Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per la categoria “Letteratura francese, 30 libri”

La caduta – Albert Camus

“Potrei, egregio signore, senza rischiare d’importunarla, offrirle i miei servizi? Temo che lei non sappia farsi intendere dall’esimio gorilla che presiede ai destini di questo locale. In effetti, egli parla soltanto olandese. Se non mi autorizza a patrocinare la sua causa, non indovinerà che lei desidera del ginepro.”

“Il suo mestiere è di accogliere marinai di ogni nazione in questo bar di Amsterdam ch’egli d’altronde, non si sa perché, ha chiamato Mexico-City.”

“Quando uno, di mestiere o per vocazione, ha meditato a lungo sull’uomo, gli accade di provar nostalgia per i primati. Quelli non hanno pensieri reconditi.”

“Parigi è un artifizio perfetto, una scena stupenda, popolata da quattro milioni di figurine…”

“Talvolta penso a quel che diranno di noi gli storici futuri. Per l’uomo moderno, basterà una frase: fornicava e leggeva giornali. Dopo questa definizione lapidaria, l’argomento, direi, sarà esaurito.”

“Del resto, io non sono medico. prima di venire qui ero avvocato, se vuole saperlo. Adesso sono giudice-penitente.
Mi permetta che mi presenti: Jean-Baptiste Clamence, per servirla.”

“Qualunque cosa siamo, la siamo sempre più o meno.”

“Mi piace camminare per la città, di sera, nel calore del ginepro. Cammino per notti intere, fantasticando, o discorrendo senza fine tra me e me.”

“Perché siamo al fondo, ha notato che i canali di Amsterdam assomigliano ai gironi dell’inferno? L’inferno borghese, naturalmente, popolato di brutti sogni. Quando si arriva da fuori, man mano che ci si addentra, la vita, e quindi i suoi delitti, diventano più densi, più oscuri.”

“Le donne dietro quei vetri? I sogni, caro signore, sogni a buon mercato, il viaggio nelle Indie! Si profumano con spezie. Lei entra, tirano le tendine e la navigazione comincia. Gli dei scendono sui corpi nudi e le isole vanno alla deriva, dementi, con una chioma di palme in testa, arruffata sotto il vento. Provi.”

“Inoltre ero sorretto da due sentimenti sinceri: la soddisfazione di trovarmi dalla parte del giusto ed un istintivo disprezzo per i giudici in genere.”

“L’avidità, che in questa nostra società sostituisce l’ambizione, mi ha sempre fatto ridere.”

“E’ vero che mi trovavo a mio agio in tutto, ma nello stesso tempo non ero soddisfatto di niente. Ogni gioia mi spingeva a desiderarne un’altra.”

“Correvo così, sempre appagato e mai sazio, senza sapere dove fermarmi, fino al giorno, o meglio la sera, in cui la musica cessò, e le luci si spensero.”

“Caro signore, ci salvi il cielo dall’essere collocati troppo in alto dai nostri amici!”

“L’uomo è fatto così, caro signore, ha due facce: non può amare senza amarsi.”

“Bisogna che accada qualcosa, è questa la spiegazione della maggior parte degli impegni che gli uomini assumono. Bisogna che qualcosa accada, anche la servitù senza amore, anche la guerra, o la morte. E dunque, viva i funerali.”

“Se ladri e sfruttatori di donne fossero sempre e ovunque condannati, le persone perbene si crederebbero tutte e continuamente innocenti, caro signore.”

“Più di tutto a me piace la Sicilia, ma solo dall’alto dell’Etna, nella luce, a patto di dominare l’isola e il mare.”

“Lei sa che cos’è il fascino: un modo di sentirsi rispondere di si senza aver fatto chiaramente nessuna domanda.”

“Le donne infatti hanno una cosa in comune con Bonaparte: pensano sempre di riuscire dove gli altri sono falliti.”

“Mi creda, per certe persone almeno, non prendere quello che non si desidera è la cosa più difficile al mondo.”

“Ma la terra è scura, caso amico, il legno è spesso ed opaco il sudario. Gli occhi dell’anima, sì, certo, se c’è un’anima e supposto che abbia occhi! Ma il fatto è che non si è sicuri, non si è mai sicuri.”

“Caro amico, i mariti debbono scegliere fra l’essere dimenticati, scherniti o utilizzati. Capiti, mai.”

“No, si tratta invece di sfuggire al giudizio, di evitare d’esser sempre giudicati senza che mai venga pronunciata la sentenza.”

“Oggi, noi siamo sempre pronti a giudicare, come a fornicare.”

“Caro amico, non offriamo loro il destro di giudicarci, nemmeno un poco! Altrimenti ci sbranano.”

“Dal momento in cui cominciai a temere che ci fosse in me qualcosa da giudicare, ho capito che c’era in loro un’irresistibile vocazione a intentar giudizio.”

“La sola difesa è nella cattiveria. Allora per non essere giudicati tutti si affrettano a giudicare.”

“Siamo tutti casi eccezionali.”

“…la ricchezza sottrae al giudizio immediato, ti libera dalla folla della metropolitana per chiuderti in una carrozzeria nichelata, isola in vasti parchi, vetture letto, cabine di lusso. La ricchezza, caro amico, non è ancora l’assoluzione, è la condizionale, che fa sempre comodo.”

“Soprattutto non creda agli amici quando le chiederanno di essere sincero. Sperano soltanto di essere mantenuti nella buona opinione che hanno di sè forniti di una certezza supplementare che desumeranno dalla sua promessa di essere sincero. Come potrebbe la sincerità essere una condizione dell’amicizia? Il gusto della verità ad ogni costo è una passione che non risparmia nulla e a cui nulla resiste.”

“Tant’è vero che raramente ci confidiamo con chi è migliore di noi. Preferiamo schivarne la compagnia. Il più delle volte invece ci confessiamo con chi ci somiglia e condivide le nostre debolezze.”

“Aspiriamo soltanto ad essere compianti e incoraggiati nel nostro cammino.”

“Come a farlo apposta, intorno a me le le lodi crescevano. E fu quello il male.”

“Non è un navigare, è un sogno.”

“Non è forse la donna tutto quello che ci rimane del paradiso terrestre?”

“Uno gioca a fare l’immortale, e in capo a qualche settimana non sa nemmeno più se potrà strascicarsi fino al giorno dopo.”

“Il piacere, contrariamente a quanto si dice, non ha niente di frenetico. Non è altro che un lungo sonno.”

“…certi matrimoni, che sono orge burocratizzate, diventano in pari tempo il monotono carro funebre dell’audacia e dell’inventiva. Sì, caro amico, il matrimonio borghese ha ridotto il nostro paese in pantofole, e presto alle soglie della morte.”

“D’altronde non possiamo affermare l’innocenza di nessuno mentre possiamo affermare con sicurezza che tutti sono colpevoli.”

“Le dirò un grosso segreto, mio caro, non aspetti il giudizio universale. Avviene ogni giorno.”

“Ci sono sempre ragioni per assassinare un uomo. Mentre è impossibile giustificare il fatto che rimane in vita. Perciò il delitto trova sempre avvocati e l’innocenza solo a tratti.”

“Ma adesso troppa gente si arrampica sulla croce soltanto per essere vista da lontano, anche se per questo si deve calpestare un pò colui che vi si trova da tanto tempo. Troppa gente per praticare la carità ha deciso di fare a meno della generosità. Oh, l’ingiustizia, l’ingiustizia che gli han fatta e che mi stringe il cuore!”

“Ma oggi, stia tranquillo, il loro Signore non è più né in soffitta né in cantina. L’hanno installato su un tribunale, nel fondo di loro stessi, e picchiano, e giudicano, soprattutto giudicano in nome suo.”

“Quindi, essendo tutti giudici, siamo tutti colpevoli, gli uni per gli altri, tutti cristi, a nostro brutto modo, crocifissi a uno a uno, e sempre senza sapere.”

“Chi accetta una legge, non teme il giudizio che lo ristabilisce entro un ordine in cui crede. Ma il più grande tormento umano è quello d’esser giudicati senza legge.”

“Io sono la fine e il principio, annunzio la legge. In una parola, sono giudice-penitente.”

“Amico, sa lei che cosa sia una creatura solitaria vagante nelle grandi città?”

“Talvolta si vede più chiaro in chi mente che in chi dice il vero. La verità, come la luce, acceca. Invece, la menzogna è un bel crepuscolo che dà risalto ad ogni oggetto.”

“Quando pretendono di far confessioni, è il momento di diffidare, ci si prepara a imbellettare il cadavere.”

“Visto che non si potevano condannare gli altri senza giudicare immediatamente se stessi, bisognava incolpare se stessi per aver diritto di giudicare gli altri.”

“Io sono come loro, certo, siamo nella stessa broda. Io però ho una superiorità, quella di sapere, il che mi dà diritto di parlare.”

“Ah caro mio, siamo strane, miserabili creature e per poco che rivanghiamo le nostre vite, non mancano occasioni di stupirci e di scandalizzarci.”

“Oh, sole, spiagge, ed isole sotto gli alisei, giovinezza, ricordo disperante!”

“Come si fa a essere un altro? Impossibile. Bisognerebbe non esser più nessuno, abbandonarsi completamente in qualcuno, almeno una volta.”

“Lei esercita a Parigi la bella professione di avvocato! Lo sapevo che eravamo della stessa razza. Non ci assomigliamo un pò tutti, gente che parla senza tregua a nessuno, sempre dinanzi alle stesse domande, benché conosciamo in anticipo le risposte?”

“Ma rassicuriamoci! Adesso è troppo tardi, e sarà sempre troppo tardi, per fortuna!”

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Corinna o L’Italia – Madame de Stael

“Lord Oswald Nelvil, pari di Scozia, partì da Edimburgo per recarsi in Italia nell’inverno fra il 1794 e il 1795. Aveva un aspetto nobile e bello, era brillante, con un nome importante e un patrimonio considerevole, ma la sua salute era alterata da un profondo senso di sofferenza, tanto che i medici, temendo che ne venissero colpiti i polmoni, gli avevano ordinato l’aria del sud.”

“Quando si soffre, ci si persuade con facilità di essere colpevoli, e i violenti dispiaceri portano il turbamento fino alla coscienza.”

“Costa maggiormente lasciare la patria quando per allontanarsene bisogna attraversare il mare; tutto è solenne in un viaggio i cui primi passi sono segnati dall’oceano; sembra che un abisso si scavi dietro di voi e che il ritorno potrebbe divenire impossibile per sempre. D’altra parte, lo spettacolo del mare produce sempre una profonda impressione: è l’immagine di quell’infinito che attira senza sosta il pensiero e in cui senza sosta il pensiero si perde.”

“La salute malferma di Lord Nelvil lo aveva costretto a fermarsi qualche giorno ad Ancona. Le montagne e il mare rendono molto bella la posizione di questa città, e la folla di Greci che lavorano davanti alle loro botteghe, seduti all’orientale, la stravaganza dei costumi levantini che si incontrano per le strade, le danno un aspetto originale e interessante.”

“…allo spettacolo di questo mare superbo, su cui l’uomo non riesce mai a lasciare la sua impronta. La terra è lavorata da lui, la montagna è solcata dalle sue strade, i fiumi sono incanalati per trasportare le sue merci, ma anche se le navi tracciano per un momento un solco nell’acqua, l’onda viene subito a cancellare questo leggero marchio di servitù e il mare riappare come fu il primo giorno della creazione.”

“Oswald si risvegliò a Roma. Un fulgido sole, un sole d’Italia, colpì i suoi primi sguardi e la sua anima fu invasa da un sentimento d’amore e di riconoscenza per il Cielo che sembrava manifestarsi con quei bei raggi.”

“L’italiano ha un fascino musicale che fa trovare il piacere nel suono delle parole quasi indipendentemente dal loro significato.”

“Quando i nostri siciliani, mentre conducono i viaggiatori nelle loro banche, rivolgono loro delle amabili felicitazioni nel loro grazioso dialetto e recitano in versi un lungo e dolce addio, si direbbe che il soffio puro del cielo e del mare agisca sull’immaginazione degli uomini come il vento sulle arpe eolie, e che la poesia, come gli accordi, sia l’eco della natura.”

“Dovunque in Italia il cattolicesimo ha ereditato dal paganesimo.”

“I pagani hanno divinizzato la vita e i cristiani la morte: questo è lo spirito dei due culti…”

“L’essere umano si sente così passeggero, che prova sempre emozione in presenza di ciò che è immutabile.”

“Ma tra tanti adoratori entusiasti c’è almeno un amico coraggioso e sicuro? C’è chi possa proteggervi per la vita? E il vano baccano degli applausi può bastare a un’anima come la vostra?”

“La religione greca non era affatto la consolazione delle disgrazie, la ricchezza della miseria, l’avvenire dei moribondi com’è invece il Cristianesimo. Essa voleva la gloria e il trionfo. In un certo senso faceva l’apoteosi dell’uomo.”

“Si fanno improvvise scoperte di ogni genere sul carattere degli Italiani, cosa che contribuisce alla loro reputazione di gente furba. Senza dubbio in questo Paese, che ha sopportato tanti gioghi diversi c’è una grande abitudine a fingere, ma non bisogna attribuire sempre alla dissimulazione il rapido passaggio da una maniera di essere a un’altra.”

“La musica evoca i ricordi che ci si è sforzati di lenire.”

“Chi non ha mai sentito il canto italiano non sa che cosa sia la musica. Le voci in Italia hanno una morbidezza e una dolcezza che ricordano sia il profumo dei fiori che la purezza del cielo.”

“Ah che illusione è la felicità! E’ solo un momento rubato al tempo inflessibile, che veglia incessantemente sulla sua preda.”

“Ah senza dubbio, nei misteri della nostra natura, amare e ancora amare è ciò che ci resta della nostra eredità celeste!”

“Roma non è ancora veramente sud: se ne pregustano già le delizie, ma l’incantesimo meridionale comincia davvero solo dal Napoletano.”

“Nulla nei nostri climi assomiglia all’afrore meridionale dei limoni in piena terra: esso produce sull’immaginazione quasi lo stesso effetto di una melodia; favorisce una disposizione poetica, eccita il talento e lo inebria di natura.”

“Poiché a Napoli è così facile per il popolo trovare sostentamento, esso può infischiarsene di industriarsi, come invece è necessario fare altrove per guadagnarsi da vivere.”

“In nessun altro luogo (Pompei) si può vedere un’immagine così impressionante dell’interruzione improvvisa della vita.”

“La terra che si trova ai piedi del Vesuvio è la più fertile e la meglio coltivata del regno di Napoli, ovvero della regione europea più benedetta dal cielo. Il famoso vitigno denominato Lacrima Christi si coltiva qui, di fianco ai campi devastati dalla lava.”

“Il fuoco del torrente lavico è di un colore funereo, però quando incendia le vigne e gli alberi ne fuoriesce una fiamma chiara e brillante. E un fiume infernale che scorre lentamente, come una sabbia che durante il giorno è nera e di notte diventa rossa.”

“Spegnersi intellettualmente non equivale a suicidarsi?”

“Come sembra deserta Roma tornando da Napoli!”

“Non si ricava la giusta impressione se si vede il Colosseo solo di giorno, perché nel sole italiano c’è uno splendore che dà a tutto un’aria di festa. ma il vero astro delle rovine è la luna.”

“L’aspetto di Venezia è più strabiliante che gradevole: a tutta prima si crede di vedere una città sommersa, e occorre fermarsi a riflettere per ammirare il genio degli uomini che hanno concepito la loro dimora sospesa sulle acque.”

“Oh destino umano – si diceva piangendo – che volete da noi? Tanta vita per poi morire, tanti pensieri perché tutto finisca!”

“Non è la vendetta che bisogna cercare nella morte, ma il riposo.”

“A volte le diceva: Ve l’avevo detto io! – Singolare modo di consolare; soddisfazione che la vanità si concede a spese del dolore.”

Lucile e lord Nelvil ne approfittarono per andare a visitare il duomo di Milano, che è il capolavoro dell’architettura gotica in Italia, come San Pietro lo è di quella moderna. Quella chiesa, costruita a forma di croce, è una bella immagine di dolore che si eleva al di sopra della ricca e gioiosa città di Milano.”

Nell’intimo delle madri – Sophie Marinopoulos

“Apolline aspetta il terzo figlio; si sente stanca, diversa rispetto alle altra gravidanze. Eppure il medico non ha dubbi: è tutto a posto.”

“Capita a volte, forse prima o poi nella vita capita a tutti, di essere abitati da una riflessione impossibile e di sentirsi allora invasi da qualcosa di ingovernabile fatto di pensieri che sembrano incoerenti. E’ un’esperienza terribile per chi è abituato a capire i propri sentimenti. Ci si sente perduti, soli, estranei a se stessi…”

“Quando si diventa madre, è sempre per la prima volta; per la donna che vive questa esperienza che è davanti a lei e che deve avvenire è terra sconosciuta, e lo resterà a dispetto di ogni tecnologia e sapere scientifico.”

“Le madri soffrono e non lo dicono. Non è una novità; ogni epoca ha costruito il suo silenzio, chiudendo una parte dell’umanità in un universo senza parole.”

“Il proprio sguardo su di sé è il più difficile da sopportare; è uno sguardo di cui non ci si può mai sbarazzare, a cui non si può sfuggire, che perseguita giorno e notte con immagini assillanti.”

“Rivelare è e resterà difficile.”

“Questo vissuto ha toccato il corpo. E il corpo non dimentica niente, immagazzina, conserva, ricorda.”

“Probabilmente stanchi di questa società banderuola che vuole tutto e il contrario di tutto, e che non si mette mai in condizione di pensare, ma sempre e solo e di agire.”

“Il figlio, sempre più raro, costruisce e costituisce la famiglia. La sua rarità, ma anche il suo arrivo più tardivo, fanno sì che non si situi più come una volta alla periferia della famiglia, ma al centro, mentre il rapporto coniugale diventa più marginale.”

“Lo slittamento del posto del figlio comporta dei cambiamenti sul piano dell’educazione e delle aspettative. Tom, il piccolo re, piazzato sul suo seggiolone in mezzo ai genitori al tavolo del ristorante, è un’immagine moderna e indicativa di questa nuova situazione. Indicativa perché questo bambino desiderato rappresenta per i genitori una conferma del successo della loro esistenza e il compimento di un progetto di vita idealizzato.”

“Se è necessario avere un figlio per essere felici, la sua assenza assume un carattere impensabile. Ecco allora i tentativi per possederlo a qualsiasi costo.”

“La riflessione non va di moda. Se l’adulto vuole qualcosa, lo stato glielo deve dare promulgando delle leggi.”

“Essere genitore significa interrogarsi, cercare sempre non di dare a nostro figlio ciò che noi vogliamo, ma di accompagnarlo nelle sue aspirazioni.”

“Nessun figlio, nemmeno quando è ormai maggiorenne, sopporta che i genitori non si amino più.”

“Se il diritto sente il bisogno di ridefinire le evidenze che hanno da sempre strutturato il nostro mondo, vuol dire che sono già polverizzate.”

“Stiamo evolvendo verso una società che sostiene la parità; ma i bambini non si ingannano. Per loro è evidente che, anche nel 2006, non è la stessa cosa nascere maschio o femmina.”

“Non ci si sbarazza tanto facilmente dei propri genitori.”

“Accettare di non sapere significa abbandonare il mondo della ragione per consacrarsi a un sapere unico, quello che passa attraverso l’ascolto dell’inconscio.”

“Una donna non è sterile perché non ha figli dopo due anni di tentativi.”

“Il progetto di un nuovo bambino è sempre un’avventura per chi la vive, difficile da esprimere con le parole.”

“Se in un gruppetto di donne che chiacchierano ce n’è una incinta, immediatamente tutte le altre evocano la loro gravidanza.”

“Sessualità fa rima con maternità e paternità, e la negazione di questa realtà può favorire la nascita di un bambino inatteso. La madre onnipotente, unica genitrice del bambino, non esiste.”

“La nostra società si limita a vedere la nascita come l’arrivo di un bel bebè, cancellando la violenza che rappresenta dal punto di vista psichico.”

“I tabù, come le convinzioni, sono un veleno, un ostacolo al vero progresso. L’idea del divenire madre come stato paradisiaco che viene acquisito all’istante, per istinto, appartiene a questa categoria. Dobbiamo combatterla dentro di noi, per il nostro bene.”

“La madre non è sola di fronte alla nascita; ogni volta che si parla della madre, il padre è presente nel discorso.”

“In questi momenti così intensi una donna ha bisogno di essere tenuta per mano.”

