Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Archivio per la categoria “Filosofia moderna, 18 libri”

Emilio – Jean-Jacques Rousseau

“Tutto  è bene quando esce dalle mani dell’Autore delle cose, tutto degenera fra le mani dell’uomo.”

“Mi rivolgo a te, madre tenera e previdente che ti sapesti allontanare dalla via comune, e preservare l’arboscello nascente dall’urto delle opinioni umane!
Coltiva, annaffia la giovane pianta prima che muoia: i suoi frutti faranno un giorno la tua delizia. Costruisci per tempo un recinto intorno all’anima del tuo bambino; altri può tracciarne il circuito, ma tu sola devi innalzarvi la barriera.”

“Ci si lamenta dello stato d’infanzia e non si capisce che la razza umana sarebbe perita se l’uomo non avesse cominciato con l’esser bambino.”

“Chi può sperare di dirigere interamente i discorsi e le azioni di tutti coloro che circondano un bambino?
In quanto dunque l’educazione è un’arte, è quasi impossibile che essa riesca, perché il concorso necessario al suo successo non dipende da alcuno al mondo.”

“Per essere qualcosa, per essere se stesso e sempre uno, bisogna agire come si parla.”

“Se volete avere un’idea dell’educazione pubblica, leggete la Repubblica di Platone. Non è un’opera di politica, come pensano coloro che non giudicano i libri che attraverso i loro titoli; è il più bel trattato di educazione che sia mai stato scritto.”

“Che si destini il mio allievo alla spada, alla Chiesa, o alla toga, poco m’importa. Prima che la vocazione sceltagli dai genitori, la natura lo chiama alla vita umana. Il mestiere di vivere è quello che voglio insegnargli. E uscendo dalle mie mani egli non sarà, ne convengo, né magistrato, né soldato, né prete; sarà prima di tutto uomo.”

“Quello fra noi che sa meglio sopportare i beni e i mali di questa vita è, a parer mio, il meglio educato.”

“Data però la mobilità delle cose umane, dato lo spirito inquieto e volubile di questo secolo che tutto sconvolge ad ogni generazione, si può concepire un metodo più insensato che di educare un fanciullo come se mai dovesse uscire dalla sua camera, come se dovesse essere incessantemente circondato dai suoi?”

“Vivere non è respirare, è agire, è fare uso dei nostri organi, dei nostri sensi, delle nostre facoltà, di tutte le parti di noi stessi che ci danno il sentimento della nostra esistenza.”

“C’è chi è morto a cent’anni, ed è come fosse morto alla nascita.”

“L’uomo civile nasce, vive e muore nella schiavitù: alla nascita lo si stringe nelle fasce, alla morte lo si inchioda nella bara; finché conserva la figura umana, è prigioniero delle nostre istituzioni.”

“Esercitateli dunque agli urti che dovranno sostenere un giorno. Abituate i loro corpi alle intemperie delle stagioni, dei climi, degli elementi, alla fame, alla sete, alle fatiche; temprateli nell’acqua dello Stige.”

“Nascendo un fanciullo grida; la sua prima infanzia trascorre tra i pianti. Ora lo si dondola, lo si accarezza per acquietarlo, ora lo si minaccia, lo si picchia per farlo tacere. O facciamo ciò che gli piace, o esigiamo ciò che piace a noi; o ci sottomettiamo alle sue fantasie, o lo sottomettiamo alle nostre: niente vie di mezzo, bisogna che dia degli ordini o che ne riceva. Così le sue prime idee sono quelle di comando e di servitù.”

“Appena nato impadronitevi di lui e non lasciatelo più che uomo fatto: altrimenti non vi riuscirete. Come la vera nutrice è la madre, così il vero precettore è il padre.”

“Non v’è quadro più bello di quello della famiglia, ma un solo tratto mancato sfigura tutti gli altri.”

“Un padre, quando genera ed alimenta i figli, non fa che un terzo del suo compito. Egli deve dare degli uomini alla propria specie, deve dare alla società degli esseri socievoli, deve dare dei cittadini allo Stato.”

“Io predico a chiunque abbia viscere e trascuri così santi doveri, ch’egli verserà a lungo lagrime amare sulla sua colpa e mai riuscirà a consolare.”

“Più il corpo è debole, più comanda; più è forte, più obbedisce.”

“L’educazione dell’uomo comincia alla nascita; prima di parlare, prima ancora d’intendere, egli si istruisce già.”

“La sola abitudine che si deve lasciar prendere al fanciullo è quella di non contrarne nessuna.”

“Non bisogna irritarsi contro il bambino che piange senza una causa apparente, giacché una causa c’è sempre e il bambino soffre acutamente quando è represso in tali prime spontanee manifestazioni.”

“Se cade, se si fa un gonfio alla testa, se gli esce il sangue dal naso, se si taglia le dita, anziché darmi da fare attorno a lui con aria allarmata, resterò tranquillo, almeno per un certo tempo. Il male è fatto, è forza maggiore che lo sopporti; tutta la mia premura non servirebbe che a spaventarlo di più e ad aumentare la sua sensibilità.”

“Soffrire è la prima cosa che deve imparare, e quella che avrà il maggior bisogno di sapere.”

“Invece di lasciarlo marcire nell’aria viziata di una camera lo si porti ogni giorno in mezzo ad un prato. Là che corra, che ruzzi, che cada cento volte al giorno, tanto meglio: imparerà più presto a rialzarsi.”

“Ricordatevi che prima di osar l’intrapresa di formare un uomo bisogna esserci fatti uomini noi stessi, bisogna trovare in noi l’esempio che dobbiamo proporre. Mentre il fanciullo è ancora senza cognizioni, si ha il tempo di preparare tutto ciò che gli è d’intorno in modo che i suoi primi sguardi non siano colpiti che da oggetti che conviene vedere.”

“Rispettate l’infanzia e non affrettatevi a giudicarla, sia in bene che in male.”

“Donde viene la debolezza dell’uomo? Dalla disparità che esiste fra la sua forza e i suoi desideri.”

“Lo spettacolo del mondo, diceva Pitagora, assomiglia a quello dei giochi olimpici: gli uni vi tengono bottega e non se ne curano che per loro profitto; gli altri vi pagano di persona e cercano la gloria; altri ancora si contentano di vedere i giuochi e non sono i peggiori.”

“Per conoscere gli uomini, bisogna agire.”

“Ma è dannoso, quando vi sia caduto egualmente, prendersi la rivincita del “Te l’avevo detto”. Nessuno ama di sentirsi umiliato.”

“L’uomo non comincia facilmente a pensare, ma non appena comincia non cessa più.”

“Guardiamoci bene dall’annunziare la verità a quelli che non sono in grado di intenderla, perché è volervi sostituire l’errore.”

“Io credo dunque che una volontà muove l’universo e anima la natura.”

“Addio dunque, Parigi, città celebre, città di frastuono, di fumo e fango, dove le donne non credono più all’onore né gli uomini alla virtù. Addio, Parigi: noi cerchiamo l’amore, la felicità, l’innocenza; non saremo mai abbastanza lontani da te.”

“L’esempio! L’esempio! Senza di quello non si riesce mai a niente con i bambini.”

La favola delle api – Bernard Mandeville

“Un alveare ricco di api,
che viveva nel lusso e nell’agio,
e tuttavia era tanto famoso per leggi e armi,
quanto fecondo di grandi e precoci sciami
era considerato la grande culla
delle scienze e dell’industria.”

“Tutti i commerci e le cariche avevano qualche trucco,
nessuna professione era senza inganno.
Gli avvocati, il fondamento della cui arte
stava nel suscitare liti e trovare cavilli,
si opponevano a tutti i registri, in modo che gli imbrogli
con le proprietà ipotecate dessero più lavoro:
come se fosse illegittimo che uno sapesse
senza un processo che cosa gli apparteneva
Facevano rinviare apposta le udienze
per intascare una parcella supplementare;
e per sostenere una causa ingiusta,
esaminavano e sondavano le leggi,
come fanno gli scassinatori con le case e i negozi,
per trovare il punto migliore da cui entrare.”

“La stessa giustizia, famosa per l’equità, non aveva perduto la sensibilità a causa della cecità;
la mano sinistra, che avrebbe dovuto reggere la bilancia,
spesso l’aveva lasciata cadere, corrotta dall’oro”

“Così ogni parte era piena di vizio,
ma il tutto era un paradiso.”

“Come è vana la felicità dei mortali!
Se solo avessero conosciuto i limiti della contentezza,
e che quaggiù la perfezione
è più di ciò che gli dèi possono concedere,
gli animali scontenti sarebbero stati soddisfatti
dei ministri e del governo.”

“Smettetela dunque con i lamenti: soltanto gli sciocchi cercano
di rendere onesto un grande alveare.
Godere le comodità del mondo,
essere famosi in guerra e, anzi, vivere nell’agio
senza grandi vizi, è un’inutile
utopia nella nostra testa.
Frode, lusso e orgoglio devono vivere
finché ne riceviamo benefici.”

“Non dobbiamo il vino
alla vite secca, misera e contorta?
Fin quando i suoi germogli erano trascurati,
soffocava le altre piante, e non dava che legna,
ma ci allietò con il suo nobile frutto,
non appena fu potata e legata.
Così il vizio diviene benefico,
quando è sfrondato e contenuto dalla giustizia.”

“Tutti gli animali non domati sono per istinto attenti soltanto a soddisfare se stessi, e seguono naturalmente le loro inclinazioni senza considerare il bene o il danno che deriverà ad altri dalla loro soddisfazione.”

“Non vi è uomo, quale che sia la sua ampiezza o penetrazione mentale, che sia del tutto al riparo dell’incantesimo dell’adulazione, se è condotta accortamente ed è adatta alle sue capacità.”

“Di quali strane contraddizioni è fatto l’uomo!”

“La moltitudine stenterà a credere quale sia l’immensa forza dell’educazione, e ascriverà alla natura la differente modestia dell’uomo e della donna, che è invece dovuta per intero alla prima educazione. la signorina ha appena tre anni, ma già le si dice ogni giorno di nascondere le gambe, e la si rimprovera severamente se le mostra. Al padroncino, alla stessa età, si dice di tirare su il vestito e fare pipì come un uomo.”

“Questa lodevole qualità è comunemente nota con il nome di belle maniera e buona educazione e consiste in una elegante abitudine, acquisita con l’insegnamento e l’esempio, di adulare l’orgoglio e l’egoismo degli altri, e di nascondere il nostro, con abilità e con giudizio.”

“Un uomo bene educato può desiderare e addirittura essere avido della lode e della stima degli altri, ma essere lodato quando è presente offende la sua modestia.”

“La grande stima che abbiamo per noi stessi, e il poco valore che riconosciamo agli altri, ci rendono tutti come giudici molto parziali della nostra causa.”

“Temiamo sempre l’invidia, quando ci pensiamo più felici degli altri.”

“In nessun luogo il clero di questa chiesa è più sovrano che in Italia, e quindi in nessun luogo è più corrotto; e in nessun luogo è più ignorante che in Spagna, perchè lì la loro dottrina incontra meno opposizioni.”

“Se le cortigiane e le prostitute venissero perseguite con il rigore che vogliono alcuni sciocchi, quali sbarre o chiavistelli sarebbero in grado di salvare l’onore delle nostre mogli e figlie?”

“Dove, come spesso accade ad Amsterdam, sbarcano tutti insieme sei o settemila marinai, che per molti mesi non hanno visto altro che persone del loro sesso, come si può pensare che le donne oneste potrebbero camminare per strada senza essere molestate, se non vi fossero sgualdrine disponibili a prezzi ragionevoli?”

“La  moltitudine deve essere tenuta in soggezione, la coscienza di nessuno forzata, e al clero non si deve concedere negli affari di Stato una parte maggiore di quella lasciatagli dal nostro Salvatore nel suo testamento.”

“Finchè gli uomini avranno gli stessi appetiti, gli stessi vizi rimarranno. In tutte le grandi società ad alcuni piacerà andare a donne e ad altri bere.”

“L’orgoglio è la facoltà naturale per cui ogni mortale che abbia qualche intelligenza si sopravvaluta, e immagina riguardo a se stesso cose migliori di quelle che gli concederebbe un giudice imparziale, perfettamente a conoscenza delle sue qualità e condizioni.”

“Gli abiti furono fatti in origine per due scopi, nascondere le nostre nudità e difendere i nostri corpi dalle intemperie e da altre offese esterne. A questi il nostro orgoglio sconfinato ha aggiunto un terzo scopo: l’ornamento.”

“Dalla ricchezza dei vestiti giudichiamo della loro ricchezza, e dalla loro eleganza, della loro intelligenza.”

“L’invidia è quel tratto ignobile della nostra natura che ci fa soffrire e languire a causa di ciò che consideriamo essere una felicità per degli altri.”

“Tuttavia nessuno è così selvaggio da non poter essere mosso in nessun caso dalla compassione, e nessuno così buono da non avere mai provato il piacere della malizia. In che modo strano ci governano le nostre passioni! Invidiamo un uomo perchè è ricco, e lo odiamo. Ma se diveniamo suoi uguali, ci calmiamo, e alla sua minima apertura, ne diventiamo amici. E se poi finiamo con l’essere superiori a lui, possiamo avere pietà delle sue disgrazie.”

“Sarei pronto a gloriare la fortezza e il disprezzo delle ricchezze come Seneca, e scriverei in difesa della povertà il doppio di quello che lui ha scritto, per un decimo delle sue proprietà.”

“Soltanto l’uomo, l’uomo malvagio, può fare della morte un divertimento.”

“Quale animale non avete ucciso per soddisfare i capricci del vostro languido appetito? Dico languido, perché cos’è la fame dell’uomo in confronto a quella del leone?”

“Se mi dici che gli dèi hanno fatto l’uomo padrone di tutte le altre creature, che tirannide è ucciderle per capriccio? No, animale volubile e pauroso, gli dèi vi hanno fatto per la società, e hanno stabilito che milioni di voi, bene uniti insieme, compongano il forte Leviatano.”

“L’uomo si impegna soltanto quando è stimolato dai suoi desideri. Finché questi sono assopiti e non c’è nulla che li risvegli, la sua superiorità e le sue capacità restano ignote, e la sua macchina grande e grossa, senza l’influenza delle passioni, può essere opportunamente paragonata ad un mulino a vento senza un alito d’aria.”

“La sola cosa, dunque, che può rendere operoso il lavoratore, è una moderata quantità di denaro: troppo poco lo scoraggerà o lo renderà disperato, a seconda del suo temperamento, e troppo lo renderà insolente e pigro.”

“L’onore, in senso figurato, è una chimera senza verità o realtà, un’invenzione dei moralisti e dei politici, e significa un certo principio di virtù, senza rapporti con la religione, che si trova in alcuni uomini e li vincola al loro dovere e ai loro impegni, quali che siano.”

“Quindi la sola passione utile che l’uomo possiede per la pace e la tranquillità di una società, è la paura; e più operate su di essa, più sarà quieto e governabile, perché, per quanto utile possa essere l’ira per l’uomo quando è una creature singola e isolata, la società non ha nessun bisogno di essa.”

“Non appena le nozioni di onore e di vergogna sono accolte da una società diventa facile far combattere gli uomini.”

“In un esercito gli uomini si controllano l’un l’altro, e cento di loro, che se fossero soli e senza testimoni sarebbero tutti codardi, per il solo fatto di stare insieme sono resi valorosi dalla paura di incorrere nel disprezzo degli altri.”

“Infatti, rendere onore ai morti sarà sempre un metodo sicuro per raggirare i vivi.”

“L’uomo è una creatura così sciocca che, intossicato dai fumi della vanità, può rallegrarsi al pensiero delle lodi che saranno tributate alla sua memoria nelle età future, fino al punto di trascurare la vita presente, e anzi cercare e desiderare le morte, se immagina che questo si aggiungerà alla gloria che ha già acquistato.”

“Quando dico che le società non possono raggiungere ricchezza, potenza e il vertice della gloria terrena senza vizi, non credo di invitare gli uomini ad essere viziosi, più di quanto li inviti ad essere litigiosi o avidi, quando sostengo che la professione legale non potrebbe mantenere in modo così splendido tante persone, se non vi fosse abbondanza di gente troppo egoista e litigiosa.”

“Non scrivo per i molti, e cerco solo il consenso dei pochi che sanno pensare astrattamente e hanno una mente elevata.”

