Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

La prosivendola – Daniel Pennac

“Prima c’è stata quella frase che mi ha attraversato la mente: La morte è un processo rettilineo.”

“Mi stia a sentire, Malaussene, l’ho assunta come capro espiatorio perché si beccasse le piazzate al posto mio, perché subisse le grane con in piantino al momento giusto, perché risolvesse l’irrisolvibile spalancando le sue braccia di martire, in poche parole, perché lei si facesse carico. E lei si fa carico in modo straordinario!”

“La compassione, ragazzo mio, la compassione! Lei ha un vizio raro: compatisce.”

“Far cascare l’altro dalle nuvole e approfittare della paralisi per dargli la stoccata non era affatto bello.
E’ così che si vince un processo, ma è anche così che si uccide la verità.”

“Ma cosa cazzo ci vanno a fare dei mussulmani come noi a un matrimonio di cristiani?
Avevo pronta la risposta.
Ai nostri giorni si può scegliere la propria religione, Hadouch, ma non la propria tribù. E la tribù di Clara siete voi.”

“L’amore non fa la brutta copia, Bejamin, lo sai benissimo, ogni volta è subito in bella, direttamente.”

“Te, io ti amerò fino alla fine dei miei giorni, dico.
Si volta contro il muro, e dice soltanto:
Accontentati di amarmi ogni giorno.”

“…figuriamoci, dorme come ha sempre dormito, al riparo dalla vita.”

“Solo che noi siamo cattivi architetti. Le nostre celle coniugali ci soffocano, i luoghi di lavoro ci divorano, le prigioni familiari spingono i nostri figli alla droga, e la piccola lucerna televisiva attraverso la quale guardiamo pateticamente il mondo esterno non fa che rimandarci a noi stessi.”

“In fondo non sarebbe una cattiva idea: piazzare tutte tre le sorelle in una volta: Clara a un prete, Verdun a un ayatollah e Therese a Thian, se lui accettasse di reintegrare il suo buddhismo genetico. L’ecumenismo, insomma, il posto assicurato in paradiso, qualunque sia il colore del Divino Buffone.”

“Il peggio, nel peggio, è l’attesa del peggio. Il peggio, nei matrimoni, è la carovana di clacson che annuncia al mondo intero la prossima inaugurazione della sposa.”

“Un tizio lungo come una gru avanza verso di noi a grandi falcate. Arriva sempre, prima o poi, l’essere provvidenziale che sbloccherà la situazione…”

“Mise davanti all’occhio una piccola macchina fotografica nera, sorta non si sa come da tutto quel biancore, fissò ancora un istante il cadavere torturato, poi ci fu il crepitio di un flash, e un bagliore di eternità.”

“Curiosa immagine, il nido, per una casa editrice. Un editore è una faccenda di corridoi, angoli, livelli, sotterranei e soffitte, l’inestricabile alambicco della creazione: l’autore arriva dall’atrio tutto fremente di idee nuove, ed esce in volumi, da una magazzino, cattedrale derattizzata della periferia.”

“Babele? Vedo una torre, Maestà, la prima casa popolare dell’umanità; le moltitudini del Divino Paranoico che ruzzolano dai quattro angoli dell’orizzonte nella conca di Dien Bien Phu, e, stanche del loro errare, innalzano l’Empire State Building per viverci di conserva.”

“Ma leggi quel che ti pare, mia Clarinette, leggi quel che ti capita sotto il naso, infischiatene di tuo fratello, non spetta a lui scegliere i tuoi piacere, sarà la vita a scegliere, il setaccio fitto fitto dei tuoi piccoli desideri.”

“Ed ecco che in più Julie sa cucinare. Dettaglio superfluo? Col cavolo: tutti i giornali femminili ve lo confermeranno, la felicità è una ricetta di cucina.”

“Mangerà, berrà, fumerà, penserà, amerà, e poi deciderà di mangiare meglio, di bere meno, di non fumare più, di evitare le idee, di mettere da parte il sentimento. Diventerà realista. Darà consigli ai figli. Ci crederà un pò, giusto per loro. E poi non ci crederà più. Ascolterà solo più le proprie tubature, sorveglierà i bulloni, moltiplicherà gli spurghi…senza contarci troppo…”

“Non ho inventato nemmeno uno stereotipo, li ho presi tutti dal mio pubblico! Ogni mio personaggio è il sogno ricorrente di ogni mio lettore… ecco perché i miei libri si moltiplicano come i pani del Vangelo!”

“Dico che a qualsiasi età, l’età è la carognata massima: l’infanzia, età delle tonsille e della dipendenza totale; l’adolescenza, età dell’onanismo e degli interrogativi vani; la maturità, età del cancro e della coglionaggine trionfante; la vecchiaia, età dell’artrite e dei rimpianti inefficaci.”

“Non voleva che la Correncon gliela uccidesse, Isabelle, che i dipendenti del Taglione chiamavano la regina Zabo (Malaussene apertamente) ma che per Loussa, il suo negro di Casamance, era sempre stata soltanto Isabelle, la piccola prosivendola che dai tempi immemorabili della loro infanzia considerava il libro l’indispensabile materasso dell’anima.”

“La vita è una lunga agonia dopo la morte dell’amore.”

“Non per questo era ostile alla carta deperibile, in pasta di legno. Dotta si, ma non snob. La commuoveva il fatto che anche i libri fossero mortali. Invecchiava insieme a loro. Non ne mandava mai nessuno al macero, non buttava nemmeno una copia. Quel che viveva, lo lasciava morire.”

“I muri sono fatti per essere scavalcati.”

“La vendetta è il territorio infinito delle conseguenze indesiderate, Julie. Tuo padre governatore non te l’ha spiegato abbastanza? Il trattato di Versailles ha prodotto dei tedeschi vessati che hanno prodotto degli ebrei erranti che fabbricano dei palestinesi erranti che fabbricano delle vedove erranti incinte dei vendicatori di domani…”

“Quando la vita è appesa a un filo, è incredibile il prezzo del filo!”

“I giovani che senza paura partono per le crociate guerriere mandano sui campi di battaglia soltanto la loro terza persona. A Berlino! Nach Paris! Allah Akhbar! Mandano l’entusiasmo a morire al posto loro, un terzo imbottito di una carne che essi non sanno nemmeno essere la loro. Muoiono nell’ignoranza di se stessi…”

“E cos’è un processo vinto se non una verità travestita? E un processo perso se non il trionfo della menzogna?”

“Riconobbe il paradosso della bellezza: regnare solo su un impero reso inaccessibile dalla bramosia.”

“E il suo piccolo inquilino ha una fifa blu, se sentisse il suo cuore come lo sento io! Per nove mesi a pensione completa, scorrazzato, coccolato e d’un tratto sganciato senza ordine né paracadute, in un campo minato.”

“Cosa molto rara, il sorriso di un neonato. Di solito bisogna aspettare un pò per il sorriso, il tempo che si formino le prime illusioni.”

“Ci sono tutte le storie del mondo in una lingua che non si conosce.”

“E’ finita, Malaussene, non scoraggio più nessuna vocazione: se avessero dato il Premio di Roma a Hitler, non avrebbe mai fatto politica…”

“Julie, io ti amo precisamente.”

“La vita non è un romanzo, lo so… lo so. Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile.”

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