Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Mio Fratello – Daniel Pennac

“Il desiderio di portare in scena il Bartleby di Melville mi è venuto un giorno in cui pensavo a mio fratello Bernard. Ero in macchina sull’autostrada del Sud, fra Nizza e Avignone.”

“Era una stanchezza da uffici, da negozi, una stanchezza di insegnanti, di medici, di impiegati, di giornalisti, di persone che avevano avuto a che fare tutto il giorno con altre persone. Che avevano subìto l’agitazione frenetica della città. Era una stanchezza parigina.”

“C’è una forma di fiducia nell’assopirsi a teatro. Non è un segno di grandissimo interesse per il testo, è vero, ma significa mettere il sonno sotto la protezione di una voce.”

“Vivere non è mica uno scherzo.”

“Di che cosa ci nutrivamo?”

“Durante tutta la nostra vita mi sono nutrito del suo umorismo.”

“I testi che frequentiamo assiduamente immaginiamo che li conoscano tutti. E invece non è così.”

“Niente di preciso, mezze parole, silenzi eloquenti, il nome della ragazza in questione pronunciato un pò troppo spesso, quell’ostentata discrezione tipica delle famiglie in cui la confidenza è considerata una mancanza di tatto.”

“Nella casa del pittore giocavamo a scacchi. Erano partite lunghissime, le nostre.”

“Melville è come il pane. E’ nutriente senza essere pesante. E’ pieno di senso e di silenzio. A volte Melville è di una lentezza lavica. E’ lento a riempire gli anfratti, ma poi li riempie tutti. Anche gli interstizi.”

“In teatro, la sala è la cassa di risonanza della scena. Attori e spettatori recitano gli uni con gli altri (o contro gli altri, a seconda dei casi). Non è semplice diventare uno spettatore.”

“Recitare la parte di Bartleby? Tentazione suprema del giovane attore disposto a tutto, anche a rinunciare al testo.”

“Siamo fatte così, noi persone rispettabili: basta che una vittima oltrepassi i limiti della nostra pazienza ed ecco che diventa subito un aggressore.”

“A dispetto dell’immagine grigia e cupa che ne ha la gente, in realtà voi notai esercitate il mestiere più appassionante del mondo. Il più interessante. L’intera esistenza passata a veder spegnersi, nascere e compiersi quella degli altri… Quante biografie sono racchiuse nel segreto dei vostri faldoni!”

“Tu, notaio, di quei faldoni hai letto tutto e tutto hai sentito in quei colloqui. Senza rendertene conto, sei diventato un esperto della specie umana. Sai tutto di tutti e conosci il funzionamento di ciascuno.”

“Sai tutto del desiderio degli uni e degli altri poiché, in verità, l’unica cosa di cui davvero si occupa il tuo studio è il desiderio, la brama inestinguibile dell’animale sociale. Il desiderio è il tuo unico cliente.”

“Vediamo un pò che cosa desidera questo nuovo cliente. Vediamo che cosa lo anima. Vediamo qual è il motore che lo muove.”

“E’ vero, non si pensa mai a quant’è imbarazzante essere scampati a un suicidio. C’è una cosa che la morte ha in comune con la vita: devi farcela, costi quel che costi. Fino all’ultimo, ci sono i vivi che stanno lì a guardare!”

“Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene. Non c’è nessuno al mondo che mi manchi come mi manca lui e tuttavia non so chi ho perso.”

“Non aggiunse molto, lasciando che valutassi da me il fardello dell’idealizzazione. Ognuno di noi, a modo suo, l’aveva collocato a un’altezza da cui avrebbe tanto voluto scendere, ma come fare?”

“La confidenza, insomma, non era nelle nostre abitudini. Eravamo gli ultimi rappresentanti del mondo del silenzio: due pesci intenti a giocare a scacchi per il puro gusto di non battere l’altro.”

“Dal canto mio, infatti, vedevo avvicinarsi il giorno in cui l’intera umanità sarebbe stata pagata per non fare niente, purché continuasse a consumare senza sosta.”

“Proprio verso la fine, sognava di fare una vacanza su una chiatta. Noi due, una scacchiera, lungo i canali, da una chiusa all’altra, a due chilometri all’ora ma il più lontano possibile. Aveva studiato ipotetici itinerari. Ero d’accordo, persino entusiasta, ma ho tirato per le lunghe. Ho tirato per le lunghe… come se avessi tutta la sua vita davanti.”

“Mi resi conto, allora, che recitavo con mio fratello assente. Per tutta la vita avevamo recitato insieme. Salivo sul palcoscenico come se lui fosse stato fra il pubblico.”

“Siamo tutti pazzi. Specialmente quando andiamo a trovare quelli che hanno perso la ragione.”

“Oggi il destino dei morti è di occupare lo sfondo degli schermi.”

 

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