“L’arte di tacere è importante, l’intimità deve essere preservata.”

“La mia lettera si rivolge a tutti coloro che faranno il mondo di oggi e di domani. Augurandomi che qualcuno si accorga che la salute delle madri è il futuro del bambino, della coppia, della famiglia, della società, del nostro divenire.”

Illusioni perdute – Balzac

“All’epoca in cui ha inizio questa storia, lo Stanhope e i rulli per distribuire l’inchiostro non erano ancora in suo nelle piccole stamperie di provincia. Benché grazie alla sua specialità intrattenga rapporti con la tipografia parigina, Angouleme continuava a servirsi dei torchi di legno, cui il linguaggio deve l’espressione “far gemere i torchi”, priva ormai di riferimento.”

“L’avarizia inizia dove la povertà vien meno.”

“Eh! ragazzo mio, la provincia è la provincia, e Parigi è Parigi.”

“Dopo le angosce della vendita, vengono sempre quella della riscossione.”

“L’avarizia ha, come l’amore, il dono della preveggenza di ciò che può accadere, lo fiuta, lo intuisce.”

“Lucien, stanco di bere alla rozza coppa della miseria, era sul punto di prendere una di quelle risoluzioni estreme cui si decide a vent’anni.”

“Se s’intuivano su quella faccia i lampi del genio che si slancia in volo, vi si vedevano anche le ceneri accanto a un vulcano; la speranza andava spegnendosi nella profonda consapevolezza del nulla sociale cui una nascita oscura e la mancanza del denaro condannano tanti spiriti superiori.”

“Lucien possedeva in sommo grado il carattere guascone, ardito, temerario, avventuroso, che esagera ai propri occhi il bene e minimizza il male, che non esita certo a commettere un torto se può trarne profitto, e che approfitta del vizio se può servirsene per farsi strada.”

“Lontano dal centro dove brillano le grandi intelligenze, dove l’aria è carica di pensieri, dove tutto si rinnova, l’istruzione invecchia, il gusto si snatura come acqua stagnante. Per mancanza di esercizio, le passioni si rattrappiscono ingigantendo cose di nessuna importanza. Ecco perché l’avarizia e il pettegolezzo appestano la vita di provincia.”

“Il dolore le mise sul volto un velo di tristezza. Questa nube non si dissipò che a quell’età terribile in cui ogni donna incomincia a rimpiangere i begli anni trascorsi senza averli goduti, in cui vede le sue rose appassire, in cui i desideri d’amore rinascono insieme alla voglia di prolungare gli ultimi sorrisi della giovinezza.”

“Anima santa, ignorava che là dove inizia l’ambizione finiscono i sentimenti schietti.”

“Amava e voleva innalzarsi, duplice desiderio ben naturale nei giovani che hanno un cuore da soddisfare e l’indigenza da combattere. Oggi, invitando tutti i suoi figli allo stesso banchetto, la Società risveglia le loro ambizioni fin dal mattino della vita.”

“Per dire che cosa distingueva le mute delizie di questo amore dalle passioni tumultuose, bisognerebbe paragonarlo ai fiori di campo contrapposti agli splendenti fiori delle aiuole. Erano sguardi dolci e delicati come i fior di loto azzurri che galleggiano sull’acqua, espressioni fuggevoli come il lieve profumo delle rose selvatiche, malinconie tenere come il velluto dei muschi; fiori di due anime belle che nascono da una terra ricca, feconda, inalterabile.”

“Approfitta della tua verginità sociale, avanza da solo e cogli gli onori! Assapora allegramente tutti i piaceri, anche quelli che procura la vanità. Sii felice, io gioirò dei tuoi successi, sarai un secondo me stesso.”

“Adorare qualcuno non basta forse a rendere felice una vita?”

“Eccolo, dunque, il bel mondo!, si disse Lucien scendendo all’Houmeau per le rampe di Beaulieu, perché ci sono momenti nella vita in cui si preferisce percorrere la strada più lunga, per nutrire camminando il flusso di idee in cui ci si trova e alla cui corrente ci si vuole abbandonare.”

“Fra le stranezze della società, non avete notato i capricci dei suoi giudizi e la follia della sue esigenze?”

“Tra Mansle e Ruffec vi farò salire sulla mia carrozza, e presto saremo a Parigi. La vita degli esseri superiori è lì, caro.”

“Parigi e i suoi splendori, Parigi, che si presenta a tutte le immaginazioni di provincia come un Eldorado, gli apparve nella sua veste dorata, il capo cinto da gemme regali, le braccia spalancate ai talenti.”

“Gli occhi confrontano prima che il cuore abbia rettificato quel rapido giudizio automatico.”

“A Parigi, l’attenzione è catturata a tutta prima dalle quantità; il lusso dei negozi, l’altezza delle case, l’affluenza delle carrozze, i perenni contrasti che presentano un estremo lusso e un’estrema miseria: queste, le cose che colpiscono prima di ogni altra.”

“Il mondo delle necessità superflue gli si squadernò davanti, ed egli rabbrividì al pensiero dell’enorme capitale indispensabile per conquistarsi la condizione sociale di bel ragazzo!”

“Entrò da Very, ordinò per iniziarsi ai piaceri parigini un pranzo che consolasse la sua disperazione. Una bottiglia di vino di Bordeaux, ostriche di Ostenda, un pesce, una pernice, dei maccheroni e la frutta soddisfarono i suoi desideri.”

“Mentre saliva le scale, la marchesa aveva già suggerito alla cugina di non tenere in mano il fazzoletto aperto. Il buono o il cattivo gusto dipendono da mille piccole sfumature di questo genere, che una donna intelligente coglie al volo, e che certe donne non capiranno mai.”

“Lucien era stordito da quelle che si chiamano frecciate, battute, e soprattutto dalla disinvoltura di parola e dalla naturalezza dei modi. Ritrovava qui nelle idee lo stesso lusso che la mattina lo aveva sconcertato nelle cose.”

“Parigi, mia cara sorella, è uno strano pozzo senza fondo.”

“Costi troppo alti o troppo bassi, ecco Parigi, dove ogni ape trova la sua celletta, dove ogni anima assimila ciò che fa per lei.”

“Una delle particolarità di Parigi è che non si sa bene come il tempo passi. La vita vi scorre con una spaventosa rapidità.”

“Vedo i giornalisti nei foyers a teatro, mi fanno orrore. Il giornalismo è un inferno, un abisso di iniquità, di menzogne, di tradimenti, che si può attraversare e da cui si può uscire puri solo se si è protetti come Dante dal lauro divino di Virgilio.”

“Mio povero ragazzo, io sono arrivato qui come voi, il cuore pieno d’illusioni, spinto dall’amore per l’Arte, portato da invincibili slanci verso la gloria: ho trovato le realtà del mestiere, le difficoltà dell’editoria e la concretezza della miseria.”

“La reputazione tanto desiderata è quasi sempre una prostituta premiata.”

“La coscienza, mio caro, è uno di quei bastoni che tutti brandiamo per picchiare il vicino, e che nessuno usa per sé.”

“L’influenza e il potere del giornale sono solo all’aurora – disse Finot – Il giornalismo è ancora bambino, crescerà. Tutto, di qui a dieci anni, sarà sottoposto al pubblico.”

“Il giornalismo, invece di essere un sacerdozio, è diventato un mezzo per i partiti; da mezzo si è fatto commercio; e, come tutti i commerci, non ha né Dio né patria. Ogni giornale è, come dice Blondet, una bottega in cui si vendono al pubblico parole del colore che vuole.”

“Quel lusso agiva sulla sua anima come una ragazza di strada agisce su un liceale con le sue carni nude e le sue calze bianche ben tirate.”

“Il momento in cui poté ricambiare con un’occhiata a quelle due donne qualcuno dei pensieri di vendetta che loro gli avevano insinuato nel cuore per roderglielo, fu uno dei più dolci della sua vita e, forse, decise del suo destino.”

“Lavorare! Non è forse la morte per le anime avide di godimenti?”

“Il giornalista, mio caro, è un acrobata.”

“Per tutta la mattina assaporò uno dei più forti piaceri segreti di un giornalista, quello di acuminare l’epigramma, di limarne la fredda lama che trova il suo fodero nel cuore della vittima, e di scolpire l’impugnatura per i lettori.”

“Lucien vide in lui il popolano arricchito: un viso ordinario, occhi grigi pieni di astuzia, mani da claque, una carnagione sulla quale gli stravizi erano passati come la pioggia sui tetti, capelli brizzolati, e una voce un pò roca.”

“Diffida del gioco. Se io non giocassi, sarei felice. Ho debiti con Dio e con il diavolo.”

“Ogniqualvolta vedrai la stampa accanirsi contro qualche potente, sappi che sotto ci sono sempre sconti rifiutati, servizi non resi.”

“Imbaldanzito dalla voce segreta che odono talvolta i giocatori, lasciò il tutto sul rosso e vinse; un’esaltazione bruciante lo prese! Ignorando la voce, poso i centoventi luigi nuovamente sul nero e perse. Si sentì dentro allora quella deliziosa sensazione che, nei giocatori, succede alle agitazioni orrende, quando, non avendo più nulla da rischiare, lasciano il palazzo in fiamme dove si svolgono i loro fuggevoli sogni.”

“Che cos’era lui, in quel mondo di ambizioni? Un poeta senza riflessioni profonde, che vagava di lume in lume come una farfalla, senza un piano preciso, schiavo delle circostanze, che pensava bene e agiva male.”

“Certo, bisogna essere un grande uomo per tenersi in equilibrio tra genio e carattere.”

“I procuratori legali, i medici e gli avvocati di Parigi, come le cortigiane con i loro amanti occasioni, contano ben poco sulla riconoscenza dei loro clienti.”

“Insomma, il pensiero ubriaca molto meno della parola. A forza di parlare, un uomo finisce con il credere a quello che dice; mentre si può agire contro il proprio pensiero senza viziarlo, e far vincere una causa sbagliata senza sostenere che è giusta, come fa l’avvocato difensore.”

“Nulla è meno noto di quello che tutti sono tenuti a conoscere, la Legge!”

“Il giornalismo sarà la follia del nostro tempo.”

“Non mi vogliono più bene – pensò Lucien. Per la famiglia come per il mondo, bisogna dunque avere successo.”

