Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

La notte dei lunghi coltelli – Lorrain Noel Kemski

“I camion sono arrivati da cinque minuti, seminando nella viuzza una fiumana di tipacci muscolosi e schiamazzanti, berretto a sottogola, camicia bruna, bracciale con la svastica. Ordini brevi, grida, risate, vetri che cadono e si frantumando: il clamore di un assalto vittorioso che si trasforma in sagra.”

“Braun ha diciannove anni. Lavava automobili in una autorimessa. Il giorno stesso in cui fu licenziato, senza preavviso né compenso, nel 1932, il suo padrone, l’ebreo Wiellesmann, presiedeva un concorso di bellezza su una spiaggia della riviera italiana. Braun non è facile a intenerirsi; non basterebbero i lamenti di Geremia.”

“Quando si vuol colpire – dice Voegel – bisogna colpire come il fulmine.”

“Parlavate di legalità? Appunto questa è la nostra legalità, e per me si riassume in una parola: fedeltà.”

“Lentamente, venendo su dal fondo del ventre, la sua risata si arrampica, su su a scarponi impanati, riempie la gola, straripa fuori scuotendo le spalle massicce, beata, pacifica, inquietante per la sua potenza, si spande senza alcun ritegno, senza carità cristiana: a cogliere frutti da tutti i rami e a volerne ancora.”

“Ho sentito accennare a quella che chiamano la notte dei lunghi coltelli – disse Chartier – Che cosa significa esattamente?”

“Hitler non dà del tu né a Goring né a Goebbels né ad alcun altro dirigente nazista; dà del tu a Roehm.”

“Non ho fiducia negli italiani – disse Kovalski – quel popolo di sciacalli e di poltroni, quei vigliacchi che ti sparano alla schiena.”

“Gioco soltanto a scacchi – disse il grosso bavarese.”

“E il capitalismo? Trovi naturale, tu, stare al chiuso nove ore al giorno, correre il pericolo di essere mutilato da una macchina o scotennato da una cinghia di trasmissione, essere ingiuriato da sorveglianti brutali, non poter respirare a tuo agio tanto è il fetore, uscire di lì sfinito da crepare, la sera, appena capace di vuotare il piatto in fretta e in furia e di andare a letto alla svelta, per ricominciare il giorno dopo? Trovi naturale, tu, passare la vita a sgobbare per gli azionisti, gente che non conosci, che non ami, che non vedrai mai, e che si paga le prostitute con il tuo denaro?”

“Con una mitragliatrice è più facile che con un fucile. Con un cannone è più facile che con una mitragliatrice. E così di seguito. Più l’arma è complicata, più l’atto di uccidere è distaccato da te. Tutti possono uccidere con un’arma complicata. Con un coltello o con un badile, no. Con un coltello o con un badile, bisogna che ci si trovi gusto a farlo, o che si abbia una gran paura. Se vuoi uccidere, prova a farlo con un badile, come ho fatto io una volta, in una trincea delle Argonne. Allora ti renderai conto.”

“A quel tempo non avevamo ancora vinto e molti, anzi, dicevano che non avremmo mai vinto, quei fessi del cavolo.”

“Risposta di Hitler: Le SA stanno per essere congedate, non avranno più esercitazioni né adunate da fare.”

“L’immensa maggioranza dei bipedi che ingombra le strade è assolutamente priva di qualsiasi specie di personalità: copiano e odiano. E quando dico odiano, voglio dire che hanno paura di quello che non riescono a copiare…”

“Ti perdoneranno di violare le poppanti al seno della madre, di derubare i paralitici e di lasciare crepare di fame la tua vecchia, ma questo, di sputare nel piatto dove mangi, non te lo perdoneranno.”

“Che il gregge mangi due volte al giorno, abbia a sua disposizione teatri, bordelli e confessionali, e gli altri si riservino i posticini tranquilli accanto al fuoco, questa è la civica armonia. Dare panem et circenses è stato è e resterà il primo adagio della politica. Divertili, inventa qualcosa per distrarli (non è difficile), risparmia loro la fatica di dover pensare e di te faranno un dio, si affideranno a te completamente, a occhi bendati…”

“E vuoi sapere chi ho visto scarrozzarsi in lussuose automobili con facce trionfanti, quando sono ritornato? Quella sporca razza! I giudei! Quei vampiri! Quei cani! quei becchi maledetti! E Dio sa quanto sono arroganti i giudei quando stanno al timone… Ora tengono chiuso il becco, si fanno piccoli piccoli, camminano con la coda tra le gambe, ma bisognava vederla nel 19 quella sporca razza.”

“Alcuni autocarri sono passati, lontano. E’ sempre con quelli che si incomincia. Poi briciole di rumori: voci perentorie, botto di stivali, tramestio di armi.”

“Parlavi dell’Europa, di eredità e di patrimonio – riprese Von Hacken – se lasciamo a Hitler e alle sue bande la cura di difendere i valori della nostra civiltà che cosa ne resterà? e che posto potremo rivendicare in seguito?”

“Dall’èra della pietra è sempre esistita la propaganda, ma la tecnica moderna al servizio della propaganda è pericolosissima, perché anche se i regimi di forza hanno sempre incominciato bene, ci si può legittimamente preoccupare dei risultati, a lungo andare, in modo particolare dopo una generazione o due di intossicati, se la faccenda dovesse continuare. Certo è facile provocare l’abbrutimento delle masse.”

“L’albergo Hanslbauer è invaso. I capi SA dormivano. Li svegliano. Insulti, imprecazioni, crisi di nervi del Fuhrer, con la schiuma alla bocca: Tu!… Tu!. Roehm scrolla le spalle, protesta appena. Docilmente si lascia portare via e così pure il suo aiutante di campo, lo Sturmfuhrer conte von S., efebo di una bellezza affascinante, e tutto il suo stato maggiore.
In tutta la Germania cominciano le fucilazioni.”

“Se dovessimo ricominciare – dice Linke – ricominceresti, Martin?
Berwald indugia a rispondere. Riflette. Si ricorda la sua indignazione di un tempo e la prima sera quando è andato a quella riunione: l’uomo che parlava su uno sfondo di bandiere, la gente, gente modesta, gente come lui, la fede immensa, quel calore gomito a gomito. Si ricorda tutto.”

“Quanto a me, io oggi muoio. Domani vi saranno tram per la strada, odore di frittura dinanzi alle trattorie e nessuno si sarà accorto di nulla. Nessuno.”

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