Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Autobiografia del Novecento – Vera Pegna

“Nonna, mi passi i sudani? Giulio, il mio nipotino, mi chiede di passargli le arachidi e sorride perché sa quanto mi sia dolce sentire lui, oggi, in Italia, pronunciare questa frase che lega il presente al mio passato.”

“Forse i primi libri che si leggono, quelli dell’infanzia e dell’adolescenza, sono fondamentali nell’acquisire intimità con la lingua nella quale sono scritti.”

Ma soprattutto mi urta l’abitudine – tutta italiana e meritevole di una riflessione – di mettere se stessi prima dell’altro: io e te, mai tu e io…”

“Mi sono sempre chiesta quale possa essere la molla che spinge le persone a studiare.”

“Il nonno si definiva libero pensatore e da lui ho imparato che nella vita non bisogna mai subire, che non rassegnarsi si può e si deve e che la banalità del quotidiano – accettata come normale – va sfidata sì da esprimere a pieno la propria vitalità.”

“La lucidità e il distacco con i quali vivi la tua vecchiaia e ti prepari, ci prepari, alla tua morte sono anch’essi un insegnamento raro e fondamentale.”

“Men fear death as children fear to go in the dark.”

“Mentre leggo mi capita di rimanere incantata davanti a una frase che, da sola e in poche parole, racchiude un pensiero che cercavo in vano e con infinite fatiche mentali di esprimere compiutamente.”

“Volevo andare verso sud, ma dove?”

“Lei era diversa da loro, più libera nel pensiero e nel comportamento; a casa non c’era un televisore, lei leggeva libri e aveva degli interessi, e ci teneva al suo rapporto con la scuola.”

“All’inizio degli anni sessanta la mia scelta di campo era già chiara. Stavo dalla parte dei popoli oppressi che lottavano per la giustizia e per la libertà. Dunque stavo con i vietnamiti e con i palestinesi e ci stavo apertamente, pubblicamente, cercando di far conoscere le loro ragioni.”

“…il pubblico italiano conosceva unicamente la versione israeliana dei fatti…”

“Il pensiero libero rifiuta di riconoscere a qualsiasi ceto di uomini un’auto promozione come maestri degli altri.”

“Finalmente fuori dalla città, dall’indifferenza dei passanti, dall’aria cattiva, dalla frustrazione dello sguardo che sbatte su cemento e asfalto.””Ma prima vorrei dirti che per me ogni sopruso, ogni discriminazione, ogni atto violento, ogni espressione di odio è grave in sé innanzitutto perché lede l’integrità di chi lo subisce e anche di chi lo compie, ma anche perché genera altro odio e altra violenza, innescando così una spirale infinita. I cervelli stessi delle persone si corrompono e si militarizzano.”

“Si vis pacem cole justitiam. Se vuoi la pace coltiva la giustizia. Questo detto è in gran parte responsabile di questo mio libro. Perché ciò che mi ha spinto a scriverlo è il desiderio di evitare che vada perso ciò che di meglio ho raggranellato negli oltre ottant’anni vissuti sulla faccia di questa Terra, assieme a tutti e a tutto ciò che la ricopre.”

“Questo è il meglio della mia vita che desidero lasciare a chi ha già fatto un pezzo di strada e a chi deve ancora mettersi in cammino.”

Il danno – Josephine Hart

“C’è un paesaggio interiore, una geografia dell’anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita.
Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l’acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni, ed è a casa.”

“Ho nascosto l’imbarazzo e la pena con cui tendevo al disegno prescelto; e mi sono sforzato di essere ciò che coloro che amavo si aspettavano da me: un buon marito, un buon padre e un buon figliolo.”

“Un’infanzia felice non potrebbe essere la peggiore preparazione alla vita che ci sia? Come portare un agnello al mattatoio.
La mia infanzia, la mia adolescenza e i primi anni della mia età virile furono dominati da mio padre.”

“Decidi quello che vuoi fare e fallo – diceva mio padre.”

“E’ così, con le forti personalità. Mentre facciamo di tutto per allontanarci da loro, abbiamo sempre l’impressione che l’acqua in cui nuotiamo non sia nostra.”

“Tutte le mie ambizioni si erano realizzate. La scelta era stata sempre mia. Era una vita beata. Era una bella vita. Ma di chi era quella vita?”

“Possedeva in notevole misura la potente seduzione della serenità.”

“Il matrimonio non è quel gioco d’azzardo che diciamo. Abbiamo un certo controllo sul suo corso. La nostra scelta del coniuge è quasi sempre intelligente, oltre che romantica. Chi si comporta temerariamente, infatti, in un’impresa il cui esito desta tanto timore?”

“Il vero gioco d’azzardo sono i figli. Dal momento in cui vengono al mondo, aumenta la nostra debolezza. Invece di essere qualcosa di nostro, da plasmare e modellare mettendo a frutto il meglio della nostra esperienza e della nostra volontà, essi sono se stessi. Dalla nascita sono il centro della nostra vita, e il rischioso limitare dell’esistenza.”

“Diciamo che la vita è dolce, che grandi sono le sue soddisfazioni. Tutto questo diciamo nel passare come sonnambuli attraverso i giorni e le notti che formano la nostra vita. Lasciamo che il tempo ci investa come una cascata, credendolo infinito. Eppure ogni giorno che ci tocca, e ogni uomo sulla terra, è unico; irredimibile; finito. E comincia un altro lunedì.”

“Mostrarsi privo di ambizioni tra gli ambiziosi è il sistema migliore per suscitare odio o paura.”

“E’ inquietante, la bellezza, nei nostri figli.”

“E là giacemmo. Senza parlare, senza fare un movimento, fino a quando alzai la testa e la baciai. E alla fine l’antichissimo rituale s’impossessò di noi, e io morsi, strinsi e lacerai, ripetutamente, mentre i nostri corpi si alzavano e si abbassavano, si alzavano e sprofondavano nel deserto.
Più tardi ci sarebbe stato tempo per la pena e il piacere che la passione presta all’amore.”

“Ho subìto un danno. Le persone danneggiate sono pericolose. Sanno di poter sopravvivere.”

“Del suo corpo non ho molto da dire. Era semplice ed essenziale. Non potevo sopportarne la mancanza. Il piacere era incidentale. Mi gettavo su di lei, come sulla terra.”

“E intorno a ogni mio incontro con lei girava questo nastro di certezza: che la mia vita era già finita. Era finita nell’istante in cui l’avevo vista per la prima volta.
Era tempo rubato alla vita. Come un acido esso si spandeva in tutti gli anni che mi stavano alle spalle, bruciando e distruggendo.”

“Il nostro equilibrio mentale dipende essenzialmente dalla nostra ristrettezza di vedute: la capacità di selezionare gli elementi decisivi per la sopravvivenza, mentre si ignorano le grandi verità. Così vive l’individuo la sua vita quotidiana, senza prestare l’attenzione dovuta al fatto che non ha alcuna garanzia del domani.”

“Poi, mentre quello strano giorno di trionfo e di sconfitta si approssimava alla fine, Parigi la magnifica emerse dalle ombre della sera. Potente e implacabile, la sua maestà sembrava sottolineare la mia debolezza e la mia fragilità.”

“Chiusi gli occhi. Un terrore infantile m’invase. In sogno, quando si cade, si muore. Se si tocca terra.”

“Forse il diavolo stava alle mie spalle, per consegnarmi felicemente al male.”

“Ho sempre saputo quello che volevo. Un marito, dei figli, tranquillità e progresso.”

“Che cosa c’è da dire dei funerali? Si somigliano tutti e ciascuno di essi è unico. Sono l’ultima separazione, l’ultimo abbandono. Chi di noi, infatti, seguirebbe volentieri il corpo nella bara, sottoterra o nel fuoco o nell’acqua? Generalmente si ama la vita più dell’amore più sacro. In questa consapevolezza sta il principio della nostra crudeltà e della nostra sopravvivenza.”

“Il peccato era il prezzo. Il peccato. Avevo io, una volta nella vita, il coraggio di peccare?”

“I segreti della camera da letto giacciono sepolti sotto strati di tempo e di abitudini, figli, lavoro, ricevimenti, malattie, e la miriade di altri riti e di altri eventi con i quali noi alleviamo ogni pena.”

“C’era troppo ordine.. Un’assenza di caos e di passione. Il suo volto s’irrigidì, come se Martyn avesse parlato senza muovere le labbra. La sua voce era piana. E’ così che il più delle volte riveliamo il nostro dolore. Lo sforzo di reprimerlo svuota le parole di ogni colore ed espressione.”

