Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Cose che nessuno sa – Alessandro D’Avenia

“Compie quattordici anni e sta seduta a prua. Gli occhi verdi, ridenti e malinconici, sono calamitati dall’orizzonte: una linea troppo netta per non averne paura. Il mondo è una conchiglia. Fa eco alla luce, dà tutta quella che riceve, anche sotto forma di ombre. E la luce è l’unico comandamento dell’alba. Un comandamento ruvido, perché quando si viene alla luce viene anche da piangere.”

“A vita è nu filu, dice sempre nonna Teresa, nella lingua carnale della sua terra.
E a quattordici anni sei un funambolo a piedi nudi sul tuo filo e l’equilibrio è un miracolo.”

“Persino il mare sembra senza limiti, eppure canta solo quando li trova: infrangendosi sulla chiglia diventa schiuma; spezzandosi sugli scoglio, vapore; sfinendosi sulle spiagge, risacca. la bellezza nasce dai limiti, sempre.”

“Quando hai paura, è segno che la vita sta cominciando a darti del tu.”

“Sono cose che nessuno sa.”

“Chi conosce il dolore ne riproduce l’eco per tutta la vita, come le conchiglie fanno con il mare.”

“Dove è finito il mondo che mi avevi promesso? fu l’unica cosa che Eleonora sentì dire a sua figlia, con un tono di voce che apparteneva a una Margherita sconosciuta.”

“Credeva ai libri con la fede di una religione, trovava più realtà tra le righe che per le strade, o forse aveva paura di toccare la realtà direttamente, senza lo scudo di un libro.”

“Le graduatorie per entrare di ruolo erano lo stillicidio burocratico dell’infelicità. La scuola era intasata da spenti professori senza passione, che rendevano impossibile un ingresso stabile a giovani che ormai non erano più giovani.”

“Le cose rimangono invisibili senza le parole adatte.”

“La gente prende l’autobus convinta di avere un percorso da compiere, sale, scende, parla, legge, mangia, dorme. Così ogni giorno. Un modo come un altro di rimandare il capolinea. Ultima fermata, si scende. la morte. Non c’è altro. Per questo amava così tanto i cimiteri.”

“Rimase in silenzio a fissarla: negli occhi viola in cui si era perso tante volte scorgeva i riflessi di un vino impregnato di sole e un mare da attraversare con la promessa di un porto lontano.”

“Di questo parliamo quando parliamo d’amore: di lacrime.”

“La nonna manifestava l’affetto in calorie, come tutti i siciliani.”

“Se non ci metti u sangu e u cori nelle cose che hai di fronte, la vita non riesce. Devi amare quello che fai. Ogni dolce ha la sua storia: la persona per cui lo prepari, i sentimenti che provi mentre lo prepari… ogni cosa entra nelle mani e mentre impasti pensi con le mani, ami con le mani e crei con le mani. I dolci più buoni mi sono venuti quando pensavo di prepararli per tuo nonno. Anche adesso che non c’è…”

“Giulio voleva giocare, come un bambino. Ma non c’era una madre disposta a guardarlo giocare. provava a giocare lo stesso, ma il suo era un gioco pieno di tristezza e rabbia. Giocava con quella ragazza, con la scuola, con il rischio, con la vita e persino con la morte.”

“La vita è così: nasce in silenzio, in un nascondiglio, e pian piano si ingrossa nel suo trascorrere e canta proprio dove incontra un ostacolo.”

“La vita non è mai in rima, al massimo concede un’assonanza, di norma fa solo rumore.”

“Niente macchia gli occhi come le lacrime.”

“Per lei cucinare non era questione di necessità, ma di vita, non rispondeva alla natura ma alla civiltà, e che civiltà è quella che non ha il tempo di cucinare, ma compra il cibo da riscaldare in un microonde?”

“Quando è stata l’ultima volta, ragazzi, che avete perso il sonno pensando al viaggio della vita che vi attende? Quando?”

“Quattordicianni è volere tutto e niente nello stesso momento. Avere segreti inconfessabili e domande senza risposta. Odiare sé per odiare tutti. Avere tutte le paure e nasconderle tutte, pur volendole dire tutte insieme, con mille bocche. Avere centomila maschere senza cambiare mai la faccia che ti ritrovi. Avere un milione di sensi di colpa e dover scegliere a chi addossarli per non doverli portare tutti da sola. Vuoi amare e non sai come si fa. Vuoi essere amata e non sai come si fa. Vuoi stare da sola e non sai come si fa. Vuoi un corpo di donna e non ce l’hai, e se il corpo diventa di donna non lo vuoi più. Quattordicianni è fragilità e non sapere come si fa. Ci sono cose che nessuno spiega. Ci sono cose che nessuno sa.”

“Ci sono dolori in cui nessuno può entrare. Ci sono cose che bisogna fare da soli.”

“Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro.”

“Le persone sono fatte di luci e ombre. Finché non conosci le ombre non sai niente di una persona. Cerca di vedere le ombre prima delle luci, altrimenti resti delusa.”

“Il mare aspetta e ci sarà sempre. Anche se cela i suoi relitti, come ogni uomo le sue ombre. Il mare.”

“Solo un’altra donna sa aiutare una donna disperata, solo chi ha un marito sa cosa vuol dire essere abbandonata, solo ci ha portato in grembo un figlio sa cosa vuol dire saperlo in pericolo.”

“Tante volte si era chiesto quale sarebbe stato il suo epitaffio, per cosa sarebbe stato ricordato, qual era l’essenza della sua vita.”

“Quando tutti hanno ragione non si parla: si discute, si litiga, ma non si parla.”

“Non bastava fregarsene delle regole, quando sei in due non puoi più farlo.”

“Non si ricorda una vita felice a cuor leggero.”

 

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