Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per la categoria “Raccolte a tema”

Frasi sul vino e la tavola

“Vittorioso per me, quella notte, fu l’Etna Bianco prodotto dal Barone Nicolosi di Villagrande nei suoi vigneti e nelle sue cantine di Milo, poco più su di Zafferana Etnea, a seicento e anche a settecento metri sul livello del mare.” (Vino al vino – M. Soldati)

“Lei guarda il vino scendere. Quel rumore meraviglioso che stasera sembra del tutto inutile. Non si condisce il disamore con del buon vino.” (Nessuno si salva da solo – M.Mazzantini)

“Pregiato e celebre, il vino seguente. Lo bevemmo al di sopra di una vallata di Arbois che profumava di pace. Era il famoso vino di paglia.” (Signor Malaussene – D. Pennac)

“Datemi il vino, come Dio comanda: ché il vino è la bevanda degli angeli.” (Gli zii di Sicilia – L. Sciascia)

“Questo è il vino. Memoria. Fantasia. Altro che denominazioni di origine e controllate.” (Vino al vino – M. Soldati) (clicca qui per le altre frasi tratte da Vino al vino di Soldati)

“Noi bevevamo. Clairette Tradition. Un vinello di pianura con le spalle al muro. Un’uva molto vivace per un umore molto cupo.” (Signor Malaussene – D. Pennac)

“…e poi c’era il vino, quel momento di verità che dà il vino prima del bicchiere che ci ubriaca.” (Gli zii di Sicilia – L. Sciascia)

“Io sono nato nel vino e vaffanculo!” (La fata carabina – D.Pennac)

“E’ strano il ruolo che il vino ha avuto nella vita dell’essere umano.” (Diari di viaggio in Italia e in Europa – V. Wolff)

“In che paese mi trovo, domanda il viaggiatore al bicchiere di vino, che non risponde e, benevolo, si lascia bere.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“Quando tornò il silenzio vidi Iaccarino in ginocchio, finiva sempre in ginocchi, quando aveva bevuto troppo. Né avrebbe avuto tanta umiltà, diceva, senza l’aiuto del vino.” (Argo il cieco – G.Bufalino)

“…squisito vino di botte, denso, non filtrato. Come al solito, l’ospitalità cilena ci avrebbe lasciato tra San Juan e Mendoza.” (Latinoamerica – E. Guevara)

“Di quello che ha mangiato si dimenticherà nel giro di ventiquattr’ore, ma non di quel dolce vino verde di Casteloes, creato sulle beate sponde del fiume Caima, al riparo delle vicine serras da Freita e de Arestal. Questo vino, che il viaggiatore beve in puro stato di grazia, alla giusta temperatura, non rispetta la fisiologia del corpo umano. Appena entra in bocca si spande immediatamente nel sangue, è assorbito per vera e propria osmosi, senza i grossolani processi della digestione.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“Il vino cileno è buonissimo e io bevevo con una velocità straordinaria, tanto che andando al ballo del paese mi sentivo capace delle più grandi imprese.” (Latinoamerica – E. Guevara)

“Le vin sait revetir le plus sordide bouge
D’un luxe miraculeux,
Et fait surgir plus dìun portique fabuleux
Dans l’or de sa vapeur rouge,
Comme un soleil couchant dans un ciel nébuleux”
(Il vino sa vestire d’un prodigioso lume
la stamberga peggiore,
e fabbricare portici di fiaba con le spume
del suo rosso vapore,
come un occiduo sole che splenda fra le brume) (I fiori del male – C.Baudelaire)

“Eravamo d’ottimo umore Mara e io; cenammo in una trattoria e innaffiammo il pasto con un po’ di Chianti.” (Sexus – H.Miller)

“Il gusto di un bicchiere di vino rosso bevuto nel tepore di un’enoteca nella quale siamo entrati per ripararci dal freddo di una piccola cittadina toscana in pieno inverno. Era un sapore che sembrava fondersi con il corpo. Mi sono detta che bere quel vino nella terra in cui era nato equivalesse a gustarne tutto, clima compreso.”  (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“In fondo di tutto questo viaggio ricordo con piacere solo i pisci d’ovu, i babbaluci a picchipacchi, che è un modo di fare le lumache, e i cannoli, oh, i cannoli…” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“…e che il mio amico desidera un bicchiere di Corvo di Salaparuta bianco…” (Confessioni di un codardo – C.Bukowsky)

“Lui ordinò del vino rosso. Era amarognolo ma il suo bel colore mi fece dimenticare quel gusto sgradevole. Mi piaceva anche solo alzare il bicchiere alla luce della sera e guardarci attraverso, per vedere il caminetto di mattoni e i paioli di rame appesi al muro.” (Ragazze di campagna – E. O’Brien)

“Era l’imbrunire. Bevevamo un passito freddo in giardino. C’era già la luna, pallidissima. Faceva caldo. (…) Gustavamo il passito di Pantelleria.”  (Il veleno dell’oleandro – S.A. Hornby)

“Puor noyer la rancoeur et bercer l’indolence
De tous ces vieux maudits qui merurent en silence,
Dieu, touché de remords, avait fait le sommeil;
L’Homme ajouta le Vin, fils sacré du Soleil!”
(Per affogar l’acredine e blandire la noia
di quei vecchi dannati che senza un grido muoiono,
Iddio, pentito, il sonno diede all’umana prole:
l’Uomo vi aggiunse il Vino, figlio sacro del Sole!) (I fiori del male – C.Baudelaire)

“Poi sollevò il bicchiere in cui il cameriere aveva versato da poco un vino rosso, lo osservò attentamente, ne valutò il profumo, e infine ne assaggiò dolcemente un sorso. La sequenza dei gesti fu eseguita con tanta naturale eleganza da far pensare a una breve cadenza che un pianista sensibile aveva affinato alla perfezione nel corso del tempo.” (La ragazza dello Sputnik – H. Murakami)

“Ero ubriaco quella notte, Camilla, ubriaco di whisky da 78 cent, e anche tu eri ubriaca di whisky e dolore.” (Chiedi alla polvere – J.Fante)

“Sumire prese il bicchiere e, imitando Myu, bevve un sorso di vino e lo assaporò lentamente prima di mandarlo giù. Il sapore indugiò delizioso nella sua bocca ma dopo qualche istante si dissolse senza lasciare traccia, come rugiada al sole d’estate.” (La ragazza dello Sputnik – H. Murakami)

“Poi rimangono i bar, la presenza dell’uomo è legata alla mescita alcolica. Dove c’è mescita c’è umanità, dove non c’è mescita non c’è nulla. Il nuovo umanesimo è l’umanesimo della mescita, il rinascimento dell’aperitivo.” (Cartongesso – F. Maino)

“Ogni bottiglia di liquore ancora intatta contiene un messaggio, una sorpresa che può essere svelata solo bevendo.” (Il simpatizzante – V.T. Nguyen)

“Lasciammo i piatti quasi intatti, ma ci bevemmo due bottiglie di Quintessa, riserva 2005, che costarono una fortuna ed ebbero il merito di ammorbidire le asperità.” (Il quaderno di Maya – I. Allende)

“Se mi mettessi a scrivere di quanto sono fantastici il vino e il cibo in Italia, potrei anche non smettere più, perciò rimando questi racconti a un’altra occasione.” (La ragazza dello Sputnik – H. Murakami)

“E’ l’unica che conta. Le altre, sempre più lunghe, sempre più insignificanti, danno solo un appesantimento tiepido, un’abbondanza sprecata. L’ultima, forse, riacquista, con la delusione di finire, una parvenza di potere… Ma la prima sorsata! Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza. Come sembra lunga, la prima sorsata.” (La prima sorsata di birra e altri piaceri della vita – Delerm)

“Ma il vino mi aveva liberata: non avevo bisogno di controllare tutto ciò che stava succedendo.” (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto – P. Coelho)

“Lei aveva versato il vino, un leggero Le Tapie paglierino della Guascogna. E lui l’aveva bevuto sorseggiandolo cauto.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“…era andato a concedersi nella taverna di Bagheria una cena sostanziosa a base di pasta con le sarde e piscistocco alla ghiotta.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“this is an excellent wine.
it connects me with infinity.
a man without wine is like a fish without
water,
a bird without wings.
wine runs in the blood of the tiger
and me.
death  is inferior
to this.
it can only win an obvious
victory.” (Il grande – C.Bukowski)

“C’era una certa benignità nell’ubriachezza; c’era quell’indescrivibile splendore che essa recava, simile ai ricordi di serate effimere e svanite.” (Belli e dannati – S. Fitzgerald)

“Il frutto della giovinezza o dell’alcool, la magia passeggera del passaggio breve da buio a buio…l’antica illusione che la verità e la bellezza si fossero in qualche modo allacciate.” (Belli e dannati – S. Fitzgerald)

“In quel momento la curiosità di cui ero preda era più forte di tutto il resto, tanto fa farmi abbandonare ogni riserbo e da avvicinare il bicchiere alle labbra. Vi chiedo scusa, sussurrai tra me e me, dopo di che assaporai il primo goccio di quel preziosissimo vino rosato. A ogni sorso sentivo un prato fiorito crescermi dentro, via via più immenso. Non avevo idea di come potesse essere il paradiso, né mi ero mai sforzata di immaginarmelo, ma se alle sue porte mi avessero fatto bere anche un solo sorso di Cristal Rosè, ci sarei entrata di corsa e non ne sarei più uscita.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Il profumo dei funghi riempiva la striminzita cambusa mentre gli uomini, seduti sul ponte di poppa della Baluu, bevevano vino rosso da una caraffa da tre litri e il vino bianco tipico della zona: l’Auxerrois.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Alla C sta scrivendo “conforto da cucina”, la sensazione che si prova quando in cucina qualcosa di gustoso sta cuocendo a fuoco basso, i vetri si appannano e presto le persone care mangeranno con te al tavolo e ti guarderanno felici fra una cucchiaiata e l’altra.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Distesi una tovaglia di lino bianca, nuova e ben inamidata sulla tavola, e stappai la bottiglia di Amarone che avevo tenuto a lungo da parte, in attesa di un’occasione speciale. Versai quindi adagio, in un grosso calice panciuto, quel prezioso vino rosso. Era scuro e intenso come il sangue, e in controluce brillava come un rubino d’inestimabile valore. Chiusi gli occhi e m’inebriai del suo dolce e sublime profumo.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Cammina, cammina, cammina, alla fine sul far della sera arrivarono stanchi morti all’osteria del Gambero Rosso.” (Le avventure di Pinocchio – C. Collodi)

“La cucina era piccola, con le pareti rivestite di piastrelle, ma non avrei barattato con nient’altro al mondo la felicità che provavo davanti ai fornelli, al tramonto, avvolta dalla luce arancione del sole calante, quando potevo dedicarmi con cura alla cena dopo il turno di mattina al lavoro.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Il vino? Vi porto del Beaujolais?” (La scuola della carne – Y.Mishima)

“Non ricordo di preciso quando, ma avevo deciso che un giorno sarei diventata una cuoca professionista. Cucinare, nella mia vita, era come un fuggevole arcobaleno che affiorava nella penombra.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Un bicchiere di vino che Elinor le procurò, immediatamente le permise di rimettersi alquanto.” (Ragione e sentimento – J. Austen)

“Mia cara – disse entrando – mi sono ricordata proprio adesso di avere in casa ancora un pò del miglior vino vecchio di Costanza mai bevuto a questo mondo, e ne voglio portare un bicchiere a sua sorella. Povero marito mio! quanto gli piaceva! Tutte le volte che aveva un attacco della sua solita gotta diceva che gli faceva più bene di qualunque cosa al mondo.” (Ragione e sentimento – J. Austen)

“Le riempì di nuovo il bicchiere. Aveva le guance rosse; gli occhi erano accesi. Le invidiò la diffusa sensazione di benessere universale che un tempo gli procurava un bicchiere di vino. Il vino era buono – abbatteva le barriere. Voleva farla parlare.” (Gli anni – V. Woolf)

“Ormai era passata, intuì, a quella sonnacchiosa bonarietà che segue una buona cena con un bicchiere di vino.” (Gli anni – V. Woolf)

“Scommesse, boschi e un pò di vino. Che cosa può volere di più un uomo? disse compiaciuto.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“La musica sommessa del whisky versato nei bicchieri costituiva un dolce interludio.” (Gente di Dublino – J.Joyce)

“Riforniti di provviste, acqua e una manciata di nomi e numeri di cellulare di gente cortese che viveva sulle acque, svoltarono in un canale secondario della Loira. Passarono castelli, foreste fitte e resinose dall’odore di fresco e vigneti in cui crescevano Sancerre Sauvignon, Pouilly Fumé e Pinot Noir.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“La tavola è come una tela dipinta che ci insegna che “oggi” è una volta sola. L’immagine dipinta svanisce alla fine della giornata, ma il suo ricordo resta scolpito nella mente delle persone che erano sedute al nostro stesso tavolo. E’ qualcosa che i soldi non possono comprare, e che resta proprio in quanto svanisce.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Per un uomo, l’alcol che beve per una delusione amorosa è una medicina. Lo fa per dimenticare se stesso, non lo gusta neanche. Invece, per la donna è alcol a tutti gli effetti. Cercano un pò di speranza, ed è uno spettacolo pietoso.” (La scuola della carne – Y.Mishima)

“Mio figlio non comprenderà mai, diceva, la bellezza di questo manzo con cipolla, carota, sedano, salvia, rosmarino, alloro, chiodi di garofano, cannella, ginepro, sale, pepe, burro, olio di oliva e naturalmente una bottiglia di barolo, servito con polenta o purea di patate. Fate, fate la rivoluzione… Si è perduto il gusto della vita.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Sarebbe stato assolutamente vietato fumare, dato che il fumo influisce sul sapore del cibo. E poi niente musica, perché volevo che i clienti ascoltassero i suoni della cucina e le voci degli uccelli e degli animali del bosco.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Come vino non saprei, forse Chateau-Margaux, o Chateau-Latoru o Chateau-Lafite, dipende dall’annata.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“La sola vista della nonna in cucina, avvolta in quell’aura tutta sua di luminosa santità, mi rendeva serena. Mi bastava essere lì ad aiutarla per avere la chiara sensazione di partecipare a qualcosa di sacro e solenne.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Le tre amiche avevano preso l’abitudine di godersi i loro aperitivi lasciandosi trascinare dalle chiacchiere. Suzuko sorseggiava un Dubonnet e Taeko un Porto; soltanto Nobuko assaporava virilmente un Martini molto secco.” (La scuola della carne – Y.Mishima)

“…mi ero spinto sino a uno dei luoghi leggendari della Torino d’allora. Vestito da gesuita, e godendo con malizia dello stupore che suscitavo, mi recavo al Caffè al Bicerin, vicino alla Consolata, a prendere quel bicchiere con protezione e manico di metallo, odoroso di latte, cacao, caffè e altri aromi.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Le bollicine avevano smesso di salire. Il vino era chiaro e fermo. Fermo e solo, penso tra sè e sè; silenzio e solitudine… è questo ormai l’unico elemento in cui la mente è libera.
Silenzio e solitudine, ripeté; silenzio e solitudine. Gli occhi quasi gli si chiudevano. Era stanco; era intontito; la gente parlava, parlava. Avrebbe voluto astrarsi, espandersi, immaginarsi disteso su un ampio spiazzo in una pianura azzurra con le colline sull’orlo dell’orizzonte.” (Gli anni – V. Woolf)

“La cucina mi ha sempre soddisfatto più del sesso – forse un’impronta che mi hanno lasciato i preti.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Niente è più deprimente, pensò, di vedere due persone in silenzio davanti al cibo. Dite qualcosa, aveva voglia di urlare. Parlate!” (Gli anni – V. Woolf)

“So che amo la buona cucina: al solo pronunciare il nome de La Tour d’Argent provo come un fremito per tutto il corpo.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.” (Kitchen – B.Yoshimoto)

“Sognavo che il mio ristorante potesse suscitare nelle persone una sensazione al tempo stesso di meraviglia e d’intimità, come se fosse uno di quei posti che si è sicuri di aver già visto ma in cui non si è mai messo piede: qualcosa di simile a una caverna segreta, dove ognuno potesse provare sollievo e addirittura ritrovare il proprio sè. Per questo doveva avere un aspetto dolce e grazioso.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“E quando la paura cominciava a salire in lui, afferrava la bottiglia di whisky e beveva.”(Il demone – T. Jun’ichiro)

“Fece tintinnare il suo bicchiere contro il mio. Sto lat! esclamò, il suo vecchio modo di brindare.” (Il cardellino – D.Tartt)

“Quando si fu sdraiato attaccò: Coraggio, amici! Avete l’aria di non aver toccato vino. Non vi è permesso: dovete bere. Questo è il nostro patto! Eleggo re della bevuta, finché non abbiate trincato a sazietà, me stesso. Avanti! Agatone porti, se c’è, una tazza capace. Ma no, non ce n’è bisogno. Su ragazzo, prendi quell’orcio – disse, vedendo che conteneva più di due litri. E riempitolo, subito lo vuotò da solo, poi ordinò di mescere a Socrate e aggiunse: Con Socrate, amici miei, non c’è trucco che tenga: lui può bere quanto gli si chiede, senza mai ubriacarsi” (Simposio – Platone)

“Così il vino ci inizia ai misteri vulcanici del suolo, ai suoi misteriosi tesori: bere una coppa di vino di Samo, a mezzogiorno, col sole alto, o piuttosto sorseggiarlo una sera d’inverno, quando si è in quello stato di fatica che consente di sentirlo immediatamente colare caldo nella cavità del diaframma, e diffondersi nelle vene ardente e sicuro, sono sensazioni quasi sacre, persino troppo violente, per la mente umana” (Memorie di Adriano – Yourcenar)

“Col vino no non ti senti a disagio, si disse, e che cosa berrai quando il vino non ti farà più da copertura.” (Il giardino dell’Eden – E.Hemingway)

“O thou invisible spirit of wine!
if thou hast no name to be known by, let us call thee
devil!”
(O invisibile spirito del vino, se non hai un nome tuo, lasciati chiamare demonio!) (Otello – W.Shakespeare)

“Io l’amo davvero e tu prendine nota, whisky, e tu rendimi testimonianza, Perrier vecchia mia vecchia Perrier, io ti sono stato fedele, Perrier, alla mia fottuta maniera.” (Il giardino dell’Eden – E.Hemingway)

“Continuarono a mangiare e a bere fino a quando il colonnello non prese la tazza, vide che non c’era niente dentro, e la mise giù deciso con un leggero tintinnio. La cerimonia del tè era finita.” (Gli anni – V. Woolf)

“Conosci anche tu il piacere del primo bicchiere di vino paesano quando si esce dal carcere? E che emozione potere riaccendere di nuovo il fuoco con le proprie mani” (Il segreto di Luca – I.Silone)

“Il vino per lui non era mai stato un vizio, ma un piacere. oltre al gusto del sapore, e al pretesto per trovarsi in compagnia, il vino gli aveva fornito delle vere soddisfazioni di amor proprio, rendendolo vivace, chiaccherone e addirittura eloquente; e, in più, dandogli il vanto della resistenza, giacchè ne poteva bere in quantità, senza ubriacarsi” (La storia – E.Morante)

