Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per la categoria “Letteratura americana, 81 libri”

Il sogno del celta – Mario Vargas Llosa

“Quando aprirono la porta della cella, insieme al fiotto di luce e a un colpo di vento, entrò anche il rumore della strada che i muri di pietra attutivano del tutto, e Roger si ridestò, spaventato.”

“Ma qualche volta lei non prova rimorsi, cattiva coscienza, per quello che facciamo?”

“Ciò di cui invece si accorse per bene fu l’apparire e l’imperare in quegli infiniti domini del simbolo della colonizzazione: la chicote.”

“L’avventura europea dell’Africa era forse quel che si diceva, quel che si scriveva, quel che si credeva?”

“La verità, la verità era che negli anni in cui era stato lì, di europei che non trattassero i negri come animali senz’anima, che si potevano ingannare, sfruttare, frustrare, addirittura ammazzare senza il minimo rimorso, ne aveva incontrato soltanto un numero per cui bastavano le dita d’una mano.”

“Appariva ozioso domandarsi se la colonizzazione fosse buona o cattiva, se, abbandonati al loro destino, per i congolesi sarebbe andata meglio che con gli europei.”

“Non era ateo, né agnostico, ma qualcosa di più incerto, un indifferente che non negava l’esistenza di Dio – il principio primo – ma incapace di sentirsi a proprio agio nel seno di una chiesa, in solidarietà e fratellanza con altri fedeli, parte di un denominatore comune.”

“Tornò agli scacchi e alle partite di bridge.”

“La piaga che aveva fatto volatilizzare buona parte dei congolesi del Medio e Alto Congo erano la cupidigia, la crudeltà, il caucciù, la disumanità di un sistema, l’implacabile sfruttamento degli africani da parte dei coloni europei.”

“Che fosse così l’inferno che Dante aveva descritto nella Divina Commedia?”

“Se c’è una cosa che ho appreso nel Congo, è che non c’è belva più sanguinaria dell’essere umano.”

“Sono molto cattolico. Là, in Europa, ho sempre cercato di essere coerente con i miei principi. Qui, nel Congo, questo non è possibile, signor console. Questa è la triste verità.”

“Non era anche l’Irlanda una colonia, come il Congo?”

“Pregare così era un balsamo meraviglioso, lo riportava a quell’infanzia in cui, grazie alla presenza di sua madre, tutto era bello e felice nella vita.”

“Era un uomo piuttosto basso e malfatto. Quello che qui chiamano un cholo, un cholito. Cioè un meticcio.”

“…l’incredulità. Così l’essere umano si difendeva da tutto ciò che dimostrava le indicibili crudeltà alle quali poteva giungere aizzato dalla cupidigia e dai suoi perfidi istinti in un mondo senza leggi.”

“Roger rientrò a casa camminando molto lentamente, senza guardare quello che avveniva nei bar e nei postriboli da dove uscivano le voci, i canti, il suono delle chitarre. Pensava a quei bambini strappati dalle loro tribù, separati dalle famiglie, impacchettati nella sentina di una lancia, portati a Iquitos, venduti per venti o trenta soles a una famiglia dove avrebbero passato una vita spazzando, sfregando, cucinando, pulendo gabinetti, lavando panni sporchi, insultati, battuti e a volte stuprati dal padrone o dai figli del padrone. La storia di sempre. La storia che mai finirà.”

“La malvagità che ci intossica sta dovunque ci siano esseri umani, con le radici ben sprofondate nei nostri cuori.”

“..avevano toccato con mano che la vera ragione per la quale gli europei si trovavano in Africa non era aiutare l’africano a uscire dal paganesimo e dalla barbarie, bensì sfruttarlo con una cupidigia senza limiti per l’abuso e per la crudeltà.”

“Niente è soltanto bianco o soltanto nero, mio caro. Neppure in una causa così giusta. Anche qui ci sono dei grigiori torbidi che offuscano tutto.”

“Qualche volta, poche in verità, mi sembra di riuscirci. Allora, finalmente, sento un pò di pace, un incredibile sollievo. Come certe notti, là in Africa, con la luna piena, con il cielo pieno di stelle, senza un filo di vento, gli alberi immobili, soltanto il brusio degli insetti. Tutto era così bello e tranquillo che quanto mi veniva alla mente era sempre: Dio esiste. Vedendo tutto questo come potrei pensare che non esista?”

Il quaderno di Maya – Isabel Allende

“Una settimana fa all’aeroporto di San Francisco la nonna mi abbracciò senza piangere e mi ripetè che, se avevo minimamente a cuore la mia esistenza, non dovevo mettermi in contatto con nessuno finché non avessimo avuto la certezza che i miei nemici non mi cercavano più.”

“Mi consegnò un quaderno con cento pagine perché tenessi un diario della mia vita, come avevo fatto dagli otto ai quindici anni, quando ancora il destino non mi aveva girato le spalle.”

“Scrivere è come andare in bicicletta: non lo dimentichi, per quanto passino gli anni senza fare pratica.”

“…alle pareti la mia Nini aveva appeso fotografie di bambini africani denutriti, affinché io vedessi come quelle sfortunate creature morivano di fame mentre facevo la schizzinosa con il cibo.”

“La nonna direbbe che sto dando tempo alla mia anima di arrivare a Chiloé. Ritiene che i viaggi in aereo abbiano degli inconvenienti perché l’anima viaggia più lentamente del corpo e a volte si perde per strada; è questa la ragione per cui i piloti, come mio padre, non sono mai del tutto presenti: stanno aspettando l’anima che vaga tra le nuvole.”

“E’ impossibile dimostrare un’assenza…”

“Alla mia Nini ha sempre dato fastidio l’artificio del finale felice nelle favole; è convinta che nella vita non ci siano finali, ma confini, si gironzola di qua e di là, s’inciampa e ci si perde.”

“Un astronomo ha più bisogno di immaginazione poetica che di buon senso, perché la magnifica complessità dell’universo non può essere misurata e spiegata, ma solo intuita.”

“E’ da un mese che sono su quest’isola. Non so se arriverò ad abituarmi al passo da tartaruga di Chiloé, a questa pigrizia, a questa perenne minaccia di pioggia, a questo paesaggio immutabile di acqua, nuvole e prati verdi. Tutto è uguale, tutto è pace.”

“Senza Ipod posso sentire la voce dell’isola: uccelli, vento, pioggia, crepitio di legna, ruote di carro e a volte i violini lontani del Caleuche.”

“E’ assurdo credere solamente in ciò che si può dimostrare.”

“La sofferenza ci chiama, stringiamo i denti – diceva. Un dolore così, dolore dell’anima, non si elimina con medicine, terapie o vacanze; un dolore così lo si soffre, semplicemente, fino in fondo, senza attenuanti, come è giusto che sia.”

“Passa per tonto perché parla il minimo indispensabile, ma è molto sveglio: si è reso conto in fretta che a nessuno importa quello che dicono gli altri, e per questo non dice niente.”

“Prima di andare a letto prendo un bicchiere di latte tiepido con miele e cannella, la pozione magica che mi dava il mio Popo quando ero bambina, e l’infusione tranquillizzante di Eduvigis: tiglio, sambuco, menta e violetta, ma qualsiasi cosa faccia, anche se vado a letto il più tardi possibile e leggo fino a quando mi cadono le palpebre, non riesco a ingannare l’insonnia, è implacabile.”

“Come diceva il mio Popo, la vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono. Le cretinate che ho fatto sono già nell’arazzo, sono incancellabili, ma non devono essere un peso per tutta la mia vita. Quel che è fatto è fatto; devo guardare avanti. A Chiloè non c’è combustibile per il falò della disperazione. In questa casa di cipresso, il cuore si tranquillizza.”

“Libertà, finalmente. Mi sarei potuta reintegrare nel mondo degli esseri normali, saziarmi di musica, film e libri proibiti, aprire un profilo su Facebook, l’ultima moda nelle reti sociali, come tutti  nel collegio desideravamo.”

“Lasciammo i piatti quasi intatti, ma ci bevemmo due bottiglie di Quintessa, riserva 2005, che costarono una fortuna ed ebbero il merito di ammorbidire le asperità.”

“Mi attiravano il rumore, le luci, i colori, lo sperpero degli hotel e dei casinò, al tensione dei giocatori alle slot machine e ai tavoli verdi, il rumore delle fiches, i cocktail coronati da orchidee e ombrellini di carta.”

“Ha viaggiato con l’obiettivo di imparare e ciò lo salva dall’essere un turista qualunque.”

“C’è grandezza e dignità nella tragedia, per questo è fonte d’ispirazione, ma io non voglio una tragedia, per quanto immortale possa essere, voglio una felicità senza clamore, intima e molto discreta, per non provocare la gelosia delle divinità, sempre così vendicative.”

“Il mio Popo diceva che l’amore ci fa diventare buoni. Non importa chi amiamo e non importa nemmeno essere corrisposti o che la relazione sia stabile. E’ sufficiente l’esperienza di amare: è questa che ci trasforma.”

“Credo che dovrò stare lontana dall’alcol per sempre; è più difficile resistere all’alcol che alle droghe, perché è legale, è disponibile e te lo offrono da tutte la parti.”

“Qualcuno lasciava cadere delle monete ma nessuno mi parlava; la povertà di oggi è come la lebbra di una volta: è ripugnante e fa paura.”

“La persona che sono ora è il risultato delle mie esperienze precedenti, compresi gli errori più estremi.”

“Come mi spiegava, veniamo al mondo con in mano certe carte e facciamo il nostro gioco; con carte simili c’è chi può sprofondare e chi riesce a superare sè stesso. E’ la legge della compensazione, Maya. Se il tuo destino è di nascere cieca, non sei obbligata a sederti sotto il metrò a suonare il flauto; puoi sviluppare l’olfatto e diventare sommelier.”

“Le cose negative del passato sono lezioni per il futuro e la cosa peggiore che mi è capitata, la morte del mio Popo, voglio ricordarla per sempre.”

“In cielo ormai sono tutti su Facebook, figlia mia.”

“I cileni sono prudenti, hanno paura di offendere o di esprimere un’opinione schietta, il linguaggio è una danza di eufemismi, l’abitudine alla cautela è radicata e sotto la superficie cova molto risentimento ce nessuno vuole riportare alla luce; sembra quasi che tutti condividano una sorta di imbarazzo collettivo, alcuni perché patirono la situazione, altri perchè rimasero, alcuni perché persero i propri familiari, altri perché fecero finta di non vedere.”

“E’ meglio chiedere scusa che chiedere permesso.”

“Si chiama mal d’amore, che secondo manuel Arias è la tragedia più banale della storia dell’umanità, ma quando la vivi capisci quanto faccia soffrire.”

Và, metti una sentinella – Harper Lee

“Da Atlanta, aveva guardato fuori dal finestrino del vagone ristorante con un piacere quasi fisico. Davanti al caffè della colazione, vide allontanarsi l’ultima delle colline della Georgia e comparire la terra rossa, insieme a case dal tetto di lamiera poste al centro di corti ben spazzate dove cresceva l’inevitabile verbena, cinta da copertoni pitturati di bianco. Sorrise quando vide la prima antenna televisiva sopra una casa di negri che non era mai stata verniciata; man mano che si moltiplicavano, la sua gioia crebbe.”

“Ama chi vuoi, ma sposa uno dei paesi tuoi.”

“Jean Louise si chiedeva come si sarebbe comportata quando fosse venuto anche per lei il momento di soffrire tutto il giorno.”

“Il suo gioco preferito era il golf, perché i suoi principi essenziali consistevano in una mazza, una pallina e uno stato d’animo.”

“Era quasi innamorata di lui. No, impossibile, pensò: o lo sei o non lo sei. L’amore è l’unica cosa a questo mondo che non si presta a equivoci. Ci sono diversi tipi di amore, certamente, ma in ogni caso il giudizio è netto: o sei innamorata o no.”

“…era una di quelle donne che avevano attraversato la vita senza spendersi.”

“…qualunque principio morale si fosse affermato, lo avrebbe sostenuto; era capace solo di disapprovare; era una pettegola incurabile.”

“…c’era una netta e sgradevole differenza tra uno che dipinge e un pittore, tra uno che scrive e uno scrittore.”

“Suo padre diceva che dopo aver lasciato la facoltà di Giurisprudenza occorrevano almeno cinque anni per imparare il diritto: si faceva pratica di economia per due anni, si imparava il Codice di procedura dell’Alabama per altri due, e nel quinto anno si rileggevano la Bibbia e Shakespeare. A questo punto uno era pienamente attrezzato per cavarsela in qualunque situazione.”

“Al di là di tutte le piume di struzzo, ogni donna nata su questa terra vuole un uomo forte che la conosca come un libro, che non sia soltanto il suo innamorato, ma colui che protegge Israele.”

“Si cominciava ad avere un’idea di cosa fosse il diritto solo quando veniva il momento di applicarlo.”

“Difendere un imputato è qualcosa di più che mettere sulla carta le cose che vuoi dire.”

“Lei tacque. Il tempo si fermò, girò su se stesso e prese pigramente la direzione opposta.”

“Possedeva tutti i requisiti necessari per un ragioniere iscritto all’albo: non amava la gente, era lesto con i numeri, non aveva senso dell’umorismo ed era una testa di cazzo.”

“Per nulla scosso dall’infedeltà di Herbert Jemson (dal momento che non l’aveva sentita), il signor Stone si alzò e raggiunse il pulpito con la Bibbia in mano. L’aprì e disse “il mio testo per oggi è dal XXI capitolo di Isaia, versetto 6:
Perché così mi ha detto il Signore:
Và, metti una sentinella che annunzi ciò che vede”.

“Il segreto della vita di Atticus Finch era, nella sua semplicità, profondamente complesso: dove quasi tutti gli uomini avevano dei codici e cercavano di esserne all’altezza, Atticus seguiva il suo alla lettera senza storie, senza fanfare e senza arrovellarsi in complicati esami di coscienza. La sua natura privata era la sua natura pubblica. Il suo codice era la semplice etica del Nuovo Testamento, la sua ricompensa, il rispetto e la devozione di tutti coloro che lo conoscevano.”

“non si stancava mai di giocare a palla avvelenata; non era mai troppo indaffarato per inventare storie meravigliose; non era mai troppo assorbito dai suoi problemi per ascoltare con attenzione una storia di sventure; ogni sera leggeva loro qualcosa ad alta voce fino a diventare rauco.”

“Atticus prendeva molti piccioni con una fava quando leggeva ai suoi figli, e forse avrebbe notevolmente sgomentato uno psicologo dell’età evolutiva: leggeva a Jem e Jean Louise tutto ciò su cui gli capitava di posare lo sguardo, e i bambini, crescendo, si impossessarono di un’oscura erudizione.”

“C’era stato un periodo, tanto tempo prima, in cui i soli momenti pacifici della sua esistenza erano quelli dell’intervallo tra il sonno e la veglia, quando apriva gli occhi la mattina fino a raggiungere la piena coscienza, i pochi secondi che passavano fino a quando, ormai desta, entrava nell’incubo a occhi aperti della giornata.”

“Non occuparti degli affari altrui finché non hai provveduto a sistemare i tuoi.”

“Passò due minuti di pace prima che tornassero gli incubi: nulla può uccidere il piacere della prima sigaretta del mattino di un nuovo giorno. Jean Louise soffiò cautamente il fumo nell’aria immota.”

“Il Signore non ti manda mai nulla di più doloroso di quello che puoi sopportare.”

“Non perché era il posto dov’era iniziata la tua vita. Perché era il posto dove la gente era nata e aveva continuato a nascere fino al risultato finale che eri tu, che bevevi una Coca al Jitney Jungle.”

“New York. New York? Ti dirò com’è New York. New York ha tutte le risposte. La gente va alla Young Men’s Hebrew Association, all’English-Speaking Union, alla Carnegie Hall, alla New School for Social Research, e trova le risposte.”

“Se un uomo ti dice -Questa è la verità – e tu gli credi, e scopri che quello che dice non è vero, prima resti deluso e poi ti assicuri che non tradisca mia più la tua buona fede.”

“A New York tu sei stessa. Puoi aprire le braccia e stringerti al petto tutta Manhattan in perfetta solitudine, o puoi andare all’inferno, se credi.”

“Cieca, ecco quello che sono. Non ho mai aperto gli occhi. Non ho mai pensato di guardare nel cuore della gente, la guardavo solo in faccia. Cieca come una talpa…”

“Ho bisogno di una sentinella che mi guidi e dica ciò che vede ora per ora. Ho bisogno di una sentinella che mi dica: questo è ciò che un uomo dice, ma questo è ciò che pensa., che tiri una riga nel mezzo e dica: qui c’è questa giustizia e là c’è quella giustizia, e mi faccia capire la differenza. Ho bisogno di una sentinella che vada avanti e proclami a tutti loro che ventisei anni sono troppi per dire “abbiamo scherzato”, per divertente che sia.”

“…i libri tendevano ad accatastarsi ovunque lui si sedesse.”

“Nelle sue tradizioni e nella struttura sociale il Sud era una piccola Inghilterra.”

“L’unica cosa dell’America che sembra ancora straordinaria in questo stanco mondo è che un uomo può andare fin dove lo porta il suo cervello, o può andare all’inferno, se vuole; ma non sarà così ancora per molto tempo.”

“Gli ipocriti hanno lo stesso diritto di vivere su questa terra che hanno tutti gli altri.”

“Lo studio paterno era sempre stato un rifugio, per lei. Era accogliente. Era un posto dove, se i problemi non svanivano, diventavano almeno sopportabili.”

“Ora rifletti su questo punto. Cosa succederebbe se a tutti i negri del Sud venissero improvvisamente concessi i diritti civili.”

“L’isola di ogni uomo, Jean Louise, la sentinella di ognuno di noi, è la sua coscienza. Non esiste una cosa come la coscienza collettiva.”

“Ricorda anche questo: è sempre facile voltarsi indietro e vedere com’eravamo, ieri, dieci anni fa. difficile è vedere ciò che siamo.”

“Il pregiudizio, parola sporca, e la fede, parola pulita, hanno qualcosa in comune: cominciano entrambi là dove finisce la ragione.”

La casa degli spiriti – Isabel Allende

“Barrabas arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l’abitudine le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant’anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato e per sopravvivere al mio stesso terrore.”

“Appena nata Rosa era bianca, liscia, senza grinze, come una bambola di porcellana, con i capelli verdi e gli occhi gialli, la creatura più bella che fosse nata sulla terra dai tempi del peccato originale, come aveva detto la levatrice facendosi il segno della croce.”

“Fu una lunga notte, forse la più lunga della mia vita. La trascorsi seduto accanto alla tomba di Rosa, parlando con lei, accompagnandola nella prima parte del suo viaggio verso l’Aldilà, quando è più difficile staccarsi dalla terra e si ha bisogno dell’amore di chi rimane vivo, per andarsene almeno con la consolazione di avere seminato qualcosa nel cuore altrui.”

“Le parlai delle carezze che le avevo riserbato, i regali con i quali l’avrei sorpresa, il modo in cui l’avevo fatta innamorare e resa felice. Le dissi, insomma, tutte le follie che non le avrei mai detto se avesse potuto udirmi e che non ho mai ripetuto a nessun’altra donna.”

“Però mai più è molto tempo. E l’ho potuto sperimentare in questa lunga vita.”

“Non bisogna mai vendere la terra. E’ l’unica cosa che rimane quando il resto si esaurisce.”

“Era stata un’infanzia di privazioni, di disagi, di asprezze, di interminabili rosari notturni, di paure e di colpe. Di tutto questo gli erano rimasti solo la rabbia e un orgoglio smisurato.”

“Quando il cattivo umore cominciava a darmi fastidio e mi sentivo a disagio nella mia stessa pelle, andavo a caccia. Mi alzavo molto prima dell’alba e partivo con un fucile in spalla, il mio tascapane e il mio bracco. Mi piacevano le cavalcate al buio, il freddo dell’alba, i lunghi appostamenti nell’ombra, il silenzio, l’odore della polvere da sparo e del sangue, sentire l’arma rinculare con un colpo secco contro l’omero e vedere la preda cadere scuotendo le zampe, tutto questo mi tranquillizzava e quando tornavo da una partita di caccia, con quattro miserabili conigli nel tascapane e qualche pernice così sforacchiata che non serviva per essere cucinata, mezzo morto di fatica e pieno di fango, mi sentivo sollevato e felice.”

“Pancha Garcia non si difese, non si lamentò, non chiuse gli occhi. Rimase di spalle, guardando il cielo con espressione spaventata, finché non sentì l’uomo crollare con un gemito al suo fianco. Allora cominciò a piangere debolmente. Prima di lei sua madre, e prima di sua madre sua nonna, avevano subìto lo stesso destino di cagna.”

“La guerra in Europa era finita e i vagoni pieni di morti erano un clamore lontano, ma che ancora non si spegneva. Di là stavano arrivando le idee sovversive portate dai venti incontrollabili della radio, del telegrafo e delle navi cariche di emigranti che arrivavano come una frotta attonita, sfuggendo alla fame della loro terra, inariditi dal ruggito delle bombe e dai morti che marcivano nei solchi dei campi.”

“Sui tavoli da gioco si puntavano le eredità e le facili ricchezze del dopoguerra, si stappava lo champagne ed era arrivata la novità della cocaina per i più raffinati e viziosi. la follia collettiva sembrava non avere fine.”

“..a furia di vedere l’ambizione nello specchio quando mi facevo la barba alla mattina, avevo finito per imparare a riconoscerla quando la vedevo negli altri.”

“Quell’estate la trascorsero tra l’infanzia, che ancora li possedeva, e il risveglio dell’uomo e della donna.”

“Blanca poteva condurre la vita indolente per la quale si sentiva portata, mentre suo marito si dedicava a quei piccoli piaceri che solo il denaro può consentire e ai quali aveva dovuto rinunciare per così lungo tempo.”

“Al termine della sua vita, quando i novant’anni l’avevano trasformato in un vecchio albero contorto e fragile, Esteban Trueba avrebbe ricordato quei momenti con sua nipote come i migliori della sua esistenza, e pure lei conservò sempre nella memoria la complicità di quei viaggi in campagna per mano a suo nonno, le passeggiate sul dorso del cavallo, l’imbrunire nell’immensità dei seminati, le lunghe serate vicino al caminetto a raccontare storie di fantasmi e a disegnare.”

“L’uomo e la bambina si guardarono ed entrambi si riconobbero negli occhi dell’altro.”

“Alba sapeva che sua nonna era l’anima della grande casa dell’angolo. Gli altri lo seppero più tardi, quando Clara morì e la casa perse i fiori, gli amici di passaggio e gli spiriti giocherelloni ed entrò in pieno nell’epoca dello sfacelo.”

“Mi congratulo che tu abbia scelto questa professione. Se quanto chiedi è di girare armato, tra essere delinquente o essere poliziotto, è meglio essere poliziotto, perché hai l’impunità.”

“Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. Ma la paura è qualcosa d’interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento.”

“La notte che morì mi chiusi dentro con lei. Dopo tanti anni senza parlarci dividemmo quelle ultime ore riposando nell’acqua quieta della seta azzurra, come le piaceva chiamare il suo letto, e ne approfittai per dirle tutto quello che non avevo potuto dirle prima, tutto quello che mi ero trattenuto dal dirle dopo la terribile notte in cui l’avevo picchiata.”

“La morte di Clara trasformò completamente la vita nella grande casa dell’angolo. i tempi erano mutati. Con lei se n’erano andati gli spiriti, gli ospiti e quella luminosa allegria che era sempre presente, perché lei non credeva che il mondo fosse una Valle di lacrime, ma al contrario una burla di Dio, sicché era stupido prenderlo sul serio, se Lui stesso non lo faceva.”

“…si spazzolava cento volte i suoi lunghi capelli castani…”

“Ma all’università la politica era inevitabile. Come tutti i giovani che erano entrati in quell’anno, scoprì l’attrazione di una notte insonne in un caffè, a parlare dei cambiamenti di cui il mondo aveva bisogno e a contagiarsi l’un l’altro con la passione delle idee.”

“Era nato quando non esisteva la luce elettrica in città e si era ritrovato a vedere alla televisione un uomo che passeggiava sulla luna, ma nessun trambusto della sua lunga vita l’aveva preparato ad affrontare la rivoluzione che si stava organizzando nel suo paese, sotto i suoi occhi, e che metteva tutti in agitazione.”

“Così trascorsero i mesi e divenne chiaro per tutti, anche per il senatore Trueba, che i militari si erano presi il potere per tenerselo e non per consegnare il governo ai politici di destra che avevano favorito il golpe. Erano una razza a parte, fratelli tra di loro, che parlavano un linguaggio diverso da quello dei civili e con i quali il dialogo era come una conversazione tra sordi, perché il minimo dissenso era considerato tradimento secondo il loro rigido codice d’onore.”

“Cercò nella memoria una passeggiata con Miguel sulla costa, d’autunno, molto prima che l’uragano degli eventi capovolgesse il mondo, nell’epoca in cui le cose si chiamavano ancora con nomi noti e le parole avevano un unico significato, quando popolo, libertà e compagno erano solo quello, popolo, libertà e compagno, e non erano ancora contrassegni.”

“Cercò di ricordare il freddo, il silenzio e quella preziosa sensazione di essere i padroni della terra, di avere vent’anni e la vita davanti, di amarsi tranquilli, ebbri dell’odore di bosco e di amore, privi di passato, senza pensare al futuro, con l’unica, incredibile ricchezza di quell’istante presente in cui si guardavano, si odoravano, si baciavano, si esploravano, avvolti nel mormorio del vento tra gli alberi e del rumore vicino delle onde che si frangevano contro le rocce a picco della scogliera, esplodendo in un fragore di schiuma profumata, e loro due, abbracciati sotto la stessa coperta, come fratelli siamesi in una stessa pelle, ridendo e giurando che sarebbe stato per sempre, convinti di essere gli unici in tutto l’universo ad avere scoperto l’amore.”

“…pur essendo consapevole che la grazia non era morire, dato che succede comunque, bensì sopravvivere, che era un miracolo…”

“Le suggerì, inoltre, di scrivere una testimonianza che un giorno potesse servire per portare alla luce il terribile segreto che stava vivendo, affinché il mondo venisse al corrente dell’orrore che avveniva parallelamente all’esistenza pacifica e ordinata di quelli che non volevano sapere, di quelli che non potevano restare ancorati all’illusione di una vita normale, di quelli che non potevano negare, di quelli che stavano a galla sopra un mare di gemiti, ignorando, contro ogni evidenza, che a pochi isolati dal loro mondo felice c’erano gli altri, quelli che sopravvivono o muoiono dalla parte buia.”

“Scrivo, lei scrive, che la memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni, crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma può anche darsi che tutto succeda simultaneamente…”

“Ma sarebbe molto difficile vendicare tutti quelli che devono essere vendicati, perché la mia vendetta sarebbe solo l’altra parte dello stesso rito inesorabile. Voglio limitarmi a pensare che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l’odio..”

Stoner – John Williams

“William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un nitido ricordo.”

“A trent’anni, suo padre ne dimostrava già cinquanta; piegato dalla fatica, fissava disperato l’arido pezzo di terra che di anno in anno dava da campare alla sua famiglia. Sua madre sopportava la vita con pazienza, come una lunga disgrazia destinata a finire.”

“A diciassette anni le sue spalle avevano già iniziato a curvarsi sotto il peso delle cose da fare.”

“Il professore era un uomo di mezza età, poco più che cinquantenne. Si chiamava Archer Sloane e svolgeva il suo incarico di insegnante con un’aria di apparente sdegno e disprezzo, come se avvertisse, tra il suo sapere e la possibilità di trasmetterlo. un abisso così profondo che era inutile tentare di colmarlo.”

“Vagava per i corridoi della biblioteca dell’università, in mezzo a migliaia di libri, inalando l’odore stantio del cuoio e della tela delle vecchie pagine, come se fosse un incenso esotico.”

“Certe volte, immerso nelle sue letture, lo assaliva la coscienza di quante cose ancora non sapeva, di quanti libri non aveva ancora letto. E la serenità tanto agognata andava in mille pezzi appena realizzava quanto poco tempo aveva per leggere tutte quelle cose e imparare quello che doveva sapere.”

“Così Stoner cominciò da dove aveva iniziato, e l’uomo alto, magro e ricurvo che ormai era diventato si sedette in cattedra nella stessa aula dove il ragazzo alto, magro e ricurvo che era stato sedeva dietro a un banco, ascoltando le parole che l’avrebbero condotto fin lì.”

“Come molti uomini che ritengono di aver avuto solo in parte il successo che meritavano, era straordinariamente vanesio e roso dall’affermazione della propria importanza. Ogni dieci o quindici minuti sfilava dal taschino del panciotto un grande orologio d’oro, lo guardava e annuiva tra sè.”

“Nel giro di un mese, Stoner realizzò che il suo matrimonio era un fallimento. Di lì a un anno smise di sperare che le cose sarebbero migliorate. Imparò il silenzio e mise da parte il suo amore.”

“Ma appena gli ospiti se ne andavano, la facciata crollava su se stessa svelando la devastazione.”

“La festa fu come molte altre. La conversazione cominciò in modo frammentario, acquistò una rapida ma debole energia e si disperse in discorsi occasionali.”

“Pensò al prezzo che avevano pagato, anno dopo anno, a quella terra che rimaneva com’era sempre stata, un pò più arida, forse, e un pò più parca di frutti. Nulla era cambiato. Le loro vite erano state consumate da quel triste lavoro, le loro volontà spezzate, le loro intelligenze spente. Adesso erano lì, in quella terra a cui avevano donato la vita, e lentamente, anno dopo anno, la terra se li sarebbe presi. Lentamente l’umidità e la putrefazione avrebbero infestato le bare di pino che raccoglievano i loro corpi, e lentamente avrebbero lambito la loro carne, consumando le ultime vestigia della loro sostanza. In ultimo sarebbero diventati una parte insignificante di quella terra ingrata a cui si erano consegnati tanto tempo addietro.”

“Era arrivato a un’età in cui, con intensità crescente, gli si presentava sempre la stessa domanda, di una semplicità così disarmante che non aveva gli strumenti per affrontarla. Si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata. Sospettava che alla stessa domanda, prima o poi, dovessero rispondere tutti gli uomini.”

“Arrivato a quarantadue anni, William Stoner non vedeva nulla di emozionante nel proprio futuro. Del suo passato, poco gli interessava ricordare.”

“A quarantatre anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra.”

“Quell’estate invecchiò rapidamente, tanto che in autunno, quando tornò in classe, quasi tutti si stupirono del suo aspetto. Il suo viso, divenuto scarno e ossuto, era solcato da profonde rughe. Molti ciuffi bianchi gli spuntavano tra i capelli ed era sempre più curvo, come se portasse sulle spalle un fardello invisibile.”

“Immaginò gli anni a venire e sentì che il peggio doveva ancora arrivare.”

“Non desiderava morire, ma vi furono dei momenti, dopo la partenza di Grace, in cui l’attesa lo rendeva impaziente, come chi sta per intraprendere un viaggio che non ha molta voglia di fare. E come ogni viaggiatore, sentiva di dover fare molte cose prima di partire, ma non riusciva a ricordare quali fossero.”

“Le dita si allentarono e il libro che tenevano si mosse piano e poi rapidamente lungo il corpo immobile, cadendo infine nel silenzio della stanza.”

Il simpatizzante – Viet Thanh Nguyen

“Sono una spia, un dormiente, un fantasma, un uomo con due facce. E un uomo con due menti diverse, anche se questo probabilmente non stupirà nessuno.”

“Il mese in questione era aprile, il mese più crudele. Il mese nel quale una guerra che andava avanti da tempo immemorabile cominciò a perdere i pezzi, come succede regolarmente a tutte le guerre.”

“Era povera, come lo ero stato io, suo figlio, e nessuno chiede alla povera gente se vuole la guerra.”

“Non esiste niente di più costoso di quello che ti viene regalato, brontolava il Generale.”

“La verità, però, era che almeno un milione di persone lavorava o aveva lavorato per gli americani in una veste o nell’altra: lucidandogli le scarpe, combattendo in un esercito creato a loro immagine e somiglianza, offrendo fellatio ai soldati per il prezzo che, a Peoria o Poughkeepsie, avrebbero pagato per un hamburger.”

“Agli americani piace guardarti negli occhi, mi aveva detto una volta, soprattutto mentre ti fottono.”

“Ogni uomo dovrebbe avere un doppio fondo nel suo bagaglio.”

“Non eravamo un popolo che si lanciava in guerra al primo squillo di tromba. No. Noi combattevamo accompagnati da canzoni d’amore, perché eravamo gli italiani dell’Asia.”

“Era un uomo sincero che credeva in tutto quello che diceva, anche quando mentiva, il che non lo rende poi tanto diverso dalla maggior parte delle persone.”

“Eravamo stati costretti a adattarci a una bolla economica di dieci anni, alimentata esclusivamente grazie alle importazioni dagli Stati Uniti; a tre decenni costellati di guerre, inclusa la divisione del paese in due metà perfette, nel 54, grazie al colpo di bacchetta di qualche potenza straniera, e al breve interregno giapponese durante la Seconda guerra mondiale; a un secolo di molestie continue da parte dei coloni francesi.”

“Usava le parole come se fossero pallottole, alternando lunghi silenzi a esplosioni improvvise, brevi e controllate.”

“Avevo sempre avuto un profondo rispetto per la professionalità delle prostitute, che esibivano la propria disonestà con una chiarezza molto maggiore rispetto agli avvocati, un’altra categoria che si fa pagare a ore.”

“Mi limito a notare che la creazione di un esercito di prostitute locali al servizio di soldati stranieri è l’esito inevitabile di qualunque guerra di occupazione, uno dei piccoli e sgradevoli effetti collaterali della difesa della libertà che tutte le mogli, le sorelle, le fidanzate, le madri e tutti i pastori e gli uomini politici di Smallville, USA, fingono di ignorare e nascondono dietro un muro di denti bianchi e lucidi, quando salutano il ritorno a casa dei loro soldati, pronti a curare qualunque innominabile afflizione con la penicillina della bontà americana.”

“I passeggeri tacevano, ipnotizzati dall’ansia e dall’attesa del decollo. Stavano sicuramente pensando le mie stesse cose. Addio, Vietnam. Au revoir, Saigon.”

“Persino i poveri, in America, avevano il frigorifero, per non parlare dell’acqua corrente, dello scarico nel bagno e dell’elettricità ventiquattr’ore su ventiquattro, tutte comodità che, in patria, erano solo un sogno anche per diversi rappresentanti delle classi medie. Perché, allora, mi sentivo povero?”

“Speriamo che la storia si dimentichi di tutto il bordello che abbiamo combinato.”

“Come uno squalo che deve nuotare per sopravvivere, un uomo politico – in questo si era trasformato il Generale – doveva tenere le labbra in costante movimento.”

“Marcivano nell’aria stantia e polverosa degli appartamenti forniti dal governo, mentre i loro testicoli avvizzivano ogni giorno di più, consumati dalle metastasi di un cancro che si chiamava assimilazione, e facili vittime dell’ipocondria dell’esilio.”

“Tanto Gesù quanto lo zio Ho (HO Chi Minh) erano stati chiari sul fatto che il denaro corrompe.”

“Non importa da quanto tempo sei qui, disse Ms Mori. I bianchi ti tratteranno sempre da straniero.”

“Era invece il miglior tipo di verità: quella che può significare come minimo due cose diverse.”

“Il giorno è nostro, ma la notte appartiene a CHARLIE. Non dimenticarlo mai.”

“Nella mia ingenuità, avevo creduto di poter distogliere Hollywood da quello che era il suo obiettivo dichiarato: lobotomizzare e insieme derubare le platee di tutto il mondo. Il beneficio secondario dell’operazione consisteva nel trasformare la storia in una sorta di miniera a cielo aperto, lasciando i fatti veri nelle profondità dei tunnel sotterranei, accanto ai morti, ed estraendo solo qualche diamante scelto, per lo stupore e l’emozione del pubblico.”

“Compativo i francesi, per la loro ingenuità nel credere di dover visitare un paese, prima di poterlo sfruttare. Hollywood era molto più efficiente: per sfruttare un paese, le era sufficiente immaginarlo a modo suo.”

“La sua arroganza segnava una novità assoluta: per la prima volta, a scrivere la storia sarebbero stati gli sconfitti anziché i vincitori, grazie alla più efficiente macchina propagandistica che fosse mai stata creata.”

“Facevo quindi attenzione a presentare me stesso come un immigrato qualunque, lieto di trovarmi in una terra nella quale la ricerca della felicità era un diritto sancito per iscritto, cosa che, a pensarci bene, non era poi così esaltante. La certezza della felicità: quella si, che sarebbe stata una gran cosa. Ma sentirsi garantire la possibilità di accedere al montepremi della felicità era come avere il permesso di comprate un biglietto della lotteria. Qualcuno sarebbe diventato milionario, certo, ma sempre e solo a spese di migliaia di altre persone.”

“…forse l’unico contributo americano all’architettura mondiale: un parcheggio.”

“La carta con la quale l’Occidente si puliva il culo era più morbida di quella con cui il resto del mondo si soffiava il naso, anche se il paragone poteva valere solo come metafora. In realtà, il resto del mondo sarebbe rimasto stupefatto alla semplice idea di usare un qualunque tipo di carta, per soffiarsi il naso.”

“E ricordi che non esiste cura migliore di un sano relativismo. Per quanto male possa sentirsi, la conforterà sapere che c’è gente in condizioni ben peggiori delle sue.”

“Potevo sopravvivere tranquillamente senza televisione, ma non senza libri.”

“Perciò, per un profugo, la prima domanda riguardava sempre i tempi: Quando potrò tornare a casa?”

“La vodka era uno dei tre prodotti sovietici adatti all’esportazione, senza contare esuli e dissidenti; gli altri due erano le armi e i romanzi.”

“Un romanzo russo dell’Ottocento e la vodka si accompagnano alla perfezione. Leggere un romanzo mentre si sorseggia un bicchiere di vodka legittima il drink, mentre il drink fa sembrare il romanzo molto più breve di quanto non sia in realtà.”

“Ogni bottiglia di liquore ancora intatta contiene un messaggio, una sorpresa che può essere svelata solo bevendo.”

“La vodka era l’ideale per stimolare la sincerità, specie se bevuta col ghiaccio, come la mia. La vodka col ghiaccio era così trasparente, limpida e forte, che ispirava chiunque la bevesse a imitarla.”

“Disarmare un idealista era facile. Era sufficiente chiedergli perché non fosse in prima linea nella battaglia particolare che andava scegliendo di volta in volta.”

“Ma quello che ho imparato, anche se controvoglia, è che non è possibile vivere in un paese straniero senza che quel paese ti cambi.”

“Dopo tutto, non c’era nulla di più americano che imbracciare un fucile e prepararsi a morire per la libertà e l’indipendenza, a parte forse imbracciare quello stesso fucile per portar via la libertà e l’indipendenza a qualcuno.”

“Era questo il potere occulto dell’uniforme, e del fare massa: uomini che non avrebbero mai neppure sognato di sacrificarsi nel corso della loro quotidiana esistenza di camerieri si dichiaravano pronti a farlo, in piedi sotto un sole cocente.”

“Se falliranno, potremo chiamarli folli. Ma se non falliranno diverranno eroi e visionari, che sopravvivano o che muoiano.”

“Se esiste qualcosa per cui vale la pena morire, allora hai anche un motivo per vivere.”

“I cinesi potevano anche aver inventato la polvere da sparo e gli spaghetti, ma l’Occidente aveva inventato la scollatura, con effetti profondi quanto sottovalutati.”

“La cosa più importante da capire è che mentre noi corteggiamo le nostre donne, gli americani fissano un appuntamento: un sistema pragmatico in base al quale un maschio e una femmina stabiliscono un orario e un luogo dove incontrarsi, come se dovessero discutere di affari. Gli americani preferiscono parlare di appuntamenti perchè ragionano in termini di investimenti e profitti, a breve o lungo termine, mentre noi per il corteggiamento e l’amore hanno a che fare soprattutto con il rischio di perdere.”

“L’unico problema, nel rinunciare a parlare tra sè, è che non esiste al mondo un interlocutore migliore di se stessi. Nessuno è altrettanto paziente nell’ascoltare, nessuno ti conosce meglio, eppure con nessuno esiste una percentuale più alta di incomprensioni.”

“Quando il Deputato si alzò in piedi, dovetti fare uno sforzo per placare le fitte allo stomaco. Mi trovavo di fronte ad alcuni tra i campioni più rappresentativi della creatura più pericolosa nella storia dell’umanità: l’uomo bianco in giacca e cravatta.”

“Intendevo dire, signori, che per noi la vita è solo preziosa… – e feci un’altra pausa, lasciando che il pubblico allungasse impercettibilmente il collo verso di me -, mentre per gli occidentali è un valore irrinunciabile.”

“Un altro modo praticabile per restituire al mondo un pizzico di gradevolezza era non cercare di cambiarlo, e modificare invece il proprio modo di vederlo.”

“L’amore è questo, in fondo: poter parlare con un’altra persona senza il minimo sforzo e senza dover nascondere nulla, e al tempo stesso sentirsi perfettamente a proprio agio anche senza dire una sola parola. O meglio, per quanto mi riguarda, questo è uno dei modi in si può descrivere l’amore.”

“Le possibilità di tornare in America erano molto scarse, e pensai con rimpianto a tutte le cose che mi sarebbero mancate: le cene davanti alla televisione; l’aria condizionata; un sistema di controllo del traffico ben regolato, che la gente rispettava veramente; una percentuale relativamente bassa di morti per colpi d’arma da fuoco, almeno se paragonata alla nostra madrepatria; il romanzo modernista; la libertà di parola, che, anche se non assoluta come piaceva pensare agli americani, era comunque molto maggiore che in Vietnam; la liberazione sessuale; ma soprattutto, forse più di ogni altra cosa, quell’onnipresente narcotico che si chiamava ottimismo, e che si riversava in modo sistematico nella mente di ogni americano, cancellando i graffiti della disperazione, della rabbia, dell’odio e del nichilismo con i quali l’inconscio insisteva a lordare ogni cosa.”

“Alcuni animali potevano vedere anche al buio, ma gli uomini erano gli unici esseri viventi che cercassero deliberatamente ogni possibile strada per esplorare l’oscurità della propria anima. Come specie, non ci siamo mai imbattuti in una caverna, una porta o un ingresso di qualunque tipo nel quale non volessimo entrare. E non ci accontentiamo mai della prima entrata che troviamo: vogliamo sempre sperimentare ogni possibilità, perfino i passaggi più oscuri o difficili, o comunque era questo che ero stato indotto a pensare…”

“Non capisci che gli americani hanno bisogno degli antiamericani?”

“Ora che abbiamo il potere, non abbiamo più bisogno che i francesi o gli americani ci fottano. Possiamo farlo benissimo da soli.”

“Il tempo non faceva che ripetersi all’infinito, come un nastro che ripartisse ogni volta da capo; il tempo mi ululava nelle orecchie, ridendo come un pazzo all’idea che potessimo controllarlo con orologi da polso, sveglie da comodino, rivoluzioni, o attraverso la storia.”

“Aveva scelto il lato giusto o sbagliato della storia?”

“…avevo finito per comprendere come la nostra rivoluzione si fosse trasformata dall’avanguardia di un progetto politico in una retroguardia preoccupata solo di accumulare potere. In questo processo rappresentavamo più la regola che l’eccezione. I francesi e gli americani non avevano fatto esattamente lo stesso? Un tempo rivoluzionari a loro volta, erano diventati imperialisti, colonizzando e occupando la nostra piccola terra ribelle e togliendoci la libertà con la scusa di volerci salvare.”

“Che cosa fanno le persone che lottano contro il potere, quando lo conquistano? Che cosa fa un rivoluzionario, quando la rivoluzione trionfa?”

“Rimaniamo esempi viventi della più fiduciosa tra le creature: il rivoluzionario in cerca di una rivoluzione, anche se non troveremmo niente da obiettare se qualcuno ci definisse sognatori, resi ciechi da un’illusione.”

Ninna nanna – Chuck Palahniuk

“All’inizio i nuovi proprietari dicono di non aver mai fatto caso al pavimento del salotto. L’hanno visto mille volte, certo, ma non ci hanno mai fatto caso. Non la prima volta che hanno visitato la casa. Non quando quello dell’agenzia gli ha fatto fare il giro.”

“Questa è la storia di Helen Hoover Boyle. Di come mi possiede. Di come una canzone ti entra in testa e non se ne va più. Di come uno pensa che dovrebbe essere la vita. Di come le cose catturano la tua attenzione. Di come il passato ti insegue in ogni singolo giorno del futuro.”

“Ognuno di noi possiede qualcuno, e al tempo stesso è posseduto da qualcun altro.”

“Il problema delle storie è che le racconti a giochi fatti.”

“Questa gente che ha bisogno di tenere accesa la televisione o la radio sempre e comunque. Questa gente terrorizzata dal silenzio. Eccoli, sono i miei vicini. Questi suono-dipendenti. Questi silenziofobi.”

“Nessuno è disposto ad ammettere che abbiamo sviluppato una dipendenza dalla musica. Impossibile. Nessuno sviluppa una dipendenza dalla musica e dalla TV e dalla radio. E’ solo che ne vogliamo sempre un pò di più. Più canali, uno schermo più grande, il volume più alto. Non possiamo farne a meno, ma per carità: dipendente io?”

“Il vecchio George Orwell aveva capito tutto, ma al rovescio. Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello. Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia. Fa in modo che tu possa sempre distrarti. Che sia completamente assorbito.”

“Oggigiorno, nessuno è più padrone della propria mente. Non puoi concentrarti. Non puoi pensare. C’è sempre qualche rumore che si intromette. Cantanti che strillano. Gente morta che ride. Attori che piangono. Emozioni in piccole dosi.”

“La sua pelle è già talmente esfoliata, depilata, purificata, idratata e truccata che sembra un mobile laccato. Rifoderato di stoffa rosa. Un restauro. Qualcosa di ristrutturato.”

“Alla scuola di giornalismo ti insegnano che bisogna partire dal fatto principale. Piramide capovolta, la chiamano. Il chi, il cosa, il dove, il quando e il perché vanno messi all’inizio dell’articolo. Tutti gli altri dettagli a seguire, in ordine decrescente di importanza. Così il redattore può tagliare l’articolo in qualsiasi punto senza perdere niente di troppo importante.”

“Alcuni sono ancora convinti che sapere equivalga a potere.”

“Il potere corrompe. E un potere assoluto corrompe in maniera assoluta.”

“In effetti sì, il mondo sarebbe un posto migliore se alcune persone non ci fossero. Anzi, potrebbe addirittura essere perfetto. Basterebbe una sfoltita qua e là. Un pò di pulizia. Di selezione innaturale.”

“In effetti sì, il mondo sarebbe un posto migliore se alcune persone non ci fossero. Anzi, potrebbe addirittura essere perfetto. Basterebbe una sfoltita qua e là. Un pò di pulizia. Di selezione innaturale.”

“In un mondo in cui le promesse non hanno valore. In cui giurare non significa niente. In cui si promette solo per poi non mantenere, non sarebbe male veder rinascere il potere della parola.”

“Non è questione di una notte sola. E’ una sensazione costante. Ogni notte, attraverso il Texas e l’Arizona, e poi nel Nevada, tagliando per la California e risalendo nell’Oregon, nello stato di Washington, nell’Idaho, nel Montana. Viaggiare di notte in macchina è sempre uguale. Ovunque.”

“Uccidere una persona a cui si vuole bene non è la cosa peggiore ce le si possa fare.”

“Forse gli esseri umani sono solo cuccioli di coccodrillo che Dio ha buttato nel cesso.”

“Ogni giorno la tua stessa esistenza implica la sofferenza e la morte di piante e animali. E a volte anche di persone.”

“Dopo aver ascoltato Ostrica, un bicchiere di latte non è più una deliziosa bevanda in cui inzuppare biscotti al cioccolato. Sono vacche costrette con la forza a farsi ingravidare e imbottire di ormoni. Sono gli inevitabili vitellini destinati a vivere pochi terribili mesi schiacciati in box grandi come una scatola.”

“Helen, dice Ostrica, vuole un mondo assolutamente identico al mio, in cui però a comandare è lei. Ogni generazione vorrebbe essere l’ultima. Ogni generazione vorrebbe essere l’ultima. Ogni generazione odia la nuova tendenza musicale che non riesce a capire. Ci dà fastidio mollare le redini della cultura. Sentire la musica che piace a noi usata come sottofondo negli ascensori. Le ballate della nostra rivoluzione trasformate in jingle pubblicitari. Scoprire che gli abiti e le acconciature della nostra giovinezza di colpo sono diventati retrò.”

“E forse non finiamo all’inferno per quello che facciamo. Forse finiamo all’inferno per quello che non facciamo.”