“Quanto a lui, è talmente padrone dei suoi appetiti che all’occorrenza può astenersi da qualsiasi cosa; se non può avere del vero Hermitage, si sa accontentare di semplice Bordeaux, purché corposo; parecchie mattine invece del St. Laurence, si è adattato a del Fronteniac, e dopo cena ha offerto vino di Cipro, e perfino del Madera, se aveva molti ospiti, e riteneva eccessivo offrire Tokay.”

“Così moltissimi danno del denaro ai mendicanti per la stessa ragione per cui pagano il callista: per poter camminare in pace.”

“Un avaro ricco ed egoista, che volesse ricevere gli interessi del suo denaro anche dopo la morte, non dovrebbe far altro che derubare i suoi parenti e lasciare la sua fortuna a qualche famosa Università: questi sono infatti i migliori mercati per acquistare l’immortalità con poco merito.”

“Il suono della parola direttore accarezza le orecchie e affascina la gente di bassa condizione; ognuno ammira l’autorità e la superiorità.”

“Chiunque si espone all’odio popolare si deve sempre aspettare di vedersi attribuire crimini di cui non è mai stato colpevole.”

“Se appena lo può evitare, nessuno vuol fare un lavoro sporco e umile.”

“…la necessità di una certa porzione d’ignoranza in una società ben ordinata…”

“Gli uomini sono schiavi di quello che hanno imparato fin dalla loro infanzia e la forza dell’abitudine piega la natura e allo stesso tempo la imita così bene, che è spesso difficile riconoscere da quale delle due siano influenzati.”

“Qual è la religione migliore? E’ una domanda che ha causato più mali di tutte le altre domande insieme. Chiedetelo a Pechino, a Costantinopoli e a Roma e riceverete tre risposte estremamente diverse l’una dall’altra, ma tutte e tre egualmente assolute e perentorie.”

“E’ certo che quanto minori sono i desideri di un uomo, tanto meno egli si dimostra avido e tanto più in pace con sè stesso.”

“Dopo quanto ho detto mi vanto di aver dimostrato che né le qualità amabili né i sentimenti che sono naturali nell’uomo né le reali virtù che egli è capace di acquisire con la ragione e la rinuncia sono il fondamento della società, ma che ciò che noi chiamiamo male, sia morale sia naturale, è il grande principio che ci rende creature socievoli, la solida base, la linfa vitale e il sostegno di ogni commercio e di ogni mestiere, senza eccezione alcuna; che è là che dobbiamo ricercare la vera origine di tutte le arti e di tutte le scienze e che nel momento in cui il male cessa, la società risulta impoverita, se non totalmente dissolta.”

La banalità del male – H. Arendt

“Beth Hamishpath – la Corte! Queste parole che l’usciere grida a voce spiegata ci fanno balzare in piedi giacchè annunziano l’ingresso dei tre giudici: a capo scoperto, in toga nera, essi entrano infatti da una porta laterale per prendere posto in cima al palco eretto nell’aula”

“Questa aula è certo una sede indovinata per il processo spettacolare che David Ben Gurion, Primo ministro d’Israele, già prevedeva quando decise di far rapire Eichmann in Argentina e di farlo portare a Gerusalemme perchè il Tribunale distrettuale lo giudicasse per la parte avuta nella soluzione del problema ebraico. E Ben Gurion, giustamente chiamato l’architetto dello Stato, resta il regista invisibile del processo.”

“Qui si devono giudicare le sue azioni, non le sofferenze degli ebrei, non il popolo tedesco o l’umanità, e neppure l’antisemitismo e il razzismo”

“La giustizia non permette nulla di tutto questo: richiede isolamento, vuole più dolore che collera, prescrive che ci si astenga il più possibile dal mettersi in vista.”

“Un processo assomiglia a un dramma in quanto che dal principio alla fine si occupa del protagonista, non della vittima.”

“Nessuno stato rinuncia volentieri al diritto di processare i propri cittadini”

“Comunicare con lui era impossibile, non perchè mentiva, ma perchè le parole e la presenza degli altri, e quindi la realtà in quanto tale, non lo toccavano”

“Se Ribbentrop era certamente un idiota, Himmler, qualunque altra cosa fosse, non lo era.”

“Per un ebreo, il contributo dato dai capi ebraici alla distruzione del proprio popolo, è uno dei capitoli più foschi di tutta quella fosca vicenda.”

“La verità vera era che se il popolo ebraico fosse stato realmente disorganizzato e senza capi, dappertutto ci sarebbe stato caos e disperazione, ma le vittimo non sarebbero state quasi sei milioni.”

“Più d’uno, soprattutto nei circoli intellettuali, seguita a deplorare pubblicamente che la Germania costringesse Einstein a fare fagotto; ma sembra che costoro non si rendano conto che il delitto molto più grave fu uccidere il piccolo Hans Cohn, che abitava all’angolo, anche se non era un genio.”

“E’ sempre relativamente facile uscire illegalmente da un paese, ma è quasi impossibile trovare rifugio in un altro senza il permesso e all’insaputa delle autorità preposte all’immigrazione”

“L’Italia e la Bulgaria sabotarono gli ordini della germania e svolsero un complicato doppio gioco, salvando i loro ebrei con un tour de force d’ingegnosità, ma non contestarono mai la politica antisemita in quanto tale.”

“Sembra una tipica farsa italiana…un elemento farsesco, del resto, non era mai mancato neppure quando all’inizio l’Italia aveva tentato sul serio di adeguarsi alla sua potente amica e alleata.”

“L’assimilazione, questa parola di cui tanto si abusa, era in Italia una realtà”

“Quello che in Danimarca fu il risultato di una profonda sensibilità politica, di un’innata comprensione dei doveri e delle responsabilità di una nazione che vuole essere veramente indipendente, in Italia fu il prodotto della generale, spontanea umanità di un popolo di antica civiltà.”

“Ancor oggi, a circa vent’anni dalla fine della guerra, la nostra conoscenza dell’immenso materiale archivistico del regime nazista si fonda soprattutto sulle selezioni effettuate per conto di autorità giudiziarie inquirenti.”

“Coloro che erano sopravvisuti nei ghetti e nei campi, che erano usciti vivi dall’incubo dell’abbandono più disperato e assoluto (tutto il mondo era una giungla e loro erano la preda) non avevano che un solo desiderio: andare in un posto dove non avrebbero mai più visto un solo ebreo.”

“…fu la prima volta che vidi la selvaggia brutalità dei tedeschi”

“Uno dei metodi più raffinati dei regimi totalitari del nostro secolo consiste appunto nell’impedire agli oppositori di morire per le loro idee di una morte grande, drammatica, da martiri. Molti di noi avrebbero accettato una morte del genere. ma la dittatura fa scomparire i suoi avversari di nascosto, nell’anonimo.” (A. Schmidt)

“I vuoti di oblio non esistono. Nessuna cosa umana può essere cancellata completamente e al mondo c’è troppa gente perchè certi fatti non si risappiano: qualcuno resterà sempre in vita per raccontare. E perciò nulla può mai essere praticamente inutile, almeno non a lunga scadenza.”

“Chè la lezione di quegli episodi è semplice e alla portata di tutti. Sul piano politico, essi insegnano che sotto il terrore la maggioranza si sottomette, ma qualcuno no, così come la soluzione finale insegna che certe cose potevano accadere in quasi tutti i paesi, ma non accaddero in tutti. Sul piano umano, insegnano che se una cosa si può ragionevolmente pretendere, questa è che sul nostro pianeta resti un posto ove sia possibile l’umana convivenza.”

“Comunque sia, il mistero non è come fu possibile scovare il suo nascondiglio, ma piuttosto come fu possibile non scovarlo prima – ammesso naturalmente che davvero gli israeliani lo stessero cercando da anni: il che, stando ai fatti, è un pò dubbio.”

“Il 31 maggio Ben-Zvi respinse tutte queste istanze di grazia, e qualche ora dopo, sempre in quel giorno, poco prima di mezzanotte Eichmann fu impiccato, il suo corpo fu cremato, le ceneri furono disperse nel mediterraneo al di fuori delle acque territoriali israeliane.”

“I giovani tedeschi – uomini e donne – che ogni tanto, come in occasione della pubblicazione del Diario di Anna Frank oppure del processo Eichmann, esplodono in manifestazioni isteriche di senso di colpa, non vacillano sotto il peso del passato, sotto il peso delle colpe dei loro padri; cercano piuttosto di sottrarsi alla pressione dei veri problemi attuali rifugiandosi in un sentimentalismo a buon mercato.”

