutto comprendono ti ricorda che non è mai tardi per risollevarsi, che la distruzione, come la lava, si può fermare.”

“E tutto era stato semplice. Come sono sempre più semplici le scelte importanti da cui non si può tornare indietro. E’ il paradosso di ogni generazione: le scelte reversibili sono quelle più ragionate, meditate e soppesate. Quelle irreversibili avvengono per decisione immediata, generate da un moto d’istinto.”

“Forti e deboli. Ecco la vera distinzione.”

“A Napoli non esistono percorsi di crescita: si nasce già nella realtà, dentro, non la scopri piano piano.”

“Stare nella reggia a fianco di chi comanda vale la pena sempre, io voglio stare vicino ai re, mi so’ rotto di stare vicino a chi non conta ‘nu cazzo.”

“Uno che deve essere il principe non si cura se il popolo lo teme e dice che mette paura. Uno che deve essere principe se ne fotte d’essere amato, che se sei amato quelli che ti amano lo fanno finché tutto va bene ma, appena le cose girano storte, quelli ti fottono subito. Meglio tenere la fama di essere un maestro di crudeltà che di pietà.”

“E l’apparenza tutti la vedono e la riconoscono e la tua fama arriva lontano.”

“Esistono i fottuti e i fottitori, null’altro. Esistono in ogni posto e sono sempre esistiti.”

“Il fottitore raggiunge ciò che desidera, il fottuto lascia che sfumi, lo perde, glielo portano via.”

“…e poi dentro l’aula li aveva accolti quella scritta sulla legge, che Nicolas a vederla aveva dovuto trattenere la risata. Come se non si sapesse qual era la verità, mannaggia il patriarca, che il mondo si divide solamente in fottuti e fottitori. Quella è l’unica legge.”

“Questo è il covo guagliù. Dobbiamo venire qua, qua fumammo, qua pazziammo, qua noi dobbiamo stare.”

“Questi palazzi che tremano quando sbattono i portoni stanno lì, come vecchi giganti: sopravvissuti ai terremoti, ai bombardamenti. Palazzi del vicereame ammuffiti dalla decadenza, attraversati sempre dalla stessa vita, dove i ragazzini entrano ed escono con facce identiche da secoli. Tra migliaia di lazzari, borghesi e nobili, che avevano prima di loro salito e sceso quelle scale e affollato quegli androni.”

“Non c’era tempo per crescere.”

“Si sentivano più uomini dei propri padri.”

“La prima regola che fa uomo un uomo è che sa che non sempre gli possono andare bene le cose, anzi, sa che le cose gli possono andare bene una volta e cento gli vanno male. Invece le creature pensano che le cose cento volte gli andranno bene e mai gli andranno male.”

“Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo.”

“Guagliù, – disse ai suoi che gli stavano più vicino, – ci hanno battezzato: simmo la paranza dei bambini.”

“La morte e l’acqua sono sempre una promessa. E loro erano pronti a passare attraverso il Mar Rosso.”

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – Oliver Sacks

“Entrambi i miei genitori erano medici, e io sono cresciuto in una casa permeata di storie di medicina. Spesso, a cena, mia madre o mio padre raccontavano le vicende dei pazienti che avevano visitato quel giorno: storie di vite il cui corso era stato ostacolato da malattie o lesioni.”

“Il caso clinico non potrà mai diventare obsoleto.”

“Il termine preferito della neurologia è “deficit”, col quale si denota una menomazione o l’inabilità di una funzione neurologica: perdita della parola, perdita del linguaggio, perdita della memoria, perdita della vista, perdita della destrezza, perdita dell’identità e una miriade di altre mancanze e perdite di funzioni specifiche.”

“Ma va detto fin dall’inizio che una malattia non è mai semplicemente una perdita o un eccesso, che c’è sempre una reazione, da parte dell’organismo o dell’individuo colpito, volta a ristabilire, a sostituire, a compensare e a conservare la propria identità, per strani che possano essere i mezzi usati.”

“poi, evidentemente convinto che la visita fosse finita, si guardò intorno alla ricerca del cappello. Allungò la mano e afferrò la testa di sua moglie, cercò di sollevarla, di calzarla in capo. Aveva scambiato la moglie per un cappello!”

