Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Viaggio in Portogallo – José Saramago

“Mal gliene incoglie all’opera se le richiedono una prefazione che la spieghi, mal gliene incoglie alla prefazione se presume tanto.”

“Questo Viaggio in Portogallo è una storia. Storia di un viaggiatore all’interno del viaggio da lui compiuto, storia di un viaggio che in se stesso ha trasportato un viaggiatore, storia di un viaggio e di un viaggiatore riuniti nella fusione ricercata di chi vede e di ciò che è visto, un incontro non sempre pacifico tra soggettività e oggettività.”

“Nessun viaggio è definitivo.”

“E’ il difetto del viaggiatore: vuole avere di più delle belle cose che ha già.”

“In che paese mi trovo, domanda il viaggiatore al bicchiere di vino, che non risponde e, benevolo, si lascia bere.”

“Certe cose si desiderano tanto, ma poi, quando le otteniamo, non di rado ci lasciano smarriti.”

“Diciamo prima, per capire meglio, che il viaggiatore ha un gusto probabilmente considerato morboso da chi si vanti di essere normale e comune, e cioè quello, quando ne ha voglia e disposizione d’animo, di andare a visitare i cimiteri, ammirare la funebre coreografia dei ricordi, delle statue, delle lapidi e commemorazioni varie, e trarne la conclusione che l’uomo è vanitoso anche quando non ha più alcuna ragione per continuare a esserlo.”

“E’ un modo di vivere antico, ma sopra i tetti fioriscono rigogliose le antenne televisive, una nuova ragnatela che si è posata sul mondo, bene e male, verità e menzogna.”

“Ci sono davvero momenti felici nella vita.”

“Le grandi lastre di granito risuonano, il viaggiatore vi sente il grande mistero delle case degli uomini.”

“Ci fu un tempo, antichissimo, in cui queste montagne di scisto dovevano essere irte e spaventose rocce, riarse dal sole dell’estate, o spazzate dai rovesci d’acqua dei grandi temporali, immense solitudini minerali inadatte persino per l’esilio. Poi venne l’uomo e si mise a fabbricare terra. Smembrò, percosse e tornò a percuotere, come se sbriciolasse le pietre fra le robuste palme delle mani, usò il maglio e il piccone, ammonticchiò, costruì i muri, chilometri di muri, e dire chilometri è dir poco, migliaia di chilometri se contiamo quanti ne sono stati costruiti in terra portoghese per sostenere la vigna, l’orto, l’uliveto. Qui, tra Vila Real e Peso da Regua, l’arte del terrazzamento raggiunge la massima perfezione, ed è un lavoro che non finisce mai, bisogna puntellare, stare attenti alla terra che smotta, alla lastra che è scivolata, alla radice che ha fatto leva e minaccia di precipitare il muro a fondo valle. Visti da lontano, questi uomini e queste donne sembrano dei nani, appartenenti al regno di Lilliput, ma in fondo sfidano in forza le montagne e le mantengono addomesticate. Sono dei giganti, ma queste sono solo le fantasie del viaggiatore, ce ne ha tante, quando poi ci si accorge che gli uomini hanno invece la loro solita dimensione naturale, e basta.”

“E’ facile capire come il viaggiatore si muova fra i ricordi della propria infanzia trascorsa in altri luoghi, e da questa divagazione si ridesta all’altezza di Lobrigos: ancora una volta stupito davanti ai vigneti, è senza dubbio questa l’ottava meraviglia del mondo.”

“E ci sono i boschi. Di nuovo il viaggiatore si dichiara fortunato di viaggiare in autunno. Non è possibile descrivere un albero. Come si può descrivere un bosco?”

“Si perde molto non parlando con la gente.”

“Quando il viaggiatore si allontana dalle strade principali, ne ottiene sempre grandi ricompense.”

“Visto che il viaggiatore va alla scoperta di quello che non conosce, deve correre i suoi rischi.”

“Ormai si sa come vanno queste cose: il viaggiatore viaggia e desidera che tutto sia riservato esclusivamente a lui, si offende se qualcuno l’ha preceduto nella vista e nel piacere.”

“Non si è viaggiatori se non si è curiosi. Quel portone socchiuso, il silenzio, il luogo deserto, se non se ne approfittasse sarebbe stupido o male avviato.”

“…apre di colpo la prima finestra, che dà sul mare, riceve in pieno viso e sul corpo l’aria fredda del mattino e resta li, illuminato di piacere e di stupore davanti allo splendore delle acque, la costa brumosa, l’incontro del fiume con l’oceano, il cordone di spuma delle onde che provengono dal largo e si dissolvono sulla spiaggia.”

“Il viaggiatore non è di buon umore. Tuttavia si conosce abbastanza per sospettare che il proprio malessere nasca dall’impossibilità di conciliare due volontà opposte: quella di trattenersi in ogni luogo, quella di arrivare in ogni luogo.”

“Porto è uno stile di colore, un’armonia fra il granito e i colori della terra che il granito accetta, a eccezione dell’azzurro se con il bianco trova un equilibrio nell’azulejo.”

“In questo versante di Gaia sfociano i grandi affluenti delle uve schiacciate e del mosto, qui si filtrano, decantano e dormono gli spiriti sottili del vino, caverne dove gli uomini vengono a conservare il sole.”

“Di quello che ha mangiato si dimenticherà nel giro di ventiquattr’ore, ma non di quel dolce vino verde di Casteloes, creato sulle beate sponde del fiume Caima, al riparo delle vicine serras da Freita e de Arestal. Questo vino, che il viaggiatore beve in puro stato di grazia, alla giusta temperatura, non rispetta la fisiologia del corpo umano. Appena entra in bocca si spande immediatamente nel sangue, è assorbito per vera e propria osmosi, senza i grossolani processi della digestione.”

“In Portogallo non mancano i paesi che sembrano rimasti ai margini del tempo ad assistere al trascorrere degli anni senza spostare una pietra da qua a là, e tuttavia li sentiamo vivificati da una vita interiore, caldi, vi si sente battere il cuore.”

“Finisce di bere il caffè, paga il conto, e si mette il sacco in spalla. Andiamo.”

“Il destino delle cittadine alte è quello di spegnersi a poco a poco con il tempo, di vedere i propri figli scendere a valle dove la vita è più facile e meglio si trova lavoro, ma la cosa incomprensibile è che si assista con cuore indifferente alla morte di qualcosa che è solo indebolito, invece di trovargli nuovi stimoli ed energie nuove. Un giorno bilanceremo la vita, ma non saremo più in tempo per recuperare quanto nel frattempo si è perduto.”

“Ha mangiato ma non ricorda più che cosa, e preferisce non dire dove. Sono incidenti ai quali è soggetto chi viaggia e perciò non bisogna volerne male alle terre dove accadono.”

“Ecco la buona filosofia: tutto è viaggio. E’ viaggio ciò che si vede e ciò che si nasconde, è viaggio ciò che si tocca e ciò che si immagina, è viaggio il fragore delle acque che cadono e questo impercettibile sopore che avviluppa i monti.”

“Ah questa vita preziosa che fugge, mite pomeriggio che domani non sarai lo stesso, che non sarai, soprattutto, quello che sei adesso!”

“La mano che aiuta fa peggio, se poi si ritrae.”

“Quando non riusciamo a vivere con i rimorsi, li dimentichiamo.”

“E’ ancora lungi dal venire il giorno in cui conosceremo tutto quello che possediamo.”

“Sono già terre del sud. Dalla finestra della sua camera il viaggiatore vede il Tago, riconosce quell’ampio fluire che, un pò qui, un pò lì, l’accompagna fin dall’infanzia, e teme di non sapere esprimere, né al fiume né alle terre che esso bagna, quanto affetto nutra verso di loro.”

“E’ un giro che rinfranca molto gli occhi, ampie vedute sulla frescura degli alberi, una luce delicata filtrata dai rami, non c’è bisogno di nient’altro per rendere felice un viaggiatore.”

“Che cosa è andato a fare il viaggiatore a Nazarè? Che cosa fa in tutti i paesi e i luoghi dove entra? Guarda e passa, passa e guarda.”

“Cammini ce ne sono tanti, e non conducono tutti alla stessa Roma.”

“Il viaggiatore non è un turista, è un viaggiatore. C’è una grande differenza. Viaggiare significa scoprire, il resto significa semplicemente trovare.”

“Tutto è più grande degli uomini, niente è grande quanto loro.”

“I fiumi, come gli uomini, solo in prossimità della fine vengono a sapere perché sono nati.”

“Il sole è tramontato, ma la pianura non si spegne. Ricopre la campagna un pulviscolo dorato, poi l’oro impallidisce, la notte si avvicina pian piano, accendendo le stelle. Più tardi sorgerà la luna, e i gufi si lanceranno i loro richiami. Il viaggiatore, davanti a quello che sta vedendo, ha voglia di piangere. Forse prova pena per se stesso, dispiacere di non essere capace di esprimere a parole che cosa sia questo paesaggio. E dice solo questo: è la notte in cui il mondo può cominciare.”

“Quando il viaggiatore si è svegliato e ha aperto la finestra della camera, il mondo era creato. Era presto, il sole ancora lontano. Nessun luogo può essere più serenamente bello, nessuno lo sarà con mezzi più comuni, terre vaste, alberi, silenzio. Il viaggiatore, dopo aver apprezzato queste cose con il proprio sapere fatto di grande esperienza, si è messo ad aspettare il sorgere del sole.”

“Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: Non c’è altro da vedere, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.”

“Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.”

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: