Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il cimitero di Praga – Umberto Eco

“Il passante che in quella grigia mattina del marzo 1897 avesse attraversato a proprio rischio e pericolo place Maubert, o la Maub, come la chiamavano i malviventi, si sarebbe trovato in uno dei pochi luoghi di Parigi risparmiato dagli sventramenti del barone Haussmann, tra un groviglio di vicoli maleodoranti, tragliati in due settori dal corso della Biévre, che laggiù ancora fuoriusciva da quelle viscere della metropoli dove da tempo era stata confinata, per gettarsi febbricitante, rantolante e verminosa nella vicinissima Senna.”

“So che amo la buona cucina: al solo pronunciare il nome de La Tour d’Argent provo come un fremito per tutto il corpo.”

“Il tedesco vive in uno stato di perpetuo imbarazzo intestinale dovuto all’eccesso di birra e di quelle salsicce di maiale di cui s’ingozza.”

“Nessuno è maleducato come un taverniere francese, ha l’aria di odiare i clienti (e forse è vero) e di desiderare che non ci siano (ed è falso, perché il francese è avidissimo).”

“Sono fieri di avere uno stato che dicono potente ma passano il tempo a cercare di farlo cadere: nessuno come il francese è bravo a far barricate per ogni ragione e a ogni stormire di vento, spesso senza sapere neppure perché, facendosi trascinare per strada dalla peggior canaglia.”

“Piaceva a napoletani e siciliani, mulatti essi stessi non per errore di una madre baldracca ma per storia di generazioni, nati da incroci di levantini malfidi, arabi sudaticci e ostrogoti degenerati, che hanno preso il peggio di ciascuno dei loro ibridi antenati, dei saraceni l’indolenza, degli svevi la ferocia, dei greci l’inconcludenza e il gusto di perdersi in chiacchiere sino a spaccare un capello in quattro.”

“L’italiano è infido, bugiardo, vile, traditore, si trova più a suo agio col pugnale che con la spada, meglio col veleno che col farmaco, viscido nella trattativa, coerente solo nel cambiar bandiera a ogni vento – e ho visto che cosa è accaduto ai generali borbonici non appena sono apparsi gli avventurieri di Garibaldi e i generali piemontesi.”

“E’ che gli italiani si sono modellati sui preti, l’unico vero governo che abbiano mai avuto da quando quel pervertito dell’ultimo imperatore romano è stato sodomizzato dai barbari perché il cristianesimo aveva fiaccato la fierezza della razza antica.”

“I preti… Come li ho conosciuti? A casa del nonno, mi pare, ho il ricordo oscuro di sguardi fuggenti, dentature guaste, aliti pesanti, mani sudate che tentavano di accarezzarmi la nuca. Che schifo. Oziosi, appartengono alle classi pericolose, come i ladri e i vagabondi.”

“La civiltà non raggiungerà la perfezioni finché l’ultima pietra dell’ultima chiesa non sarà caduta sull’ultimo prete, e la terra sarà libera da quella genia.”

“Gli uomini non fanno mail il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa.”

“Come vino non saprei, forse Chateau-Margaux, o Chateau-Latoru o Chateau-Lafite, dipende dall’annata.”

“La cucina mi ha sempre soddisfatto più del sesso – forse un’impronta che mi hanno lasciato i preti.”

“Mi piace lasciar scorrere la penna dove l’istinto mi comanda.”

“Ma insomma, Parigi non è più come una volta, da quando a ogni angolo spunta in lontananza quel temperamatite della Tour Eiffel.”

“Come mail il 21 dovessi andare a messa, non so, non credo di essere credente. Se uno è credente crede in qualcosa. Credo in qualcosa? Non mi pare. Dunque sono miscredente. Questa è logica. Ma sorvoliamo. Certe volte si va a messa per molte ragioni, e la fede non c’entra.”

“Smemoratezza…Questa parola che significa il non-ricordo, mi ha aperto come una breccia nella nebbia del tempo che ho dimenticato.”

“Vigilare non vuol dire cercare di sapere una cosa precisa. Tutto, anche l’irrilevante, può tornar buono un giorno. L’importante è sapere quello che gli altri non sanno che tu sai.”

“Non è bene essere troppo liberi, e non è neppure bene avere tutto il necessario.”

“Ma verso il mio diciottesimo anno il nonno, che mi voleva avvocato (in Piemonte si chiama avvocato chiunque abbia fatto studi di diritto), si era rassegnato a farmi uscire di casa e mandarmi all’università.”

“Mio figlio non comprenderà mai, diceva, la bellezza di questo manzo con cipolla, carota, sedano, salvia, rosmarino, alloro, chiodi di garofano, cannella, ginepro, sale, pepe, burro, olio di oliva e naturalmente una bottiglia di barolo, servito con polenta o purea di patate. Fate, fate la rivoluzione… Si è perduto il gusto della vita.”

“…mi ero spinto sino a uno dei luoghi leggendari della Torino d’allora. Vestito da gesuita, e godendo con malizia dello stupore che suscitavo, mi recavo al Caffè al Bicerin, vicino alla Consolata, a prendere quel bicchiere con protezione e manico di metallo, odoroso di latte, cacao, caffè e altri aromi.”

“Era il 1855, avevo ormai 25 anni, avevo conseguito una laurea in giurisprudenza e non sapevo ancora cosa fare della mia vita.”

“Quanto a quei ragazzi, erano degli esaltati, e gli esaltati sono la feccia del mondo perché è a opera loro, e dei vaghi principi con cui si esaltano, che si fanno le guerre e le rivoluzioni.”

“Le biblioteche sono affascinanti: talora sembra di stare sotto la pensilina di una stazione ferroviari e, a consultare dei libri su terre esotiche, si ha l’impressione di viaggiare verso lidi lontani.”

“Come lei avrà capito, caro avvocato, la politica viene sovente decisa da noi umilissimi servitori dello stato, più che da coloro che agli occhi del popolo governano…”

“Le guerre sono lo sfogo più efficace e naturale che si possa desiderare per tenere a freno la crescita degli esseri umani. Non si diceva infatti un tempo, partendo per la guerra, che Dio lo vuole?”

“Tutta l’eccitazione che regna per la Sicilia intera dipende dal fatto che questa era una terra abbandonata da Dio, bruciata dal sole, senz’acqua che non sia quella del mare e pochi frutti spinosi. In questa terra dove da secoli non accadeva niente, è arrivato Garibaldi coi suoi.”

“In fondo di tutto questo viaggio ricordo con piacere solo i pisci d’ovu, i babbaluci a picchipacchi, che è un modo di fare le lumache, e i cannoli, oh, i cannoli…”

“…era andato a concedersi nella taverna di Bagheria una cena sostanziosa a base di pasta con le sarde e piscistocco alla ghiotta.”

“So solo che al mio arrivo a Parigi ero preoccupato, naturalmente (in fin dei conti andavo in esilio), ma la città mi ha conquistato e ho deciso che qui avrei vissuto il resto della mia vita.”

“Non mi ero reso conto sino ad allora quanto Parigi fosse più grande di Torino. Ero estasiato dallo spettacolo di gente di tutti i ceti che mi passava accanto, pochi che andassero per sbrigare qualche commissione, i più per guardarsi tra loro.”

“Ma c’era qualcosa di meglio che Parigi mi offriva: i ristoranti.”

“Tutto intorno, tavole affollare da fumatori di pipa e giocatori di zecchinetta, ragazze precocemente rugose dalla tinta pallida come fossero bambole per bambini poveri, che cercavano solo di individuare clienti che non avessero finito il loro bicchiere e implorare un goccio.”

“L’uomo aveva una singolare propensione alla buona cucina, anche se mostrava l’ingordigia del provinciale che vuole provare tutto e non sa comporre un menu come si deve. Avevamo fatto colazione al Rocher de Cancale in rue Montorgueil, dove un tempo si andavano a gustare le migliori ostriche di Parigi.”

“Se l’oro è la prima potenza di questo mondo, la seconda è la stampa.”

“abiti di una eleganza sfrontata non nascondevano l’aspetto volpino di chi viveva di espedienti.”

“Mi stavo dicendo che quell’uomo seguiva la via sbagliata: non puoi mai creare un pericolo dai mille volti, il pericolo deve averne uno solo, altrimenti la gente si distrae.”

“…i bei sigari dei nostri genitori stavano per essere sostituiti da cartucce intisichite che bruciavano in un minuto togliendo ogni gioia al fumatore…”

“Si è voltato un signore di mezza età dal viso eccessivamente normale (voglio dire che, se tentassi di descriverlo, non troverei alcun tratto saliente da individuare) il quale, senza tendermi la mano, mi ha salutato con civiltà”.

“Ed è sempre così, quando fallisci in qualche cosa cerchi sempre qualcuno da accusare della tua incapacità.”

“Certe notizie esplosive, se le dai d’un solo colpo, dopo la prima impressione la gente dimentica. Bisogna invece centellinarle, e ogni nuova notizia riaccenderà anche il ricordo della precedente.”

“Ho vinto molte battaglie eppure sono un fallito. Viene un momento in cui qualcosa si spezza dentro, e non si ha più energia nè volontà. Dicono che bisogna vivere, ma vivere è un problema che alla lunga conduce al suicidio.”

“La caratteristica principale della gente è che è pronta a credere a tutto. D’altra parte come avrebbe potuto la chiesa resistere per quasi duemila anni senza la credulità universale?”

“Il nemico per essere riconoscibile e temibile deve essere in casa, o alla soglia di casa.”

“Occorre un nemico per dare al popolo una speranza.”

“Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.”

“In ogni compagnia c’è il gaffeur, quello che fa la domanda sbagliata nel momento sbagliato.”

“Guardo la vita degli altri per passare il tempo. E’ che sto vivendo da pensionato, o da reduce.”

 

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