Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Calende greche – Gesualdo Bufalino

“Un sacco cieco, una tana delicata. Inutile aprire gli occhi, non vedrebbe che tenebra. Ugualmente il corpicciolo matura un’indistinta certezza di sé; e di essere sè dentro un altro. Galleggia, irrisorio isolotto, in un bagno di misterioso tepore.

“Fino all’istante in cui, nel suo esilio intoccabile, un lampo brilla, un alito soffia: Io, io, io!; un alito che non è ancora voce, coscienza, pensiero, ma solo infinitesimo, opaco, stuporoso sprigionamento dal Nulla…Io, io, io!”

“Uno gnomo miserabile e piangente, un ennesimo, effimero fuoco, ma anche una buccia e polpa di barbara vitalità, un testimonio senza confronto che in un semplice vagito assolve e certifica il mondo.”

“E’ nato. Ha cominciato a vivere, ha cominciato a morire.”

“Si vorrebbero smettere i panni pesanti, ma non si osa. I danni della spagnola sono nella memoria di tutti; e come si moriva a catafascio: non bastava mastro Tabbuto, ch’era nel paese l’unico falegname di cataletti, a smaltire le ordinazioni.”

“Sono, pianto e sorriso, le sole due lettere del suo sparuto alfabeto. Col pianto vuole esprimere mille disturbi, ma specialmente invoca aiuto al suo sopravvivere. Col sorriso dichiara che sa di essere vivo e che noi siamo vivi; e che gli dobbiamo attenzione.”

“Se appena si socchiude l’uscio, ecco sulla soglia apparire, avvolto nel vecchio loden, con una lanterna legata al polso e un mastello nella destra, ‘u luppinaru, che al prezzo di pochi centesimi spande nel bianco piatto proteso una cascata di lupini gialli.”

“Vanno per il cielo le nuvole, immense, fioccose, in funerale di gala. Come lettighe candide, arricciolate d’oro e tirate da palafreni solenni. Vanno senza riposo né mutamento, salvo che un rabbuffo di vento non le sparpagli d’un tratto ad azzuffarsi coi campanili e i comignoli, da Monserrato al Castello d’Aragona, dovunque un’acropoli si consegni indifesa ai girotondi delle meteore.”

“Il bambino si sente vecchio in un mondo incommensurabile, pandemonio di forme e di età che s’accorciano e allungano senza ragione, e nel quale adulti e bambini non fanno che scambiarsi anni e parti; si sente vecchio, eppure strabiliato e lieto di essere vivo.”

“Il privilegio dell’ora è di essere una scatola di mille possibili, una rosa dei venti che dietro ogni petalo offre un orizzonte diverso e un diverso prodigio.”

“Mah… Chi può dire quanto la vita manterrà domani di quel che promette in cambio di così eroiche caldane?”

“Quanti incominciamenti, quanti debutti, a sedici anni!”

“Si sfoglia intorno a lui il fiore del suono e ne piovono petali di voluttuosa mestizia sulle minuzie dell’interno borghese: i ritratti degli avi in cornici da poco; i filari di meloni nelle calze pendule dal soffitto della cucina; i cassetti malchiusi del canterano, foderati di Domeniche del Corriere; le serpigne evoluzioni dell’acqua saponata negli interstizi del pavimento…”

“Questo è dunque la giovinezza: uno stendardo nel pugno, un’arancia d’oro al posto del cuore; e la vita che mi scalpita sotto come un puledro dalle ali di vento.”

“Eccomi qui, in un luogo che si chiama via Etnea, al caffè Lorenti, nel sotterraneo dei giochi; in un’ora che al campanile dei Benedettini ha spaccato poco fa mezzogiorno; in un giorno che, scritto coi fiori sul poggio di Villa Bellini, indica il 7 giugno del ’39.”

“L’amore! Innamorato, come no, poichè lo grido su cento quaderni, su cento lettere che non spedisco; poiché lo scrivo sui muri notturni con un pezzetto di carbone. Come no, se sento i pensieri invasi da un unico, innumerevole viso; se tutto di lei s’è stampato come un’ustione sotto la fronte e vi brulica senza riposo.”

“Io che sento le grandi maiuscole, Stirpe, Onore, Nazione, Popolo, Impero, sgonfiarsi sotto la lingua col sibilo d’un palloncino…
Più umanamente penso che, se guerra sarà, comincio ad avere l’età per andarci a morire, e ho paura, e mi viene da piangere.”

“Io sono io, esisto, sono quello là… e nel dirlo un lieve lieve sgomento m’ha preso, poiché essere significa, bella scoperta, dover morire; essere comporta non solo un’anagrafe, ma un destino, un decesso. Sum ergo morior…”

“Paura, e ancora paura, per queste brusche esequie d’una gioventù non vissuta, alla vigilia di non so che esame fatidico, domani o doman l’altro, in una caserma o trincea, lontano dalla musica benedetta dei libri, stringendo tra le dita incredule e goffe un acciaio…”

“…com’è che tutti, con un dito sulle labbra, lasciamo che l’orrore proceda, badando solo a salvarci dall’ecatombe, partecipandovi anche, ricattati dalla turpe scommessa di uccidere o essere uccisi…”

“Poi, sazio della commedia, mi tira su per un braccio e mi porta, mi spinge alla solita partita a scacchi nella sua stanza.”

“Quanto a lungo ho creduto in me, e quanto a torto, davanti a questo scrittoio di finta pelle, accanto a questa portafinestra, da cui si vede ancora la stessa piazzetta da niente, un fazzoletto di sole disabitato e fermo.”

“Gli amori corrisposti camminano su braci ardenti. Vuoi mettere la pace, la sufficienza beata di chi cova da lontano e in segreto i suoi solitari fervori. E’ come essere innamorati di Cassiopea o della Chioma di Berenice.”

“Noi non abbiamo libri nella memoria, ma fatti, facce, la vita. Nel cuore e sulla lingua ci vengono sentimenti d’impulso e parole immediate, i nostri colori sono il nero del vino, il bianco della ricotta, il rosso del sole, l’azzurro del cielo e del mare… Giudicaci pure semplici, ma convinciti che siamo umani.”

“Diavoli siete, parole. Angeli, siete. Brusche, melliflue, ombrose… ora carte veline, pelurie, petali di ninfea che s’infiora; ora schegge di vetro, spine, carboni ardenti…”

“Dio sarebbe un ragno, dunque? Il Grande Ragno, il Ragno dei Ragni? E noi gli appetibili insetti, presi nel vischio delle Sue trame?”

“Sono mai successi, questi anni? E se sono successi, perché mi sfilacciano dietro le tempie in effusioni di cenere, dove, se una figura balena – freccia di luna fra foglie di guanto lungo di donna sulla ringhiera d’un palco – è solo un’orma d’onda che l’orma seguente consuma?…
Ti congedo, dunque, memoria; da oggi chiudo il tuo cinema e lo converto in museo.”

“Un sentimento di malavoglia. Quale di solito suscita, dopo diecine d’anni una persona con cui abbiamo diviso molte giornate e che poi la lontananza ha in noi scancellato pian piano; che ci ricordava diversi, che ricordavamo diversa; ma che, venendoci incontro, ci obbliga alla solita finzione della sorpresa, dei gridolini, dei baci…

“La città ci aspetta, laggiù. Una grande vacca amica, dalle poppe bionde, gravide, calde, amorosamente sdraiata sul filo dell’orizzonte, là dove un tramonto regale insanguina sul ponte gli Angeli, smeriglia gli spigoli dei cornicioni, accende in un occhio di gatto la sua finale favilla.”

“Sento un bisogno di solitudine, come d’un sorso d’acqua chi va per deserti.”

“Poiché, se ho capito una cosa, del mondo, è che bisogna leggerlo da soli e per squarci, come coi libri troppo lunghi, sì da poterne cavare ugualmente un sugo e una scienza. Non serve buttarcisi a corpo morto, pretenderne il possesso integrale.”

“Ho letto una sentenza in un libro antico: O vecchio sciagurato, che sposi una giovinetta, ricordati che genererai una mandragora…
Me ne ricorderò doman l’altro. Oggi e domani ho bisogni di non saperlo, ho bisogno d’impararti come s’impara una di quelle favole che ci raccontiamo a turno ogni giorno, nella speranza che il lupo smarrisca la strada; che le briciole soccorrano l’ignoranza di Pollicino…”

“Sotto molte palate d’anni sento una sepolta che grida ed è la mia gioventù.”

“Frantumi di vite altrui, sfioramenti invisibili… Di quanti incontri abortiti è fatta la nostra vita.”

“Torno nella vecchia casa di villeggiatura. Il fico è morto, la pergola è moribonda, il noce resiste bravamente ma ha l’aria patita. Io ricordo antiche sere d’agosto, con lucciole e stelle; ricordo lunghe piogge serali e poi s’usciva per lumache con una lanterna in pugno. Ricordo parole lievi, ombre tenui, fragranze di terra bagnata e colma… Io ricordo questo luogo, ma questo luogo m’ha dimenticato.”

“La vita: un menabò della morte?”

“Vivere: uno spiraglio di luce intrusa, che la morte, come una chiusura lampo, fulmineamente richiude.”

“Qualunque sforzo faccia, il mare non saprà mai essere un paesaggio convenzionale. Altrettanto un cuore.”

“Non manovrano alla sua rovina, almeno quanto i miei alla mia, miliardi e miliardi di fantaccini nemici – cellule, fibre, gangli, ghiandole, muscoli, nervi – tutti in questo medesimo istante più vecchi d’un istante, più corrotti d’un istante, più vicini d’un istante al traguardo della categorica fine?”

“Oh incorreggibile vanagloria dei siciliani, di credersi o immortali o spacciati!”

“Rievoca il vostro primo incontro nella sala d’aspetto della Tiburtina. E come si alzò e venne con faccia tosta a spiare il titolo del libro che leggevi. Le dici che hai amato libri e donne con la stessa inesperta voracità. Leggendo e lodando le loro menzogne per verità travestite. Mai giudice, complice sempre.”

“Riapri gli occhi, fra una ciocca e l’altra di lei intravedi il cencio delle flaccide calze su una spalliera e ti torna la pelle d’oca di prima, come quando, da bambino, alla pescheria vedevi da un venditore sbattere con il marmo, fra schizzi neri, una seppia…”

“Questo è stata la tua vita: una fanfara triste. E te ne torna ogni tanto sulle labbra il motivo, sebbene sempre lo stoni.”

“Hai letto e scritto per sessant’anni, ogni giorno, come si beve, si mangia, si digerisce, si defeca. Mangiavi e bevevi libri, mangiavi e bevevi vita, quindi spurgavi vita e libri su un foglio bianco e l’indomani ricominciavi.”

“Per un residuo d’istinto prova ancora a voltarsi indietro verso la scala dove un dito di luce resiste. Prova, ma è troppo tardi, un cappuccio gli cala sul capo e lo acceca.”

Navigazione ad articolo singolo

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: