Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Signor Malaussène – Daniel Pennac

“Il bambino era inchiodato alla porta come un uccello del malaugurio. I suoi occhi plenilunio erano quelli di una civetta.”

“Il seguito… il seguito… La cosa tragica, con gli sbarbati, è che pensano che tutto abbia sempre un seguito…”

“Che ne dici, tu che sei il prodotto di un lungo interrogativo procreatorio: “E’ giusto fare dei figli in un mondo come questo? Il Divino Paranoico merita che si accresca la sua opera? Ho io il diritto di mettere in moto un destino? Non so forse che avviare una vita significa metterle la morte alle calcagna? Cosa valgo io come padre e cosa varrà Julie come madre? Possiamo correre il rischio di assomigliarci?”

“Diciamo che in materia di esistenza l’ottimismo ha quasi sempre la meglio sulla saggezza del nulla.”

“Del resto, io non muoio, arrocco.”

“O voi che inforcate gli occhiali del pregiudizio, sempre pronti all’estasi imposta e allo scandalo d’obbligo…”

“Si ha un bel colmare, ma è sempre una sorpresa la vastità della nostra ignoranza.”

“L’amore è sempre stato di bocca buona riguardo ai suoi primi alimenti. Le prime conversazioni dell’amore assomigliano agli omogeneizzati dei bambini. Non importano gli ingredienti, tanto è di altro che si parla. L’amore sfida le leggi della dietetica, si nutre di tutto e un niente lo nutre. Si sono viste autentiche passioni nascere da conversazioni così povere di proteine da reggersi a stento in piedi.”

“Non ho svolto il mio ruolo di educatore, ecco l’unica spiegazione. Ho lasciato che fossero i tempi a parlare, ho pensato come tutti che non ci fosse più infanzia, che si nascesse già sgamati, ho creduto al peso delle parole e allo choc delle foto, non ho dato credito all’innocenza, vergogna su di me!”

“Quando si fanno certe domande, ci si espone a certe risposte.”

“In realtà si trattava dei tuoi, di esami. Non hai neanche il calibro di un fagiolo messicano e già ti tartassano? Tanto vale che ti ci abitui subito: sarai esaminato per tutta la vita. Bisogna rendere i conti, dall’inizio alla fine, e che siano giusti! Il medico legale farà il totale dell’addizione.”

“Bisogna che tu lo sappia: in questo basso mondo tutto comincia con l’immagine e prosegue con la metafora. Il significato, sta a te conquistarlo, con la forza del neurone!”

“Non c’è nulla di più deprimente che strapazzare un ragazzino che si aspetta la strapazzata.”

“Anche la doccia migliore non lava via tutti i nostri malumori.”

“Io voglio vederla occuparsi di te… fare la mamma di tutti i giorni… una piccola sosta nell’eroismo… qualche anno di naturalezza. Che si occupi di te e lasci perdere il mondo… Che tanto il mondo non si occupa dio niente, gira sul suo asse, gira in tondo, non va da nessuna parte… un’orbita… non ha bisogno di nessuno, il mondo…”

“Nulla si dimentica più in fretta di un edificio davanti al quale siamo passati per cinquant’anni senza prestargli attenzione. Una mattina c’è un buco e non sappiamo più cosa c’era prima. E’ ancora peggio di un ricordo.”

“L’elenco dei parametri è l’agonia della speranza. Niente può andar bene se si pensa a tutto quel che ci vuole perché vada bene.”

“La macchina della banalizzazione si è messa in moto.”

“Il suicidio è un’imprudenza.”

“Se esiste un Dio, Gervaise, non è per tutti. Oppure gli piace il gioco e noi siamo le sue carte. Un baro. Il re del gioco delle tre carte.”

“Il fatto che non si abbia niente da dirgli non significa che si possa fare a meno di un confessore.”

“Prendete un Malausséne, fategli del male, lui corre.

“Anche colui che corre verso la donna che ama fa girare il mondo.”

“Avviso agli amanti dei dispiaceri: sarebbe fuori luogo consolare. Al limite, esserci. Distendersi e aspettare.”

