Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

La scelta. Da grande voglio essere avvocato – Orazio Torrisi

“Ognuno di noi ha qualcosa da dare al mondo.
Io sono un avvocato e tutelo i diritti della gente in ogni sede, il loro diritto alla libertà, in conformità alla legge e nel rispetto dei suoi principi. Penso che la giustizia, “sovrana”, debba stare necessariamente dove stanno gli uomini e seguirne le tracce, e queste tracce esistono solo se c’è un terreno su cui lasciarle. E’ così che si fa la storia civile di un paese.”

“Non sono un cercatore d’oro, non ho mai riposto nella mia professione alcuna aspettativa di arricchimento economico, se non quella di vivere una vita dignitosa.”

“Non ho mai accettato un incarico che non sarei stato in grado di svolgere con adeguata competenza.”

“Per l’avvocato il diritto è la passione che non lo abbandonerà mai.”

“Il mio lavoro è una donna innamorata che ti perdona sempre tutto, anche il caos sulla scrivania.”

“Amo il mio lavoro e tutto ciò che ci ho messo dentro: un avvocato che ha sempre visto la vita come eterna disputa legale, la mia, sparsa di problemi e di sfide continue; pur tuttavia nessuno mi vedrà mai sconfitto, a parte me stesso.”

“L’etica è la migliore compagna di viaggio.”

“Non ci è dato sapere con certezza cosa diventeremo, ma arriva un tempo in cui non possiamo esimerci dal rispondere.”

“Nonostante i dilemmi, eccomi qui. Sono un avvocato e ricordo a malapena come mi chiamo: sono Enrico Palmieri, lavoro a Catania, e giorno dopo giorno cerco di onorare la mia professione.”

“Vorrei che certi momenti non finissero mai. Adoro sorseggiare il primo caffè della mattina, quello che considero evocativo, affacciato alla finestra della cucina da cui è possibile ammirare i colori dell’Etna di inizio stagione.”

“Caruso scuce un sorriso stretto, poi commenta: Bah! L’unica cosa certa è la sua parcella.
Allora, percepisco che dietro le sue parole si insinua il dubbio di chi vuole vincere senza curarsi dei mezzi da mettere in campo e, tutto sommato, senza alcun interesse per i torti e le ragioni.”

“Cosa vorrebbe ottenere dalla causa che dovremmo intraprendere?
Vedo prendere forma sul volto del cliente un’espressione interdetta che fa ben capire la mancanza di una concreta esigenza da tutelare.”

“E solo esercitando la professione ci si accorge che non esiste un caso uguale ad un altro.”

“Mi viene in mente la mia città, Catania. La ricordo nel dettaglio e in tutte le sue sfumature: i profumi intensi, i colori vivaci, il mare azzurro e stupendo, sempre lo stesso, che non invecchia mai e che fa da compagno fedele a una terra bruciata dal sole e calda come un deserto.”

“Purtroppo, l’operato di un professionista è spessissimo sottovalutato dai clienti che, a ragione o a torto, vogliono sempre spuntarla, solo perché ti hanno affidato le loro ragioni e non possono accettare che vengano deluse.”

“Della mia vita di uomo e avvocato ricordo le fatiche, ogni conquista, la pressione psicologica a cui ogni giorno ero sottoposto, lo stress continuo e, alle volte, straziante.”

“Affrontare un processo importante è come immergersi in una fitta foresta. Riesci a orientarti e a sopravvivere solo grazie ad un impegno totale, che spesso ti assorbe completamente. E hai sempre l’impressione di non farcela.”

“Anche lui mi sembrava vittima di quell’equivoco tanto diffuso secondo cui l’avvocato “bravo” è quello “furbo”, che sa sfruttare le pieghe della legge per eluderne le finalità e piegarle all’interesse immediato del cliente.”

“Si dice di solito che i figli contribuiscono a rinsaldare un amore o lo distruggono completamente. Io credo di aver capito che non sono i figli la causa del successo o del fallimento di un rapporto, ma che questi ultimi sono legati solo alla nostra voglia di coltivarlo, accudendolo giorno per giorno.”

“Si sa, è la volontà dei tempi. Gli uomini e le donne non sanno restare soli, ma non intendono fare sacrifici per rimanere uniti per lungo tempo.”

“Sconfitto, tormentato dalla tensione, sovrastato dalla necessitò di non mostrarsi piegato. La sensazione di essere osservato, giudicato e condannato non ti abbandona più. Ogni tua azione è sotto la lente d’ingrandimento. Un uomo di fronte a sé stesso è sempre un uomo indifeso.”

“Un avvocato non è un supereroe, ma un uomo, prima di tutto, con tutte le debolezze e incertezze che attanagliano ognuno di noi.”

“Faccio un respiro intenso, prima di cominciare a parlare. La mia professione mi ha insegnato a riflettere prima di aprire bocca per chiarire i pensieri, ma anche per esprimerli con la dovuta accortezza e fermezza.”

“L’enorme nuvola di cenere, sollevatasi dal cratere est nei giorni precedenti, si era ormai dispersa. Dal finestrino l’Etna ci osserva come si fa con una mosca che ronza vicino.”

“Non siamo meri esecutori della volontà dei clienti, ma individui che devono essere indipendenti, autonomi, competenti e con interessi culturali quanto più possibile aperti.”

“Il livello di stress nel lavoro è in continuo aumento. Sempre di corsa, immerso totalmente nel lavoro tra atti, udienze, telefonate e riunioni a pranzo e cena. Mi circondo di centinaia di persone ogni giorno, tra sorrisi, convenevoli e strette di mano, ma sono terribilmente solo.”

“Il dono più grande che potremmo fare agli altri è comprendere chi sono, anziché voler cambiarli.”

“I maestri, da cui ho appreso le norme di comportamento, mi hanno insegnato a rispettare l’uomo che si rivolge all’avvocato in cerca di aiuto e non per essere giudicato.”

“Poi, anche Andrea si alzò e ci raggiunse sul divano. Aveva completato il suo disegno e tracciato la sua vita.
“Da grande voglio essere avvocato”, disse.”

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Risvegli – Oliver Sacks

“Nel 1817, il medico londinese James Parkinson pubblicò il suo famoso Essay on the shaking Palsy, nel quale descriveva, con una vivezza e una capacità di penetrazione che non sono mai state superate, quella condizione morbosa frequente, importante e singolare che oggi è conosciuta come morbo di Parkinson.”

“Volevano riavere il tempo perduto, volevano essere magicamente riportati nel pieno della giovinezza e della vigoria.”

“Noi razionalizziamo, dissimuliamo, fingiamo: fingiamo che la medicina moderna sia una scienza razionale, tutta fatti, buon senso e limpidezza. Ma basta dare un colpetto che la lucida superficie si spacca e ci rivela le radici e le fondamenta, il vecchio cuore oscuro fatto di metafisica, misticismo, magia e mito. La medicina è la più antica delle arti e la più antica delle scienza: perché non dovrebbe quindi scaturire dalle conoscenze e dai sentimenti più profondi che possediamo?”

“I terrori della sofferenza, della malattia e della morte, della perdita di noi stessi e del mondo sono i più elementari e intensi che conosciamo; e altrettanto intensi sono i nostri sogni di guarigione e di rinascita, i sogni di una meravigliosa restituzione a noi stessi e al mondo.”

“Le malattie hanno un carattere proprio, ma partecipano anche del nostro carattere.”

“Il primo sintomo del ritorno alla malattia, di qualcosa che va storto, è la sensazione che qualcosa sta andando storto. Questo punto così ovvio non sarà mai sottolineato abbastanza. Ciò che il paziente prova non è una serie di sintomi ben formulati e tabulati in bell’ordine, ma una sensazione intuitiva, inconfondibile che ci sia qualcosa che non va.”

“Ma la vita chiede l’azione, oltre che il rilassamento; si può rimanere a proprio agio in una poltrona solo per un certo tempo, dopodiché l’impulso a muoversi assume forza imperiosa; e se non ci si può muovere quando si ha bisogno di farlo, il disagio è estremo.”

“La cosa essenziale è sentirsi a casa nel mondo, sapendo nelle profondità del proprio essere di avere un posto vero nella casa del mondo. La funzione basilare di ospedali come il Mount Carmel – che in tutto il mondo alloggiano vati milioni di persone – è di dare ospitalità, senso di casa, a pazienti che hanno perduto la loro casa d’origine.”

Uomini e topi – John Steinbeck

“Poche miglia a sud di Soledad il fiume Salinas arriva a lambire i fianchi delle colline e scorre verde e profondo. la sua acqua è tiepida, perché prima di raggiungere quella stretta pozza è passata scintillando sopra le sabbie gialle alla luce del sole.”

“Indossavano entrambi calzoni di tela, e di tela erano le camicie, con i bottoni d’ottone; entrambi avevano un cappello nero e informe, entrambi portavano sulle spalle delle coperte strettamente arrotolate. Il primo uomo era piccolo e lesto, scuro in volto, con occhi acuti e irrequieti, e lineamenti affilati e marcati. ogni suo tratto era definito: mani piccole e forti, braccia sottili, naso stretto e ossuto. Dietro a lui procedeva il suo opposto, un uomo enorme, dal volto senza forma, con occhi grandi e chiari, e ampie spalle ricurve; camminava pesantemente, quasi strascicando i piedi, al modo in cui un orso trascina le zampe. E anziché dondolargli ai fianchi, le braccia gli pendevano flosce.”

“…un giorno metteremo insieme dei soldi e avremo una casetta e un paio di acri con una mucca e qualche maiale e…”

“La luce rossa delle braci si incupì. Dalla collina oltre il fiume un coyote ululò, e dall’altra sponda gli rispose un cane.”

“Sulla soglia stava un omino tarchiato. Indossava dei blue jeans, una camicia di flanella, un panciotto nero slacciato e una giacca nera. I suoi pollici erano infilati nella cintura, ai due lati di una fibbia d’acciaio quadrata. In testa aveva uno Stetson marrone tutto macchiato, e calzava degli stivali col tacco alto e gli speroni per far vedere che non era un lavorante.”

“Un uomo ha bisogno… di qualcuno vicino – gemette – Un uomo diventa pazzo se non ha nessuno. Non importa chi è, da quanto è con lui. Te lo dico io, – esclamò – te lo dico io che a rimanere troppo soli si finisce con l’impazzire.”

“Ho visto centinaia di uomini andarsene per strada di ranch in ranch, con i loro fagotti sulle spalle e la stessa dannata idea in testa. Centinaia. Arrivano, e poi se ne vanno da un’altra parte; e ognuno di loro ha in quella dannata zucca un pezzettino di terra. E mai che uno di quei fessi ci mette sopra le mani. Proprio come il Paradiso. Tutti a volere il loro pezzettino di terra. Ho letto una quantità di libri qua dentro. Nessuno va in Paradiso, e nessuno ottiene la terra, E’ solo nella loro testa. passano il tempo a parlarne, ma è solo nella loro testa.”

“Come accade talvolta, un momento scoccò e rimase sospeso, durando molto più di un momento. E i rumori cessarono, e i movimenti si arrestarono per molto, molto più che un momento. Poi a poco a poco il tempo si risvegliò e si rimise in moto pigramente. I cavalli scalpitarono all’altro lato delle rastrelliere, e le catenelle tintinnarono.”

Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami

“E così il denaro sei riuscito a trovarlo? – chiede il ragazzo chiamato Corvo. Il modo di parlare è il solito, un pò strascicato. Come di uno che si è appena svegliato dopo una lunga dormita e ha i muscoli della bocca ancora intorpiditi. Ma il suo è solo un atteggiamento: in realtà è perfettamente sveglio. Come sempre.”

“Ormai hai fatto la tua scelta. Adesso si tratta solo di metterla in pratica. E comunque sia, è la tua vita. Alla fine, sei solo tu a dover decidere.”

“Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso.”

“Mentre scivolo nel sonno, il ragazzo chiamato Corvo continua a sussurrarmi: – Stai per diventare il quindicenne più tosto del mondo -. Come se mi imprimesse nel cuore un tatuaggio con inchiostro blu sicuro.”

“Quando verrà il giorno del mio quindicesimo compleanno, scapperò di casa e andrò in una città lontana e sconosciuta, a vivere in un angolo di una piccola biblioteca.”

“Nella foto siamo su una spiaggia, non so dove, e sorridiamo contenti.”

“Avrei voluto sciogliermi nell’aria e sparire all’istante, senza dover pensare più a nulla.”

“Quando prendo in mano qualche libro e lo apro, dalle pagine emana un odore di antico. E’ un odore particolare, sprigionato dalla conoscenza profonda e dalle intense emozioni che hanno dormito a lungo, tranquille, al riparo della copertina. Aspiro quell’odore, scorro con gli occhi alcune pagine, e ripongo il libro negli scaffali.”

“Quello che capisco adesso è semplicemente che sono solo. Solo e in un paese che non conosco. Come un esploratore solitario che ha perso bussola e mappa. E’ questo che significa essere liberi? Non lo so, e allora rinuncio a pensarci.”

“Col tempo la maggior parte delle cose finisce per essere dimenticata.”

“…avevo notato ogni tanto una specie di rassegnazione. Per dirne una, se si misurava con qualsiasi problema, per quanto difficile, lo risolveva sempre, ma questo successo non suscitava in lui nessuna gioia. Se si sforzava, non mostrava mai segni di affanno, e la pena di chi si industria a raggiungere un obiettivo era del tutto assente. Non gli sfuggiva mai un sospiro. Sembrava fare solo ciò che era necessario. Si limitava a mettere a posto le cose che venivano a trovarsi davanti ai suoi occhi.”

“Bambini particolarmente dotati che, a causa di queste loro doti, si vedono proporre dagli adulti sempre nuovi obiettivi da raggiungere. Succede sovente che, messi di fronte a un eccesso di compiti da risolvere, essi finiscano col perdere a poco a poco la freschezza, l’emozione e l’entusiasmo di solito presenti nella personalità infantile. I bambini che vivono in un ambiente del genere, si chiudono in un guscio e imparano a nascondere ogni espressione spontanea.”

“Il cuore dei bambini è malleabile e può essere modellato come si vuole. Però una volta deformato e indurito, è difficile che ritorni com’era.”

“Le cose che non annoiano, stancano presto, mentre quelle apparentemente noiose non stancano mai.”

“Chiunque sia stato a fare quel sogno, tu l’hai condiviso. Quindi devi assumerti la responsabilità di quello che è accaduto nel sogno. Perché in ogni caso quel sogno, passando per le strade più buie della tua anima, è riuscito a penetrare dentro di te.”

“La musica scompare come se fosse stata inghiottita dalle sabbie mobili. Mi tolgo le cuffie e ascolto il silenzio. Il silenzio è una cosa che si ascolta. Lo scopro per la prima volta.”

“Devi tenere gli occhi bene aperti. Chiudere gli occhi è da rammolliti. Evitare di guardare in faccia la realtà è da codardi. Mentre tu tieni gli occhi chiusi e ti tappi le orecchie, il tempo avanza. Tic-toc-tic-toc.”

“Una volta che si è sfoderata la spada, il sangue deve scorrere.”

“Una realtà satura di rumori ci accerchia. I freni ad aria di un grosso camion, i clacson, i tubi di scappamento. Le cose che avevo intorno a me fino a ieri – il fuoco nella stufa, così intimo, lo scintillio delle stelle, la calma profonda della foresta – si stanno allontanando e presto svaniranno dalla mia memoria. Già mi sembra di ricordarle a fatica.”

“La felicità è una fiaba, l’infelicità un romanzo.”

“Tamura Kafka, nella vita c’è un punto in cui non si può più tornare indietro. E poi c’è un punto, ma i casi sono molo più rari, in cui non è possibile andare avanti. Quando questo accade, che sia un bene o un male, l’unica cosa che possiamo fare è accettarlo in silenzio. E’ così che viviamo.”

“Che cosa significhi essere discriminato, e quanto profondamente si resti feriti, sono cose che solo chi le ha subite può capire.

“Gente priva di immaginazione, intollerante, senza orizzonti. Gente che vive una realtà fatta di convinzioni tutte sue, slogan vuoti, ideali orecchiati qua e là, sistemi rigidi. Sono queste le persone che a me fanno davvero paura.”

“Le persone come me che lavorano mettendoci forza e sudore sono il proletariato. Quelle che se ne stanno comode su una sedia, senza muovere un muscolo, dando ordini a destra e a sinistra e intascando cento volte quello che guadagno io, sono i capitalisti.”

“Un giorno ucciderai tuo padre con le tue mani, e giacerai con tua madre.”

“Prima che Edison inventasse la luce elettrica, la maggior parte del mondo era letteralmente avvolta da tenebre buie e nere.”

“E poi il nome Kafka…immagino che la signora Saeki abbia colto nella misteriosa solitudine sprigionata dal ragazzo del quadro un rapporto col mondo dello scrittore, e per questa ragione lo abbia chiamato Kafka sulla spiaggia. Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell’assurdo. Credo che questo sia il senso del nome Kafka.”

“Adesso sai che cosa significa la gelosia. E’ come un fuoco che ti devasta il cuore.”

“Anch’io, quando avevo la tua età, sognavo sempre di andare in un mondo a parte. Un posto al di fuori del tempo, dove nessuno avrebbe potuto raggiungermi.”

“In un mondo dove tutto si danneggia, il cuore si consuma, e il tempo scorre senza un attimo di tregua.”

“Trattenendo il respiro, aspetto che si faccia notte. le nuvole si dividono, e la luce della luna invade il giardino illuminando gli alberi. Ci sono troppe coincidenza. Tante cose stanno iniziando a convergere, sempre più in fretta, verso un’unica soluzione.”

“Sono stanza, e il vento è forte.”

“Il puro presente è il processo impercettibile in cui il passato avanza divorando il futuro. A dire il vero, ogni percezione è già ricordo.”

“Volevo andarmene. Andare via di qui, e trovare un posto dove le cose fossero diverse, e le persone più interessanti.”

“Ma io penso che il luogo in cui si nasce e quello in cui si muore siano molto importanti per ognuno di noi. Quello in cui si nasce, è ovvio, nessuno può sceglierlo. Però, entro certi limiti, abbiamo il potere di scegliere dove morire.”

“C’è stato un tempo in cui ho avuto qualcosa che era troppo perfetto. Per questo dopo non ho potuto fare altro che disprezzare me stessa. Ecco la mia maledizione. Una maledizione alla quale finché sarò in vita non potrò sottrarmi.”

“Sia Nakata che Oshimo non erano abituati alla vista del mare, quindi avrebbero potuto ammirarlo all’infinito senza stancarsene.”

“Che bella cosa il mare, non trova?
Si, guardarlo dà un senso di pace.”

“Seduto sul portico, cullato dal cinguettio degli uccelli e sorseggiando una tisana calda, immagino un campo di battaglia in Russia sotto una tempesta di neve.”

“A volte tornare indietro è molto più difficile che andare avanti.”

“I ricordi ti scaldano il corpo dall’interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano dentro.”

“Non dimenticare quello che ti abbiamo detto a proposito delle baionette, – dice il soldato alto. – Se colpisci il nemico, devi sempre ruotare con forza la lama da un lato. E’ l’unico modo per tagliargli le viscere. Se non lo fai, ti restituirà il colpo. E’ così che vanno le cose nel mondo lì fuori.”

“Io per sentirmi bene devo avere sia il mare che la montagna. Naturalmente non vale per tutti, ma credo che in genere si è molto condizionati dal proprio luogo d’origine, Il modo di pensare e sentire sono legali alla geografia, al clima, al vento dei posti dove uno è cresciuto.”

“Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti, – dice quando la suoneria del telefono si è placata. Occasioni preziose, possibilità , emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa – si, io immagino che sia nella testa – ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. Un pò come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l’archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l’aria, cambiare l’acqua ai fiori. In altre parole, tu vivrai per sempre nella tua biblioteca personale.”

“ll mondo è una metafora.”

“Superata Nagoya, comincia a piovere. Guardo le linee che le gocce formano sul vetro oscuro. E mi ricordo che pioveva anche quando sono partito da Tokyo. Penso alla pioggia che cade nei luoghi più diversi. La pioggia nella foresta, la pioggia sul mare, la pioggia lungo l’autostrada, sulla biblioteca, la pioggia che cade ai confini del mondo.”

“Adesso dormi – dice il ragazzo chiamato Corvo. – E quando ti sveglierai farai parte di un nuovo mondo.
Così finalmente ti addormenti. E quando ti svegli, fai parte di un mondo nuovo.”

Le correzioni – Jonathan Franzen

“Un fronte freddo autunnale arrivava rabbioso dalla prateria. Qualcosa di terribile stava per accadere, lo si sentiva nell’aria. Il sole era basso nel cielo, una stella minore, un astro morente. Raffiche su raffiche di entropia.”

“La definizione stessa di salute mentale è la capacità di partecipare alla civiltà dei consumi.”

“Chip sedette su un guardrail gelido e fumò e trovò conforto nella solida mediocrità del commercio americano, nei modesti articoli in metallo e plastica che si trovano ai bordi delle strade.”

“A New York City non occorreva mai andare lontano per trovare rabbia e sudiciume.”

“Abbiamo così tante elezioni – disse Gitanas – che la stampa internazionale non se ne occupa più. Facciamo tre o quattro elezioni all’anno. Sono la nostra industria più importante. la nostra produzione pro capite annua di elezioni è la più alta del mondo. Supera persino quella dell’Italia.”

“La Banca Mondiale aveva i soldi che ci servivano, e la Banca Mondiale ci ha detto di privatizzare. Così okay, abbiamo venduto il porto. Abbiamo venduto la compagnia aerea e l’azienda telefonica. Di solito il miglior offerente era americano, qualche volta europeo. Non sarebbe dovuto succedere, ma è successo.”

“Dopo il disgelo, c’è la putrefazione.”

“Purtroppo il FMI si occupa delle proteste delle nazioni in bancarotta a seconda delle dimensioni del loro prodotto interno lordo.”

“L’universo era meccanicistico: il padre parlava, il figlio reagiva.”

“Gli piaceva e gli piaceva e gli piaceva e poi all’improvviso non gli piacque più.”

“…sapeva fin troppo bene che passare lunghe ore in ufficio per sfuggire all’infelicità domestica era esattamente il genere di trappola in cui era caduto suo padre.”

“Gary aveva provato un enorme sollievo quando, la mattina seguente, dopo il solito snervante tragitto in macchina nell’ora di punta, si era rifugiato nel porto sicuro della settimana lavorativa come uno yacht sballottato dalla tempesta. Non c’era niente da fare se non riprendersi meglio che poteva, mantenere la rotta, non sentirsi depresso.”

“La giustizia è la legge del più forte, quando si tratta di diritto brevettuale.”

“Finalmente arrivò un ascensore. Mentre l’ammasso di umanità vi si riversava dentro, Gary pensò di aspettare una cabina meno affollata, una corsa meno pullulante di mediocrità e di odori corporei.”

“I mesi lo spingevano avanti sul loro rigido binario, avvicinandolo al giorno in cui sarebbe stato padre di tre figli, all’anno in cui avrebbe finito di pagare il mutuo, alla stagione della sua morte.”

“A volte sentiva queste espressioni – lo sfiorire della vita – sulla faccia, anche se il suo corpo era nel pieno rigoglio della maturità.”

“Le cose che si scoprivano su se stessi allevando figli non erano sempre piacevoli o allettanti.”

“La serata si stava consumando nella futilità. A sette anni Chipper intuiva già che quel senso di futilità sarebbe stato il chiodo fisso della sua vita. Un’attesa monotona e poi una promessa infrante, la sgomenta comprensione di quanto fosse ormai tardi.”

“Il fatto che vi fosse qualcuno ad abitarla era tutto, per una casa. Non era solo il fattore più importante, era l’unico.
La famiglia era l’anima della casa.
La mente vigile era la luce che illuminava la casa.
L’anima era una talpa nella tana.
La coscienza era per il cervello ciò che la famiglia era per la casa.”

“In quel letto c’erano un sacco di respiri. Un sacco di respiri ma nessuna carezza.”

“Perchè le mogli sceglievano la notte per piangere?”

“Cibo e fica, amico – disse il capo degli stronzi, che ora stava appeso alla parete per uno pseudopodio di mousse fecale, – tutto si riduce a questo. Ogni altra cosa, e lo dico in tutta modestia, è pura merda.”

“E quando l’evento, il grosso cambiamento nella tua vita, è semplicemente una presa di coscienza, non è strano?”

“…perché alla fine, quando si stava cadendo in acqua, l’unica cosa solida a cui aggrapparsi erano i figli.”

“…innamorandosi della vita della cuoca. Amava gli orari folli, l’intensità del lavoro, la bellezza del risultato. Amava la profonda calma che regnava sotto il frastuono. Una buona squadra era come una famiglia elettiva in cui tutti, nel piccolo mondo rovente della cucina, stavano su un piano di parità, e ogni cuoco o cuoca aveva qualche stranezza nascosta nel passato o nel carattere, e perfino nella più sudata vicinanza ogni membro della famiglia godeva di privacy e autonomia: Denise amava tutto questo.”

“La falsa democrazia. Gli abitanti di St. Jude fanno finta di essere tutti uguali. E’ tutto molto carino. Carino carino carino. Ma le persone non sono tutte uguali. Niente affatto. Ci sono differenze di classe, di razza, differenze economiche enormi e decisive, eppure in questo caso nessuno è sincero. Tutti fingono! Te ne sei accorta?”

“Robin si voltò a fissarla. – A cosa serve la vita?
– Non lo so.
– Neanch’io. Ma non credo che serva a vincere.”

“La differenza principale tra l’America e la Lituania, per come la vedeva Chip, era che in America la minoranza agiata soggiogava la maggioranza bisognosa per mezzo di divertimenti e beni di consumo e farmaci che intorpidivano la mente e uccidevano lo spirito, mentre in Lituania la minoranza potente soggiogava la maggioranza debole con la minaccia della violenza.”

“La razza umana aveva ricevuto il dominio della terra e aveva colto l’occasione per sterminare le altre specie, per riscaldare l’atmosfera e in genere per rovinare le cose a propria immagine e somiglianza, ma aveva pagato un prezzo per i suoi privilegi: il corpo animale limitato e specifico di questa specie conteneva un cervello capace di concepire l’infinito e di vole essere infinito a sua volta.”

“Lo frustrava il fatto che la ente potesse allegramente ritirarsi dal mondo delle aspettative convenzionali.”

“Si crede di conoscere il cibo, lo si considera una cosa elementare. Ci si dimentica di quanto ristorante ci sia nel cibo da ristorante e di quanta casa ci sia in quello fatto in casa.”

“Aveva perso le tracce di ciò che voleva, e poiché una persona è ciò che vuole, si poteva dire che avesse perso le tracce di se stesso.”

“La correzione, quando alla fine arrivò, non fu lo scoppio improvviso di una bolla di sapone, ma un lento declino, un anno di piccole perdite sui mercati finanziari più importanti, una contrazione troppo graduale per fare notizia e troppo prevedibile per danneggiare seriamente qualcuno a parte gli sciocchi e i lavoratori poveri.”

“Doveva dirgli, finché era in tempo, quanto lui avesse avuto torto e quanto lei avesse avuto ragione. Aveva avuto torto a non amarla di più, torto a non coccolarla e a non fare sesso con lei in ogni occasione, torto a non fidarsi del suo intuito finanziario, torto a trascorrere così tanto tempo al lavoro e così poco con i figli, torto a essere così negativo e pessimista, torto a fuggire dalla vita, torto ad aver continuato  a dire no invece che si: doveva dirgli tutto questo, ogni giorno. Anche se lui non la ascoltava, doveva dirglielo.”

“La sola cosa che non dimenticò mai fu come rifiutare. Tutte le correzioni di Enid erano state inutili. Era testardo come il giorno in cui l’aveva incontrato. E tuttavia quando morì, dopo averlo baciato sulla fronte ed essere uscita con Denise e Gary nella tiepida notte di primavesa, Enid sentì che niente poteva più uccidere la sua speranza, niente. Aveva settantacinque anni e intendeva cambiare alcune cose nella sua vita.”

Casa Howard – Edward Morgan Forster

“Carissima Meg, non è come immaginavamo. E’ vecchia e piccola, e nell’insieme deliziosa – in mattoni rossi. C’è appena spazio per noi, e Dio sa che accadrà domani quando arriverà Paul, il figlio minore.”

“Una volta tu dicesti che la vita è talora vita vera e talora soltanto una commedia, per cui bisogna imparare a distinguere l’una dall’altra.”

“S’interruppe ed ascoltò i suoni del mattino di Londra. La loro casa era in Wickham Place, ed era abbastanza tranquilla, perché un altro promontorio di edifici la superava dall’arteria principale.”

“…l’umanità si andava ammonticchiando sempre più in alto, sul prezioso suolo di Londra.”

“Come molti altri che hanno vissuto a lungo in una grande capitale, Margaret provava grande simpatia per le sue varie stazioni ferroviarie. Esse rappresentavano la porta verso il bello e l’ignoto. Di là andiamo verso l’avventura e verso il sole, e là, ahimè, ritorniamo. Nella stazione Paddington è latente tutta la Cornovaglia e il più remoto occidente; in fondo al pendio di Liverpool Street si stendono le terre paludose e i Broads sconfinati; la Scozia è oltre i piloni della stazione Euston; il Wessex dietro l’equilibrato caos della stazione Waterloo. E’ una cosa di cui si rendono conto gli italiani, com’è naturale: quelli di loro che sono tanto sfortunati da lavorare come camerieri a Berlino, chiamano la Anhalt Bahnhof la Stazione d’Italia, perché da essa ritornano a casa.”

“A voi interessano solo le cose che potete usare, e perciò le classificate in quest’ordine: danaro, supremamente utile; intelletto, piuttosto utile; immaginazione, del tutto inutile.”

“Sono andati a Napoli per la luna di miele.
Gente fortunata.”

“Per loro, Casa Howard era una casa: non potevano sapere che per lei era stata uno spirito, per il quale aveva cercato un erede spirituale.”

“E’ così, se v’è una regola, che dovremmo morire… né da vittime né da fanatici, ma come il navigante che può salutare con eguale sguardo la profondità verso cui si avvia, e il lido che deve lasciare.”

“Un funerale non è morte più di quanto un battesimo sia nascita o un matrimonio unione. Tutte e tre sono goffi espedienti, che vengono ora troppo tardi, ora troppo presto, e con cui la società registra i rapidi movimenti dell’uomo.”

“La tragedia dell’essere preparati è stata scarsamente trattata, salvo che dai greci. La vita è davvero pericolosa, ma non nel modo in cui ci vorrebbe far credere la morale. E’ davvero indomabile, ma la sua essenza non è una battaglia. E’ indomabile perché è romantica, e la sua essenza è bellezza romantica.”

“Nelle strade della città Margaret notò per la prima volta l’architettura della fretta, ed udì il linguaggio della fretta sulle bocche dei suoi abitanti – parole tronche, frasi informi, espressioni abbreviate di approvazione o di disgusto.”

“Spero che presto anche per le donne “il non lavorare” diventi scandaloso com’era “il non essere maritate” di cent’anni fa.”

“Oh, vada tutto alla forca! che vale… voglio dire, che vale vivere sempre in una stanza? Ci si va un giorno dopo l’altro, sempre la stessa storia, sempre su e giù per la città, fino a che ci si dimentica che c’è qualche cosa d’altro. Si dovrebbe vedere una volta tanto quello che accade fuori, anche se, dopo tutto, non è niente di speciale.”

“Dove non c’è danaro e non c’è inclinazione alla violenza, non si può creare tragedia.”

“Non c’è nulla come la discussione, per insegnare la prontezza.”

“Non era un italiano, ancor meno un francese, nel cui sangue scorre lo spirito del conversare lieve e della pronta battuta graziosa.”

“Il suo errore è questo, ed è un errore molto comune. Questo giovane furfante ha una vita sua. Quale diritto ha lei di concludere che è una vita mal riuscita, o, come lei la chiama, grigia?

“Ecco in che cosa, noi, gente pratica – egli sorrise – siamo più tolleranti di voi intellettuali. Noi viviamo e lasciamo vivere, e presumiamo che altrove le cose vadano avanti abbastanza bene, e che si può aver fiducia che un semplice uomo comune sappia badare ai suoi affari.”

“La proprietà feudale della terra conferiva dignità, mentre la moderna proprietà di cose mobili ci riduce nuovamente a un’orda nomade.”