“Vi sono due specie di storia: la storia ufficiale, bugiarda, che viene insegnata, quella ad usum delphini; e poi la storia segreta, dove si trovano le cause reali degli avvenimenti, una storia vergognosa.”

“Ma impara questo, scolpiscitelo nel cervello ancora così tenero: l’uomo ha orrore della solitudine. E tra tutte le solitudini, la solitudine morale è quella che lo spaventa di più.”

“Guardate, un cattivo accomodamento vale più di un buon processo…”

Emilio – Jean-Jacques Rousseau

“Tutto  è bene quando esce dalle mani dell’Autore delle cose, tutto degenera fra le mani dell’uomo.”

“Mi rivolgo a te, madre tenera e previdente che ti sapesti allontanare dalla via comune, e preservare l’arboscello nascente dall’urto delle opinioni umane!
Coltiva, annaffia la giovane pianta prima che muoia: i suoi frutti faranno un giorno la tua delizia. Costruisci per tempo un recinto intorno all’anima del tuo bambino; altri può tracciarne il circuito, ma tu sola devi innalzarvi la barriera.”

“Ci si lamenta dello stato d’infanzia e non si capisce che la razza umana sarebbe perita se l’uomo non avesse cominciato con l’esser bambino.”

“Chi può sperare di dirigere interamente i discorsi e le azioni di tutti coloro che circondano un bambino?
In quanto dunque l’educazione è un’arte, è quasi impossibile che essa riesca, perché il concorso necessario al suo successo non dipende da alcuno al mondo.”

“Per essere qualcosa, per essere se stesso e sempre uno, bisogna agire come si parla.”

“Se volete avere un’idea dell’educazione pubblica, leggete la Repubblica di Platone. Non è un’opera di politica, come pensano coloro che non giudicano i libri che attraverso i loro titoli; è il più bel trattato di educazione che sia mai stato scritto.”

“Che si destini il mio allievo alla spada, alla Chiesa, o alla toga, poco m’importa. Prima che la vocazione sceltagli dai genitori, la natura lo chiama alla vita umana. Il mestiere di vivere è quello che voglio insegnargli. E uscendo dalle mie mani egli non sarà, ne convengo, né magistrato, né soldato, né prete; sarà prima di tutto uomo.”

“Quello fra noi che sa meglio sopportare i beni e i mali di questa vita è, a parer mio, il meglio educato.”

“Data però la mobilità delle cose umane, dato lo spirito inquieto e volubile di questo secolo che tutto sconvolge ad ogni generazione, si può concepire un metodo più insensato che di educare un fanciullo come se mai dovesse uscire dalla sua camera, come se dovesse essere incessantemente circondato dai suoi?”

“Vivere non è respirare, è agire, è fare uso dei nostri organi, dei nostri sensi, delle nostre facoltà, di tutte le parti di noi stessi che ci danno il sentimento della nostra esistenza.”

“C’è chi è morto a cent’anni, ed è come fosse morto alla nascita.”

“L’uomo civile nasce, vive e muore nella schiavitù: alla nascita lo si stringe nelle fasce, alla morte lo si inchioda nella bara; finché conserva la figura umana, è prigioniero delle nostre istituzioni.”

“Esercitateli dunque agli urti che dovranno sostenere un giorno. Abituate i loro corpi alle intemperie delle stagioni, dei climi, degli elementi, alla fame, alla sete, alle fatiche; temprateli nell’acqua dello Stige.”

“Nascendo un fanciullo grida; la sua prima infanzia trascorre tra i pianti. Ora lo si dondola, lo si accarezza per acquietarlo, ora lo si minaccia, lo si picchia per farlo tacere. O facciamo ciò che gli piace, o esigiamo ciò che piace a noi; o ci sottomettiamo alle sue fantasie, o lo sottomettiamo alle nostre: niente vie di mezzo, bisogna che dia degli ordini o che ne riceva. Così le sue prime idee sono quelle di comando e di servitù.”

“Appena nato impadronitevi di lui e non lasciatelo più che uomo fatto: altrimenti non vi riuscirete. Come la vera nutrice è la madre, così il vero precettore è il padre.”

“Non v’è quadro più bello di quello della famiglia, ma un solo tratto mancato sfigura tutti gli altri.”

“Un padre, quando genera ed alimenta i figli, non fa che un terzo del suo compito. Egli deve dare degli uomini alla propria specie, deve dare alla società degli esseri socievoli, deve dare dei cittadini allo Stato.”

“Io predico a chiunque abbia viscere e trascuri così santi doveri, ch’egli verserà a lungo lagrime amare sulla sua colpa e mai riuscirà a consolare.”

“Più il corpo è debole, più comanda; più è forte, più obbedisce.”

“L’educazione dell’uomo comincia alla nascita; prima di parlare, prima ancora d’intendere, egli si istruisce già.”

“La sola abitudine che si deve lasciar prendere al fanciullo è quella di non contrarne nessuna.”

“Non bisogna irritarsi contro il bambino che piange senza una causa apparente, giacché una causa c’è sempre e il bambino soffre acutamente quando è represso in tali prime spontanee manifestazioni.”

“Se cade, se si fa un gonfio alla testa, se gli esce il sangue dal naso, se si taglia le dita, anziché darmi da fare attorno a lui con aria allarmata, resterò tranquillo, almeno per un certo tempo. Il male è fatto, è forza maggiore che lo sopporti; tutta la mia premura non servirebbe che a spaventarlo di più e ad aumentare la sua sensibilità.”

“Soffrire è la prima cosa che deve imparare, e quella che avrà il maggior bisogno di sapere.”

“Invece di lasciarlo marcire nell’aria viziata di una camera lo si porti ogni giorno in mezzo ad un prato. Là che corra, che ruzzi, che cada cento volte al giorno, tanto meglio: imparerà più presto a rialzarsi.”

“Ricordatevi che prima di osar l’intrapresa di formare un uomo bisogna esserci fatti uomini noi stessi, bisogna trovare in noi l’esempio che dobbiamo proporre. Mentre il fanciullo è ancora senza cognizioni, si ha il tempo di preparare tutto ciò che gli è d’intorno in modo che i suoi primi sguardi non siano colpiti che da oggetti che conviene vedere.”

“Rispettate l’infanzia e non affrettatevi a giudicarla, sia in bene che in male.”

“Donde viene la debolezza dell’uomo? Dalla disparità che esiste fra la sua forza e i suoi desideri.”

“Lo spettacolo del mondo, diceva Pitagora, assomiglia a quello dei giochi olimpici: gli uni vi tengono bottega e non se ne curano che per loro profitto; gli altri vi pagano di persona e cercano la gloria; altri ancora si contentano di vedere i giuochi e non sono i peggiori.”

“Per conoscere gli uomini, bisogna agire.”

“Ma è dannoso, quando vi sia caduto egualmente, prendersi la rivincita del “Te l’avevo detto”. Nessuno ama di sentirsi umiliato.”

“L’uomo non comincia facilmente a pensare, ma non appena comincia non cessa più.”

“Guardiamoci bene dall’annunziare la verità a quelli che non sono in grado di intenderla, perché è volervi sostituire l’errore.”

“Io credo dunque che una volontà muove l’universo e anima la natura.”

“Addio dunque, Parigi, città celebre, città di frastuono, di fumo e fango, dove le donne non credono più all’onore né gli uomini alla virtù. Addio, Parigi: noi cerchiamo l’amore, la felicità, l’innocenza; non saremo mai abbastanza lontani da te.”

“L’esempio! L’esempio! Senza di quello non si riesce mai a niente con i bambini.”

Signor Malaussène – Daniel Pennac

“Il bambino era inchiodato alla porta come un uccello del malaugurio. I suoi occhi plenilunio erano quelli di una civetta.”

“Il seguito… il seguito… La cosa tragica, con gli sbarbati, è che pensano che tutto abbia sempre un seguito…”

“Che ne dici, tu che sei il prodotto di un lungo interrogativo procreatorio: “E’ giusto fare dei figli in un mondo come questo? Il Divino Paranoico merita che si accresca la sua opera? Ho io il diritto di mettere in moto un destino? Non so forse che avviare una vita significa metterle la morte alle calcagna? Cosa valgo io come padre e cosa varrà Julie come madre? Possiamo correre il rischio di assomigliarci?”

“Diciamo che in materia di esistenza l’ottimismo ha quasi sempre la meglio sulla saggezza del nulla.”

“Del resto, io non muoio, arrocco.”

“O voi che inforcate gli occhiali del pregiudizio, sempre pronti all’estasi imposta e allo scandalo d’obbligo…”

“Si ha un bel colmare, ma è sempre una sorpresa la vastità della nostra ignoranza.”

“L’amore è sempre stato di bocca buona riguardo ai suoi primi alimenti. Le prime conversazioni dell’amore assomigliano agli omogeneizzati dei bambini. Non importano gli ingredienti, tanto è di altro che si parla. L’amore sfida le leggi della dietetica, si nutre di tutto e un niente lo nutre. Si sono viste autentiche passioni nascere da conversazioni così povere di proteine da reggersi a stento in piedi.”

“Non ho svolto il mio ruolo di educatore, ecco l’unica spiegazione. Ho lasciato che fossero i tempi a parlare, ho pensato come tutti che non ci fosse più infanzia, che si nascesse già sgamati, ho creduto al peso delle parole e allo choc delle foto, non ho dato credito all’innocenza, vergogna su di me!”

“Quando si fanno certe domande, ci si espone a certe risposte.”

“In realtà si trattava dei tuoi, di esami. Non hai neanche il calibro di un fagiolo messicano e già ti tartassano? Tanto vale che ti ci abitui subito: sarai esaminato per tutta la vita. Bisogna rendere i conti, dall’inizio alla fine, e che siano giusti! Il medico legale farà il totale dell’addizione.”

“Bisogna che tu lo sappia: in questo basso mondo tutto comincia con l’immagine e prosegue con la metafora. Il significato, sta a te conquistarlo, con la forza del neurone!”

“Non c’è nulla di più deprimente che strapazzare un ragazzino che si aspetta la strapazzata.”

“Anche la doccia migliore non lava via tutti i nostri malumori.”

