Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il quaderno di Maya – Isabel Allende

“Una settimana fa all’aeroporto di San Francisco la nonna mi abbracciò senza piangere e mi ripetè che, se avevo minimamente a cuore la mia esistenza, non dovevo mettermi in contatto con nessuno finché non avessimo avuto la certezza che i miei nemici non mi cercavano più.”

“Mi consegnò un quaderno con cento pagine perché tenessi un diario della mia vita, come avevo fatto dagli otto ai quindici anni, quando ancora il destino non mi aveva girato le spalle.”

“Scrivere è come andare in bicicletta: non lo dimentichi, per quanto passino gli anni senza fare pratica.”

“…alle pareti la mia Nini aveva appeso fotografie di bambini africani denutriti, affinché io vedessi come quelle sfortunate creature morivano di fame mentre facevo la schizzinosa con il cibo.”

“La nonna direbbe che sto dando tempo alla mia anima di arrivare a Chiloé. Ritiene che i viaggi in aereo abbiano degli inconvenienti perché l’anima viaggia più lentamente del corpo e a volte si perde per strada; è questa la ragione per cui i piloti, come mio padre, non sono mai del tutto presenti: stanno aspettando l’anima che vaga tra le nuvole.”

“E’ impossibile dimostrare un’assenza…”

“Alla mia Nini ha sempre dato fastidio l’artificio del finale felice nelle favole; è convinta che nella vita non ci siano finali, ma confini, si gironzola di qua e di là, s’inciampa e ci si perde.”

“Un astronomo ha più bisogno di immaginazione poetica che di buon senso, perché la magnifica complessità dell’universo non può essere misurata e spiegata, ma solo intuita.”

“E’ da un mese che sono su quest’isola. Non so se arriverò ad abituarmi al passo da tartaruga di Chiloé, a questa pigrizia, a questa perenne minaccia di pioggia, a questo paesaggio immutabile di acqua, nuvole e prati verdi. Tutto è uguale, tutto è pace.”

“Senza Ipod posso sentire la voce dell’isola: uccelli, vento, pioggia, crepitio di legna, ruote di carro e a volte i violini lontani del Caleuche.”

“E’ assurdo credere solamente in ciò che si può dimostrare.”

“La sofferenza ci chiama, stringiamo i denti – diceva. Un dolore così, dolore dell’anima, non si elimina con medicine, terapie o vacanze; un dolore così lo si soffre, semplicemente, fino in fondo, senza attenuanti, come è giusto che sia.”

“Passa per tonto perché parla il minimo indispensabile, ma è molto sveglio: si è reso conto in fretta che a nessuno importa quello che dicono gli altri, e per questo non dice niente.”

“Prima di andare a letto prendo un bicchiere di latte tiepido con miele e cannella, la pozione magica che mi dava il mio Popo quando ero bambina, e l’infusione tranquillizzante di Eduvigis: tiglio, sambuco, menta e violetta, ma qualsiasi cosa faccia, anche se vado a letto il più tardi possibile e leggo fino a quando mi cadono le palpebre, non riesco a ingannare l’insonnia, è implacabile.”

“Come diceva il mio Popo, la vita è un arazzo e si ricama giorno dopo giorno con fili di molti colori, alcuni grossi e scuri, altri sottili e luminosi, tutti i fili servono. Le cretinate che ho fatto sono già nell’arazzo, sono incancellabili, ma non devono essere un peso per tutta la mia vita. Quel che è fatto è fatto; devo guardare avanti. A Chiloè non c’è combustibile per il falò della disperazione. In questa casa di cipresso, il cuore si tranquillizza.”

“Libertà, finalmente. Mi sarei potuta reintegrare nel mondo degli esseri normali, saziarmi di musica, film e libri proibiti, aprire un profilo su Facebook, l’ultima moda nelle reti sociali, come tutti  nel collegio desideravamo.”

“Lasciammo i piatti quasi intatti, ma ci bevemmo due bottiglie di Quintessa, riserva 2005, che costarono una fortuna ed ebbero il merito di ammorbidire le asperità.”

“Mi attiravano il rumore, le luci, i colori, lo sperpero degli hotel e dei casinò, al tensione dei giocatori alle slot machine e ai tavoli verdi, il rumore delle fiches, i cocktail coronati da orchidee e ombrellini di carta.”

“Ha viaggiato con l’obiettivo di imparare e ciò lo salva dall’essere un turista qualunque.”

“C’è grandezza e dignità nella tragedia, per questo è fonte d’ispirazione, ma io non voglio una tragedia, per quanto immortale possa essere, voglio una felicità senza clamore, intima e molto discreta, per non provocare la gelosia delle divinità, sempre così vendicative.”

“Il mio Popo diceva che l’amore ci fa diventare buoni. Non importa chi amiamo e non importa nemmeno essere corrisposti o che la relazione sia stabile. E’ sufficiente l’esperienza di amare: è questa che ci trasforma.”

“Credo che dovrò stare lontana dall’alcol per sempre; è più difficile resistere all’alcol che alle droghe, perché è legale, è disponibile e te lo offrono da tutte la parti.”

“Qualcuno lasciava cadere delle monete ma nessuno mi parlava; la povertà di oggi è come la lebbra di una volta: è ripugnante e fa paura.”

“La persona che sono ora è il risultato delle mie esperienze precedenti, compresi gli errori più estremi.”

“Come mi spiegava, veniamo al mondo con in mano certe carte e facciamo il nostro gioco; con carte simili c’è chi può sprofondare e chi riesce a superare sè stesso. E’ la legge della compensazione, Maya. Se il tuo destino è di nascere cieca, non sei obbligata a sederti sotto il metrò a suonare il flauto; puoi sviluppare l’olfatto e diventare sommelier.”

“Le cose negative del passato sono lezioni per il futuro e la cosa peggiore che mi è capitata, la morte del mio Popo, voglio ricordarla per sempre.”

“In cielo ormai sono tutti su Facebook, figlia mia.”

“I cileni sono prudenti, hanno paura di offendere o di esprimere un’opinione schietta, il linguaggio è una danza di eufemismi, l’abitudine alla cautela è radicata e sotto la superficie cova molto risentimento ce nessuno vuole riportare alla luce; sembra quasi che tutti condividano una sorta di imbarazzo collettivo, alcuni perché patirono la situazione, altri perchè rimasero, alcuni perché persero i propri familiari, altri perché fecero finta di non vedere.”

“E’ meglio chiedere scusa che chiedere permesso.”

“Si chiama mal d’amore, che secondo manuel Arias è la tragedia più banale della storia dell’umanità, ma quando la vivi capisci quanto faccia soffrire.”

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: