Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per la categoria “Valerio M. Manfredi, 8 libri”

Le idi di Marzo – Massimo Manfredi

“La legge è una sola: guai ai vinti. Bisogna cercare di vincere, sempre, finchè è possibile.”

“C’è sempre una spiegazione, Silio. E se non c’è, non significa che ci troviamo di fronte a un miracolo ma semplicemente alla nostra ignoranza e inadeguatezza, significa che non siamo ancora in grado di capire le ragioni di un fenomeno.”

“Un medico nelle retrovie di una grande spedizione militare ha modo d’incontrare tante persone, di ascoltare grida di dolore, imprecazioni, deliri, confessioni in punto di morte, rimorsi di cui ci si vuole liberare prima di intrapendere il grande viaggio da cui nessuno ha mai fatto ritorno.”

“Le abitudini di una vita diventano parte di noi stessi.”

“E invece sta tutto lì nella politica…capire che cosa stanno pensando gli avversari, prevenire le loro mosse e avere pronte le contromosse.”

“Come per magia, mentre si avvicinava, sbucò da dietro il piccolo edificio una figura ammantata di grigio, un uomo di mezza età con i capelli incolti e raggrumati, i sandali scuciti, un bastone stretto nel pugno da cui pendevano tintinnanti dischetti metallici. lo riconobbe: era un augure etrusco di antica e nobile famiglia, gli Spurinna, che trascinava una vita dimessa e campava con le offerte dei fedeli e di coloro che lo consultavano per conoscere ciò che li aspettava nel futuro. Più volte cesare lo aveva visto assistere alle cerimonie da lui presiedute e talvolta lo aveva ammesso a scrutare le interiora delle vittime sacrificate per trarne un auspicio. Fece per accostarsi e salutarlo ma quello lo prevenne, gli si avvicinò e fissandolo negli occhi con uno sguardo stralunato sibilò: Guardati dalle idi di marzo.”

“Lepido si rivolse a un certo punto a Cesare chiedendo: Secondo te, quale sarebbe la morte migliore?
Cesare colse nei suoi occhi un’espressione che non seppe decifrare. Volse lo sguardo agli altri commensali che aspettavano in silenzio la risposta. Poi tornò a guardare lepido e rispose: Rapida. E improvvisa.”

“Cesare ha dimostrato che un uomo solo può dominare il mondo. nessuno aveva mai mostrato i caratteri di un simile sconfinato potere. Altri vorranno ciò che lui ha avuto. molti proveranno a succedergli. la repubblica è morta comunque.”

La torre della solitudine – Manfredi

“Aveva sempre considerato suo padre come l’uomo che aveva una risposta per tutto…”

“Sai, incontrarti mi ha fatto bene…E anche…anche un pò male. Mi ha riportato ai nostri sogni di ragazzi, ai nostri progetti di avventura. E ora eccomi qua: otto ore al giorno dietro una scrivania. Tutti i santi giorni. Natale in montagna e agosto al mare. Tutti gli anni. Tutti i santi anni.”

“Il desiderio…il desiderio di conoscenza…una presunzione empia…”

“La verità è che siamo avvolti nel mistero e che nemmeno una luce ci è stata data per penetrarlo, a parte questa nostra mente perennemente atterrita dalla coscienza dello scorrere inesorabile del tempo”

“Il mondo, quello che lei chiama il secolo, è soprattutto questo, padre, una landa desolata su cui trascorrono al galoppo i quattro cavalieri dell’Apocalisse”

“Come quando si siede d’inverno davanti al bivacco: il petto è caldo per il riverbero delle fiamme, ma la schiena è morsa dal gelo della notte”

“Se invece dovremo soccombere almeno varcheremo al galoppo il confine della notte”

Lo Scudo Di Talos – Manfredi

“L’ora di tornare era giunta, era giunto il momento di soffocare per sempre la voce del sangue e il grido del cuore”

“nel pieno della bufera si dimentica che esiste il sole e si teme che le tenebre domineranno il mondo ma il sole continua a splendere sopra le nubi nere e prima o poi i suoi raggi si aprono un varco per riportare la luce e la vita”

L’armata Perduta – Manfredi

“Sognare non costa nulla e per un pò è come vivere un’altra vita: quella che tutti avremmo voluto e che non abbiamo nè avremo mai”

“Era un guerriero, fidanzato con la morte, e sapeva che ogni giorno poteva essere l’ultimo”