“Un’ellittica intimità, ecco il voto matrimoniale dei buoni compagni. Voti mantenuti dietro le porte chiuse di camere da letto dove la coppia, avvolta nei sudari di uno spento desiderio, trova il piacere al quale ha diritto. A poco a poco si convince, altresì, di non essere stata frodata in questa roulette di impassibile passione. E’ una cosa che si tramanda da una generazione all’altra. Il sano vincolo matrimoniale.”

“A questo mondo ci sono delle persone, innocenti a modo loro, che recano danno.”

“Del male che si annidava nella mia anima non c’era nessuna traccia.”

“…quella che ho non è una relazione, no, non è una relazione. E’ qualcosa che mi consuma, anima e corpo.”

“Anche se può arrivare con sorprendente repentinità, l’orrore divora lentamente la sua preda. Nelle lunghe ore di giorni e di anni, esso spande la sua tenebra fosca in ogni angolo della creatura che ha conquistato.”

“Lentamente il dolore si stanca e si addormenta, ma non muore mai. Col tempo si abitua al suo carcere, e un rapporto di rispetto si sviluppa tra carceriere e detenuto.”

“Davanti alla morte sono indispensabili il silenzio e la soggezione. Perché le lacrime e le grida non sono reali: sono soltanto l’eco di un dolore che è cominciato con la prima morte. E che all’ultima cesserà con un sospiro.”

“Per quelli di voi che ne dubitano: questa è una storia d’amore.
E’ finita.
Altri saranno più fortunati.
Auguro loro ogni bene.”

Storia del nuovo cognome – Elena Ferrante

“Nella primavera del 1966 Lila, in uno stato di grande agitazione, mi affidò una scatola di metallo che conteneva otto quaderni. Disse che non poteva più tenerli in casa, temeva che il marito li leggesse.”

“Volevo tornare a sprofondare nel rione, essere com’ero stata.”

“Parole: con quelle si fa e si disfa come si vuole.”

“Possibile che i genitori non muoiano mai, che ogni figlio se li covi dentro inevitabilmente?”

“Fu un momento terribile, provai l’orrore e il godimento di perdermi, lo spavento e la fierezza del deragliamento.”

“Certo: la spiegazione era semplice: avevamo visto i nostri padri picchiare le nostre madri fin dall’infanzia. Eravamo cresciute pensando che un estraneo non ci doveva nemmeno sfiorare, ma che il genitore, il fidanzato e il marito potevano prenderci a schiaffi quando volevano, per amore, per educarci, per rieducarci.”

“Cosa accade quando si è in un letto, sopraffatta da un uomo?”

“La ricchezza che volevamo da bambine forse è questo, pensai: non i forzieri con le monete d’oro e i diamanti, ma una vasca da bagno, starsene immersa così tutti i giorni, mangiare pane, salame, prosciutto, avere tanto spazio anche nel cesso, avere il telefono, avere la dispensa e la ghiacciaia piene di cibo, la foto incorniciata d’argento sul buffè che ti mostra in abito da sposa, avere tutta quanta questa casa, con la cucina, la camera da letto, la camera da pranzo, i due balconi, e la cameretta dove vengo chiusa a studiare e dove, anche se Lila non l’ha mai detto, presto, quando arriverà, dormirà un bambino.”

“Ma la condizione di moglie l’aveva chiusa in una sorta di recipiente di vetro, come un veliero che naviga a vele spiegate in uno spazio inaccessibile, addirittura senza mare.”

“Com’era facile far male.”

“Noi ragazze, si sa, quando ci innamoravamo, per prima cosa provavamo a vedere come suonava il nostro nome associato al cognome dell’amato.”

“C’era qualcosa di malvagio, nella disuguaglianza, e adesso lo sapevo. Agiva in profondità, scavava oltre il denaro. Non bastava la cassa delle due salumerie e neanche quella del calzaturificio o del negozio di scarpe a nascondere la nostra origine.”

“Lei ci era superiore, così, senza volerlo.”

“C’era inadeguatezza, invece, c’era miseria, cattiva educazione.”

“…com’è confortevole arrivare in un ambiente estraneo, potenzialmente ostile, e scoprire che sei stata preceduta dalla tua buona fama, che non devi fare nulla per farti accettare, che il tuo nome è già noto, che di te si sa già abbastanza, che sono gli altri, gli estranei, a dover faticare per entrare nelle tue grazie e non tu per entrare nelle loro.”

“Mi colpirono soprattutto i libri ovunque, c’erano più libri in quella cassa che nella biblioteca del rione, intere pareti coperte da scaffali fino al soffitto.”

“Lila, Lila: voleva eccedere e coi suoi eccessi farci soffrire tutti.”

“Quanto mi aveva chiuso gli occhi la dipendenza da Lila.”

“Era il suo modo di mettere ordine nei pensieri – parlare, parlare, parlare – ma certamente, pensai, anche il segno di una solitudine.

“Vuoi bene per tutta la vita a persone che non sai mai veramente chi sono.”

“Tutta la vita è così: una volta ti pigli le mazzate, una volta i baci.”

“….la smargiassa pienezza di sé che lo spingeva a violare ogni regola e a rispondere a chi protestava secondo le modalità del rione, frenando di botto, minacciando, sempre pronto ad azzuffarsi per affermare il suo diritto di fare quello che gli pareva.”

“La vita ci porta dove vuole.”

“Le cose in un modo o nell’altro si sanno sempre.”

“E intanto mi vidi invecchiata, con quella risata di candore malizioso nel petto. Pensai: finirò per ridere anch’io così.”

“Ogni cosa del mondo era in bilico, puro rischio, e chi non accettava di rischiare deperiva in un angolo, senza confidenza con la vita.”

“Restavo indietro, in attesa. Lei invece si prendeva le cose, le voleva davvero, se ne appassionava, giocava al tutto o niente, e non temeva il disprezzo, lo scherno, gli sputi, le mazzate.”

“Mi dicevo ogni giorno: sono quello che sono e non posso fare altro che accettarmi; sono nata così, in questa città, con questo dialetto, senza soldi; darò quello che posso dare, mi prenderò quello che posso prendere, sopporterò ciò che c’è da sopportare.”

“Prenderò la licenza, farò un concorso, lo vincerò. Andrò via da questo schifo, il più lontano possibile.”

“Invece appresi che avevo superato l’esame. Avrei avuto un posto mio, un letto che non dovevo fare la sera e disfare la mattina, una scrivania e tutti i libri che mi servivano. Io, Elena Greco, la figlia dell’usciere, a diciannove anni stavo per tirarmi fuori dal rione, stavo per lasciare Napoli. Da sola.”

“Mi sembrò un’occasione per dare una specie di addio a Napoli. Attraversai via Garibaldi, salii per i Tribunali, a piazza Dante presi un autobus. Andai su al Vomero, prima a via Scarlatti, poi alla Santarella. Dopo calai giù in funicolare a piazza Amedeo.”

“Quando li salutai augurando loro ogni bene, sperai per il mio bene di non rivederli più.”

“Le persone dicono bugie per difendersi dalla verità dei fatti.”

“Mia madre invece si muoveva per casa rabbiosa  e io, nel sentirne il passo inconfondibile, pensavo a quanto avevo temuto di diventare come lei. Ma, meno male, l’avevo molto distanziata e lei lo sentiva, me ne voleva.”

“Lila faceva mangiare il bambino appena lui si lamentava. Le piaceva molto sentirselo attaccato, le piaceva avvertire il latte che scorreva da lei a lui svuotandole gradevolmente il seno. Era l’unico legame che le desse benessere e confessava nei suoi quaderni di temere il momento in cui il bambino si sarebbe staccato.”

“Non leggere libri che non puoi capire, ti fa male.”

“Possibile che anche i momenti felici del piacere non reggano mai a un esame rigoroso?”

“Lavoratori e lavoratrici mi sembrarono chiusi in un’indifferenza truce, persino quando ridevano o si gridavano insulti parevano distanti dalle loro stesse risate, dalle voci, dal pattume che manipolavano, dal malodore.”

Nessuno può volare – Simonetta Agnello Hornby

“Un ritratto a olio in cornice dorata occupava un’intera parete della stanza più frequentata in casa di zia Teresa, quella che si attraversava per andare dal soggiorno alla stanza da pranzo.”

“In casa nostra non si davano botte ai bambini. Mamma non ce ne diede mai, di papà ricordo un unico schiaffo, di cui lui si dispiacque molto: avevo quattro anni e avevo chiamato il nonno scimmia. La sua mano mi calò sulla guancia, mentre lui tuonava: Rispetta tuo nonno!”

“E così eravamo noi: ai parenti, soprattutto anziani, si portava rispetto. Sempre e in ogni caso.”

“Nella Sicilia del dopoguerra era normale vedere per strada mutilati che arrancavano sulle stampelle diretti al circolo di conversazione: leggevamo il giornale, bevevamo il caffè e giocavamo a carte; poi, sulle sedie disposte in fila lungo il muro esterno, osservavamo il passìo. Erano molto rispettati, i reduci di guerra, ma anche ignorati dalla maggior parte della popolazioni. Li ricordo silenziosi e rassegnati.”

“Nel mio mondo, tutti i disabili sono diversi – diversi per fattori fisici, come i ciechi e i sordi, o i psichici, come i ritardati mentali – e i diversi fanno tutti parte della nostra normalità, non devono mai essere emarginati.”

“L’usanza di portare dolci ai padroni di casa mi ha sempre colpito, ed era per me un simbolo della grande differenza culturale tra le mie due metà: a Londra, gli amici dei miei genitori portavano sempre una bottiglia di vino o di liquore, che a me interessava ben poco; in Italia, gli ospiti arrivavano con meravigliosi vassoi di paste riccamente confezionati e decorati con nastri annodati in fiocchi stravaganti. Oggi come allora, lo trovo un modo decisamente più appropriato per dimostrare gratitudine e amicizia.”

“In certe cose sono diventata inglese. Per esempio, non do particolare importanza agli acciacchi: ammiro gli inglesi per la loro indifferenza al dolore fisico e soprattutto per la tendenza a non parlarne. Al contrario, i siciliani sembrano quasi provare gusto a parlare di sofferenze, morti e malattie: ascoltano i racconti dei malesseri altrui con grande rispetto, come fossero la conferma tanto attesa della difficoltà della vita e la dimostrazione del fatto che vivere è soffrire.”

“Tutti gli uccelli sanno volare, ma nessun essere umani ci è mai riuscito. Nessuno. Nessuno può volare.”

“Mi ricordai quando, bambina, ero costretta ad andare a letto per l’odiato riposo pomeridiano: imposte socchiuse, tende tirate… nella penombra immaginavo di essere diventata uccello.”

“Sembra strano, ma prima si piange e meglio è.”

“…non possiamo volare, ma c’è tanto altro da godere attorno a noi.”

“Non mi aspettavo di vedere George in carrozzella, spinto dal fratello: era la prima volta che la usava davanti a me. Mi accorsi allora che la gente cambia atteggiamento davanti a una persona nelle sue condizioni: si spostavano molto in anticipo per lasciarlo passare e poi lo seguivano con sguardo perplesso o pietoso. Per me fu una sorpresa. Ero abituata all’indifferenza britannica.”

“L’immagine di quella madre, che manifestava un amore orgoglioso per una figlia che normalmente sarebbe stata considerata una disgrazia, non mi ha mai abbandonato.”

“Per migliorare la vita dei disabili, e di noi abili, e vivere insieme, e fronteggiare le difficoltà – loro e nostre, dobbiamo anzitutto conoscerci e imparare ad accettarci.”

“Chiaramente c’era una differenza tra essere malato ed essere disabile. La prima condizione è privata, la seconda pubblica, e io stavo facendo coming out. Non mi aspettavo che fosse così difficile e mi sono accordo di sentirmi insicuro e vulnerabile.”

“Ma una volta che si riconoscono i propri limiti, l’aiuto degli altri si accetta con piacere. la parte difficile è quella dei limiti.”

“Fin da ragazzino, vado soggetto a forti attacchi di curiosità tendente all’ossessione: è come se in testa avessi un bambino che continua ad alzare la mano per fare domande.”

“Se fossi rimasto chiuso in casa per paura dello stigma sociale, non avrei mai incontrato quello che a me piace chiamare ben-igma, il suo opposto, quel sentimento quasi universale della nostra specie che ci spinge ad aiutare chi è meno fortunato – una sorta di empatia che va al di là di ogni interesse personale.”

“Quando viaggio ho l’abitudine di chiedere un caffè nel primo bar che incontro nel nuovo paese. Trovo che sia una tecnica efficace per formarmi i primi giudizi. Il modo in cui viene servito, più o meno gentile, l’aroma e il gusto mi aiutano a farmi un’idea della cultura del posto e dei suoi abitanti.”

La parata – Dave Eggers

“Sollevò la testa di piombo nella luce platino del mattino. Era steso su un materasso di plastica in un container riconvertito, un ventilatorino muoveva l’aria tiepida della stanza.”

“Per lui non c’era niente di nuovo. Intorno a loro era tutto esattamente com’è un paese in via di sviluppo dopo una guerra. Bottiglioni di bibite gassate riempiti di gasolio, messi in fila lungo la strada e venduti da vecchie raggrinzite. Cani randagi e bambini con in braccio neonati. Pennacchi diagonali di fuochi lontani. Bozzoli vuoti di proiettili di fucile. Adolescenti con occhiali a specchio e mitra scarichi. Camion che consegnano cose scintillanti che nella regione non si erano viste da anni: condizionatori, schedari, finestre immacolate, perfino delle vetrate colorate per chiese finanziate da paesi stranieri. Camion bianchi pieni di volontari ansiosi o debosciati.”

“Nel caos c’era la gioia e l’iniziativa frenetica. C’era l’ondata di aiuti umanitari dall’estero, fondi per la ricostruzione, stranieri che venivano a valutare e consigliare, a elargire donazioni e mazzette e a incassare parcelle.”

“Ma la cosa cruciale era che la strada andava finita in tempo per la parata.”

“La condizione naturale del mondo, il suo stato dominante, era il silenzio assoluto, e l’illogica benedizione di tutto ciò era che le creature che fanno rumore, ossia la quasi totalità del genere umano, volevano solo stare vicino ad altro rumore, lasciando vuoto e sereno quasi tutto il pianeta.”

“Più la gente si dedica alla sua impresa, più costruisce qualcosa, si radica e cresce, meno accetterà la guerra come soluzione…”

“Le anomalie andavano risolte, non verbalizzate.”

“Sono successe talmente tante cose brutte durante la guerra. Gli uomini prendo le donne tante volte. Prendono le donne.”

“La strada porta comprensione, per me.”

“Quattro aveva attribuito a Medaglione i moventi e le azioni più nefasti, invece Medaglione si era dimostrato l’uomo migliore tra i due. In ogni posto del mondo c’erano criminali, intriganti e codardi. E dovunque c’erano uomini come Medaglione, accesi da intenzioni più elevate.”

“Aspettano che finiamo la strada? Lo capisci? E’ una specie di parata prima della vera parata. E’ una parata di speranza. Una processione di desiderio. L’istante in cui finiamo, il loro mondo si catapulta nel ventunesimo secolo. Commercio, cure mediche, accesso ai servizi del governo, informazione, istruzione, parenti, elettricità e il porto del Nord.”

“Per un attimo l’aereo seguì la direzione della strada, e Quattro la vide perfettamente, la linea retta che aveva tracciato fra il Nord e il Sud.”

“Quando la processione raggiunse i pellegrini che camminavano verso la capitale, i soldati aprirono il fuoco e la gente fu falciata come l’erba alta. Quattro, seduto in un aeroplano che curvava lentamente verso la sua rotta, era troppo in alto per poter sentire il rumore. Ma le persone continuavano a cadere, il tuk-tuk giallo si fermò, fu schiacciato in silenzio dai carri armati, e il convoglio proseguì senza impedimenti lungo la strada immacolata.”

Le parole che non mi hai detto – Laura Messina

“Nella mia vita ho lottato quotidianamente con il mio essere imperfetta, con le paure che hanno sempre fatto capolino dal passato, a ricordarmi che i piedi li dovevo sempre tenere ben piantati  per terra, che oggi sono stata felice e domani non si sa.”

“Alla fine si tratta solo di questo: bisogna rischiare di essere felici.”

“…quanti errori in meno potremmo fare se solo ci sforzassimo un pò di più di capire gli altri, se solo dedicassimo loro qualche minuto in più per ascoltare, per immaginare, per cambiare veste, per abbandonare il nostro punto di vista, per cercare di comprendere la sofferenza altrui.”