“L’uomo aveva una singolare propensione alla buona cucina, anche se mostrava l’ingordigia del provinciale che vuole provare tutto e non sa comporre un menu come si deve. Avevamo fatto colazione al Rocher de Cancale in rue Montorgueil, dove un tempo si andavano a gustare le migliori ostriche di Parigi.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Con le mani appena lavate, tastai con estremo garbo quei prodotti della natura, avvicinandoli uno a uno al viso, e parlandoci a occhi chiusi, come fossero piccole creature appena nate. Senza che nessuno me l’avesse mai insegnato, eseguivo sempre questo rituale prima di iniziare a cucinare. Ascoltavo la voce degli ingredienti, con il naso e con le guance. Sentivo, annusavo, mi accertavo della loro condizione e domandavo come preferissero essere cucinati. E loro, puntualmente, mi rispondevano e mi suggerivano il modo più appropriato. Forse era solo frutto della mia immaginazione, ma quelle voci flebili e gentili le udivo per davvero.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“A dir la verità si beveva molto. Un caffè aveva inalberato la scritta “il vino probo uccide il morbo”, l’idea, di per sé naturale nel pubblico, che l’alcool preservava dalle malattie infettive, si rafforzò nell’opinione generale.” (La peste – A. Camus)

“Bisogna che tu consideri con la massima attenzione con chi mangi e bevi prima di mangiare e bere qualcosa: infatti dilaniare carni senza la compagnia di un amico è vita da leone e da lupo” (Lettere morali a Lucillio – Seneca)

“Così pure per i cibi; chi ne ha sempre di ogni specie non ne prende alcuno con desiderio, mentre chi raramente assaggia una pietanza, se ne sazia con gioia quando gli viene messa davanti” (Ierone – Senofonte)

“L’alcool rendeva le felici cose passate contemporanee al presente, come se stessero ancora avvenendo, contemporanee perfino al futuro, come se stessero per avvenire di nuovo.” (Tenera è la notte – F.S. Fitzgerald)

“La Regola diceva pure <Ognuno poi s’astenga dal mangiare carne d’animali quadrupedi, eccetto gli deboli et infermi>; ma tutti i giorni i monaci compravano mezza vitella, oltre il pollame, le salsicce, i salami e il resto; e in quelli di margo il capo cuoco incettava, appena sbarcato, e prima ancora che arrivasse alla pescheria, il miglior pesce” (I Viceré – De Roberto)

“Voglio dire, quando sei ubriaco, la fortuna t’ha da assistere per forza, anche se non sei nato fortunato, la fortuna t’ha da aiutare” (Storie di ordinaria follia – C.Bukowski)

“Marta bevve un sorso di vino di porto e disse: noi non facciamo la cronaca, dottor Pereira, è questo che mi piacerebbe che lei capisse, noi viviamo la Storia.” (Sostiene Pereira – A.Tabucchi)

“Posso quasi udire l’uva che canta serenate al mio palato” (Il regno dei lupi – G.Martin)

“Spesso lo stato della cucina riflette lo stato della mente. gli uomini confusi e insicuri, d’indole remissiva, sono dei pensatori. le loro cucine sono come le loro menti, ingombre di rifiuti, stoviglie sporche, impurità, ma essi sono coscienti del loro stato mentale e ne vedono il lato umoristico. a volte, presi da uno slancio focoso, essi sfidano le eterne deità e si danno a metter ordine nel caos, cosa che a volte chiamiamo creazione; così pure a volte, mezzo sbronzi, si danno a pulire la cucina. ma ben presto tutto torna nel disordine e loro a brancolare nelle tenebre, bisognosi di pillole e preghiere, di sesso, di fortuna e salvazione. l’uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco, diffidatene. lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita e la sua mania per l’ordine, dentroo e fuori, è solo un avvilente compromesso, un complesso difensivo e consolatorio. basta che l’ascolti per dieci minuti e capisci che lui, in vita sua, non dirà mai altro che cose insensate e noiose. è un uomo di cemento.” (Storie di ordinaria follia – C.Bukowski)

“Al pub, il vapore che saliva dai corpi e dagli indumenti bagnaticci arrivava alle narici mischiato al fumo di sigaretta e di pipa e ai miasmi del whiskey e della birra stantia corretti dall’odore di piscio dei cessi all’aperto dove in molti finivano a vomitare la paga della settimana” (Le ceneri di Angela – F. McCourt)

“Se esci con un ubriaco, ti renderai conto di come un ubriaco ti riempia il bicchiere in modo da poter svuotare il suo. Finchè bevi anche tu, allora bere va bene. In compagnia. Bere è divertente. Se c’è una bottiglia, anche se il tuo bicchiere non è vuoto, un ubriaco, lui ne verserà un pò nel tuo bicchiere prima di riempire il suo.” (Invisible Monster – C. Palahniuk)

Frasi sull’Etna

“Ed ecco il re delle fucine, l’Etna, che si erge, sempre attivo, sulla meravigliosa piana di Catania. Luogo di leggende, l’Etna: i Ciclopi, fabbricanti delle folgori celesti, vi manovrano, nelle forge di Vulcano, i loro enormi mantici di pelle di toro; il filosofo Empedocle si sarebbe gettato nel suo cratere, che ne restituì, si dice, soltanto un sandalo.” (Il mediterraneo – F. Braudel)

“Finalmente Antonio rimase solo e poté guardare a suo agio i cari tetti di Catania, quei tetti neri, disseminati di giare, di fichi secchi e di biancheria, sui quali il vento di marzo, al tramonto, sferra calci  da cavallo; le cupole che, nelle sere di festa, scintillano come mitre d’oro; le gradinate deserte dei teatri all’aperto; gli alberi di pepe del giardino pubblico; il cielo della provincia, basso e intimo come un soffitto, sul quale le nuvole si dispongono in vecchi disegni familiari; l’Etna accovacciato fra il mare e l’interno della Sicilia, con sulle zampe, la coda e il dorso, decine di paesetti neri che vi stanno arrampicati con stento.” (Il bell’Antonio – V. Brancati)

“In primo piano, le masse di lava, a sinistra il Monte Rosso con la sua doppia cima, e, proprio ad esso dirimpetto i boschi di Nicolosi al di sopra dei quali si leva la cima ricoperta di neve ed un poco fumante.” (Viaggio in Italia – J.Goethe)

“L’ira vecchia di nove anni di una nonna si scaricò: e la locomotiva della nonna si mise in movimento. Etna e Vesuvio.” (Anni di cani – G.Grass)

“Guardo a sinistra l’immenso cono schiacciato della Muntagna, come nonna Mara, nata a Zafferana, chiamava l’Etna: genio benefico degli abitanti della zona, la Muntagna è attenta a deviare la colata di lava dai paesi a lei devoti, premurosa nell’avvertire con i brontolii delle budella e prodiga di raccolti abbondanti.” (Il veleno dell’oleandro – S.A. Hornby)

“(riferito al teatro greco di Taormina) Se ci si siede lassù dove stavano gli spettatori che occupavano i gradini più alti, si deve riconoscere che mai un pubblico, in un teatro, ha avuto davanti a sè uno spettacolo come questo. Di lato, a destra, si levano, sulle rocce più alte, i castelli, lontano, in basso, giace la città e, quantunque le costruzioni siano moderne, altre simili a queste sorgevano, un tempo, vicino al tempio. Di qua lo sguardo percorre tutta quanta la lunga cresta dell’Etna, a sinistra, la spiaggia sino a Catania, anzi sino a Siracusa. L’enorme monte fumante chiude poi il quadro ampio e grandioso; non è però spaventoso perchè l’atmosfera piena di vapori lo attenuano e lo rendono più dolce di quanto non sia.” (Viaggio in Italia – J.Goethe)

“La casa del più rinomato notaio di Catania, Giorgio Puglisi, era situata in piazza Stesicoro, di fronte al vecchio tribunale, sul tetto del quale l’Etna, reso prossimo e quasi imminente dalla mancanza di oggetti che s’interpongano alla vista, spalanca le sue enormi ali, bianche come quelle di un cigno in inverno, color viola nelle altre stagioni.” (Il bell’Antonio – V. Brancati)

“Avevo sentito parlare delle iridescenze stupende dell’aurora sul Mare Jonio, quando la si contempla dalla vetta dell’Etna. Stabilii di intraprendere l’ascensione di quella montagna; passammo dalla regione delle vigne a quella della lava, poi della neve. Il fanciullo dalle gambe di danzatore correva su quelle ripide chine; i sapienti che mi accompagnavano salirono a dorso di muli. Sulla cima, era stato costruito un rifugio ove poter attendere l’alba. Questa alfine spuntò: un’immensa sciarpa d’Iride si distese da un orizzonte all’altro; strani fuochi brillarono sui ghiacci della vetta; la vastità terrestre e marina si dischiuse al nostro sguardo sino all’Africa, visibile, e alla Grecia che s’indovinava. Fu uno dei momenti supremi della mia vita. Non vi mancò nulla, nè la frangia dorata d’una nube, nè le aquile, nè il coppiere dell’immortalità” (M. Yourcenar – Memorie di Adriano)

“L’Etna è in eruzione. Vediamo dai finestrini, sul fondo completamente nero della montagna, scendere srotolandosi un enorme serpente luminoso, un fiume spesso di lava rovente e bollente, vermiglia, gonfia, globosa nel suo procedere, e con volute e strie, più luminose ancora ma di colore arancione o addirittura giallo. E’ uno spettacolo affascinante.” (Soldati – Vino al vino)

“Etna, madre mia, anch’io ho una bella grotta
tra le cave rocce…” (Teocrito – Idilli)

“…il mare aperto, il cielo, e sulla destra le cineree lontananze della Sicilia, la sfumata sagoma dell’Etna.” (Soldati – Vino al vino)

“Ci sono allori qui, cipressi snelli
l’edera oscura, l’uva dal dolce frutto
e l’acqua fresca, divina ambrosia che il boscoso Etna
fa scorrere per me dalla sua neve candida”  (Teocrito – Idilli)

“Parla di nuovo dell’Etna, dei grappoli d’uva, di ozio, pigrizia, buoni cibi, sole. Getta un seme in me.” (Miller – Sexus)

“Lo ricordo perchè mi sembrò proprio assurdo ascoltare un uomo che parlava del Monte Etna e del Vesuvio e di Capri e di Pompei e del Marocco e di Parigi all’angolo fra la Sesta Avenue e la 49°, a Manhattan.” (Miller – Tropico del capricorno)

“La vista dell’Etna con i suoi fiumi di fuoco, i boati che squassavano la terra, l’incombere delle rupi da oriente, le cupe foreste…tutto appariva immane e minaccioso” (Manfredi – Il Tiranno)

“Sono Tirsi dell’Etna, e dolce è la mia voce.
Dove eravate, Ninfe, dove, mentre Dafni moriva?
Forse nella bella valle del penèo o sul Pindo?
Qui no, non eravate qui, nè all’ampia corrente dell’Anapo,
nè in cima all’Etna, nè all’onda sacra dell’Acis” (Teocrito – Idilli)

“…le anime ardenti come il fuoco dell’Etna” (Napoleon – M.Gallo)

“Mio nonno andava sull’Etna a cogliere l’erba mandragora.” (Argo il cieco – G.Bufalino)

Frasi sul viaggio

“Un viaggio, per quanto terribile possa essere, nel ricordo si trasforma in qualcosa di meraviglioso.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Non è la fine del viaggio a sostenere lo sforzo, ma la sua infinitezza.” (Per tutti i gusti – Z.Bauman)

“Penso che in fondo un viaggio sia tale quando non si protrae per lungo tempo, in quanto a un certo punto si deve ritornare.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Nessun viaggio è definitivo.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“Ha viaggiato con l’obiettivo di imparare e ciò lo salva dall’essere un turista qualunque.” (Il quaderno di Maya – I. Allende)

“Un viaggio è sempre un pò problematico, ma se nonostante le difficoltà si è decisi a visitare tanti posti, anche di un viaggio terribile si avrà un ricordo meraviglioso.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“I viaggi moltiplicano le vite degli uomini.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Scavate, non troverete traccia di una mia sola visita a qualsivoglia museo, che sia il Louvre o il Prado, io preferisco starmene nel caffè a sbirciare il mondo.” (Hanno tutti ragione – P. Sorrentino)

“Quando il viaggiatore si allontana dalle strade principali, ne ottiene sempre grandi ricompense.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“Ma si dice che la magia del viaggio cominci una volta che si è ritornati a casa.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“qualcosa come una irrequietezza vagabonda, una giovanile frenesia di lontananze, insomma un sentimento così vivo l’afferrò, così nuovo, o da così lungo tempo represso e dimenticato, che dovette fermarsi di botto, con le mani dietro la schiena e gli occhi a terra, per decifrare la natura e l’obietto di quel turbamento.
Era desiderio di viaggiare: null’altro…” (Morte a Venezia – T. Mann)

“Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: Non c’è altro da vedere, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“Far viaggi significa non aver terrore dei luoghi e dei corpi che li consumano, non temere i luoghi e, sopra ogni altra cosa, non temere le persone dentro quei luoghi consumati. Andare spinti dal vento di fiducia. Farsi strada con le pupille nuove.” (Cartongesso – F. Maino)

“Ecco la buona filosofia: tutto è viaggio. E’ viaggio ciò che si vede e ciò che si nasconde, è viaggio ciò che si tocca e ciò che si immagina, è viaggio il fragore delle acque che cadono e questo impercettibile sopore che avviluppa i monti.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“La sola cosa che non cambia mai è una sensazione che precede ogni viaggio: non tornerò uguale a prima. Credo che sia la sensazione più importante, quando ci si mette in viaggio.
In fondo ogni giorno è un viaggio.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Era davvero necessaria una parentesi: vivere un po’ d’imprevisto, alla giornata, respirare l’aria delle grandi distanze, far entrare sangue nuovo in circolazione; solo così avrebbe potuto sopportare l’estate e ricavarne buon frutto. Viaggiare, dunque: d’accordo.” (Morte a Venezia – T. Mann)

“In ogni caso, l’importante è avere presenza di spirito ed essere in buona forma fisica: viaggiare è un’avventura, e per l’avventura bisogna essere ben preparati.” (Harrer – La mia sfida al destino)

“Un viaggio ha due estremi: il punto in cui comincia e il punto dove finisce.” (Che Guevara – Latinoamericana)

“Il viaggiatore non è un turista, è un viaggiatore. C’è una grande differenza. Viaggiare significa scoprire, il resto significa semplicemente trovare.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“Non si è viaggiatori se non si è curiosi. Quel portone socchiuso, il silenzio, il luogo deserto, se non se ne approfittasse sarebbe stupido o male avviato.” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“Ho imparato che il viaggiatore più esperto è quello che va a piedi” (Thoreau – Walden Vita nei boschi)

“Lì abbiamo capito che la nostra vocazione, la vera vocazione, era viaggiare in eterno per le strade e i mari del mondo. Eternamente curiosi, osservando tutto ciò che potesse comparire davanti alla vista. Annusando ogni angolo, ma sempre con discrezione, senza piantare radici in nessuna terra, nè fermandoci a studiare il substrato di qualcosa; la periferia ci bastava.” (Che Guevara – Latinoamericana)

“C’è un incanto che appartiene a tutte le frontiere, e risponde a quella commozione irrazionale, viscerale, che non può non provare, al cospetto di ogni frontiera, chiunque ami davvero la libertà.” (Soldati – Vino al vino)

“Grande è il piacere di chi, in un lungo viaggio, a un certo punto momento può includere un luogo che lui conosce o addirittura quello in cui vive.” (Soldati – Vino al vino)

“Peccato non provare. Ma proprio queste rinunce, queste attese di un ritorno, questi desideri di scoprire ancora, si depositano nell’animo e innamorano di un paese.” (Soldati – Vino al vino)

“Quanto di strano, di attraente, di travolgente e di meraviglioso è nella parola viaggio! E come è bello, esso stesso, il viaggio!” (Gogol – Le anime morte)

“…viaggio anche per me stesso: poichè conoscere il mondo, le vicende turbinose della gente, qualunque cosa se ne possa dire, è come un libro vivente, una seconda scienza” (Gogol – Le anime morte)

“…chè in nessun momento un viaggio si trova così incondizionatamente in nostro dominio, fin nei suoi angoli più sperduti, come quando siamo indaffarati nei preparativi per attuarlo. Una volta che questi siano finiti, resta soltanto il viaggio vero e proprio, ossia in parole povere il procedimento in seguito al quale esso sfugge al nostro possesso.” (Mishima – Confessioni di una maschera)

“Questo è un altro errore che la gente fa viaggiando: si amministra male e si sottopone a mutilazioni con bagagli inutili e macchine fotografiche inutili. Tutto quel che occorre è una macchina per scrivere portatile, un sacchettino con calzini e biancheria intima, un cavatappi e un temperino.”  (Bukowski – Shakespeare non l’ha mai fatto)

“Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare steso e non l’arrivare.” (Terzani – In Asia)

“Un viaggio in treno può essere una cosa terribile, angosciosa o comica; può essere un volo di prova; può essere la prefigurazione di un altro viaggio, come un giorno passato con un amico può essere lungo, dal senso di fretta che si prova al mattino fino alla scoperta che entrambi si ha fame e al pranzo mangiato insieme. Poi viene il pomeriggio, la giornata sbiadisce e muore ma si ravviva nuovamente verso la fine.” (Fitzgerald – Tenera è la notte)

“Da Delhi basta prendere un treno alla sera e all’alba si arriva in un’altra, solita, scoraggiante e grandiosa India. Verso nord c’è l’Himalaya, a ovest il deserto del Rajastan, ad est ci sono le città della geografia divina, a sud l’India classica della pianura. Vivo nel nuovo centro della città costruito ottant’anni fa e lì il tempo è più o meno quello di questo secolo, coi mercati e i beni di consumo del resto del mondo. Mi basta fare un chilometro, arrivare alla tomba di un grande santo del sufismo, per ritrovarmi in un medioevo di suoni, di odori, di sensazioni. Il viaggio è continuo nello spazio e nel tempo e l’India è sempre lì a raccontarti qualcosa, a darti il senso di essere tu parte di una grande storia dinanzi alla quale non si riesce mai a essere indifferenti. Forse è per questo che, per ora, io vivo qui” (Terzani – In Asia)

“Ero un giovane scrittore e volevo andare lontano. Sapevo che a un certo punto di quel viaggio ci sarebbero state ragazze, visioni, tutto; sapevo che a un certo punto di quel viaggio avrei ricevuto la perla.” (Kerouac – Sulla strada)

“L’inizio del nostro viaggio fu misterioso e spruzzato di pioggia. Si capiva che sarebbe stato un’unica grande saga di nebbia. -Iooouuu!- strillò Dean -si parte!- si chino  sul volante e schiacciò l’acceleratore; era di nuovo nel suo elemento, si vedeva benissimo. Eravamo tutti felici, ci rendevamo conto che ci stavamo lasciando alle spalle confusione e assurdità per compiere l’unica e nobile funzione che avevamo a quel tempo, andare. E come andavamo!” (Kerouac – Sulla strada)

“Cos’è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? – è il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l’addio. Ma intanto ci si proietta in avanti verso una nuova folle avventura sotto il cielo.” (Kerouac – Sulla strada)

“..dovevamo ancora andare lontano. Ma che importava, la strada è la vita.” (Kerouac – Sulla strada)

“Aspettando abbiamo scattato qualche foto e poi ci siamo salutati e siamo saliti, e abbiamo fatto anche i saluti dal finestrino mentre il treno partiva. Se ti importa di qualcuno, questo è uno degli avvenimenti più tristi della vita e degli esseri viventi, e il trucco migliore è fingere di essere annoiati, altrimenti può diventare imbarazzante, e poi il treno non si ferma nè inverte il senso di marcia, non là comunque, e quindi è un pò come morire lentamente, per niente bello, è meglio entrare nello scompartimento e sedersi a cercare carte geografiche e sigarette, a controllare che i bagagli non ci cadano in testa, a vedere se i braccioli si possono piegare in modo da potersi allungare, a controllare il passaporto e la stitichezza, poi pensare a come e quando riuscire a conquistarsi il primo drink.” (Bukowski – Shakespeare non l’ha mai fatto)

Frasi sui libri e la lettura

“Le biblioteche sono affascinanti: talora sembra di stare sotto la pensilina di una stazione ferroviari e, a consultare dei libri su terre esotiche, si ha l’impressione di viaggiare verso lidi lontani.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“I libri svegliano!” (Il bell’Antonio – V. Brancati)

“Eppure, anche così, ci sono libri che ronzano in una tonalità diversa da altri; alcuni ti fanno correre persino un saltuario brivido di oblio lungo la schiena, e ti lasciano sognare di essere libera di seguirli ovunque ti chiamino.” (Diari di viaggio in Italia e in Europa – V. Wolff)

“Ho scoperto tardi la magia dei libri. Dei miei tanti errori che vorrei che i miei figli evitassero, questo è quasi in cima alla lista.” (Open – A.Agassi)

“Ti assegnasti un compito difficile e, non furono tanto la mia presenza, il mio incoraggiamento, a salvarti, ma i libri. Diventati il tuo rifugio, ti sostennero.
Potenza dei libri, invenzione meravigliosa dell’astuta intelligenza umana.” (Amica mia – M.Ba)

“Scrivere non è per niente un’arte semplice. Pensare a che cosa scrivere sembra facile; ma il pensiero evapora, scappa di qua e di là.” (Diari di viaggio in Italia e in Europa – V. Wolff)

“Vagava per i corridoi della biblioteca dell’università, in mezzo a migliaia di libri, inalando l’odore stantio del cuoio e della tela delle vecchie pagine, come se fosse un incenso esotico.” (Stoner – J. Williams)

“Io viaggio sempre con dei libri. Il mio è un mestiere che richiede pazienza, lunghe attese: aerei, guide, passaggi di frontiera, la fine di una battaglia… I libri aiutano, i libri sono frammenti della tua vita che ti porti dietro, non tacciono mai, ti parlano sempre. Non hanno fretta, non hanno paura, non ti deludono come troppi compagni di viaggio.” (Il paese del male – D.Quirico)

“Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire.” (Diario di scuola – D. Pennac)

“Quando si legge, la mente è come un’elica di aeroplano, invisibilmente rapida e inconsapevole – uno stato che si raggiunge di rado.” (Diari di viaggio in Italia e in Europa – V. Wolff)

“I libri la proteggono dalla stupidità. Dalla falsa speranza. Dagli uomini bugiardi. La ricoprono di amore, forza e conoscenza. E’ vita che viene da dentro.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Potevo sopravvivere tranquillamente senza televisione, ma non senza libri.” (Il simpatizzante – V.T. Nguyen)

“Un romanzo russo dell’Ottocento e la vodka si accompagnano alla perfezione. Leggere un romanzo mentre si sorseggia un bicchiere di vodka legittima il drink, mentre il drink fa sembrare il romanzo molto più breve di quanto non sia in realtà.” (Il simpatizzante – V.T. Nguyen)

“Perdu sollevò il libro sottile. Max aveva sottolineato delle frasi a matita, annotato domande; aveva letto il libro come ogni libro vorrebbe essere letto.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Leggere: un viaggio senza fine. Un lungo, infinito viaggio, in cui si diventa più miti, amorevoli e umani.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Il sorgere del sole apparteneva a me e papà, quando leggeva per me mentre il mondo tutt’attorno dormiva.” (Una mattina a Jenin – S. Abulhawa)

“Allungai una mano verso una pila di libri e, senza guardare, presi Il profeta di Khalil Gibran.” (Una mattina a Jenin – S. Abulhawa)

“Leggendo, si viene a sapere quasi tutto.” (La caverna – J.Saramago)

“Soddisfo, scrivendo, a un bisogno di sfogo, prepotente.” (Quaderni di Serafino Gubbio operatore – L. Pirandello)

“Anche il libro è una cosa, lo si può mettere su un tavolo e guardarlo soltanto, magari per tener su un tavolino zoppo lo si può usare o per sbatterlo in testa a qualcuno: ma se lo apri e leggi diventa un mondo; e perché ogni cosa non si dovrebbe aprire e leggere ed essere un mondo?” (Gli zii di Sicilia – L. Sciascia)

“Credeva ai libri con la fede di una religione, trovava più realtà tra le righe che per le strade, o forse aveva paura di toccare la realtà direttamente, senza lo scudo di un libro.” (Cose che nessuno sa – A. D’Avenia)

“E’ una falsità, pensò Perdu quando nonna, mamma e figlia l’ebbero salutato, che i librai si occupino di libri.
Si occupano delle persone.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Ovviamente i libri non sono solo dottori. Ci sono romanzi che sono ottimi compagni di vita. Altri sono come ceffoni. Altri ancora come un’amica che ti avvolge in una vestaglia calda quando l’autunno ti fa sentire malinconico. E alcuni… sì, alcuni sono come zucchero filato rosa, solleticano il cervello per tre secondi, lasciando dietro di sé un gioioso vuoto. Come un’avventura erotica.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Passò le dita sulle costole dei libri. Nella condizione di vulnerabilità in cui si trovava, anche i titoli più semplici lo facevano sussultare, come malevole grida: Lo straniero, La volte, Lo schiavo; e La peste di Camus, il suo libro preferito.” (Il sorriso dell’agnello – D. Grossman)

“Fortunatamente ci sono i libri. Possiamo dimenticarli su uno scaffale o in un baule, lasciarli in preda alla polvere e ai tarli, abbandonarli nel buio delle cantine, possiamo non posarvi lo sguardo sopra nè taroccarli per anni e anni, ma a loro non importa, aspettano tranquillamente, chiusi su se stessi perchè nulla di ciò che contengono si perda…” (La caverna – J.Saramago)

“Ah! Vedete come turbano il cervello – i libri! – i libri!” (La lettera scarlatta – N. Hawthorne)

“Atticus prendeva molti piccioni con una fava quando leggeva ai suoi figli, e forse avrebbe notevolmente sgomentato uno psicologo dell’età evolutiva: leggeva a Jem e Jean Louise tutto ciò su cui gli capitava di posare lo sguardo, e i bambini, crescendo, si impossessarono di un’oscura erudizione.” (Và, metti una sentinella – H. Lee)

“Con gli anni ho imparato che i libri vanno riletti, la prima volta non ti dicono tutto di sè…” (Il paese del male – D.Quirico)

“Scrivere fu una delle cause della mia salvezza: la disciplina e l’astrazione necessarie a tramutare la vita in parole scritte, ogni giorno, mi aiutarono a sopportare la vergogna e la sua parente stretta, la disperazione.” (Shantaram – G. Roberts)

“Me ne restavo nell’angolo più in ombra col mio tascabile e, con una matita rossa, sottolineavo le frasi che mi colpivano di più.” (Il cardellino – D.Tartt)

“Leggevo moltissimo. Il Werther di Goethe e il Wether dello scrittore della Germania orientale Plendzdorf. Herman Hesse e soprattutto Erich Fromm. Il libro di Fromm L’arte di amare diventò la mia Bibbia. Imparai a memoria pagine intere. Semplicemente per il fatto che sentivo il bisogno di rileggerle continuamente. Ricopiai anche dei passaggi del libro e li appesi sul mio letto.” (Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino – Christiane F.)

“Ci prestavamo dei libri. Li leggevamo assieme, ma non ad alta voce: sapevamo troppo bene che le parole rompono sempre qualche cosa.” (Alexis – M.Yourcenar)

“La vita meno solitaria, e la lettura dei libri, m’insegnarono quale differenza esista tra le convenzioni esteriori e la morale intima.” (Alexis – M.Yourcenar)

“Non desidero possedere nulla. No. A pensarci bene, sono avido solo di libri. Voglio possederne tanti. Credo che potrei commettere un delitto per procurarmi un libro.” (Giuliano – G. Vidal)

“Aprire il giornale, sentire il fruscio intrigante della carta e respirare a pieni polmoni l’odore di petrolio che ne sprigionava, tuffandosi con avida curiosità nella lettura degli articoli, gli procuravano un piacere intenso quasi fisico.” (L’avvocato sanspapiers – E.Tinaglia)

“Ma i libri non contengono la vita; non ne contengono che la cenere; è, immagino, ciò che si chiama l’esperienza umana.” (Alexis – M.Yourcenar)

“E’ meraviglioso che i libri attraversino i mondi e i secoli, che sconfiggano l’ignoranza e, infine, perfino il tempo crudele.” (Giuliano – G. Vidal)

“Bruciare un libro è virtualmente impossibile. I libri sono come i mattoni, duri da bruciare.” (Capire il potere – N. Chomski)

“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro.” (Il buio oltre la siepe – H. Lee)

“Nel dubbio, vai in biblioteca.” (Harry Potter e la camera dei segreti – H.J. Rowling)

“Dopo essersi separato da Komatsu, Tengo entrò nella libreria Kinokuniya, acquistò alcuni libri, quindi andò in un bar lì accanto e, bevendo una birra, si mise a leggere. Fra i tanti modi di spendere il tempo era quello che lo rilassava di più: comprare un libro appena uscito, sedersi in qualche locale e, con un bicchiere in mano, sfogliare le pagine.” (1Q84 – Murakami)

“La maggior parte delle persone è incapace di giudicare il valore dei libri. Però nessuno vuole rimanere fuori dalla corrente che muove il mondo. Quindi se un libro vince il premio la gente lo compra e se lo legge.” (1Q84 – Murakami)

“Il tempo per leggere non basta mai.” (Più lontano ancora – J. Franzen)

“Leggere è la mia ricompensa alla fine della giornata.” (Wild – C. Strayed)

“Nella mia esistenza normale, pre-PCT, avevo amato i libri, ma sul sentiero avevano assunto un significato ancora più importante. Erano il mondo in cui potevo perdermi quando quello in cui stavo davvero diventava troppo solitario, duro o difficile da reggere.” (Wild – C. Strayed)

“Non più una schiena incavata, piuttosto: la schiena di un lettore. Solo i miopi tengono gli occhi così vicini ai caratteri stampati e scritti. Sete di sapere. Atmosfera da sala di lettura. Il dotto. Non disturbare chi legge! Sapere è potere.” (Anni di cani – G. Grass)

“In ogni libro che leggeva provava a cercare la frase unica, perlacea, che aveva mosso lo scrittore a intraprendere quel suo viaggio di centinaia di pagine. Il morso di quella verità nella sua carne.Nella maggior parte dei libri quella frase non c’era affatto. Nei libri geniali se ne trovavano a volte due e anche tre. Bruno le copiava nel suo quaderno…” (Vedi alla voce: amore – D. Grossman)

“Ed ecco, dopo venti pagine avevo già dimenticato l’occasione e Ayalah, e ora leggevo il libro per se stesso. lo leggevo come si legge una lettera giunta a noi fortunosamente; come una frammentaria comunicazione pervenutaci da un fratello che avevamo pianto per morto per lunghi anni. Era il primo libro in vita mia che, quando ebbi finito di leggerlo, cominciai subito a rileggere, dalle prime pagine.” (Vedi alla voce: amore – D. Grossman)

“E io nei libri posso dimenticare tutto.” (Il mago di Lublino – I.B.Singer)

“Anche i cattivi libri sono libri, e perciò sacri.” (Il tamburo di latta – G. Grass)

“Scrivere è dimenticare. La letteratura è il modo più piacevole di ignorare la vita.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Tu scopri che il mondo deve essere pieno di cose meravigliose e per conoscerle tutte, visto che la vita non ti basterà a percorrere tutta la terra, non rimane che leggere tutti i libri.” (Eco – Baudolino)

“Pertanto, un libro che amiamo è soprattutto un libro di cui amiamo l’autore, che abbiamo voglia di ritrovare, con il quale abbiamo voglia di passare le nostre giornate.” (Sottomissione – M. Houellebecq)

“I libri sono la ricchezza del mondo tesaurizzata, e l’adatta eredità di generazioni e di nazioni. I libri, i più vecchi e i migliori, stanno con tutta naturalezza e con pieno diritto negli scaffali di ogni capanna.” (Thoreau – Walden vita nei boschi)

“Per quanti uomini la lettura di un libro è stata l’inizio di una nuova era nella loro vita!” (Thoreau – Walden vita nei boschi)

“incominciavo a leggere, a leggere troppo. Mi stavo volgendo interiormente, chiudendomi su me stesso, come si chiudono i fiori nella notte.” (Miller – Sexus)

“Gesù, Giuseppe…!
Lo disse forte, mentre le parole si spandevano in una stanza colma d’aria fredda e di libri. Libri dovunque! Ogni parete era coperta di scaffalature sovraccariche, e tuttavia intatte: quasi impossibile scorgere la tappezzeria. C’era ogni sorta di stili e di forme di scritte sui dorsi di libri neri, rossi, grigi, di tutti i colori. Era una delle cose più belle che Liesel Meminger avesse mai visto.” (Storia di una ladra di libri – M. Zusak)

“Ho odiato le parole e le ho amate, e spero che siano tutte giuste.” (Storia di una ladra di libri – M. Zusak)

“Analizzare i romanzi voleva dire strappargli fuori l’anima, e mi distruggeva il piacere di leggerli. Non potevo accettare di venire addestrato a pensare in quel modo. Potevo mantenere la mia passione per la letteratura soltanto rifiutandomi di studiarla.” (Welsh – Skag boys)

“Scrivere è il mio rifugio: senza, la mia vita qua dentro sarebbe insopportabile.” (Welsh – Skag boys)

“Non posso mangiare senza leggere, devo sempre avere un libro aperto davanti.” (Ebano – R. Kapuscinski)

“Adesso il libro le sembrava inutile. La vita reale non si poteva ridurre alla parola scritta, e le parole che ci si scambiava con gli altri sembravano solo una recita per distrarsi. Abbassò il libro e lasciò cadere lo sguardo sopra il fiume immobile, nero. Quella era la vita reale, quando si è soli con i propri pensieri, perduti nel ricordo.” (Welsh – Skag boys)

“I libri erano per Roy ciò che è lo yoga per colui che seriamente cerca la verità: lo aiutavano a unirsi a Dio.” (Miller – Sexus)

“Scrivere romanzi è un po’ la stessa cosa. Puoi raccogliere tutte le ossa che vuoi, costruire la porta più splendida del mondo, ma ciò non basta a produrre un romanzo che sia vivo. Una storia, in un certo senso, non appartiene a questo mondo. Per creare una vera storia è necessario un battesimo magico, che riesca a mettere in contatto questo mondo con quell’altro.” (Murakami – La ragazza dello Sputnik)

“Scrivere, meditai, deve essere un atto privo di volontà. la parola, come una corrente profonda dell’oceano, deve emergere alla superficie per un proprio impulso.” (Miller – Sexus)

“Il più bell’aspetto dello scrivere non consiste nella fatica materiale di accostare parola a parola, di porre mattone su mattone, ma nei preliminari, nel lavoro preparatorio, che si svolge in silenzio, in ogni circostanza, tanto nel sogno quanto nello stato di veglia. in breve, nel periodo di gestazione.” (Miller – Sexus)

“C’è sempre un momento in cui una storia va raccontata, ho insistito. Altrimenti per tutta la vita si resta prigionieri di un segreto.” (Murakami – La ragazza dello Sputnik)

“Amavo svisceratamente i libri, ma non credevo di avere sufficiente talento nella scrittura da poter aspirare a diventare un romanziere, e i miei gusti letterari erano troppo dettati dalla passione per poter fare il critico o il redattore in una casa editrice. I romanzi erano per me una gioia privata, che dovevo coltivare in uno spazio separato da quello dello studio e del lavoro.” (Murakami – La ragazza dello Sputnik)

“Perciò quando vi chiedo di scrivere più libri vi sto incitando a fare qualcosa che contribuirà al vostro bene e al bene del mondo intero.” (Woolf – Una stanza tutta per sé)

“Una donna, se vuole scrivere romanzi, deve avere soldi e una stanza per sé, una stanza propria.” (Woolf – Una stanza tutta per sé)

“Il vero luogo natìo è quello dove per la prima volta si è posato uno sguardo consapevole su se stessi: la mia prima patria sono i libri” (Yorcenaur – Memorie di Adriano)

“Il libro si adatta alla mano, si adatta all’individuo. Il modo in cui tieni in mano un libro e giri le pagine, mani e occhi, i movimenti meccanici per rastrellare la ghiaia su una calda strada di campagna, i segni sulla pagina, e come una pagina è uguale alla successiva eppure completamente diversa, le vite nei libri, le colline che diventano verdi, vecchie colline ondulate che ti facevano sentire che stavi diventando un altro.” (Don DeLillo – Underworld)

“Ho cominciato la mia vita come senza dubbio la terminerò: tra i libri. Nell’ufficio di mio nonno ce n’era dappertutto; era fatto divieto di spolverarli, tranne una volta all’anno, prima della riapertura delle scuole. Non sapevo ancora leggere, ma già le riverivo queste pietre fitte: ritte o inclinate, strette come mattoni sui ripiani della libreria o nobilmente spaziate in viali di menhir, io sentivo che la prosperità dela nostra famiglia dipendeva da esse.” (Sartre – Le parole)

“Leggere, come io l’intendo, vuol dire profondamente pensare; pensare, vuol dire starsi e starsi, vuol dir sopportare.” (Alfieri – Del principe e delle lettere)

“La libreria è un luogo d’accoglienza per visitatori di ogni tipo” (Buttafuoco – Fuochi)

“Nella lettura c’è qualcosa d’irrazionale. Prima ancora d’aver letto, s’indovina subito se un libro ci piacerà o no. Si fiuta, si annusa il volume, ci si domanda se vale la pena passare del tempo in sua compagnia. E’ l’alchimia invisibile dei segni tracciati su un foglio che s’imprimono nel nostro cervello. Un libro è un essere vivente.” (Guenassia – Il club degli incorreggibili ottimisti)

“Tutta la notte prima avevo sognato di libri – l’anima mia esulta nel toccare le morbide pagine spesse lise dall’avidità di leggere” (Kerouac – Il Dottor Sax)

“Mi faceva orrore perdere tempo. La sola cosa che mi sembrava utile era leggere. In casa nostra nessuno leggeva nel vero senso della parola. Mia madre ci metteva un anno a finire il Libro dell’anno, cosa che le permetteva di parlarne e passare per una grande lettrice. Mio padre  non leggeva e se ne vantava.” (Guenassia – Il club degli incorreggibili ottimisti)

“…ma non sarai mai felice come sei ora nella tua ovattata innocente immortale notte divoratrice di libri dell’infanzia.” (Kerouac – Il Dottor Sax)

“E qualcos’altro lo elevava: teneva sul tavolo un libro aperto. In quel bar nessuno aveva mai aperto un libro sul tavolo. Un libro era per Tereza il segno di riconoscimento di una fratellanza segreta. Contro il mondo della volgarità che la circondava, essa aveva infatti un’unica difesa: i libri che prendeva in prestito alla biblioteca comunale…” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Il sonno fa bene, i libri fanno ancora meglio.” (Martin – Il regno dei lupi)

“L’uomo che si nutre di libri è certamente una persona di livello superiore e la lettura, così come la frequentazione delle librerie, diventerà nel tempo prerogativa di una schiatta superiore.” (Buttafuoco – Fuochi)

“Come arma mio fratello ha la spada e re Robert la mazza da combattimento. Io ho la mente, e per continuare a essere un’arma valida, la mente ha bisogno dei libri quanto una spada ha bisogno della pietra per affilarla.” (Martin – Il trono di spade)

“Fu li che cominciai a dividere i libri in due categorie: quelli per il giorno e quelli per la notte. Sul serio, ci sono libri per il giorno e libri che si possono leggere solo di notte.” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“E’ brutto essere vecchi, sospirò sistemandosi sui cuscini. Ed è ancora più brutto essere ciechi. Mi manca il sole, e mi mancano i libri. Quelli più di ogni altra cosa.” (Martin – Il portale delle tenebre)

“Il linguaggio parlato è per sua natura sciatto e impreciso. Non dà tempo di riflettere, di usar le parole con eleganza e raziocinio, induce a giudizi avventati e non fa compagnia perchè richiede la presenza degli altri. Il linguaggio scritto, al contrario, dà tempo di riflettere e di scegliere le parole. Facilita l’esercizio della logica, costringe a giudizi ponderati, e fa compagnia perchè lo si esercita in solitudine. Specialmente quando si scrive, la solitudine è una gran compagnia.” (O. Fallaci – Insciallah)

“Leggere bene – e cioè leggere libri veri – è un nobile esercizio che occuperà il lettore più di qualunque altro esaltato dalla moda del giorno… I libri bisogna leggerli con la prudenza e la riservatezza con cui furono scritti, poiché c’è un salto considerevole tra la lingua parlata e la lingua scritta, tra lingua udita e lingua letta: normalmente, la prima è transitoria, un suono, un linguaggio, un semplice dialetto quasi animale, che impariamo come bruti, incoscientemente, succhiando il latte materno: la seconda è la maturità e l’esperienza della precedente.” (Thoreau – Walden vita nei boschi)

“Hamilton mi mutò profondamente, come solo può fare un libro raro, o un’esperienza rara o una personalità rara.” (Miller – Tropico del capricorno)

“Il suo fervore per la parola scritta era una mescolanza di rispetto solenne e di irriverenza pettegola.” (Marquez – Cent’anni di soliudine)

“Dovete studiare e imparare per farvi un’opinione vostra sulla storia e su tutto, se la mente è vuota le opinioni uno non se le può fare. Riempitevi la mente, riempitevi la mente. La mente è il vostro tesoro e nessuno al mondo può ficcarci il naso.” (Mc Court – Le ceneri di Angela)

“Penso proprio che Internet abbia ancora molta strada da fare prima di riuscire a prendere il posto delle botteghe di libri usati.” (Bellamy – Guerra assoluta)

“che libro di sane lettere non vi può essere, il quale (per qualunque mezzo vi arrivi) non abbia però sempre per fine principalissimo ed unico, l’insegnar la virtù.” (Alfieri – Del principe e delle lettere)

“Ma tornando al mio tema, che è di provare la differenza che passa tra l’arti e le lettere, dico, e sempre dirò; che un ottimo quadro non volta però mai il foglio.” (Alfieri – Del principe e delle lettere)

“I posteri giudicano il valore del libro dallo schietto utile che ne traggono; cioè dal vero che vi si contiene, e che solo può esser fonte dell’utile: e giudicano in oltre il valore dell’uomo dal libro: ma nè l’uno mè l’altro mai, dalle loro circostanze.” (Alfieri – Del principe e delle lettere)

“In omnibus requiem quaesivi, et nusquam inveni nisi in angulo cum libro” (Eco – Il nome della rosa)

“Quando vado a trovare gli amici della mia infanzia, a Tor Pignattara, vedo nelle loro case un agio, un affollarsi di gadget e di elettrodomestici e mai, proprio mai, un libro.” (Buttafuoco – Fuochi)

“Noi viviamo per i libri. Dolce missione in questo mondo dominato dal disordine e dalla decadenza.” (Eco – Il nome della rosa)

“ricordo che i suoi libri erano
come cibo per me
quando non avevo cibo.” (Bukowski – Shakespeare non l’ha mai fatto)

“Lo scrittore è una spugna che assorbe la vita per risputarla sotto forma di idee, è una mucca eternamente incinta che partorisce vitelli sotto forma di idee,  è un rabdomante che trova l’acqua in qualunque deserto e la fa zampillare sotto forma di idee: è un mago Merlino, un veggente, un profeta. Perchè vede cose che gli altri non vedono, sente cose che gli altri non sentono, immagina e anticipa cose che gli altri non possono nè immaginare nè anticipare… E non solo le vede, le sente, le immagina, le anticipa: le trasmette. Da vivo e da morto.”(O. Fallaci – Insciallah)

“Non ho mai razzolato per terra, non sono mai andato a caccia di nidi, non ho erborizzato nè tirato sassi agli uccelli. Ma i libri sono stai i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.” (Sartre – Le parole)

“Ho letto un libro che mi ha sconvolta. Ignorare è una bella cosa! Non lo avevo mai capito prima d’ora” (Capuana – Novelle)

“I got up and walked down to the library. I went inside found a book and sat down at a table. I began to read the book. the meaning was too deep for me then. so i put it back on the shelf walked back outside and waited.” (Bukowski – e cosi vorresti fare lo scrittore)

“Sul pavimento, c’erano tre tappetini orientali di marca nazionale, molto consunti. il resto, senza troppa esagerazione, erano tutti libri: libri messi-li-da-leggere, libri messi-da-parte-definitivamente, libri di-cui-non-si-sapeva-che-fare, ma libri, libri, libri. tre delle pareti della stanza erano coperte di scaffali alti, stipati e addirittura straripanti, e il sovrappiù era stato raccolto in pile sul pavimento.” (Salinger – Franny e Zooey)

“Quando si legge troppo in fretta o troppo adagio non si comprende nulla.” (Pascal – Della necessità della scommessa)

“I libri brutti sono come le donne brutte: non ci si può mica cavarne fuori molto.” (Bukowski – Compagno di sbronze)

“Una libreria che muore è un presidio sociale che se ne va” (Buttafuoco – Fuochi)

“In tutte le città setacciavo le biblioteche. Un libro dopo l’altro. Pochi mi dicevano qualcosa. Per lo più erano come polvere nella mia bocca sabbia nella mia mente. nessuno aveva niente a che vedere con me o con quel che provavo: dove mi trovavo – in nessun posto – che cosa facevo – niente – e che cosa volevo – sempre niente. I libri del passato servivano soltanto a ingigantire il mistero di avere un nome e un corpo, di camminare, parlare, fare le cose. Nessuno sembrava corrispondere alla mia particolare pazzia.” (Bukowski – Confessioni di un codardo)

“Scrivere è arricchire di una perla la collana delle muse, lasciare alla posterità il ricordo di una vita esemplare, difendere il popolo contro se stesso e contro i suoi nemici, attirare sugli uomini con una Messa solenne la benedizione del cielo. Non mi venne in mente che si potesse scrivere per essere letti.” (Sartre – Le parole)

“Le parole vengono raccolte dagli occhi come grappoli di una vigna sospesa, vengono spremuti dal pensiero che gira come una ruota di mulino e poi, in forma liquida si spargono e scorrono felici per le vene. E’ questa la divina vendemmia della letteratura? Trepidare con personaggi che corrono tra le pagine, bere il succo del pensiero altrui, provare l’ebrezza rimandata di un piacere che appartiene ad altri. Esaltare i propri sensi attraverso lo spettacolo sempre ripetuto dell’amore in rappresentazione, non è amore anche questo? Che importanza ha che quest’amore non sia mai stato vissuto faccia a faccia direttamente? assistere agli abbracci di corpi estranei, ma quanto vicini e noti per via di lettura, non è come viverlo quell’abbraccio, con un privilegio in più, di rimanere padroni di sè?” (Maraini – La lunga vita di Marianna Ucrìa)

“Uscire da un libro è come uscire dal meglio di sè. Passare dagli archi soffici e ariosi della mente alle goffagini di un corpo accattone sempre in cerca di qualcosa è comunque una resa. “ (Maraini – La lunga vita di Marianna Ucrìa)

“La lettura e lo studio sono l’eterno nutrimento del pensier, il fondamento del suo incessante sviluppo!” (Goncarov – Oblomov)

“I compagni spirituali della gioventù sono gli amici e i libri. Gli amici hanno corpi in carne e ossa e mutano di continuo. Gli entusiasmi che ardono in una fase si raffreddano in quella successiva, cedendo ad altri ardori e ad altri amici. In certo senso, ciò vale anche per i libri. Può darsi che un libro, che ci esaltò da ragazzi, riletto anni dopo perda tutto il suo fascino e risulti soltanto il cadavere del libro che ricordavamo. Ma la grossa differenza tra gli amici e i libri, è che gli amici cambiano, i libri no. Anche quando sta a raccogliere polvere, negletto, in un canto della scansia, un libro conserva accanitamente il suo carattere e la sua filososfia. può solo cambiare il nostro atteggiamento verso di esso, se lo accettiamo o lo rifiutiamo, se lo leggiamo o no, e questo è tutto” (Mishima – La via del samurai)

“La parola scritta m’ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m’hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri” (Yorcenaur – Memorie di Adriano)

“Mi piace troppo leggere libri per darmi la pena di scriverne” (Wilde – Il ritratto di Dorian Gray)

“Leggi sempre libri di provata autorevolezza e se talvolta ti è venuta voglia di passare ad altri per distrarti, torna poi a quelli di prima” (Seneca – lettere morali a Lucilio)

“Nei libri ho incontrato l’universo: assimilato, classificato, etichettato, pensato, temibile anche; e ho confuso il disordine delle mie esperienze libresche con il corso casuale degli avvenimenti reali.” (Sartre – Le parole)

“I nostri ospiti si congedavano, io rimanevo solo, evadevo da quel banale cimitero, andavo a riscoprirvi il pensiero, inumano, inquieto, le cui pompe e le cui tenebre erano oltre le mie capacità di comprendere, il pensiero che saltava da un’idea all’altra, così veloce che mollavo la presa, cento volte a pagina, e lo lasciavo andar via, stordito, perduto.” (Sartre – Le parole)

“Un libro può essere pericoloso quanto una spada, nelle mani giuste” (G. Martin – I guerrieri del ghiaccio)

“Avevo trovato la mia religione: nulla mi parve più importante di un libro. La libreria, vi vedevo un tempio.” (Sartre – Le parole)

“Chi legge vive mille vite prima di morire, chi non legge mai ne vive solo una” (G. Martin – I fuochi di Valirya)

“E’ la mia abitudine, e poi è il mio mestiere. Per molto tempo ho preso la penna per una spada: ora conosco la nostra impotenza. Non m’importa: faccio, farò dei libri; ce n’è bisogno; e serve, malgrado tutto. La cultura non salva niente nè nessuno, non giustifica. Ma è un prodotto dell’uomo: egli vi si proietta, vi si riconosce; questo specchio critico è il solo ad offrirgli la sua immagine.” (Sartre – Le parole)

“Vi sono due tipi di malnutrizione, Bilal: quella del corpo cioè quella che viene a non mangiare, e quella dell’anima cioè quella che viene a non sapere. E siccome entrambe impediscono di crescere, oltre a mangiare bisogna sapere. Hai mai letto un libro, Bilal?” (O. Fallaci – Insciallah)

Frasi sulla vita e la morte

“La vita, eh? che miseria…” (L’esclusa – L. Pirandello)

“Ah questa vita preziosa che fugge, mite pomeriggio che domani non sarai lo stesso, che non sarai, soprattutto, quello che sei adesso!” (Viaggio in Portogallo – J. Saramago)

“E proprio durante una di queste messe, a Candido avvenne di scoprire, un pensiero dietro l’altro, che la morte è terribile non per il non esserci più ma, al contrario, per l’esserci ancora e in balìa dei mutevoli ricordi, dei mutevoli sentimenti, dei mutevoli pensieri di coloro che restavano…” (Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia – L. Sciascia)

“Non c’è mica solo la felicità nella vita, c’è la vita.” (Signor Malaussene – D. Pennac)

“La vita non si spiega; si vive.” (Quaderni di Serafino Gubbio operatore – L. Pirandello)

“Una cosa che ho imparato in ventinove anni di tennis: la vita ti getta tra i piedi qualsiasi cosa, tranne forse il lavello della cucina, e alla fine anche quello. Sta a te evitare gli ostacoli.” (Open – A. Agassi)

“E’ nato. Ha cominciato a vivere, ha cominciato a morire.” (Calende greche – G. Bufalino)

“A vita è nu filu, dice sempre nonna Teresa, nella lingua carnale della sua terra.
E a quattordici anni sei un funambolo a piedi nudi sul tuo filo e l’equilibrio è un miracolo.” (Cose che nessuno sa – A. D’Avenia)

“L’avevo dimenticato: è nei corridoi degli ospedali che capiamo cos’è la vita.” (Open – A. Agassi)

“La vita è così: nasce in silenzio, in un nascondiglio, e pian piano si ingrossa nel suo trascorrere e canta proprio dove incontra un ostacolo.” (Cose che nessuno sa – A. D’Avenia)

“Vivere non è respirare, è agire, è fare uso dei nostri organi, dei nostri sensi, delle nostre facoltà, di tutte le parti di noi stessi che ci danno il sentimento della nostra esistenza.” (Emilio – Rousseau)

“La vita è deliziosa, mio caro, tutto dipende dalla lente attraverso la quale la si guarda.” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“La morte, passaggio obbligato tra due mondi opposti, uno tumultuoso, l’altro immobile.” (Amica mia – M.Ba)

“O la nostra vita è ormai tutto ciò che è stato scritto?…Crediamo di vivere, di essere veri, e non siamo che la proiezione, l’ombra delle cose già scritte.” (Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia – L. Sciascia)

“Sono infiniti e diversi i modi di trascorrere la vita…non voglio dimenticarlo mai” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Com’è caldo e buono, pensai, questo minuto di gioventù. Come voglio sorseggiarlo adagio. Com’è calda e buona, la vita.” (Argo il cieco – G. Bufalino)

“Mangerà, berrà, fumerà, penserà, amerà, e poi deciderà di mangiare meglio, di bere meno, di non fumare più, di evitare le idee, di mettere da parte il sentimento. Diventerà realista. Darà consigli ai figli. Ci crederà un pò, giusto per loro. E poi non ci crederà più. Ascolterà solo più le proprie tubature, sorveglierà i bulloni, moltiplicherà gli spurghi…senza contarci troppo…” (La prosivendola – D.Pennac)

“La vita è una lunga agonia dopo la morte dell’amore.” (La prosivendola – D.Pennac)

“Quando la vita è appesa a un filo, è incredibile il prezzo del filo!” (La prosivendola – D.Pennac)

“La vita non è un romanzo, lo so… lo so. Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile.” (La prosivendola – D.Pennac)

“Ho vinto molte battaglie eppure sono un fallito. Viene un momento in cui qualcosa si spezza dentro, e non si ha più energia né volontà. Dicono che bisogna vivere, ma vivere è un problema che alla lunga conduce al suicidio.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“La vita è un eterno compromesso.” (Amica mia – M.Ba)

“La vita è un incontro di tennis tra estremi polarmente opposti. Vincere e perdere, amare e odiare, aperto e chiuso. E’ utile riconoscere presto questo fatto penoso. Quindi riconoscete gli estremi contrapposti in voi e se non riuscite ad accettarli o a riconciliarvi con essi, almeno ammetteteli e tirate avanti. L’unica cosa che non potete farli è ignorarli.” (Open – A. Agassi)

“Perché la vita si oppone a tutti i miei progetti? Perché la vita mi ostacola?” (Il paradiso degli orchi – D. Pennac)

“La vita non fa domande, Igor, e il suicidio non è una risposta.” (Signori bambini – D. Pennac)

“Morire significa seppellire tutti in una volta sola.” (Signori bambini – D. Pennac)

“E posso confermare una verità sulla morte, e cioè che non c’è niente da dire; tutto quello che si dice di lei la precede. A meno che uno non viva nella menzogna, bisogna ammettere che si scompare. E’ quel che è successo a me.” (Signori bambini – D. Pennac)

“La vita è davanti, non dietro di te.” (Amica mia – M.Ba)

“La vita è così, è piena di parole che non valgono la pena, oppure la valevano e non la valgono più, ognuna di quelle che pronunceremo toglierà il posto a un’altra più meritevole, che lo sarebbe non tanto di per sé quanto per le conseguenze di averla detta.” (La caverna – J.Saramago)

“Della morte possiamo parlarne fintanto che siamo vivi, non certo dopo.” (La caverna – J.Saramago)

“Se è difficile vivere, è ancora più difficile spiegare la propria vita.” (Alexis – M.Yourcenar)

“Accumulare bei ricordi, non è forse la sola cosa che possiamo fare nella vita?” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“E’ la vigilia che noi portiamo a ogni giorno che viviamo, la vita è un caricare e trasportare vigilie come chi trasporta carichi di pietre, quando non ce la facciamo più con il carico il trasporto è finito, l’ultimo giorno è l’unico che non si può chiamare vigilia…” (La caverna – J.Saramago)

“Mi abituai. Ci si abitua facilmente. C’è un godimento nel sapere che si è poveri, che si è soli e che nessuno pensa a noi. Ciò semplifica la vita.” (Alexis – M.Yourcenar)

“Capisca soltanto che la vita talvolta ha delle necessità crudeli per il cuore, ma alle quali bisogna sottomettersi.” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“…Con la grande differenza che il lavoro che si fa sognando non ha mai lasciato nulla di fatto, disse Marta, Proprio come nella vita sveglia, lavori, lavori e lavori, e un giorno esci fuori da quel sogno o da quell’incubo e ti dicono che quello che hai fatto non è servito a niente…” (La caverna – J.Saramago)

