Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Augustus – John Williams

“Manda il ragazzo ad Apollonia.
Inizio bruscamente, cara nipote, così da disarmarti subito, e rendere ogni tua eventuale resistenza troppo incerta e fragile per mia forza di persuasione.”

“Ero con lui ad Azio, quando la spada levò scintille di fuoco cozzando sul metallo, e il sangue dei soldati inondò il ponte macchiando l’azzurro del Mar Ionio, e il giavellotto fischiò nell’aria, e gli scafi in fiamme crepitarono sui flutti e il mattino riecheggiò delle grida degli uomini, mentre le loro carni arrostivano nelle armature che non riuscivano a strapparsi di dosso; e prima fui con lui a Mutina, dove Marco Antonio invase il nostro accampamento, e la spada affondò nel letto vuoto in cui aveva dormito Cesare Augusto, e dove resistemmo muovendo il primo passo verso la conquista del mondo; e a Filippo, dove egli si recò così infermo da non reggersi in piedi, e tuttavia si fece trasportare in lettiga tra le sue truppe, e di nuovo sfiorò lo morte per mano dell’assassino di suo padre, ma combatté finché i sicari del mortale Giulio, poi divenuto un dio, perirono sotto i loro stessi colpi.”

“I medici scuotono la testa con sufficienza, mormorano parole misteriose e intascano il loro onorario.”

“Ma i giorni della giovinezza fuggono, e con loro anche una parte di noi, che più non torna.”

“Ho conquistato il mondo, ma non c’è una sua sola parte che possa dirsi al sicuro; ho indicato la libertà al popolo, e il popolo la fugge come una malattia. Disprezzo coloro di cui posso fidarmi, e amo chi più di ogni altro non esiterebbe a tradirmi. E ignoro dove stiamo andando mentre conduco la patria verso il suo destino.”

“Il potere sarà ciò che vorremo che sia.”

“Avranno capito che davanti a noi si apre una strada che ci condurrà alla morte o alla grandezza?”

“Il fine che scopro in ultimo non è mai quello che avevo concepito al principio.”

“Ma Roma è la città più straordinaria del mondo e rischia di inghiottire anche le menti più salde. I giorni si succedono l’un l’altro con una frenesia che non ci saremmo neanche sognati, durante i nostri anni di studio nella quiete di Alessandria.”

“Eppure al centro di questo caos, nel cuore della città, si trova – come un mondo a parte – il grande foro.”

“Forse comincio a capire perché i romani disprezzano tanto la filosofia. Il loro è un mondo concreto, fatto di cause e conseguenze, parole e fatti, vantaggi e privazioni.”

“Un uomo può vivere da sciocco per un anno intero e rinsavire in un giorno.”

“Infine, è più facile trattare con un monarca solo, forte e sicuro della sua posizione, che con cinque o sei fantocci deboli e precari.”

“Quando abbiamo conosciuto il potere, senza riuscire a trattenerlo, e rimaniamo in vita… che ne è di noi?”

“La strada verso la saggezza è lunghissima e la meta è lontana; bisogna visitare molti luoghi lungo il tragitto, per essere certi di riconoscerla, una volta arrivati.”

“E trovo che i moralisti siano creature inutili e spregevoli. Inutili in quanto sprecano le loro energie dando giudizi, anziché ampliare le loro conoscenze: poiché giudicare è facile, mentre difficile è conoscere. E spregevoli perché i loro giudizi riflettono una visione personale, che per ignoranza e orgoglio pretenderebbero di imporre al mondo intero.”

“Perché un popolo può resistere anche a una serie incredibile d’insuccessi, senza mai spezzarsi, ma non può accettare di perdere il suo futuro, se gli è stato promesso.”

“Romano quale sono, ho già combattuto contro altri romani, seppure a malincuore, ma mai sotto i vessilli di una regina straniera.”

“Non curarsi di se stessi ha poca importanza; ma non curarsi di chi si è amato è tutt’altra cosa.”

“Fu durante la malattia di mio padre che diventai donna, perché conobbi l’inevitabilità della morte, ne sentii l’odore e ne avvertii la presenza.”

“Il tempo non le ha ancora concesso il suo unico dono, che è quello di alleviare le sofferenze.”

“Che ne è delle persone che scompaiono in silenzio dalla nostra vita?”

“Stando ai filosofi, il potere è vano: ma essi non l’hanno conosciuto, come gli eunuchi non conoscono le donne, e per questo non ne sono attratti.”

“Mi guardavano con quella strana espressione che si accompagna al riconoscimento del potere…”

“Sono entrambi dei ladri; nessuno dei due ha la certezza di vincere; dunque tutto dipenderà dall’efficacia dell’arringa e dall’eloquenza della difesa, nonché, ovviamente, dal magistrato che ci toccherà in sorte.”

“Chi è saggio, non scommette mai sulla prima corsa.”

“Col tempo ti ci abituerai. Finiamo tutti con l’abituarci.”

“Che strano popolo sono i romani… Sembra quasi che mal sopportino la sicurezza, la pace e la prosperità.”

“E se mi vedesse – mi domandi – riconoscerebbe ciò che è diventato? Riconoscerebbe la caricatura di se stesso in cui ogni uomo finisce col trasformarsi? Credo proprio di no.”

“E’ una fortuna che la giovinezza non riconosca mai la propria ignoranza, perché se fosse altrimenti, non troverebbe il coraggio di sopportare.”

“Il genere umano nel suo insieme mi è sempre parso brutale, incolto e ripugnante, sia che a velare tali qualità fosse la rozza tunica del pastore, o la purpurea toga del senatore. E tuttavia pure nel più debole degli uomini, quand’era solo con se stesso, ho ravvisato i segni di una forza che splendeva come l’oro nella roccia friabile; e nel più crudele, lampi di tenerezza e compassione; e nel più vanesio, momenti di semplicità e grazia.”

“Non ci si inganna sulle conseguenze delle proprie azioni; ci si inganna sul fatto di poterle sopportare.”

“E intanto a nord il barbaro attende.”

“Non c’è muro che possa difendere il cuore umano dalle sue debolezze.”

“Forse in fondo, mio caro Nicola, avevi ragione tu. Forse esiste un solo dio. Ma se è così, gli hai dato il nome sbagliato. Perché quel dio è il Caso, e l’uomo è il suo sacerdote – che non sacrifica altri che se stesso, e la sua anima divisa.”

“Perché al contrario di quanto siamo indotti a credere, l’amore fisico è il meno egoista di tutti: esso tende a fondersi con l’altro, e dunque a fuggire dall’io. Questo genere d’amore, naturalmente, è il primo a spegnersi, poiché è effimero come il corpo che lo sostiene: e per questa ragione, senza dubbio, viene considerato come il più spregevole. Ma il fatto che terminerà, e che sappiamo che dovrà terminare, lo rende ancora più prezioso; e dopo averlo conosciuto, non siamo più irrimediabilmente intrappolati ed esiliati in noi stessi.”

“Le amanti invecchiano o ci abbandonano; la carne si fa debole; gli amici muoiono; e i fanciulli realizzano, tradendole, le potenzialità che ravvisammo in loro.”

“E così ora puntiamo a sud.”

“Roma non è eterna: non importa. Roma cadrà: non importa. Ha avuto il suo momento, e quel momento vivrà nella Storia; conquistandola, il Barbaro diventerà Roma stessa; il latino addolcirà la sua rozza lingua; la visione di quanto avrà distrutto rimarrà nel suo sangue. E alla luce del tempo, che scorre senza sosta come questo mare, su cui vago sospeso, quel prezzo è nulla, meno di nulla.”

“Ci avviciniamo all’isola di Capri. Splende come un gioiello nel sole del mattino, uno smeraldo scuro che sorge dal mare azzurro.”

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Klein e Wagner – Hermann Hesse

“Nel direttissimo, dopo il vorticoso susseguirsi degli eventi, la fuga, il passaggio del confine, dopo un turbinio di tensioni e avvenimenti, di emozioni e pericoli, ancora profondamente sorpreso che tutto fosse andato bene, Friedrich Klein sprofondò completamente in se stesso.”

“…ma questo bel pensiero era come un uccello morto cui un bambino soffia sulle ali. Non è vivo, non apre gli occhi, cade di mano, non dà nessun piacere, nessun lampo, nessuna gioia.”

“Si, era meglio guidare e andare a sbattere da soli, che essere sempre condotti e indirizzati da un altro.”

“Si, era stato giovane anche lui, e non un ragazzetto come gli altri, aveva coltivato sogni di grandezza, esigendo molto dalla vita e da se stesso. Ma da allora, nient’altro che polvere e fardelli, una lunga strada, calura e ginocchia stanche; solo nel cuore, che si stava inaridendo, osava persistere una certa nostalgia, addormentata, invecchiata. Questa era stata la sua vita.”

“Si rese conto, con un brivido improvviso, di essere al sud.”

“Adesso Klein era in grado di vedere in quale direzione soffiasse il vento del suo destino. Portava lontano dal matrimonio, dall’ufficio, da quanto fino ad allora aveva costituito la sua vita e la sua patria. E portava a Sud!”

“Aveva sempre dovuto occuparsi di qualcos’altro che non fosse se stesso: aveva sempre avuto da fare, per provvedere al denaro, alla promozione in ufficio, alla pace in famiglia, alla scuola e alle malattie dei bambini; sovrastato com’era dai grandi e sacri doveri di cittadino, marito e padre, aveva sempre vissuto nella loro ombra e sotto la loro protezione, a loro aveva offerto sacrifici, da loro la sua esistenza aveva ricevuto una giustificazione e un senso. Adesso improvvisamente si trovava nudo, sospeso nell’universo, solo di fronte a sole e luna, e l’aria tutt’intorno gli pareva gelida e rarefatta.”

“Il destino, adesso lo sapeva, non veniva da lontano, cresceva dentro ciascuno di noi.”

“Improvvisamente sulle sue labbra spuntò il nome Wagner. Lo pronunciò senza accorgersene: Wagner… Wagner. Da dove veniva quel nome? Da quale pozzo? Che cosa voleva? Chi era Wagner? Wagner?”

“Davvero non era molto comprensibile? Non era giusto? Non era facile arrivare a capire che la responsabilità per l’esistenza dei figli poteva diventare insopportabile, altrettanto insopportabile del proprio essere e della propria esistenza, percepita soltanto come errore, soltanto come colpa e tormento?”

“C’erano sempre stati due Friedrich Klein, uno visibile e uno nascosto, un funzionario e un delinquente, un padre di famiglia e un assassino.”

“Il Sud rendeva la vita più facile. Confortava. Stordiva.”

“…se avesse deposto le catene e i travestimenti del decoro borghese.”

“…per quanto solo, sofferente e rassegnato, non aveva mai cessato di far parte di una schiera, di una folla, di una corporazione: del mondo delle persone rispettabili e per bene. Invece adesso, adesso assaporava la solitudine.”

“Gli Italiani scrivevano del suo popolo proprio come i giornali di casa sua avevano sempre fatto a proposito degli Italiani, con la stessa smania di giudicare, la stessa indignazione, la stessa infallibile sicurezza della ragione propria e del torto altrui!”

“In lui c’era di nuovo Wagner, c’era di nuovo il mondo del bello senza disciplina, dell’eccitazione senza segreti, senza paura, senza cattiva coscienza; ma in lui c’era anche un nemico che gli proibiva quel paradiso.”

“Ciò che conta è tutto dentro di noi, da fuori nessuno può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi… allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, anche volare.”

“Molti per un attimo provarono un impeto di pensosa tristezza, perché tra le loro vite e i loro istinti cera una tale contraddizione, un tale dissidio; perché la loro vita non era una danza, ma un faticoso ansimare sotto pesi che, in ultima analisi, si erano imposti da soli.”

“Un perfetto piccolo borghese, un uomo abituato a sfogare sugli altri la stizza per la propria incapacità.”

“Neanch’io lo sapevo; dicevo, pensavo, facevo, vivevo soltanto cose a me estranee, apprese, soltanto buone e giuste, finché un giorno ho smesso. Non ce la facevo più, dovevo andare via, il buono non era più buono, il giusto non era più giusto, la vita non era più sopportabile.”

“Lei vuole sbarazzarsi di quel monito e di me, trovando l’etichetta per potermi inquadrare.”

“Essere amati non è una fortuna. Tutti gli uomini si amano, eppure si tormentano per tutta una vita. No, essere amati non è una fortuna. Ma amare sì che è una fortuna!”

“Non ci si sente mai tanto abbandonati dal prossimo come quando dorme!”

“Si sedette sul bordo, con i piedi penzoloni nell’acqua. Si piegò lentamente in avanti, si piegò in avanti finché la barca non scivolò elastica dietro di lui. Era nel Tutto.”

“Ecco il risultato della sua vita, che illuminava tutto il suo essere: lasciarsi cadere.”

“Si ha paura di migliaia di cose, del dolore, dei giudici, del proprio cuore; si ha paura del sonno, paura del risveglio, paura della solitudine, del freddo, della follia, della morte: specialmente di quest’ultima, della morte. Ma sono tutte maschere, travestimenti. In realtà c’è una sola cosa di cui si ha paura: del lasciarsi cadere, di fare quel passo verso l’ignoto, quel passettino lontano da ogni sicurezza possibile.”

“Chi avesse imparato a non opporre resistenza, a lasciarsi cadere, sarebbe morto facilmente e facilmente sarebbe nato. Chi opponeva resistenza era succube della paura, moriva difficilmente e difficilmente nasceva.”

“Da tutto quanto l’uomo desiderava ardentemente era sempre il tempo a separarlo, solo questo tempo, questa superba invenzione! Era uno dei sostegni, una delle stampelle che più occorreva abbandonare se davvero si voleva essere liberi.”

Il vicario di Wakefield – Oliver Goldsmith

“Sono sempre stato dell’opinione che un onestuomo che si sposi e che tiri su una famiglia numerosa sia più utile di colui che rimane celibe pur continuando a parlare di progenie.”

“I miei figli erano le creature della temperanza, poiché venivano educati rigidamente in modo da farli crescere sani e robusti: i maschi arditi e intraprendenti e le femmine belle e fiorenti.”

“Ora siamo poveri, miei cari, e la saggezza ci impone di conformarci alla nostra umile situazione. Perciò abbandoniamo senza rimpianti quei lussi per causa dei quali molti cadono in rovina e ricerchiamo nell’umiltà quella pace che ci può rendere felici.”