“Si ritrovano in vasti campi aperti schierati uno a fianco dell’altro e poi a un segnale, a uno squillo di tromba, caricano lo schieramento avversario dove sono riuniti altri uomini e si lanciano all’attacco urlando con tutta la forza di cui sono capaci. Urlano per vincere la paura che li attanaglia. Nell’istante prima dell’attacco molti di loro tremano, sudano freddo, altri piangono in silenzio, altri ancora non riescono a trattenere l’orina che scorre tiepida lungo le gambe fino a bagnare il terreno. In quel momento aspettano la morte, la Chera ammantata di nero che passa invisibile tra le file adocchiando dalle sue orbite vuote coloro che dovranno cadere subito,poi quelli che dovranno morire in seguito e infine quelli che moriranno qualche giorno dopo per le ferite subite. Sentono il loro sguardo su di loro e rabbrividiscono.
Quel momento è così importante che se durasse di più li ucciderebbe. Nessun comandante lo prolunga più del minimo necessario: appena possibile scatena la mischia. Coprono il terreno che li separa dall’avversario correndo velocissimi e poi si abbattono contro i nemici come marosi contro le cosgliere. La collisione è spaventosa. Nei primi istanti lo spargimento di sangue è tale che il terreno ne è completamente imbevuto. Il ferro affonda nella carne, le mazze fracassano i crani, le lance trapassano il ventre. Impossibile resistere a lungo a una simile bufera di furore”

“Quando un popolo è sconfitto la gente si divide, gli uni accusano gli altri di essere stati la causa del disastro perchè la vittoria ha molti padri, la sconfitta è orfana”

“Erano poco più di mille ma sembravano centomila; erano quasi dovunque e subito dopo, ancora, altrove: colpivano, incendiavano, massacravano. Ciò che più terrorizzava era il silenzio. Non gridavano, non imprecavano, non inveivano. Uccidevano, senza mai fermarsi. Entravano, uscivano. E dietro restava solo morte”

“Le due armata stavano per scontrarsi, era il momento in cui la Chera di morte passava tra le fila schierate a scegliere i suoi prediletti”

“Non c’è nulla di più terribile al mondo per un essere umano che cadere in totale potere di un altro essere umano che lo odia, perchè non c’è limite alle sofferenze che dovrà sopportare”

“Quando il volto è impenetrabile, tutto il resto lo diventa”

“dal momento in cui veniamo al mondo sul nostro capo pende una condanna a morte: resta solo da sapere come e quando”

“Chi salva la vita dei compagni salva la propria, chi cerca solo di salvare se stesso morirà e moriranno anche gli altri”

Alèxandros – Massimo Manfredi

“Il figlio al quale darai la luce risplenderà di un’energia meravigliosa, ma come le fiamme che ardono di luce più intensa bruciano le pareti della lucerna e consumano più in fretta l’olio che le alimenta, la sua anima potrebbe bruciare il petto che la racchiude”

“L’uomo soltanto, fra tutti i viventi, può salire fino a toccare quasi le dimore degli dei, o scendere al di sotto dei bruti. Tu hai già visto le dimore degli dei, hai vissuto nella casa di un re, ma ritenevo giusto che vedessi anche ciò che può riservare la sorte a un essere umano. Fra quei disgraziati ci sono uomini che forse un giorno furono dei capi o dei nobili, e che il fato d’un tratto ha precipitato nella miseria”

“Ricorda una cosa Alessandro, un buon maestro è quello che dà risposte oneste”

“Leggere le gesta degli eroi del passato è fondamentale per l’educazione di un giovane, così come lo è assistere alla rappresentazione delle tragedie. il lettore, o lo spettatore, sono spinti dall’ammirazione per le gesta grandi e nobili, per la generosità del comportamento di chi ha sofferto e dato la vita per la propria comunità e per i propri ideali o ha espiato sino in fondo gli errori suoi o dei suoi antenati”

“Ho visto i miei uomini morire di freddo e di stenti, li ho visti soffrire pene atroci, con le membra squarciate da ferite spaventose. Ho visto altri precipitare mentre davano la scalata a un muro e sfracellarsi al suolo e ho poi sentito le loro urla strazianti nella notte, per ore e ore prima del silenzio.
E guarda me, guarda le mie braccia: sembrano i rami di un albero su cui un orso abbia arrotato le unghie. Sono stato ferito undici volte, azzoppato e mezzo accecato…Alessandro, Alessandro, tu vedi la gloria ma la guerra è soprattutto orrore. E’ sangue, sudore, escrementi; è polvere e fango; è sete e fame, gelo e calura insopportabile”

“Ricordati, ragazzo mio: la falange è l’incudine e la cavalleria il martello”

