Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per la categoria “Letteratura russa, 20 libri”

Limonov – Emmanuel Carrère

“Prima che Anna Politkovskaja venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all’altro, il suo volto dall’aria triste e decisa è diventato in Occidente un’icona della libertà d’espressione.”

“In un paese in cui nessuno bada granché alle libertà formali, purché gli sia garantito il diritto di arricchirsi, la loro era una battaglia persa in partenza.”

“Che la polizia o l’esercito siano corrotti rientra nell’ordine delle cose. Che la vita umana valga poco rientra nella tradizione russa. Ma l’arroganza e la brutalità dei rappresentanti del potere di fronte a semplici cittadini che si azzardavano a chiedere spiegazioni, e la certezza che avevano di restare impuniti: ecco quello che non potevano sopportare le madri dei soldati, né le madri dei bambini massacrati nella scuola di Beslan, nel Caucaso, né i familiari delle vittime del teatro della Dubrovka.”

“L’uomo ha girato la testa, come se nonostante la distanza l’avesse sentita. La fiamma della candela ne ha scolpito i lineamenti.
Ho riconosciuto Limonov.”

“”I russi stravedono per Putin e non capiscono perché una costituzione del cazzo impedisca loro di eleggere per tre volte di fila un presidente così in gamba. E non dimentichi un piccolo particolare: la costituzione vieta tre mandati consecutivi, non di stare fermi un giro, lasciando un uomo di paglia a tenere in caldo la propria poltrona, e ripresentarsi al giro successivo.”

“Fatico a conciliare queste immagini: lo scrittore teppista che ho conosciuto un tempo, il guerrigliero braccato, l’uomo politico responsabile, la star a cui le rubriche di gossip dedicano articoli entusiastici.”

“Non che questo sia un male o limiti le possibilità di arricchimento dell’esperienza umana, ma, insomma, dal punto di vista geografico e socioculturale non si può dire che la vita mi abbia condotto molto lontano dal mio punto di partenza, e lo stesso vale per la maggior parte dei miei amici.”

“La verità, non dimenticarlo mai, Edicka, è che gli uomini sono dei vigliacchi, delle carogne, e che se non vuoi finire ammazzato devi essere pronto a colpire per primo.”

“Si vedono ovunque bande di ragazzini abbandonati a se stessi, ragazzini i cui genitori sono morti in guerra o diventati nemici del popolo, ragazzini affamati, ragazzini ladri, ragazzini assassini, regrediti allo stato selvatico, che si spostano in orde pericolose, e per i quali è stata abbassata a dodici anni l’età in cui si diventa responsabili di fronte alla legge, vale a dire l’età in cui si può essere condannati a morte.”

“La guerra, scriverà più tardi il figlio, li ha morsi fra i propri denti come quando si saggia una moneta, e loro, che non si sono mai piegati, sanno di non essere moneta falsa.”

“Agisci con coraggio e decisione, senza aspettare che ci siano tutte le condizioni ideali, perché le condizioni ideali non esistono.”

“Non è meglio morire da vivi che vivere da morti?”

“…si sono trovate faccia a faccia due Russie: quella che denunciato e quella che è stata denunciata.”

“Passare da Mosca a New York è come passare da un film in bianco e nero a un film a colori.”

“In due ore di guerra, pensa Eduard, si impara sulla vita e sugli uomini più che in quattro decenni di pace. La guerra è sporca, è vero, la guerra non ha senso, ma, cazzo! neanche la vita civile ha senso, per quanto è tetra e ragionevole a forza di frenare gli istinti.”

“Il piacere della guerra, della guerra vera, è innato negli uomini con quello della pace, ed è un’idiozia volerli mutilare di questo piacere ripetendo virtuosamente: la pace è buona, la guerra è cattiva. In realtà, pace e guerra sono come l’uomo e la donna, lo yin e lo yang: sono necessarie entrambe.”

“Erano giovani, intelligenti, pieni di energia, non disonesti per vocazione – soltanto, erano cresciuti in un mondo in cui era vietato fare affari, attività per la quale avevano un vero talento, e da un giorno all’altro si erano sentiti dire: fatevi sotto. Senza regole del gioco, senza leggi, senza sistema bancario e fiscale.”

“Il più grande complimento che si possa rivolgere ad una persona è dirle che sa stare al proprio posto.”

“Ma la domanda che tutti si fanno è: nel 2012, Putin riprenderà in mano il volante, come gli consente la costituzione che vieta tre mandati solo se consecutivi? Oppure il docile Medvedev ci avrà preso gusto, sfiderà il suo mentore e forse lo annienterà, come Putin ha annientato quello che lo hanno fatto re?”

“Putin fa quello che dice, dice quello che fa, e quando mente è così spudorato che non ci casca nessuno.”

“E’ proprio la vecchiaia che mi auguro per noi, per me e Helene. Immagino grandi librerie, comodi divani, grida di nipotini in giardino, marmellate di frutti di bosco, lunghe conversazioni sulle sdraio. Le ombre che si allungano, la morte che si avvicina piano piano. La vita è stata bella perché ci siamo amati. Forse non finirà così, ma, dipendesse solo da me, così mi piacerebbe che finisse.”

Ragazzi di zinco – Svetlana Aleksievic

“Continuo a ripetermelo: non scriverò più una riga sulla guerra.”

“La guerra. M’ero ripromessa di non scriverne più e invece ci sono capitata in mezzo.”

“Non posso impedirmi di pensare che la guerra sia frutto della natura maschile, la quale resta, per me donna, in gran parte incomprensibile.”

“Scrivere (raccontare) tutta la verità su sè stessi è, come ha osservato Puskin, fisicamente impossibile”

“Chi mi crederà se lo racconto?”

“L’oggetto della mia ricerca è sempre lo stesso: la storia dei sentimenti e non della guerra in quanto tale. Cosa pensavano queste persone? Che cosa volevano? Quali erano le loro gioie? E le loro paure? E che cosa ricordano”.

“Da lui ho saputo che quel giorno il nostro Btr blindato era saltato su una mina anticarro italiana.”

“Quando una pallottola incontra un uomo fa un rumore particolare – che non puoi dimenticare nè confondere con nient’altro – una specie di tonfo bagnato. E il ragazzo che ti è accanto cade a faccia in giù nella polvere, bruciante come la cenere.”

“Dopo due o tre settimane, di quello che eri prima ti resta solo il nome anagrafico. Ormai tu non sei più tu, ma un’altra persona.”

“Ci chiamano afgancy. Un nome dal suono straniero…”

“Quelli che non stati laggiù con me, che non hanno visto niente, vissuto e provato niente, per me non sono nessuno.”

“L’Afghanistan mi ha guarito dall’illusione di credere che da noi vada tutto bene, e che sui giornali e alla televisione dicano e scrivano la verità.”

“Alla prima stazione, ho preso una manciata della mia terra natale, l’ho guardata e ho sorriso: è la mia terra! E ne ho anche mangiata, mi creda. Me la sono spalmata in faccia.”

“Mamma, sono venuto a dirti che non ce la faccio più. Quello che mi hai insegnato… Non esiste… niente di tutto quello… Da dove l’hai preso?… E non è che l’inizio. Come farò a continuare a vivere?”

“Di che colore è il grido? Che sapore ha? E di che colore è il sangue? In ospedale è rosso, grigio sulla sabbia asciutta, turchino sulla roccia verso sera, quando non più vivo…”

“No, dalla guerra non tornano degli eroi… Non da laggiù, non da quella guerra…”

“A scuola era la classe a decidere, all’istituto il consiglio didattico, in fabbrica il collettivo di lavoro. Dappertutto c’era chi decideva per me. Mi hanno inculcato che un uomo da solo non può niente.”

“Cosa ci facciamo qui?”

“Durante le marce di avvicinamento c’è la sete, una sete atroce, umiliante. Hai la bocca riarsa, non riesci nemmeno a raccogliere abbastanza saliva da poter deglutire. Ti sembra di avere la bocca piena di sabbia. Lecchi la rugiada, ti lecchi il sudore….Volevo restare vivo. Voglio vivere! Ho preso una tartaruga. Con un sasso appuntito le ho bucato la gola. Ho bevuto il suo sangue. Gli altri non hanno potuto. Nessuno ha potuto.”

“Avevano una spiegazione, la stessa, per ogni cosa:
E’ la vita.”

“Non avevamo delle idee, avevamo degli ordini. E gli ordini non si discutono, se tutti si mettono a discutere, addio esercito.”

“La coscienza non concepisce neanche la possibilità della propria scomparsa.”

“La verità è troppo spaventosa, non la si saprà mai. Nessuno vorrà essere il primo, nessuno si assumerà un simile rischio. Chi racconterà della droga che veniva trasportata nelle bare? Delle pellicce?… Al posto dei morti… Chi le mostrerà le filze di orecchie umane seccate? Trofei di guerra…”

“Ciò che qui è inimmaginabile, laggiù è pratica quotidiana. uccidere è spaventoso e anche sgradevole. ma ben presto cominci a pensare che ammazzare qualcuno a bruciapelo è sicuramente spaventoso e sgradevole, ma se lo si fa insieme ad altri, in massa, può risultare eccitante e perfino, come m’è capitato di osservare, divertente.”

“Ho appreso qui che la mina più terribile è “l’italiana”. Dopo, ci vuole un secchio per raccogliere quel che resta di un uomo.”

“In guerra gli uomini subiscono una trasformazione, sono gli stessi e al tempo stesso non lo sono più.”

“Una cosa che ho capito in guerra è che nell’uomo non c’è granchè di umano. Se non ha niente da mangiare, diventa crudele. Se le cose gli vanno male, diventa crudele. Ma allora cosa gli resta di umano?”.

“Per fortuna, io ho un mondo tutto mio, diverso, che ha nascosto il primo. Il mondo dei libri, della musica, è stato questo a salvarmi.”

“Quando si leva il vento afghano, non vedi più in là del tuo braccio teso, tanto è buio, e sei come cieco.”

“Non c’è animale meno esigente dell’uomo.”

“Un uomo in gruppo e un uomo per conto suo sono due persone diverse.”

“Non posso dimenticare quel brivido freddo che ti percorre la schiena col caldo a cinquanta gradi.”

“E invece…la religione islamica appare incrollabile…e il progresso non la sfiora neanche… Sono tante le cose in cui abbiamo creduto e che poi invece… Ma è così che è andata.”

“Scopro il mondo attraverso le voci umane. Esse mi affascinano sempre, mi stordiscono, mi ipnotizzano.”

“Non ci sono che due strade: o apprendere la verità o fuggire da essa. Torneremo di nuovo a nasconderci?”

“Quando tacciono le armi, la guerra ricomincia da capo. Bisogna ripensarla, riviverla. E fa ancora più paura.”

Lolita – Vladimir Nabokov

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta..
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”

“I noi lo spirito e la carne si erano fusi con una perfezione che deve risultare incomprensibile ai rozzi, prosaici giovanotti di oggi, coi loro cervelli fatti in serie.”

“I giorni della mia giovinezza, mentre mi volto a guardarli, sembrano volar via da me in un turbinio di pallidi, ripetitivi brandelli, come quelle tormente mattutine di quadratini di carta usata che il viaggiatore vede turbinare nella scia del vagone belvedere.”

“Adesso voglio esporre il seguente concetto. Accade a volte che talune fanciulle, comprese tra i confini dei nove e quattordici anni, rivelino a certi ammaliati viaggiatori – i quali hanno due volte, o molte volte, la loro età – la propria vera natura, che non è umana, ma di ninfa (e cioè demoniaca); e intendo designare queste elette creature con il nome di ninfette.”

“Bisogna essere artisti e pazzi, creature di infinita melanconia, con una bolla di veleno ardente nei lombi e una fiamma ipervoluttuosa perennemente accesa nella sensitiva spina dorsale (oh, quanto bisogna dissimulare e farsi piccoli!) per discernere a prima vista, grazie a segnali ineffabili – il profilo impercettibilmente felino di uno zigomo, la snellezza di una gamba appena velata di lanugine, e altri indizi che la disperazione e la vergogna e le lacrime di tenerezza mi vietano di enumerare – il micidiale diavoletto tra le brave bambine; e lei, non ravvisata dalle sue compagne, posa tra loro a sua volta ignara del proprio fantastico potere.”

“…poco tempo dopo, per salvaguardare me stesso, decisi di sposarmi. Mi venne in mente che gli orari regolari, i pranzi casalinghi, tutte le convenzioni del matrimonio, la profilattica routine della camera da letto e, chissà, l’eventuale fioritura di certi valori morali, di certi surrogati spirituali, avrebbero potuto aiutarmi, se non a purificarmi dalle mie voglie degradanti e rischiose, almeno a tenerle pacificamente a bada.”

“…e poi, senza il minimo preavviso, un’azzurra onda marina si gonfiò sotto il mio cuore, e su una stuoia immersa in una polla di sole, seminuda, sdraiata, e poi in ginocchio, e poi voltata sulle ginocchia, ecco la mia innamorata della Costa Azzurra che mi squadrava al di sopra degli occhiali scuri.”

“Nessun uomo può compiere il delitto perfetto, ma il caso si.”

“Oh, lasciate che faccia un pò il sentimentale, per una volta! Sono così stanco di fare il cinico!”

“Non c’è niente di più rumoroso di un albergo americano”

“Io fumo, invece, e, come diceva il caro dottor Pierce, non ne vado fiera, ma ne vado matta!”

“E pensai fra me che quei tipetti facili dimenticano tutto, mentre noi, vecchi innamorati, serbiamo come un tesoro ogni centimetro della loro ninfità.”

“Permettendo a Lolita di studiare recitazione avevo tollerato, da innamorato inebetito qual ero, che coltivasse l’inganno.”

“Un cambiamento d’ambiente è la tradizionale premessa fallace in cui ripongono le loro speranze gli amori e i polmoni condannati.”

“Sono abbastanza orgoglioso di saper qualcosa da poter ammettere modestamente di non saper tutto.”

“Le inclinazioni artistiche non sono caratteri sessuali secondari, come sostengono certi sciamani e scimuniti; è il contrario: il sesso è soltanto l’ancella dell’arte.”

“Non potevo uccidere lei, naturalmente, come ha pensato qualcuno. Vedete, io l’amavo. Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.”

“Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l’eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo con grida così forti; un’eco sull’orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche.”

“Io ti amavo. Ero un mostro pentapodo, ma ti amavo. Ero ignobile e turpido e tutto quello che vuoi, mais je t’aimais, je t’aimais! E c’erano momenti in cui sapevo come ti sentivi, e saperlo era l’inferno, piccola mia. bambina Lotita, coraggiosa Dolly Schiller.”

Il dottor Zivago – Boris Pasternak

“Andavano e sempre camminando cantavano eterna memoria, e a ogni pausa era come se lo scalpiccio, i cavalli, le folate di vento seguitassero quel canto.”

“Ce ne sono al mondo di cose che meritino fedeltà? Ben poche. Io penso che si debba essere fedeli all’immortalità, quest’altro nome della vita, un po’ più intenso.”

“Il fanciullo costituiva una decisa e amara eccezione alla regola. la sua molla principale restava un senso di preoccupazione non mitigato né mobilitato dalla spensieratezza. Sapeva d’aver ereditato un tale carattere e con vigile apprensione ne spiava i sintomi su di sé. La natura di quel carattere lo amareggiava. La sua presenza lo umiliava.”

“Che significa essere ebreo? perché questo è possibile Cosa compensa o giustifica questa sfida disarmata che non porta altro che dolore?”

“Che follia il valzer! Si gira, si gira, senza pensare a nulla”

“Quel mondo di ignominia e di falsità, dove una signorotta ben pasciuta osava guardare in quel modo quei poveri tonti che lavoravano, e dove un alcolizzato vittima di quei sistemi provava gusto a perseguitare i suoi compagni di sventura, quel mondo gli era adesso più odioso che mai”

“Penso che se la belva che dorme nell’uomo si potesse fermare con una minaccia, la minaccia della prigione o del castigo d’oltretomba, poco importa quale, l’emblema più alto dell’umanità sarebbe un domatore da circo con la frusta, e non un profeta che ha sacrificato se stesso. Ma la questione sta in questo, che, per secoli, non il bastone ma una musica ha posto l’uomo al di sopra della bestia e l’ha portato in alto: una musica, l’irresistibile forza della verità disarmata, il potere d’attrazione del suo esempio.”

“Non teneva un diario ma due o tre volte all’anno annotava su un grosso quaderno i pensieri che lo colpivano.”

“Ed ecco che in quell’orgia pacchiana d’oro e di marmi, venne lui, leggero e vestito di luce, ostentatamente umano, volutamente provinciale, galileo, e da quel momento i popoli e gli dei cessarono d’esistere e cominciò l’uomo, l’uomo falegname, l’uomo agricoltore, l’uomo pastore tra un gregge di pecore al tramonto, l’uomo il cui non nome non suonava minimamente fiero, l’uomo celebrato con riconoscenza da tutte le ninne nanne materne e da tutte le gallerie di pittura del mondo.”

“Con che cosa colpisce, la vita? Col tuono o col fulmine? No, con sguardi in tralice e sussurri di calunnie. Tutto in essa è perfido ed equivoco. Le basta tendere un filo, esile, come una ragnatela, ed è finita; prova a tirarti fuori dalla rete! Ti ci invischi sempre di più.
E sul forte hanno la meglio il debole e l’abietto”

“Lara non era religiosa. Non credeva nei riti del culto. Ma qualche volta, per sopportare la vita, le occorreva l’accompagnamento di una specie di musica interiore, che non sempre poteva comporre da sola. Questa musica erano per lei le parole divine sulla vita e su di esse andava a piangere in chiesa.”

“La coscienza è un veleno, un mezzo di autoavvelenamento per il soggetto che la applica su se stesso. La coscienza è luce, proiettata al di fuori e che illumina la strada davanti a noi, perché non si inciampi. La coscienza sono i fari accesi davanti a una locomotiva che corre. Rivolgete la loro luce all’interno e succederà una catastrofe.”

“Negli altri siete vissuta, negli altri resterete. Che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro.”

“C’è una causa sull’eredità di mio padre, che si trascina per far guadagnare gli avvocati con le spese giudiziarie, ma in realtà non esiste nessuna eredità, solamente debiti e pasticci, oltre tutte le cose sporche che possono venire a galla.”

“Lara pensò a come gli ubriachi amino sempre recitare la parte degli ubriachi e, con tanto maggiore esagerazione dilettantesca e banale, quanto più hanno bevuto.”

“L’odio che si ha verso di loro (gli ebrei) e le ragioni stesse che lo ispirano sono contraddittori. Ciò che irrita è proprio quello che dovrebbe commuovere e disporre a simpatia: la loro povertà e il loro affollamento, la loro debolezza e incapacità a reagire. E’ incomprensibile. C’è qualcosa di fatale.”

“Lo zar faceva pena in quel grigio e tiepido mattino di montagna, e stringeva il cuore pensare che un così timoroso riserbo e tanta timidezza potessero costituire l’essenza dell’oppressore, e che di quella debolezza ci si servisse per condannare e graziare, per incatenare e impiccare.”

“Che bruschi e radicali cambiamenti negli ultimi tempi! Fino a poco fa il dovere di fronte alla patria, il valore in guerra, gli elevati sentimenti sociali erano sacri. Ora che la guerra è perduta, questa è la sciagura più grande e tutto il resto ne è la conseguenza, e tutto ha perso d’importanza, niente più è sacro. D’un colpo, ogni cosa è cambiata, il tono, l’aria, non si sa che pensare, chi ascoltare.”

“…si sentiva crescere la sorda irritazione popolare.”

“Entrarono nella stanza, battendo il pavimento coi bastoni e le stampelle, accorsero e zoppicarono gli invalidi e i malati dei reparti vicini e tutti insieme gridavano: Avvenimenti importanti, eccezionali. A Pietroburgo, tumulti per le strade. Le truppe della guarnigione di Pietroburgo sono passate dalla parte degli insorti. E’ la rivoluzione.”

“Da qualsiasi punto, a ogni curva, si spalancavano davanti la tetra steppa, l’oscuro cielo, la vastità della guerra, la vastità della rivoluzione.”

“Ora non siamo più semplici soldati di linea, come prima, ma i combattenti del primo esercito rivoluzionario del mondo.”

“Lascia che il maiale vada sotto la tavola e vi metterà sopra le zampe”

“Oh, come alle volte, dalla mediocrità autoesaltatrice, dall’incessante vaniloquio degli uomini si vorrebbe fuggire nell’apparente silenzio della natura, nel muto carcere d’un lungo tenace lavoro, nell’ineffabilità d’un sonno profondo, d’una vera musica, d’un tacito contatto dei sentimenti col cuore ammutolito dalla sua pienezza!”

“C’era odore di tutti i fiori del mondo in una volta sola, come se la terra, rimasta priva di sensi durante il giorno, si fosse ora riavuta a tutti quei profumi. E, dal secolare giardino della contessa, reso impraticabile dalla sterpaglia, saliva fino alla cima degli alberi, impenetrabile, come il muro di un grande edificio, l’olezzo immenso di un antico tiglio in fiore, carico di polline.”

“Intorno, tutto fermentava, cresceva, saliva al magico lievito dell’esistenza. Il fervore della vita, come un vento silenzioso, avanzava in una larga ondata, senza sapere dove, sulla terra e sulla città, attraverso i muri e i recinti, attraverso il legno e i corpi, abbracciando col suo fremito quanto incontrava sulla propria strada. Per sedare l’effetto di quel flusso vitale, Zivago scese nella piazza ad ascoltare i discorsi che facevano al comizio.”

“La notte illuminata dalla luna era stupefacente, come la misericordia o come il dono della chiaroveggenza.”

“Pensate che tempi sono questi! E io e voi li viviamo! Cose tanto incredibili accadono solo una volta nell’eternità. Pensate: alla Russia intera è stato strappato via il tetto, e noi con tutto il popolo ci siamo trovati di colpo allo scoperto, sotto il cielo. E non c’è nessuno che possa spiarci. La libertà! La vera libertà, non quella a parole, non quella delle rivendicazioni, ma una libertà caduta dal cielo, superiore a ogni aspettativa. E’ una libertà ottenuta per caso, un malinteso.”

“Mi sembra che il socialismo sia un mare nel quale devono confluire come rivoli tutte queste singole rivoluzioni individuali, il mare della vita, il mare dell’originalità di ognuno. Il mare della vita, sicuro, di quella vita che si può vedere nei quadri, della vita portata al livello del genio, creativamente arricchita. E adesso gli uomini hanno deciso di non sperimentarla più nei libri, ma su se stessi, non nella astrazione, ma nella pratica.”

“Era la rivoluzione, non già la rivoluzione idealizzata nelle università, maniera 1905, ma l’attuale rivoluzione, nata dalla guerra, sanguinosa, la rivoluzione dei soldati, che se ne infischiava d’ogni altra cosa, diretta dai soli esperti di quella furia degli elementi, i bolscevichi.”

“Finora la società non si è ancora disgregata abbastanza. Bisogna che si sfasci totalmente e allora un vero potere rivoluzionario ne raccoglierà i frammenti per ricomporli su basi diverse.”

“Ecco che cos’era la vita, che cos’era l’esperienza, che cosa inseguivano coloro che andavano in cerca d’avventure, ecco a che cosa mirava l’arte: ritornare a casa propria, ai propri affetti, riprendere a vivere.”

“Il dottore vi aveva appena fermato l’attenzione, quando dietro un’altra apparve il tempio di Cristo Salvatore e, un istante dopo, le cupole, i tetti, le case e i camini dell’intera città.”

“Un uomo deve stringere i denti e condividere la sorte del proprio paese.”

“Passeremo anche quest’inverno, si capisce.”

“Finchè l’ordine delle cose aveva permesso ai privilegiati di fare stranezze e capricci a spese dei non privilegiati, come era stato facile prendere per originalità e per segno di carattere la stravaganza e il diritto all’ozio di cui la minoranza godeva, sicura della pazienza della maggioranza!”

“Si accorsero allora che solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, che la felicità isolata non è felicità, tanto che un’anitra e l’alcool, se unici della città, non sembrano più nemmeno anitra e alcool. Era questo che amareggiava più di ogni altra cosa.”

“In quei giorni vi potrà sembrare, come a noi in guerra, che la vita si sia arrestata, che quanto c’è di personale non esista più, e che al mondo non succeda più nulla, solo uccidere e morire. Ma se sopravvivremo fino a quando si scriveranno le memorie di quest’epoca e le leggeremo, ci persuaderemo che in questi cinque o dieci anni abbiamo vissuto più che non altri in un intero secolo.”

“Sarebbe impazzito se non avesse avuto le piccole noie dell’esistenza, le fatiche e le preoccupazioni. La moglie, il bambino, la necessità di procurarsi denaro rappresentavano la sua salvezza: il regolare ritmo quotidiano, le abitudini, il lavoro, le visite altrui.”

“Forza, Jura! Vestiti e andiamo. Bisogna esserci. Questa è storia. Capita una sola volta nella vita.”

“Beato l’uomo che non casca. io chiudo gli occhi e metto in tasca.”

“Per quanto rifiuti ogni onorario, non posso fare a meno di accettare, perché la gente non crede nell’efficacia dei consigli gratuiti.”

“Ma tutte le madri sono madri di grandi uomini e non è colpa loro se poi la vita le delude.”

“Come vorrei, accanto al lavoro, alla fatica campestre o alla pratica medica, produrre qualcosa che resti, qualcosa d’importante, opera d’arte o di scienza che sia!”

“Ogni uomo nasce Faust per comprendere tutto, tutto provare, tutto esprimere.”

“E’ fantasia solo ciò che è comune, quando è sfiorato dalla mano del genio. la miglior lezione in proposito è Puskin.”

“I primi annunci della primavera. Disgelo. L’aria odora di frittelle e di vodka, come il giovedì grasso, quando anche il calendario sembra ricorrere a giochi di parole.”

“E’ bene quando una persona contraddice le nostre aspettative, quando è diversa dall’immagine che ce ne siamo fatta. Appartenere a un tipo significa la fine dell’uomo, la sua condanna. Se non si sa invece come catalogarlo, se non è caratteristico, allora possiede già la metà dei requisiti desiderabili, è libero da sé stesso, con un granello in sé di assoluto.”

“Che assoluta nullità di dev’essere per sostenere nella vita una parte sola, per occupare un posto solo nella società, per significare sempre la medesima cosa!”

“Quando sei un uomo che sa il fatto suo, ti vengono sempre a cercare. non vai in malora.”

“Ma la vita non è mai un materiale, una sostanza. La vita, se volete saperlo, è un elemento che continuamente si rinnova e rielabora da sé, che da sé si rifà e si ricrea incessantemente, sempre tanto più alta di tutte le nostre ottuse teorie.”

“Faceva il tempo peggiore che si potesse immaginare. un aspro vento impetuoso trascinava rasoterra laceri lembi di nuvole, neri come fiocchi di fuliggine. D’un tratto cominciò a cadere la neve, con la febbrile fretta di una sorta di bianca follia.”

“La canzone popolare russa è come l’acqua trattenuta da una diga. Sembra ferma, immobile, ma in profondità fluisce ininterrottamente dalle sue chiuse e la calma della sua superficie è ingannevole.”

“Possibile che per essere stato un istante consenziente, fosse divenuto schiavo per sempre?”

“Quello spazio è la Russia, la sua incomparabile, celebre madre, il cui nome è risuonato oltre i mari, martire testarda, stravagante, folle, adorata, dalle uscite sempre grandiose e fatali e sempre imprevedibili.”

“Così lontana, così fredda e attraente era colei cui aveva dato tutto, posposto tutto e al cui confronto tutto gli era parso trascurabile e senza valore.”

“Nelle cose pratiche questi uomini intraprendenti, sicuri di sé, autoritari, sono insostituibili. Ma, nelle cose del cuore, la loro maschia, baffuta, ostentata sufficienza è insopportabile.”

“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. la loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.”

“Tu e io siamo come i due primi uomini, Adamo ed Eva, i quali non avevano nulla per coprirsi al principio del mondo: ora, alla sua fine, siamo egualmente spogli e senza tetto. Noi due siamo l’ultimo ricordo di ciò che è stato creato al mondo di incommensurabilmente grande nelle molte migliaia di anni intercorse tra loro e noi, ed è in memoria di tali prodigi scomparsi che noi respiriamo e amiamo, e piangiamo, e ci attacchiamo l’uno all’altra, stringendoci.”

“…l’intuizione, ossia la conoscenza integrale che abbraccia d’un colpo tutto il quadro.”

“Se fa così male amare, assorbire questa elettricità, come deve essere più doloroso essere donna, essere questa elettricità, e suscitare l’amore!”

“E venne il marxismo che vide dov’era la radice del male, dov’era il mezzo per guarirlo e diventò la forza motrice del secolo.”

“I campi e le foreste offrivano allora due paesaggi completamente opposti. I campi, senza l’uomo, erano divenuti orfani, come colpiti in sua assenza da una maledizione. I boschi, invece, liberi dall’uomo, in salvo, si erano ravvivati come prigionieri tornati in libertà.”

“L’uomo non libero idealizza sempre la propria schiavitù.”

“E’ una malattia di questi ultimi tempi. Credo che le cause siano di ordine morale. Alla gran maggioranza di noi si richiede un’ipocrisia costante, eretta a sistema. Ma non si può, senza conseguenze, mostrarsi ogni giorno diversi da quello che ci si sente: sacrificarsi per ciò che non si ama, rallegrarsi di ciò che ci rende infelici.”

“E’ facile attribuire al regno delle piante una stretta parentela col regno della morte. Lì, nel verde della terra, fra gli alberi dei cimiteri, tra i germogli che spuntano dalle aiuole, sono forse concentrati i misteri della trasmutazione e gli enigmi della vita, sui quali noi tanto ci tormentiamo. Al primo momento, Maria Maddalena non riconobbe Gesù uscito dal sepolcro, e lo prese per il giardiniere che camminava nel cimitero.”

“E ricordate: mai in nessun caso bisogna disperarsi. Sperare e agire, questo si deve fare nelle sventure.”

“E’ successo più volte nella storia. Quello che era stato concepito in modo nobile e alto, è diventato rozza materia. Così la Grecia è divenuta Roma, così l’illuminismo russo è diventato la rivoluzione russa.”

 

La sonata a Kreutzer – L. Tolstoj

“Era appena iniziata la primavera. Eravamo in viaggio già da due giorni. Nel vagone c’era un andirivieni di viaggiatori che percorrevano brevi tragitti, ma tre erano saliti, come me, alla stazione di partenza del convoglio: una donna di una certa età, non bella, fumatrice, con un’espressione di grande stanchezza sul volto, che aveva un berretto in capo ed un cappotto di taglio quasi maschile indosso…”

“…continuava, rispondendo, secondo le abitudini di molte donne, non alle parole del suo interlocutore, bensì a quelle che riteneva egli avrebbe detto.”

“Un matrimonio senza amore non è un matrimonio, che solo l’amore consacra il matrimonio e che solo il matrimonio consacrato dall’amore è autentico.”

“Il commesso viaggiatore ascoltava e sorrideva, cercando di afferrare e ritenere il maggior numero di brani di quell’intelligente conversazione, per riutilizzarli in un secondo momento come propri.”

“Amare lo stesso uomo o la stessa donna per tutta la vita equivale a pretendere che una stessa candela continui a bruciare per tutta la vita.”

“Dunque, prima delle nozze vivevo come vivono tutti, e cioè sregolatamente e, come tutti quelli del nostro ambiente, pur vivendo così, ero certo di vivere come si deve.”

“l’autentica depravazione consiste proprio nel liberarsi da qualsiasi rapporto morale con la donna con cui si ha una relazione fisica.”

“Volendo dare una definizione precisa, bisogna dire che le prostitute a breve termine sono di solito disprezzate, mentre quelle a lungo termine godono del rispetto generale.”

“Ho chiamato litigio quello che ci era successo: ma non era un litigio, bensì, poiché il desiderio dei sensi s’era interrotto, la manifestazione del reale rapporto esistente tra noi due.”

“Dicono tutte queste cose, ma la loro immagine della donna rimane sempre la stessa: è uno strumento di piacere, il suo corpo è un mezzo di godimento.”

“Il fatto che una conosca più a fondo la matematica e un’altra suoni l’arpa, non cambia nulla. Una donna è felice e realizza il massimo dei suoi desideri, solo quando riesce a sedurre un uomo.”

“La capacità di sedurre un uomo è indispensabile, alla ragazza per fare la sua scelta, alla donna sposata per dominare il marito.”

“Qui sta la salvezza e la condanna dell’uomo, e cioè che quando vive in maniera riprovevole, riesce a mettersi i paraocchi e a non vedere la miseria del proprio stato.”

“Cominciamo dunque a vivere in città. Là la gente infelice vive meglio. In città un uomo può vivere cent’anni e non accorgersi che è morto e putrefatto da quel dì. Non c’è tempo per capire se stessi, si è sempre occupati.”

“Il tempo passa e non lo si può recuperare.”

“”La musica mi mette in condizione di dimenticare me stesso, la mia situazione reale, e mi trasporta in una situazione che non è la mia: sotto l’influsso della musica mi par di sentire ciò che in realtà non sento, di capire ciò che non capisco, di potere ciò che non posso.”

“Verso di lui provavo un sentimento strano, un misto di odio e di consapevolezza della mia umiliazione e della sua vittoria, ma verso di lei solo un odio spaventoso.”

“Entrai nello stato d’animo in cui si trovano l’animale o l’uomo quando sono in preda ad una eccitazione fisica di fronte al pericolo, ossia quando si deve agire con precisione, senza fretta ma senza perdere nemmeno un minuto, e tutto soltanto con un preciso scopo.”

“Chi professa la dottrina di Cristo si trova in uno stato di perenne tormento; egli si sente sempre imperfetto, non riesce a scorgere dietro di sé il cammino già percorso, ma soltanto, davanti a sé, quello che gli rimane ancora da percorrere.”

“L’ideale del cristiano è l’amore verso Dio e verso il prossimo, è la rinuncia a se stessi per servire Dio e il prossimo; l’amore carnale, invece, significa servire solo se stessi e pertanto è, in ogni caso, di ostacolo per servire Dio e gli uomini e quindi un errore, un peccato, dal punto di vista cristiano.”

Il respiro del buio – N. Lilin

“Tornare a casa dopo il servizio militare è stato come passare a un’altra vita”

“Se vuoi darle, impara anche a prenderle.”

“Il mattino è arrivato senza che me ne accorgessi, e io ero sveglio come un grillo. Così è cominciato il mio periodo d’insonnia.”

“Nel bosco la mia vita si sarebbe dissolta, io stesso sarei diventato una goccia nel grande oceano della Natura.”

“San Pietroburgo, come capita spesso d’autunno, mi ha dato il suo benvenuto con una fitta pioggia nordica, fredda e pungente, accompagnata da un vento costante carico dell’odore del sale e delle paludi su cui è costruita la città. Le strade sembravano posate in una culla di nebbia che circondava e riempiva tutto, cancellando la linea dell’orizzonte. il palazzi, i ponti, le torri e le famose facciate barocche dell’epoca zarista sembravano sospesi nel nulla. Anche i suoi abitanti, da sempre, somigliano a fantasmi: facce pallide, pelle trasparente come ali di libellula sotto i rari raggi del sole; si spostano camminando sulla terra con un enorme senso di abbandono interno.
Già alla nascita nei loro occhi si legge la perdita del senso della vita, un’espressione molto intima, calma, priva di ogni contrasto, da cui si può riconoscere un nativo di San Pietroburgo in qualsiasi parte del pianeta.”

“Mi sono tornate in mente le parole di una mia vecchia insegnante, diceva sempre che la lettura è la chiave dell’intelligenza. Una volta tornato a casa dovevo proprio riprendere a leggere.”

“Quando abbiamo superato i monti Urali eravamo al livello delle chiacchere senza senso, quelle che si fanno per non addormentarsi o per affermare la propria presenza in mezzo al niente.”

“Come un vampiro crudele il potere russo ha infilato i denti nel corpo della Siberia succhiando il suo sangue e le sue ricchezze, l’ha divorata e le ha distrutto il futuro.”

“Entrare nella Taiga significa uscire dal mondo reale”

“Continuiamo a comportarci come se fossimo dei anche se ogni giorno tutti quanti dobbiamo scendere dalle nostre divine altezze per scaricare gli escrementi come qualsiasi altro animale, continuiamo a far finta di essere immortali….
Ti sei mai chiesto perché gli uomini davanti alla morte si comportano come se fosse un evento straordinario e brutale? Te lo dico io perché, perché tutti in fondo pensiamo di essere eterni, senza fine, perché ci piace vivere e perché la vita in sé appare come un’immagine ferma. Ma niente è fermo in questo mondo, l’hanno capito tutte le specie viventi tranne noi, creature indegne e insignificanti…Per questo abbiamo inventato Dio, il Paradiso, la vita eterna, perché non riusciamo a percepire il fatto che ogni nostro respiro, ogni nostra esperienza, nasce dalla natura e ritorna nella natura, e si trasforma nella sostanza che dà la vita ad altre creature.”

“Niente è eterno in questo mondo, ed è questo il suo lato più bello, perché oltre la nostra memoria, oltre la ragione, oltre la fine, iniziano tantissime altre storie.”

“Afghanistan 1979, chi non c’è stato non potrà mai capire, chi c’è stato non potrà mai dimenticare.”

“Ho osservato le loro mani, alcuni avevano ancora la pelle indurita: è la polvere da sparo bruciata che attraversa i guanti e trasforma le dita in bacchette di legno. Poi li ho guardati in faccia: occhi fissi, respiri calmi, spalle dritte e rilassate, espressioni da foglio bianco, il vuoto totale. Tutti militari dei reparti operativi, gente abituata a morire e rinascere decine di volte al giorno, immune dall’adrenalina.”

“Eravamo proprio bambini il primo giorno di scuola, che osservavano con timidezza e curiosità i nuovi compagni di classe, cercando subito di collegare i nomi alle facce, facendo ipotesi su chi sarà il più simpatico e chi il bastardo che ti farà ammattire.”

“Il Remington 700 pollice è pura essenza d’amore racchiusa in uno strumento di morte…”

“Non è la virtù nel prendere una decisione che fa l’uomo saggio, ma la capacità di accettare tutto ciò che quella decisione porta con sé”

“In confronto al vuoto cosmico che mi lasciavo dietro, il mistero davanti a me era un regalo.”

Caduta libera – N. Lilin

“In queste allegre circostanze, dicevo, ho compiuto i miei diciotto anni”

“In quel preciso istante ho sentito che dentro di me era nato un urlo. Non potevo manifestare la mia disperazione, ma in silenzio urlavo con tutto il mio essere. Avevo capito immediatamente, subito, ero sicuro senza ombra di dubbio che ci avrebbero mandato in Cecenia.”

“Le battaglie in città sono tra le più imprevedibili e sanguinose, ma quando ci sono di mezzo pure i civili, tutto si trasforma in un enorme tritacarne, dove nessuno più capisce cosa fa.”

“In guerra mi facevano più impressione i vivi, che i morti. i morti mi sembravano dei recipienti usati e poi buttati via da qualcuno, li guardavo come se fossero bottiglie rotte. i vivi, invece, avevano questo terribile vuoto negli occhi: erano esseri umani che avevano guardato oltre la pazzia, e ora vivevano abbracciati alla morte.”

“La verità è che era impossibile rimanere un essere umano, stando in prima linea anche solo per un mese.”

“Davanti agli orrori vissuti ogni giorno sul fronte, qualcuno perdeva la lucidità mentale, altri rischiavano di perderla, molti morivano e basta. per forza spesso i soldati erano crudeli, era una questione di sopravvivenza.”

“La cosa più dura è aspettare. Quando aspetti qualcosa che non dipende da te, ogni attimo che passa è una tortura.”

“Chi attraversa una guerra – combattendo o scappando, comunque in entrambi i casi cercando di sopravvivere – non possiede più niente di personale, nemmeno la propria storia.”

“In guerra non ho mai smesso di aver paura, nemmeno per un attimo, e penso che sia proprio questo il motivo per cui sono rimasto vivo e non ho perso la ragione.”

“Vedere le persone morire quando non se l’aspettano, ucciderle mentre sono immerse nella totale tranquillità, è un privilegio riservato solo ai cecchini.”

“Chi ha fatto la guerra lo sa, che è meglio ricevere cinque ferite da pallottola anziché un singolo frammento di granata.”

Educazione siberiana – N. Lilin

“Lo so che non andrebbe fatto, ma ho la tentazione d’iniziare dalla fine.
Ad esempio, da quel giorno in cui correvamo tra le stanze di un edificio distrutto sparando al nemico da distanza così ravvicinata che potevamo quasi toccarlo con la mano”

“Mio zio diceva che le armi sono come le donne, se non le accarezzi abbastanza diventano troppo rigide e ti tradiscono.”

“Una picca non si può comprare o avere per propria volontà, si deve meritare.”

“Così capirai che la fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna più.”

“Chi giura insinua che quel che sta dicendo non è vero.”

“Fin da piccolo ho imparato da mio zio che la pistola è uguale al portafoglio, si tira fuori solo per usarla, tutto il resto è da imbecilli.”

“Eh eh mio caro giovane, purtroppo non si danno le botte senza prenderle…E’ la regola della vita.”

“Chi vuole troppo è un pazzo, perché un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore riesce ad amare.”

“I giovani vogliono i soldi facili, vogliono prendere senza dare niente in cambio, vogliono volare senza avere prima imparato a camminare.”

“Gli sbirri sono diversi da tutto il resto dell’umanità, perché hanno dentro la voglia di servire, di essere sotto padrone.”

“Gli uomini nascono felici, però si autoconvincono che la felicità è qualcosa che devono trovare nella vita—E cosa siamo? Un branco di animali senza istinto, che seguono idee sbagliate, cercando quello che già hanno…”

“Perché gli animali vivono seguendo il loro istinto e non fanno sbagli. l’uomo vive seguendo la ragione, quindi ha bisogno di una parte della vita per fare sbagli, un’altra per poterli capire, e una terza per cercare di vivere senza sbagliare.”

“Nessuna forza politica, nessun potere imposto con una bandiera vale tanto quanto la libertà naturale di una singola persona.”

“Mel si è buttato su quella torta come un invasore tedesco si buttava sulle galline nei pollai dei contadini russi.”

“Dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e le botte. Così sono passato alla pistola.”

“Nessuno dei due ha chiesto all’altro l’indirizzo, facevamo parte di quel passato che non si ricorda con piacere.”

“Sono cresciuto con i malati mentali e ho imparato da loro molte cose, così sono arrivato alla conclusione che hanno dentro una purezza naturale, qualcosa che non si può sentire se non si  liberati completamente dal peso terrestre.”

“Bada alle tue parole perché una volta volate via non tornano indietro.”

“Essere sulla parte più alta dell’onda più alta che esiste nel mare è molto bello, ma quanto tempo può durare un’onda del genere? E cosa cavolo succede, quando quella bestia che stai cavalcando ti sbatte giù, come un minuscolo parassita.”

“La tipica morale russa mi faceva arrabbiare, tutti erano pronti a giudicarti, a criticare la tua vita, ma poi loro stessi non andavano oltre le serate davanti alla televisione, la voglia di riempire il frigo con cibo buono e a poco costo, di ubriacarsi tutti insieme alle feste di famiglia, invidiare i vicini e cercare di essere a loro volta invidiati. Macchine belle, preferibilmente straniere, vestiti uguali per essere come tutti gli altri, sabato sera al bar del paese per farsi belli, bere una birra in lattina prodotta in Turchia, raccontare agli altri che tutto è a posto, che gli affari vanno bene, anche se sei solo un umile lavoratore sfruttato e non sei capace di vedere la vera realtà della tua vita.”

“Anch’io da giovane facevo le risse, ti capisco benissimo! Gli uomini hanno bisogno di prendersi il loro spazio nel mondo, di definire se stessi, e il modo migliore è la rissa, è lì che si vede chi vale qualcosa e chi non vale neanche uno sputo.”

una giornata di Ivan Denisovic – Solzenicyn

“Persino degli avvenimenti già passati quasi mai sappiamo dare una valutazione e sappiamo prendere coscienza subito a ferro ancora caldo, tanto più imprevedibile e straordinario è per noi l’andamento dei fatti futuri”

“Alle cinque, come sempre, suonarono la sveglia battendo con un martello su un pezzo di rotaia, vicino alla baracca del comando”

“Il lavoro è come un bastone, ha due estremità: se lo fai per la gente, lo fai bene, se è per gli imbecilli, fai finta.”

“Il periodo più grasso per il detenuto è giugno; le verdure finiscono e vengono sostituite con le granaglie. Il più magro, luglio: nei calderoni si cuoce l’ortica”

“Non c’è momento più amaro dell’adunata del mattino. E’ buio, fa freddo, la pancia è vuota e c’è un giorno intero davanti. Diventi muto, non hai voglia di parlare con nessuno.”

“Ce l’hanno il diritto, e l’articolo lo conoscono. Sei tu, fratello che ancora non sai.”

“Neppure il pensiero del detenuto è libero, torna sempre a rimuginare sulle medesime cose: non è che troveranno il pane nascosto nel pagliericcio? mi daranno l’esonero stasera all’infermeria? lo metteranno dentro il capitano, o no?”

“Scrivere, per lui, era come gettare un sasso in un gorgo. Non serviva.Non poteva destare echi.”

“I soldi guadagnati facilmente non pesano niente e non danno nemmeno la sensazione di essere stati guadagnati. Dicevano bene i vecchi: se una cosa non la paghi giusto, non ti dura.”

“Nei campi il caposquadra è tutto: se è bravo ti fa campare, se no, ti fa crepare.”

“Al mattino la lingua non si scioglie, ognuno sprofonda nei propri pensieri e tace”

“Perchè non c’è cucchiaio con il il fondo della scodella di polentina si possa ripulire bene come con la crosta di pane.”

“Nei campi c’era solo da due anni, ma aveva già capito ogni cosa: se non ti arrangi, ti freghi…”

“Fetjukov era stato un pezzo grosso in ufficio. Viaggiava in macchina. I primi giorni Fetjukov aveva persino alzato la testa con il capitano, lo sgridava. Ma una volta il capitano gli aveva mollato un cazzotto sui denti, e, su questo, si erano messi d’accordo.”

“Nei lager i giorni fuggono via, senza che tu te ne accorga. Ma il termine della pena non si sposta affatto, non si avvicina neanche un pò”

“Chi nasce pecora, il lupo se lo mangia”

“Quanta avena aveva dato da mangiare ai cavalli da giovane, Suchov! E mai aveva pensato che un giorno avrebbe spasimato per averne un pugno”

“Un sorriso colpevole schiuse le labbra screpolate di quel capitano che aveva navigato intorno all’Europa e lungo la Grande Rotta Artica. Ed egli si chinò, felice, sulla scodella piena solo a metà di liquida polenta d’avena senza neppure l’ombra di un grasso: acqua e avena.”

“Eppure, si vece che ci sei, lassù, Signore. Sopporti molto, ma colpisci forte.”

“Passavano attraverso la vita senza vederla; tutti i semafori erano verdi per loro…”

“Ajoska era un tipo mite: non lo comandava solo chi non voleva.”

“Chi ha due mestieri per le mani, ne impara anche altri dieci.”

“Se un uomo ti chiede aiuto, perchè non aiutarlo?”

“Presto e bene raro avviene”

“Un uomo si può distruggere in tanti modi…”

“Chi corre non riesce a scontare tutta la pena: si sfinisce e crepa”

“Chi è il nemico primo di un detenuto? Un altro detenuto!”

“I moscoviti si fiutano da lontano, come i cani. E quando s’incontrano, continuano ad annusarsi, ad annusarsi in un modo tutto loro”

“Cominciò a mangiare. Prima di tutto bevve il liquido. Ecome quel calore si sparse per tutto il corpo, lo stomaco sicontrasse in attesa della sbobba. Bene! Eccolo l’istante breve, per il quale soltanto vive il detenuto.”

“La pancia è una canaglia, si dimentica il bene che le fai: il giorno dopo ne vuole dell’altro.”

“Di quel vecchio a Suchov avevano detto che stava dentro, tra lager e prigioni, da tempo immemorabile, che nessuna amnistia lo aveva raggiunto e che come finiva i suoi dieci anni, gliene affibbiavano altri dieci.”

“Ma quello che era radicato in lui, era invincibile: la sua razione di pane di trecento grammi non l’aveva poggiata sul tavolo sporco di schizzi di sbobba, ma su una pezza pulita.”

“Oggi crepa tu, io, domani!”

“Perchè, Alioska, le preghiere sono come i reclami: o non arrivano o vengono respinte.”

“Suchov prendeva sonno soddisfatto. Quella giornata era stata ricca di doni: non l’avevano sbattuto in prigione, la squadra non era stata spedita al villaggio socialista, a pranzo aveva fregato una scodella di polenta, il caposquadra aveva sistemato per bene la parcentuale, lui aveva lavorato con gioia al suo muro, era riuscito a non farsi beccare la sega alla perquisizione, la sera aveva guadagnato qualcosa da Cezar e aveva comperato il tabacco. E non si era ammalato, ce l’aveva fatta.
Era passata una giornata, senza ombre, quasi felice.
Di queste giornate, dal principio alla fine della sua condanna ce n’erano tremilaseicentocinquantatre. Piu tre, per via degli anni bisestili…”

I racconti della Kolyma – Salamov

“Le pesanti porte della stiva si aprirono sopra di noi e lentamente, uno ad uno, uscimmo in coperta salendo per una stretta scaletta di ferro. i soldati di scorta erano schierati in una fitta catena lungo i parapetti di poppa del piroscafo e i fucili erano puntati contro di noi. Ma nessuno ci faceva attenzione.”

“Ricordo bene: ero tranquillissimo, disposto a qualsiasi cosa; ma involontariamente, da sè, il cuore prese a battere, a darmi delle fitte. Distogliendo gli occhi pensai: ci hanno portato qui a morire.”

“Il fortunato che acchiappava il pane lo divideva ra tutti coloro che ne volevano: generosità che tre settimane dopo avremmo disimparato per sempre.”

“E’ morto l’economista Semen Alekseevic Sejnin, brav’uomo. Gli ci volle molto a capire cosa facevano di noi; alla fine capì e cominciò ad aspettare tranquillamente la morte.”

“La cosa più terribile, negli affamati, e il comportamento. Tutto è come nei sani, eppure sono al limite della follia. Gli affamati sono furiosamente attaccati alla giustizia, a meno che non siano troppo logorati dalla fame.”

“Io – la voce era tranquilla e ferma – io vorrei essere un tronco, un tronco d’uomo, capite, senza gambe, senza braccia. Allora troverei in me la forza di sputargli sul muso, a loro, per tutto quello che ci fanno.”

“L’uomo spera sempre nel meglio”

“Così si fece presto a chiudere con la prima illusione: quella del lavoro, quello stesso lavoro cui è dedicata la nota iscrizione che si trova, a norma di regolamento, all’ingresso di tutti i campo: il lavoro è motivo d’onore, gloria, coraggio ed eroismo. Il lager non poteva ispirare amore al lavoro, ispirava solo odio e ripugnanza verso di esso.”

“Perchè l’amicizia sia amicizia occorre che siano già state gettate salde fondamenta quando le condizioni non sono ancora arrivate al limite estremo al di là del quale nell’uomo non c’è più nulla di umano, ma c’è solo diffidenza, rabbia e menzogna.”

“La capacità di rubare: ecco la più importante virtù del Nord, in tutte le sue forme, a cominciare dal pane del compagno per finire con l’assegnazione dei premi di mille rubli alla direzione per risultati mai raggiunti nella produzione”

“Sono passati trent’anni e ricordo con precisione la baracca semioscura, i visi soddisfatti e maligni dei miei compagni, il tronco umido sul pavimento, le guance pallide di Sejnin.”

“La fame rendeva il nostro rancore sordo e impotente come tutti i nostri sentimenti. Non avevamo forza per i sentimenti, per cercare un lavoro un pò più leggero, per muoverci, chiedere, pregare…”

“Ci sono persone che sanno sempre tutto e sempre tutto indovinano. Ci sono quelli che vogliono vederci più a fondo in ogni cosa. Per altri invece tutto va per il peggio e ogni miglioramento viene da loro accolto con incredulità, come fosse una disattenzione del destino.”

“Ma negli uomini i cinque sensi si mettono a funzionare immediatamente con la massima tensione. Quando leggo con attenzione non ascolto la radio. le righe ballano davanti agli occhi quando ascolto una trasmissione, anche se l’automatismo della lettura si conserva e d’improvviso scopro di non ricordare niente di quello che ho letto. Succede anche che durante la lettura ti metti a pensare a qualcosa d’altro e quin entrano in funzione come dei commutatori interni.”

“C’era poco calore in me. C’era restata poca carne sulle mie ossa. Carne che bastava per la rabbia, estremo sentimento dell’uomo. Rabbia, non indifferenza, è l’ultimo sentimento che prova un uomo, quello che è più vicino alle ossa.”

“Ah com’è lontano l’amore dallinvidia, dalla paura, dalla rabbia.”

“La ricchezza dell’imprecazione russa, la sua illimitata capacità di ingiurare non mi si erano rivelate nè nell’infanzia, n nella giovinezza.”

“Il mugo mi sembra il più poetico albero russo, migliore del tanto celebrato salice piangente, del platano orientale, del cipresso. E più calde sono le legna del mugo.”

“Uno dei sentimenti dominanti nel campo è quello di un’umiliazione illimitata; ma c’è anche un sentimento che consola: sempre, in qualsiasi circostanza, c’è chi sta peggio di te. E’ una gerarchia multiforme. La consolazione salva come una bandiera bianca e al tempo stesso concilia con l’inconciliabile.”

“Per finire nel reparto dei tubercolotici i malati raccattavano gli scaracchi altrui e se li portavano in bocca – eppure erano bacilli velenosi – prima di passare all’analisi per l’ammissione.”

“La cosa essenziale è sopravvivere a Stalin. Tutti coloro che sopravviveranno a Stalin vivranno.”

“Il giorno dopo andai alla posta e mi consegnarono una lettera scritta con una grafia che ben conoscevo, rapidissima, volante e al tempo stesso precisa e leggibile.
Era una lettera di Pasternak”

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