“E poi non basta il rimorso, il dolore per cancellare gli sbagli, non bastano i mi dispiace, nulla cancella il senso di vuoto creato dalla consapevolezza di non aver fatto abbastanza.”

“Io mi sento come una persona che qualcuno ha tenuto con la testa sotto l’acqua per tanto tempo, troppo tempo, quasi fino a farla morire, e che è appena riuscita a liberarsi da quel peso enorme che la teneva giù e ha preso una boccata d’aria, tutta l’aria che si può, perché non si sa cosa può succedere dopo.”

“Nella vita passiamo un sacco di tempo a farci delle domande, a immaginare mille situazioni, a farci problemi di qualsiasi tipo. Ad avere paura.
E così, qualche volta, ci dimentichiamo di quanto sia bello solamente vivere, senza pensare, certamente non è facile o comunque non lo è per me, ci sono nata così, cervellotica e complicata.”

“Detesto quel momento in cui scopro che avevo ragione…”

“…se solo avessi avuto il coraggio di dirti le parole che non ti ho detto..”

“Oggi avere il cellulare spento è come non esistere ed era un pò quello che volevo, non esistere, resettare, respirare profondamente e dimenticare tutto.”

“Non si potrebbe vivere e basta?”

“Tu non immagini che male possa fare amare la persona sbagliata…”

“Se non hai mai ricevuto una lettera, non puoi sapere quanto sia bello scartare una busta e leggere delle parole scritte a penna. La penna è vita, disegna emozioni, stati d’animo. Sulla carta da lettera si può pure piangere e resta il segno. La carta profuma della persona che l’ha tenuta in mano.”

“Cosa c’è di male a non volere pensare?”

“Non puoi vivere pensando che le cose andranno male.”

“…mi ha detto non tutti possono capire l’autunno, dice che è un tempo per chi ha sofferto e ha dei ricorsi, per chi sente che gli mancherà sempre qualcosa…”

“Perché quando ami qualcuno e lo ami davvero, speri sempre di sbagliarti. La speranza di sbagliarti è sempre più forte di qualsiasi altra cosa ragionevole ti possa passare per la testa e per il cuore. Per questo sto ancora con te.”

“Sapere è una cosa, vivere è un’altra.”

“Insieme all’amore si manifesta, in maniera assurda, la speranza. Chi ha inventato la speranza?
Chiunque sia stato, non ha avuto per niente una buona idea. Ti tiene lì, appeso, ti fa immaginare delle cose, delle cose bellissime, ti strappa pure qualche momento di illusoria felicità. Ti fa sentire vivo, quando avresti solo voglia di rassegnarti. Non ti fa dormire la notte, quando vorresti solo rasserenarti.”

“In tutto questo trambusto interiore, tuttavia, la cosa che mi risulta insopportabile erano le parole che non gli avevo detto, quasi le sentissi ancora strozzate in gola, a distanza di due mesi.”

“I nostri occhi sono rimasti quasi incastrati, come se il tempo fosse sospeso, nessuno dei due riusciva a distogliere lo sguardo. Non so che cosa stesse succedendo fra noi in quell’attimo che mi sembrava a rallentatore, ero solo certa di desiderare, più di ogni altra cosa al mondo, che mi prendesse fra le braccia e non mi lasciasse andare mai più.
E’ così che Luca è entrato, di nuovo, nella mia vita.”

“Mi ha sorriso pure lei, senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi. Si è liberata la mano dalla mia stretta e mi ha asciugato, senza troppo successo, le lacrime dal viso.
E’ così che Emma è entrata, di nuovo, nella mia vita.”

I leoni di Sicilia – Stefania Auci

“Il terremoto è un sibilo che nasce dal mare, s’incunea nella notte. Gonfia, cresce, si trasforma in un rombo che lacera il silenzio.”

“E’ il compito di un capofamiglia. Essere forte, proteggere: questo fa un uomo, soprattutto un uomo come Paolo.”

“Giuseppina la guarda. la guarda e non vuole ricordare, ma la memoria è subdola, è bastarda, le risale dentro, l’afferra alla gola e la risucchia nel passato.”

“Il ricordo di sua madre è una folata di vento nella notte. Sua madre che rideva, che gli tendeva le braccia, e lui piccolo che le correva incontro.”

“E’ questo il loro lavoro: il commercio, soprattutto per mare.”

“Non si può cancellare quello che uno è, per quanto profumo di soldi si butta addosso.”

“Allora gli occhi chiari di Paolo s’indurirono. – No, lo dico io. Sono tuo marito e tu verrai con me a Palermo, anche a costo di tirarti per i capelli da qui fino alla torre di Re Ruggero. Comincia a raccogliere le tue cose. Partiamo entro la prossima settimana.”

“Cannella, pepe, cumino, anice, coriandolo, zafferano, sommacco, cassia…
No, non servono solo per cucinare, le spezie. Sono farmaci, sono cosmetici, sono veleni, sono profumi e memorie di terre lontane che in pochi hanno visto.”

“Perché la Sicilia è un’altra terra, un mondo a parte che non ha nulla a che fare con il Continente.”

“E questa è la prima lezione che Ignazio impara: a Palermo, mezza frase può valere più di un discorso intero.”

“Palermo se li studia i Florio. Se li studia bene. E non fa sconti.”

“Gli altri sono gli altri e fanno quello che vogliono. Noi siamo i Florio.
E’ così che inizia tutto.”

“Non è questo essere sposati? Non è portare la fatica dell’esistenza insieme?”

“Quello era stato il momento in cui aveva smesso di essere semplicemente u bagnaroto per trasformarsi in don Paolo Florio.”

“Solo, a volte, vorrebbe un abbraccio per potersi addormentare al caldo e amato.”

“I nobili palermitani sono una strana razza. Attaccati ai loro privilegi come le unghie alla carne, indebitati fino alle mutande, ma coperti di velluti e gioielli. Rivendono case e possedimenti che non sono più in grado di mantenere, scambiandoli come carte di un mazzo truccato.”

“A Palermo non basta lavorare e spaccarsi la schiena. Si deve sempre alzare la voce, imporre un potere, vero o presunto, combattere contro chi parla troppo e a sproposito. Conta l’apparenza. La menzogna condivisa, il fondale di cartapesta su cui si muovono tutti in un gioco delle parti.
La realtà, la ricchezza vera, non te la perdona nessuno.”

“Da adulto, la prima immagine che Vincenzo avrà di suo padre è proprio questa. Non la voce, non i suoi gesti, o un’emozione. La memoria, spietata, gli restituirà un uomo ingobbito che lo osserva con occhi di febbre e il segno della malattia addosso.”

“Più cose sai, meno possono metterti i piedi in testa.”

“Tutto è cambiato, pensa Ignazio. Non può più permettersi il lusso di essere figlio e fratello. Ora è lui il capo. Ora il loro lavoro è suo. Tutto è responsabilità sua.
E’ l’unica certezza che ha.”

“…ha quindici anni e l’egoismo di chi si affaccia al mondo e pensa di sapere già tutto.”

“Una donna che le porta via suo figlio? Non riesce a pensarci. Significherebbe che il pezzo di anima che lei gli ha messo dentro non sarebbe più suo. Si ritroverebbe sola.”

“Dopo la sconfitta di Napoleone, il Mediterraneo era stato liberato dalla piaga francese, e per gli inglesi era venuto meno il motivo principale della loro presenza in Sicilia: ormai potevano commerciare dove, come e con chi volevano. L’isola aveva perso la sua importanza strategica. I porti si erano svuotati.
Palermo sembrava morta.”

“Poi, il disastro. Il ritorno dei Borbone a Napoli.”

“Eccolo, il cuore della fabbrica. Il motore a vapore è un mostro dal carapace nero, lucido di grasso. Una lastra nasconde i pistoni messi in movimento dal calore. Con cautela, quasi con riverenza, lui allunga la mano verso uno dei tubi. E’ caldo, sente il movimento che gli vibra sotto il palmo. Sembra pulsare di vita propria.”

“Quanto al riconoscimento sociale, non importa il tempo che dovrà metterci per ottenerlo: lo avrà.”