“Adolf Eichmann andò alla forca con gran dignità. Aveva chiesto una bottiglia di vino rosso e ne aveva bevuto metà”

“Era come se in quegli ultimi minuti egli ricapitolasse la lezione che quel suo lungo viaggio nella malvagità umana ci aveva insegnato – la lezione della spaventosa, indicibile e inimmaginabile banalità del male.”

“Lo scopo di un processo è rendere giustizia e basta; qualunque altro scopo, anche il più nobile non può che pregiudicare quello che è il compito essenziale della legge: soppesare le accuse mosse all’imputato, per render giustizia e comminare la giusta pena.”

“Alla domanda rivolta da tanti: A che serve processare Eichmann?, non c’era che una sola risposta: a fare giustizia”

“L’avvocato che difende un omicida non difende l’omicidio.”

“Il risarcimento, nelle cause penali, è di natura completamente diversa: è la società che deve essere risarcita, ed è l’ordine pubblico generale che, essendo stato turbato, dev’essere per così dire riparato. in altre parole, è la legge e non il querelante, che deve prevalere.”

“Israele aveva dunque veramente violato il principio territoriale, il cui grande significato è che la terra p abitata da molti popoli retti da leggi diverse e che ogni estensione della legge di un territorio al di là dei confini geografici e dei limiti della sua validità porta direttamente a un conflitto con la legge di un altro territorio.”

“Coloro che sono convinti che la giustizia e nientaltro sia il fin della legge, saranno portati a perdonare il ratto, per quanto non come un atto basato su precedenti o che costituisca un precedente, ma come un atto disperato, dettato dall’insufficienza del diritto internazionale.”

“Agli occhi degli ebrei, che vedevano le cose soltanto dal punto di vista della loro storia, la catastrofe che si era abbattuta su di loro al tempo di hitler e in cui un terzo della stirpe aveva trovato la morte non era un crimine nuovo, il crimine senza precedenti del genocidio, ma al contrario il più antico crimine che conoscessero e ricordassero.”

“L’espulsione e il genocidio, sebbene siano entrambi delitti internazionali, devono rimandere distinti; la prima è un crimine contro le altre nazioni, mentro il secoondo è un attentato alla diversità umana in quanto tale, cioè a una caratteristica della condizione umana senza la quale la stessa parola umanità di svuoterebbe di ogni significato.”

“E’ nella natura delle cose che ogni azione umana che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo possa ripetersi anche quando non appartiene a un lontano passato.”

“Se avessero vinto, qualcuno di loro si sarebbe sentito colpevole?”

Dizionario filosofico – Voltaire

“Il dogma della Provvidenza è tanto sacro , tanto necessario alla felicità del genere umano, che nessuna persona onesta deve esporre i suoi lettori a dubitare di una verità che non può far del male in nessun caso e che può sempre fare molto bene”

“Questo libro non può essere letto tuttavia se non da persone illuminate; il volgo non è fatto per conoscenze del genere; la filosofia non sarà mai suo retaggio. Coloro i quali sostengono che talune verità devono essere tenute nascoste al popolo, non hanno di che allarmarsi; il popolo non legge; la gente del popolo lavora per sei giorni la settimana e il settimo va all’osteria. In una parola, le opere di filosofia non son fatte se non per i filosofi, e ogni uomo retto deve cercare di essere filosofo, senza piccarsi di esserlo.”

“Il fatto è che la stirpe di Ismaele è stata favorita da Dio in misura infinitamente maggiore della stirpe di Giacobbe. L’una e l’altra, a dire il vero, hanno generato dei ladroni; ma i ladroni arabi sono stati prodigiosamente superiori a quelli ebrei.”

“E’ un singolare esempio della stupidità umana il fatto che noi abbiamo considerato per tanto tempo gli Ebrei una nazione che aveva insegnato tutto alle altre, benchè il loro stesso storico Flavio Giuseppe confessi il contrario”

“(l’amicizia) E’ un contratto tacito fra persone sensibili e virtuose. Dico sensibili perchè un monaco, un solitario, può essere una persona dabbene e vivere senza conoscere l’amicizia; dico virtuose perchè i malvagi hanno solo dei complici, i libertini dei compagni di bisboccia, gli affaristi dei soci, i politici raccolgono dei faziosi, la maggior parte degli sfaccendati ha delle relazioni, i principi hanno dei cortigiani: solo gli uomini virtuosi hanno degli amici. Cetego era complice di Catilina, e Mecenate cortigiano di Ottaviano; ma Cicerone era amico di Attico.”

“No, non è nell’indole dell’uomo fare una legge che contraddica e rechi oltraggio alla natura, una legge che annullerebbe il genere umano se fosse osservata alla lettera”

“O Uomo! quel Dio t’ha dato l’intelletto perchè tu possa ben governarti e non perchè tu possa penetrare nell’essenza delle cose da lui create.”

“Noi abbiamo rispetto più per i morti che per i vivi. Sarebbe necessario rispettare gli uni e gli altri.”

“E’ solo l’orgoglio che fa nascere le dispute, e Gesù, vostro maestro, vi ha ordinato di essere umili.”

“E’ indubbio che in uno stato ben organizzato è infinitamente più utile avere una religione (anche fallace) che non averne affatto”

“Fu sempre la vanità a far esigere i grandi monumenti”

“Gli antichi hanno molto disputato sul sommo bene. Tanto valeva chiedersi che cos’è il sommo blu, o il sommo manicaretto, il sommo i ncedere, il sommo leggere ecc..”

“Non mi piacciono le citazioni, che di solito sono una cosa antipatica: si trascura ciò che precede e ciò che segue il passo citato, esponendosi così a un mucchio di critiche.”

“Voi sapete che in questa vita ci sono e ci saranno sempre virtù non ricompensate e delitti impuniti; è quindi necessario che il bene e il male vengano giudicati in un’altra vita.”

“Non basta non fare il male; dovrete fare il bene”

“Io credo che l’umiltà sia la modestia dell’anima, in quanto la modestia esteriore è solo buona educazione. L’umiltà non può consistere nel negare a se stessi la superiorità che si può aver acquistata su qualche altro. Un buon medico non può nascondersi di saperne di più del suo ammalato in delirio; chi insegna astronomia deve ammettere di essere più colto dei suoi scolari; non può impedire a se stesso di crederlo, ma non deve neanche presumere di saper più di quello che sa. Essere umili non significa abbassarsi: l’umiltà è il correttivo dell’amor proprio, come la modestia è il correttivo dell’orgoglio.”

“Guai a quel popolo così sciocco e barbaro da pensare che ci sia un Dio per la sua sola provincia!”

“Tutto ciò che certi tiranni spirituali desiderano, è che gli iomini da loro istruiti abbiano idee sbagliate”

“Calmete, che ha molto compilato ma mai ragionato, parla del sistema degli Ebrei: ma quel popolo rozzo era ben lungi dall’avere un sistema; non aveva nemmeno una scuola di geometria e non ne conosceva neanche il nome; la sua sola scienza era la senseria e l’usura.”

“Tutti gli uomini sarebbero necessariamente uguali se fossero senza bisogni. La miseria congenita alla nostra specie subordina un uomo a un altro uomo; la vera disgrazia non è la disuguaglianza, ma la sottomissione. importa ben poco che il tale si chiami Sua Altezza o il tal altro Sua Santità: quel che è duro è servire l’uno o l’altro.”

“E’ impossibile nel nostro sciagurato globo, che gli uomini che vivono in società non siano divisi in due classi, degli oppressi e degli oppressori; ed esse si suddividono in mille classi, le quali a loro volta hanno sfumature diverse.”

“L’entusiasmo è proprio come il vino; può suscitare tanto tumulto nei vasi sanguigni e vibrazioni tanto violente nei nervi da distruggere totalmente la ragione. ma può anche causare solo scosse leggere, che si limitino a dare al cervello solo un pò più di attività, come accade nei grandi moti dell’eloquenza e, soprattutto, nella poesia sublime. L’entusiasmo ragionevole è la virtù dei grandi poeti.”

“Il fanatismo sta alla superstizione come il delirio sta alla febbre e il furore alla collera. Chi ha estasi, visioni, chi prende i sogni per realtà e le fantasie per profezie, è un entusiasta; chi sostiene la propria follia col delitto è un fanatico.”

“L’amore ha degli strali che trafiggono i cuori e porta una benda che nasconde i difetti della persona amata.”

“Essere ipocriti è una bassezza, ma essere ipocriti e malvagi è una cosa orribile”

“Gli uomini sono fatti in modo da acconsentire a commettere il male, ma non vogliono che venga loro predicato.”

“Gli Ebrei, popolazione molto recente, erano un’orda araba. Essi si facevano belli di quanto c’era di meglio nel cantone migliore dell’Arabia. Essi hanno sempre fatto proprie le tradizioni antiche delle grandi nazioni in mezzo alle quali si trovavano a vivere, rinchiusi in piccole enclave.”

“Gli uomini in generale hanno organi più idonei a un’attenzione protratta che no n le donne, e inoltre sono più adatti ai lavori della mente e del braccio. Ma quando una donna ha il polso e la mente più fermi del marito, ne è dappertutto la padrona; in questo caso è il marito che è sottomesso alla moglie.”

“Ci si è sempre lagnati del presente e si è sempre rimpianto il passato.”

“Nulla è più comune delle persone pronte a dar consigli, nulla è più raro di quelle che si prestano a dare aiuto.”

E’ un errore assurdo avere immaginato che gli Ebrei siano stati i soli a riconoscere un Dio unico; era questa la dottrina di quasi tutto l’Oriente; e gli Ebrei non furono in ciò altro che dei plagiari, come lo furono in tutto”

“Che cosa diventano e cosa m’importano l’umanità, la beneficenza, la modestia, la temperanza, l’affabilità, la saggezza, la pietà, quando una mezza libra di piombo sparata da seicento passi mi fracassa il corpo e io muoio a vent’anni fra tormenti indicibili, in mezzo a cinque o seimila moribondi, mentre i miei occhi, che si aprono per l’ultima volta, vedono la città dove sono nato distrutta dal ferro e dal fuoco,  gli ultimi suoni che odono le mie orecchie sono le grida delle donne e dei bambini che spirano sotto le rovine: tutto per i pretesi interessi di un uomo che non conosciamo?”

“Da quando gli uomini vissero in società, dovettero accorgersi che molti colpevoli sfuggivano alla severità delle leggi. Si punivano i deliti pubblici: fu necessario stabilire un freno per quelli segreti: solo la religione poteva essere un tale freno.”

“Perchè l’Indiano che ha prescritto le regole del gioco degli scacchi trova obbedienza di buon grado in tutta la terra, mentre ad esempio le decretali dei papi sono oggetto ai nostri giorni di orrore e disprezzo?”

“Le pene dei criminali siano utili. Un uomo impiccato non serve a nulla, mentre un uomo condannato ai lavori pubblici è ancora utile alla patria e rappresenta una lezione vivente.”

“Ogni legge sia chiara, uniforme e precisa: interpretarla equivale quasi sempre a corromperla.”

“L’uomo di lettere è inerme; assomiglia ai pesci volanti: se si innalza un pò, lo divorano gli uccelli; se si tuffa, se lo mangiano i pesci.”

Le parole – J.P. Sartre

“…gli rimase per tutta la vita il gusto del sublime, applicò il suo zelo a fabbricare grandi circostanze con avvenimenti di poco conto”

“Anne-Marie, la figlia minore, passò l’infanzia su una sedia. Le insegnarono ad annoiarsi, a reggersi ritta, a cucire. Aveva certe capacità: si preoccuparono di celarglielo. Questi borghesi modesti e fieri consideravano la bellezza al di sopra dei loro mezzi o al di sotto del loro stato sociale; la consentivano alle marchese e alle puttane.”

“Louise l’aveva predisposta contro la vita coniugale: dopo nozze di sangue, era un séguito infinito di sacrifici, intervallato da trivialità notturne”

“Un buon padre non esiste, è la norma; non si accusino gli uomini bensì il legame di paternità che è marcio. Fare figli, non c’è cosa migliore; averne, che cosa iniqua!”

“Non so cosa dica: ero troppo opreoccupato ad ascoltare, per comprendere”

“La nostra vita è tutto un cerimoniale e consumiamo il nostro tempo a colmarci di omaggi”

“Se non ci si definisce che per contrapposizini, ero l’indefinito in carne ed ossa; se l’amore e l’odio sono il diritto e il rovescio della stessa medaglia, io non amavo nulla e nessuno. Andava bene così: non si può chiedere al tempo stesso di odiare e di piacree.”

“Ho cominciato la mia vita come senza dubbio la terminerò: tra i libri.
Nell’ufficio di mio nonno ce n’era dappertutto; era fatto divieto di spolverarli, tranne una volta all’anno, prima della riapertura delle scuole. Non sapevo ancora leggere, ma già le riverivo queste pietre fitte: ritte o inclinate, strette come mattoni sui ripiani della libreria o nobilmente spaziate in viali di menhir, io sentivo che la prosperità dela nostra famiglia dipendeva da esse.”

“Mio nonno non aveva mai saputo fare i conti: prodigo per noncuranza, generoso per ostentazione, finì col cadere, molto più tardi, in quella malattia degli ottuagenari, l’avarizia, effetto dell’invalidità e della paura di morire.”

“Mi lasciarono vagabondare tra i libri e diedi l’assalto all’umano sapere. E’ stato questo a formarmi”

“Non ho mai razzolato per terra, non sono mai andato a caccia di nidi, non ho erborizzato nè tirato sassi agli uccelli. Ma i libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.”

“Nei libri ho incontrato l’universo: assimilato, classificato, etichettato, pensato, temibile anche; e ho confuso il disordine delle mie esperienze libresche con il corso casuale degli avvenimenti reali.”

“I nostri ospiti si congedavano, io rimanevo solo, evadevo da quel banale cimitero, andavo a riscoprirvi il pensiero, inumano, inquieto, le cui pompe e le cui tenebre erano oltre le mie capacità di comprendere, il pensiero che saltava da un’idea all’altra, così veloce che mollavo la presa, cento volte a pagina, e lo lasciavo andar via, stordito, perduto.”

“Avevo trovato la mia religione: nulla mi parve più importante di un libro. La libreria, vi vedevo un tempio.”

“Ogni uomo ha il suo posto naturale; nè l’orgoglio nè il valore ne stabiliscono l’altezza: è l’infanzia a decidere. Il mio posto è un sesto piano parigino con vista sui tetti.”

“Un bambino viziato non è triste; si annoia come un re. Come un cane”

“Sono un cane: sbadiglio, mi vengono giù le lacrime, le sento scendere. Sono un albero, il vento si attacca ai miei rami e li scuote vagamente. Sono una mosca, m’arrampico lungo un vetro, cado giù, riprendo ad arrampicarmi. Talvolta sento la carezza del tempo che passa, talvolta – molto più spesso – lo sento che non passa affatto. Tremanti minuti si sprofondano, minghiottono e non cessano di agonizzare; putridi ma ancora vivi, vengono spazzati via, altri minuti prendono il loro posto, più freschi, altrettanto vani; questi disgiunti si chiamano la felicità; mia madre ripete che sono il più fortunato tra quelli della mia età. Come non crederlo dato che è vero? Al mio abbandono non penso mai; pimo, non c’è parola che lo possa designare; secondo, io non riesco a vederlo: mi stanno tutti sempre intorno. E’ la trama della mia vita, la stoffa dei miei piaceri, la carne dei miei pensieri. Io vivo la morte.”

“La buona Società credeva in Dio per non parlare di Lui. Come sembrava tollerante la religione! Come era comoda: il cristiano poteva disertare la Messa e far sposare con rito religioso i propri figli, sorridere degli articoli religiosi di Place Saint-Sulpice e versare lacrime ascoltando la Marcia Nuziale di Lohengrin; non aveva l’obbligo di condurre una vita esemplare nè di morire nella disperazione, e nemmeno di farsi cremare. Nel nostro ambiente, nella mia famiglia, la fede era solo un nome di gala per la dolce libertà francese; mavevano battezzato, come tanti altri, per preservare la mia indipendenza: rifiutandomi il battesimo si sarebbe temuto di violentare la mia anima; cattolico iscritto, ero liero, ero normale. Più in là, dicevano, farà quello che vorrà. Si riteneva allora molto più difficile conquistare la fede che perderla”

“Tale è l’orgoglio: l’arringa di difesa dei miserabili”

“Fu all’incirca in quest’epoca – 1912 o 1913 – che lessi Michel Strogoff. Piansi di gioia: che vita esemplare.”