“Sarai per lui come un fiore bagnato di rugiada, come il sorriso della primavera, come una perla incastonata nell’oro”

“E’ destino che ciò accada, è destino dell’uomo sopportare ferite e malattie e dolori e morte prima di sprofondare nel nulla. Ma agire con onore ed essere clemente ogni volta che è possibile è nelle sue facoltà e nella sua scelta. Questa è l’unica dignità che gli è concessa da quando è messo al mondo, l’unica luce prima delle tenebre di una notte senza fine”

“L’ importante è ciò che la gente vuole credere, e la gente ha bisogno di credere, e ha bisogno di sognare”

“è cosa ardua combattere contro un mito”

“Lisippo, amico mio…quei ragazzi sono cenere ora e le loro ossa nude giacciono sotto terra, ma tu, tu, cattura la loro anima fremente, afferrala nel vento prima che si disperda del tutto e fondila nel bronzo, rendila eterna!”

“Il monumento sorgerà in Macedonia e resterà in eterno a celebrare quei giovani che hanno dato la vita per il nostro paese, disprezzando un’esistenza oscura e senza gloria”

“Se non conosci il passato non puoi capire il presente”

“Parlava con una voce bassa e sonora al tempo stesso, e il timbro delle sue parole aveva lo stesso calore della luce delle lampade che ondeggiava sulla sua pelle lucida e scura come il bronzo, disegnando le superfici del suo corpo come un paesaggio incantato”

“O al problema c’è soluzione ed è inutile preoccuparsi, o al problema non c’è soluzione ed è inutile preoccuparsi”

“L’amore è la forza di un dio, forza ineluttabile. L’uomo non può sfuggire nè evitarlo, come non può evitare il sole e la pioggia, il nascere e il morire”

“Mi hai capito Bucefalo? Tu calpesterai sotto i tuoi zoccoli i cavalieri medi e kissei, gli ircani e i korasmi, spirerai fuoco alle narici come una chimera, trascinerai nella tua carica furibonda tutti i tuoi compagni, sarai il tuono che squassa le montagne e i cinquecento destrieri della Punta faranno tremare la terra dietro di te”

“Addio, Barsine. Se dovessi morire in battaglia, non compiangermi: è un privilegio cadere sul campo, evitare la lunga vecchiaia e la decadenza della mente e del corpo, lo spegnersi lento e inesorabile dello sguardo”

“I miei dolori sono di un tipo che tu non puoi curare, mio buon Filippo, solo il vino riesce talvolta ad attutirli”

“La grandezza di un uomo corrisponde alla sproporzione dolorosa fra la meta che si prefigge e le forze che la natura gli ha concesso quando lo ha messo al mondo”

“Non c’è conquista che abbia senso, non c’è guerra che valga la pena di combattere. Alla fine l’unica terra che ci rimane è quella in cui verremo sepolti”

Il Tiranno – Manfredi

“Non c’è infatti nulla di peggio per un essere umano che finire in balìa di un altro essere umano”

“Passarono altri due giorni prima di giungere in vista dell’etna ancora incappucciato di neve, alto, con il suo pennacchio di fumo, su di un golfo meraviglioso, sulla pianura costiera piena di olivi e di viti che cominciavano a mettere le prime tenere foglie di primavera”

“La vista dell’Etna con i suoi fiumi di fuoco, i boati che squassavano la terra, l’incombere delle rupi da oriente, le cupe foreste…tutto appariva immane e minaccioso”

“Dionisio le si stese accanto e si sentì avvolgere dal tepore e dal profumo di lei, la vide trasfigurarsi a mano a mano che lui riusciva a suscitare il piacere dal suo corpo verginale: gli occhi brillare di una luce dorata, le labbra inturgidirci, il volto distendersi in una trasparenza quasi ialina. Rispondeva a ogni carezza, a ogni bacio con altrettanto calore, con innocente lussuria. Fu lei ad attirarlo dentro di sè sciogliendo la sua ritrosia di guerriero con la calda intensità dello sguardo, con l’incanto del suo seno immacolato, stringendo come un’amazzone i suoi fianchi fra le cosce. Si amarono finchè bruciò la fiammella della lucerna, fino a giacere estenuati in uno stato di semincoscienza, come immersi in una beatitudine torpida e umida. Scivolarono dall’amore nel sogno senza accorgersene: la luce perlacea di un’aurora marina li trovò ancora abbracciati, coperti solo della loro bellezza”

“Ciò che resta di noi, una volta che abbiamo varcato la soglia dell’Ade, non è il ricordo veritiero di ciò che abbiamo compiuto ma l’immagine che di noi è stata plasmata dalla storia”