“Ma quella è una città dentro la città, è la Palermo del mare che ha poco a che fare con quella che vive oltre il Cassaro, la grande strada che, incrociandosi nello scrigno barocco dei Quattro Canti con via Maqueda – la grande, elegante strada di pietra voluta dai viceré spagnoli -, divide la città nei quattro mandamenti: l’antica Kalsa, ora sede dei Tribunali; l’Albergheria, dove si trova il Palazzo Reale; Monte di Pietà con il suo mercato del Capo e, infine, Castellammare, dove vive lui, il vecchio quartiere della Loggia.”

“Pazienza deve avere. Pazienza e rancore.”

“Il tempo è un creditore che non accetta cambiali.”

“Don Vincenzo. Tutti gli occhi sono puntati su di lui. Ora è il capofamiglia.”

“Zolfo. U surfaru in siciliano.
L’oro del diavolo.
Pietre che accendono il fuoco.
La ricchezza maledetta dei mercanti.”

“I ricordi di un’infanzia serena sono il dono più bello che un genitore possa fare a un figlio.”

“Lui appoggia il mento sulle mani chiuse. Ecco cos’è la Sicilia. Non appena provi a fare qualcosa di diverso, trovi sempre qualcuno che si mette a picchiuliare e frignare perché o gli dà fastidio, o non vuole, o ti dice come devi fare o, semplicemente, deve scassare la…”

“Vincenzo osserva il viso del neonato: ha lineamenti marcati, la fronte alta, la mascella forte. E’ un Florio.”

“Un figlio maschio, ci voleva, per diventare donna Giulia Florio.”

“Alla gente non importa sapere chi la governa se il piatto in tavola è vuoto.”

“Cosa fa la vita agli esseri umani, come riesce a incidere il proprio passaggio sulla loro pelle?”

“Allora viene calata la tonnara.
Perché la tonnara non è solo un edificio, il marfaraggio.
E’ anche un apparato di reti a camere progressive: un metodo inventato dagli arabi e tramandato agli spagnoli, che trova la sua apoteosi in Sicilia.
La tonnara è un rito.
La tonnara è un luogo in cui famiglie intere hanno vissuto per centinaia di anni: gli uomini sul mare, le donne negli stabilimenti.”

“Chi lavora per te deve sentire di essere parte di qualcosa.”

“Certi ricordi sedimentano, fermentano nella memoria, ma non spariscono mai del tutto, e trovano sempre il modo di riemergere, e fare male.
Perché certi dolori non possono avere fine.”

“Tu puoi arrivare dove io non sono arrivato.”

“Ignazio ignora com’era suo padre prima di lui. Ciò che è un uomo prima di avere un figlio è spesso un mistero che un padre decide di custodire nel profondo e di non rivelare mai, a nessuno. Tra il prima e il dopo c’è un limite, netto e invalicabile.
Ignazio non può sapere quanto un figlio cambi un uomo.”

“Nostro padre ha scelto cosa voleva fare, chi voleva essere. Lo ha fatto a suo modo, con una forza che non ha lasciato scampo a nessuno. E noi siamo stati costretti a seguire la strada che lui ha tracciato.”

“Non possono ancora sapere che quell’uomo, Francesco Crispi, ex rivoltoso, ex mazziniano, sospettato di un omicidio politico e, in futuro, presidente del Consiglio, ministro degli Esteri e ministro dell’Interno del Regno d’Italia, diventerà l’avvocato di Casa Florio.”

“E allora lui sceglie.
A grandi bracciate, nuota verso la barca.
Giulia lo sa. Capirà.
Lo raggiungerà presto.”

ZeroZeroZero – Roberto Saviano

“La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi alla cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio.”

“Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso sei tu.”

“U munnu de chiri ca cridanu de putì campà cu ra giustizia, con le leggi uguali pe tutti, cu na bona fatiga, la dignità, le strade pulite, le fimmine uguali agli uomini, è solo un mondo di finocchi che credono di poter prendere in giro se stessi.”

“Who rules just does it, and that’s it.”

“If you risk all, you have all, capito? Se pensi invece che ti devi salvare o che puoi farcela senza carcere, senza scappare, senza nasconderti, allora è meglio chiarire subito: non sei un uomo.”

“Credi in tua moglie? Appena finisci i soldi ti dirà che la trascuri. Credi nei figli? Appena non gli dai danaro diranno che li ami. Credi in tua madre? Se non le fai da balia dirà che sei un figlio ingrato. Escucha lo que digo: tienes que vivir. Si deve vivere per se stessi. E’ per se stessi che bisogna saper essere rispettati e poi rispettare. La famiglia. Rispettare chi vi serve e disprezzare chi non serve. Il rispetto lo conquista chi può darvi qualcosa, lo perde chi è inutile.”

“La paura è l’istinto più vitale, quello più da rispettare. La codardia è una scelta, la paura uno stato.”

“Ma le urla di guerra non vanno via.”

“Puoi avere qualsiasi tipo di rapporto con la tua famiglia, ma quando sai che potrebbe pagare per responsabilità tue, il dolore diventa insopportabile e insopportabile è l’idea che qualcun altro lo proverà per tua colpa, per una tua scelta.”

“La coca è la risposta esaustiva al bisogno più impellente dell’epoca attuale: l’assenza di limiti.”

“Il Messico è l’origine di tutto. Il mondo in cui ora respiriamo è Cina, è India, ma è anche Messico. Chi non conosce il Messico non può capire come funziona oggi la ricchezza su questo pianeta.”

“La paura e il rispetto vanno a braccetto, sono le due facce della stessa medaglia: il potere.”

“Stare dentro ai traffici della polvere è l’unica prospettiva che mi abbia permesso di capire le cose fino in fondo. Guardare la debolezza umana, la fisiologia del potere, la fragilità dei rapporti, l’inconsistenza dei legami, la forza immane del danaro e della ferocia.”

“La mappa del mondo si costruisce sul carburante, quello dei motori e quello dei corpi. Il carburante dei motori è il petrolio, il carburante dei corpi è la coca.”

“La ferocia si apprende. Non ci nasci. Per quanto un uomo possa crescere con delle inclinazioni, possa aver avuto una famiglia che gli ha lasciato in eredità rancore e violenza, la ferocia si insegna, la ferocia si impara. La ferocia è qualcosa che passa da maestro ad allievo. L’impulso non basta, l’impulso va incanalato e addestrato.”

“La ferocia si apprende. la ferocia funziona. La ferocia ha delle regole. La ferocia marcia come un esercito occupante.”

“Passano gli uomini, gli eserciti si sfaldano, però la coca resta. Questa è la sintesi della storia colombiana.”

“Invisibili. Come fantasmi. Come le ombre dell’Averno. Ci penso spesso quando, dentro di me, cerco di fare i conti con chi mi accusa di aver avuto troppa attenzione pubblica. Niente sostituisce gli amici che si perdono, le città abbandonate, i colori, i sapori, le voci, l’uso di un corpo che può muoversi liberamente, camminare, sedersi su un muretto per guardare il mare, sentire il vento che entra nei vestiti.”

“Esistono due tipi di ricchezze. Quelle che contano i soldi e quelle che pesano i soldi. Se non ti appartiene il secondo tipo di ricchezza, non sai cos’è davvero il potere. Questo l’ho imparato dai narcotrafficanti.”

“L’intuito è innanzitutto empatia, sapersi mettere nei panni di chi ti sta davanti, fiutarne abitudini, punti deboli, resistenze.”

“In inglese esiste una bella espressione per dire denunciare, blow the whistle, letteralmente soffiare il fischietto.”

“In anni di navigazione nelle fogne criminali del mondo ho potuto constatare che è sempre questo ciò che fa crescere le mafie: il vuoto di potere, la debolezza, il marcio di uno Stato a raffronto con un’organizzazione che offre e rappresenta ordine.”

“Mi manca il mare.”

“La storia di un viaggio della coca si scrive a partire dalla fine. E’ la destinazione che determina i dettagli e l’ordito.”

“Pollicino: l’eroe a misura del più grande dito di una mano deve cavarsela senza aiutanti o doni magici, con nessun’altra risorsa se non la sua mente vigile. E’ lui la figura più adatta a simboleggiare la disparità di forze di chi conduce la lotta al traffico mondiale di cocaina.”

“Nessuna impresa è così dinamica, così costantemente innovativa, così devota al puro spirito del libero mercato, quanto l’impresa mondiale della cocaina.”

“Non mi sono mai mosso da Napoli. Non solo con il pensiero, ma sopportando l’odio che mi viene versato di continuo, anche accogliendo le braccia che mi stringono per darmi coraggio. Sono sempre lì. Raccontare Napoli è un pò tradirla, però in questo tradimento io trovo posto. L’unico, per ora, che mi è dato.”

“Cosa si rischia a leggere? Moltissimo. Aprire un libro, sfogliare pagine, è pericoloso. Una volta aperte le pagine di Emile Zola o Varlam Salamov non si può più tornare indietro.”

“Ma conservo ancora rispetto. Rispetto per chi legge. Per chi strappa un tempo importante della sua vita per costruire nuova vita. Nulla è più potente della lettura, nessuno è più bugiardo di chi afferma che leggere un libro è un gesto passivo. Leggere, sentire, studiare, capire è l’unico modo di costruire vita oltre alla vita, fianco a fianco della vita. Leggere è un atto pericoloso perché dà forma e dimensione alle parole, le incarna, e le disperde in ogni direzione. Capovolge tutto, fa cadere dalle tasche del mondo monete e biglietti e polvere.”

“Per quanto possa sembrare terribile, la legalizzazione totale delle droghe potrebbe essere l’unica risposta.”

Errore di sistema – Edward Snowden

“Mi chiamo Edward Joseph Snowden. Un tempo lavoravo per il governo, ora lavoro per le persone. Mi ci sono voluti quasi trent’anni per capire che c’era una differenza tra le due cose e, quando è successo, ho iniziato ad avere qualche problema sul lavoro. E così adesso passo il tempo cercando di proteggere la gente dalla persone che ero una volta: una spia della Central Intelligence Agency (CIA) e della National Security Agency (NSA), un giovane tecnologo intenzionato a costruire quello che pensavo fosse un mondo migliore.”

“Eppure in quei sette anni ho preso parte a uno dei cambiamenti più significativi nella storia dello spionaggio americano: il passaggio dalla sorveglianza mirata di alcuni individui alla sorveglianza di massa di intere popolazioni.”

“E i nerd presero le redini del mondo.”

“Allora, però, non mi rendevo conto di quale tragico errore fosse ideare un sistema che permetteva di conservare una traccia permanente della vita di ognuno di noi.”

“Il motivo per cui state leggendo questo libro è perché ho fatto qualcosa di molto pericoloso, per uno nella mia posizione: ho deciso di dire la verità.”

“Di che cosa è fatta una vita? Non soltanto di quello che diciamo; né di ciò che facciamo. La nostra vita sono anche le cose che amiamo e in cui crediamo.”

“Se su internet la gente non voleva fare altro che dire ad amici, familiari e sconosciuti che cosa stesse facendo (e a sua volta sapere che cosa stessero facendo amici, familiari e sconosciuti), allora le aziende dovevano semplicemente trovare il modo di inserirsi in questi scambi sociali e trarne profitto.
E’ così che è iniziato il capitalismo di sorveglianza, decretando la fine di Internet per come la conoscevo io.”

“La gente, attirata dalla maggiore facilità d’uso, ha preferito abbandonare i propri siti personali a favore di pagine Facebook o account Gmail, dei quali, però, erano proprietari solo nominalmente. Pochi di noi allora se ne resero conto, ma ormai non ci apparteneva più niente di quello che condividevamo.”

“…ora aveva un nuovo prodotto da venderci. Quel prodotto eravamo noi stessi.”

“Sono nato nel 1983, alla fine di quel mondo in cui la gente regolava l’ora da sé. Quello fu l’anno in cui il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti decise di dividere in due il suo sistema interno di computer interconnessi, creando una rete a uso della difesa, chiamata MILNET, e un’altra per i cittadini comuni, chiamata Internet.

“C’è una cosa che mi colpisce quando ripenso alla mia infanzia, soprattutto a quei primi nove anni di vita senza Internet: il fatto di non riuscire a ripercorrere tutti gli eventi di quel periodo, perché posso fare affidamento soltanto sulla mia memoria. Non esistono dati.”

“E’ esattamente su questo che poggia la tirannide della tecnologia, la quale si nutre dell’ignoranza di tutti coloro che la usano ogni giorno senza però comprenderla. Rifiutarsi di capire il meccanismo base dei dispositivi da cui dipendiamo, e la loro modalità di manutenzione, equivale ad accettare passivamente questo tipo di tirannia e le sue regole: se i tuoi dispositivi funzionano, funzioni anche tu, se i tuoi dispositivi smettono di funzionare, smetti di funzionare anche tu. In questo modo, gli oggetti che possediamo ci possiedono a loro volta.”

“L’accesso a Internet e la comparsa del Web furono il big bang della mia generazione, o l’equivalente dell’esplosione cambriana.”

“Ma per un breve e bellissimo periodo – che, per mia fortuna, coincise con la mia adolescenza – Internet fu fatta da e per le persone. Il suo scopo era informare, non monetizzare, e il suo funzionamento era regolato da norme provvisorie in continuo cambiamento piuttosto che da termini di servizio globalmente validi con cui si trae profitto dagli utenti.”

“Questo senso di civiltà, così distante dall’ostilità che oggi caratterizza i social media, credo si dovesse al fatto che Internet non era alla portata di tutti.”

“Negli anni Novanta, però, Internet sarebbe caduta vittima della più grande ingiustizia della storia digitale: il tentativo, da parte della politica e delle aziende, di legare nel modo più stretto possibile l’identità virtuale degli utenti con quella reale.”

“Tutti i teenager sono degli hacker. Devono esserlo, dato che vivono una vita insopportabile: si considerano adulti, mentre gli adulti li considerano bambini.”

“Così diventai un hacker, che rimane ancora oggi il modo più sano e formativo con cui un ragazzo possa rivendicare la propria autonomia e interagire alla pari con gli adulti.”

“Dovreste sempre lasciare che le persone vi sottovalutino. Perché nel fraintendere le vostre abilità e la vostra intelligenza, stanno semplicemente mostrando la loro vulnerabilità: quella falla nella loro capacità di giudizio deve rimanere aperta, perché in seguito possiate attraversarla in sella a un cavallo selvaggio, correggendo la loro opinione con la spada della giustizia.”

“Alcuni miei amici dicono che non sei adulto finché non seppellisci un genitore o finché non lo diventi tu stesso. Ma nessuno dice mai che per i bambini di una certa età, il divorzio rappresenta entrambe le cose contemporaneamente. D’un tratto le invulnerabili figure della tua infanzia non ci sono più. Al loro posto, se mai rimane qualcuno, c’è una persona ancora più disorientata di te, piena di lacrime e rabbia, che ha bisogno di essere rassicurata del fatto che tutto andrà bene. Peccato che non sarà così, almeno per un pò.”

“Ancora non mi capacito della velocità con cui è avvenuto un cambiamento così grande, come si è passati da un’America contraddistinta da un rispetto codificato per il dissenso a uno Stato governato da una polizia militarizzata che esige obbedienza e impone totale sottomissione.”

“…una delle norme più spietate che regolano la vita online: il fatto che nessuno può permettersi di sbagliare, e se accade, ne risponderà per tutta la vita.”

“Internet era una sorta di frontiera selvaggia e inesplorata, che apparteneva a chiunque fosse stato abbastanza audace da conquistarla, e che ben presto è stata colonizzata dai governi e dalle grandi aziende per trarne potere e profitto.”

“…se volevo distinguermi, dovevo specializzarmi.”

“Ricordate, un sistema non è che un insieme di elementi che insieme funzionano come fossero un’entità unica, di cui molti si accorgono solo quando il sistema si rompe.”

“Avrei desiderato servire il mio paese, invece mi trovai a lavorare per esso. La differenza non è affatto trascurabile.”

“Nel caso ve lo state chiedendo: si, l’uomo è davvero andato sulla Luna. E il cambiamento climatico è un fenomeno reale. Le scie chimiche invece no.”

“Il direttore si alzò in piedi con un sorriso, il che significava che l’incontro era terminato. – Bene, la decisione è presa. Ma prima di andarmene, voglio essere sicuri che ci siamo capiti: non mi creerai altri problemi, vero, Ed Snowden?”

“Personalmente parlando, TOR mi ha cambiato la vita, mi ha restituito l’Internet della mia infanzia, ridandomi il piacere di navigare in libertà.”

“La crisi del 2008, che ha posto le basi per il populismo che di lì a dieci anni sarebbe dilagato in Europa e negli Stati Uniti, mi ha fatto capire che ciò che è devastante per la massa spesso è vantaggioso per l’èlite. Una lezione che il governo statunitense avrebbe continuato a confermarmi in futuro, in ambiti diversi.”