“Come tutti i sognatori, confusi il disincanto con la verità”

“Il più delle volte, preparavo la pace del mio cuore stando attento a non escludere mai completamente nè la libertà che esalta nè la necessità che giustifica.”

“Non è un eroe chi vuole; nè il coraggio nè il dono bastano, bisogna che ci siano idee e draghi”

“Scrivere è arricchire di una perla la collana delle muse, lasciare alla posterità il ricordo di una vita esemplare, difendere il popolo contro se stesso e contro i suoi nemici, attirare sugli uomini con una Messa solenne la benedizione del cielo. Non mi venne in mente che si potesse scrivere per essere letti.”

“Non ti sei mai detto, addormentandoti, che c’è gente che muore durante il sonno? Non hai mai pensato, lavandoti i denti: stavolta ci siamo, è il mio ultimo giorno? Non hai mai sentito la necessità di andare in fretta, in fretta, in fretta, e che il tempo vien meno? Ti credi immortale?”

“Esposto a continui raffronti, le mie sognate superiorità svanirono: c’era sempre qualcuno che rispondeva meglio e prima di me.”

“E’ la mia abitudine, e poi è il mio mestiere. Per molto tempo ho preso la penna per una spada: ora conosco la nostra impotenza. Non m’importa: faccio, farò dei libri; ce n’è bisogno; e serve, malgrado tutto. La cultura non salva niente nè nessuno, non giustifica. Ma è un prodotto dell’uomo: egli vi si proietta, vi si riconosce; questo specchio critico è il solo ad offrirgli la sua immagine.”

La cena de le ceneri – Giordano Bruno

“Non andar nudo a tòrre a l’api il mèle
Non morder se non sai s’è pietra o pane
Non gir discalzo a seminar le spine”

“Mi dimanderete: che che simposio, che convito è questo? E’ una cena. Che cena? De le ceneri.”

“Doi sono gli animali che disse il profeta aver più intelletto ch’il popolo d’Israele: il bove, perchè conosce il suo possessore, e l’asino, perchè sa trovar il presepio del padrone”

“Oltre che non posso innamorarmi di cosa ch’io non vegga”

“Con tutto ciò chi potrà a pieno lodar la magnanimità di questo germano, il quale avendo poco riguardo a la stolta moltitudine, è stato sì saldo contra il torrente de la contraria fede?”

“…e raccogliere què frutti del suo studio e fatica, che suole produrre la temeraria e sciocca ignoranza, insieme co la presunzione et inciviltà, la quale è sua perpetua e fida compagnia.”

“Bene, maestro Prudenzio, si questa volgare e vostra opinione per tanto è vera, in quanto che antica, certo era falsa quando la fu nova”

“Poniamo dunque da canto la raggione de l’antico e novo: atteso che non è cosa nova, che non possa esser vecchia;  e non è cosa vecchia, che non sii stata nova.”

“Non potrà mai esser buono inquisitore e giodice del caso, se prima non s’è informato del negocio”

“Bene, ma in fine è più sicuro cercar il vero e conveniente fuor de la moltitudine: perchè questa mai apportò cosa preziosa e degna; e sempre tra pochi si trovorno le cose di perfezzione e preggio”

“Le cose ordinarie e facili son per il volgo et ordinaria gente. Gli uomini rari, eroichi e divini passano per questo camino de la difficoltà, a fine che sii costretta la necessità a concedergli la palma de la immortalità”

“Non sol chi vince vien lodato, ma anco chi non muore da codardo e poltrone”

“stretta e spinosa è la via della beatitudine”

“Or quanto a questo credetemi che se gli dei si fussero degnati d’insegnarci la teorica delle cose della natura, come ne han fatto favore di proporci la prattica di cose morali, io più tosto mi accostarei alla fede de le loro rivelazioni, che muovermi punto della certezza de mie raggioni e proprii sentimenti.”

“Parlare con i termini de la verità dove non bisogna, e voler che il volgo e la sciocca moltitudine dalla quale si richiede la prattica abbia il particular intendimento, sarebbe come volere che la mano abbia l’ochio: la quale non è stata fatta dalla natura per vedere, ma per operare e consentire a la vista.”

“Ignoranza et arroganza son due sorelle individue in un corpo et in un’anima”

“Chi dona perle a porci non si dè lamentar se gli sono calpestrate”

“E sappiamo che il principio de l’inquisizione è il sapere e conoscere che la cosa sii, o sii possibile e conveniente, e da quella si cave profitto”

“Sappi che nè la terra, nè altro corpo è assolutamente grave o lieve: nessuno corpo nel suo loco è grave nè leggiero”

Timore e tremore – Kierkegaard

“Quando il bambino deve essere svezzato, anche la madre è triste, pensando che il suo figliolo ed essa saranno sempre più separati; che il bambino, prima sottoposto al suo cuore, poi cullato sul suo seno, non sarà mai più tano vicino a lei. Subiscono dunque insieme quel breve dolore. Beata colei che così ha serbato suo figlio presso di sè, e non ha avuto altra cagione di dolore”

“Se l’uomo non avesse una coscienza eterna, se al fondo d’ogni cosa ci fosse una potenza selvaggia e ribollente che produce ogni cosa, il grande e il futile, nel turbine d’oscure passioni; se il vuoto senza fondo, che nulla può colmare, si nascondesse sotto le cose, che cosa sarebbe la vita, se non disperazione?”

“Il poeta è il genio della rimembranza; nulla egli può, che non sia ricordare; nulla se non ammirare ciò che fu già compiuto.”

“Fu per fede che Abramo ricevette la promessa che tutte le nazioni della terra sarebbero state benedette nella sua posteriorità. Il tempo passava, la possibilità rimaneva, Abramo credeva. Il tempo passò, la speranza diventò assurda, Abramo credette. E’ pur esistito nel mondo colui che ebbe una speranza.”

“Perchè chi spera sempre il meglio invecchia tradito dalla vita; e chi si dispone sempre al peggio è presto consunto; ma chi crede serba un’eterna iovinezza”

“Che cos’è dunque la cultura? Io ho creduto fosse il cielo che l’individuo percorre per giungere alla conoscenza di se stesso; e colui che rifiuta di seguirlo profitta pochissimo dell’esser nato nella più evoluta delle età”

“Per rassegnarsi non è necessaria la fede; ma è necessaria per ottenere qualsiasi cosa al di là della mia coscienza eterna. Questo è il paradosso.”

“…perchè la fede comincia là, appunto, dove la ragione finisce”

“Grazie a te, nobile Shakespeare, che sai dire ogni cosa, ogni caso, assolutamente, come esso è”

“Il peccato non è mai un’immediaezza originaria, bensì un’immediatezza ulteriore”

“E’ cosa dura non trovare colui al quale noi possiamo concederci; ma è indicibilmente duro non potersi concedere”

“In generale non si sente affatto parlare del demoniaco, benchè, soprattutto ai tempi nostri, questa regione possa pur chiedere di essere esplorata e bench l’osservatore, pur che sappia sostenere qualche scontro con il demonio, possa utilizzare ogni uomo, almeno per qualche momento. Shakespeare, in questo campo, è e sarà sempre un eroe”

“Io mi sono spesso chiesto in quale misura un eroe tragico, al colmo della sua sofferenza o nel pieno dell’azione, debba pronunciare la battuta suprema.

La malattia mortale – Kierkegaard

“A molti forse questa forma di svolgimento apparirà strana e troppo rigorosa per essere edificante, e troppo edificante per essere rigorosamente scientifica. Quanto a quest’ultimo argomento, io non ne ho opinione alcuna. Quanto al primo, invece, la mia opinione non è quella; e se la forma fosse troppo rigorosa per essere edificante, questo, secondo il mio modo di vedere, sarebbe un difetto. Una cosa è se il libro può essere edificante per tutti, giacchè non tutti dispongono dei presupposti necessari per seguirlo, un’altra cosa se ha un carattere edificante. Perchè dal punto di vista  cristiano tutto, proprio tutto dev’essere edificante: quel genere di rappresentazione scientifica che non finisce per edificare è, proprio per questo, non cristiano. Tutto ciò che è cristiano deve somigliare, nella forma di rappresentazione, alla diagnosi di un medico al letto di un malato; quantunque soltanto l’esperto possa capirla, non bisogna mai dimenticare dove ci si trova.”