“Ma chi era più tragico, chi era maggiormente anima perduta: l’uomo che sapeva o l’uomo che non sapeva?”

“Che genere di vita (se di vita si può parlare), di mondo, di sè, rimane in una persona che ha perduto la maggior parte della memoria e con essa il suo passato e i suoi ormeggi nel tempo?”

“…nella sindrome di Korsakov, o nella demenza o in altre catastrofi del genere, per quanto grandi siano il danno organico e la dissoluzione humeana, rimane intatta la possibilità di una reintegrazione attraverso l’arte, la comunione, il contatto con lo spirito umano; e questo può sopravvivere anche in presenza di uno stato di devastazione neurologica che in un primo tempo appare senza speranza.”

“Che cos’è più importante per noi, a un livello elementare, del controllo, del possesso e del funzionamento del nostro essere fisico? Eppure è un fatto così automatico, così familiare, che non degniamo mai di un pensiero.”

“Poi, come sempre accade, il desiderio di vivere l’ebbe vinta e Christina incominciò a muoversi.”

“Il vecchio si fece di colpo intento, aggrottò le sopracciglia, strinse le labbra. Così immobile, profondamente assorto, offriva un’immagine che vedo sempre con piacere: quella del paziente nell’attimo stesso della scoperta (un misto di sgomento e di curiosità divertita), allorché vede per la prima volta con chiarezza quello che c’è da fare. E’ il vero momento terapeutico.”

“Ecco dunque dov’era il paradosso del discorso del Presidente. Noi normali, indubbiamente aiutati dal nostro desiderio di esser menati per il naso, fummo veramente menati per il naso (populus vult decipi, ergo decipiatur). E così astuta era stata la combinazione di un uso ingannevole delle parole con un tono ingannatore che solo i celebrolesi ne rimasero indenni, e sfuggirono all’inganno.”

“Qui ormai navighiamo in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà. E’ veramente il regno di Cupido e di Dioniso.”

“Non ci si rende conto di quanto il sapore sia in realtà olfatto. Si odora la gente, si odorano i libri, si odora la città, si odora la primavera, forse non in modo consapevole, ma come uno sfondo ricco e inconscio che sta dietro a ogni cosa.”

“C’è qualcosa che lo rode, come una fame, una fame divorante che non possiamo soddisfare.”

“Per loro natura gli autistici sono raramente aperti agli influssi. E’ loro destino essere isolati, e quindi originali. La loro visione, se si riesce ad avere uno spiraglio su di essa, viene dal di dentro e appare originale. Più ne vedo, più mi sembrano una strana specie in mezzo a noi, bizzarra, originale, interamente rivolta verso il proprio intimo, diversa dagli altri.”

“Questo ci porta al nostro interrogativo finale: c’è posto nel mondo per un uomo che è come un’isola, che non può essere acculturato, reso parte della terraferma? Può la terraferma accogliere il singolare, fargli posto?”

Antologia di racconti sul Catania Calcio – AA.VV.

“In quel breve tragitto ho avvertito un senso di appartenenza, non mi sentivo più legato solo a quel mio parente, ma a tutte quelle persone che, con sciarpe al collo o berretti dai colori rosso e azzurro, mi sorridevano scambiando dei cenni di saluto con tanti altri soggetti accomunati solo da quei colori.”

“Più le cose andavano male e più io mi legavo al Catania”

“Furono quelli i tempi del televideo, alle 15 in punto mi collegavo alla pagina dello sport e quei numeri verdi accanto alle squadre di C, lampeggiavano al cambiare del risultato in campo. Esultavo e imprecavo come se mi trovassi al “Cibali” o in trasferta.”

“Fuori dalla tua città la sconfitta la vivi da solo.”

“Il Catania fa parte integrante di me, mi ha accompagnato per tutta la vita e lo considero, oggi come allora, il mio grande amore e niente più.”

“Il telefono s’illumina: sono le 06.53 del mattino. La sveglia sarebbe suonata di lì a breve. E’ una calda mattinata milanese di fine giugno, una di quelle mattine in cui il cielo è bianco per l’umidità. Una fastidiosissima cappa che non ti permette di respirare, già dall’alba fin da subito. Questa sensazione la senti sempre, durante tutto il giorno. Ti si appiccica addosso, costantemente e in affanno, ti toglie ogni respiro. Cerchi di sopravvivere accendendo il condizionatore ma la scelta è tra il mal di gola e l’oppressione della cappa.”

“Già, uscire. Sono catanese, vivo a Milano; la mia bolla casalinga fatta di extraterritorialità etnea non può proteggermi. Non sono un indigeno tra gli indigeni. Sono un indigeno tra i cowboy, sono in terra straniera.”

“Ad un certo punto l’altoparlante diede l’annuncio delle formazioni e i calciatori fecero il loro ingresso in campo. Con il mitico allenatore Carmelo Di Bella c’erano quelli che hanno fatto la storia del Catania anni ’60. L’avversario di turno era il Torino. L’onda delle voci, lo sventolio  delle bandiere, i cori, i battimani e il suono cadenzato dei tamburi mi travolsero.”

“Con l’avvento di Internet mi sono subito messo in contatto con il sito di Calciocatania.com, ma ancor prima c’era quello gestito da Robnic di cui non ricordo il nome: Ho fatto la conoscenza di Gennaro e Orazio Esposito, due grandissimi amici che mi mandavano i video del Catania su cd che guardavi sette giorni dopo.”

Purity – Jonathan Franzen

“Oh, micetta, come sono contenta di sentire la tua voce, – disse la madre della ragazza al telefono. – Il corpo mi tradisce di nuovo. A volte penso che la mia vita sia solo una lunga serie di tradimenti corporali.”

“E’ questa la cosa terribile dei corpi. Sono visibili, troppo visibili.”

“Non occorre scrivere per essere poeti, non occorre creare qualcosa per essere artisti.”

“Nessuno le aveva detto che, se voleva fare qualcosa di buono nel mondo, forse non era un’ottima idea laurearsi con un debito studentesco di centotrentamila dollari.”

“Di tanto in tanto sentiva il bisogno di divincolarsi dalla camicia di forza delle circostanze in cui si trovava da due anni, per vedere se magari le maniche cedevano un pò. E ogni volta la ritrovava stretta come prima.”

“L’ultima volta che ho controllato, stavi leggendo… – Prese il libro di Stephen. – Gramsci.”

“Oh, avere un lavoro che ti piace, un compagno fidato, un figlio che ti ama, uno scopo nella vita.”

“Esisteva qualcosa di più crudele, da parte della persona che ti aveva respinto, di una compassionevole indulgenza?”

“Essere famosi è uno schifo, Pip. Eppure tutti vogliono essere famosi, oggi il mondo è fatto di questo, del desiderio di essere famosi.”

“Mi sono chiesto spesso cosa provi la preda quando viene catturata. Spesso rimane immobile tra le fauci del predatore, come se non sentisse alcun male. Come se la natura, all’ultimo momento, avesse pietà di lei.”

“La croce di legno appesa dietro il pulpito sembrava, agli occhi di Andreas, un oggetto magico privato dei suoi poteri dall’eccessivo uso pro e contro lo stato, trascinato al livello di uno squallido compromesso e di una tetra dissidenza.”

“Tutti credono di avere dei limiti rigorosi – disse – finchè non li superano.”

“La vita era una un’infelice contraddizione, desideri infiniti ma scorte limitate, la nascita come biglietto per la morte.”

“Tu eri diventato una persona molto prima di avere un io cosciente. Il tuo piccolo corpo era stato dentro tua madre molto più in profondità di dove era mai arrivato l’uccello di tuo padre, avevi cacciato tutta la testa nella sua fica, diavolo, e poi per moltissimo tempo le avevi succhiato le tette ogni volta che ne avevi voglia, ma per quanto ti sforzassi non riuscivi a ricordarlo. Ti ritrovavi estromesso fin dall’inizio.”

“Tu sei perfetto. Il mondo non lo è.”

“Comincio a pensare che tuo padre abbia ragione: ti ho lasciato leggere certe cose quando eri ancora troppo giovane.”

“Gli argomenti su cui scegliamo di scherzare possono rivelare molte cose.”

“Tutto quello che sono lo devo a te. Mamma.”

“E forse la pazzia era proprio questo: una valvola di emergenza per alleviare la pressione di un’ansia intollerabile.”

“Siamo sicuri che non esiste un Dio?”

“Politica, senso di colpa collettivo, collaborazione: argomenti che lo annoiavano più che mai.”

“Dirigersi a est lungo Amarillo Boulevard significava oltrepassare in rapida successione il carcere di alta sicurezza Clements Unit, l’impianto per la lavorazione della carne McCaskill e la fabbrica di armi nucleari Pantex, tre imponenti strutture accomunate, al di là delle loro differenze, dalla brutale funzionalità e dall’illuminazione a vapori di sodio. Nello specchietto retrovisore si vedevano le chiese evangeliche, i distretti elettoriali del Tea Party, e Whataburger. Davanti, i pozzi di petrolio e gas, gli impianti di fracking, i pascoli impoveriti, i recinti di ingrasso del bestiame, la falda acquifera esaurita. Ogni aspetto di Amarillo era la testimonianza di una nazione dove i duri venivano per primi: primi per popolazione carceraria, primi per consumo di carne, primi per numero di testate strategiche operative, primi per emissioni di anidride carbonica pro capite, primi in fila per la Seconda Venuta. Ai progressisti americani poteva non piacere, ma Amarillo era l’immagine che il resto del mondo aveva del loro paese.”

“Il mondo era sovrappopolato di parlatori e sottopopolato di ascoltatori”

“Lui agiva secondo le regole del Vecchio Mondo, confondendo giusto e sbagliato per riuscire sempre a farla franca.”

“La mia mente non esiterebbe davanti a nulla pur di liberarsi dal senso di colpa, anche solo per cinque minuti.”

“C’erano scaffali pieni di libri dal pavimento al soffitto, e mucchi di libri sul pavimento.”

“Dimmi, tu credi nell’anima?”

“…eppure, senza un figlio, la loro era una vita di cose non dette. Di coccole serali, di serie tv guardate insieme, di condivisione di ampie aree di accordo, di elusione dei pochi punti caldi dei disaccordi passati, e di deriva verso la vecchiaia.”

“Prima che Putin prendesse il potere, mi svegliavo al mattino e mi meravigliavo di essere ancora vivo.”

“Il giornalismo era imitazione della vita, imitazione della competenza, imitazione dell’esperienza, imitazione della vicinanza; conoscere a fondo un argomento per poi dimenticarlo, fare amicizia con le persone per poi mollarle. Eppure, come tanti piaceri imitativi, creava una forte dipendenza.”

“E’ solo che ogni tanto mi tocca ricordare quanto odio questa vita, anche se è una bella vita. Lo pensi anche tu?”

“I tropici furono una rivelazione olfattiva.”

“Sto dicendo che ti sfinisce. L’infinita varietà della cattiveria umana.”

“Non perdere di vista il tuo scopo.”

“Sembra perfettamente appagato. Comincio a pensare che il paradiso non sia l’appagamento eterno, ma piuttosto che ci sia qualcosa di eterno nel sentirsi appagati. Non esiste la vita eterna, perché è impossibile superare il tempo, ma quando si è appagati il tempo non ha più importanza e si può comunque sfuggirgli. Ha senso quello che dico?”

“Il prodotto sei tu.”

“Difficile giudicare il tono di una mail.”

“Il Predatore sa sempre individuare l’agnello più debole del gregge.”

“I segreti sono quel che ti permette di sapere che dentro di te c’è qualcosa. Un esibizionista integrale è una persona che ha perso la sua identità.”

“Passato e futuro si mischiavano nella terra di Tom e Anabel. Il cielo del New Jersej incombeva su di noi come un bagno turco di fioccosa turbolenza, oscurandosi e poi illuminandosi giallastro in punti casuali che non offrivano alcun indizio sulla posizione del sole e, di conseguenza, sull’ora del giorno e su dove si trovassero l’est e l’ovest.”

“Le azioni hanno conseguenze – ribatté lei – C’è una strada alta e una bassa, e tu hai preso quella bassa.”

“La mia testa era così piena di implicazioni che temevo esplodesse, come farebbe il mondo se incontrasse un’impossibilità. Era come se non esistesse nessuno, come se nessuno fosse mai esistito, tranne noi due.”