“Margaret il giorno dopo salutò il suo signore con particolare tenerezza. Per quanto lui fosse maturo, lei sarebbe riuscita ad aiutarlo a costruire il ponte ad arcobaleno che avrebbe connesso la prosa che è in noi con la passione. Senza di questo, noi siamo frammenti senza significato, metà monaci, metà bestie, archi sconnessi che non si sono mai uniti in un uomo. Con esso l’amore è nato e si posa sulla curva più alta, sfavillante contro il grigio, sobrio contro il fuoco. Felice l’uomo che vede in entrambi questi aspetti la gloria di queste ali spiegate. Le strade della sua anima sono libere, e lui e i suoi amici troveranno facile il cammino.”

“Tranquilli misteri si svolgevano dietro quegli orizzonti agitati: l’occidente, come sempre, si ritirava con qualche segreto che può non valer la pena di scoprire, e che nessun uomo pratico scoprirà mai.”

“Doveva rimanere se stessa per amore di lui e suo proprio, perché una moglie-ombra degrada l’uomo che accompagna.”

“Uomini come i Wilcox sono i più sprofondati nella nebbia di chiunque altro. Sani, solidi inglesi! che costruiscono imperi, livellando tutto il mondo in ciò che essi chiamano senso comune. Ma basta nominare la Morte che si offendono, perché la Morte sì che è imperiale, e urla contro di loro per l’eternità.”

“Egli viveva per i cinque minuti che erano passati e per i cinque minuti che dovevano venire; aveva la mentalità degli affari.”

“Non avere illusioni e tuttavia amare – quale più forte sicurezza può trovare una donna?”

“…un bimbo sarebbe nato nel mondo, per cogliere le grandi possibilità di bellezza e di avventura che il mondo offre.”

“La scienza spiegava la gente, ma non la poteva capire.”

“Il discorso che gli aveva fatto, le sembrava perfetto. Non ne avrebbe cambiato una parola. Doveva essere pronunciato una volta nella vita, per sistemare gli squilibri del mondo. Era stato fatto non solo a suo marito, ma alle migliaia di uomini come lui; una protesta contro l’oscurità interiore che, con l’era commerciale, pervade le alte sfere.”

“Lei fece quello che le sembrò più semplice… lo condusse a ricuperare la salute a Casa Howard.”

“Non malato. Eternamente stanco. Ha lavorato molto sodo tutta la vita, e non s’è accorto di nulla. Quelle sono persone che crollano quando si accorgono di una cosa.”

“Eppure Londra avanza. – E indicò oltre il prato, oltre otto o nove prati, ma alla fine di questi c’era il color ruggine dei tetti.”

“E Lon

Il vagabondo delle stelle – Jack London

“E’ tutta la vita che sono cosciente dell’esistenza di epoche e luoghi diversi. Ho sempre avuto la consapevolezza che in me esistono altre persone. Ora che tu sarai il mio lettore, sappi che ciò vale anche per te. Se rileggi la tua infanzia ricorderai la percezione della coscienza di cui io ti parlo come di un’esperienza vissuta. Allora non ti eri ancora formato, non avevi un aspetto ben definito; tu eri plastico, anima nel flusso, coscienza e identità in via di formazione – proprio così, prima formazione e poi oblio.”

“I sogni sono bizzarri composti di cose da noi conosciute al loro stato più puro e la loro materia è la stessa dell’esperienza. Da piccino hai sognato di cadere da grandi altezze e di volare come tutto ciò che appartiene all’aria; ti sei irritato per i ragni che strisciavano e le viscide creature con tante zampe; hai udito altre voci, guardato visi familiari o da incubo, hai contemplato aurore e tramonti e ripensandoci ora ti sembra di non averli mai osservati.”

“Da infanti senza esperienza nascemmo con la paura e la memoria della paura, ma la memoria è esperienza.
Per ciò che mi riguarda, quando avevo un’età così tenera che il mio lessico era composto dai suoni della fame e del sonno, io sapevo già di essere stato un vagabondo delle stelle.”

“La voce rabbiosa della mia furia si fondeva con il ringhio delle più antiche bestie delle montagne. La pazzia unita alla furia scatenata della mia isteria infantile, premeva contemporaneamente agli stupidi e insensati richiami di bestie preadamitiche di un’epoca che precedette la geologia.”

“Chi torna dall’isolamento lo chiama la morte in vita. Eppure io nei cinque anni di morte-in-vita sono riuscito a ottenere una libertà che pochi uomini hanno potuto conoscere. Chiuso dentro lo spazio limitato del detenuto, non solo ho potuto errare per il mondo, ma ho anche vagato nel tempo.”

“…io, il vagabondo dello stelle, l’avventuriero con il sangue caldo, il Caino errante dei secoli, il sacerdote militante delle più remote epoche, il poeta della luna che sogna ere dimenticate e mai scritte nella storia dell’uomo!”

“Sento il passo felpato della guardia carceraria che viene a censurarmi perché ho la lampada a olio ancora accesa. Come se un semplice essere vivente potesse davvero censurare chi è destinato a morire!”

“Io sono Darrell Standing. Molto presto verranno a prendermi per impiccarmi. Nel frattempo, in queste pagine esprimerò la mia opinione scrivendo di epoche e di luoghi diversi.”

“Sopportai questa insensata persecuzione per due anni. Stare legato mentre i ratti ti rosicano è tremendo. Le guardie, quegli stupidi bruti, erano ratti che tormentavano l’intelligenza rodendo la bella nervatura della carne viva e della coscienza.”

“Gli uomini intelligenti sono crudeli. Gli uomini stupidi sono mostruosamente crudeli.”

“Caro lettore, io mi chiedo se riesci a farti un’idea o a intuire vagamente che aspetto ha un uomo malmenato o come diciamo noi carcerati “pestato”. Ma no, non starò a raccontarlo. Ti basti sapere che questi uomini febbricitanti e malmenati restarono senza acqua per sette ore.”

“Sono pazzi! Pensano di poter soffocare la mia immortalità con quel rozzo congegno della corda e del patibolo! Io camminerò. Io camminerò di nuovo e infinite volte sopra questa bella terra; io camminerò incarnato, sarò un principe e un contadino, un dotto e un giullare, me ne starò comodamente al posto di comando e infine a gemere sulla ruota.”

“Poter dimenticare garantisce la sanità mentale. Ricordare incessantemente porta all’ossessione e alla follia.”

“Oh, mio caro e ben protetto cittadino, credimi se ti dico che nelle carceri di oggi si ammazza esattamente come si è sempre fatto sin dalle prime prigioni edificate dall’uomo.”

“Più sei debole e meno soffri; senti meno dolore perché c’è meno a cui far male e se un uomo è già molto debole, si indebolirà  più lentamente.”

“Ci fu un lampo di luce e mi ritrovai in viaggio. Dopo aver superato il tetto del carcere e il cielo della California, con un balzo fui tra le stelle. Dico “stelle” a ragion veduta, perché io camminavo tra le stelle. Ero bambino e indossavo delicate vesti lunghe e ampie, simili a un manto, che luccicavano nel freddo chiarore stellare.”

“La vita è realtà e mistero, perché essa è estremamente diversa dalla pura materia chimica che fluisce con le nobili modalità delle idee. La vita prosegue, è il filo di fuoco che continua nelle modalità della materia. Io lo so. Io sono la vita.”

“Io credo davvero che l’uomo bianco abbia viaggiato il mondo per dominarlo a causa della sua incauta indifferenza; è stato il suo metodo di procedere, anche se egli era già naturalmente motivato dall’irrequietezza e dallo smodato desiderio di bottino.”

“… non si disturba un uomo che sta giocando a scacchi.”

“Invano ha provato a spezzare il mio spirito.”

“Quello che ti ho raccontato vivrà nella tua mente come un inquilino sino a quando vivrai. La mente? Nulla è durevole, solo la mente. La materia fluisce, si cristallizza e torna a fluire, ma le forme non si ripetono mai. Le forme si disintegrano nell’eterno nulla da dove non vi è ritorno. la forma è apparizione, passa come le forme fisiche di Domma Om e Chong Mong-ju. Resta per sempre il ricordo, sino a quando durerà lo spirito, che è indistruttibile.”

“La verità è che intorno a me e come a ogni bambino, si chiusero le tendine della prigione domestica e di quell’immenso passato non ricordai più nulla.”

“Ma il tuo spirito, che non può morire, dove andrà quando il tuo corpo sarà morto?”

“Sapevo che stavano succedendo cose che andavano oltre la mia comprensione: cose che dovevano accadere.”

“…forse sarebbe meglio dire che in quell’occasione appresi nuovamente l’eterna lezione di ogni esistenza, ovvero che la donna è pur sempre donna… e nei grandi momenti decisivi lei non ragiona ma sente; il suo estremo rifugio, l’impulso più intimo della sua azione risiede nel cuore, non nella mente.”

“Tutti devono morire. Morire è molto semplice. Oggi o tra cento anni che importa? Di certo sappiamo solo che alla fine succede a tutti la stessa cosa.”

“Io, come ogni uomo, sono uno sviluppo; non ho inizio quando sono nato, ma neanche quando sono stato concepito. Io ho continuato a espandermi e a svilupparmi nel corso di un’incalcolabile miriade di millenni e tutte le esperienze appartenenti a ognuna delle altre innumerevoli vite hanno contribuito alla creazione della sostanza che compone la mia persona e di quella che compone il mio spirito.”

“Io sono dunque frutto del mio intero passato, come potrebbe confermare qualsiasi sostenitore della legge di Mendel. Tutte le personalità precedenti hanno una voce, delle risonanze e degli stimoli dentro di me; ogni tipologia di comportamento, impeto di passione, guizzo di pensiero sono ombreggiati da infinitesime tonalità provenienti dalla schiera immensa di altre personalità che mi hanno preceduto e tutte andate a far parte della mia realizzazione.”

“Ma per piacere, pensate davvero di poter trafiggere lo spirito con l’acciaio o di strangolarlo con la corda?”

“L’uomo è davvero strano, insaziabile, insoddisfatto e mai in pace con Dio o con se stesso, sempre pronto a riempire i propri giorni di irrequietezza e di imprese inutili, e a passare le notti a sognare troppo ostinatamente desideri falsi e vani.”

“Ogni essere umano attualmente in vita sul pianeta contiene in sé l’incorruttibile storia del principio della vita.”

“Sono morto di gelo, di penuria, in battaglia, nelle alluvioni e per mangiare ho raccolto bacche sulla brulla dorsale del mondo, scavando le radici di terreni paludosi e di prati fertili. Ho inciso l’immagine della renna e del mammut irsuto sulle zampe d’avorio procurate con la caccia e sulle pareti di pietra nelle caverne, il nostro ricovero durante le mugghianti tempeste invernali. Ho spaccato ossa sino al midollo dove secoli prima della mia epoca le città imperiali erano andate distrutte o erano destinate a essere edificate secoli dopo la mia morte. E ho abbandonato le ossa delle mie effimere carcasse in fondo agli stagni sulle ghiaie glaciali e nei laghi di catrame.
Ho attraversato epoche che gli scienziati chiamano Paleolitico, Neolitico, Età del Bronzo e mi ricordo di quando portavamo il gregge di renne a pascolare sulle coste settentrionali del Mediterraneo, dove oggi ci sono Francia, Italia e Spagna, insieme ai lupi domestici. Ciò accadde prima che lo scioglimento della coltre glaciale retrocedesse verso il polo. Sono morto e sopravvissuto durante tante processioni degli equinozi, caro lettore…solo che io me lo ricordo e tu no.”

“Ah, se mi vedo: sono l’uomo biondo e feroce che apparve nel mondo antico, l’assassino e l’amante, il mangiatore di carne e il raccoglitore di radici, lo zingaro e il rapinatore con il bastone che ha vagato millenni per il mondo alla ricerca di carne da divorare e di ricoveri per i bambini e i lattanti.
Sono io l’uomo, la sintesi, l’interezza di quell’uomo, il bipede glabro che lottò per uscire dalla melma creando legge e amore dall’anarchia della vita fertile e urlante che schiamazzava nella giungla. Io sono tutto ciò che fu e che poi divenne quell’uomo.”

“A volte penso che la storia dell’uomo sia la storia dell’amore della donna. Il ricordo dell’intero passato di cui scrivo ora è il ricordo del mio amore per la donna che ho amato nel corso di diecimila vite e diecimila sembianze, e che ancora oggi amo. Il mio sonno è gravido di lei. Durante la veglia, da ovunque nascano le mie fantasie, alla fine sempre a lei conducono. Non vi è modo di sfuggire alla magnifica forma della donna eterna che risplende sempre.”

“Come tutte le generazioni di filosofi prima di me, conosco la donna per ciò che è: le debolezze, le meschinità, le impudicizie, ciò che in lei è ignobile, quei piedi ben saldi a terra e gli occhi che non hanno mai visto le stelle. Ma resta l’eterno e inoppugnabile dato: i suoi piedi sono meravigliosi, i suoi occhi sono bellissimi, le sue braccia e il suo seno sono il paradiso, il suo fascino è potente aldilà di qualsiasi incantesimo che ha abbagliato l’uomo. Volente o nolente, l’uomo è attratto dalla donna come l’ago della bussola è attratto dal polo.”

“La donna mi ha fatto ridere della morte e della distanza, spingendomi a disprezzare il sonno e la fatica.”

“Difatti per l’uomo… la donna è meravigliosa. E’ dolcezza per la sua lingua, fragranza per le sue narici, fuoco nel sangue, fragore di trombe; la sua voce oltrepassa ogni musica per le orecchie dell’uomo; solo lei può scuotergli l’anima altrimenti molto esposta alla presenza dei titanici vortici della Luce e del Buio.”

“Di amore sono morto.”

“La portai con me a caccia dove il cervo andava a cercare la polla dell’acqua. L’arco vibrò come un canto nel folto dei cespugli, il cervo cadde sul posto e la sua carne ci fu dolce. Fu proprio lì che la presi, accanto alla polla.”

“Essendo inquieto, sempre alla ricerca di qualcosa, mi chiedevo cosa c’era dietro le alture, oltre gli acquitrini e nel fango sul fondo del fiume.”

“Da giovane avevo avuto la visione, il mio sogno; Sepa, la donna, mi aveva fatto trattenere quel desiderio lontano; ma Othar, che era il nostro seme e che avrebbe vissuto il seguito, colta la mia intuizione, la realizzò. E così la nostra tribù prosperò migliorando la caccia.”

“Dovrei anche raccontare del Mistero, perché siamo sempre stati curiosi di risolvere i segreti della vita, della morte e del decadimento. A differenza degli altri animali, l’uomo ha sempre contemplato le stelle e creato molti dei a sua immagine e a immagine della propria fantasia. In quelle antiche epoche io ho adorato il sole e il buio, il chicco mondato come genitore della vita, ho adorato Sar, la dea del grano, gli dei del mare, del fiume e le divinità pesce.”

“Eppure nel prendere in esame con calma tutto, devo concludere che la cosa più grande della mia vita e di quella di ogni uomo, fu, è e sarà la donna; sarà così sempre sino a quando le stelle si muoveranno nel cielo e l’eterno mutamento scorrerà dalle volte celesti. La donna è stato più grande della nostra fatica, del nostro impegno, dell’inventiva, della fantasia, della battaglia, della contemplazione delle stelle e del mistero.
Anche se la donna mi ha cantato una falsa musica per tenermi con i piedi piantati a terra, attraendo su di lei i miei occhi che vagavano tra le stelle, è pur sempre lei che conserva la vita, la terra madre che mi ha donato grandi giorni intensi, notti e anni. Con la sua forma ho immaginato persino il mistero e, nel mappare le stelle, ho messo la sua figura nel cielo.
Ogni sforzo e ogni espediente mi hanno condotto a lei, sempre là dove finiscono le mie visioni lontane. Per la donna ho creato il solco e la cavità del fuoco e anche senza saperlo per lei piazzai il palo nella buca per il vecchio Dente di Sciabola, addomesticai il cavallo selvaggio, trucidai il mammut e imbrancai le renne verso sud per evitare la coltre di ghiaccio. E’ per la donna che ho raccolto il riso selvatico, coltivato l’orzo, il grano, il frumento.
(…) Per lei ho vissuto odissee, scalato montagne, attraversato deserti, condotto la caccia, combattuto in prima linea; per la donna ho cantato le canzoni a lei dedicate sulle imprese compiute: Grazie a lei ho potuto conoscere l’estasi della vita e le rapsodie del piacere. Perciò ora, giunto alla fine, posso dire di non aver conosciuto follia più dolce e profonda di quando sono annegato tra i suoi capelli nel profumato splendore dell’oblio.”