“E la storia va dove vuole, è come un fiume enorme che ora corre sul suo cammino; ora invece avanza lentamente in pigre volute e sembra lasciarsi domare e guidare persino da uomini mediocri. La Storia è un mistero, un impasto di passioni, orrori, speranze, entusiasmi, meschinità; è sorte e casualità, così come è anche il prodotto di volontà precise e caparbie come la tua, certo. La Storia è il desiderio di superare la nostra miseria di uomini, è l’unico monumento che ci sopravvivrà. Anche quando i nostri templi e le nostre mura saranno caduti in rovina, quando i nostri dei e i nostri eroi saranno solo fantasmi, immagini sbiadite dal tempo, statue mutilate e corrose, la Storia ricorderà ciò che abbiamo fatto e il ricordo che sopravvivrà di noi è l’unica immortalità che ci è concessa”

L’ultima Legione – Manfredi

“I cavalieri sbucavano in quel momento dalla nebbia lungo la stretta strada bianca che dalle colline raggiungeva l’accampamento, imponenti sui massicci destrieri sarmatici coperti di scaglie metalliche. Calzavano elmi conici borchiati di ferro e irti di cimieri, lunghe spade pendevano loro dai fianchi e le lunghe capigliature biondo o rossicce fluttuavano nell’aria nebbiosa. Portavano mantelli neri e brache della stessa lana grezza e scura. La foschia e la distanza li facevano sembrare demoni fuggiti dagli inferi”

“Le donne venivano stuprate ripetutamente e sottoposte a ogni possibile ignominia; gli uomini erano forzati ad assistere all’oltraggio perpetrato sulle loro spose o sulle loro figlie prima di essere a loro volta gettati a terra e scannati come pecore…ovunque si udiva, assieme alle urla scomposte di quei selvaggi ubriachi di strage, il crepitare del fuoco che cominciava a divorare la sventurata dimora”

“I superstiti di un massacro si sentono sempre in colpa. A volte per il resto dei loro giorni. In colpa per essere vivi”

“Nessuno può predisporre piani senza fine in questo nostro mondo. Vi sono continui mutamenti e turbolenze e rivolgimenti. Chi oggi siede su un trono domani potrebbe mordere la polvere, chi piange potrebbe vedere presto un’alba di speranza”

“Ricordati l’esempio dei grandi del passato, ricorda i precetti e i suggerimenti dei grandi saggi: di Socrate, di Catone, di Seneca. La conoscenza è nulla se non ci dà i mezzi per affrontare la vita”

“La città fu presa d’assalto improvvisamente dopo una lunga resistenza. I barbari si abbandonarono al saccheggio e al massacro. Gli uomini furono passati a fil di spada, le donne stuprate e condotte in schiavitù, le case saccheggiate e date alle fiamme…la via era illuminata qua e là dal bagliore degli incendi, grida, lamenti e urla di follia echeggiavano in ogni angolo, da ogni muro, piovevano dal cielo come una grandine di fuoco. la città era piena di corpi senza vita, il sangue scorreva dappertutto”

“E anche tu dovresti dedicarti alla scrittura, o almeno alla lettura. Aiuta a dimenticare gli affanni, libera l’anima dall’angoscia e dalla noia del quotidiano, ci mette incontatto con un mondo diverso”

“I sacerdoti di Cristo predicavano l’imminenza del suo ritorno e del suo giudizio finale ed esortavano ad abbandonare il pensiero della Città terrena per levare sguardo e speranze alla sola città di Dio. Così, ogni giorno moriva nei cuori della gente romana l’amore per la Patria, svaniva il culto degli antenati e delle memorie più sacre lasciate agli studi puramente accademici dei retori”

“Cominciammo a combattere, assaliti da ogni parte, e combattemmo per ore. E ore. E ore. Prima dalle palizzate, poi dal vallo, poi fuori, in quadrato, tutti appiedati, come ai tempi di Annibale. E mentre noi eravamo sempre meno e sempre più stanchi, loro continuavano a lanciare truppe fresche, a ondate: una, e poi un’altra e un’altra ancora…Ci subissavano di dardi, nubi di dardi,. Poi, quando ci videro stremati, sanguinanti, sfiniti – a quel punto era ormai il tramonto – vennero avanti al passo, sui loro cavalli catafratti, impugnando le asce per finirci, per macellarci. Uno per uno. Vedemmo i nostri compagni cadere a decine, a centinaia, incapaci ormai anche solo di reggere il peso delle armi; alcuni si gettavano sulla spada ponendo fine alle proprie sofferenze, altri erano fatti a pezzi ancora vivi…lasciati in terra senza più gambe o braccia, poveri tronchi informi a urlare, a dissanguarsi nel fango…”

“I pericoli si affrontano nel momento in cui si presentano. Anticiparli non fa che peggiorare la situazione: la paura aumenta, la minaccia è ingigantita dalla nostra immaginazione. Quando invece ci si trova all’improvviso di fronte al pericolo, la nostra mente mobilita in un attimo tutte le sue risorse, il nostro corpo è invaso da un potente flusso di energia, il battito del cuore aumenta, i muscoli si espandono e si induriscono, il nemico diventa un bersaglio da abbattere, da annientare”

“Se essere pagano significa fedeltà alla tradizione degli antenati e alle credenze dei padri, se significa vedere Dio in tutte le cose e tutte le cose in Dio, se significa rimpiangere amaramente una grandezza che non trnerà mai più, ebbene sì, sono pagano”

“Con false parole chiamano Impero la sottomissione del mondo, e dove hanno fatto il deserto, lo chiamano pace”

“Vi sono momenti in cui bisogna scegliere tra la spada e l’aratro. Sospese la spada al cinturone e scese le scale verso le scuderie”

L’impero Dei Draghi – Manfredi

“Non è con l’oro, ma col ferro che si riscatta l’onore di Roma”

“I grandi uomini percorrono sentieri che ai comuni mortali sono sconosciuti”

“Davvero sei stato cristiano? gli chiese
Si. è così.
E come mai non lo sei più?
Perchè penso che i cristiani ci cambieranno al punto di renderci incapaci di difenderci e combattere. Inoltre, a un cristiano è vietato desiderare la vendetta. E’ tenuto a perdonare i propri nemici. Ti rendi conto? che cosa credi che mi tenga in vita comandante? Covo il mio rancore ogni ora che passa…”

“Metello declamò scandendo parola per parola: Onore a Licinio Valeriano Augusto, imperatore dei Romani!
Gli uomini alzarono le mani come se impugnassero i giavellotti della legione e gridarono “Onore!!””

“Morire da uomini liberi è altrettanto importante che vivere”

“Non c’è un istante della nostra vita che non meriti di essere vissuto. Anche quando ero nella miseria più nera, il fatto di vedere i miei amici, di vedere le albe e i tramonti, di sentire cantare gli uccelli o ululare gli sciacalli di notte. E la speranza. la speranza che non muore mai.”

“Devi metterti sempre nella mente del nemico. Se tu fossi al loro posto, che cosa faresti? Ti daresti per vinto?”

“Se è destino che domani notte ceniamo assieme nell’Ade, sia pure!”

“Non ho mai visto maneggiare una spada a quel modo, nè uomini volteggiare nell’aria senza peso come quei guerrieri e come sai fare tu stesso…come è possibile?
Voi barbari dell’Occidente siete stati educati a rafforzare il corpo, noi veniamo educati a rafforzare la mente e la mente va dove vuole. Comunque ho anch’io una domanda da rivolgerti: quale energia spingeva i tuoi uomini e te stesso a combattere contro nemici ben più esperti e veloci, in possesso di un’arte militare molto più evoluta, senza cedere al panico e allo scoramento, se non conoscete la via, se non sapete bilanciare dentro di voi le forze naturali, le sole che possono vincere?
Si chiama virtus, significa forza virile, ma è difficile spiegarne veramente l’essenza. E’ la forza che ci spinge a dare la vita per la nostra famiglia e la nostra patria, se necessario, senza sperare in nulla se non nel ricordo che rimarrà del nostro onore”

“La volpe ha molti trucchi. L’istrice uno solo, ma buono”

“Summus ius, summa iniuria”

“Solo da te potrei accettare la morte, solo da te potrei avere la pace poichè non potei avere l’amore”

“Abili nella spada e nel giavellotto, resistenti alla marcia e alle privazioni, amanti del vino e delle donne, duri d’animo e di pelle. Soldati!”

“Dovrai muoverti in sintonia con la natura, percepire il suo respito, lasciare che percorra il tuo corpo. Non c’è nulla che tu non possa conseguire. Ma non devi tendere con spasmo all’obiettivo, devi lasciarti trasportare dalla corrente della vita, dall’energia del cosmo che scorre in un filo d’erba come nel tuo corpo, nel granello di sabbia come nelle stelle che pulsano nell’eternità del cielo”

“Si plasma l’argilla per farne un vaso e in quello che è il vuoto sta l’uso del vaso”

“Quando una donna piange, un uomo perde una parte del suo cuore”

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