“L’amore e l’odio mi sembravano indistinguibili; ciascuno sembrava derivare logicamente dall’altro.”

“E’ quello che credono tutti, ribatté mia madre. – Credono di non essere come gli altri. Ma poi la vita ci insegna tante cose.”

“Il viaggio fu un successo dal punto di vista turistico, con le sculture gotiche della Toscana e le antiche rovine della Sicilia tutte per noi.

“Tornammo a New York decisi a prepararci gli spaghetti alla siciliana con pomodoro e melanzane fritte, un piatto così squisito che volevamo mangiarlo due volte alla settimana. E così facemmo per alcuni mesi.”

“Il senso di colpa deve essere la più mostruosa delle dimensioni umane.”

“La faccia di Cynthia era una smorfia di pianto, ma mia madre rimase a occhi asciutti, dignitosa. Tedesca. All’ombra della morte non era più la persona che conoscevo. Era diventata la persona che non avevo conosciuto, la persona tedesca. I decenni di infelicità, gli anni dei discorsi logorroici, ora sembravano un lungo tentativo fallito di trovare un buon modo per essere americana.”

“Più si avvicinava alla morte, e più diventava sicura di sè. Aveva concluso che il significato della vita era nella sua forma. Non poteva rispondere alla domanda sul perché fosse nata, poteva solo prendere quello che le era stato dato e cercare di farlo finire bene.”

“Se stai con una persona che non riesce a essere felice, devi riflettere su cosa vuoi fare.”

“Gli americani hanno il diritto di sedersi dove vogliono.”

“Desiderare è il tuo dovere di consumatore.”

“Mi sono rotto il cazzo di quello che sono.”

“Solo una volta, e solo perché ero molto giovane, ho potuto fondere la mia identità con quella di un’altra persona, ed è in singolarità come queste che si trova l’eternità.”

“Solo i deboli e i pavidi, e i fasulli, avevano bisogno di vantarsi.”

“I privilegi disponibili nella Repubblica erano miseri, un telefono, un appartamento con un pò di aria e luce, l’importantissimo permesso di viaggiare, ma forse non più miseri che avere un numero x di follower su Twitter, un profilo Facebook molto popolare e magari un’apparizione di quattro minuti sulla Cnbc.”

“Si accorse di essersi cacciato in una trappola. Aveva messo su casa non tanto con una donna, quanto con l’illusione di essere un uomo che poteva vivere per sempre felice e contento con una donna. E adesso quell’illusione lo annoiava.”

“Confessare può essere un sollievo.”

“L’improvvisa accessibilità del porno, la garanzia dell’anonimato, l’irrilevanza del copyright, l’immediatezza della gratificazione, le dimensioni del mondo virtuale all’interno di quello reale, la dispersione globale delle comunità di condivisione di file, la sensazione di controllo che si provava cliccando sul mouse: internet avrebbe assunto un’importanza enorme, soprattutto per chi portava la luce del sole.”

“…il caratteristico annullamento della distinzione tra pubblico e privato…. la dissoluzione dell’individuo nella massa… Il cervello ridotto dalla macchina a un circuito di feedback, la personalità privata ridotta a una generalità pubblica: a quel punto la persona poteva anche essere già morta.”

“Condannava le proprie azioni secondo i principi in cui voleva credere, ma non riusciva mai a odiarle nell’atto di compierle.”

“Naturalmente sei un figlio di puttana arrogante. Sei cresciuto pieno di privilegi, ti è sempre andata come volevi. Come potresti essere diverso?”

“Nessuna risposta è una risposta.”

“Non ho niente da darti – disse a Tierney – tranne la verità. Posso offrirti da bere e raccontarti la verità?”

“Tornò a girarsi verso il precipizio e abbassò lo sguardo sulle cime degli alberi tropicali, le grandi schegge di rocce cadute contro cui cozzavano i verdi frangenti del sottobosco. Quando cominciarono ad avvicinarsi lentamente, e poi più in fretta, e ancora più in fretta, tenne gli occhi bene aperti, perché era sincero con se stesso. Nell’istante prima che ogni cosa finisse e diventasse puro nulla, sentì tutte le voci umane del mondo.”

