Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il mediterraneo – Fernand Braudel

“In questo libro, le imbarcazioni navigano; le onde ripetono la loro canzone; i vignaioli discendono dalle colline delle Cinque Terre, sulla Riviera genovese; in Provenza e in Grecia si bacchiano le olive; i pescatori tirano le reti sulla laguna di Venezia; i carpentieri costruiscono barche, uguali oggi a quelle di ieri… E ancora una volta, guardandole, ci ritroviamo fuori dal tempo.”

“La storia non è altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità – nonché delle inquietudini e delle angosce – del presente che ci circonda e ci assedia. Più di ogni altro universo umano ne è prova il Mediterraneo, che ancora si racconta e si rivive senza posa. Per gusto, certo, ma anche per necessità. Essere stati è una condizione per essere.”

“Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa incontrare il mondo romano in Libano, la preistoria in Sardegna, le città greche in Sicilia, la presenza araba in Spagna, l’Islam turco in Iugoslavia.”

“Ed ecco il re delle fucine, l’Etna, che si erge, sempre attivo, sulla meravigliosa piana di Catania. Luogo di leggende, l’Etna: i Ciclopi, fabbricanti delle folgori celesti, vi manovrano, nelle forge di Vulcano, i loro enormi mantici di pelle di toro; il filosofo Empedocle si sarebbe gettato nel suo cratere, che ne restituì, si dice, soltanto un sandalo.”

“Ancora una volta, dunque, come in tanti altri casi, siamo di fronte a due Mediterranei: il nostro e l’altrui. Da una parte vi è la transumanza, dall’altra il nomadismo.”

“Il Mediterraneo realizza il proprio equilibrio vitale a partire dalla triade ulivo-vite-grano.”

“Guardate ancora oggi, a Napoli o a Palermo, gli operai che durante l’ora di pausa mangiano all’ombra di un albero o di muretto: si accontentano del “companatico”, un condimento di cipolle o di pomodori sul pane innaffiato di olio, e lo accompagnano con un bicchiere di vino. Qui la trinità mediterranea si dà appuntamento al gran completo: l’olio d’oliva, il pane di frumento e il vino dei vicini vigneti. Tutto questo, ma non molto di più.”

“Il mare. Bisogna cercare di immaginarlo, di vederlo con gli occhi di un uomo del passato: come un limite, una barriera che si estende fino all’orizzonte, come un’immensità ossessiva, onnipresente, meravigliosa, enigmatica.”

“La conquista sarà alla fine compiuta e imposta dalla curiosità, dallo spirito di avventura, dalle politiche ambiziose e sfrenate degli stati. Con gli stati e con le civiltà bellicose, infatti, la grande storia si ostina ad attraversare il mare, a soggiogarlo, a impadronirsi delle rotte perché l’avversario non possa sfruttarle e controllarle.”

“Il Mediterraneo è un insieme di vie marittime e terrestri collegate tra loro, e quindi di città che, dalle più modeste alle medie, alle maggiori si tengono tutte per mano. Strade e ancora strade, ovvero tutto un sistema di circolazione.

“Le città tedesche – Norimberga, Ulm, Francoforte sul Meno e soprattutto Augusta – sono allieve, emule dell’Italia. A Bruges e a Londra, a partire dal secolo XIV, trionfa il banchiere mercante italiano, e con lui trionfa il mare, lontano ed esigente.”

“Il lusso che riscopriamo oggi, in spirito e oggettivamente, lungo il Canal Grande, la più bella strada del mondo, o in piazza San Marco, che del mondo è la più bella piazza, si spiega soltanto con l’altrui sfruttamento, messo in atto a distanza.”

“Quando, nel corso della festa della Sensa, il giorno dell’Ascensione, il doge di Venezia celebra le proprie nozze con il mare, davanti alla chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, non si tratta soltanto di un bello, grande spettacolo, oppure un simbolo, ma di una realtà: attraverso il mare egli sposa il più vasto Mediterraneo, fonte perenne di ricchezze.”

“Chi oserebbe, però, negare al primo alfabeto o al primo esemplare di moneta la qualifica di rivoluzionari?”

“Le civiltà sono dunque intrise di guerra e di odio, una immensa zona d’ombra che le divora quasi per metà. L’odio se lo fabbricano, se ne nutrono, ne vivono.”

“Non si entra al caffè per bere, ma per rivestire il proprio ruolo in una società di uomini.”

“Nata su un suolo povero, dove colline di tufo si ergevano al disopra di terreni paludosi, tra un’aspra montagna e una costa priva di rilievo, Roma offre un esempio unico del passaggio da un villaggio di poche capanne a un impero che arrivò a credersi universale.”

“Ciascuno di noi ha il suo modo di amare Venezia, che non è quello del vicino, e di racchiudervisi a piacer suo, di trovarvi ciò che vuole, la gioia di vivere, la decrepitezza della morte, un attimo di tregua, un alibi, una stravaganza o il semplice intermezzo di una vita diversa.”

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