“Io voglio vederla occuparsi di te… fare la mamma di tutti i giorni… una piccola sosta nell’eroismo… qualche anno di naturalezza. Che si occupi di te e lasci perdere il mondo… Che tanto il mondo non si occupa dio niente, gira sul suo asse, gira in tondo, non va da nessuna parte… un’orbita… non ha bisogno di nessuno, il mondo…”

“Nulla si dimentica più in fretta di un edificio davanti al quale siamo passati per cinquant’anni senza prestargli attenzione. Una mattina c’è un buco e non sappiamo più cosa c’era prima. E’ ancora peggio di un ricordo.”

“L’elenco dei parametri è l’agonia della speranza. Niente può andar bene se si pensa a tutto quel che ci vuole perché vada bene.”

“La macchina della banalizzazione si è messa in moto.”

“Il suicidio è un’imprudenza.”

“Se esiste un Dio, Gervaise, non è per tutti. Oppure gli piace il gioco e noi siamo le sue carte. Un baro. Il re del gioco delle tre carte.”

“Il fatto che non si abbia niente da dirgli non significa che si possa fare a meno di un confessore.”

“Prendete un Malausséne, fategli del male, lui corre.

“Anche colui che corre verso la donna che ama fa girare il mondo.”

“Avviso agli amanti dei dispiaceri: sarebbe fuori luogo consolare. Al limite, esserci. Distendersi e aspettare.”

“Era uno di quei momenti in cui, malgrado i nostri tormenti interiori, siamo segretamente contenti di non essere l’altro. Così si sferruzzano i lutti. Piccoli istanti di gioia tra gli assalti della disperazione, un diritto e un rovescio, fino alla felicità ritrovata di essere se stessi… Sì, deve essere questa, dopo tutto, la felicità: la soddisfazione di non essere l’altro.”

“gli orologi non hanno mai fermato il tempo..”

“Cureremo il nostro dolore occupandoci di cose di cui non ci frega assolutamente niente.”

“Ho fatto ruotare il vino nel bicchiere, ho annusato, ho bevuto una goccia, ho gorgogliato e masticato, proprio come avevo visto fare. Poi ho alzato gli occhi al cielo, ho scosso la testa, ho aggrottato la fronte… mi è dispiaciuto di non saper muovere le orecchie.
Alla fine ho detto:
Non c’è malaccio.”

“Pregiato e celebre, il vino seguente. Lo bevemmo al di sopra di una vallata di Arbois che profumava di pace. Era il famoso vino di paglia.”

“Un evento non si ripete. Un film degno di rispetto si vede una volta sola. Ciò che fa il suo essere, Juliette, è il ricordo che ti lascia.”

“Noi bevevamo. Clairette Tradition. Un vinello di pianura con le spalle al muro. Un’uva molto vivace per un umore molto cupo.”

“Ma che dire? Che dire quando uno è lo sfortunato depositario della sacrosanta verità? L’uomo non si nutre di verità, l’uomo si nutre di risposte! E Legendre è un uomo. Giovani delle generazioni future, ascoltatemi: non sappiate niente, ma abbiate una risposta a tutto. Dio è nato da questa preferenza! Dio e la Statistica! Dio e la Statistica sono risposte che godono di ottima salute.”

“Si son visti paracadutisti distratti buttarsi senza paracadute e poi morire nel loro letto. Ogni giorno galeotti riescono a evadere di prigione e agenti immobiliari a non entrarci. Si sono visti persino degli assicurati riuscire a farsi rimborsare. Ma nessuno, mai, è uscito indenne dalle mani di un genero deciso a emanciparsi dal suocero.”

“Urla senza alzare la voce, l’avvocato Ragaud, e questo ha un nome: forza di persuasione.”

“No, no, no, non si racconta il proprio processo. Si racconta forse la propria agonia? Al massimo si registrano due o tre impressioni. Con il passare delle udienze ci si intorpidisce, si sente la propria innocenza scivolare via come la vita di un suicida nel calore della sua vasca da bagno. Ci si arrende confusamente a questa fine… una specie di stanchezza, uno stupore sereno di fronte alla varietà, alla molteplicità, all’originalità dei colpi inferti dalla parte avversa.”

“Quello che vogliono non è la verità, capite, è la coerenza.
Un errore giudiziario è sempre un capolavoro di coerenza.
E vorreste che vi raccontassi il mio processo?”

“E’ il momento del grande accattonaggio del politicume, la corsa ai mandati che riempiono le tasche. Ti toccherà scegliere tra gli imperituri, le facce di tolla, gli incalliti e gli spaventosamente inenarrabili, eppure ci vai, e scegli un nome tra i loro nomi, e la tua scheda esita sopra la fessura, ma poi finisci per lasciar cadere il tuo voto, la tua voce, che grida cadendo nella notte fonda dell’urna…”

“Allora dimmi, sinceramente, ti sarebbe piaciuto nascere in un mondo dove l’ambizione dei padri è quella di sopravvivere ai figli?”

“Non c’è mica solo la felicità nella vita, c’è la vita.”

“A nascere sono buoni tutti! Persino io sono nato! Ma poi bisogna divenire! divenire! crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare (senza gonfiare), accettare i mutamenti (ma non le mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire), e morire senza protestare, per finire… un programma enorme, una vigilanza continua…perché a ogni età l’età si ribella contro l’età, sai! E se fosse solo questione di età… ma c’è anche il contesto! E il contesto, piccolo mio…”

“… ma l’eternità è siffatta che i morti e quelli a venire non si parlano. Comunicano attraverso le preghiere dei vivi. Il dolore scavato da quelli che se ne vanno prepara il nido per quelli che arrivano nel cuore di quelli che sperano. Altrimenti la giostra avrebbe smesso di girare da un pezzo.”

Storia di un corpo – Daniel Pennac

“Cara Lison, sei appena tornata dal mio funerale, ed eccoti a casa, un pò tristanzuola, anche se c’è Parigi che ti aspetta, e gli amici, l’atelier, qualche tela rimasta in sospeso, i tuoi mille progetti, fra cui le scenografie per l’Opéra, le tue passioni politiche, il futuro delle gemelle, la vita, la tua vita.”

“E quel che il notaio ti consegna è davvero uno strano regalo: niente meno che il mio corpo! Non il mio corpo in carne e ossa, ma il diario che di esso ho tenuto all’insaputa di tutti nell’arco nella mia vita.”

“…sono nato nel 1923, ero semplicemente un borghese della mia epoca, di quelli che usano ancora il punto e virgola e non si presentano mai al tavolo della prima colazione in pigiama, ma freschi di doccia, ben rasati, nel loro impeccabile abito da giorno. Il corpo è un’invenzione della vostra generazione, Lison, Almeno per l’uso che se ne fa e per lo spettacolo che viene dato.”

“Quanto ai medici, è molto semplice: oggi il corpo non lo toccano più. A loro importa soltanto il puzzle cellulare, il corpo radiografato, ecografato, tomografato, analizzato, il corpo biologico, genetico, molecolare, la fabbrica di anticorpi. Vuoi che ti dica una cosa? Più lo si analizza, questo corpo moderno, più lo si esibisce, meno esiste. Annullato, in misura inversamente proporzionale alla sua esposizione.”

“Il grande silenzio dei boschi piomba sulla mia immaginazione. Quel silenzio pieno di tutti i rumori possibili: gli scricchiolii, i fruscii, i sospiri, i versi, il vento fra gli alberi…”

“Non avrò più paura, non avrò più paura, non avrò più paura, non avrò più paura, non avrò mai più paura.”

“Quando papà insisteva su una parola, sembrava che la pronunciasse in corsivo.”

“Ti sei mai chiesto dove va a finire tutta questa sporcizia umana? Che cosa sporchiamo quando ci laviamo?”

“Tieni bene a mente una cosa: Per tutta la vita, dobbiamo sforzarci di credere ai nostri sensi.”

“Papà diceva: qualsiasi oggetto è in primo luogo oggetto di interesse. Quindi il mio corpo è un oggetto di interesse. Scriverò il diario del mio corpo.”

“Uno può gridare quanto gli pare, ma la sua voce resta quella che è!”

“La nostra voce è la musica che fa il vento quando ci attraversa il corpo.”

“La cosa che mi piace quando mi addormento è svegliarmi per il piacere di riaddormentarmi.”

“Quando riteneva che mi lamentassi troppo, papà mi citava sempre la stessa frase di Seneca: ogni uomo crede di portare il fardello più pesante.”

“L’uomo focalizza, diceva papà, tutto dipende da questo! Per gli uomini non esiste nulla fuori da una cornice. Figliolo, ti consiglio di romperla, quella cornice.”

“Vedi, io sono nato da un’agonia. Mio padre era uno degli innumerevoli morti viventi che la Grande Guerra restituì alla vita civile. Con la mente piena di orrori, i polmoni distrutti dai gas tedeschi, tentò invano di sopravvivere.”

“Morto lui, voleva che suo figlio sapesse leggere, scrivere, declinare, contare, calcolare, pensare, memorizzare, ragionare, tacere quando è opportuno e cionondimeno pensare.”

“Sii leggibile, diceva mio padre, non dar motivo di sospettare che cerchi di dissimulare con una grafia indecifrabile un pensiero che non padroneggi.”

“La paura non ti protegge da nulla e ti espone a tutto! Il che non vuol dire che non si debba essere prudenti. Papà diceva: la prudenza è l’intelligenza del coraggio.”

“Quando si ha davvero fame, si dorme in posizione fetale. Ci si rannicchia sul proprio stomaco.”

“Non mi riconosco! O meglio, ho l’impressione di crescere senza di me. Per questo il mio corpo diventa un oggetto di curiosità. Quale sorpresa, domani? Non sappiamo mai dove il corpo ci sorprenderà.”

“Non credo ci sia oggetto di adorazione più incantevole, più commovente e più complesso del seno femminile.”

“Colpire una pallina da tennis senza aver preso lezioni significa sentire il proprio corpo adattarsi alle circostanze senza l’aiuto del movimento giusto.”

“Mio Dio, che sensazione di inesistenza dà all’uomo il pene flaccido!”

“Quel che più mi rattrista della specie umana non è tanto che passi il tempo a uccidersi, quanto che poi sopravviva.”

“La quantità di sé che viene eliminata con le lacrime! Piangendo si fa molta più acqua che pisciando, ci si pulisce infinitamente meglio che tuffandosi nel lago più puro, si posa il fardello dello spirito sul marciapiede del binario d’arrivo.”

“Il sapore ritrovato del caffè dopo tutti questi anni di cicoria! Il caffè nero, forte, amaro. Quella morsa dentro la bocca che, mandata giù la sorsata, induce a un piccolo schiocco di lingua soddisfatto. Quel bruciore sotto lo sterno che sferza e sveglia, che accelera i battiti del cuore e collega i neuroni.”

“Un taccuino vicino al letto e appena mi sveglio l’incubo è annotato. Questa abitudine produce due effetti sui sogni. Li struttura come racconti e toglie loro ogni capacità di farmi paura. Non suscitano più terrore ma curiosità, quasi sapessero che li aspetto per metterli su carta e lo reputassero un onore letterario, quegli idioti.”

“C’è qualcosa di fisico, quasi animalesco, in ogni caso di primitivamente sessuale, nel confronto fra il vecchio capufficio e il giovane candidato. Perlomeno è questa la sensazione che mi ha lasciato il colloquio appena fatto. Due maschi si osservano. Il vecchio dominante e il giovane che aspira a far carriera.”

“Ho ordinato una andouilette, patate rosolate in padella e una bottiglia di Brouilly.”

“Forse, dice lei, con quel falso pudore delle ragazze che, dopo aver confessato l’essenziale, credono di poter custodire il segreto lesinando sui particolari.”

“E poi, non mi piace il suo odore. Lei mi piace, ma non la sento. In amore, non c’è peggior tragedia.”

“Ma il sarto non bada al corpo. In realtà non mi tocca. Non ha nulla del medico che visita. Le sue dita che puntano gli spilli valutano un volume, disegnano un’apparenza. Da lui esce l’uomo sociale, l’uomo vestito della propria funzione. Il mio corpo si sente stranamente nudo in questo completo nuovo.”

“La priorità non era annotare ma vivere. Il soffocamento amoroso! Non facile da descrivere se non si vuole annegare nella melassa sentimentale.”

“Ah! l’abbagliamento dell’amore! Che ti rende subito chiaroveggente! E impalato come un cretino davanti alla porta aperta.”

“Ho trovato la mia femmina e da quando dividiamo la stessa cuccia per me rientrare a casa è come tornarmene nella tana.”

“Secondo Mona, Venezia, dove tutto è offerto alla vista, è il paradiso dei ciechi. Qui non occorrono occhi per sentirsi pienamente vedenti. Questa capitale del silenzio è la città sonora per eccellenza.”

“Venezia è l’unica città al mondo in cui si possa fare l’amore appoggiati ciascuno a una casa.”

“Diventare padre significa diventare monco. Da un mese a questa parte ho solo un braccio, l’altro regge Bruno. Mondo dall’oggi al domani. Ci si fa l’abitudine.”

“Risveglio con un nodo alla gola, il fiato corto, i polmoni rattrappiti, i denti stretti e l’umore nero senza alcun preciso motivo. Quel che la mamma chiamava: avere le ansie.”

“La mia prima reazione di fronte a un neonato non è tanto giocare al puzzle delle somiglianze quanto cercare su quel viso recentissimo i segni di un temperamento.”

“La differenza fra coccole di puro affetto e quelle che si concedono per far smettere di piangere. Nel primo caso il bebè si sente al centro dell’amore, nel secondo sente che lo si vuole buttare dalla finestra.”

“Dormo ancora ma so che sto per essere strappato al sonno dal forcipe dell’angoscia, il cuore stretto come la testa di un bambino.”

“Lavarmi i denti è l’anticamera dell’eternità. C’è solo la messa che mi annoia di più.”

“L’inverno ci invade, l’estate ci assorbe.”

“Quando è stato, allora, la prima volta in cui ho fatto il gesto di passare lo scopino, che oggi mi si impone tanto spesso? L’evento non è stato consegnato a questo diario. Eppure fu un giorno importante della mia vita. Una perdita dell’innocenza.”
“Mentre Lison, Bruno, Mona e io contempliamo una coppia di scimpanzé intenti a spulciarsi, penso all’espressione animalesca dell’intimità propria di quasi tutte le donne che ho conosciuto: la caccia ai punti neri.”

“I miei simili, i miei fratelli, come me tutti fermi in macchina al semaforo con le dita nel naso. E tutti che quando si sentono osservati si interrompono come se fossero stati colti in flagrante delitto di maialata. Strato pudore.”

“Con i disegni dei bambini è come con le uova alla coque: sono capolavori ogni volta unici, ma così numerosi in questo mondo che né l’occhio né le papille vi si soffermano.”

“Non ho più ritrovato quei quaderni di acquerelli, spariti nel grande autodafé materno, ma mi accade ancora di sentire la mano di mio padre sulla mia nel piacere infantile che provo a tracciare le lettere con cura.”

“L’uomo nasce nell’iperrealismo per dilatarsi pian piano fino a un puntinismo alquanto approssimativo per poi disperdersi in una polvere di astrattismo.”

“Passiamo la vita a confrontare i nostri corpi.”

“La prima cosa che si legge sui nostri volti quando siamo in società è il desiderio di far parte del gruppo, l’insopprimibile bisogno di esserci.”

“Quando osservo tutti noi nei luoghi pubblici dove conversiamo – salotti, giardini, brasseries, corridoi, metropolitana, ascensori -, ciò che più mi colpisce nei movimenti del nostro corpo è questa propensione a dire sì. Fa di noi una banda di uccelli che annuiscono meccanicamente: Sì, sì, fanno i piccioni che camminano fianco a fianco.”

“Ci pasciamo in segreto dei miasmi che in pubblico tratteniamo. Un simile doppio gioco vale anche per i nostri pensieri e questa doppiezza è il Leitmotiv della nostra vita. Tornati ciascuno a casa propria, la mia giocatrice di tennis e io ci godremo, ciascuno per sé, uno di quei lunghi peti che faremo giungere fino alle narici grazie all’onda che con consumata scienza sappiamo imprimere alle lenzuola.”

“La cosa più estenuante è lo sforzo mentale che devo compiere per dissimulare questa stanchezza a chi mi circonda, mostrarmi sempre affettuoso con i miei (che la stanchezza mi rende estranei), sempre professionale con gli altri (che mi rende indebitamente familiari), insomma tenere alta la mia reputazione di equanimità, sorvegliare l’equilibrio della mia statua.”

“Un puro stato nervoso dalle conseguenze fisiche immediate: oppressione al petto, fiato corto, nervosismo, goffaggine, accessi di rabbia dei quali può fare le spese il primo venuto, imprecazioni soffocate che ti avvelenano il sangue, nessun desiderio e i pensieri corti come il fiato. Impossibile concentrarsi, dispersione assoluta, accenni di gesti, accenni di frasi, accenni di riflessioni, niente arriva fino in fondo, tutto rimbalza verso l’interno, l’ansia rimanda sempre al cuore dell’ansia.”

“Non si finirebbe mai di elencare le piccole gioie che alimentano l’istinto di vivere.”

“Una costante storica, queste battutine dei maschietti sul ciclo delle ragazze. Subodorano un mistero femminile dal quale sono esclusi, la presenza di una complessità che fa della donna un mistero…”

“Nuotato sott’acqua, a lungo come quando avevo vent’anni. Sott’acqua rinuncerei volentieri a respirare e a tutti gli obblighi della superficie. Di questa carezza totale della pelle del mare sulla mia pelle avrei potuto fare una passione esclusiva, imparare a non respirare, fare la vita del delfino, condurre in questa seta un’esistenza priva di gravità, ogni tanto aprire la bocca e lasciarmi andare a nutrirmi. Ma facciamo scelte che riducono le nostre passioni più pregnanti a semplici idee di felicità.”

“Le nostre malattie sono come quelle barzellette di cui ci crediamo gli unici depositari e che invece conoscono tutti.”

“I miei acufeni, la mia acidità, le mie ansie, la mia epistassi, le mie… insonnie. Le mie proprietà, insomma. Che condividiamo con alcuni milioni di persone.”

“In che cosa consiste il mistero? Per esempio nel fatto che un uomo non sa nulla di ciò che prova una donna relativamente al peso e alla forma del proprio seno, e le donne ignorano cosa provano gli uomini relativamente all’ingombro del loro sesso.”

“Questa è la cosa stupefacente: i nostri figli ci sono da tempo immemorabile! Sono appena nati, e non riusciamo più a immaginarci senza di loro. Certo, ci ricordiamo di un tempo in cui non c’erano, oppure noi c’eravamo senza di loro, ma la loro presenza fisica affonda subito in noi radici così profonde che ci sembra siano qui da sempre.”

“Questa macchiolina di caffè sul dorso della mano, mentre scrivo. Un marroncino annacquato. Ci passo sopra la punta dell’indice. Resiste. Ci aggiungo della saliva, niente da fare. Una macchia di pittura? No, non va via neanche con acqua e sapone. E neppure con lo spazzolino delle unghie. Devo rassegnarmi all’evidenza: non è una macchia sulla pelle, è una produzione della pelle stessa. Un marchio di vecchiaia, affiorato dal profondo. Di quelli disseminati sulle facce dei vecchi e che Violette chiamava fiori di cimitero.”

“Niente donne, dice il medico al paziente. Niente donne, niente caffè, niente tabacco, niente alcol. E così vivrò più a lungo? Non lo so, dice il medico, ma di sicuro il tempo passerà più lentamente.”

“Possiamo grattarci fino al godimento, ma fatti il solletico quanto ti pare e non ti farai mai ridere.”

“Non c’è giornata di lavoro che non abbia la meglio sull’ansia. Appena varco le porte dell’ufficio, l’uomo sociale ha la meglio sull’uomo in preda all’ansia.”

“Per me il ruolo ha sempre avuto la meglio sull’ansia. In compenso, i nostri cari, gli intimi, sono quelli che ci vanno di mezzo, proprio perché sono nostri, costitutivi di noi stessi, vittime sacrificali del moccioso che restiamo per tutta la vita.”

“Eccolo, il vero inizio della vecchiaia. Questa rottura spontanea. Unghie, capelli, denti, femore, la nostra carcassa si sbriciola. La banchina si stacca dal polo, zitta zitta, senza l’urlo dei ghiacci che rende spaventosa la notte polare. Invecchiare significa assistere a questo disgelo.”

“Ogni desiderio che la mano non afferra è soltanto un sogno.”

“Di che cosa muori, buon’uomo? Del male che ti sei inflitto, dei tuoi piccoli compromessi con ciò che è nocivo, dei benefici momentanei che hai tratto da pratiche malsane, del tuo carattere, insomma, così debole, così poco rispettoso di te!”

“Signore e signori, moriamo perché abbiamo un corpo, ed è ogni volta l’estinzione di una cultura.”

“Sono una clessidra.”

“Anche a questo servono i funerali religiosi, a rafforzare nei credenti e nei miscredenti le rispettive certezze, a dirottare sul sacerdote gli strali del cordoglio, a trasformare ciascuno in un critico autorizzato, che si esprime a nome del morto, giudica il ritratto che il sacerdote ha detto del morto, e il morto, parte in causa di questo dibattito teologico, il morto che riteniamo degnamente celebrato o volgarmente insultato, è un pò meno morto, ed p come un inizio di resurrezione. Non, per l’atmosfera, non c’è come Dio.”

“E’ difficile capire cosa ci portano via, morendo, coloro che abbiamo amato.”

“Il mio corpo e io viviamo la fine del nostro contratto di locazione come due coinquilini indifferenti. Nessuno mette più in ordine, e va benissimo così. Tuttavia i risultati delle recenti analisi mi dicono che è giunto il momento di prendere la penna un’ultima volta. Quando hai tenuto per tutta la vita un diario del corpo, un’agonia non puoi certo negartela.”

“Nell’uomo, i jeans hanno la particolarità di svuotarsi con l’età, e nella donna di riempirsi.”

“Povero medico! Passare la vita ad aggiustare un programma pensato per non durare. Altri scrivono Il deserto dei tartari.”

“Mi sento come una moneta che finisce di ruotare su se stessa.”

“Adesso, mio piccolo Dodo, è ora di morire. Non aver paura, ti faccio vedere io come si fa.”

La prosivendola – Daniel Pennac

“Prima c’è stata quella frase che mi ha attraversato la mente: La morte è un processo rettilineo.”

“Mi stia a sentire, Malaussene, l’ho assunta come capro espiatorio perché si beccasse le piazzate al posto mio, perché subisse le grane con in piantino al momento giusto, perché risolvesse l’irrisolvibile spalancando le sue braccia di martire, in poche parole, perché lei si facesse carico. E lei si fa carico in modo straordinario!”

“La compassione, ragazzo mio, la compassione! Lei ha un vizio raro: compatisce.”

“Far cascare l’altro dalle nuvole e approfittare della paralisi per dargli la stoccata non era affatto bello.
E’ così che si vince un processo, ma è anche così che si uccide la verità.”

“Ma cosa cazzo ci vanno a fare dei mussulmani come noi a un matrimonio di cristiani?
Avevo pronta la risposta.
Ai nostri giorni si può scegliere la propria religione, Hadouch, ma non la propria tribù. E la tribù di Clara siete voi.”

“L’amore non fa la brutta copia, Bejamin, lo sai benissimo, ogni volta è subito in bella, direttamente.”

“Te, io ti amerò fino alla fine dei miei giorni, dico.
Si volta contro il muro, e dice soltanto:
Accontentati di amarmi ogni giorno.”

“…figuriamoci, dorme come ha sempre dormito, al riparo dalla vita.”

“Solo che noi siamo cattivi architetti. Le nostre celle coniugali ci soffocano, i luoghi di lavoro ci divorano, le prigioni familiari spingono i nostri figli alla droga, e la piccola lucerna televisiva attraverso la quale guardiamo pateticamente il mondo esterno non fa che rimandarci a noi stessi.”

“In fondo non sarebbe una cattiva idea: piazzare tutte tre le sorelle in una volta: Clara a un prete, Verdun a un ayatollah e Therese a Thian, se lui accettasse di reintegrare il suo buddhismo genetico. L’ecumenismo, insomma, il posto assicurato in paradiso, qualunque sia il colore del Divino Buffone.”

“Il peggio, nel peggio, è l’attesa del peggio. Il peggio, nei matrimoni, è la carovana di clacson che annuncia al mondo intero la prossima inaugurazione della sposa.”

“Un tizio lungo come una gru avanza verso di noi a grandi falcate. Arriva sempre, prima o poi, l’essere provvidenziale che sbloccherà la situazione…”

“Mise davanti all’occhio una piccola macchina fotografica nera, sorta non si sa come da tutto quel biancore, fissò ancora un istante il cadavere torturato, poi ci fu il crepitio di un flash, e un bagliore di eternità.”

“Curiosa immagine, il nido, per una casa editrice. Un editore è una faccenda di corridoi, angoli, livelli, sotterranei e soffitte, l’inestricabile alambicco della creazione: l’autore arriva dall’atrio tutto fremente di idee nuove, ed esce in volumi, da una magazzino, cattedrale derattizzata della periferia.”

“Babele? Vedo una torre, Maestà, la prima casa popolare dell’umanità; le moltitudini del Divino Paranoico che ruzzolano dai quattro angoli dell’orizzonte nella conca di Dien Bien Phu, e, stanche del loro errare, innalzano l’Empire State Building per viverci di conserva.”

“Ma leggi quel che ti pare, mia Clarinette, leggi quel che ti capita sotto il naso, infischiatene di tuo fratello, non spetta a lui scegliere i tuoi piacere, sarà la vita a scegliere, il setaccio fitto fitto dei tuoi piccoli desideri.”

“Ed ecco che in più Julie sa cucinare. Dettaglio superfluo? Col cavolo: tutti i giornali femminili ve lo confermeranno, la felicità è una ricetta di cucina.”

“Mangerà, berrà, fumerà, penserà, amerà, e poi deciderà di mangiare meglio, di bere meno, di non fumare più, di evitare le idee, di mettere da parte il sentimento. Diventerà realista. Darà consigli ai figli. Ci crederà un pò, giusto per loro. E poi non ci crederà più. Ascolterà solo più le proprie tubature, sorveglierà i bulloni, moltiplicherà gli spurghi…senza contarci troppo…”

“Non ho inventato nemmeno uno stereotipo, li ho presi tutti dal mio pubblico! Ogni mio personaggio è il sogno ricorrente di ogni mio lettore… ecco perché i miei libri si moltiplicano come i pani del Vangelo!”

“Dico che a qualsiasi età, l’età è la carognata massima: l’infanzia, età delle tonsille e della dipendenza totale; l’adolescenza, età dell’onanismo e degli interrogativi vani; la maturità, età del cancro e della coglionaggine trionfante; la vecchiaia, età dell’artrite e dei rimpianti inefficaci.”

“Non voleva che la Correncon gliela uccidesse, Isabelle, che i dipendenti del Taglione chiamavano la regina Zabo (Malaussene apertamente) ma che per Loussa, il suo negro di Casamance, era sempre stata soltanto Isabelle, la piccola prosivendola che dai tempi immemorabili della loro infanzia considerava il libro l’indispensabile materasso dell’anima.”

“La vita è una lunga agonia dopo la morte dell’amore.”

“Non per questo era ostile alla carta deperibile, in pasta di legno. Dotta si, ma non snob. La commuoveva il fatto che anche i libri fossero mortali. Invecchiava insieme a loro. Non ne mandava mai nessuno al macero, non buttava nemmeno una copia. Quel che viveva, lo lasciava morire.”

“I muri sono fatti per essere scavalcati.”

“La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate, Julie. Tuo padre governatore non te l’ha spiegato abbastanza? Il trattato di Versailles ha prodotto dei tedeschi vessati che hanno prodotto degli ebrei erranti che fabbricano dei palestinesi erranti che fabbricano delle vedove erranti incinte dei vendicatori di domani…”

“Quando la vita è appesa a un filo, è incredibile il prezzo del filo!”

“I giovani che senza paura partono per le crociate guerriere mandano sui campi di battaglia soltanto la loro terza persona. A Berlino! Nach Paris! Allah Akhbar! Mandano l’entusiasmo a morire al posto loro, un terzo imbottito di una carne che essi non sanno nemmeno essere la loro. Muoiono nell’ignoranza di se stessi…”

“E cos’è un processo vinto se non una verità travestita? E un processo perso se non il trionfo della menzogna?”

“Riconobbe il paradosso della bellezza: regnare solo su un impero reso inaccessibile dalla bramosia.”

“E il suo piccolo inquilino ha una fifa blu, se sentisse il suo cuore come lo sento io! Per nove mesi a pensione completa, scorrazzato, coccolato e d’un tratto sganciato senza ordine né paracadute, in un campo minato.”

“Cosa molto rara, il sorriso di un neonato. Di solito bisogna aspettare un pò per il sorriso, il tempo che si formino le prime illusioni.”

“Ci sono tutte le storie del mondo in una lingua che non si conosce.”

“E’ finita, Malaussene, non scoraggio più nessuna vocazione: se avessero dato il Premio di Roma a Hitler, non avrebbe mai fatto politica…”

“Julie, io ti amo precisamente.”

“La vita non è un romanzo, lo so… lo so. Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile.”

La signora dalle camelie – Alexandre Dumas

“Penso che non si possano creare personaggi senza avere studiato a fondo gli uomini, come non si può parlare una lingua senza averla seriamente imparata.”

“Né Margherita era mai stata vista con altri fiori che camelie, tanto che da Madame Barjon, sua fioraia, avevano finito per chiamarla “Signora dalle camelie”, soprannome che le era rimasto.”

“Quanta ragione avevano gli antichi che davano un solo Dio ai mercanti e ai ladri!”

“Sono semplicemente convinto di un principio: per la donna alla quale l’educazione non ha insegnato dove stia il bene, Dio apre quasi sempre due vie che ce la riconducano; quelle vie sono il dolore e l’amore.”

“Il cielo prova più gioia per un peccatore che si pente di quanta ne provi per dieci giusti che non peccano mai; cerchiamo quindi di dare gioia al cielo. Il cielo ci renderà quella gioia con interesse.”

“ma io sono tra coloro i quali credono che il tutto stia nel poco. Il bambino è piccolo, ma racchiude l’uomo; il cervello è limitato, ma ospita il pensiero; l’occhio non è che un puntino, ma abbraccia le miglia.”

“E’ sempre difficile consolare un dolore che non si conosce.”

“E’ sempre di conforto raccontare la propria pena.”

“Era al cimitero di Montmartre. Aprile era tornato. Il tempo era bello. Le tombe non dovevano più apparire dolorose e desolate como lo sono d’inverno; infine, faceva già abbastanza caldo perché i vivi si ricordassero dei morti e andassero a visitarli.”

“Che sublime bambinata, l’amore!”

“Quante strade prende e quanti pretesti adduce il cuore per arrivare a quello che vuole!”

“Quella scena aveva tutto l’aspetto della noia, a causa dell’uomo imbarazzato dalla propria nullità e della donna annoiata dalla visita di quel lugubre personaggio.”

“Le donne sono spietate con gli uomini che non amano.”

“Gastone si alzò, si sedette al pianoforte e cominciò a suonare la meravigliosa melodia di Weber, il cui spartito era aperto sul leggìo.”

“Gli uomini hanno la smania di voler sapere quello che deve far loro dispiacere.”

“Talvolta si gode di una piccolezza, ed è cattivo distruggere quella gioia quando, lasciandola sussistere, si può rendere ancora più felice chi la prova.”

“E’ molto tempo che cerco un amante giovane, senza volontà, innamorato senza sospetto, amante senza diritti. Non ho mai potuto trovarne uno. Gli uomini, invece di essere soddisfatti quando si concede loro a lungo ciò che avevano osato sperare di ottenere una sola volta, chiedono alla loro amante conto del presente, del passato e dello stesso avvenire.”

“I conventi non hanno muri tanto alti, le madri serrature tanto forti, la religione doveri tanto assoluti da rinchiudere quei deliziosi uccelletti nella loro gabbia; e su quella gabbia non occorre nemmeno darsi la pena di buttare fiori.”

“Ma essere veramente amato da una cortigiana, è una vittoria ben diversamente ardua. In esse l’anima è consumata dal corpo, il corpo è bruciato dai sensi, i sentimenti sono corazzati dal vizio.”

“La vita è deliziosa, mio caro, tutto dipende dalla lente attraverso la quale la si guarda.”

“Si ha pur sempre avuto un’infanzia, comunque si sia diventati.”

“Non c’è uomo che non sia stato tradito almeno una volta e che non sappia quanto se ne soffra.”

“Se gli uomini sapessero che cosa si può ottenere con una lacrima, sarebbero più amati e noi saremmo meno rovinose.”

“Sono dunque venuto a Parigi, ho studiato legge, sono stato promosso avvocato e, come molti giovanotti, ho messo la laurea in tasca e mi sono un poco abbandonato alla vita spensierata di Parigi.”

“Se sei stato innamorato, seriamente innamorato, hai certamente provato il bisogno di isolare dal mondo l’essere nel quale vorresti riversare tutta la vita.”

“Ahimè! Avevamo fretta di essere felici, come se avessimo indovinato che non potevamo esserlo a lungo.”

“Mi è difficile riferirti i particolari della nostra nuova vita. Essa era costituita da una serie di puerilità incantevoli per noi, ma insignificanti per coloro ai quali le raccontassi.”

“Credi che basti amare e andare in campagna a far vita pastorale e idilliaca? No, amico mio, no. Vicino alla vita ideale, c’è la vita materiale, e le risoluzioni più caste sono trattenute in terra da fili irrisori, ma di ferro, difficili da spezzare.”

“Che cosa saresti a quest’ora, se tu padre avesse avuto le tue idee e avesse abbandonato la sua vita in balìa a tutte le brezze d’amore invece di fondarla in modo indistruttibile sopra un’idea di onore e di lealtà?”

“Il vero amore rende sempre migliori, chiunque sia la donna l’ispira.”

“Com’è dolce lasciarsi persuadere da una voce amata!”

“O vanità dell’uomo! ti riaffacci sotto tutte le forme.”

“Quando nella vita si contrae un’abitudine come quella dell’amore, pare impossibile che quell’abitudine si interrompa senza spezzare allo stesso tempo tutte le altre molle della vita.”

“Ero come un uomo che, essendosi ubriacato con del vino cattivo, cada in preda a un’esaltazione nervosa nella quale la mano è capace di un delitto senza che la mente vi abbia parte alcuna.”

“Capisca soltanto che la vita talvolta ha delle necessità crudeli per il cuore, ma alle quali bisogna sottomettersi.”

“Attraverso un seguito di giorni molto dolorosi. Ignoravo che il corpo potesse far tanto soffrire. Oh! La vita passata! Oggi l’ho pagata due volte.”

“Quanta gente felice non sa di esserlo!”

“Bisogna aver fatto male prima di nascere, o voler gioire di una grande felicità dopo la morte, perchè Dio permetta che questa vita abbia tutte le torture dell’espiazione e tutti i dolori della prova.”

“Erano venuti per eseguire il pignoramento. le ho detto di lasciar fare quello che essi chiamano giustizia. L’usciere è entrato in camera mia, col cappello in testa. Ha aperto i cassetti, ha elencato tutto quanto ha veduto, e ha finto di non accorgersi che una moribonda era nel letto che, per fortuna, la carità della legge mi lascia.”

“La storia di Margherita è un’eccezione, lo ripeto; ma se fosse stata comune, non sarebbe valsa la pena di scriverla.”

La peste – Albert Camus

“I singolari avvenimenti che dànno materia a questa cronaca si sono verificati nel 194… a Orano…”

“Una maniera facile per far la conoscenza d’una città è quella di cercare come vi si lavora, come vi si ama e come vi si muore.”

“…assai ragionevolmente, riserbano i piaceri per il sabato sera e la domenica, cercando, negli altri giorni della settimana, di guadagnare molti soldi.”

“Certamente, nulla di più naturale, oggi, che veder la gente lavorare dalla mattina alla sera e scegliere poi di perdere, con le carte, al caffè e in chiacchiere, il tempo che le rimane per vivere.”

“Il giorno dopo, 30 aprile, una brezza ormai tiepida soffiava in un cielo azzurro e umido, portando un effluvio di fiori dalle remote periferie.”

“Bonario, sempre sorridente, sembrava essere amico di tutti i piaceri normali, senz’esserne schiavo.”

“L’opinione pubblica è cosa sacra: niente terrore, soprattutto niente terrore.”

“Rieux rifletteva. Dalla finestra dell’ufficio guardava il dorso petroso della scogliera chiudersi sulla baia, in lontananza; il cielo, sebbene azzurro, aveva uno splendore opaco che si addolciva via via, col progredire del pomeriggio.”

“I flagelli, invero, sono una cosa comune, ma si crede difficilmente ai flagelli quanto ti piombano sulla testa. Nel mondo ci sono state, in egual numero, pestilenze e guerre; e tuttavia pestilenze e guerre colgono gli uomini sempre impreparati.”

“E siccome un uomo morto non ha peso che quando lo si è veduto, cento milioni di cadaveri sparsi traverso la storia non sono che una nebbia nella fantasia.”

“La vita materiale era per lui assicurata, in ogni modo: gli bastava adattare i bisogni alle risorse.

“alla fin fine, non si era mai veduto nessuno morire di fame…”

“Provavano quindi la profonda sofferenza di tutti i prigionieri e di tutti gli esiliati, che è vivere con una memoria che non serve a nulla.”

“Impazienti del proprio presente, nemici del proprio passato e privi di futuro, somigliavano a coloro che la giustizia o l’odio degli uomini fa vivere dietro le sbarre.”

“Deploravano allora l’ignoranza in cui erano su come l’altro impiegava il tempo; si accusavano di leggerezza per aver trascurato d’informarsene e aver finto di credere che, per una persona che ama, l’impiego che del tempo fa l’amato non sia la fonte di tutte le gioie.”

“A dir la verità si beveva molto. Un caffè aveva inalberato la scritta “il vino probo uccide il morbo”, l’idea, di per sé naturale nel pubblico, che l’alcool preservava dalle malattie infettive, si rafforzò nell’opinione generale.”

“E mentre gli uni continuavano la loro piccola vita adattandosi alla clausura, per altri invece, d’allora in poi, l’unica idea fu quella di evadere dalla prigione.”

“Si vedeva chiaramente che la primavera si era estenuata, prodigata nelle migliaia di fiori sbocciati tutto all’intorno, e che stava adesso per assopirsi, schiacciata lentamente sotto il duplice peso della peste, e del caldo.”

“Tutti discendono allora nelle strade, si stordiscono di parole, si combattono o si desiderano, e sotto il rosso cielo di luglio la città, piena di coppie e di clamori, va alla deriva verso la notte febbrile.”

“Il male che è nel mondo viene quasi sempre dall’ignoranza, e la buona volontà può fare guai quanto la malvagità, se non è illuminata.”

“E dai confini del mondo, traverso migliaia di chilometri, voci ignote e fraterne si provavano goffamente a dire la loro solidarietà, e la dicevano infatti, ma dimostrando nello stesso tempo la terribile impotenza, in cui si trova ogni uomo, di spartire veramente un dolore che non può vedere: Orano! Orano!”

“La grande città silenziosa non era più, allora, che un complesso di cubi massicci e inerti, tra i quali le taciturne effigi di benefattori dimenticati o d’antichi grandi uomini soffocati nel bronzo sedevano sole, coi loro finti visi di pietra o di metallo, a evocare una sminuita immagine di quello ch’era stato l’uomo. Qui mediocri idoli troneggiavano sotto un cielo spesso, nei quadrivi senza vita, insensibili blocchi che ben figuravano il suo ordine estremo, quello d’una necropoli in cui la peste, la pietra e la notte avrebbero finito col far tacere ogni voce.”

“Gli è che nulla è meno spettacolare di un flagello e, per la loro stessa durata, le grandi sciagure sono monotone. Nel ricordo di coloro che le hanno vissute, le terribili giornate della peste non figurano come grandi fiamme interminabili e crudeli, ma piuttosto come un ininterrotto calpestìo che tutto schiacciava al suo passaggio.”

“L’abitudine alla disperazione è peggiore della disperazione stessa.”

“In verità, tutto per loro diventava presente; bisogna dirlo, la peste aveva tolto a tutti la facoltà dell’amore e anche dell’amicizia; l’amore, infatti, richiede un pò di futuro, e per noi non c’erano più che attimi.”

“…io mi sento più solidale coi vinti che coi santi. Non ho inclinazione, credo, per l’eroismo e per la santità. Essere un uomo, questo m’interessa.”

“un mondo senz’amore era come un mondo morto e che viene sempre un’ora in cui ci si stanca delle prigioni, del lavoro e del coraggio, per domandare il viso d’una creatura e il cuore meravigliato dall’affetto.”

“Non ho voglia di morire e lotterò; ma se la partita è perduta, voglio fare una buona fine.”

“…lui era cosciente di quanto vi è di sterile in una vita senza illusioni.”

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