“Ogni conoscenza cristiana, per quanto rigorosa ne sia la forma, dev’essere ansiosa; e quest’ansia è per l’appunto ciò che edifica, essa è il rapporto con la vita, con la personalità reale e perciò, cristianamente parlando, la serietà, la sublimità indifferente della scienza, dal punto di vista cristiano, è lontano dall’essere più seria, anzi è celia e vanità.”

“Non è perchè Lazzaro fu risuscitato dai morti che si può dire che questa malattia non è mortale; è perchè c’è Lui che questa malattia non è mortale.”

“La disperazione è un pregio o un difetto? Da un punto di vista puramente dialettico è l’uno e l’altro. Se ci si volesse fermare sul pensiero astratto di disperazione senza pensare a una persona disperata, si dovrebbe dire: è un pregio immenso. La possibilità di questa malattia è la prerogativa dell’uomo di fronte all’animale; e questa prerogativa lo distingue in tutt’altro modo che non l’andatura eretta, poichè idica che egli è infinitamente eretto ed elevato, cioè che è spirito. La possibilità di questa malattia è la prerogativa dell’uomo di fronte all’animale; rendersi conto di questa malattia è la prerogativa del cristiano di fronte al pagano; esser guarito da questa malattia è la beatitudine del cristiano.”

“Quindi cadere nella malattia mortale è non poter morire, ma non come se ci fosse la speranza della vita, anzi, l’assenza di ogni speranza significa qui che non c’è nemmeno l’ultima speranza, quella della morte. Quando il maggior pericolo è la morte, si spera nella vita; ma quando si conosce il pericolo ancora più terribile, si spera nella morte. Quando il pericolo è così grande  che la morte è divenuta la speranza, la disperazione è l’assenza della speranza di poter morire.
In quest’ultimo significato la disperazione è chiamata la malattia mortale: quella contraddizione tormentosa, quella malattia nell’io di morire eternamente, di morire eppure di non morire, di morire la morte.”

“…perchè avere un io, essere un io, è la più grande concessione fatta all’uomo, ma, nello stesso tempo, è ciò che l’eternità pretende da lui.”

“Il caso raro non è che uno sia disperato; no, è raro, rarissimo che uno in verità non lo sia.”

“Ah si parla tanto di pene e di miserie umani: io cerco di comprenderle, ne ho visto anche diversi casi da vicino; si parla tanto di vite sciupate: ma sciupata è soltanto la vita di quell’uomo che la lasciava passare, ingannato dalle gioie o dalle preoccupazioni della vita, in modo che non diventò mai, in una decisione eterna, consapevole di se stesso come spirito, come io, oppure – il che vuol dire lo stesso – non si rese mai conto, non ebbe mai, nel senso più profondo, l’impressione che esiste un Dio e che egli, egli stesso, il suo io, sta davanti a questo Dio, impressione equivalente alla conquista dell’infinità che non si raggiunge se non attraverso la disperazione.”

“…mondanità vuol dire proprio attribuire alle cose senza importanza un valore infinito.”

“Vedendo intorno a sè la folla degli uomini, affaccendandosi con ogni sorta di affari mondani, imparando come vanno le cose del mondo, un tale uomo dimentica se stesso, dimentica che cosa egli è in un senso divino, non osa più credere in se stesso, trova che sia troppo rischioso essere se stesso, è molto più facile e più sicuro essere come gli altri, diventare una scimmiotatta, un numero fra gli altri nella folla.”

“Pregare è pure respirare; e la possibilità è per l’io ciò che l’ossigeno è per la respirazione. Ma come l’uomo non può respirare soltanto l’ossigeno nè soltanto l’azoto, così il respiro della preghiera non può dipendere nè dalla sola possibilità nè dalla sola necessità. perchè si possa pregare bisogna che ci sia un Dio, un io, e la possibilità, opure un io o la possibilità nel senso preciso, perchè Dio è che tutto è possibile e che tutto è possibile è Dio; e soltanto colui il cui essere fu talmente scosso che, comprendendo che tutto è possibile, è diventato spirito, soltanto lui è entrato in rapporto con Dio. Che la volontà di Dio è il possibile fa si che io possa pregare; se essa fosse soltanto il necessario, l’uomo sarebbe essenzialmente muto come l’animale.”

“Il bisogno della solitudine è sempre un segno che in un uomo c’è dello spirito, e offre la misura per determinare questo spirito.”

“Può accadere però che egli, proprio quando si è aperto davanti a un altro, si dispera per questo, che gli sembra dovesse essere suo dovere preferire infinitamente di resistere nel silenzio anzichè far conoscere il suo stato d’animo a un altro.”

“Il peccato è: davanti a Dio o avendo l’idea di Dio, disperatamente non voler essere se stesso, o disperatamente voler essere se stesso.”

“…ma che accento infinito cade sull’io nel momento in cui riceve come misura Dio.”

“Si è detto tante volte che gli uomini si scandalizzano del cristianesimo perchè ècosì cupo e oscuro, se ne scandalizzano perchè è così severo e via dicendo; bisogna però una volta per sempre mettere perfettamente in chiaro che la vera ragione per cui l’uomo si scandalizza del cristianesimo è che questo è troppo alto, che la sua misura non è la misura dell’uomo, che vuol fare dell’uomo qualcosa di così straordinario da non poter essere accolto da mente umana.”

“Allora che cos’è lo scandalo? Lo scandalo è ammirazione infelice; è perciò una specie di invidia, ma un’invidia che si rivolge contro l’uomo stesso, in un senso più stretto: è la peggiore forma di invidia contro se stesso. La grettezza di cuore dell’uomo naturale non può non invidiare a se stesso lo straordinario che Dio gli ha voluto concedere; perciò si scandalizza.”

“E ora pensiamo al cristianesimo! Oh certamente, chi lo difende non ci ha mai creduto. Se egli crede, l’entusiasmo della fede è, non una difesa, anzi è l’attacco, è la vittoria: un credente è un trionfatore.”

“Che risultato eccellente ha conseguito la cristianità! Se non si fosse mai sentita una parola del cristianesimo, gli uomini non sarebbero così presuntuosi, come, infatti, non è mai stato il paganesimo; ma siccome le idee cristiane sono state divulgate in un modo così poco cristiano, la gente se ne serve per nutrire la massima saccenteria, se pure non ne abusa in altro modo egualmente sfacciato. Infatti, non è argomento per un epigramma che il bestemmiare non era ancora in uso nel paganesimo mentre invece è diffusissimo nel mondo cristiano? che il paganesimo pronunciava il nome di Dio con un certo orrore, col timore del mistero, quasi sempre con grande solennità, mentre nel mondo cristiano il nome di Dio è forse la parola che ricorre più spesso nella conversazione di ogni giorni, e in ogni modo è la parola che si usa con la maggiore spensieratezza e trascuranza, perchè il povero Dio rivelato 8il quale è stato abbastanza incauto e imprudente da rivelarsi invece di tenersi nascosto come fanno sempre i personaggi distinti) è divenuto un personaggio troppo conosciuto in tutta la popolazione, al quale rende già un servizio straordinario andando qualche volta in chiesa, dove uno viene elogiato dal pastore che lo ringrazia in nome di Dio per l’onore della visita e lo onora col titolo di devoto e punzecchia invece un poco la gente che non rende mai a Dio l’onore di andare in chiesa?”

“Come peccatore l’uomo è separato da Dio dall’abisso più profondo della qualità. E, naturalmente, Dio è separato dall’uomo  dall’abisso della stessa qualità; quando rimette i peccati.”

“Chi siede in una vetrina non è così penosamente esposto agli sguardi della gente come ogni uomo nella sua trasparenza davanti a Dio.”

“Se Cristo ti è stato annunziato, è scandalo il dire: non ne voglio avere opinione alcuna.”

“…nella prima parte fu stabilita la formula per lo stato in cui non c’è nessuna disperazione: mettendosi in rapporto con se stesso e volendo essere se stesso, l’io si fonda, trasparente, nella potenza che l’ha posto. E questa formula , come abbiamo spesso rammentato, è la definizione della fede.”

Memorie di Sanson – Balzac

“Un tempo le maniere e le abitudini della gente titolata erano così diverse da quelle delle abitudini della gente comune che si riconosceva facilmente una persona aristocratica.”

“Perchè proprio quando si vuole essere fini di mente, lo si è di meno.”

“Quale uomo, per quanto la sorte lo abbia posto in basso, non aspira alla stima dei suoi simili?”

“Quante razze maledette si contano sulla terra! E quante razze priviliegiate! Chi mi rivelerà l’origine dell’aristocrazia, chi mi spiegherà da cosa nasce l’emarginazione?”

“Credo che ovunque, tranne a qualche migliaia di leghe da qui, ai confini della Cina, nei pressi della Grande Muraglia, i discendenti della tribù di Giuda siano disprezzati e respinti da ogni nazione: per loro non esiste borghesia, i cittadini li avversano, e quando il legislatore li risolleva, il pregiudizio li riabbassa.”

“La cosa migliore è essere contenti di sè e non essere scontenti di nessuno: solo questo implica la condizione umana, ed è più di quanto comporti la condizione sociale; ma è sufficiente essere in pace con la propria coscienza.”

“Non c’è contrada in Europa in cui lo zingaro non sia errante, vagabondo e condannato all’obbrobbio.”

“L’esistenza peggiore di tutte è quellain cui l’uomo è ridotto a obliare costantemente se stesso.”

“Non dimenticate mai che l’uomo trae forza dalla propria coscienza, e che colui che vive in pace con se stesso è al di sopra dell’opinione altrui.”

“Che l’offesa ricada su chi offende se l’offeso non è colpevole”

“Quando ci si tiffa di colpo nell’acqua fredda, la sensazione che si prova è molto spiacevole, ma se prima s’immergono i piedi, non è più tanto difficile metterci il resto del corpo. Caro mio, non esistono temperature che l’uomo non possa sopportare.”

Della necessità della scommessa – Pascal

“Dire infatti sciocchezze per caso e per debolezza è un male comune; ma dirle a bella posta non è una cosa sopportabile”

“Bisogna conoscere se stessi: quand’anche non servisse a trovare il vero, almeno servirebbe a dare una regola alla propria vita, e non c’è nulla di più giusto.”

“Quando si legge troppo in fretta o troppo adagio non si comprende nulla.”

“Che cos’è mai un uomo nell’infinito?”

“Che cos’è mai infatti l’uomo nella natura? Un nulla a paragone dell’infinito, un tutto a paragone del nulla, una via di mezzo tra nulla e tutto. infinitamente lontano del comprendere gli estremi, il termine delle cose e il loro principio sono per lui insormontabilmente celati in un segreto impenetrabile, egualmente incapace di cogliere il nulla da cui è strappato e l’infinito che lo inghiotte.”

“Rendiamoci dunque conto della nostra condizione; siamo qualche cosa e non siamo tutto, quel tanto di essere che possediamo ci  preclude la conoscenza dei principi primi, che nascono dal nulla, e quel poco di essere che abbiamo ci nasconde la vista dell’infinito.” 

“Navighiamo in una vasta via mediana, sempre incerti e fluttuanti, spinti da un capo all’altro. Qualsiasi approdo a cui pensassimo di attaccarci e di assestarci si muove e si allontana da noi; e se lo seguiamo, sfugge alla nostra presa, scivola via da noi e fugge in un’eterna fuga. Niente si ferma per noi. Questa è la condizione che ci è naturale e tuttavia la più contraria alla nostra inclinazione; ardiamo dal desiderio di trovare uno stabile assestamento e un’ultima base immobile per edificarvi una torre che s’innalzi all’infinito; ma ogni nostro fondamento scricchiola e la terra di apre fino agli abissi.”

“Come mai uno zoppo non ci sdegna, mentre ci sdegna un intelletto zoppicante? Perchè uno zoppo riconosce che noi camminiamo dritti, mentre un intelletto zoppicante dice che siamo noi a zoppicare; diversamente ne avremmo compassione e non sdegno.”

“Immaginazione: è la parte ingannevole nell’uomo, la maestra dell’errore e della falsità, e tanto più scaltra in quanto non sempre risulta tale; infatti sarebbe infallibile regola di verità s’essa fosse infallibile regola di menzogna. Essendo però il più delle volte falsa, non dà alcun segno della sua qualità, giacchè segna con lo stesso carattere il vero e il falso.”

“E come giudica più giusta la causa che perora un avvocato ben pagato anticipatamente.”

“La cosa di maggior momento per l’intera vita è la scelta del mestiere: è il caso a disporne. La consuetudine fa i muratori, i soldati, i conciatetti.”

“E’ indubbiamente un male essere pieno di difetti, ma è un male anche maggiore esserne pieni e non volerli riconoscere, perchè ciò equivale ad aggiungervi anche quello di una volontaria illusione.”

“Dire la verità è utile per colui al quale la si dice, ma svantaggioso per coloro che la dicono, poichè si fanno odiare.”

“Reputo incontestabile che se tutti gli uomini sapessero quel che dicono gli uni degli altri non esisterebbero quattro amici al mondo.”

“Quant’è difficile proporre una cosa al giudizio di una altro, senza corrompere il suo giudizio con il modo di proporgliela.”

“Il tempo risana i dolori e le dispute perchè noi cambiamo, non siamo più la stessa persona.”

“Niente è tanto insopportabile all’uomo quanto lo starsene in un completo riposo, senza passioni, senza un daffare, senza svago, senza potersi applicare. Avverte allora la sua nullità, il suo abbandono, la sua insufficienza, la sua subordinazione, la sua impotenza, il suo vuoto. Subitamente scaturirà dal fondo della sua anima il tedio, la tetraggine, la tristezza, l’afflizione, il dispetto, la disperazione.”

“Noi non cerchiamo mai le cose, ma la ricerca delle cose.”

“Ho scoperto che tutta l’infelicità umana deriva da una sola cusa, quella cioè di non saper starsene quieti in una camera.”

“Egli è soltanto un uomo, in fin dei conti, vale a dire capace di poco e di molto, di tutto e di niente: non è nè angelo nè bestia, ma uomo.”

“Non ci accontentiamo della vita che abbiamo in noi e del nostro proprio essere: vogliamo vivere nella rappresentazione altrui d’una vita immaginaria, e perciò ci sforziamo di apparire in un certo modo.”

“Siamo così presuntuosi che vorremmo essere conosciuti  da tutta la terra, e persino dalle genti che verranno quando non ci saremo più; e siamo così vanesi che la stima di cinque o sei persone raccolte intorno a noi ci diletta e ci rende contenti.”

“Il naso di Cleopatra: se fosse stato più corto tutta la faccia della terra avrebbe mutato.”

“Il presente non è mai il nostro fine: il passato e il presente sono i nostri mezzi; unicamente l’avvenire è il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere; e, predisponendoci sempre a essere felici, è inevitabile che non lo siamo mai.”

“Corriamo incuranti verso il precipizio, dopo esserci messi qualcosa davanti perchè ci impedisca di vederlo.”

“Colui che dubita e che non cerca è al tempo stesso grandemente infelice e grandemente ingiusto.”

“Quando considero la breve durata della mia vita, immersa nell’eternità che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e persino che vedo, inabissato nell’immensità infinita degli spazi che ignoro e che mi ignorano, mi sgomento e mi stupisco di vedermi qui piuttosto che là, dal momento che non c’è nessuna ragione perchè sia qui piuttosto che là, perchè ora piuttosto che allora. Chi mi ci ha messo? per ordine e opera di chi questo luogo e questo tempo è stato destinato a me?”

“E’ una cosa orribile sentire scorrere via tutto ciò che si possiede”

“Che ragione hanno di dire che non si può risuscitare? Che cosa è più difficile: nascere o risuscitare? Che ciò che non è mai stato sia oppure che ciò che è stato sia ancora? E’ più difficile venire ad esistenza o ritornarvi? L’abitudine ci rende facile la prima cosa, la mancanza d’abitudine rende l’altra impossibile: maniera popolare di giudicare”

“Esaminiamo dunque questo punto, e diciamo: Dio è, Dio non è. Ma da quale parte propenderemo? La ragione in ciò non può determinare nulla: un caos infinito ci separa. Si sta svolgendo un giuoco all’estremità di questa distanza infinita in cui sortirà testa o croce. Che cosa scommetterete? Secondo ragione non potete puntare nè sull’una nè sull’altra ipotesi; secondo ragione, non potete escludere nessuna delle due. Non tacciate dunque di falsità coloro che hanno fatto una scelta, poichè voi non ne sapete niente.”

“Pesiamo la vincita e la perdita, ove si scommetta croce che Dio esiste. Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto; se perdete, non perdete niente. Scommettete dunque che Egli esiste, senza esitare.”

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