“La vita non disillude, la vita ha una sola parola e la mantiene. Gli uomini, solo gli uomini deludono.” (Il paese del male – D.Quirico)

“Si ricordò di quella volta che spalancò la finestra della sua stanza da letto, guardò i cespugli scuri giù in giardino e urlò: E’ questa la vita?” (Gli anni – V. Woolf)

“Amica mia, a torto noi crediamo che la vita ci trasformi: essa ci consuma, e in noi consuma quel che vi era di acquisito.” (Alexis – M.Yourcenar)

“La vita, Monique, è molto più complessa di tutte le possibili definizioni; ogni immagine semplificata rischia sempre di essere volgare.” (Alexis – M.Yourcenar)

“Bisogna aver fatto male prima di nascere, o voler gioire di una grande felicità dopo la morte, perchè Dio permetta che questa vita abbia tutte le torture dell’espiazione e tutti i dolori della prova.” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“La vita è qualcosa di più della poesia; è qualcosa di più della fisiologia e persino della morale, in cui ho creduto per molto tempo. E’ tutto ciò e molto di più ancora: è la vita. E’ il solo nostro bene e la sola nostra maledizione.” (Alexis – M.Yourcenar)

“Perchè la vita è così. Procediamo a piccoli passi. Rialziamo la testa e torniamo ad affrontare il volto feroce e sorridente del mondo. Pensiamo. Agiamo. Sentiamo. Diamo il nostro piccolo contributo alle maree del bene e del male che inondano e prosciugano la terra. Trasciniamo le croci ammantate d’ombra nella speranza di una nuova notte. Lanciamo i nostri cuori coraggiosi nelle promesse di un nuovo giorno. Con amore: l’appassionata ricerca di una verità diversa dalla nostra. Con struggimento: il puro, ineffabile anelito di essere salvati. Poiché fino a quando il destino ce lo consente, continuiamo a vivere. Che Dio ci aiuti. Che Dio ci perdoni. Continuiamo a vivere.” (Shantaram – G. Roberts)

“Non è forse questa la vita? La felicità in mezzo a qualsiasi sofferenza, come una benedizione che ci viene dal mondo intorno.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Questa è la vita: ti pone di fronte a decisioni difficili e valori in conflitto tra di loro.” (Capire il potere – N. Chomski)

“Avevano una spiegazione, la stessa, per ogni cosa:
E’ la vita.” (Ragazzi di zinco – S. Aleksievic)

“Perchè la realtà fondamentale della vita è che siamo vivi per un pò, ma prima o poi moriremo.” (Più lontano ancora – J. Franzen)

“Voglio assolutamente continuare a sentire che un giorno morirò. Altrimenti non mi accorgo che vivo. Per questo è così la mia vita.” (B. Yoshimoto)

“Con tutta me stessa avrei voluto fermarmi: smettere di camminare, smettere di vivere. il pensiero che ci sarebbe stato un domani, e poi un dopodomani, e poi una settimana, non mi era mai sembra tanto insopportabile.” (Kitchen – B. Yoshimoto)

“La persuasione che la vita ha uno scopo è radicata in ogni figura di uomo, è una proprietà della sostanza umana.” (Se questo è un uomo – P. Levi)

“Non siamo venuti al mondo perché dentro di noi brucia la fiamma di una passione? Per fare fino in fondo le cose per cui siamo portati?” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Non siamo nati per lavorare incessantemente, carichi di rabbia, senza fermarci mai, con la sensazione che ci manchi qualcosa, come se avessimo buttato via la nostra vita, mentre ci affrettiamo verso la morte in preda a un senso di inadeguatezza.”  (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Lo dimentichiamo sempre e poi lo ricordiamo di nuovo, ancora e ancora una volta, che questa cazzo di vita fa sempre, ininterrottamente, ottusamente, sempre lo stesso giochetto del cazzo. Ti dà un pò di gioia e subito dopo te la toglie. Anche stanotte è così.” (Hanno tutti ragione – P. Sorrentino)

“Chi l’ha inventata la vita? Un sadico. Fatto di coca tagliata malissimo.” (Hanno tutti ragione – P. Sorrentino)

“E’ come la vita, figliola mia, comincia non si sa perchè e finisce non si sa perchè” (Saggio sulla lucidità – J. Saramago)

“Morire è sempre stata questione di tempo” (Cecità – J. Saramago)

“Che cos’è la vita, del resto? Una danza sulla tomba.” (Gimpel l’idiota – J.B. Singer)

“Hai mai pensato alla vita come a una metafora della televisione?” (Invisible Monster – C.Palahniuk)

“La morte era una scopa che spazzava via tutto il male, tutte le follie, tutte le sozzure.” (Il mago di Lublino – I.B.Singer)

“La gioia della vita nasce dal sentimento che sia gaudio che cordoglio sono di breve durata, e guai a sapere che godremo di una eterna beatitudine.” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“Sono entrato nella vita sapendo che la legge è di uscirne. Come aveva detto Saint-Savin, si impersona la propria parte, chi più a lungo, chi più in fretta, e si esce di scena. Me ne sono visto molti passar davanti, altri mi vedranno passare, e daranno lo stesso spettacolo ai loro successori.” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“Ma di solito riflettiamo sempre e soltanto sulla morte degli altri. Eh si, tutti abbiamo abbastanza forza per sopportare i mali altrui. Poi viene il momento che si pensa alla morte quando il male è nostro, e allora ci si accorge che né il sole né la morte si possono guardare fissi. A meno che non si abbiano avuti dei buoni maestri.” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“E dunque andate alla morte dopo aver gustato la vita. Siamo animali tra gli animali, figli entrambi della materia, salvo che siamo più disarmati. Ma poiché a differenza delle bestie sappiamo che dobbiamo morire, prepariamoci a quel momento godendo della vita che ci è stata data dal caso e per caso.” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici; se si fosse rivelata meschina, volevo trarne tutta la genuina meschinità, e mostrarne al mondo la bassezza; se invece fosse apparsa sublime, volevo conoscerla con l’esperienza, e poterne dare un vero ragguaglio nella mia prossima digressione.” (Thoreau – Walden vita nei boschi)

“La vita doveva essere qualcosa di più di una serie di misteri insolvibili. Di certo abbiamo diritto a qualche cazzuta risposta.” (Colla – I. Welsh)

“Una delle cose più consolanti della vita è potersi voltare indietro e vedere in fila dietro di te gente che sta peggio.” (Rabbia – C. Palahniuk)

“Con che cosa colpisce, la vita? Col tuono o col fulmine? No, con sguardi in tralice e sussurri di calunnie. Tutto in essa è perfido ed equivoco. Le basta tendere un filo, esile, come una ragnatela, ed è finita; prova a tirarti fuori dalla rete! Ti ci invischi sempre di più.
E sul forte hanno la meglio il debole e l’abietto” (Il dottor Zivago – B. Pasternak)

“Ma la vita non è mai un materiale, una sostanza. La vita, se volete saperlo, è un elemento che continuamente si rinnova e rielabora da sé, che da sé si rifà e si ricrea incessantemente, sempre tanto più alta di tutte le nostre ottuse teorie.” (Il dottor Zivago – B. Pasternak)

“Non è così facile far stare una vita in trenta chili di bagaglio.” (Sottomissione – M. Houellebecq)

“Vivere è fare l’uncinetto con l’opinione degli altri.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Alcuni hanno un grande sogno nella vita e mancano a quel sogno. Altri non hanno nella vita nessun sogno, e mancano anche a quel sogno.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Ho chiesto così poco alla vita, e quel poco la vita me l’ha negato.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Disse che tutto quello che c’era da sapere sulla vita si poteva trovare nei Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij” (Mattatoio n.5 – K. Vonnegut)

“La vita era qualcosa di cui parlavano i filosofi in libri che nessuno leggeva.” (Miller – Sexus)

“Noi siamo chi non siamo, e la vita è rapida e triste.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“La vita è un gomitolo che qualcuno ha aggrovigliato. Essa ha un senso se è srotolata e disposta in linea retta, o ben arrotolata. ma, così com’è, un problema senza nucleo; un avvolgersi senza un dove attorno a cui avvolgersi.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Sai, la vita ti tratta bene o male soltanto per un po’. Poi fa l’esatto contrario.” (Rabbia – C. Palahniuk)

“La vita si può capire solo riandando indietro, ma devi viverla andando avanti.” (Welsh – Skag boys)

“Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. il cadavere mi dà l’impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n’è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell’unico vestito che indossava.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Se questa vita, oltre a se stessa, ci offre qualcosa per cui possiamo ringraziare gli Dei, questa cosa è il dono di ignorarci: di ignorare noi stessi e di ignorarci a vicenda.” (Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa)

“Nessuno attraversava la vita senza restare segnato in qualche modo dal rimpianto, dal dolore, dalla confusione e dalla perdita.” (Roth – Pastorale americana)

“La vita è solo un breve periodo di tempo nel quale sei vivo” (Roth – Pastorale americana)

“La nostra vita è sciupata in dettagli” (Thoreau – Walden vita nei boschi)

“Un giorno la vita ha iniziato a ridergli in faccia, e non ha più smesso.” (Roth – Pastorale americana)

“Parliamo ancora della morte e del desiderio – un desiderio comprensibilmente disperato, nelle persone anziane – di prevenire la morte, di resisterle, di ricorrere a tutti i mezzi necessari per vedere la morte con tutto, tutto, tutto tranne chiarezza.” (Roth – Pastorale americana)

“Spesso anch’io vorrei aprirmi una vena che mi desse libertà eterna.” (Goethe – I dolori del giovane Werther)

“Si, bè la vita è una cosa assurda. Ma se si vive abbastanza a lungo, non ci si sorprende di nulla.” (Chevalier – la ragazza con l’orecchino di perla)

“Con la morte del babbo, la fanciullezza per me ebbe termine. M’ero sempre meravigliato di non provare nessun attaccamento verso il prossimo, ma quando mi resi conto di non avere patito il minimo dolore per la morte di mio padre, mi sorse dentro una emozione così fiacca ed estenuata che non poteva dirsi meraviglia.
Non v’è nulla che ci dica, al apri del viso d’un morto, quanto sia da noi lontana la materia, quanto ci sia impossibile raggiungerla.” (Mishima – Il padiglione d’oro)

“Per quanto misera sia la nostra vita, affrontatela e vivetela; non evitatela, né insultatela.” (Thoreau – Walden vita nei boschi)

“Amate la vostra vita, per quanto povera essa sia!” (Thoreau – Walden vita nei boschi)

“E questa, nonostante tutto, è la realtà, questa è la vita umana. Qualcosa che avanza, conquista, muta e si può perdere.” (Mishima – Il padiglione d’oro)

“La vita poteva essere bella se si incontravano belle persone. Si, la vita era bella e piena di promesse, le promesse che si intuiscono guardando un giardino d’estate, coi fiori azzurri e vaporosi, ai piedi di una meravigliosa fontana, quando l’aria brilla degli schizzi argentei e brumosi dell’acqua che discendono a irrorare i fiori azzurri assetati.” (O’Brien – Ragazze di campagna)

“Continuiamo a comportarci come se fossimo dei anche se ogni giorno tutti quanti dobbiamo scendere dalle nostre divine altezze per scaricare gli escrementi come qualsiasi altro animale, continuiamo a far finta di essere immortali….
Ti sei mai chiesto perché gli uomini davanti alla morte si comportano come se fosse un evento straordinario e brutale? Te lo dico io perché, perché tutti in fondo pensiamo di essere eterni, senza fine, perché ci piace vivere e perché la vita in sé appare come un’immagine ferma. Ma niente è fermo in questo mondo, l’hanno capito tutte le specie viventi tranne noi, creature indegne e insignificanti…Per questo abbiamo inventato Dio, il Paradiso, la vita eterna, perché non riusciamo a percepire il fatto che ogni nostro respiro, ogni nostra esperienza, nasce dalla natura e ritorna nella natura, e si trasforma nella sostanza che dà la vita ad altre creature.” (Lilin – Il respiro del buio)

“Eh eh mio caro giovane, purtroppo non si danno le botte senza prenderle…E’ la regola della vita.” (lilin – Educazione siberiana)

“Però, se mi è concessa un’osservazione banale, in questa vita imperfetta abbiamo bisogno anche di una certa quantità di cose inutili. Se tutte le cose inutili sparissero, sarebbe la fine anche di questa nostra imperfetta esistenza.” (Murakami – La ragazza dello Sputnik)

“Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati dalle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere.” (Murakami – La ragazza dello Sputnik)

“La vita, tanto per un sesso quanto per l’altro – e li guardavo passare per strada, faticosamente – è ardua, è difficile, una lotta continua. Richiede un coraggio e una forza giganteschi. Più che altro, forse, poiché siamo creature d’illusione richiede fiducia in se stessi. Senza fiducia in noi stessi siamo come i bambini nella culla. E come possiamo generare in noi, nel modo più sbrigativo possibile, questa imponderabile eppure inapprezzabile qualità? Pensando che gli altri sono inferiori a noi. pensando che possediamo qualche superiorità innata.” (Woolf – Una stanza tutta per sé)

“E si stupiva che il dolore per la morte di sua madre si fosse addolcito così rapidamente. non s’era creduta inconsolabile, fino a ieri? Ecco, in due mesi appena la piaga si rimargina, è chiusa. Resta solo una malinconia leggera, come un tenue velo di dolore gettato su la sua vita.” (De Maupassant – Una vita)

“La vita, vedete, non è né così bella né così brutta come si crede.” (De Maupassant – Una vita)

“Oh santo Dio, la vita ci raggiunge dovunque” (Goncarov – Oblomov)

“…perché hai saputo attraversare la corrente dell’Inevitabile. Molti vi navigano e naufragano; altri vengono trascinati fino a luoghi che non erano loro destinati. ma tu hai affrontato la traversata con dignità, hai saputo governare la rotta della tua barca, e stai tentando di trasformare il dolore in azione.” (P. Coelho – Monte Cinque)

“Renditi abituale il pensiero che la morte per noi non è nulla: giacchè ogni bene e male è nel senso, e la morte è privazione di senso” (Epicuro – Scritti morali)

“La vita non è un problema da risolvere, è un mistero da vivere. Lo è caro amico, lo è. Credo che nessuno possa sostenere il contrario. Quindi la formula esiste. Sta in una parola. Una semplice parola che qui si pronuncia ad ogni pretesto, che non promette nulla, che spiega tutto, e che in ogni caso aiuta: Insciallah. Come Dio vuole, come a Dio piace, Insciallah” (O. Fallaci – Insciallah)

“Anche un pochino di vita ti è cara, quando sei alla fine della vita” (Bukowsky – Storie di ordinaria follia)

“La vita umana non dura che un istante. Si dovrebbe trascorrerla a far quello che piace. A questo mondo, fugace come un sogno, vivere nell’affanno, facendo solo ciò che spiace, è follia” (Mishima – La via del samurai)

“Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare” (Bukowsky – Storie di ordinaria follia)

“..dovevamo ancora andare lontano. Ma che importava, la strada è la vita.” (Kerouac – Sulla strada)

“Da ogni cosa ci si può mettere al sicuro, ma per la morte abitiamo tutti una città senza mura” (Epicuro – Scritti morali)

“La Vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero. E’ un arcobaleno inesauribile di colori, un concerto interminabile di rumori, un caos fantasmagrico di voci e di volti, di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono per tessere la catena di eventi che determinano il nostro personale destino.” (O. Fallaci – Insciallah)

“La vita è come le montagne russe. Scendi velocemente, rimani a lungo in basso e risali a fatica.” (Guenassia – Il club degli incorreggibili ottimisti)

“La nostra vera vita è tanto spesso la vita che non conduciamo.” (Wilde – Autobiografia di un dandy)

“…la vita non te la insegna nessuno” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“I giorni sereni non si arrestano, fuggono via, e la vita continua a scorrere e continua a trasformarsi” (Goncarov – Oblomov)

“E’ difficile vivere in modo semplice” (Goncarov – Oblomov)

“Tanta è l’imprevidenza, e, per meglio dire, la demenza degli uomini, che taluni sono spinti alla morte dal timore della morte” (Epicuro – Scritti morali)

“Ogni vita è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l’altro. Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini, ma sempre incontrando noi stessi.” (Joyce – Ulisse)

“…sereno nell’attendere la morte, convinto che non sia nient’altro che la dissoluzione degli elementi di cui ogni essere è composto.” (Marco Aurelio – Pensieri)

“Morte è non essere. Di che si tratta lo so già. Questa condizione sarà dopo di me la stessa che c’era prima di me” (Epicuro – Lettere morali a Lucilio)

“Or dunque, uomo, chiunque tu sia, guarda a quella fine estrema che è la tua morte e alla polvere che afferra ognuno che sia nato di donna perchè come egli uscì ignudo dal grembo della madre così ignudo dovrà egli dipartirsi alla fine per andarsene come venne.” (Joyce – Ulisse)

“Il bene della vita non consiste nella sua durata ma nel suo uso” (Epicuro – Lettere morali a Lucilio)

“Non si può mai sapere che cosa si deve volere perchè si vive una vita soltanto e non si può nè confrontarla con le proprie vite precedenti, nè correggerla nelle vite future.” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Vivere è un’arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perchè bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.” (Marco Aurelio – Pensieri)

“Comune a tutti è il durar poco, ma tu fuggi e insegui ogni cosa come se eterna durasse. Ancora poco e chiuderai gli occhi, e un altro piangerà ben presto a sua volta chi ha accompagnato te al sepolcro.” (Marco Aurelio – Pensieri)

“Perchè proprio in questo modo sono costruite le vite umane. Sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento causale (la musica di Beethoven, una morte alla stazione) in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata.” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Alla fine il padre l’aveva guardato da sopra la spalla con un sorriso triste. Se morissi adesso, gli aveva detto, ti ricorderesti a stento di me quando avrai la mia età. L’aveva detto senza un motivo apparente, e l’angelo della morte era fluttuato per un istante nella penombra fresca dello studio, ed era poi di nuovo uscito dalla finestra lasciando al suo passaggio una scia di piume, ma il bambino non le aveva viste. Erano trascorsi oltre vent’anni da allora, e Juvenal Urbino avrebbe avuto molto presto l’età che aveva il padre quel pomeriggio. Si sapeva identico a lui, e alla consapevolezza di esserlo adesso si era aggiunta la consapevolezza di essere mortale come lui.” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Tutti gli uomini devono morire, Jon Snow. Ma prima, dobbiamo vivere” (R Martin – I Fiumi della guerra)

“Trent’anni – la promessa di un decennio di solitdine, una lista decrescente di scapoli da conoscere, una valigia di entusiasmo sempre meno capiente, sempre meno capelli sulla testa. Ma al mio fianco c’era Jordan che, a differenza di Daisy era troppo saggia per portare seco da un’età all’altra sogni dimenticati. mentre superavamo il ponte buio il suo viso sprezzante ricadde pigramente sulla spalla della mia giacca e il formidabile rintocco dei trenta si dileguò nella ressione rassicurante della sua mano. Così continuammo a viaggiare verso la morte nel primo fresco dell’imbrunire” (Fitzgerald – Il grande Gatsby)

“Chi attraversa la vita di fretta, si affretta verso la tomba.” (G. Martin – Il regno dei lupi)

“Se la vita non valeva nulla, quanto poteva valere la morte?” (G. Martin – Il grande inverno)

“Ogni cosa per il domani, ma il domani non veniva mai. Il presente era solo un ponte e su questo ponte essi ancora gemono, come geme il mondo, e non c’è un idiota, mai, che pensi di far saltare il ponte.” (Miller – Il tropico del capricorno)

“Più tendi le mani verso il mondo, più il mondo arretra. Nessuno vuole amore vero, odio vero. nessuno vuole che tu metta mano nelle loro sacre viscere: spettano solo al prete nell’ora del sacrificio. Mentre vivi, fincè il sangue è ancora caldo, tu devi fingere che non esista cosa chiamata sangue, cosa chiamata scheletro sotto la copertura della carne. Non calpestare le aiole! Con questo motto vive il prossimo.” (Miller – Il tropico del capricorno)

“Le meraviglie e i misteri della vita, che ci vengono soffocati appena diveniamo membri responsabili della società!” (Miller – Il tropico del capricorno)

“Bisogna pur vivere. Prima vivere e poi pagare.” (Miller – Il tropico del capricorno)

“bada: la maggior parte della vita se ne va mentre operiamo malamente, una porzione notevole mentre non facciamo nulla, tutta quanta la vita mentre siamo occupati in cose che non ci riguardano” (Epicuro – Lettere morali a Lucilio)

“Nessun male che sopraggiunge per ultimo è davvero grande. Ti si appressa la morte: dovresti temerla se potesse restare con te. A questo punto una delle due: o non ti colpisce o ti sfiora e passa oltre” (Epicuro – Lettere morali a Lucilio)

“Rifletti ogni giorno sulla possibilità di lasciare serenamente la vita” (Epicuro – Lettere morali a Lucilio)

“La maggior parte degli esseri umani oscilla miserevolmente tra la paura della morte e i crucci della vita: non sa vivere, non vuole morire. Renditi dunque serena la vita lasciando da parte ogni angoscia. Non c’è ricchezza che giovi a chi la possiede se l’animo non è preparato a perderla; nessuna perdita, poi, è più agevole di ciò che, una volta perduto, non può lasciar alcun vuoto” (Epicuro – Lettere morali a Lucilio)

“I morti non tornano. Il fatto è che non sopportiamo il peso della coscienza” (Marquez – Cent’anni di solitudine)

“Kierkegaard le offriva il pericolo, un senso di prossimità al baratro spirituale. Tutta l’esistenza mi angustia. In quella frase si rivedeva. Kierkegaard le dava la sensazione che il suo viaggio nel mondo non fosse l’esile melodramma che a volte sembrava a lei.” (Don DeLillo – L’uomo che cade)

“Non sei più isolato; ma credo che tu debba toccare la vita per poter spiccare il salto da essa.” (Fitzgerald – Tenera è la notte)

“Of life immense in passion, pulse, pulse and power,
Cheerful, for freest action form’d u8nder the laws divine,
The Modern Man I sing” (Whitman – Foglie d’erba)

“All goes onward and outward, nothing collapses,
and to die is different from what any one supposed, and
luckier.” (Whitman – Foglie d’erba)

“Has any one supposed it lucky to be born?
I hasten to inform him or her it is just as lucky to die,
and I know it.” (Whitman – Foglie d’erba)

“The question, O me! so sad, recurring – What good amid
these , O me, O Life?
That you are here – that life exists and identity,
That the powerful play goes on, and you may contribute
a verse.” (Whitman – Foglie d’erba)

“Non capisco perchè non possiamo tenerci Eugene. Non capisco perchè bisogna mandarlo via con quel signore che ha messo il boccale sulla bara bianca. E non capisco perchè hanno dovuto mandare via anche Margaret e Oliver. Secondo me è brutto che abbiano chiuso mia sorella e i miei fratelli dentro una cassa e vorrei tanto dirlo a qualcuno.” (Mc Court – Le ceneri di Angela)

“Qualcosa, qualcuno, uno spirito, inseguiva tutti noi nel deserto della vita, destinato a prenderci prima che potessimo raggiungere il paradiso.” (Kerouac – Sulla strada)

“E’ questa la cosa più importante. Nient’altro sembra aver valore, tranne il pensiero fisso, insistente, ammonitore: Non cedere mai. non importa quanto  sia orribile, doloroso, straziante,, non cedere mai, non disperarti, non abbandonare la speranza.” (Sands – un giorno della mia vita)

“Poi guardai le stelle e pensai come doveva essere atroce per un uomo, mentre sta morendo di freddo,alzare gli occhi al cielo e non trovare in tutta quella miriade scintillante nè aiuto nè pietà.” (Dickens – Grandi speranze)

“La morte che mi attendeva sarebbe stata orribile,ma ancora più orribile era la paura di essere male giudicato dopo la morte.” (Dickens – Grandi speranze)

“Per imparare bisogna essere umili. Ma la vita è la grande maestra.” (Joyce – Ulisse)

“Tutto il significato di una data vita si collocava nell’atto di piegarsi a slacciare le scarpe e prepararle in un posto preciso per l’inizio del giorno seguente.” (DeLillo – Underworld)

“la morte lenta è pura
morta, puoi assaporarne un poco
ogni giorno.
sono stupito che gli altri
rimangano vivi e sani:
che svolgano le proprie attività,
annoiati e/o imbestialiti.
brulicano ovunque,
riempiono le strade e gli edifici.
questi sono i fortunati
sfortunati.” (Bukowski – Il crimine paga sempre)

“E per un istante raggiunsi  l’estasi che avevo sempre desiderato conoscere: consisteva nell’entrare di netto nelle ombre eterne superando  il tempo cronologico e nell’osservare stupefatto da lontano lo squallore del regno mortale, nella sensazione della morte che mi incalzava spingendomi ad andare avanti, con un fantasma alle spalle che la incalzava a sua volta, e correvo verso un trampolino dal quale si tuffavano gli angeli per volare nello spazio sacro del vuoto della non-creazione, nel potente e inconcepibile fulgore che si sprigionava dalla luminosa Essenza della Mente, con gli innumerevoli regni dell’oblìo che si aprivano nel magico firmamento del paradiso. Sentivo un rombo indescrivibile, un fragore che non era nelle mie orecchie ma dappertutto, e non aveva niente a che fare con il suono. Mi resi conto di essere morto e rinato innumerevoli volte, senza ricordare, perchè la transizione dalla vita alla morte alla vita è così facile ed eterea, una magica azione per nulla, come addormentarsi e svegliarsi un milione di volte, la totale casualità e la profonda ignoranza di tutto ciò. Mi resi conto che era solo per via della stabilità della Mente intrinseca che aveva luogo questo ondeggiare dalla nascita alla morte, lieve come l’increspatura creata dal vento su uno speccio d’acqua puro, sereno. provavo un senso di felicità dolce, travolgente, come una grossa iniezione di eroina nella vena principale; come il brivido di un sorso di vino nel tardo pomeriggio; sentivo un formicolio ai piedi. Pensai che sarei morto di lì a un attimo. Ma non morii, feci sette chilometri a piedi, raccolsi dieci lunghe cicche di sigaretta e le portai nella stanza d’albergo di Marilou; usai il tabacco per riempire la pipa e l’accesi. Ero troppo giovane per capire cos’era successo.” (Kerouac – Sulla strada)

“Quindi cadere nella malattia mortale è non poter morire, ma non come se ci fosse la speranza della vita, anzi, l’assenza di ogni speranza significa qui che non c’è nemmeno l’ultima speranza, quella della morte. Quando il maggior pericolo è la morte, si spera nella vita; ma quando si conosce il pericolo ancora più terribile, si spera nella morte. Quando il pericolo è così grande  che la morte è divenuta la speranza, la disperazione è l’assenza della speranza di poter morire. In quest’ultimo significato la disperazione è chiamata la malattia mortale: quella contraddizione tormentosa, quella malattia nell’io di morire eternamente, di morire eppure di non morire, di morire la morte.” (Kierkegaard – La malattia mortale)

“Non invano egli diceva che nella vita esisteva un’unica indubbia felicità: vivere per gli altri.” (Tolstj – La felicità domestica)

“Il Grande Dio aveva troppi cannoni, per me, era troppo giusto e troppo potente. Non volevo essere perdonato o accettato o trovato. Volevo qualcosa di meno, qualcosa che non fosse troppo: una donna di bellezza media sia nello spirito sia nel corpo, un’automobile, una casa in cui abitare, un pò di roba da mangiare e non troppi mali di denti o gomme forate, niente lunghe malattie prima di morire; persino un televisore con dei brutti programmi sarebbe andato bene, e un cane, e pochissimi amici e un buon impianto idraulico, e abbastanaza da bere per riempire gli spazi fino alla morte, della quale (sebbene fossi un codardo) avevo pochissima paura. Per me la morte significa ben poco. E’ l’ultimo scherzo in una serie di brutti scherzi. La morte non rappresenta nessun problema, per i morti. La morte è un altrofilm, andava bene così. La morte causa problemi solo a chi resta e ha avuto qualche rapporto con il deceduto, e questi problemi aumentano in proporzione diretta con la ricchezza che quest’ultimo si lascia alle spalle. Con un barbone dei bassifondi l’unico problema è liberarsi dei resti.” (Bukowsky – Shakespeare non l’ha mai fatto)

“La vita ha sempre, finchè dura, nuove attrattive da sostituire a quelle disperse dalla sua stessa inconsapevole ferocia.” (Capuana – Novelle)

“Chi muore giace, e chi vive si da pace.” (Barrili – Il ritratto del diavolo)

“Vivi, le l’ho detto; vivi triste, ma vivi. Col desiderio di me! Sentirei freddo nella tomba, se il tuo amore non venisse a ricingere le mie povere ossa, là dentro. Ahi triste cosa, morire! Non voglio morire! Di grazia, ancora un giorno! Un’ora, almeno un’ora di vita! Spinello, mio fidanzato, amor mio, dove sei? Non mi lasciare! Prega il Signore per me…per l’anima della tua Fiordalisa.” (Barrili – Il ritratto del diavolo)

“e l’odio che aviamo con la morte ci fa odiare la nostra fragilità” (Galilei – Dialogo dei massimi sistemi)

“E la seconda forza – che mirava anche più profondamente, più strenuamente, alla totale disintegrazione del mio equilibrio interiore – era una spinta al suicidio, quell’impulso sottile e segreto a cui un individuo si arrende spesso inconsciamente” (Mishima – Confessioni di una maschera)

“La tragedia del suicida è che, appena fatto il salto dalla finestra, tra il settimo e il sesto piano ci ripensa:< oh se potessi tornare indietro!> Niente. Mai successo. Splash” (Eco – Il pendolo di Focault)

“the most terrible thing about life
is finding it gone” (Bukowky – E così vorresti fare lo scrittore)

“life is full of happy
miracles
here in the cool dark
winter evening.” (Bukowky – E così vorresti fare lo scrittore)

“Tutto quello che la gente fa è così…non so: no sbagliato, no. neppure stupido, e nemmeno meschino. Solo così insignificante, così minuscolo, così…deprimente. E il peggio è che se ti metti a fare il bohemien o qualche altra stranezza del genere, sei conformista lo stesso, come tutti gli altri, solo in modo diverso.” (Salinger – Franny e Zooey)

“Un attimo dura la vita dell’uomo, e un fluire continuo è la sua essenza, indistinta la sua percezione, corruttibile il suo intero corpo, un turbine l’anima, imprevedibile il destino, incerta la fama.” (Marco Aurelio – Pensieri)

“Esci quindi di scena sereno, poichè sereno è anche colui che ti congeda.” (Marco Aurelio – Pensieri)

“Navighiamo in una vasta via mediana, sempre incerti e fluttuanti, spinti da un capo all’altro. Qualsiasi approdo a cui pensassimo di attaccarci e di assestarci si muove e si allontana da noi; e se lo seguiamo, sfugge alla nostra presa, scivola via da noi e fugge in un’eterna fuga. Niente si ferma per noi. Questa è la condizione che ci è naturale e tuttavia la più contraria alla nostra inclinazione; ardiamo dal desiderio di trovare uno stabile assestamento e un’ultima base immobile per edificarvi una torre che s’innalzi all’infinito; ma ogni nostro fondamento scricchiola e la terra di apre fino agli abissi.” (Pascal – Della necessità della scommessa)

“Quando considero la breve durata della mia vita, immersa nell’eternità che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e persino che vedo, inabissato nell’immensità infinita degli spazi che ignoro e che mi ignorano, mi sgomento e mi stupisco di vedermi qui piuttosto che là, dal momento che non c’è nessuna ragione perchè sia qui piuttosto che là, perchè ora piuttosto che allora. Chi mi ci ha messo? per ordine e opera di chi questo luogo e questo tempo è stato destinato a me?” (Pascal – Della necessità della scommessa)

“Il vero casino della vita, pensò, era dovere fare i conti con i problemi altrui. I problemi degli altri ti possono logorare: restano sempre coinvolti in incidenti stradali, o ammattiscono o si dimenticano di pagare l’affitto, o lasciano il burro fuori dal frigo, soffrono d’insonnia oppure – se dormono – fanno dei brutti sogni. E non considerano mai il fatto che anche tu hai le tue rogne da grattarti. Ah bè…” (Bukowsky – Confessioni di un codardo)

“La morte non è niente, ma vivere vinti e senza gloria è come morire tutti i giorni” (Napoleone)

“Meglio sarebbe non aver vissuto, che non lasciare tracce della propria esistenza” (Gallo – Napoleon)

“Per tutta la mia vita. E’ una frase di figura, da usarsi per l’effetto; ma logicamente non vale, giacchè nessuno può credere davvero di conservare un ricordo per tutta l’indescrivibile eternità che è la vita” (Morante – La storia)

“Una volta sentii chiedere perchè dei morti si dica un bene così incondizionato, e dei vivi, invece, sempre con una certa cautela. Fu risposto <perchè da quelli non abbiamo più nulla da temere e questi possono ancora sempre attraversarci la strada>” (Goethe – Le affinità elettive)

“Riposarsi un giorno accanto a coloro che si amano, è la più dolce idea che l’uomo possa farsi, quando pensi a ciò che sarà dopo la vita. Riunirsi ai suoi, è un’espressione così affettuosa” (Goethe – Le affinità elettive)

“Mentre la vita ci trascina, noi crediamo di scegliere le nostre occupazioni, i nostri piaceri; ma certamente, se guardiamo bene, sono soltanto i piani, le tendenze dell’età nostra che noi siamo costretti ad eseguire” (Goethe – Le affinità elettive)

“Il ciclo del tempo, pensò. Il ciclo della vita. Finire così, nell’ultimo crepuscolo. Prima del silenzio della morte. Gli sembrava di scorgere in tutto questo un microuniverso completo” (Dick – Blade Runner)

“Come non pensare al normale corso dell’esistenza umana, dell’uomo lasciato a se stesso? Destinato a percorrere la sua traiettoria circolare, come una massa di materia inerte orbitante attorno a un sole morto, inutile e indifferente, sorda all’universo, cieca e fredda. Refrattaria a qualsiasi nuova idea. Tagliata fuori per sempre dall’originalità. C’era da fermarsi e riflettere” (Dicke – Radio Libera Albemuth)

“Sono infatti portato a credere che teme meno la morte chi ha conosciuto meno piaceri in vita” (Vegezio – Epitoma rei militaris)

“Curioso come arrivare a un passo dalla morte ci faccia apparire la vita bellissima” (Hearn – La leggenda di Hotori)

“Vivete di più, amico mio. Non vi auguro molta felicità, che vi verrebbe a noia; non vi auguro nemmeno la sventura, ma secondo la filosofia popolare vi ripeto semplicemente: vivete di più e fate in modo d’annoiarvi il meno possibile; questo vano augurio lo aggiungo da parte mia. Bè, addio e addio sul serio” (Dostoevskij – I demoni)

“Nulla per noi è la morte: giacchè ciò che si è dissolto non ha sensibilità e ciò che non ha sensibilità non è nulla per noi” (Epicuro – Scritti morali)

“Non ha accettato di vivere chi non vuole morire, proprio perchè la vita ci è stata data con la riserva della morte” (Epicuro – Scritti morali)

“Non temiamo la morte ma il pensiero della morte” (Epicuro – Scritti morali)

“Vita enim mortuorum in memoria est posita vivorum” (Chè la vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi) (Cicerone – Le Filippiche)

“Non enim in spiritu vita est” (Chè non si vive per il solo fatto che si respira) (Cicerone – Le Filippiche)

“It is silliness to live when to live is torment;
and then have we a prescription to die when death is
our physician”
(E’ stupido vivere quando la vita è un tormento. E quando la morte è il nostro medico, allora abbiamo una ricetta sicura per morire) (Shakespeare – Otello)

Frasi sulla vecchiaia

“Questa macchiolina di caffè sul dorso della mano, mentre scrivo. Un marroncino annacquato. Ci passo sopra la punta dell’indice. Resiste. Ci aggiungo della saliva, niente da fare. Una macchia di pittura? No, non va via neanche con acqua e sapone. E neppure con lo spazzolino delle unghie. Devo rassegnarmi all’evidenza: non è una macchia sulla pelle, è una produzione della pelle stessa. Un marchio di vecchiaia, affiorato dal profondo. Di quelli disseminati sulle facce dei vecchi e che Violette chiamava fiori di cimitero.” (Pennac – Storia di un corpo)

“Non volterò le spalle alla vecchiaia se mi conserverà integro a me stesso, integro intendo nella parte migliore della mia individualità. Ma se comincerà a squassarmi la mente, a scompaginarla, se mi avrà lasciato non la vita, ma solo il principio che la anima, allora mi lancerò con un salto da questo edificio fatiscente e in rovina. Non eviterò la malattia con la morte, purché sia una malattia trattabile e senza impedimenti per l’animo. Non attaccherò me stesso di mia mano, spinto dal dolore: morire in questo modo significa essere sconfitti. Se tuttavia mi sarò reso conto che dovrò sopportarlo per sempre, me ne andrò non a causa della sofferenza di per se stessa, ma perché essa m’impedirà tutto ciò che rappresenta sostanza e ragione di vita. Debole e pavido è colui che muore per il dolore, ma stolto colui che vive allo scopo di soffrire” (Seneca – Lettere morali a Lucilio)

“E’ proprio vero che la gioventù non conosce ciò che può, e la vecchiaia non può ciò che conosce.” (La caverna – J.Saramago)

“Forse più vecchi si diventa meno facile è trasformare il pensiero in azione, ed è per questo che ti rimane tutto come chiuso nel cervello e diventa un peso.” (Colazione da Tiffany – T.Capote)

“Che cosa atroce, la vecchiaia, pensò; spoglia la gente delle sue facoltà, una a una, ma lascia qualcosa di vivo al centro.” (Gli anni – V. Woolf)

“La vecchiaia non ci risparmia nulla, amico mio. Come gli alberi secolari, cominciamo a morire dalla cima.” (Giuliano – G. Vidal)

“Ai vecchi, a tutti, si deve rispondere sempre perché, essendogli rimasto ormai così oco tempo per fare domande, sarebbe una crudeltà terribile lasciarli senza risposte.” (Il Vangelo secondo Gesù Cristo – J. Saramago)

“La vecchiaia è sempre insonne; come se l’uomo da quanto più tempo è congiunto alla vita tanto meno ha a che fare con ciò che somiglia alla morte.” (Moby Dick – H. Melville)

“Quando si è giovani si ha voglia di lottare, di impegnarsi per qualcosa, ma poi quando si invecchia ci si rammollisce, ecco tutto.” (O’Brien – Ragazze di Campagna)

“Lei aveva scoperto a poco a poco l’incertezza dei passi del marito, i turbamenti d’umore, le crepe della memoria, l’abitudine recente di singhizzare nel sonno, ma non li aveva considerati segni inqueivocabili della ruggine finale, bensì un ritorno felice all’infanzia. Per questo non lo trattava come un vecchio difficile ma come un bambino senile, e quell’inganno era stato provvidenziale per entrambi avendoli messi in salvo dalla compassione.” (G. Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Trent’anni – la promessa di un decennio di solitdine, una lista decrescente di scapoli da conoscere, una valigia di entusiasmo sempre meno capiente, sempre meno capelli sulla testa. Ma al mio fianco c’era Jordan che, a differenza di Daisy era troppo saggia per portare seco da un’età all’altra sogni dimenticati. mentre superavamo il ponte buio il suo viso sprezzante ricadde pigramente sulla spalla della mia giacca e il formidabile rintocco dei trenta si dileguò nella ressione rassicurante della sua mano. Così continuammo a viaggiare verso la morte nel primo fresco dell’imbrunire” (Fitzgerald – Il grande Gatsby)

“Alla fine il padre l’aveva guardato da sopra la spalla con un sorriso triste. Se morissi adesso, gli aveva detto, ti ricorderesti a stento di me quando avrai la mia età. L’aveva detto senza un motivo apparente, e l’angelo della morte era fluttuato per un istante nella penombra fresca dello studio, ed era poi di nuovo uscito dalla finestra lasciando al suo passaggio una scia di piume, ma il bambino non le aveva viste. Erano trascorsi oltre vent’anni da allora, e Juvenal Urbino avrebbe avuto molto presto l’età che aveva il padre quel pomeriggio. Si sapeva identico a lui, e alla consapevolezza di esserlo adesso si era aggiunta la consapevolezza di essere mortale come lui.” (G. Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“La mente dell’uomo è come una spada, temo. Invecchiando, si copre di ruggine.” (G. Martin – Il trono di spade)

“Erano persone dalla vita lenta, che non si vedevano diventare vecchie nè ammalarsi nè morire, ma che svanivano a poco a poco nel loro tempo, diventando ricorsi, brume di un’altra epoca, finchè non li assimilava l’oblìo” (G. Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“…e solo allora capì che un uomo sa quando comincia a invecchiare perchè comincia ad assomigliare a suo padre.” (G. Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Era la ruggine dell’abitudine, tanto denigrata e tanto temuta, ma che l’aveva protetto dalla consapevolezza dell’età” (G. Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Non bisogna pensare che la vita si consuma di giorno in giorno e che ne resta sempre meno, ma anche che, posto che si arrivi a vivere molto a lungo, non è comunque certo che l’intelletto si mantenga anche in seguito capace come prima di comprendere la realtà e di porsi quale meta ideale la conoscenza delle cose divine e umane….Occorre dunque afffrettarsi, non solo perchè la morte si avvicina ogni giorno di più, ma anche perchè la capacità di comprendere le cose e applicarvi la mente si estingue in noi prima della fine.” (Marco Aurelio – pensieri)

“Florentino Ariza era molto sensibile a quegli ostacoli dell’età. Ancora giovane, interrompeva la lettura di certi versi nei giardini per osservare le coppie di anziani che si aiutavano ad attraversare la strada, ed erano lezioni di vita che gli erano servite per intravedere le leggi della sua stessa vecchiaia. All’età del dottor Juvenal Urbino quella sera al cinema, gli uomini fiorivano in una sortà di gioventù intellettuale, sembravano più dignitosi con le prime canicie, diventavano ricchi di ingegno e seducenti, soprattutto agli occhi delle donne giovani, mentre le mogli appassite dovevano aggrapparsi al loro braccio per non inciampare persino nella propria ombra. Pochi anni dopo, tuttavia, i mariti precipitavano d’improvviso nel baratro di una vecchiaia infame del corpo e dell’anima, e allora erano le mogli ristabilite a doverli guidare sottobraccio come poveri ciechi, sussurrando loro al’orecchio per non ferirne l’orgoglio di uomini, che stessero bene attenti, che erano tre e non due i gradini, che c’era una pozzanghera in mezzo alla strada, che quel fagotto messo di traverso sul marciapiede era un mendicante morto, aiutandoli con fatica ad attraversare la strada come se fosse l’unico guado nell’ultimo fiume della vita. Florentino Ariza si era visto tante volte in quello specchio che non aveva mai avuto paura della morte quanto dell’età infame in cui avesse dovuto farsi guidare sottobraccio da una donna” (G. Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“…sereno nell’attendere la morte, convinto che non sia nient’altro che la dissoluzione degli elementi di cui ogni essere è composto.” (Marco Aurelio – Pensieri)

“…entrambe si riconobbero attraverso le brume del disincanto: giovani e belle come non sarebbero mai più state.” (G. Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Questo istante trascorrilo quindi in armonia con la natura, e termina poi la tua vita con serenità, come l’oliva che, una volta matura, cade al suolo benedicendo la terra che l’ha prodotta, ringraziando l’albero che l’ha generata.” (Marco Aurelio – Pensieri)

“Io amo conversare con le persone anziane. Mi sembra infatti che si debba apprendere da loro, che sono già avanti sul cammino che anche noi forse dovremo percorrere, come sia questa strada: se aspra e dura, oppure facile e agevole.” (Platone – La Repubblica)

“Nella vecchiaia c’è una grande pace, e si è liberi da queste cose. Quando i desideri non sono più violenti e allentano le briglie, allora sì che davvero si realizzano le parole di Sofocle, e si può essere liberi da tanti padroni furiosi” (Platone – La Repubblica)

“Poichè siamo press’a poco della stessa età, io, donna, sono invecchiata più di te, uomo” (Gohete – Le affinità elettive)

“Invecchiò, divenne grigio: passare le sere al circolo, annoiarsi biliosamente, discutere con indifferenza in una compagnia di celibi diventò per lui un bisogno: brutto segno, come si sa” (Turgeneev – Padri e figli)

Frasi sull’amore

“Il sapore della vita, è l’amore. Il sale della vita è ancora l’amore.”  (Amica mia – M.Ba)

“Che sublime bambinata, l’amore!” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“L’amore! Innamorato, come no, poichè lo grido su cento quaderni, su cento lettere che non spedisco; poiché lo scrivo sui muri notturni con un pezzetto di carbone. Come no, se sento i pensieri invasi da un unico, innumerevole viso; se tutto di lei s’è stampato come un’ustione sotto la fronte e vi brulica senza riposo.” (Calende greche – B. Bufalino)

“Chi ami e chi ti ama non sono mai e poi mai la stessa persona.” (Invisible monster – C.Palahniuk)

“Viviamo perché possiamo amare, e amiamo perché sappiamo perdonare.” (Shantaram – G. Roberts)

“In ogni modo, pensò, loro due si capiscono; vivono l’una nell’altro; cos’altro è l’amore, si chiese, sentendoli ridere.” (Gli anni – V. Woolf)

“Prima che morì la buonanima di tua madre, ai primi sentori della firrara, tu chiedevi alle fimmine: Cos’è l’amore?, come fanno le figlie dei ricchi. A me non lo hai chiesto, e sbagliasti. Noi fimmine oneste ma puviredde non abbiamo bisogno di chiederlo, lo sappiamo. L’amore è cuntintarisi di quello che c’è, e fare cuntento tuo marito. Se poi addiventa magna cuntintizza è meglio assai, ma capita una vota ogni tanto. Questo vale per i ricchi e per i poveri. Cuntintati di quello che tuo marito vuole e non vuole.” (La zia marchesa – S. A. Hornby)

“L’amore, sia quello che è nato da poco, sia quello che si risveglia da un sonno simile alla morte, crea sempre un fascio di luce che riempie il cuore di tanta radiosità da traboccarne sul mondo esterno.” (La lettera scarlatta – N. Hawthorne)

“Quante strade prende e quanti pretesti adduce il cuore per arrivare a quello che vuole!” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“Sia per un uomo sia per una donna, essere amati era ben diverso da amare.” (La scuola della carne – Y.Mishima)

“Sono sempre persuasa dell’inevitabile e necessaria complementarietà dell’uomo e della donna.
L’amore, per quanto possa essere imperfetto nel contenuto e nell’espressione, resta il naturale raccordo tra questi due esseri.”  (Amica mia – M.Ba)

“un mondo senz’amore era come un mondo morto e che viene sempre un’ora in cui ci si stanca delle prigioni, del lavoro e del coraggio, per domandare il viso d’una creatura e il cuore meravigliato dall’affetto.” (La peste – A.Camus)

“Se sei stato innamorato, seriamente innamorato, hai certamente provato il bisogno di isolare dal mondo l’essere nel quale vorresti riversare tutta la vita.” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“Insondabile è la gioia impetuosa che, chi è amato, avverte nel profanare se stesso; mentre chi ama, è condannato a seguire l’altro in una perpetua discesa verso le profondità dell’inferno.”  (La scuola della carne – Y.Mishima)

“Non potevo uccidere lei, naturalmente, come ha pensato qualcuno. Vedete, io l’amavo. Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.” (Lolita – V. Nabokov)

“Il regalo più prezioso che puoi fare a chi ami è la tua sofferenza.” (Shantaram – G. Roberts)

“Il vero amore rende sempre migliori, chiunque sia la donna l’ispira.” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“Eravamo fatti l’uno per l’altra, fra noi cera una sintonia da sogno, una magia indiscutibile. Il pensiero di lei inondava di luce ogni angolo della mia mente e riversava fulgore in solai prodigiosi di cui avevo ignorato persino l’esistenza, vedute mozzafiato che si aprivano solo e unicamente in relazione a lei.” (Il cardellino – D.Tartt)

“Accarezzai il cielo con le labbra, leccai le stelle nella mia bocca. Accolse il mio corpo nel suo, e ogni attimo fu un incantesimo senza fine. I nostri respiri erano come una preghiera che evocava tutte le preghiere del mondo. il sudore scorreva in piccoli ruscelli verso abissi di piacere. ogni carezza lambiva cascate di pelle liscia come seta. Avvolte nei manti di velluto della tenerezza le nostre schiene si contorcevano convulsamente in spasmi di calore, calore pulsante, che spingeva i muscoli a completare ciò che la mente inizia e il corpo porta sempre a compimento. Io ero suo. Lei era mia. Il mio corpo era un fiume, e io divenni il mare. Le nostre labbra si congiunsero in un lungo gemito, l’urlo di speranza e dolore che l’estasi strappa agli amanti nell’attimo in cui inonda le loro anime di beatitudine…” (Shantaram – G. Roberts)

“Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l’eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo con grida così forti; un’eco sull’orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche.” (Lolita – V. Nabokov)

“Com’è dolce lasciarsi persuadere da una voce amata!” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“Io ti amavo. Ero un mostro pentapodo, ma ti amavo. Ero ignobile e turpido e tutto quello che vuoi, mais je t’aimais, je t’aimais! E c’erano momenti in cui sapevo come ti sentivi, e saperlo era l’inferno, piccola mia. bambina Lotita, coraggiosa Dolly Schiller.” (Lolita – V. Nabokov)

“Allora voi amate, e quindi desiderate e non desiderate. L’amore rende nemici di se stessi. Temete che il raggiungere il fine vi deluda. Vi dilettate in limine, come dicono i teologi, godete del ritardo” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“Non amando, so parlare d’amore meglio di voi, che l’amore rende muto.” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“Infine, la perfezione dell’amore non è d’essere amato, ma d’essere Amante.” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“Quando nella vita si contrae un’abitudine come quella dell’amore, pare impossibile che quell’abitudine si interrompa senza spezzare allo stesso tempo tutte le altre molle della vita.” (La signora dalle camelie – A. Dumas)

“L’amante è più divino dell’amato, poiché Dio è nel primo, non nel secondo; forse il pensiero più dolce e più irridente che mai sia stato pensato, traboccante di tutta la malizia, dell’arcano voluttà del desiderio.
Felicità dello scrittore è il pensiero che può totalmente mutarsi in sentimento, il sentimento che può diventare pensiero.” (Morte a Venezia – T. Mann)

“Roberto sapeva che la gelosia si forma senza alcun rispetto per quel che è, o che non è, o che forse non sarà mai; che è un trasporto che da un male immaginato trae un dolore reale; che il geloso è come un ipocondriaco che diventa malato per paura di esserlo. Quindi guai, si diceva, lasciarsi prendere da questa ciancia dolorifica che ti obbliga a raffigurarti l’Altra con un Altro, e nulla come la solitudine sollecita il dubbio, nulla come il fantasticare trasforma il dubbio in certezza. Però, aggiungeva, non potendo evitare d’amare non posso evitare d’ingelosire e non potendo evitare d’ingelosire non posso evitare di fantasticare.” (L’isola del giorno prima – U.Eco)

“Quante volte placo il mio sangue agitato…perché tu non conosci nulla di così mutevole ed incostante come il mio cuore.” (Goethe – I dolori del giovane Werther)

“Colui che ama freme al pensiero di più dure prove; silenziosamente supplica che gli sia consentito di mettere la mano nel fuoco.” (Miller – Sexus)

“Arrendersi nel modo più assoluto e incondizionato alla donna che si ama significa spezzare ogni legame tranne il desiderio di non perderla, ed è quello il legame più terribile di ogni altro.” (Miller – Sexus)

“E’ cosa certa che nulla al mondo è necessario agli uomini quanto l’amore.” (Goethe – I dolori del giovane Werther)

“Ma innamorarsi è un’esperienza completamente imprevedibile. Potrebbe arrivare all’improvviso, spuntando fuori da chissà dove, e travolgerti in qualsiasi momento. Anche domani.” (Murakami – La ragazza dello Sputnik)

“Amare lo stesso uomo o la stessa donna per tutta la vita equivale a pretendere che una stessa candela continui a bruciare per tutta la vita.” (Tolstoj – La sonata a Kreutzer)

“L’essere amati senza merito è la prova del vero amore.” (Kundera – La lentezza)

“L’amante pensa più spesso a giungere presso la sua diletta che non il marito a custodire la moglie; il prigioniero pensa più spesso a fuggire che non il carceriere a chiudere la porta; quali che siano gli ostacoli dunque, l’amante e il prigioniero debbono riuscire” (Stendhal – La Certosa di Parma)

“Se ti capita l’amore di tipo folle, afferralo con tutte e due le mani e al diavolo le conseguenze.” (Follett – L’inverno del mondo)

“Chi è amico, ama. Chi ama, non è detto che sia in ogni caso un amico; pertanto l’amicizia è sempre vantaggiosa; l’amore qualche volta nuoce” (Seneca – Lettere morali a Lucilio)

“L’amore è molto di più. E’ regalarsi a un essere umano, vivere per quell’essere umano, rinunciare a sè stessi. E’ disinteresse, generosità. Il massimo della generosità.” (O. Fallaci – Insciallah)

“Ti rivelerò un filtro d’amore senza droghe, senza erbe, senza alcuna formula di fattucchiera: se vuoi essere amato, ama!” (Seneca – Lettere morali a Lucilio)

“L’amore. Certo, l’amore. Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta” (Tomasi di Lampedusa – Il Gattopardo)

“Essi offrivano lo spettacolo patetico più di ogni altro, quello di due giovanissimi innamorati che ballano insieme, ciechi ai difetti reciproci, sordi agli ammonimenti del destino, illusi che tutto il cammino della vita sarà liscio come il pavimento del salone, attori ignari in cui un regista fa recitare la parte di Giulietta e quella di Romeo nascondendo la cripta e il veleno, di già previsti nel copione” (Tomasi di Lampedusa – Il Gattopardo)

“L’amicizia non può rimpiazzare l’amore, dicevo. L’amicizia è un ripiego effimero, artificioso, e spesso una menzogna. Non aspettarti mai dall’amicizia i miracoli che l’amore produce: gli amici non possono sostituire l’amore. Non possono strappare alla solitudine, riempire il vuoto, offrire quel tipo di compagnia. Hanno la propria vita, gli amici, i propri amori.” (O. Fallaci – Insciallah)

“Quelli che sono fedeli conoscono solo il lato banale dell’amore: sono gli infedeli che ne conoscono le tragedie” (Wilde – Il ritratto di Dorian Gray)

“Quando si è innamorati, si comincia sempre ingannando sè stessi e si finisce sempre ingannando gli altri” (Wilde – Il ritratto di Dorian Gray)

“Non posso capire come si possa desiderare di avvilire chi si ama”  (Wilde – Il ritratto di Dorian Gray)

“Solo le passioni o i dispiaceri superficiali continuano a vivere, mentre i grandi amori, o i grandi dolori, sono distrutti dalla loro stessa pienezza”  (Wilde – Il ritratto di Dorian Gray)

“L’amore non consiste se non in uno stato di contemplazione reciproca attraverso il quale ciascuno rimanda a chi ama la luce che possiede” (Sgalambro – Anatol)

“E’ vero. Come divengono semplici i rapporti umani quando non c’è di mezzo l’amore.. Quando non c’è di mezzo l’amore…” (Mishma – Sete d’amore)

“purchè si elimi la gelosia è possibile non amare” (Mishma – Sete d’amore)

“Nè l’amare nè l’Amore sono in ogni caso belli o degni di lode, ma solo Amore che induce ad amare conforme al bene” (Platone – Simposio)

“L’altro invece – intendo l’amore per i fanciulli – procede da Afrodite Celeste, che in primo luogo non partecipa dell’elemento femminile ma solo di quello maschile, e poi è più antica ed è immune da incontinenza; proprio per questo s’indirizzano all’elemento maschile coloro che sono ispirati da questo genere d’amore, aspirando a ciò che per natura è più energico e razionale” (Platone – Simposio)

“Era fatale che giungessero a odiarsi. Si erano amati come due animali, di una passione calda e violenta, ma poi, nelle crisi nervose subentrate a delitto avvenuto, il loro amore si era mutato in paura, e i loro baci determinavano in ognuno di loro uno spavento, un’alterazione fisica: adesso, sotto i colpi ripetuti e violenti imposti dalla sofferenza della vita a due, avevano cominciato a odiarsi e a rivoltarsi l’uno contro l’altro.” (Zola – Teresa Rasquin)

“Lo vidi, ne fui pazza, mi si spezzò il cuore, me infelice. Svanì il colore dal mio volto, e della festa niente più vidi e non ricordo come tornai a casa: una febbre ardente mi sconvolse, restai a letto dieci giorni e dieci notti. Ecco l’amore mio da dove è nato, grande Selene” (Teocrito – idilli)

“Delirante Amore spinge la vergine a lasciare la sua stanza, spinge la sposa a abbandonare il letto ancora caldo del marito>>. Così parlò: io gli credetti -ingenua!-, lo presi per la mano, lo feci stendere sul mio letto morbido. Il suo corpo sul mio, com’era caldo! Le nostre guance ardenti, i dolci mormorii…” (Teocrito – idilli)

“Guarda la pena che mi dilania il cuore! Ah, fossi un’ape, per giungere ronzando alla tua grotta e penetrare oltre l’edera, oltre le felci in cui ti chiudi! Ora conosco Amore: un dio feroce. Certo ha succhiato latte di leonessa, e nelle selve lo allevò sua madre, lui che fin dentro alle ossa mi consuma e strazia”  (Teocrito – idilli)

“…ma chi ama invecchia in un sol giorno. Così la primavera è più dolce dell’inverno, così la mela della prugna selvatica, così la pecora è più ricciuta dell’agnello, e la vergine è meglio di chi ha avuto tre mariti, e il cerbiatto è più leggero del vitello, così è maestro di canto l’usignolo melodioso fra tutti gli altri uccelli: proprio così tu sei apparso e io ho gioito, e sono corso da te come il viandante all’ombra della quercia quando il sole brucia”  (Teocrito – idilli)

“L’amore è la forza di un dio, forza ineluttabile. L’uomo non può sfuggire nè evitarlo, come non può evitare il sole e la pioggia, il nascere e il morire” (Manfredi – Alexandros)

“L’amore supremo è, cred’io, l’amore segreto. Una volta esternato e condiviso, l’amore sminuisce. languire tutta la vita per amore, e morire d’amore senza mai invocare il nome dell’amato, o dell’amata, ecco qual è il vero significato dell’amore” (Mishima – La via del samurai)

“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più…Cerchiamo di entrare nella morte a occhi aperti…”  (Yourcenar –  Memorie di Adriano)

“Non cercate di turbare i cuori e tutti i cuori saranno per voi” (Voltaire – Trattato sulla tolleranza)

“Il vero amore non può scorrere adagio adagio, tranquillo, come un ruscello, nascondendo nell’erba il suo lieve sussurro” (Goncarov – oblomov)

“Era solo tempo di guerra quello: l’amore era brodo di ciciri” (Buttafuoco – le uova del drago)

“La coscienza di amare e di essere amato lo sprona verso l’infinito” (Goethe – Le affinità elettive)

“L’odio è partigiano ma l’amore anche più” (Goethe – Le affinità elettive)

“poichè un cuore che cerca, sente bene che qualcosa gli manca; ma un cuore che ha perduto, sa di cosa è stato privato” (Goethe – Le affinità elettive)

“Così riposano gli amanti, l’uno accanto all’altra. Aleggia pace sulle loro tombe; serene figure d’angeli, segretamente affini, li guardano dall’alto della volta, e sarà un momento felice, quand’essi si ridesteranno un giorno, insieme” (Goethe – Le affinità elettive)

“Osservate un giovane uomo all’età di tredici anni: ama il suo amico come la sua amante a venti. L’egoismo nasce presto. A quarant’anni l’uomo ama la sua fortuna, a sessanta soltanto se stesso. Che cos’è dunque l’amore? Il sentimento della propria debolezza di cui l’uomo solitario o isolato non tarda a compenetrarsi”  (Napoleone)

“Con te per sempre finch’io viva e più in là” (Morante – La storia)

“Non immagazzinate più di quanto possiate ingoiare: amore, calore o odio che siano.” (Bukowsly – Compagno di sbronze)

“Per me l’amore altro non era che un dialogo di piccoli indovinelli che sempre restavano insoluti.” (Mishima – Confessioni di una maschera)

“Non esiste popolo al mondo che parteggi per l’amore come gli italiani. Forse anche i francesi, ma loro lo danno per scontato. Gli italiani invece si mettono al servizio dell’amore con buona volontà, sono pratici e romantici, soprattutto se sono nati a Venezia, l’eterna capitale degli innamorati.”( Banffy – Dio ha misurato il tuo regno)

“Essere amato è un’infelicità, una vera infelicità perchè senti che sei colpevole di non dare e di non poter dare all’altro ciò che egli ti offre.” (Tolstoi – I cosacchi)

“Voi lo sapete lettori, perchè di lì ci sarete passati un giorno anche voi; l’amore e la tosse si nascondono male.” (Barrili – Il ritratto del diavolo)

“Ah non era così l’amore che ella aveva sognato. L’amore è l’abbandono consapevole e volenteroso del nostro essere<, l’amore è una profonda allegrezza, anche in mezzo ai tormenti; l’amore è una superba rinunzia di sè ad una creatura che si crede superiore  a tutte le altre, o solamente uguale a noi medesimi.” (Barrili – Il ritratto del diavolo)

“A quella ragazza piaceva tutto quello che mi annoiava e tutto quello che piaceva a me annoiava lei. Eravamo compagni perfetti: ciò che ci faceva tirare avanti era la tollerabile e intollerabile distanza tra di noi. Continuavamo a incontrarci ogni giorno – e ogni notte – senza risolvere niente e senza nessuna probabilità di trovare una soluzione. Perfetto.” (Bukowski – Shakespeare non l’ha mai fatto)

“Ebbi una fitta al cuore come tutte le volte che vedevo una ragazza che amavo andare nella direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande.” (Kerouac – Sulla strada)

“…c’era in noi, al contrario, un unico sentimento egoistico di amore dell’uno verso l’altra, il desiderio di essere amati, un’allegria immotivata, costante, e l’oblio di ogni cosa al mondo.” (Tolstoi – La felicità domestica)

“Tu ragionavi, ragionavi molto – dissi – Tu amavi poco” (Tolstoi – La felicità domestica)

“Che cosa è il vero amore. E’ cieca devozione, incontestabile umiliazione di se stessi, estrema sottomissione, fiducia e convincimento incrollabile in se stessi e contro il mondo intero, consacrarsi interamente anima e cuore a chi ti ferisce, come io ho fatto.” (Dickens – Grandi speranze)

“Dobbiamo soltanto amarci e amarci? Oh, ma io amo di più, e mi accorgo quando sei lontano da me, anche di poco. E’ meraviglioso essere come chiunque altro, allungare il braccio e trovarti tutto caldo accanto a me nel letto.” Fitzgerald – Tenera è la notte)

“We are two fishes swimming in the sea together” (Whitman – Foglie d’erba)

“Lei  lo lasciò finire, grattandogli la testa con i polpastrelli delle dita, e senza che lui le avesse rivelato che stava piangendo d’amore, lei riconobbe immediatamente il pianto più antico della storia dell’uomo” (Marquez – Cent’anni di solitudine)

“Fare l’amoe con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica a una quantità infinità di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a un’unica donna)” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Ma basta innamorarsi follemente e sentire il brontolio del proprio intestino, perchè l’unità di corpo e anima, questa lirica illusione dell’età della scienza, svanisca di colpo” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come gli uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi.”  (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Lamore comincia con una metafora. In altri termini: l’amore comincia nell’istante in cui la donna si iscrive con la sua prima parola nella nostra memoria poetica.” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Se l’eccitazione è un meccaniscmo con il quale il nostro Creatore si diverte, l’amore è al contrario qualcosa che appartiene soltanto a noi e ci permette di sfuggire al Creatore. L’amore è la nostra libertà. L’amore è al di là dell’ Es muss sein!” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Legare l’amore al sesso è stata una delle trovate più bizzarre del Creatore.” (Kundera – L’insostenibile leggerezza dell’essere)

“Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati.” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Le aveva insegnato che nulla di quanto si fa a letto è immorale se contribuisce a perpetuare l’amore. E una cosa che da allora in poi sarebbe stata la ragione della sua vita: l’aveva convinta che si viene al mondo con i propri orgasmi contati, e quelli che non vengono usati per qualsiasi motivo, proprio o altrui, volontario o coatto, sono persi per sempre.” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“L’unica cosa per cui mi dispiace morire è che non sia per amore.” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“…If it were now to die
‘Twere now to be most happy, for I fear
My soul hath her content so absolute
That not another comfort like to this
Succeeds in unknown fate”
(Se ora dovessimo morire, questo sarebbe il momento più desiderabile. Temo che il mio amore abbia raggiunto la gioia suprema, e che mai più il destino potrà dargliene un’altra uguale) (Shakespeare – Otello)

“That death’s unnatural that kills for loving”
(La morte che uccide per amore va contro ogni legge della natura) (Shakespeare – Otello)

“Noi due soli in una camera chiusa a chiave, isolati da tutto il resto del mondo. Dalla folla della città notturna, dalle parole d’amore, dalle liti e dalle dispute, dalle insegne al neon, dalle vibrazioni della danza delle discoteche, dagli sguardi sfuggevoli e dagli ammiccamenti, dalle prostitute, dai giovani vagabondi e squattrinati, dagli occhiali da sole che difendono dalla notte, dall’ultimo spettacolo delle sale cinematografiche, dalle vetrine vuote delle gioiellerie dove si allineano i supporti di velluto senza gemme, dal triste stridio delle gomme delle automobili, dal rumore dei lavori in corso della metropolitana.” (Mishima – Musica)

“Era stato meraviglioso e si erano sentiti autenticamente felici e lui prima non sapeva che si potesse amare qualcuno sino al punto di non curarsi di nient’altro e di credere che tutto il resto non esistesse.” (Hemingway – Il giardino dell’Eden)

“Io ho bisogno di soffrire per amare” (Dostoevsky – Il sogno di un uomo ridicolo)

“…l’avvocato Fenoglio, oltre all’avere un gentile aspetto, era innamorato cotto; e l’amore, come tutti sanno (e se qualcheduno  nol sapesse, glielo dico io), abbelisce la gente, sia che conferisca più vivacità allo sguardo, sia che impallidisca le guancie, secondo che è lieto, o sfortunato per coloro che l’hanno nel cuore.” (Barrili – Una notte bizzarra)

Frasi sul matrimonio

“Il matrimonio è come camminare sulle uova: bisogna procedere con molta attenzione.” (L’isola sotto il mare – I. Allende)

“…poco tempo dopo, per salvaguardare me stesso, decisi di sposarmi. Mi venne in mente che gli orari regolari, i pranzi casalinghi, tutte le convenzioni del matrimonio, la profilattica routine della camera da letto e, chissà, l’eventuale fioritura di certi valori morali, di certi surrogati spirituali, avrebbero potuto aiutarmi, se non a purificarmi dalle mie voglie degradanti e rischiose, almeno a tenerle pacificamente a bada.” (Lolita – V. Nabokov)

“Ignori ciò che per me significa sposarsi; è un atto d’amore e di fede, un dono totale di sé all’essere che si è scelto e che ci ha scelto.” (Amica mia – M.Ba)

“Impari a conoscere tuo marito solo quando ti lascia.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“La gente piglia moglie, come si piglia in mano la fisarmonica, che pare chiunque debba saperla suonare. Si, a stendere e a stringere il mantice, non ci vuol molto; ma a muover le dita di quella maniera per pigiare su i tasti, lì ti voglio!” (L’esclusa – L. Pirandello)

“Figlio mio, quando una donna si sposa entra inevitabilmente in un sistema di sorveglianza permanente.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Il matrimonio non è una catena. E’ l’adesione reciproca a un programma di vita.” (Amica mia – M.Ba)

“Si sa, per altro, che le mogli è il loro mestiere d’ingannare i mariti.” (L’esclusa – L. Pirandello)

“Mi ha confidato che troppe donne sono complici di uomini meschini e indifferenti. Mentono per loro. Mentono ai propri figli. Perché anche loro sono state trattate in quel modo dai loro padri. Queste donne vogliono sempre credere che dietro la meschinità si nasconda l’amore, per non impazzire dalla sofferenza. Ma il fatto è, Max, che quello non è amore.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Per un momento se la prese con il tempo che passava e i casi della vita che l’avevano strappata via… da tutte quelle cose, si disse. E le si presentò davanti una scena; Maggie e Renny seduti davanti al fuoco. Un matrimonio felice, pensò, ecco cosa ho sentito per tutta la serata. Un matrimonio felice.” (Gli anni – V.Woolf)

“E’ pur vero che, un giorno sì e uno no, e anche quel giorno no con altissima frequenza, adamo diceva a eva, Andiamo a letto, ma la routine coniugale, aggravata, nel loro caso, da nessuna varietà nelle posizioni per mancanza di esperienza, già allora si dimostrò altrettanto distruttiva di un’invasione di tarli lì a rodere le travature della casa.” (Caino – J. Saramago)

“In verità, in verità vi dico che molte cose di questo mondo si potrebbero conoscere prima che ne accadano altre che ne sono frutto, se marito e moglie fossero soliti parlarsi l’un l’altra come tali.” (Il Vangelo secondo Gesù Cristo – J. Saramago)

“Il matrimonio è una promessa. Non puoi mantenere una promessa solo quando ti fa comodo. Devi mantenerla anche contro le tue inclinazioni. E’ questo che significa.” (Follett – I giorni dell’eternità)

“Un matrimonio senza amore non è un matrimonio, che solo l’amore consacra il matrimonio e che solo il matrimonio consacrato dall’amore è autentico.” (Tolstoj – La sonata a Kreutzer)

“Quali gioie, quali felicità e disinganni si riserbano reciprocamente nella lunga indissolubile comunanza del matrimonio?” (De Maupassant – Una vita)

“La sento ancora, con il suo tono persuasivo, consigliarmi: una donna deve sposare l’uomo che l’ama e non quello che lei ama; è il segreto per una felicità duratura.” (Amica mia – M.Ba)

“Il matrimonio è come un paio di scarpe: soltanto chi le indossa può dire se vanno bene.” (Xiaobo – Monologhi del giorno del giudizio)

“Le volevo molto bene. La casa è vuota senza di lei. Ovviamente la vita coniugale è solo un’abitudine, una cattiva abitudine. Ma si rimpaingono sempre le perdite. anche delle peggiori abitudini. Forse sono quelle che si rimpiangono di più. Sono una parte così essenziale della nostra personalità”  (Wilde – Il ritratto di Dorian Gray)

“Io credo che il viaggio di nozze sia, spesso, la prima e la più irrimediabile delusione della vita matrimoniale. Il passaggio dall’ideale fantasticato alla realtà è così brusco e così inatteso, che lascia un’orma profonda nell’animo, qualche cosa che forma poil’infelicità delle due fidenti creature unitesi, forse un pò sbadatamente, per sempre.” (L. Capuana – Novelle)

“Gli uomini si sposano perchè sono stanchi, le donne perchè sono curiose e ambedue rimangono delusi” (Wilde – Il ritratto di Dorian Gray)

“Louise l’aveva predisposta contro la vita coniugale: dopo nozze di sangue, era un séguito infinito di sacrifici, intervallato da trivialità notturne” (Sartre – Le parole)

“Che significa sposarsi? il matrimonio è solo la scopata santificata, e una scopata santificata finisce sempre, immancabilmente, per venire a noia, per essere un lavoro, ma è ben questo che il mondo vuole: che un povero figlio di puttana, in trappola e felice, abbia il suo lavoro da svolgere” (Bukowsky – Storie di ordinaria follia)

“Il matrimonio monogamico è il fondamento su cui poggia la civiltà dell’Occidente. Se crolla, crolla un elemento essenziale della nostra cultura.” (Benedetto XVI – Luce del mondo)

“L’unica cosa che le mancava per sentirsi completamente felice era la nascita dei figli, ma rispettava il patto che aveva stabilito con suo marito di non averne prima che fossero trascorsi cinque anni di matrimonio.” (Marquez – Cent’anni di solitudine)

“Il problema del matrimonio è che finisce ogni notte dopo che si è fatto l’amore, e occorre ricostruirlo ogni mattina prima della colazione” (L’amore ai tempi del colera – Marquez)

“Il problema della vita pubblica è imparare a dominare il terrore, il problema della vita coniugale è imparare a dominare il tedio.” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Era un marito perfetto: non raccoglieva mai niente da terra nè spegneva la luce nè chiudeva una porta.” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Ricordati sempre che la cosa più importante di un buon matrimonio non è la felicità ma la stabilità. Fin dalle sue prime solitudini di vedova capì che quella frase non nascondeva la minaccia meschina che le aveva attribuito all’epoca, ma la pietra lunare che aveva fornito a entrambi tante ore felici.” (Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Il matrimonio è in verità il solo argomento su cui tutte le donne sono d’accordo e tutti gli uomini in disaccordo.” (Wilde – autobiografia di un dandy)

“Chi infrange il matrimonio, chi mi calpesta con la parola o coi fatti questo fondamento d’ogni società morale, quello ha da fare con me; o se io non posso dominarlo, ch’io non abbia nulla a che fare con lui. Il matrimonio è l’alfa e l’omega d’ogni civiltà. Esso fa gentili i feroci, ed anche il più raffinato non ha occasione migliore di mostrare la propria gentilezza. Indissolubile dev’essere; poichè porta tanta felicità che ogni singola eventuale sventura non merita d’essere tenuta in conto. E poi, che si sta a aprlar di sventure? E’ l’impazienza che piglia l’uomo di tanto in tanto, e allora si compiace di sentirsi sventurato. Ma lasciate solo che passi quel momento, ed egli si stimerà ben felice che una relazione così a lungo conservata sussista ancora. Per separarsi non c’è alcun motivo plausibile. La condizione umana è così ricca di dolori e di gioie, che non si può affatto tenere il conto di ciò che una coppia di sposi si debbano l’un l’altro. E’ un debito infinito, che può venir compensato solo con l’eternità. Alle volte può essere scomodo, lo credo bene, ed è appunto giusto che sia così. Non siamo forse anche sposati con la nostra coscienza di cui spesso ci libereremmo volentieri, perchè è tanto più scomoda di quanto possano mai riuscirci molesti un marito o una moglie?” (Goethe – Le affinità elettive)

“Chi conosce il mondo vede bene che anche nel matrimonio l’unico inconveniente è l’esigenza della durata eterna, in mezzo a tanta instabilità delle cose umane” (Goethe – Le affinità elettive)

“…you are the lord of duty
I am hitherto your daughter: but here’s my husband;
And so much duty as my mother show’d
To you, preferring you before her father,
So much I challenge that I may profess
Due to the Moor My lord”
(Voi siete il mio signore, a cui devo obbedienza perchè sono vostra figlia. Ma qui c’è anche mio marito, e io credo di dovere al Moro, mio signore, la stessa obbedienza che mia madre rese a voi, preferendovi a suo padre) (Shakespeare – Otello)

“…O curse of marriage!
That we can call these delicate creatures ours,
And not their appetites…”
(Maledetto il matrimonio che ci fa chiamare nostre queste tenere creature, ma non le loro voglie) (Shakespeare – Otello)

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