“Lei aveva undici anni ma era ogni donna vissuta prima e che sarebbe venuta in seguito.”

“Nel futuro sono contenute le piccole donne delle vite che devono ancora vivere e anche se le stelle vagano e i cieli mentono, resta sempre la donna a risplendere eterna, la donna unica, ma dietro le messe in scena e le disavventure ci sarò io, l’uomo unico, il suo compagno.”

“Ho vissuto tante vite e sono affaticato dal dolore, dalla lotta e dalla catastrofe senza fine che toccano a chi occupa posizioni elevate, a chi traccia le vie splendenti e a chi è vagabondo delle stelle.”

“Io ho vissuto molte vite e attraversato lunghe epoche. Negli ultimi diecimila anni l’uomo, in quanto individuo, non ha compiuto alcun progresso morale e affermo questo con assoluta certezza. La differenza tra un puledro non ancora domato e il paziente cavallo da tiro sta tutta nell’addestramento. L’unica differenza morale tra l’uomo di oggi e quello di diecimila anni fa è nell’addestramento. Sotto la sottile epidermide etica che gli è stata levigata in superficie, l’uomo è lo stesso selvaggio di diecimila anni fa. L’etica è un fondo sociale, un accrescimento avvenuto attraverso il dolore di tutte le epoche. Se il bambino appena nato non viene formato e levigato con la moralità accumulata nel corso del tempo, diventa un selvaggio.”

“Ai vecchi tempi si puniva drasticamente e si uccideva rapidamente. Lo facevamo perché così era il volere e se vi fa piacere, anche per capriccio. Ma non eravamo ipocriti, non facevamo appello alla stampa, all’addottrinamento e all’università per ratificare la nostra barbarie premeditata. Quello che si voleva fare lo si andava a fare sulle nostre gambe affrontando la disapprovazione e la riprovazione senza nasconderci dietro le gonne dei vari economisti classici, filosofi borghesi, predicatori sovvenzionati, professori e direttori di giornali.”

“Con le sue nocche una volta Ed Morrell mi disse: “L’uso peggiore che puoi fare di un uomo è impiccarlo”. No, io ho poco rispetto per la pena capitale. Non è solo un gioco sporco e degradante per gli spregevoli individui che lo fanno da salariati; la pena capitale è degradante per la nazione che la tollera, la vota e che paga le tasse per mantenerla. E’ davvero una pena imbecille, stupida, orribilmente antiscientifica. La pittoresca fraseologia della società dice: “Essere appeso per il collo sinché sopravviene la morte…”

“Qui io ho finito. Posso solo ripetermi: la morte non esiste. La vita è spirito e lo spirito non può morire. Solamente la carne, sempre brulicante di quel fermento chimico plasmabile che le dà forma facendole assumere un aspetto ben definito, muore e si distrugge.”

“Solo lo spirito permane, andando progressivamente a formarsi attraverso infinite incarnazioni consecutive che si sviluppano per risalire sino alla luce. Cosa sarò io quando tornerò a vivere? Sono curioso di saperlo. Sono proprio curioso…”

Damasco – Suad Amiry

“Come poteva sapere Teta, che il viaggio che da lì a poco l’avrebbe portata a Arrabeh, suo villaggio natale in Palestina, avrebbe avuto un peso così decisivo nella sua vita?”

“Si lasciava alle spalle cinque cognate che non si stancavano mai di tiranneggiarla, sette figli, un marito affamato di sesso e una squadra di domestici che neppure in un’occasione tanto mesta e durante quella scena antelucana avevano smesso di interpretare il loro ruolo gratuitamente drammatico.”

“Peraltro, in un paese come la Palestina dove la memoria è scolpita nella pietra, un contadino resta sempre un contadino.”

“Varcare la soglia della casa paterna per raggiungere la nuova famiglia era una pietra miliare nella vita di ogni donna.”

“Per lei Damasco era la città della fragranza, la città dei bazar coperti, la città con i palazzi più sontuosi. Era quella la Damasco che amava.”

“Avvertì il vuoto perturbante di cui la casa si riempie nell’istante stesso in cui la madre muore.”

“Alla fine fu in grado di perdonare, ma mai di dimenticare.”

“La dissolutezza di un ricco e la morte di un povero passano inosservate.”

“In men che non si dica l’atterrito bebè riconobbe il calore di un seno materno e d’istinto vi si aggrappò. Il legame che si creò fu istantaneo. Gli occhi della mamma si riempirono di lacrime.”

“Un padre è il primo eroe del figlio e il primo amore della figlia.”

“La vita è teatro e il teatro è vita.”

“Si, ma sarei prima della classe se e solo se scrivessero i libri di scuola come Nabokov ha scritto Lolita.”

“Che ne sai di peccato? E’ una brutta parola, dove l’hai sentita?”

“Mamma
Cosa hai provato il giorno che mi hai data alla luce?
E cosa hai provato il giorno che mi hai voltato le spalle e te ne sei andata
Per non rivedermi mai più?”

“E se tua madre ti ha voltato le spalle
Chi non lo farà?
Guardami mamma, smarrita in questo mondo
Guardami mamma, solitaria e separata da tutti
Guardami mamma, sola e isolata
Perché nessun amore potrà mai sostituire l’amore di una vera madre.”

“Le lacrime sono le parole che il cuore non può esprimere.”

“Non c’è parola capace di superare il potere del silenzio.”

“E Norma ne concluse che uno spettacolo può fingere di essere la vita, ma con la vita non sempre si può giocare.”

“Illi khallaf ma mat, chi mette al mondo un figlio non muore mai.”

“Forse era la mia sensazione viscerale che Damasco, la mia adorata città, il bacino commerciale e agricolo della Grande Siria, stesse perdendo terreno – come tutti i paesi arabi mediterranei e le loro culture – a favore dei giovani e ricchi paesi arabi produttori di petrolio. le inebrianti realtà economiche stavano convincendo la gente a voltare le spalle al Mediterraneo e a guardare in direzione del Golfo Arabo Persico. E il tempo, almeno una volta, mi ha dato ragione: le perdite culturali e il prezzo che abbiamo tutti finito per pagare hanno avuto un costo di gran lunga superiore al petrolio, o persino all’oro.”

“La nostra morte è il riflesso della nostra vita.”

“Con un bicchiere in mano, ammirai incantata il luccicante Mediterraneo laggiù all’orizzonte. Davanti allo spettacolo del sole che si tuffava nel mare, ripensai a quanto norma e io amassimo guardare insieme i tramonti di Beirut. I tramonti e l’opera del sole erano le sole cose che la tenevano magicamente tranquilla.”

“La guardai e mi accorsi con stupore del lieve sorriso che aleggiava sulle sue labbra, ma anche sella solitudine atroce dipinta sul suo volto.”

“Oh Dio, le famiglie!
Nessuno avrebbe potuto darmi più sicurezza della mia famiglia.
E neanche, per dirla tutta, più insicurezza e fragilità.”

Dio di illusioni – Donna Tartt

“La neve sulle montagne si stava sciogliendo e Bunny era già morto da molte settimane prima che arrivassimo a comprendere la gravità della nostra situazione.”

“Suppongo che a un certo punto, nella mia vita, avrei potuto narrare un gran numero di storie, ma ora non ve ne sono altre. Questa è l’unica storia che riuscirò mai a raccontare.”

“Forse che una cosa come “il fatale errore”, quell’appariscente, cupa frattura che taglia a metà una vita, può esistere al di fuori della letteratura? Una volta pensavo di no. Ora sono dell’opinione contraria. E penso che il mio sia questo: un morboso, coinvolgente desiderio verso tutto ciò che affascina.”

“La domenica era un giorno triste; a letto presto, la scuola il mattino dopo, e la costante preoccupazione d’aver fatto male i compiti a casa…”

“E le notti, più gradi di quanto sia immaginabile: nere, immense, spazzate dal vento; caotiche e pazze di stelle.”

“Perché, se la mente moderna è capricciosa e digressiva, la mente classica è mirata, risoluta, inesorabile.”

“…ognuno è solo con i propri acciacchi e le proprie pene. Ancor più terribile, invecchiando, scoprire che nessuna persona – non importa quanto vicina – potrà mai capirci davvero. I nostri io sono ciò che ci rende più infelici, ed è per questo che bramiamo perderli, non credete?”

“Dopo la lezione, scesi le scale trasognato, la testa che mi girava, ma acutamente, dolorosamente cosciente d’essere vivo e giovane in una bellissima giornata: il cielo di un intenso, accecante azzurro, il vento che sparpagliava le foglie rosse e gialle in un turbine di coriandoli.”

“Su ogni superficie disponibile stavano ammucchiati dei libri…”

“Immagino che vi sia un periodo cruciale, nella vita di ognuno, allorché il carattere si consolida definitivamente.”

“Io sono un tipo da espresso – disse allegramente – L’ho bevuto di continuo in Italia. Hanno un sacco di posticini dove ci si può sedere a prendere un caffè, sai?”

“Dopotutto, il fascino dello smettere di essere se stessi, sia pure per un breve attimo, è davvero grande – riprese – Trascendere l’accidente dell’istante individuale.”

“…perdersi, perdersi completamente.”

“La gente povera non viveva con soggezione i suoi modi, ma solo provava una certa inspiegabile ammirazione; erano dunque in grado di vedere il vero Henry, l’Henry che io ho conosciuto, taciturno, educato, per molti aspetti semplice e diretto come loro stessi.”

“…per la sua completa incapacità di pensare prima di agire. Si fiondava nella vita guidato solo dalla fioca luce dell’impulso e dell’abitudine, fiducioso che il suo corso non sarebbe stato interrotto da ostacoli troppo grandi da non potere essere atterrati dalla bruta forza d’inerzia.”

“Ci piace pensare che abbia un certo valore, la vecchia banalità amor vincit omnia. Ma se ho imparato una cosa, nella mia breve triste vita, è che quella banalità è una bugia: l’amore non vince nulla, e chi lo pensa è uno sciocco.”

“Nella grande poesia la musica traspare anche quando non conosci la lingua. Io ho amato Dante prima di imparare una parola d’italiano.”

“Alcune cose sono troppo terribili per entrare a far parte di noi al primo impatto; altre contengono una tale carica di orrore che mai entreranno dentro di noi. Solamente più tardi, nella solitudine, nella memoria, giunge la comprensione: quando le ceneri sono fredde, la gente in lutto è andata via; quando ci si guarda intorno e ci si ritrova in un mondo completamente diverso.”

“Era quasi buio; il cuore mi pompava furiosamente, come se un uccello fosse imprigionato nella mia gabbia toracica e vi si dibattesse con forza. Ansimando, mi ridistesi.”

“La tomba mi apparve come una cosa orribile; non ne avevo mai visto una, prima. Era barbarica, un buco nell’argilla con traballanti sedie pieghevoli per la famiglia da un lato, dall’altro un cumulo di nuda terra. Dio mio!”

“…la sua allegra, socratica indifferenza per le cose della vita.”

“Inoltre, è forse la morte una cosa tanto terribile? Sembra terribile a voi, perché siete giovani… ma chi vi dice che non stia meglio lui di voi? O – se la morte è un viaggio in un altro luogo – che non lo vedrete ancora?”

“La notte proiettava lunghe ombre sul mio scarso sonno agitato.”

“Quell’onda improvvisa di potere e godimento, di sicurezza, di controllo. La sensazione della ricchezza del mondo, delle sue infinite possibilità.”

“Si puntò la pistola alla tempia e fece fuoco, due volte. Due sordi scoppi che gli scaraventarono la testa verso sinistra. Fu il rinculo della pistola, credo, a provocare il secondo colpo. Gli si spalancò la bocca. Una corrente d’aria causata dall’apertura della porta risucchiò le tende nel vano della finestra; per un istante esse tremolarono contro la rete antinsetti, poi si riadagiarono con una specie di sospiro. Henry, le palpebre serrate, le ginocchia che cedevano sotto il suo peso, si accasciò con un tonfo sulla moquette.”

“Ricordo il suo riflesso nello specchio mentre si puntava la pistola alla tempia; la sua espressione di folle concentrazione, di trionfo, quasi un tuffatore che corra verso la fine del trampolino: occhi stretti, felice nell’attesa del grande salto.”

“…trascorsi l’estate a sonnecchiare sul suo terrazzo, fumando e leggendo Proust, sognando della morte e dell’indolenza, della bellezza e del tempo.”

“Si voltò e andò via. Guardai la sua schiena che spariva nel lungo corridoio inondato di luce.”

La paranza dei bambini – Roberto Saviano

“Il nome paranza viene dal mare.
Chi nasce sul mare non conosce un solo mare. E’ occupato dal mare, bagnato, invaso, dominato dal mare. Può starci lontano per il resto dell’esistenza, ma ne resta zuppo.”

“Sono solo le reti che tirano su. Strozzati dall’aria, le bocche si schiudono in piccoli cerchi disperati e le branchie che collassano sembrano vesciche aperte. La corsa verso la luce è finita.”

“Lo sguardo è territorio, è patria, guardare qualcuno è entrargli in casa senza permesso. Fissare qualcuno è invaderlo. Non voltare lo sguardo è manifestazione di potere.”

“Forcella è materia di Storia. materia di carne secolare. materia viva.
Sta lì, nelle rughe dei vicoli che la segnano come una faccia sbattuta dal vento, il senso di quel nome. Forcella. Una andata e una biforcazione. Un’incognita, che ti segnala sempre da dove partire, ma mai dove si arriva, e se si arriva. Una strada simbolo. Di morte e resurrezione. Ti accoglie con il ritratto immenso di San Gennaro dipinto su un muro, che dalla facciata di una casa ti osserva entrare, e con i suoi occhi che tutto comprendono ti ricorda che non è mai tardi per risollevarsi, che la distruzione, come la lava, si può fermare.”

“E tutto era stato semplice. Come sono sempre più semplici le scelte importanti da cui non si può tornare indietro. E’ il paradosso di ogni generazione: le scelte reversibili sono quelle più ragionate, meditate e soppesate. Quelle irreversibili avvengono per decisione immediata, generate da un moto d’istinto.”

“Forti e deboli. Ecco la vera distinzione.”

“A Napoli non esistono percorsi di crescita: si nasce già nella realtà, dentro, non la scopri piano piano.”

“Stare nella reggia a fianco di chi comanda vale la pena sempre, io voglio stare vicino ai re, mi so’ rotto di stare vicino a chi non conta ‘nu cazzo.”

“Uno che deve essere il principe non si cura se il popolo lo teme e dice che mette paura. Uno che deve essere principe se ne fotte d’essere amato, che se sei amato quelli che ti amano lo fanno finché tutto va bene ma, appena le cose girano storte, quelli ti fottono subito. Meglio tenere la fama di essere un maestro di crudeltà che di pietà.”

“E l’apparenza tutti la vedono e la riconoscono e la tua fama arriva lontano.”

“Esistono i fottuti e i fottitori, null’altro. Esistono in ogni posto e sono sempre esistiti.”

“Il fottitore raggiunge ciò che desidera, il fottuto lascia che sfumi, lo perde, glielo portano via.”

“…e poi dentro l’aula li aveva accolti quella scritta sulla legge, che Nicolas a vederla aveva dovuto trattenere la risata. Come se non si sapesse qual era la verità, mannaggia il patriarca, che il mondo si divide solamente in fottuti e fottitori. Quella è l’unica legge.”

“Questo è il covo guagliù. Dobbiamo venire qua, qua fumammo, qua pazziammo, qua noi dobbiamo stare.”

“Questi palazzi che tremano quando sbattono i portoni stanno lì, come vecchi giganti: sopravvissuti ai terremoti, ai bombardamenti. Palazzi del vicereame ammuffiti dalla decadenza, attraversati sempre dalla stessa vita, dove i ragazzini entrano ed escono con facce identiche da secoli. Tra migliaia di lazzari, borghesi e nobili, che avevano prima di loro salito e sceso quelle scale e affollato quegli androni.”

“Non c’era tempo per crescere.”

“Si sentivano più uomini dei propri padri.”

“La prima regola che fa uomo un uomo è che sa che non sempre gli possono andare bene le cose, anzi, sa che le cose gli possono andare bene una volta e cento gli vanno male. Invece le creature pensano che le cose cento volte gli andranno bene e mai gli andranno male.”

“Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo.”

“Guagliù, – disse ai suoi che gli stavano più vicino, – ci hanno battezzato: simmo la paranza dei bambini.”

“La morte e l’acqua sono sempre una promessa. E loro erano pronti a passare attraverso il Mar Rosso.”

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