“Pip annuì, ma stava pensando che il mondo era terribile, un’eterna lotta per il potere. I segreti erano potere. I soldi erano potere. Essere necessari a qualcuno era potere. Potere, potere, potere: com’era possibile che il mondo girasse intorno alla lotta per una cosa che creava solitudine e angoscia in chi la possedeva?”

“I deboli portano rancore, mamma. I forti perdonano.”

“Doveva essere possibile fare meglio dei suoi genitori, ma non era sicura di riuscirci. Solo quando il cielo riaprì le cateratte, quando la pioggia arrivata dall’immenso, buio oceano occidentale cominciò a battere sul tetto della macchina e il suono dell’amore coprì gli altri suoni, solo allora Pip pensò che forse ce l’avrebbe fatta.”

Scene dalla vita di un villaggio – Amos Oz

“Non sembrava del tutto forestiero. Qualcosa nella sua persona l’aveva a un tempo respinto e attirato sin dal primo sguardo, sempre che fosse tale: ad Arieh Zelnik pareva proprio di ricordarlo, quel viso, e le braccia così lunghe che arrivavano fin quasi alle ginocchia. Una vaga reminiscenza, come di un’altra vita.”

“Come un sogno di cui nove decimi scompaiono e solo un lembo ancora balugina nella mente.”

“Oggi come oggi tutti cercano solo di fregare qualche briciola dal tavolo del prossimo. Nessuno, così gli aveva insegnato la sua lunga vita piena di delusioni, nessuno bussa alla tua porta se non gli conviene, se non pensa di trarne qualche profitto o di fregare qualcosa.”

“Forse avrebbe parlato delle grandi differenze tra il villaggio ebraico e quello arabo; il vostro è nato in virtù di un sogno e secondo un progetto, il nostro non è mai nato, c’è sempre stato. Eppure qualche similitudine c’è. In fondo anche noi abbiamo dei sogni.”

“A volte mi capita di non capire proprio che ci faccio qui.”

“Pensò a quel che avrebbe potuto essere e che non sarebbe mai più stato, ma la mente vagava.”

“Senza un ideale, un sentimento, la vita resta vuota, e insulsa e per lui non valeva la pena d’essere vissuta.”

“Allora i miei pensieri andarono alle vie deserte del paese su cui ora stava sferzando la pioggia, ai cipressi scuri che dondolavano nel vento, alle luci sempre più fioche dentro le case, nei campi bagnati, nei frutteti spogli. In quel momento ebbi l’impressione che qualcosa stesse accadendo chissà dove, ma che mi riguardasse, mi coinvolgesse. Però non avevo la minima idea di che cosa.”

“Chi può lavorare, lavori, fatichi e taccia. Chi non ce la fa più, per favore, che si degni di morire. Chiusa la faccenda.”

Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro

“Appare sempre più probabile che riuscirò davvero ad intraprendere la spedizione che da alcuni giorni ormai tiene completamente occupata la mia fantasia.”

“Mr Farraday non appartiene alla schiera di quei signori che sono contraddistinti da uno difetti più irritanti in un datore di lavoro, e cioè la volubilità.”

“E’ difficile spiegare le sensazioni che provai quando alla fine mi misi in viaggio.”

“Ma ecco che alla fine anche i dintorni si fecero irriconoscibili, cosicché mi resi conto di essere andato al di là di ogni confine precedentemente raggiunto.”

“Era una sensazione davvero piacevole quella che si provava a starsene lì, in piedi, circondati dai suoni dell’estate, con una lieve brezza sul viso.”

“Permettermi di formulare la cosa in questo modo: la dignità, in un maggiordomo, ha a che fare, fondamentalmente, con la capacità di non abbandonare il professionista nel quale si incarna.”

“Gli europei non sono in grado di fare i maggiordomi, perché come razza non sanno mantenere quel controllo emotivo del quale soltanto la razza inglese è capace.”

“Oh, non ho alcuna fretta – feci io con un sorriso. Per la prima volta dopo molti anni posso prendermela comoda, e debbo ammettere che si tratta di una esperienza alquanto godibile. Sapete, sto facendo un viaggio in automobile per il puro piacere di farlo.”

“E’ quando i commensali sono due, anche se uno di essi è il nostro stesso datore di lavoro, che si incontra maggiore difficoltà nel raggiungere quell’equilibrio fra l’attenzione e il dar l’illusione di non esserci, che è condizione essenziale del buon servire in tavola; è in questa situazione, infatti, che raramente ci si libera del sospetto che la propria presenza inibisca la conversazione.”

“Quando si è messo qualcuno al tappeto, la cosa dovrebbe finire lì. Non si può continuare a prenderlo a calci.”

“Ma che senso vi è nel continuare all’infinito a far congetture su che cosa avrebbe potuto accadere se tale o tal’altro momento si fosse risolto in maniera diversa? In questo modo, forse, si può condurre se stessi alla follia.”

“In un paese qual è il nostro è possibile che le persone abbiano un certo dovere di riflettere sui grandi problemi internazionali, e formarsi una propria opinione. Ma dal momento che la vita è quella che è, come ci si può aspettare che la gente comune abbia davvero delle idee ben precise su ogni genere di cose”

“Ma la verità è che la gente è molto più felice se la si lascia in pace.”

“La gente da queste parti ha una qualche coscienza politica. Sente che dovrebbe avere opinioni precise su questo e su quello, che è esattamente la cosa che Harry li invita a fare. Ma in fondo non sono poi diversi dagli abitanti di qualunque altro posto. Vogliono una vita tranquilla.”

“Pure, non riuscivo a sottrarmi alla sensazione che ciò che realmente vedevo fosse una stanchezza nei confronti della vita; quella scintilla che un tempo aveva fatto di lei una persona così vivace e a volte persino mutevole, adesso sembrava sparita.”

“Si passa tanto tempo insieme a una persona e alla fine si scopre di essersi abituata a lui.”

“Ma questo non vuol dire, naturalmente, che non vi siano momenti di tanto in tanto, momenti di estrema tristezza, quando pensi tra te e te: Che terribile errore è stata la mia vita. E allora si è indotti a pensare ad una vita diversa, una vita migliore che si sarebbe potuto avere.”

“Dopotutto ormai non si può più mettere indietro l’orologio. Non si può stare perennemente a pensare a quel che avrebbe potuto essere. Ci si deve convincere che la nostra vita è altrettanto buona, forse addirittura migliore, di quella della maggior parte delle persone, e di questo si deve essere grati.”

“Il fatto è, naturalmente – dissi io dopo un pò di tempo, – che ho dato a Lord Darlington il meglio di me. Gli ho dato tutto quanto di meglio avevo da dare, e adesso – ebbene – adesso mi accorgo che non mi è rimasto molto altro da dare.”

“Smettila di guardarti indietro continuamente, altrimenti non puoi far altro che essere depresso. E, d’accordo, non riesci più a fare bene il tuo lavoro come lo facevi un tempo. Ma è la stessa cosa per tutti, capisci? Tutti quanti a un certo punto dobbiamo metterci a sedere.”

“Bisogna essere felici. La sera è la parte più bella della giornata. Hai concluso una giornata di lavoro e adesso puoi sederti ed essere felice. Ecco come la vedo io. Domandate a chiunque e vedrete che vi diranno tutti la stessa cosa. La sera è la parte più bella della giornata.”

“E forse allora vi è del buono nel consiglio secondo il quale io dovrei smettere di ripensare tanto al passato, dovrei assumere un punto di vista più positivo e cercare di trarre il meglio da quel che rimane della mia giornata.”

“E forse è giunto davvero il momento che io cominci a considerare con maggiore entusiasmo l’intera faccenda dello scambio di battute scherzose. Dopotutto quando si pensa alla cosa, non si ha la sensazione che si tratti di una attività poi così sciocca alla quale potersi dedicare – in particolare se accade che in tale scambio di battute si trovi il segreto del calore umano.”

Quando eravamo orfani – Kazuo Ishiguro

“Era l’estate del 1923, l’estate del mio addio a Cambridge, la stessa in cui, a dispetto del desiderio di mia zia che mi rivoleva nello Shropshire, decisi che il mio futuro sarebbe stato nella capitale e affittai un piccolo appartamento al numero 14b di Bedford Gardens a Kensigton.”

“Semore in questo periodo, incominciai ad analizzare la vita professionale dei vari investigatori che avevano lasciato traccia delle loro imprese, scoprendo di essere in grado di fare un distinguo tra coloro che si erano guadagnati una reputazione grazie a successi consolidati e chi invece doveva il proprio nome essenzialmente alla posizione di cui godeva in certi ambienti; arrivai a capire che c’erano due modi per diventare qualcuno nella mia professione, uno vero e uno falso.”

“Ma ci sarà sempre il male acquattato dietro l’angolo pronto a sorprenderci.”

“Non intendo guardare alla mia vita quando sarò veccia e scoprire che è stata vuota. Voglio vedere qualcosa di cui poter essere fiera. Vede, Christopher, io sono ambiziosa.”

“…si portavano appresso l’atmosfera dei viottoli e della campagna inglese come la conoscevo dalla lettura de Il vento tra i salici o delle strade nebbiose dei gialli di Conan Doyle.”

“La gente ha bisogno di sentirsi parte di un gruppo.”

“E’ tutto a posto. Non sono sconvolta. In fondo, erano solo delle cose. Quando uno perde padre e madre, non può prendersela troppo per delle cose, non credi?”

“Bisogna guardare avanti nella vita.”

“Quando sei a scuola, ogni tanto, dimentichi. Solo ogni tanto. Conti i giorni che mancano alle vacanze come fanno tutte, e pensi che rivedrai Mamma e Papà.”

“Ed eccola lì, dunque, la cosiddetta élite di Shanghai, pronta a trattare con assoluto disprezzo la sofferenza dei propri vicini di casa cinese residenti al di là del canale.”

“Si cambia, non si fa altro che cambiare.”

“E’ raro trovare persone tanto pronte a comprendere.”

“Quando un uomo ha vissuto tanto quanto me, attraversando il caos di questi anni, vuol dire che conosce molte gioie e altrettante tristezze.”

“Tu sei quel che io definisco un autentico idiota. E vuoi sapere perché? Te lo dico subito. Perché fingi di sapere un mucchio di cose che non sai. Sei troppo orgoglioso per ammettere che hai fallito. Questa è esattamente la mia definizione di un autentico idiota. Un cretino! Mi senti? Un vero e proprio cretino.”

“Erano talmente identici i loro lamenti penosi, il modo in cui le grida si trasformavano in suppliche disperate per poi fondersi ancora nell’urlo, da farmi pensare che quel tormento fosse ciò a cui ciascuno di noi sarebbe andato incontro nel cammino verso la morte – che quei rumori terribili fossero universali come il pianto di ogni neonato.”

“Abbiamo avuto dei giorni meravigliosi, – dissi. – Allora non sapevamo, ovviamente, quanto fossero meravigliosi. Nessun bambino lo sa mai, immagino.”

“Akira non parlò per un pezzo. Poi disse: – Quando mio figlio. Quando lui scopre mondo non bello. Io voglio… – Si interruppe, forse per il dolore o forse perché non riusciva a trovare la parola per dirlo. Disse qualcosa in giapponese, e poi proseguì: – Voglio io insieme a lui. Per aiutare. Quando lui scopre.”

“Scrisse che quando cresciamo, la nostra infanzia si trasforma in una terra straniera.”

“Ma lui l’adorava. Voleva disperatamente essere alla sua altezza, e quando ha scoperto che non ce l’avrebbe fatta, bè, se n’è andato. Con qualcuno al quale stava bene che lui fosse com’era. Secondo me, cercava solo un pò di riposo.”

“A lei importava soltanto una cosa: che io avessi una vita felice.”

“Non hanno mai avuto molto denaro, il che significa che non potevano vivere con la spensieratezza che avrebbero desiderato.”

“Forse esiste qualcuno in grado di attraversare l’esistenza libero da tali pensieri. Ma per quelli come noi, il destino è affrontare il mondo da orfani, e inseguire per anni i fantasmi di genitori scomparsi. E non possiamo fare altro che sforzarci di concludere la missione, quanto meglio è possibile, perché fino a quando non l’avremo fatto, non ci verrà concessa mai pace.”

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