“…l’infrastruttura di Internet è quasi interamente sotto il controllo degli Stati Uniti, tanto che il 90 per cento del traffico web mondiale passa attraverso le tecnologie sviluppate, gestite o possedute dal governo e dalle aziende statunitensi, molte delle quali si trovano fisicamente in territorio americano.”

“Questa consapevolezza li portò a desiderare un’altra cosa: archiviare tutti i file raccolti in modo permanente, creando una memoria perfetta. La memoria permanente.”

“Ripensai a quella che probabilmente è la regola fondamentale del progresso tecnologico: se c’è qualcosa che può essere fatto, probabilmente sarà fatto, e presumibilmente è stato già fatto. Era impossibile che gli Stati Uniti sapessero così tanto di quello che stava facendo la Cina, senza averlo già fatto a propria volta. Mentre studiavo quel materiale, mi sembrò di vedere l’America riflessa in uno specchio. Quello che la Cina stava facendo ai suoi cittadini pubblicamente, probabilmente gli Stati Uniti lo stavano facendo in segreto.”

“Stellarwind era il report più segreto al mondo, e il più grande segreto dell’NSA. L’esistenza stessa del programma dimostrava che l’obiettivo dell’agenzia era cambiato: la tecnologia non veniva più usata per difendere gli Stati Uniti bensì per controllarli, e le comunicazioni private dei loro cittadini venivano considerate potenziale materia di intelligence.”

“I metadati possono rivelare a chi ti sorveglia dove hai dormito la scorsa notte e a che ora ti sei svegliato stamattina; ogni posto che hai visitato durante il giorno e quanto ci sei rimasto. Mostra le persone con cui sei entrato in contatto.”

“La tecnologia digitale non ha sveltito il censimento, lo ha reso obsoleto. Oggi, la sorveglianza di massa è un processo di censimento infinito, più pericoloso di qualsiasi questionario inviato per email. Tutti i nostri dispositivi, dai cellulari ai computer, sono come dei piccoli rilevatori di dati censuari che ci portiamo in tasca e nello zaino.”

“Pensavo: peccato per queste persone povere, dolci, innocenti. Sono vittime, sorvegliate dal governo, sorvegliate dagli stessi schermi che adorano. E poi mi dicevo: falla finita, smettila di essere tanto drammatico, loro sono felici, a loro non interessa e neanche a te deve interessare. Cresci, fa il tuo lavoro, paga le bollette. Così è la vita.”

“I dati che generiamo per il semplice fatto di vivere – e acconsentiamo a essere sorvegliati mentre lo facciamo – arricchiscono le imprese private allo stesso modo in cui impoveriscono la nostra vita.”

“Non credo di aver mai visto un’idea accettata così di buon grado a ogni livello della società: il cloud è stato venduto agevolmente tanto da Dell alla Cia quanto da Amazon, Apple e Google ai rispettivi utenti.”

“I nostri dati sono la nostra proprietà più privata, ma anche quella meno protetta.”

“La giustizia estrema può diventare estrema ingiustizia, non soltanto in termini di severità della pena per un’infrazione, ma anche in termini di quanto coerentemente e capillarmente la legge viene applicata e perseguita.”

“La maggior parte delle nostre vite, anche se non ce ne rendiamo conto, non si svolge in un’area bianca o nera, ma in un’area grigia, in cui attraversiamo la strada fuori dalle strisce, gettiamo i rifiuti secchi nel cassonetto dell’umido e viceversa, andiamo in bicicletta nella corsia dell’auto, e ci colleghiamo al Wi-Fi di un estraneo per scaricare un libro che non intendiamo pagare. Detto in modo semplice: un mondo in cui si facesse rispettare ogni legge sarebbe un mondo in cui tutti sono criminali.”

“…se non ti metti in riga, useremo la tua vita privata contro di te.”

“Era tarda sera, il primo maggio 2011, quando ricevetti una notifica sul mio telefono: Osama Bin Laden era stato scovato ad Abbottabad, nel Nord del Pakistan, ed era stato ucciso da un gruppo di Navy Seal.”

“La politica del terrore divenne più potente che il terrore stesso, e finì con l’assumere i tratti di un controterrore.”

“Nella contemporaneità esiste un concetto che racchiude tutti questi spazi negativi o potenziali da cui il governo deve tenersi alla larga, ed è il concetto di privacy. E’ una zona franca al di là della portata dello Stato, un vuoto nel quale alla legge è consentito avventurarsi soltanto in presenza di un mandato: e non un mandato per ciascuno, come quello che il governo statunitense si è arrogato per perseguire la sorveglianza di massa, ma un mandato per una persona specifica o di uno uno scopo specifico con il sostegno di un fondato motivo.”

“Ma dire che non se ne ha bisogno oppure che non si vuole la privacy perché non si ha nulla da nascondere significa dare per scontato che nessuno dovrebbe avere nulla da nascondere, che sia la propria condizione di immigrato, lo status di disoccupazione, la propria storia finanziaria e le informazioni sanitarie. Si dà per scontato che nessuno, incluso voi stessi, dovrebbe opporsi a rivelare a chiunque altro informazioni sul proprio credo religioso, sulle proprie tendenze politiche o anche sessuali, allo stesso modo in cui molti non fanno mistero dei propri gusti in materia di film, musica e libri.
In ultima analisi, affermare che la privacy non ci interessa perché non abbiamo nulla da nascondere è un pò come affermare che la libertà di parola non ci interessa perché non abbiamo nulla da dire. Che la libertà di stampa non ci interessa perché non ci piace leggere.”

“Se Turmoil contrassegna il vostro traffico come sospetto, lo segnala prontamente a Turbine, il quale instrada la vostra richiesta ai server dell’NSA. Qui alcuni algoritmi decidono quali exploits (in altre parole malware) usare contro di voi, a seconda del sito web che state cercando di visitare, del software del vostro computer e della connessione Internet. Il malware selezionato viene rinviato a Turbine (mediante i programmi del tipo Quantum, se ve lo steste domandando), il quale li inserisce nel canale di traffico e ve li consegna insieme al risultato della vostra richiesta, ovvero il sito web che intendevate consultare. Risultato finale: in meno di 686 millisecondi ottenete tutti i contenuti che volevate, assieme a tutta la sorveglianza che non volevate. e ne siete completamente ignari. Una volta che i virus sono sul vostro computer, l’NSA può accedere non soltanto ai vostri metadati ma anche ai vostri dati. Adesso la vostra intera vita digitale appartiene all’agenzia.”

“Il quinto, sesto, settimo e ottavo emendamento erano tutti deliberatamente e attentamente progettati per creare inefficienze e intralciare la capacità del governo di esercitare il proprio potere e svolgere attività di sorveglianza.”

“Secondo la mia definizione, un whistleblower è una persona che grazie a una dura esperienza ha concluso che la sua vita all’interno dell’istituzione è divenuta incompatibile con i principi sviluppati nella più vasta società all’esterno di essa, alla quale quell’istituzione dovrebbe rendere conto e mostrare lealtà. Questa persona sa di non poter rimanere dentro l’istituzione e sa che nessuno potrà o vorrà smantellarla; cionondimeno essa potrebbe essere riformata, e a tale scopo il whistleblower rivela le informazioni di cui è in possesso per esercitare una pressione sull’opinione pubblica.”

“Invece ero deciso a portare alla luce un singolo fatto onnicomprensivo: e cioè che il mio governo aveva sviluppato e dispiegato un sistema globale di sorveglianza di massa senza consapevolezza o consenso da parte della cittadinanza.”

“La verità, tuttavia, è che sul piano tecnologico la cancellazione comunemente intesa non è mai esistita. Essa è soltanto un’astuzia, un prodotto dell’immaginazione, una pubblica finzione, una bugia neanche troppo innocente che l’informatica ci racconta per rassicurarci. Il file cancellato potrà anche scomparire dalla vista, ma ben di rado viene eliminato.”

“La prossima volta che copiate un file, chiedetevi perché l’operazione di copiatura ha una certa durata mentre quella di cancellazione è istantanea. La risposta è che quest’ultima procedura, in realtà, non fa altro che nascondere un file. In parole povere, i computer non sono stati progettati per correggere errori, ma per nasconderli; e per nasconderli soltanto a chi non sa dove guardare.”

“Questo è il principio ordinatore della criptazione: tutto il potere è in mano al guardiano delle chiavi.”

“Ma c’è sempre un elemento di pericolo nel lasciare che anche l’uomo più qualificato faccia carriera troppo in fretta, prima che l’idealismo di gioventù abbia pienamente ceduto il passo al cinismo dell’età matura.”

“Era la cosa più vicina alla fantascienza che avessi mai visto nella realtà empirica: un’interfaccia nella quale era sufficiente digitare l’indirizzo, il numero di telefono o l’IP di chicchessia per poter sfogliare la storia recente della sua attività online. In alcuni casi si poteva addirittura osservare una registrazione fedele delle sessioni di navigazione, vedere lo schermo dell’utente e qualsiasi elemento si trovasse sul suo desktop. Era possibile leggere le sue email, consultare la cronologia del browser, vedere i suoi post sui social media, tutto quanto, o anche impostare degli alert che notificassero la presenza online di un utente o le attività legate a uno specifico strumento.”

“Una cosa che si comprende piuttosto in fretta quando usa xkeyscore è che quasi tutte le persone che accedono al web da qualsiasi angolo del mondo hanno almeno due cose in comune: tutti hanno guardato un porno almeno una volta, e tutti archiviano foto e video della propria famiglia.”

“Andai all’aeroporto e acquistai in contanti un biglietto per il primo volo per Tokyo. A Tokyo acquistai un altro biglietto in contanti e il 20 maggio approdai a Hong Kong, la città dove il mondo mi ha conosciuto.”

“Avevo elaborato un piano (più di uno, in realtà) nel quale anche il minimo errore avrebbe potuto portare al mio arresto, ma ciò non era accaduto: ero riuscito a trasferire le informazioni fuori dall’NSA e fuori dal paese. Avevo vinto il gioco.”

“Dal momento in cui il video di Laura fu postato sul sito del Guardian, il 9 giugno, era come se avessi un bersaglio sulla mia schiena. Ero stato marchiato. Le istituzioni che avevo colpito non avrebbero trovato pace fino a che non fossi stato legato e imbavagliato. Fino a quel momento – e forse anche in seguito – avrebbero vessato i miei cari e screditato la mia persona, ficcando il naso in ogni aspetto della mia vita personale e della mia carriera, in cerca di informazioni (ovvero opportunità di disinformazione) con cui calunniarmi.”

“E’ vero, Assange può essere vanesio e narcisista, umorale e persino prepotente, ma è del tutto sincero quando dice di dover combattere una battaglia storica per il diritto al sapere pubblico, battaglia che cercherà di vincere a qualunque costo..”

“Atterrammo all’aeroporto di Seremet’evo il 23 giugno, per quello che doveva essere uno scalo di venti ore. In realtà sta durando da oltre sei anni. L’esilio è uno scalo interminabile.”

“Non importa il luogo, non importa il tempo, non importa ciò che fate: la vostra vita è diventata un libro aperto.”

“Il 2016 è stato una pietra miliare nella storia della tecnologia, il primo anno dall’invenzione di Internet in cui il traffico criptato era maggiore di quello non criptato.”

“Ogni nazione ha il proprio codice giuridico, ma tutte condividono lo stesso codice informatico. La tecnologia oltrepassa le frontiere e ha un passaporto valido quasi ovunque. Con il passare degli anni mi appare sempre più evidente che una riforma legislativa del regime di sorveglianza nel mio paese nativo non necessariamente aiuterà un giornalista o un dissidente nel mio paese di esilio; uno smartphone criptato, invece, potrebbe farlo.”

“I nostri dati vagano in lungo e in largo. I nostri dati vagano senza fine.”

“Se un sito web inizia a dirve che, poiché vi è piaciuto questo libro, potrebbero piacervi anche i libri di James Clapper o di Michael Hayden non sta offrendo un suggerimento sensato, quanto piuttosto un meccanismo di sottile coercizione.”

Tra loro – Richard Ford

“In un posto che sprofonda nella mia infanzia, mio padre torna a casa un venerdì sera da uno dei suoi giri. Fa il commesso viaggiatore.”

“Un uomo che amava essere felice.”

“Mio padre, anche da giovane, non trasmetteva un senso di forza. Aveva, piuttosto, un che di amabile e impreparato, sembrava una persona timorosa di essere trascurata. Ingannata. Tranne che da mia madre.”

“Un giovane in balia delle circostanze.”

 

“Sicuramente non c’erano libri, Non c’era la televisione, ma soltanto la radio dell’automobile. Non c’era l’aria condizionata né in macchina né nelle camere d’albergo. Solo le pale attaccate al soffitto e la finestra, se c’era la zanzariera.”

“Mi affascina pensare al fatto che la loro vita avrebbe potute prendere una direzione che mi avrebbe escluso: un divorzio, una morte ancora più prematura, una disaffezione.”

“Mi volevano, ma non avevano bisogno di me.”

“Assistere a una nascita non era una cosa che allora la gente volesse fare a tutti i costi.”

“Che piani avevano, come avevano progettato di passare da un futuro indistinto e poco impegnativo all’avere un figlio, che è un futuro molto preciso? Ora lei sarebbe stata ciò che non era stata mai: una casalinga a casa da sola, con un bambino. Una madre.”

“Si amavano e mi avrebbero amato. L’amore sarebbe stato una presenza sufficiente.”

“Un figlio unico richiede grande impegno, un impegno forse maggiore se i suoi genitori non sono più giovani.”

“Questa può essere stata la prima delle lezioni che mio padre sperava di impartirmi, la capacità di affrontare difficoltà che non erano appianabili ma con le quali bisognava comunque fare i conti, e per le quali si dovevano trovare delle spiegazioni.”

“Non ricordo di avere mai fatto una vera discussione con lui; non ricordo che mi abbia mai chiesto cosa mi passava per la testa.”

“I sobborghi lo facevano sentire realizzato, gli conferivano un senso di appartenenza, erano la conferma che aveva fatto molta strada da dove era partito, e anche una felice distrazione dai suoi problemi di salute; tutte testimonianze del fatto che non aveva fallito. In altre parole, il progresso.”

“I nostri genitori ci legano intimamente, chiusi come siamo nelle nostre vite, a una cosa che non siamo, creando una sorta di separatezza congiunta e un utile mistero, per cui anche quando ci troviamo insieme a loro siamo soli.”

“Negli anni seguenti, le sue fuggevoli allusioni a quell’epoca facevano sembrare gli anni trenta un lungo weekend. Una vita libera e senza pensieri. Liquori. Macchine. Ristoranti. Sale da ballo. Gente simpatica in viaggio. Una vita nel Sud. Una faccenda vorticosa che in realtà non aveva una meta.”

“Non erano abituati a lottare contro il fato, ma a vedere il più possibile il lato roseo della vita.”

“Ora la vita andava in questa direzione e non più in quella. Si amavano. Mi amavano. Il resto non aveva importanza. Devono essersi adattati.”

“Dopo tutto, più vediamo pienamente i nostri genitori, più li vediamo come li vede il mondo, maggiori sono le nostre possibilità di vedere il mondo com’è.”

“Non ho mai capito quanto ci fosse di serio in quel bisogno di scappare.”

“A Chicago attraversammo la città della vecchia Central Station a Dearborn Street e al Grand Trunk, e proseguimmo fino a Lansing. Lei voleva venire con me. Credo che volesse vedere tutto. Il Michigan, L’Illinois. I Campi di Granturco. I granai bianchi. Il Middle West. Voleva vedere dal finestrino del treno cosa vi succedeva, com’era, che aspetto aveva il Nord, forse voleva capire perché io sembravo desiderarlo e come mi sarei stabilito tra quella gente, come avrei abitato nelle loro case, mangiato il loro cibo, imparato il loro gergo. Voleva scoprire perché questo era il posto dove avevo deciso di andare. Suo figlio. Era come interpretava il suo dovere e il modo in cui funzionava la nostra società.”

“Cosa prova un figlio unico per la madre vedova che ama, ma da cui è lontano, è necessariamente una faccenda complicata.”

“La sua improvvisa dipartita, la grande, ingiusta perdita della sua vita, mi consegnò una vita da vivere secondo i miei disegni, mi liberò lasciandomi alle mie decisioni.”

“Anche insieme, ancora una volta eravamo soli.”

“Questo ho conosciuto. Mille di questi momenti ho conosciuto con lei, li ho conosciuti nello stesso istante in cui si verificavano, e anche in questo. Suppongo che li conoscerò per sempre.”

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