Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Piccola America negra – Langston Hughes

“Dalla soglia di casa, zia Hager Williams guardava il sole. Ad occidente il cielo s’era tinto di colori gialli, come lo zolfo, e il sole che scompariva lento dietro gli alberi, dietro i tetti delle case, sembrava una grande boccia infuocata. Di lassù minacciavano le nubi.”

“Dice che è inutile studiare tanto se dopo laureata le tocca andare lo stesso nelle cucine dei bianchi.”

“Quando i negri diventano qualcosa, agiscono proprio come i bianchi, non ti guardano più in faccia.”

“Non è forse bianco anche il vostro vecchio Gesù? E’ bianco, severo e non gli garbano i negri”

“Non lasciarti importunare dalle donne, figlio mio – disse il padre a bassa voce al bambino, mentre raccoglievano i vermi viscidi che si contorcevano nella zolla rovesciata. – Trattale come polli, figlio mio. Getta loro un pò di grano e ti correranno dietro, ma non troppo. Se no, si viziano e aspettano di essere servite.”

“I bianchi sono un bel mistero! – Posò tre fette sottili sulla lastra della stufa. – Con i negri che li servono tutto il santo giorno, son delicati come passeri! Non so che cosa staranno a fare in cielo, perché credo che lassù ci andrò anch’io e mi siederò accanto a loro.”

“Ad un certo punto Annjee si volse al figlio: – La sera è l’unica cosa che abbiamo noi negri – disse – e ringraziamo Iddio che ce la dona… perché il giorno lo si dà tutto ai bianchi.”

“Ero una schiava, Harrie, e nella mia vita ho avuto modo di conoscerli bene, i bianchi: sono buoni fin dove ci vedono; purtroppo, quando si tratta di noi negri, non vedono mai molto lontano, ecco.”

“Li odio! – così disse a tutti gli altri che sedevano nell’oscurità – Tu, mamma, puoi pregare per loro se vuoi, ma io li odio!… Odio i bianchi! Tutti li odio!”

“La musica pareva un fiacco fiume fluente che scavava il suo letto tra i monti con flemma, senza fretta, senza violenza.”

“Crudeli, disperati, disadorni sono i suoni, come il corpo violato di una donna sulla terra arsa dal sole: aspri, arroganti come il gigante chinato sulla compagna che sanguina sotto il sole di fuoco. L’odore della carne, la tortura della carne e la completa vacuità dell’anima dopo che ogni energia è consumata.”

“Erano quattro negri senza importanza, senza tetto e senza denaro, suonavano vecchi, miseri, nostalgici blues nella sala piccola soffocante di una città del Kansas, un venerdi sera. E toccavano il cuore della tristezza con un maestro che aveva la bocca larga per cantare gli affanni di tutto il mondo sino a farli suoi.”

“Ma Sandy sapeva benissimo che il Bambino Gesù non si muoveva dal cielo! Ed era certo che erano zia Hager e sua madre a portargli i dono e che esse non avevano denaro. Erano povera gente. E lui doveva portare le scarpe di Annjee come una volta era toccato a Jimmy Lane. E suo padre ed Harriett, i soli a rallegrare la casa, erano lontani, chissà dove… Il Gesù Bambino quell’anno non esisteva per lui. – Non fa nulla – , disse mentre camminava verso casa sulla neve del crepuscolo.”

“Sandy passò davanti alle finestre di molte famiglie bianche che avevano le tende sollevate e lasciavano vedere le comode stanze inondate di calda e vivida luce. Anche nelle capanne dei negri c’era il confuso chiarore delle lampade a petrolio e brillavano le candele.”

“Ma non aveva intenzione di dormire subito. Da gran tempo aveva scoperto che molto si poteva udire e vedere quando gli altri credevano che si fosse addormentato e quella sera rimase sveglio. Tese l’orecchio in ascolto.”

“Era bello rimanere al caldo sotto le pesanti coperte mentre i pensieri non erano chiari e sembravano ancora sogni. Erano molti, bizzarri e fantastici i pensieri e parevano navigare attraverso la sua mente.”

“Mio caro, quando diventerai vecchio, capirai che non c’è senso a fare come loro, a inasprirsi l’anima odiando la gente. I bianchi son bianchi e i negri son negri e nessuna delle due razze è malvagia come l’altra vorrebbe far credere. Per quasi settant’anni ho avuto modo di conoscerle, queste due razze e non c’è mai stato posto nel mio cuore per odiare o l’una o l’altra.”

“Ho visto abbastanza, Sandy caro, per sapere che il mondo è stato creato soltanto per l’amore. Davvero, bambino mio, ogni altra cosa che non sia amore lascia ruggine dentro all’anima.”

“Questo fa l’odio: chiude le dolci porte della vita, rende ogni cosa piccola e meschina e sporca.”

“Voglio che diventi un uomo di valore per la gloria d’Iddio e della razza negra. Voglio che diventi qualcuno, capisci?”

“Il ragazzo che prima d’allora non aveva mai veduto piangere a quel modo un adulto provò un tremendo timore. Non sapeva che gli adulti piangessero, tranne che ai funerali, quando il motivo era comprensibile. Non sapeva che piangessero, soli, nelle loro case.”

“La gente di colore aveva il dovere di incoraggiare tutte le persone che potevano riuscire nella vita perchè i bianchi si convincessero che i negri sapevan fare qualcosa di più che suonare la chitarra o strofinare i pavimenti.”

“I bianchi si affannavano a raffigurare la gente di colore con grosse fette di cocomero in mano.”

“Fu allora che cominciò a leggere altri libri oltre quelli sui quali studiava le sue lezioni.”

“Poteva essere utile ai negri ciò che adesso stava studiando? Il francese, il latino e Shakespeare rendevano gli uomini più saggi e più felici? Jap Logan non era mai arrivato oltre la terza, eppure era felice. E Jinboy non aveva certo frequentato le classi superiori. Forse la scuola non serviva a nulla. Ma per avere un buon impiego bisognava essere istruiti… e bianchi, per di più. Ecco il guaio: bisognava esser bianchi!”

“Nascere negri è come nascere nella cantina della vita con la porta sbarrata alla luce, mentre i bianchi vivono ai piani superiori. Essi non ci vogliono lassù con loro, nemmeno se diventiamo per bene come il dottor Mitchell o istruiti come il dottor Du Bois.”

“Dopo due mesi, Sandy qualche volta pensava che non avrebbe sopportato più a lungo quella vita, donne eleganti, ufficiali, uomini d’affari, sempre l’aria pesante dell’ascensore, le stesse porte e centinaia di volte nei giorni innumerevoli e monotoni. La ferrovia sopraelevata al mattino, la ferrovia sopraelevata la sera. La strada o il portico per respirare una boccata d’aria, poi il letto. E il giorno dopo ricominciare da capo.”

“Ma era dunque questa la ragione della loro povertà, perché i negri erano allegri e amavano il jazz e ballavano sempre? … No, al contrario, ballavano perché poveri, cantavano perché soffrivano, ridevano sempre per dimenticare.”

“Non facevano che ballare… ballavano i negri prigionieri in un mondo di bianchi … ballavano anche con il loro spirito perché i sogni dei negri naufragavano sempre e le loro anime erano in balia di fantasmi…”

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