“Và figlio mio, qualunque sarà il tuo destino fatti vedere una volta l’anno; conserva un cuore puro, e addio.
Non avevo alcun timore di lanciarlo nudo nell’anfiteatro della vita, poiché era integro e onesto e sapevo che si sarebbe comportato bene sia in caso di vittoria che di fallimento.”

“L’adulazione segue sempre l’ambizioso, che si compiace delle lusinghe più di che di qualsiasi altra cosa.”

“Ma più veniva disprezzato dagli altri, più si disprezzava. Il suo animo si era nutrito della loro adulazione e ora, senza più quel sostegno, non riusciva a trovare nel suo cuore una valida consolazione, poiché non ve l’aveva mai cercata.”

“La virtù che ha bisogno di essere sorvegliata continuamente non vale neanche quanto il suo guardiano.”

“Ben fatto, figli miei, l’ospitalità è uno dei primi doveri cristiani. Le bestie si ritirano nelle loro tane e gli uccelli volano verso i loro nidi; ma l’uomo in difficoltà può trovare rifugio solo presso i suoi simili.”

“Non dobbiamo giudicare i sentimenti degli altri basandoci su come ci sentiremmo noi al loro posto. Per quanto la tana della talpa appaia oscura ai nostri occhi, tuttavia l’animale la trova abbastanza luminosa.”

“Le battute dei ricchi hanno sempre successo.”

“I poveri che vogliono mescolarsi solo con i ricchi, sono odiati da quelli che ripudiano e disprezzati da coloro che imitano. Le relazioni impari sono sempre dannose per la parte più debole: i ricchi ne traggono i vantaggi e i poveri gli inconvenienti.”

“Il dolore che la coscienza infligge all’uomo che ha già sbagliato, si supera facilmente: la coscienza è codarda e quegli sbagli che non riesce a prevenire per mancanza di determinazione, raramente sa giudicarli con equanimità.”

“Il dotto può essere imprudente, lo statista orgoglioso, e il combattente feroce: ma dobbiamo preferire a questi l’umile operaio che procede laboriosamente nella vita senza infamia né lode? Allora preferiremmo anche gli scrupolosi dipinti della scuola fiamminga alle rappresentazioni erronee, ma sublimi, dei pittori italiani.”

“L’uomo si rende poco conto di quali calamità possa sopportare finché non le prova.”

“L’umanità è destinata a sottomettersi, qualcuno è nato per comandare e altri per obbedire; la questione è, perché ci devono essere tiranni, se sia meglio averli nella nostra stessa casa, o nello stesso paese, o più lontano, nella metropoli.”

“Ora, il possessore di una ricchezza accumulata, quando sia fornito delle necessità e dei piaceri della vita, non ha altro modo di impiegare le superfluità della sua fortuna se non nell’acquisto di potere.”

“La misi in guardia contro la riprovazione del mondo, le ricordai che i libri sono dei dolci e irreprensibili compagni per lo sventurato e che, se non riescono a farci godere la vita, almeno ci insegnano a sopportarla.”

“…l’allegria non può mai essere imposta, perché sarebbe penosa.”

“…il cuore sepolto in una cella è prezioso quanto quello insediato in un trono.”

“Ormai non avevo più nulla da desiderare in questa vita, tutti i miei affanni erano risolti, la mia soddisfazione era indicibile. Non mi rimaneva altro che dimostrare una gratitudine maggiore nella buona sorte di quanta fosse stata la mia sopportazione in quella avversa.”

Le assaggiatrici – Rosella Postorino

“Entrammo una alla volta. Dopo ore di attesa, in piedi nel corridoio, avevamo bisogno di sederci. La stanza era grande, le pareti bianche. Al centro, un lungo tavolo di legno su cui avevano già apparecchiato per noi. Ci fecero cenno di prendere posto.”

“Da anni avevamo fame e paura.”

“Mia madre diceva che quando si mangia si combatte con la morte.”

“Questo era l’amore: una bocca che non morde.”

“Fra le pareti bianche della mensa, quel giorno diventai un’assaggiatrice di Hitler.”

“…certo la fame mi aveva un pò debilitata, le sirene notturne mi avevano rubato il sonno, la perdita di tutto, di tutti, mi aveva sciupato gli occhi.”

“La chiamavano Wolfsschanze, Tana del Lupo. Lupo era il suo soprannome. Sprovveduta come Cappuccetto Rosso, sono finita nella sua pancia. Una legione di cacciatori lo cercava. Pur di averlo in pungo, avrebbe fatto fuori anche me.”

“L’organo Katiuscia suona a tutte le ore…”

“Non merito nulla, a parte ciò che faccio: mangiare il cibo di Hitler, mangiare per la Germania, non perché la ami, e neanche per paura. mangio il cibo di Hitler perché è questo che merito, che sono.”

“Era arrivata la primavera, e una nostalgia senza oggetto mi investì. Non era solo mancanza di Gregor, era mancanza di vita.”

“Lui l’aveva vista, la mia inclinazione alla morte, e aveva dovuto distogliere lo sguardo.”

“Eravamo donne senza uomini. Gli uomini combattevano per la patria e ogni tanto rientravano in licenza, ogni tanto morivano. O venivano dati per dispersi.
Tutte avevamo bisogno di essere desiderate. Perché il desiderio degli uomini ti fa esistere di più.”

“E’ rischioso mescolarsi con chi non è come te. A volte però non c’è scelta.”

“Un intruso prende spazio nel corpo della tua donna e lo sforma, lo cambia a suo uso e consumo, poi esce dallo stesso buco che tu hai penetrato, lo attraversa con un’imperiosità che non ti sarà mai concessa: lui è stato dove tu non sarai mai, è lui a possederla per sempre.
Eppure è tuo, quell’intruso. Dentro la tua donna, tra lo stomaco il fegato i reni, è cresciuto qualcosa che ti appartiene. Una parte così intima, così interna, di lei.”

“Spesso condividere un segreto non unisce, separa. Se comune, la colpa è una missione in cui gettarsi a capofitto, tanto poi svapora in fretta. La colpa collettiva è informe, la vergogna è un sentimento individuale.”

“Sei responsabile del regime che tolleri.”

“Abbiamo vissuto dodici anni sotto una dittatura, e non ce ne siamo quasi accorti. Che cosa permette agli esseri umani di vivere sotto una dittatura?”

“C’era, in quel gesto di uscire che chiunque ignorava, una ribellione. Nella solitudine del mio segreto sentivo una libertà integrale: sottratta a ogni controllo sulla mia stessa vita, mi abbandonavo all’arbitrarietà degli eventi.
Eravamo amanti. E’ ingenuo cercare un motivo per cui due individui diventano amanti.”

“Era questo che accadeva con lei: la possibilità di deluderla diventava inammissibile.”

“Perché, da tempo, mi trovavo in posti in cui non volevo stare, e accondiscendevo, e non mi ribellavo, e continuavo a sopravvivere ogni volta che qualcuno mi veniva portato via? La capacità di adattamento è la maggiore risorsa degli esseri umani, ma più mi adattavo e meno mi sentivo umana.”

“Ma in fondo dare la vita è sempre condannare alla morte, diceva Gregor. Davanti al creato, Dio contempla lo sterminio.”

“Lo fissavo, e non riuscivo ad afferrare la sintesi del suo volto, soltanto la rigidità della mascella protesa, il taglio profondo dell’incisura sopracciliare, travi superstiti di un’impalcatura crollata. La durezza è volgare proprio perché implica questa perdita di coesione. Come alcune cose volgari, però, può essere eccitante.”

“Il punto, berlinese, è che chiunque può giustificare ogni gesto. Si trova sempre, una scusa.”

“Certe volte, sapere è un peso.”

“Avrei potuto apprenderlo prima della fine della guerra. Avrei potuto chiedere. Ma avevo paura e non riuscivo a parlare e non volevo sapere.”

“In fondo la vita conta così poco, votarla a qualcuno la riempie di senso.”

“Non esiste pietà universale, solo l’impietosirsi davanti al destino di un singolo essere umano.”

“Ma è solo ignorando la vita degli altri mentre scorre, è solo grazie a questa fisiologica carenza di informazioni, che possiamo non impazzire.”

“…è questo, dell’amore, che lascia sbalorditi, tutti gli anni in cui nessuno dei due sapeva dell’esistenza dell’altro, e vivevate lontani, centinaia di chilometri di distanza, e crescevate e diventavate alti…”

“Ci si abitua a qualunque cosa.”

“Non si sfugge alla propria sorte.”

“Era il suo lavoro, così avrebbe detto. Ogni lavoro, del resto, implica dei compromessi. Ogni lavoro, del resto, implica dei compromessi. Ogni lavoro è una schiavitù: il bisogno di avere un ruolo nel mondo, di essere incanalati in una direzione precisa, per sottrarsi al deragliamento, alla marginalità.”

“Tutte erano finite nella tana del lupo senza deciderlo. Il Lupo non ci aveva mai viste. Aveva digerito il cibo che noi avevamo masticato, aveva espulso le scorie di quello stesso cibo, e non aveva mai saputo nulla di noi. Se ne stava accucciato nella sua tana, la Wolfsschanze, l’origine di tutte le cose.”

“Leni sembrava consenziente, te lo giuro. Sembravano tutti consenzienti, in Germania.”

“Mentre il mondo intero sganciava bombe e Hitler costruiva una macchina di sterminio sempre più efficiente, nel fienile Albert e io ci eravamo stretti come fosse sonno, era come dormire, un luogo lontano da lì, parallelo, ci eravamo capitati senza motivo, non c’è mai un motivo per amarsi.”

“La punizione era finalmente arrivata. Non era stato il veleno, non era stata la morte. Era la vita. Dio è così sadico, papà, che mi punisce con la vita. Ha realizzato il mio sogno, dall’alto dei Cieli ora sta ridendo di me.”

“Sul pullman poggiai la tempia contro il vetro e continuai a piangere. Per il figlio che non avrei mai avuto.”

“Non tutto è giusto nella vita.”

“Non ne posso più di sopravvivere, Albert. Prima o poi voglio vivere.”

“E’ una specie tarata, quella umana: i suoi istinti, non bisogna assecondarli.”

“…eravamo già da soli, ciascuno a modo suo.”

“Il matrimonio è un sistema fluttuante, si muove a ondate, può sempre finire e sempre ricominciare, non ha un andamento lineare, né fa percorsi logici; il punto più basso di un matrimonio non per forza ne determina la scadenza: il giorno prima eravate nel baratro e il giorno dopo siete risaliti in alto senza sapere come.”

“Poi anche l’entusiasmo dei miracolati si smorza. Ci eravamo gettati a capofitto nella ricostruzione del nostro matrimonio perché era questa la parola d’ordine: ricostruire. Lasciarsi il passato alle spalle, dimenticare. Ma io non ho mai dimenticato, e nemmeno Gregor.”

“Quando perdi una persona, il dolore è per te stesso, che non la vedrai più, non sentirai più la sua voce, che senza di lei, credi, non resisterai. Il dolore è egoista: era questo a farmi rabbia.”

“Non c’è un posto dove si sia così abissalmente taciuto quanto nelle famiglie tedesche.”

“Tutto quel che ho imparato, dalla vita, è sopravvivere.”

…che Dio perdona a tutti – Pif

“Il mio primo serio, intenso e vero colloquio con Dio avvenne quando ero ancora bambino, il 5 luglio 1982. Al 43° minuto del secondo tempo della partita Italia-Brasile dei Mondiali di calcio in Spagna.”

“Visto che la vita dà e la vita toglie, durante l’intervallo mi chiesi come potessi influenzare io la vita. Fu in questo momento che compresi come la preghiera fosse l’unica arma a nostra disposizione per riuscirci…”

“Ma per apprezzare meglio la ricotta, non c’è dubbio, bisogna prendere quello che a Palermo chiamano lo sciù. Vale a dire il bignè.”

“E poi quando un palermitano incontra un catanese, province comprese, il discorso finisce sempre lì: Si dice arancina, non arancino! – e il catanese risponde: Arancino, si dice arancino. E il palermitano: Ma che minchia dici? Arancia, piccola arancia, arancina. Mica è un piccolo albero di arancio!-. La discussione sul genere sessuale della palla di riso, fritta esternamente, è un punto fermo della nostra esistenza. All’inizio il tono è scherzoso. Dopo dieci minuti si può arrivare alle mani.”

“Un single felice non sarà mai felice come una coppia felice.”

“Ci sono piccoli piaceri nella vita che sono una certezza, e quando all’improvviso ne vieni privato ti chiedi perché, perché bisogna faticare anche per queste piccole cose innocenti.”

“…quando ti fidanzi con un commerciante, ti sposi anche la sua attività.”

“Per un attimo mi attraversò il pensiero del nostro futuro figlio. A quindici anni si farà la capigliatura bimbominchia da 50 di cilindrata? invece di utilizzare il passaggio per la spiaggia libera in estate, sarà socio di un club privato?”

“La specie che sopravvive è quella in grado di adattarsi.”

“Lei è felice se credi? Credici!”

“Chissà perché i genitori provano il bisogno sadico di invitare i propri amici alle Comunioni e alle Cresime dei figli, come se fossero eventi significativi per il resto dell’umanità.”

“In Sicilia esiste il detto che agli amici e ai parenti nun cia cattari e nun cia vinniri nenti, non comprare e non vendere nulla, perché potrebbe essere fonte di litigio.”

“Il più attuale è Papa Francesco. Quanta ostruzione sta trovando davanti alla sua strada! – ha detto. Eppure ci sta solo invitando ad avvicinare la nostra vita quotidiana alla parola di Gesù.”

“Prossima volta… religione musulmana. Prova, prova!”

“Ma guardi un attimo questo paese che si dichiara cattolico. Mi sembra acclarato che non sia così. Se fosse vero, saremmo un paese civile. Perché il pensiero fondamentale che accompagna le azioni degli italiani è: futti futti, che Dio perdona a tutti? C’è sempre la misericordia di un Dio misericordioso che ci salverà.”

“Dire la verità, oggi, è rivoluzionari. Dirla senza tanti clamori, senza per questo volersi distinguere.”

“Io volevo fare qualcosa di rivoluzionario volevo essere Cristo in terra. Perché tutti possiamo diventarlo o quanto meno avvicinarci a Cristo.”

“La minestra è uguale per tutti. Se non ci piace, basta non ordinarla.”

Impero – Alberto Angela

“Guardate una cartina dell’Impero romano all’epoca della sua massima espansione. la cosa che colpisce di più è la sua vastità. Si estende dalla Scozia al Kuwait, dal Portogallo all’Armenia…”

“Davanti ai due, infatti, si apre una delle vedute più belle della storia delle civiltà: la città di Roma, al culmine della sua bellezza e della sua potenza.”

“La strada è finita e davanti a loro scorre un enorme fiume. E’ il Tamigi. Oltre, sulla riva opposta, c’è Londra.”

“Per questo, le strade costruite dai romani hanno rappresentato una vera rivoluzione: per la prima volta l’Europa è stata unita con una rete stradale stabile e resistente, un?invenzione” che è rimasta persino nelle lingue. I romani infatti chiamavano la strada via strata, cioè cammino lastricato, da cui l’italiano via e strada, ma anche l’inglese street, il tedesco strasse.”

“Parigi nache così, per mano romana, in parte sulla riva sinistra della Senna e in parte sull’isola principale, la futura Ile de la Cité.”

“Questo è un tipico comportamento dei generali romani: scegliere sempre il luogo dove dare battaglia.”

“In questo si riassume la strategia dei romani e delle legioni: fare paura. Le legioni sono le armi atomiche dell’antichità.”

“Il messaggio al nemico, detto in breve, era di questo tipo: io sono pronto, sempre pronto e molto forte. Se tu mi sfidi io ti distruggo. Si vis pacem para bellum, cioè se vuoi la pace prepara la guerra.”

“Le città sono isole umane in un mare incontaminato.”

“Se Roma si è imposta in tutto l’Impero con i suoi legionari, è con i suoi ingegneri che ha messo le radici.”

“L’arrivo nel golfo di Napoli è, come sempre, spettacolare. Con Ischia e Procida a sinistra, Capri e la Penisola sorrentina a destra, si ha l’impressione di entrare sul palcoscenico di un teatro naturale, che vi abbraccia e vi vuole.”

“Queste sono le mete più ambite dai viaggiatori antichi, alle quali vanno aggiunte anche alcune zone della Sicilia (per molti turisti di duemila anni fa salire sull’Etna è un’avventura da provare, come oggi lo è salire sul Kilimangiaro.”

Il piacere – Gabriele D’Annunzio

“L’anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di maggio.”

“Andrea Sperelli aspettava nelle sue stanze un’amante.”

“Ella gli volse uno di quegli sguardi che lo ubriacavano come calici di vino.”

“Tutte le cose dell’esistenza esteriore avevano su di lui un gran potere d’oblio, lo occupavano, lo eccitavano al godimento rapido dei piaceri mondani.”

“La sua vanità di giovane viziato ed effeminato non trascurava mai nell’amore alcun effetto di grazia o di forma. Egli sapeva, nell’esercizio dell’amore, trarre dalla sua bellezza il maggior possibile godimento. Questa felice attitudine del corpo e questa acuta ricerca del piacere appunto gli cattivavano l’animo delle donne. Egli aveva in sé qualche cosa di Don Giovanni e di Cherubino: sapeva essere l’uomo di una notte erculea e l’amante timido, candido, quasi verginale. La ragione del suo potere stava in questo: che, nell’arte d’amare, egli non aveva ripugnanza ad alcuna finzione, ad alcuna falsità, ad alcuna menzogna. Gran parte della sua forza era nell’ipocrisia.”

“…quell’espression passionata, intensa, ambigua, sopraumana, che solo qualche moderno spirito, impregnato di tutta la profonda corruzione dell’arte, ha saputo infondere in tipi di donna immortali come Monna Lisa e Nelly O’Brien.”

“L’ardore era sincero, mentre le parole talvolta mentivano.”

“Non tanto egli rimpiangeva i giorni felici quanto si doleva de giorni che ora passavano inutilmente per la felicità. Quelli almeno gli avean lasciato un ricordo: questi gli lasciavano un rammarico profondo, quasi un rimorso…La sua vita si consumava in sé stessa, portando in sé la fiamma inestinguibile d’un sol desiderio, l’incurabile disgusto d’ogni altro godimento.”

“Io so che tu fosti mia, un giorno, tutta quanta, con un abbandono senza ritegno, con una voluttà senza misura, come non mai alcuna altra donna; e so che né il mio spirito né la mia carne dimenticheranno mai quella ebrezza…”

“Soffriresti tu di spartire con altri il mio corpo?”

“Sotto il grigio diluvio democratico odierno, che molte belle cose e rare sommerge miseramente, va anche a poco a poco scomparendo quella special classe di antica nobiltà italica, in cui era tenuta viva di generazione in generazione una certa tradizion familiare d’eletta cultura d’eleganza e di arte.”

“Dal padre appunto ebbe il gusto delle cose d’arte, il culto passionato della bellezza, il paradossale disprezzo de pregiudizii, l’avidità del piacere.”

“L’educazione d’Andrea era dunque, per così dire, viva, cioè fatta non tanto su i libri quanto in cospetto delle realtà umane.”

“Ma l’espansione di quella sua forza era la distruzione in lui di un’altra forza, della forza morale, che il padre stesso non aveva ritegno a deprimere.”

“Bisogna fare la propria vita.”

“Il rimpianto è il vano pascolo d’uno spirito disoccupato.”

“Certo, quanto più la cosa da un uom posseduta suscita negli altri l’invidia e la brama, tanto più l’uomo ne gode e n’è superbo.”

“Vestendosi, aveva un’infinità di minute cure della sua persona.”

“La primavera romana fioriva con inaudita letizia: la città di travertino e di mattone sorbiva la luce, come un’avida selva; le fontane papali si levavano in un cielo più diafano d’una gemma; la piazza di Spagna odorava come un roseto; e la Trinità de’ Monti, in cima alla scala popolata di putti, pareva un duomo d’oro.”

“Chi sa dire per qual misterioso procedere un qualunque contatto spirituale o materiale tra un uomo e una donna, anche insignificante, può generare ed alimentare in ambedue un sentimento latente, inavvertito, insospettato, che dopo molto tempo le circostanze faranno emergere d’un tratto.”

“La convalescenza è una purificazione e un rinascimento. Non mai il senso della vita è soave come dopo l’angoscia del male; e non mai l’anima umana più inclina alla bontà e alla fede come dopo aver guardato negli abissi della morte.”

“…nessuno mai ha confidato il suo dolore, il suo desiderio, il suo sogno al mare invano.”

“L’Arte! L’Arte! – Ecco l’Amante fedele, sempre giovine, immortale; ecco la Fonte della gioia pura, vietata alle moltitudini, concessa agli eletti; ecco il prezioso Alimento che fa l’uomo simile a un dio.”

“Nella sua persona era qualche cosa di ibrido e di subdolo, che non isfuggiva a un osservatore; era quell’indefinibile aspetto di viziosità che portano in loro le generazioni provenienti da un miscuglio di razze imbastardite, crescenti nella turbolenza.”

“Possedeva la coltura abbondante e varia, l’immaginazione sviluppata, la parola colorita di chi ha veduto molti paesi, ha vissuto in diversi climi, ha conosciuto genti diverse.”

“Ma il suo più ardente amore è Sebastiano Bach.”

“Sempre mia figlia mi conforta; e mi guarisce da ogni febbre, come un balsamo sublime.”

“Io sono pusillanime, io sono vile; ho paura del dolore, voglio soffrire il meno possibile; voglio ancora ondeggiare, temporeggiare, palliare, salvarmi con sotterfugi, nascondermi, invece d’affrontare a viso aperto la battaglia decisiva.”

“Io penso ai massimi organi delle cattedrali massime, a quelli di Amburgo, di Strasburgo, di Siviglia, della badia di Weingarten, della badia di Subiaco, dei Benedettini in Catania, di Montecassino, di San Dionigi.”

“Questo è dunque l’amore?”

“Egli aveva la voce della passione, audace e forte; una voce ch’io non gli conosceva.”

“…e ancora una volta il senso estetico e la raffinatezza della sensualità soverchiarono e falsarono in lui il sentimento schietto ed umano dell’amore.”

“Così, d’un balzo, Andrea Sperelli si rituffò nel Piacere.”

“Talvolta, in qualche stanca ora di solitudine, egli si sentiva salire dalle profonde viscere l’amarezza, come una nausea improvvisa; e rimaneva là ad assaporarla, torpidamente, senza aver la forza di cacciarla fuori, con una specie di rassegnazione cupa, come un malato che abbia perduta ogni fiducia di guarire e sia disposto a vivere del suo proprio male, a raccogliersi nella sua sofferenza, a profondarsi nella sua miseria mortale.”

“…si gittò nella vita, come in una grande avventura senza scopo, alla ricerca del godimento, dell’occasione, dell’attimo felice, affidandosi al destino, alle vicende del caso, all’accozzo fortuito delle cagioni.”

“Infine, egli toccava il fondo per non rialzarsi mai più.”

“Riaccendere un amore è come riaccendere una sigaretta. Il tabacco s’invelenisce; l’amore, anche.”

“E l’occupava una stanchezza immensa, una stanchezza che non chiedeva il sonno, una stanchezza così vacua e sconsolata che quasi pareva un bisogno di morire; mentre il fuoco spegnevasi in su gli alberi e la bevanda freddavasi nella tazza.”

“Ci sono amori in agonia che si protraggono ancora, per virtù dell’altrui invidia, dell’altrui ammirazione; poiché l’amante disgustato o stanco teme di rinunziare al suo possesso o al suo assedio in favore della felicità di chi potrebbe succedergli.”

“Domani, certo, ricomincerò. Io sono camaleontico, chimerico, incoerente, inconsistente. Qualunque mio sforzo verso l’unità riuscirà sempre vano. Bisogna ormai ch’io mi rassegni. La mia legge è in una parola: NUNC. Sia fatta ,a volontà della legge.
Rise di se medesimo. E da quell’ora ebbe principio la nuova fase della sua miseria morale.”

“E in lui il disprezzo di sé stesso era pari all’ignavia della volontà.”

“Splendeva su Roma, in quella memorabile notte di febbraio, un plenilunio favoloso, di non mai veduto lume. L’aria pareva impregnata come d’un latte immateriale; tutte le cose parevano esistere d’una esistenza di sogno, parevano immagini impalpabili come quelle d’una meteora, parevan essere visibili di lungi per un irradiamento chimerico delle loro forme.”

“Ella gli credeva, poiché la voce di lui dava alle parole la fiamma della verità.”

“Sul suo spirito cristiano balenò il pensiero del castigo.”

“Il brivido della passione vinse il brivido del timor divino.”

“La notizia s’era sparsa. Lo scandalo era inevitabile; la ruina era irrimediabile.”

Il padrino – Mario Puzo

“Amerigo Bonasera sedeva nella III Sezione Penale della Corte di New York in attesa di giustizia; voleva vendicarsi di chi aveva tanto crudelmente ferito sua figlia e, per di più, tentato di disonorarla.”

“Per avere giustizia dobbiamo andare in ginocchio da Don Corleone.”

“C’era un solo uomo che poteva sistemare una simile faccenda. Il Padrino. Don Corleone.”

“A Don Vito Corleone tutti si rivolgevano per aiuto senza mai venire delusi. Non faceva vane promesse e neppure avanzava scuse vili di aver le mani legate da forze più potenti. Non era necessario che fosse amico, e neppure avere i mezzi con cui ripagarlo. Una sola cosa era fondamentale. Che il supplicante, lui, lui stesso, proclamasse la sua amicizia.”

“…l’istinto naturale di agire in maniera tale che gli uomini non potevano fare altro che rispettarlo.”

“Aveva da tempo imparato che la società costringe a sopportare degli insulti, ma era confortato dalla certezza che in questo mondo viene il momento in cui il più umile degli uomini, se tiene gli occhi aperti, può prendersi la rivincita sul più potente.”

“Questa era l’impronta dell’umanità del Don: sapeva da amare esperienze quale coraggio ci voglia per chiedere un favore a qualcuno.”

“Il Don insegnava sempre che quando un uomo è generoso, deve far vedere che la generosità è personale.”

“Uno che non è un padre per i suoi figli non può mai essere un vero uomo.”

“Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare.”

“Un avvocato con la borsa può rubare più di cento uomini con la rivoltella.”

“Hagen aveva appreso l’arte di negoziare dal Don stesso. Non andare mai in collera – l’aveva istruito il Don. Non minacciare mai. Ragiona con la gente.”

“Gli italiani hanno un proverbio che dice come la vita sia così dura per un uomo che deve avere due padri che si prendano cura di lui, ed ecco perché hanno i padrini.”

“Santino, non lasciare mai che qualcuno al di fuori della Famiglia sappia ciò che stai pensando.”

“Ogni uomo ha il suo destino.”

“Corleone considerava il ricorso alle minacce la più sciocca delle esibizioni; l’abbandonarsi all’ira senza controllo la più pericolosa delle indulgenze.”

“Sosteneva che nella vita non c’è vantaggio più grande di un nemico che sopravvaluta i tuoi difetti, a meno di avere un amico che sottovaluta le tue virtù.”

“Avevano solamente due risorse: l’onore e la crudeltà.”

“Sono cosa nostra – sentenziò Don Corleone – questi sono affari nostri. Amministriamo il nostro mondo da soli, perché è cosa nostra.”

“La Sicilia era già una terra di spettri, i suoi uomini emigravano in ogni altro paese della terra, per essere in grado di guadagnarsi il pane, o semplicemente per evitare di venire uccisi quando volevano esercitare una libera attività.
Nelle lunghe passeggiate la cosa che più colpiva il giovane era la bellezza folgorante della Sicilia. Camminava fra aranceti, che formavano profonde macchie ombrose nella campagna, con antiche fontane zampillanti acqua dalle bocche con zanne, scolpite nella pietra prima di Cristo.”

M il figlio del secolo – Antonio Scurati

“Affacciamo sulla piazza del Santo Sepolcro. Cento persone scarse. Siamo pochi e siamo morti.”

“All’ordine del giorno è ancora la guerra. Il mondo va verso due grandi partiti: quelli che ci sono stati e quelli che non ci sono stati.”

“Io sono lo sbandato per eccellenza, il protettore degli smobilitati, lo sperduto alla ricerca della strada. Ma l’azienda c’è e bisogna portarla avanti. In questa sala semivuota, dilatate le narici, fiuto il secolo, poi tendo il braccio, cerco il polso della folla e sono sicuro che il mio pubblico ci sia.”

“Ora tutti ci dicono che la guerra è finita. Ma noi ridiamo ancora. La guerra siamo noi. Il futuro ci appartiene. E’ inutile, non c’è niente da fare, io sono come le bestie, sento il tempo che viene.”

“Non si sono, forse, fatte sempre così le rivoluzioni: armando l’intero bassofondo sociale di rivoltelle e di bombe a mano?”

“Gli Arditi avevano riportato l’intimità del combattimento corpo a corpo, l’urto spinto al contatto fisico, la convulsione dell’ucciso che si trasmette attraverso la vibrazione della lama al posto dell’uccisore.”

“Per tre anni erano stati un’aristocrazia di guerrieri, una falange eroicizzata sulle copertine dei giornali per l’infanzia: bavero al vento, bombe a mano e coltello tra i denti. Nel giro di poche settimane, tornati alla vita civile, sarebbero stati un mucchio di disadattati. Quarantamila mine vaganti.”

“…aveva parlato una lingua che non si era mai udita prima. Frasi spezzate, perentorie, martellanti, quasi sempre precedute da un io ipertrofico, cadenzate da silenzi minacciosi, significati inequivocabili e militanti, asserzioni isteriche e memorabili.”

“Loro non promettono niente e manterranno la promessa.”

“Tanto strepito, tanti morti per niente. Una continua, terribile trincea. Una strage inutile. Ecco cos’era questo secolo forsennato.”

“Fortuna che c’è troppo sole in Italia. Troppo sole, la rivoluzione russa non può venire.”

“La politica richiede il coraggio gretto, cattivo delle risse di strada, non quello arioso delle cariche di cavalleria. La politica è l’arena dei vizi, non delle virtù. L’unica virtù che richiede è la pazienza. Per arrivare a Roma, bisognerà prima recitare in questa parodia senile, farsi ascoltare dal sinedrio dei vecchi, quella mezza dozzina di rimbambiti, ingenui e canaglie che governano il mondo.”

“La gioventù del secolo, dopo esser scampata per quattro anni alla morte nelle trincee di tutta Europa, piuttosto che tornare al risparmio, alla famiglia, alla religione, agli avi, alle virtù, ai giorni, sembra essere scivolata a Fiume, in preda a una sbornia, per farla finita con questa stupida, inutile vita.”

“Si, certo, ieri… Ma domani è un altro giorno.”

“Le masse, se ci presti attenzione, se non le ignori, sono fatte così: basta guidarle e loro seguiranno.”

“Date lo splendore della violenza a questi cittadine di una imperscrutabile metropoli moderna, del suo buio denso e fitto, a questi uomini sopraffatti da un’esistenza che non capiscono, date un tracciante luminoso al loro sanguinoso desiderio di luce, date loro un destino e loro vi seguiranno.”

“Navigare, si, sempre, ma navigare a vista. Che volete farci? La gente i resoconti dei dibattiti parlamentari li salta di netto. Passa subito alle pagine dello sport, si concentra sui match pugilistici.”

“Poche cose corrompono tanto un popolo come l’abitudine all’odio.”

“Ogni volta che una squadra fascista brucia in piazza una bandiera rossa, centinaia di piccolo-borghesi si mettono in fila alle sedi del Fascio. L’effetto è a valanga, il fascismo si diffonde con la progressione del contagio.”

“Nessun uomo può sopravvivere a sette giorni filati in famiglia.”

“La massa è gregge, il secolo della democrazia è finito…”

“Poco dopo, l’Agenzia d’informazione Stefani ribatte la notizia: il re, contrariamente a tutte le premesse e a tutti gli impegni, non ha firmato il decreto. Lo stato d’assedio è revocato.
Inutile chiedersi il perché. Le ragioni sono tante e nessuna. La sfinge della storia siede muta, inamovibile, su ciò che è stato, che sarà, che avrebbe potuto essere e che invece resterà per sempre increato.”

“Oramai non vi è più che una soluzione: la soluzione Mussolini.”

“Alle 11.05 del 30 ottobre millenovecentoventidue, nel momento in cui aveva salito le scale del Quirinale per ricevere dal Re d’Italia l’incarico di governarla, Benito Mussolini, di origine plebea, zingaro della politica, autodidatta del potere, a soli trentanove anni era il più giovane primo ministro del suo Paese, il più giovane dei governanti di tutto il mondo al momento dell’ascesa, non aveva nessuna esperienza di governo né di amministrazione pubblica, era entrato alla Camera dei deputati soltanto sedici mesi prima e indossava la camicia nera, la divisa di un partito armato senza precedenti nella storia. Con tutto ciò, il figlio del fabbro – figlio del secolo – aveva salito le scale del potere. In quel momento, il nuovo secolo si era aperto e, al tempo stesso, si era richiuso sui suoi passi.”

“Ora è tutto finito, ora si deve poter finalmente dormire, ora si deve dormire, perché c’è lui, l’uomo nuovo, a vegliare. Chiudete gli occhi, fate bei sogni, sogni di grandezza, di potenza mediterranea, sognate pure il domani, perché il domani ci attende e noi lo stiamo raggiungendo, perché il nuovo anno comincia nel suo nome, nel nome di Benito Mussolini, l’eroe della stanchezza.”

“Il suo trionfo è dovuto al plebiscito del Centro e, soprattutto, del Sud, dove fino alla marcia su Roma il fascismo quasi non esisteva. Sono i fascisti dell’ultima ora ad aver consegnato il Paese a Mussolini, è la vocazione al servaggio dei popoli a scarsa educazione politica, la corsa a salare sul carro del vincitore.”

“Si, la maggioranza degli italiani, inorriditi dal delitto, vorrebbe la caduta del fascismo per bonificare le sue case infestate dai fantasmi ma, poi, verso l’ora di cena, le esigenze della vita quotidiana prevalgono. La moralità non è tra queste. Il Paese è opaco, il suo sentimento della giustizia è fiacco, torbido. Il sentimento di rivolta si riduce alla passione morbosa con cui segue la cronaca dello scandalo.”

Il padre Goriot – Honoré De Balzac

“Madame Vauquer, nata de Conflans, è un’anziana signora che, da quarant’anni, gestisce a Parigi una pensione famigliare sita in rue Neuve-Sainte-Genevieve, tra il quartiere latino e il faubourg Saint-Marceau.”

“Sarà essa capita fuori di Parigi? E’ lecito dubitarne. Le peculiarità di questo scenario pieno di osservazione e color locale non si potranno apprezzare se non tra il colle di Montmartre e i poggi di Montrouge, in questa valle illustre di catapecchie sempre sul punto di cascare e di rigagnoli neri di fango; valle colma di dolori reali, di gioie spesso false, e così pregna d’agitazione che solo qualcosa di esorbitante può produrvi una sensazione qualche poco durevole.”

“Qui i lastricati sono asciutti, i rigagnoli non hanno fango né acqua, l’erba cresce lungo i muri. Il più spensierato degli uomini qui si fa triste come tutti i passanti, qui il rumore di una carrozza è un avvenimento, le case qui sono spente, le mura sanno di prigione. Un parigino smarrito non ci vedrebbe che pensioni borghesi o istituti, miseria e noia, vecchiaia che muore, gioventù noiosa, costretta al lavoro.”

“Chi deciderà se siano più orribili a vedersi cuori inariditi o teschi vuoti?”

“Questo primo locale emana un odore che nella lingua non ha parola, e che bisognerebbe chiamare odore di pensione. Sa di chiuso, di muffito, di rancido; fa venir freddo, è umido all’olfatto, impregna i vestiti; ha il sentore di una stanza in cui si sia pranzato; puzza di servizio, di sizio, d’ospizio.”

“Insomma qui regna la miseria senza poesia; una miseria economa, concentrata, frusta. Se non ha fango, ha delle macchie; se non ha buchi o cenci, sta per diventare marcia.”

“Eugene de Rastignac, così si chiamava, era uno di quei giovani educati dall’infelicità al lavoro, che sin dalla giovane età capiscono quali speranze i genitori ripongano in loro, e che si preparano un buon destino calcolando la portata dei propri studi e adeguandoli anticipatamente al movimento futuro della società, così da essere i primi a spremerla.”

“Ma Parigi è un vero oceano. Gettatevi pure lo scandaglio, non ne troverete mai la profondità. Percorretela, descrivetela: per quanta diligenza mettiate nel percorrerla, nel descriverla; per numerosi e interessati che siano gli esploratori di questo mare, s’imbatteranno sempre in un luogo vergine, in un antro sconosciuto, in fiori, perle, mostri, in qualcosa d’inaudito, che i palombari letterari hanno dimenticato. Casa Vauquer è una di queste curiose mostruosità.”

“Fosse stata felice, sarebbe stata affascinante: la felicità è la poesia delle donne, come l’abbigliamento è il loro cosmetico.”

“Forse è nella natura umana il far sopportare tutto a chi tutto soffre per vera umiltà, per debolezza o per indifferenza. Forse che non ci compiacciamo noi tutti di esercitare la nostra forza a spese di qualcuno o qualche cosa?

“…tante persone che diffidano del prossimo, e finiscono per darsi al primo venuto. Un fatto morale bizzarro, ma vero, di cui è facile trovar la radice nel cuore umano.”

“Come tutti gli spiriti angusti, madame Vauquer aveva l’abitudine di non spingersi oltre l’orizzonte degli eventi, e di non giudicarne le cause. Usava dar la colpa agli altri dei propri errori.”

“Il suo odio non fu commisurato all’amore, ma alle speranze tradite. Se il cuore umano si concede delle soste nell’ascendere alle altezze dell’affetto, di rado si arresta lungo il rapido pendio dei sentimenti d’odio.”

“Gli spiriti meschini appagano i propri sentimenti, buoni o malvagi che siano, con meschinità incessanti.”

“Uno dei vizi più detestabili di queste anime lillipuziane è il congetturare negli altri le loro stesse meschinità.”

“Come tutte le donne che, costrette a rispettare il carattere del marito per potersi poi comportare a loro genio, sanno capire fino a che punto possono spingersi senza perdere una fiducia preziosa, e che pertanto non lo urtano mai nelle piccole cose della vita, la contessa aveva sentito nell’inflessione di voce del conte che non sarebbe stato sicuro restare nel boudoir.”

“Il demone del lusso lo morse al cuore, lo prese la febbre del guadagno, la sete dell’oro gli arse la gola.”

“La duchessa posò su Eugene una di quelle occhiate sfrontate che squadrano un uomo dalla testa ai piedi, lo schiacciano, e fanno di lui uno zero.”

“A Parigi il successo è tutto, è la chiave del successo.”

“Ce la farò! Il motto del giocatore, del gran capitano, motto fatalistico che perde gli uomini anziché salvarli.”

“Se esiste un sentimento innato nell’uomo, non è forse l’orgoglio di esercitare di continuo protezione su di un essere debole?”

“Chi non ha frequentato la riva sinistra della Senna, tra rue Saint-Jacques e rue des Saint-Peres, non sa niente della vita umana!”

“Il Barone di Rastiganc vuol fare l’avvocato? Oh bella! Bisognerà patire per dieci anni, spendere mille franchi al mese, avere una biblioteca, uno studio, frequentare la società, baciare la toga d’un avvocato per averne qualche causa, spolverare il palazzo con la lingua. Se questa professione vi portasse a qualcosa, non direi di no; ma trovatemi a Parigi cinque avvocati che, a cinquant’anni, guadagnino più di mille franchi l’anno! Mah! piuttosto che avvilirmi così, preferirei farmi corsaro.”

“La corruzione abbonda, il talento è raro. Quindi la corruzione è l’arma della mediocrità numerosa e ne sentirete ovunque l’aculeo.”

“Anzi, l’uomo onesto è il nemico comune. Ma poi, cosa credete che sia l’uomo onesto? A Parigi, l’uomo onesto è quello che tace, e rifiuta di mettersi in combutta.”

“Questa è la vita così com’è. Non è granché meglio della cucina, puzza altrettanto, e se si vuol fare la frittata, bisogna sporcarsi le mani; sappiate solo sbrogliarvela bene: qui sta tutta la morale della nostra epoca.”

“Un uomo che si vanta di non cambiare mai opinione è un uomo che vuole andare sempre in linea retta, uno sciocco che crede all’infallibilità. Non ci sono principi, ci sono solo fatti; non ci sono leggi, ci sono solo circostanze: l’uomo superiore sposa i fatti e le circostanze per indirizzarli.”

“Nei tribunali non si trovano tre giudici che siano di ugual parere su un articolo di legge.”

“Ecco, quando sono diventato padre, ho capito Dio. Egli è tutto intero ovunque, perché la creazione è scaturita da lui. Signore, io sono così con le mie figlie.”

“Il desiderio nasce non meno dalla difficoltà che dalla facilità delle vittorie. Tutte le passioni degli uomini sono sicuramente eccitate o alimentate dall’una o dall’altra di queste due cause, che si dividono il regno d’amore.”

“Forse solamente chi crede in Dio compie il bene in segreto.”

“I giovani sottostanno quasi tutti a una legge in apparenza inspiegabile, ma che ha la sua causa nella loro stessa giovinezza, e nella specie di furia con cui cercano il piacere. Ricchi o poveri, non hanno mai denaro per le necessità della vita, mentre riescono sempre a trovarne per i propri capricci.”

“In un attimo il vino di Bordeaux fece il giro della tavola, i commensali si animarono, l’allegria crebbe.”

“Il suo era lo sguardo dell’arcangelo caduto che vuole sempre la guerra.”

“I padri devono sempre dare, per essere felici. Dare sempre, l’esser padre sta in questo.”

“L’amore è una religione, ed il suo culto ha da costar più caro di quello di tutte le altre religioni; esso passa subitamente, e passa come un monello cui prema lasciare sul suo passaggio i segni della devastazione.”

“Il denaro è la vita. I soldi aprono ogni porta.”

“Era la morte dei poveri, che non ha né fasto, né persone a seguito, né amici, né parenti.”

“…un’epoca in cui la religione non è abbastanza ricca da poter pregare gratis.”

“Rastignac, rimasto, solo, fece qualche passo verso la parte alta del cimitero e vide Parigi adagiata tortuosamente lungo le due rive della Senna, dove incominciavano a scintillare le luci. I suoi occhi si fissarono quasi avidamente tra l’obelisco di place Vendome e la cupola degli Invalides, là dove viveva il bel mondo in cui aveva voluto penetrare. Gettò su quell’alveare ronzante uno sguardo che pareva suggerne fin d’ora il miele, e disse queste parole grandiose: A noi due, adesso!
E come primo atto della sfida che lanciava alla Società, Rastignac andò a cenare da madame de Nucingen.”

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