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Le frasi più belle tratte dai libri letti

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La casa degli spiriti – Isabel Allende

“Barrabas arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l’abitudine le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant’anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato e per sopravvivere al mio stesso terrore.”

“Appena nata Rosa era bianca, liscia, senza grinze, come una bambola di porcellana, con i capelli verdi e gli occhi gialli, la creatura più bella che fosse nata sulla terra dai tempi del peccato originale, come aveva detto la levatrice facendosi il segno della croce.”

“Fu una lunga notte, forse la più lunga della mia vita. La trascorsi seduto accanto alla tomba di Rosa, parlando con lei, accompagnandola nella prima parte del suo viaggio verso l’Aldilà, quando è più difficile staccarsi dalla terra e si ha bisogno dell’amore di chi rimane vivo, per andarsene almeno con la consolazione di avere seminato qualcosa nel cuore altrui.”

“Le parlai delle carezze che le avevo riserbato, i regali con i quali l’avrei sorpresa, il modo in cui l’avevo fatta innamorare e resa felice. Le dissi, insomma, tutte le follie che non le avrei mai detto se avesse potuto udirmi e che non ho mai ripetuto a nessun’altra donna.”

“Però mai più è molto tempo. E l’ho potuto sperimentare in questa lunga vita.”

“Non bisogna mai vendere la terra. E’ l’unica cosa che rimane quando il resto si esaurisce.”

“Era stata un’infanzia di privazioni, di disagi, di asprezze, di interminabili rosari notturni, di paure e di colpe. Di tutto questo gli erano rimasti solo la rabbia e un orgoglio smisurato.”

“Quando il cattivo umore cominciava a darmi fastidio e mi sentivo a disagio nella mia stessa pelle, andavo a caccia. Mi alzavo molto prima dell’alba e partivo con un fucile in spalla, il mio tascapane e il mio bracco. Mi piacevano le cavalcate al buio, il freddo dell’alba, i lunghi appostamenti nell’ombra, il silenzio, l’odore della polvere da sparo e del sangue, sentire l’arma rinculare con un colpo secco contro l’omero e vedere la preda cadere scuotendo le zampe, tutto questo mi tranquillizzava e quando tornavo da una partita di caccia, con quattro miserabili conigli nel tascapane e qualche pernice così sforacchiata che non serviva per essere cucinata, mezzo morto di fatica e pieno di fango, mi sentivo sollevato e felice.”

“Pancha Garcia non si difese, non si lamentò, non chiuse gli occhi. Rimase di spalle, guardando il cielo con espressione spaventata, finché non sentì l’uomo crollare con un gemito al suo fianco. Allora cominciò a piangere debolmente. Prima di lei sua madre, e prima di sua madre sua nonna, avevano subìto lo stesso destino di cagna.”

“La guerra in Europa era finita e i vagoni pieni di morti erano un clamore lontano, ma che ancora non si spegneva. Di là stavano arrivando le idee sovversive portate dai venti incontrollabili della radio, del telegrafo e delle navi cariche di emigranti che arrivavano come una frotta attonita, sfuggendo alla fame della loro terra, inariditi dal ruggito delle bombe e dai morti che marcivano nei solchi dei campi.”

“Sui tavoli da gioco si puntavano le eredità e le facili ricchezze del dopoguerra, si stappava lo champagne ed era arrivata la novità della cocaina per i più raffinati e viziosi. la follia collettiva sembrava non avere fine.”

“..a furia di vedere l’ambizione nello specchio quando mi facevo la barba alla mattina, avevo finito per imparare a riconoscerla quando la vedevo negli altri.”

“Quell’estate la trascorsero tra l’infanzia, che ancora li possedeva, e il risveglio dell’uomo e della donna.”

“Blanca poteva condurre la vita indolente per la quale si sentiva portata, mentre suo marito si dedicava a quei piccoli piaceri che solo il denaro può consentire e ai quali aveva dovuto rinunciare per così lungo tempo.”

“Al termine della sua vita, quando i novant’anni l’avevano trasformato in un vecchio albero contorto e fragile, Esteban Trueba avrebbe ricordato quei momenti con sua nipote come i migliori della sua esistenza, e pure lei conservò sempre nella memoria la complicità di quei viaggi in campagna per mano a suo nonno, le passeggiate sul dorso del cavallo, l’imbrunire nell’immensità dei seminati, le lunghe serate vicino al caminetto a raccontare storie di fantasmi e a disegnare.”

“L’uomo e la bambina si guardarono ed entrambi si riconobbero negli occhi dell’altro.”

“Alba sapeva che sua nonna era l’anima della grande casa dell’angolo. Gli altri lo seppero più tardi, quando Clara morì e la casa perse i fiori, gli amici di passaggio e gli spiriti giocherelloni ed entrò in pieno nell’epoca dello sfacelo.”

“Mi congratulo che tu abbia scelto questa professione. Se quanto chiedi è di girare armato, tra essere delinquente o essere poliziotto, è meglio essere poliziotto, perché hai l’impunità.”

“Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. Ma la paura è qualcosa d’interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento.”

“La notte che morì mi chiusi dentro con lei. Dopo tanti anni senza parlarci dividemmo quelle ultime ore riposando nell’acqua quieta della seta azzurra, come le piaceva chiamare il suo letto, e ne approfittai per dirle tutto quello che non avevo potuto dirle prima, tutto quello che mi ero trattenuto dal dirle dopo la terribile notte in cui l’avevo picchiata.”

“La morte di Clara trasformò completamente la vita nella grande casa dell’angolo. i tempi erano mutati. Con lei se n’erano andati gli spiriti, gli ospiti e quella luminosa allegria che era sempre presente, perché lei non credeva che il mondo fosse una Valle di lacrime, ma al contrario una burla di Dio, sicché era stupido prenderlo sul serio, se Lui stesso non lo faceva.”

“…si spazzolava cento volte i suoi lunghi capelli castani…”

“Ma all’università la politica era inevitabile. Come tutti i giovani che erano entrati in quell’anno, scoprì l’attrazione di una notte insonne in un caffè, a parlare dei cambiamenti di cui il mondo aveva bisogno e a contagiarsi l’un l’altro con la passione delle idee.”

“Era nato quando non esisteva la luce elettrica in città e si era ritrovato a vedere alla televisione un uomo che passeggiava sulla luna, ma nessun trambusto della sua lunga vita l’aveva preparato ad affrontare la rivoluzione che si stava organizzando nel suo paese, sotto i suoi occhi, e che metteva tutti in agitazione.”

“Così trascorsero i mesi e divenne chiaro per tutti, anche per il senatore Trueba, che i militari si erano presi il potere per tenerselo e non per consegnare il governo ai politici di destra che avevano favorito il golpe. Erano una razza a parte, fratelli tra di loro, che parlavano un linguaggio diverso da quello dei civili e con i quali il dialogo era come una conversazione tra sordi, perché il minimo dissenso era considerato tradimento secondo il loro rigido codice d’onore.”

“Cercò nella memoria una passeggiata con Miguel sulla costa, d’autunno, molto prima che l’uragano degli eventi capovolgesse il mondo, nell’epoca in cui le cose si chiamavano ancora con nomi noti e le parole avevano un unico significato, quando popolo, libertà e compagno erano solo quello, popolo, libertà e compagno, e non erano ancora contrassegni.”

“Cercò di ricordare il freddo, il silenzio e quella preziosa sensazione di essere i padroni della terra, di avere vent’anni e la vita davanti, di amarsi tranquilli, ebbri dell’odore di bosco e di amore, privi di passato, senza pensare al futuro, con l’unica, incredibile ricchezza di quell’istante presente in cui si guardavano, si odoravano, si baciavano, si esploravano, avvolti nel mormorio del vento tra gli alberi e del rumore vicino delle onde che si frangevano contro le rocce a picco della scogliera, esplodendo in un fragore di schiuma profumata, e loro due, abbracciati sotto la stessa coperta, come fratelli siamesi in una stessa pelle, ridendo e giurando che sarebbe stato per sempre, convinti di essere gli unici in tutto l’universo ad avere scoperto l’amore.”

“…pur essendo consapevole che la grazia non era morire, dato che succede comunque, bensì sopravvivere, che era un miracolo…”

“Le suggerì, inoltre, di scrivere una testimonianza che un giorno potesse servire per portare alla luce il terribile segreto che stava vivendo, affinché il mondo venisse al corrente dell’orrore che avveniva parallelamente all’esistenza pacifica e ordinata di quelli che non volevano sapere, di quelli che non potevano restare ancorati all’illusione di una vita normale, di quelli che non potevano negare, di quelli che stavano a galla sopra un mare di gemiti, ignorando, contro ogni evidenza, che a pochi isolati dal loro mondo felice c’erano gli altri, quelli che sopravvivono o muoiono dalla parte buia.”

“Scrivo, lei scrive, che la memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni, crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma può anche darsi che tutto succeda simultaneamente…”

“Ma sarebbe molto difficile vendicare tutti quelli che devono essere vendicati, perché la mia vendetta sarebbe solo l’altra parte dello stesso rito inesorabile. Voglio limitarmi a pensare che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l’odio..”

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