“Non so più cos’è che voglio e cos’è che sono addestrato a volere.
Non so più cos’è che voglio e cos’è che mi si costringe a volere con l’inganno.
Mi riferisco al libero arbitrio. Esiste davvero oppure è Dio a stabilire e imporre tutto ciò che diciamo e desideriamo? Possediamo il libero arbitrio o sono i mass media e la cultura che ci controllano, che controllano i nostri desideri e le nostre azioni fin dal giorno in cui veniamo al mondo?”

“Potere, denaro, cibo, sesso, amore. Ne avremo mai abbastanza? o il fatto di averne un pò ci spinge a desiderarne sempre di più?”

“Qualsiasi cosa vuole che intenda dire. E’ lei che manovra i fili. E’ lei che pianta i suoi semini. Che mi colonizza. Che mi possiede. I mass media, la cultura, ogni cosa mi innesta le sue uova sottopelle. Il Grande Fratello mi riempie di bisogni.
Davvero voglio una bella casa, un’auto veloce, mille amanti bellissime? Davvero voglio tutto questo? O sono semplicemente addestrato a volerlo?
Davvero tutto questo è meglio di ciò che possiedo già? O sono semplicemente addestrato a essere insoddisfatto? Che io sia vittima di un incantesimo per cui niente è mai abbastanza?”

“Viviamo in una vacillante Torre di Blabla-bele. Un’instabile realtà fatta di parole. Un brodo di Dna destinato alla catastrofe. Avendo devastato la natura, non ci resta che quest’accozzaglia di parole.
Il Grande Fratello canta e balla, e noi lo stiamo a guardare. Pietre e bastoni ti rompono le ossa, ma il nostro unico ruolo è di essere un pubblico obbediente. Di prestare attenzione in attesa della prossima catastrofe.”

“C’è sempre qualcosa di estraneo che vive attraverso di te. La tua vita  il veicolo attraverso il quale qualcosa giunge su questa terra. Uno spirito malvagio. Una teoria. Una campagna di marketing. Una strategia politica. Una dottrina religiosa.”

Beautiful you – Chuck Palahniuk

“Benché Penny stesse subendo un’aggressione, il giudice restò a guardare. La giuria indietreggiò. I giornalisti presenti si fecero piccoli piccoli. Nessuno in aula intervenne a difenderla.”

“L’ideale da lei perseguito era quello di una donna radicale di un secolo prima: diventare avvocato… competere alla pari con gli uomini. Come ogni sogno di seconda mano, però, per lei era un peso. Altri dieci milioni di donne lo avevano già realizzato. Penny voleva un sogno tutto suo.”

“Temeva di sprecare la vita perseguendo obiettivi stabiliti per lei da altri.”

“A New York ogni gesto era calcolato, finalizzato al dominio. Ogni dettaglio dell’aspetto di una donna era indicativo della sua condizione.”

“La dura verità era che lei, probabilmente, non avrebbe mai superato l’esame di avvocato. Aveva passato la vita ad archiviare documenti, a prendere e portare il caffè ad altri. Non le sarebbe mai accaduto nulla di meraviglioso.”

“Certo, stava esplodendo, letteralmente morendo dalla voglia di raccontarlo a qualcuno. Le belle notizie non paiono vere finché non le si è comunicate ad almeno una dozzina di persone.”

“Il futuro sa come spezzarti il cuore se esageri con le aspettative.”

“Per risparmiare tempo, di mattina, il padre di Penny beveva il caffè seduto sul gabinetto. Sua madre, invece, sognava un materasso ad acqua. A ogni compleanno, spediva alla figlia una Bibbia con una banconota da venti dollari infilata tra le pagine.” Questi, in sintesi, erano i suoi genitori.”

“Nessuno aveva mai mostrato interesse per le a New York. Lei che era il piccolo miracolo venerato dai genitori si era dovuta abituare all’anonimato e all’invisibilità.”

“Ho scelto te – le spiegava – perché non avevi mai provato un orgasmo. Un uomo lo capisce. Tu sei addormentata, e nessuno ti ha ancora risvegliato. Sei l’esemplare perfetto del tipo di donna che io sto cercando di aiutare.”

“C’era un che di claustrofobico nell’essere celebri.”

“Era come incagliata dentro il suo corpo, in quell’istante presente fatto di meravigliose sensazioni. Il passato non esisteva, il futuro neanche, e Max aveva il potere di tenerla in quello stato. Sotto le sue mani, il mondo crollava. Non c’era nulla al di là di Parigi, del letto, del suo clitoride pulsante.”

“Quando Max la stimolava era come ascoltare un grande tenore all’Opèra di Parigi, come cenare all’aperto in un delizioso ristorante italiano.”

L’isola sotto il mare – Isabel Allende

“Nei miei quarant’anni io, Zaritè Sedella, ho avuto miglior fortuna di altre schiave. Vivrò a lungo e la mia vecchiaia sarà gioiosa, perchè la mia stella – la mia z’etoile – brilla anche quando la notte è nuvolosa.”

“La musica è un vento che si trascina via gli anni, i ricordi e la paura, quell’animale acquattato che mi porto dentro.”

“Non fare domande e non pensare al futuro. Per gli schiavi conta solo l’oggi.”

“Ma non ti fare illusioni, Tetè, la stria d’amore di mia nonna capita molto raramente. Lo schiavo rimane schiavo. Se scappa e ha fortuna, muore nella fuga. Se non ce l’ha, lo acciuffano vivo. Togliti la libertà dal cuore, è il meglio che tu possa fare.”

“…le spazzolai i capelli castani cento volte…”

“Non può essere umano possedere e sfruttare un’altra persona.”

“Le concedo che in un aspetto la razza bianca è superiore: siamo più aggressivi e avidi. Ciò spiega il nostro potere e l’estensione dei nostri imperi.”

“Era una ragazza snella, dagli zigomi pronunciati, gli occhi allungati dalle palpebre socchiuse e le pupille dorate, con una grazia naturale e movimenti precisi e fluidi. Irradiava una potente energia, che il dottore sentì sulla pelle. Intuì che sotto l’aspetto austero si nascondeva la contenuta energia di un felino a riposo.”

“Quel bianco ignorante aveva commesso l’incredibile imprudenza di dare a suo figlio il nome di un nonno defunto, che essendo stato chiamato avrebbe potuto uscire dalla tomba e rapire il nipote per portarlo con sé nel mondo dei morti.”

“Volevo spiegargli come si fa per non provocare la mano che impegna la frusta, come si lavora e si obbedisce, mentre si alimenta la vendetta, quel fuoco che arde dentro.”

“La guaritrice diceva che alcuni bambini insistono per venire al mondo perché non immaginano cosa li aspetta.”

“Spaventata dalle possibili conseguenze di quella gravidanza Tetè credeva di aver dentro un tumore, ma al quarto mese sentì un battito d’ali di colomba, un soffio ostinato, la prima inconfondibile manifestazione di vita, e non potè evitare affetto e compassione per l’essere rannicchiato nel suo ventre.”

“Poi venne il peggio, ciò che lui non voleva ricordare, ma riviveva nei sogni: la nave.”

“La vita è scritta nella nostra z’etoile e non possiamo cambiarla.”

“Non c’è nulla di tanto pericoloso quanto l’impunità, amico mio, è allora che la gente impazzisce e si commettono le peggiori atrocità, non importa il colore della pelle, sono tutti uguali.”

“Non dimenticare che il futuro è nel cotone, cognato. Lo zucchero ha una cattiva fama – aveva detto a Valmorain, mettendolo in guardia.”

“Mi è sempre piaciuto il mercato, con le bancarelle di frutta e verdura, le friggitorie di cibo piccante, la rumorosa folla di compratori, predicatori e ciarlatani, indios sudici che vendevano cesti, mendicanti mutilati, pirati tatuati, frati e suore, musicisti di strada.”

“Il matrimonio è come camminare sulle uova: bisogna procedere con molta attenzione.”

“Non era nel suo carattere lamentarsi per quello che le mancava, ma piuttosto essere grata per quello che aveva.”

“Lo schiavo è privo d’incentivi, gli conviene lavorare lentamente e male, visto che il suo sforzo dà benefici solo al padrone, mentre la gente libera lavora per risparmiare e migliorare le condizioni di vita, questo è il loro incentivo.”

“Sono povero ma vivo da ricco. E’ più saggio che essere ricco e vivere da povero.”

“Credevano che gli americani fossero dei barbari coperti di pelli di bufalo che mangiavano con gli stivali sul tavolo, completamente privi di decenza, misura e onore. E non parliamo di classe! A loro interessava unicamente scommettere, bere, sparare o scazzottarsi, erano di un disordine diabolico, e per giunta protestanti.”

“Il loro difetto più notevole era considerare il lavoro come una cosa virtuosa, persino il lavoro manuale. Erano materialisti, ottimisti, e li animava un entusiasmo messianico per correggere chi non la pensava come loro, ma non rappresentavano un pericolo immediato per la civiltà.”

“Sarebbe dovuta andare in Francia e convincerlo a studiare per una professione più redditizia, l’avvocato, per esempio. Per incompetente che fosse, nessun avvocato finiva in povertà. Il fatto che Jean Martin non avesse mostrato alcun interesse per la giustizia non era importante, ben pochi avvocati l’avevano.”

“A Cuba, nipote. Non c’è miglior posto per un paio di imbroglioni come noi.”

“Non le si notava ancora la pancia, ma le donne intorno a lei avevano intuito il suo stato, perché la sua bellezza sembrava soprannaturale. Era rosea, con i capelli lucidi come il vetro, gli occhi più profondi e dolci, e irradiava calore e luce.”

“Quando prese la bambina in braccio, Tetè scoppio a piangere di felicità: poteva amarla senza paura che gliela togliessero. Era sua. Avrebbe dovuto difenderla da malattie, incidenti e altre disgrazie naturali, come tutti i bambini, ma non da un padrone con il diritto di disporre di lei a suo piacimento.”

“Alle tre di mattina, mentre la sostenevo cullandola con ballate africane, mi accorsi che mormorava qualcosa e mi chinai sulle sue labbra secche. Ti voglio bene, maman – mi disse, e subito dopo si spense con un sospiro. Sentii il suo corpo leggero tra le mie braccia e vidi il suo spirito separarsi dolcemente, come un filo di nebbia, e scivolare fuori attraverso la finestra aperta.”

“Alla sua età, nessuno muore per il cuore spezzato. Maurice ha solo bisogno di tempo per sfinirsi. Camminando e camminando per il mondo si consolerà poco alla volta e un giorno, quando la stanchezza gli impedirà di compiere un altro passo, si renderà conto che non si può scappare dal dolore; bisogna imparare a portarlo dentro di sé, perchè non sia d’impaccio.”

“Zacharie e io abbiamo già una storia, possiamo guardare al passato e contare i giorni in cui siamo stati insieme, sommare dolori e gioie; così si va costruendo l’amore, senza fretta, giorno per giorno.”

“Ballare e ballare. Di tanto in tanto arriva Erzuli, loa madre, loa dell’amore, e possiede Zarité. Allora ce ne andiamo insieme al galoppo a trovare i miei morti nell’isola sotto il mare. Così è.”

Il tennis come esperienza religiosa – David Foster Wallace

“In questo momento sono le 15.30 di domenica 3 settembre, weekend del Labor Day, una festa che ha finito col diventare la parentesi conclusiva dell’estate americana. Ma il weekend dell’LD cade sempre nel pieno degli US Open; siamo al terzo e quarto turno, il cuore pulsante del torneo, siamo alla guerra di trincea e ai nomi interminabili.”

“Sampras colpisce la palla con l’economia disinvolta che caratterizza tutti i veri campioni in fase di riscaldamento, la serena nonchalance di un animale in cima alla catena alimentare.”

“Il tennis professionistico viene sempre definito sport internazionale ma sarebbe più esatto definirlo sport multinazionale.”

“La ferocia del rovescio di Sampras è un’altra delle cose che la tv non comunica bene, il suo controllo sull’ovale della racchetta fa pensare più a quei colossi da terra battuta con gli avambracci come cosce di bue, il topspin così caricato da distorcere la forma della palla mentre il passante cade giù a piombo.”

“Quasi tutti gli amanti del tennis che seguono il circuito maschile in televisione hanno avuto, negli ultimi anni, quelli che si potrebbero definire “Momenti Federer”. Certe volte, guardando il giovane svizzero giocare, spalanchi la bocca, strabuzzi gli occhi e ti lasci fuggire versi che spingono tua moglie ad accorrere da un’altra stanza per controllare se stai bene.”

“Fatto sta che questo è l’esempio di un momento Federer, in tv per giunta, e diciamoci la verità: il tennis in tv sta al tennis dal vivo più o meno come i video porno stanno alla realtà vissuta.”

“Il presente articolo riguarda più l’esperienza come spettatore di Federer, e il suo contesto. La tesi, nella fattispecie, è che se non avete mai visto il ragazzo giocare dal vivo e poi lo fate, di persona, sulla sacra erba di Wimbledon, con una canicola che vi prosciuga letteralmente seguita da vento e pioggia, com’è successo nelle due settimane del 2006, siete tagliati per vivere quella che un conducente delle navette riservate alla stampa definisce una “fottuta esperienza quasi religiosa”.”

“Per motivi non del tutto chiari, molti di noi trovano i codici della guerra più sicuri di quelli dell’amore. Se è anche il vostro caso, il mesomorfo e marzialissimo Rafael Nadal dalla Spagna è l’ideale maschile che fa per voi: quello dai bicipiti smanicati e gli autoincitamenti kabuki.”

Questa finale (9 luglio Nadal contro Federer) ha l’epica della vendetta, la dinamica re-contro-regicida, la cruda contrapposizione di caratteri. E’ il machismo passionale del Sud Europa contro la maestria clinica e intricata del Nord. Apollo e Dioniso. Bisturi e accetta. Destrorso e mancino. I numeri 1 e 2 al mondo. Nadal, l’uomo che ha spinto all’estremo il moderno gioco di potenza da fondocampo, contro un uomo che ha trasfigurato quel gioco moderno, la cui varietà e precisione sono mirabolanti quanto la velocità e lo scatto ma che di fronte a questo avversario può apparire stranamente intimorito o vulnerabile.”

“Impossibile descrivere concretamente la bellezza di un fuoriclasse. O evocarla. Il dritto di Federer è una possente scudisciata liquida, il rovescio è un colpo a una mano che lui sa tirare di piatto, caricare di topspin o tagliare -quello tagliato ha un tale nerbo che la palla cambia forma nell’aria e rasenta l’erba più o meno all’altezza della caviglia.”

“La dimensione che si perde, o che viene distorta, sullo schermo è la vera lunghezza del campo, i 23,77 metri che separano le due linee di fondo; e la velocità con cui la palla copre quella lunghezza è la velocità di uno sparo, che la tv oscura, e vederlo di persona è impressionante.”

“Wimbledon è strana. In verità è la mecca di questo gioco, la cattedrale del tennis; ma la giusta dose di venerazione in loco risulterebbe meno indigesta se il torneo non si prodigasse a ribadire di continuo che è la cattedrale del tennis.”

“I professionisti di oggi sono davvero decisamente più robusti, più forti e meglio allenati, e le racchette supertecnologiche fatte con materiali compositi hanno davvero potenziato le loro capacità in termini di effetto e velocità. Ma allora capire come uno con l’eleganza consumata di Federer sia arrivato a dominare il torneo maschile crea una confusione grande e dogmatica.”

“La grandezza di Ivan Lendl non rimarrà immortale. E’ stato semplicemente il primo campione a dimostrare quello che un forte topspin e la potenza bruta ti permettono di conquistare da fondocampo.”

“La particolarità di Federer è che è Mozart e i Metallica allo stesso tempo, e l’armonia è sopraffina.”

“E’ difficile descriverla – sembra un pensiero che è anche una sensazione. Non vorrei esagerare, o spacciarla per una giusta contropartita; sarebbe assurdo. Ma la verità è che qualunque divinità, entità, energia o fluttuazione genetica casuale produca i bambini malati produce anche Roger Federer, basta guardare laggiù. Guardate.”

“Se tra questi juniores ci fosse un novello Federer non è dato sapere. Il genio non è riproducibile. L’ispirazione, però, è contagiosa, e multiforme, e anche soltanto vedere, da vicino, la potenza e l’aggressività rese vulnerabili dalla bellezza significa sentirsi ispirati e (in un modo fugace, mortale) riconciliati.”

 

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