Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il giardino dei Finzi-Contini – Giorgio Bassani

“Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini – di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga -, e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d’Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l’ultima guerra. Ma l’impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d’aprile del 1957.”

“Il futuro avrebbe stravolto il mondo a suo piacere.”

“Gli anni parevano belli, floridi: tutto invitava a sperare, a osare liberamente.”

“Chissà come nasce e perché una vocazione alla solitudine.”

“Qualsiasi punizione sarebbe stata preferibile al rimprovero che mi fosse venuto dai suoi muti, terribili occhi celesti…”

“Quanti anni sono passati da quel remoto pomeriggio di giugno? Più di trenta. Eppure, se chiudo gli occhi, Micòl Finzi-Contini sta ancora là, affacciata al muro di cinta del suo giardino, che mi guarda e mi parla.”

“Non accennò a niente altro che al puro piacere di rivedersi dopo tanto tempo, e di godere assieme, in barba a tutti i divieti, quanto di bello restava da godere della stagione.”

“Passò rapida tra me e lui l’occhiata di ebraica connivenza che, mezzo ansioso e mezzo disgustato, già prevedevo.”

“Anche le cose muoiono, caro mio. E dunque, se anche loro devono morire, tant’è, meglio lasciarle andare. C’è molto più stile, oltre tutto, ti sembra?”

“Oh, l’inverno 38-39! Ricordo quei lunghi mesi immobili, come sospesi al di sopra del tempo e della disperazione, e ancora adesso, a più di vent’anni di distanza, le quattro pareti dello studio di Alberto Finzi-Contini tornano ad essere per me il vizio, la droga tanto necessaria, quanto inconsapevole di ogni giorno d’allora…”

“…quella specie di pigra brace che è tante volte il cuore dei giovani.”

“La realtà è che il tennis – sentenziò con straordinaria enfasi – oltre che uno sport è anche un’arte, e siccome ogni forma d’arte esige un certo talento particolare, chi ne risulti privo rimarrà sempre una scarpa, vita natural durante.”

“Dopo tutto gli oggetti non sono che oggetti – esclamò – Perchè farsene schiavi.”

“Nella vita, se uno vuol capire, capire sul serio come stanno le cose di questo mondo, deve morire almeno una volta.”

“Com’era bello di notte il Barchetto del Duca – pensavo . con quanta dolcezza la luna lo illuminava! Fra quelle ombre di latte, in quel mare d’argento, io non cercavo niente.”

“Certo è che quasi presaga della prossima fine, sua e di tutti i suoi, Micòl ripeteva di continuo anche a Malnate che a lei del suo futuro democratico e sociale non gliene importava un fico, che il futuro, in sè, lei lo aborriva, ad esso preferendo di gran lunga le vierge, le vivace et le bel aujourd’hiu, e il passato, ancora di più, il caro, il dolce, il pio passato.”

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