Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per il tag “Citazioni Hosseini”

Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini

“Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E’ stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente.”

“Improvvisamente sentii la voce di Hassan che mi sussurrava: Per te qualsiasi cosa. Hassan, il cacciatore di aquiloni.”

“Il problema era che mio padre vedeva il mondo in bianco e nero. Ed era lui a decidere cos’era bianco e cos’era nero. Non si può amare una persona così senza temerla. Forse nemmeno senza odiarla un pò.”

“I figli non sono album da colorare come piace a noi.”

“Dopo tutto io ero un pashtun e lui un hazara. Io ero sunnita e lui sciita, e niente al mondo avrebbe potuto cambiare questi dati di fatto. Niente.”

“Era l’inizio della fine. Quella ufficiale sarebbe arrivata nell’aprile 1978, con il colpo di stato comunista, e poi nel dicembre 1979, quando i carri armati russi avrebbero invaso le strade dove Hassan e io avevamo giocato da bambini, decretando la morte dell’Afghanistan che avevamo conosciuto e dando inizio a un’era di massacri che non è ancora terminata.”

“…ma è meglio essere feriti dalla verità che consolati da una menzogna.”

“Avere qualcuno che in ogni momento sapeva di cosa avevo bisogno, era fastidioso, ma anche rassicurante.”

“Hassan non lottava, non si muoveva neppure. Girò la testa leggermente di lato e io colsi sul suo viso la rassegnazione. Era un’espressione che conoscevo. L’avevo vista negli occhi degli agnelli.”

“…alla fine vince sempre il mondo.”

“Qualche volta, mi sedevo nella mia Ford e guidavo per ore. Strade costeggiate da platani neri dove persone che non avevano mai stretto la mano a un re vivevano in squallidi edifici a un piano con sbarre alle finestre, cortili circondati da grigie reti metalliche e prati ingombri di giochi, pneumatici lisci, bottiglie di birra.”

“La prima volta che vidi il Pacifico mi venne da piangere: era davvero immenso e azzurro come al cinema.”

“L’America era diversa. L’America era un fiume che scorreva tumultuoso, immemore del passato. Potevo immergermi in questo fiume lasciando che i miei peccati venissero trascinati verso il fondo, lasciandomi trasportare lontano. In qualche luogo senza spettri, senza ricordi, senza peccati.
Se non per altro, almeno per questo io abbraccia l’America.”

“La guardai sorpreso e affascinato. Aveva capelli di velluto nero carbone e sopracciglia folte che si toccavano al centro, simili alle ali arcuate di un uccello in volo. L’elegante naso aquilino ricordava quello di un’antica principessa persiana. i suoi occhi castani, ombreggiati da lunghe ciglia, incontrarono i miei per un attimo, poi volarono via.”

“Sono le storie tristi che rendono buoni i libri.”

“Conoscemmo la routine e le piccole meraviglie della vita matrimoniale. Ci scambiavamo lo spazzolino da denti e i calzini, di passavamo il giornale. Soraya dormiva sul lato destro del letto, io preferivo il sinistro. A lei piacevano i cuscini morbidi, a me quelli duri.”

“Quelle notti, ci rannicchiavamo dalla nostra parte del letto e ognuno si affidava al proprio salvatore. per Soraya il sonno. Per me, come sempre, un libro.”

“E’ straziante, Amir jan, il lamento di una madre. Che Allah ti conceda di non udirlo mai.”

“Sogno che i fiori lawla torneranno a fiorire per le strade di Kabul, che nelle sale da tè potremo di nuovo ascoltare la musica del rubab e che in cielo voleranno ancora gli aquiloni. E sogno che un giorno tornerai a Kabul a rivedere la terra della tua infanzia. Se lo farai, troverai ad aspettarti un vecchio amico fedele.”

“L’erba del deserto resiste, ma il fiore di primavera sboccia e appassisce.”

“Vorrei gridare. Vorrei strapparmi da questo posto, da questa realtà. Vorrei evaporare come una nuvola,. fluttuare nell’ari, sciogliermi nell’umidità della notte estiva e dissolvermi in un luogo lontano, oltre le colline.”

“Correvo. Ero un uomo adulto che correva con uno sciame di bambini vocianti. Ma non mi importava. Correvo con il vento che mi soffiava in viso e sulle labbra un sorriso ampio come la valle del Panshir.”

Annunci

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: