Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Emilio – Jean-Jacques Rousseau

“Tutto  è bene quando esce dalle mani dell’Autore delle cose, tutto degenera fra le mani dell’uomo.”

“Mi rivolgo a te, madre tenera e previdente che ti sapesti allontanare dalla via comune, e preservare l’arboscello nascente dall’urto delle opinioni umane!
Coltiva, annaffia la giovane pianta prima che muoia: i suoi frutti faranno un giorno la tua delizia. Costruisci per tempo un recinto intorno all’anima del tuo bambino; altri può tracciarne il circuito, ma tu sola devi innalzarvi la barriera.”

“Ci si lamenta dello stato d’infanzia e non si capisce che la razza umana sarebbe perita se l’uomo non avesse cominciato con l’esser bambino.”

“Chi può sperare di dirigere interamente i discorsi e le azioni di tutti coloro che circondano un bambino?
In quanto dunque l’educazione è un’arte, è quasi impossibile che essa riesca, perché il concorso necessario al suo successo non dipende da alcuno al mondo.”

“Per essere qualcosa, per essere se stesso e sempre uno, bisogna agire come si parla.”

“Se volete avere un’idea dell’educazione pubblica, leggete la Repubblica di Platone. Non è un’opera di politica, come pensano coloro che non giudicano i libri che attraverso i loro titoli; è il più bel trattato di educazione che sia mai stato scritto.”

“Che si destini il mio allievo alla spada, alla Chiesa, o alla toga, poco m’importa. Prima che la vocazione sceltagli dai genitori, la natura lo chiama alla vita umana. Il mestiere di vivere è quello che voglio insegnargli. E uscendo dalle mie mani egli non sarà, ne convengo, né magistrato, né soldato, né prete; sarà prima di tutto uomo.”

“Quello fra noi che sa meglio sopportare i beni e i mali di questa vita è, a parer mio, il meglio educato.”

“Data però la mobilità delle cose umane, dato lo spirito inquieto e volubile di questo secolo che tutto sconvolge ad ogni generazione, si può concepire un metodo più insensato che di educare un fanciullo come se mai dovesse uscire dalla sua camera, come se dovesse essere incessantemente circondato dai suoi?”

“Vivere non è respirare, è agire, è fare uso dei nostri organi, dei nostri sensi, delle nostre facoltà, di tutte le parti di noi stessi che ci danno il sentimento della nostra esistenza.”

“C’è chi è morto a cent’anni, ed è come fosse morto alla nascita.”

“L’uomo civile nasce, vive e muore nella schiavitù: alla nascita lo si stringe nelle fasce, alla morte lo si inchioda nella bara; finché conserva la figura umana, è prigioniero delle nostre istituzioni.”

“Esercitateli dunque agli urti che dovranno sostenere un giorno. Abituate i loro corpi alle intemperie delle stagioni, dei climi, degli elementi, alla fame, alla sete, alle fatiche; temprateli nell’acqua dello Stige.”

“Nascendo un fanciullo grida; la sua prima infanzia trascorre tra i pianti. Ora lo si dondola, lo si accarezza per acquietarlo, ora lo si minaccia, lo si picchia per farlo tacere. O facciamo ciò che gli piace, o esigiamo ciò che piace a noi; o ci sottomettiamo alle sue fantasie, o lo sottomettiamo alle nostre: niente vie di mezzo, bisogna che dia degli ordini o che ne riceva. Così le sue prime idee sono quelle di comando e di servitù.”

“Appena nato impadronitevi di lui e non lasciatelo più che uomo fatto: altrimenti non vi riuscirete. Come la vera nutrice è la madre, così il vero precettore è il padre.”

“Non v’è quadro più bello di quello della famiglia, ma un solo tratto mancato sfigura tutti gli altri.”

“Un padre, quando genera ed alimenta i figli, non fa che un terzo del suo compito. Egli deve dare degli uomini alla propria specie, deve dare alla società degli esseri socievoli, deve dare dei cittadini allo Stato.”

“Io predico a chiunque abbia viscere e trascuri così santi doveri, ch’egli verserà a lungo lagrime amare sulla sua colpa e mai riuscirà a consolare.”

“Più il corpo è debole, più comanda; più è forte, più obbedisce.”

“L’educazione dell’uomo comincia alla nascita; prima di parlare, prima ancora d’intendere, egli si istruisce già.”

“La sola abitudine che si deve lasciar prendere al fanciullo è quella di non contrarne nessuna.”

“Non bisogna irritarsi contro il bambino che piange senza una causa apparente, giacché una causa c’è sempre e il bambino soffre acutamente quando è represso in tali prime spontanee manifestazioni.”

“Se cade, se si fa un gonfio alla testa, se gli esce il sangue dal naso, se si taglia le dita, anziché darmi da fare attorno a lui con aria allarmata, resterò tranquillo, almeno per un certo tempo. Il male è fatto, è forza maggiore che lo sopporti; tutta la mia premura non servirebbe che a spaventarlo di più e ad aumentare la sua sensibilità.”

“Soffrire è la prima cosa che deve imparare, e quella che avrà il maggior bisogno di sapere.”

“Invece di lasciarlo marcire nell’aria viziata di una camera lo si porti ogni giorno in mezzo ad un prato. Là che corra, che ruzzi, che cada cento volte al giorno, tanto meglio: imparerà più presto a rialzarsi.”

“Ricordatevi che prima di osar l’intrapresa di formare un uomo bisogna esserci fatti uomini noi stessi, bisogna trovare in noi l’esempio che dobbiamo proporre. Mentre il fanciullo è ancora senza cognizioni, si ha il tempo di preparare tutto ciò che gli è d’intorno in modo che i suoi primi sguardi non siano colpiti che da oggetti che conviene vedere.”

“Rispettate l’infanzia e non affrettatevi a giudicarla, sia in bene che in male.”

“Donde viene la debolezza dell’uomo? Dalla disparità che esiste fra la sua forza e i suoi desideri.”

“Lo spettacolo del mondo, diceva Pitagora, assomiglia a quello dei giochi olimpici: gli uni vi tengono bottega e non se ne curano che per loro profitto; gli altri vi pagano di persona e cercano la gloria; altri ancora si contentano di vedere i giuochi e non sono i peggiori.”

“Per conoscere gli uomini, bisogna agire.”

“Ma è dannoso, quando vi sia caduto egualmente, prendersi la rivincita del “Te l’avevo detto”. Nessuno ama di sentirsi umiliato.”

“L’uomo non comincia facilmente a pensare, ma non appena comincia non cessa più.”

“Guardiamoci bene dall’annunziare la verità a quelli che non sono in grado di intenderla, perché è volervi sostituire l’errore.”

“Io credo dunque che una volontà muove l’universo e anima la natura.”

“Addio dunque, Parigi, città celebre, città di frastuono, di fumo e fango, dove le donne non credono più all’onore né gli uomini alla virtù. Addio, Parigi: noi cerchiamo l’amore, la felicità, l’innocenza; non saremo mai abbastanza lontani da te.”

“L’esempio! L’esempio! Senza di quello non si riesce mai a niente con i bambini.”

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