“Era uno di quei momenti in cui, malgrado i nostri tormenti interiori, siamo segretamente contenti di non essere l’altro. Così si sferruzzano i lutti. Piccoli istanti di gioia tra gli assalti della disperazione, un diritto e un rovescio, fino alla felicità ritrovata di essere se stessi… Sì, deve essere questa, dopo tutto, la felicità: la soddisfazione di non essere l’altro.”

“gli orologi non hanno mai fermato il tempo..”

“Cureremo il nostro dolore occupandoci di cose di cui non ci frega assolutamente niente.”

“Ho fatto ruotare il vino nel bicchiere, ho annusato, ho bevuto una goccia, ho gorgogliato e masticato, proprio come avevo visto fare. Poi ho alzato gli occhi al cielo, ho scosso la testa, ho aggrottato la fronte… mi è dispiaciuto di non saper muovere le orecchie.
Alla fine ho detto:
Non c’è malaccio.”

“Pregiato e celebre, il vino seguente. Lo bevemmo al di sopra di una vallata di Arbois che profumava di pace. Era il famoso vino di paglia.”

“Un evento non si ripete. Un film degno di rispetto si vede una volta sola. Ciò che fa il suo essere, Juliette, è il ricordo che ti lascia.”

“Noi bevevamo. Clairette Tradition. Un vinello di pianura con le spalle al muro. Un’uva molto vivace per un umore molto cupo.”

“Ma che dire? Che dire quando uno è lo sfortunato depositario della sacrosanta verità? L’uomo non si nutre di verità, l’uomo si nutre di risposte! E Legendre è un uomo. Giovani delle generazioni future, ascoltatemi: non sappiate niente, ma abbiate una risposta a tutto. Dio è nato da questa preferenza! Dio e la Statistica! Dio e la Statistica sono risposte che godono di ottima salute.”

“Si son visti paracadutisti distratti buttarsi senza paracadute e poi morire nel loro letto. Ogni giorno galeotti riescono a evadere di prigione e agenti immobiliari a non entrarci. Si sono visti persino degli assicurati riuscire a farsi rimborsare. Ma nessuno, mai, è uscito indenne dalle mani di un genero deciso a emanciparsi dal suocero.”

“Urla senza alzare la voce, l’avvocato Ragaud, e questo ha un nome: forza di persuasione.”

“No, no, no, non si racconta il proprio processo. Si racconta forse la propria agonia? Al massimo si registrano due o tre impressioni. Con il passare delle udienze ci si intorpidisce, si sente la propria innocenza scivolare via come la vita di un suicida nel calore della sua vasca da bagno. Ci si arrende confusamente a questa fine… una specie di stanchezza, uno stupore sereno di fronte alla varietà, alla molteplicità, all’originalità dei colpi inferti dalla parte avversa.”

“Quello che vogliono non è la verità, capite, è la coerenza.
Un errore giudiziario è sempre un capolavoro di coerenza.
E vorreste che vi raccontassi il mio processo?”

“E’ il momento del grande accattonaggio del politicume, la corsa ai mandati che riempiono le tasche. Ti toccherà scegliere tra gli imperituri, le facce di tolla, gli incalliti e gli spaventosamente inenarrabili, eppure ci vai, e scegli un nome tra i loro nomi, e la tua scheda esita sopra la fessura, ma poi finisci per lasciar cadere il tuo voto, la tua voce, che grida cadendo nella notte fonda dell’urna…”

“Allora dimmi, sinceramente, ti sarebbe piaciuto nascere in un mondo dove l’ambizione dei padri è quella di sopravvivere ai figli?”

“Non c’è mica solo la felicità nella vita, c’è la vita.”

“A nascere sono buoni tutti! Persino io sono nato! Ma poi bisogna divenire! divenire! crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare (senza gonfiare), accettare i mutamenti (ma non le mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire), e morire senza protestare, per finire… un programma enorme, una vigilanza continua…perché a ogni età l’età si ribella contro l’età, sai! E se fosse solo questione di età… ma c’è anche il contesto! E il contesto, piccolo mio…”

“… ma l’eternità è siffatta che i morti e quelli a venire non si parlano. Comunicano attraverso le preghiere dei vivi. Il dolore scavato da quelli che se ne vanno prepara il nido per quelli che arrivano nel cuore di quelli che sperano. Altrimenti la giostra avrebbe smesso di girare da un pezzo.”

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