Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Frasi sul vino e la tavola

“Vittorioso per me, quella notte, fu l’Etna Bianco prodotto dal Barone Nicolosi di Villagrande nei suoi vigneti e nelle sue cantine di Milo, poco più su di Zafferana Etnea, a seicento e anche a settecento metri sul livello del mare.” (Vino al vino – M. Soldati)

“Lei guarda il vino scendere. Quel rumore meraviglioso che stasera sembra del tutto inutile. Non si condisce il disamore con del buon vino.” (Nessuno si salva da solo – M.Mazzantini)

“Questo è il vino. Memoria. Fantasia. Altro che denominazioni di origine e controllate.” (Vino al vino – M. Soldati) (clicca qui per le altre frasi tratte da Vino al vino di Soldati)

“Io sono nato nel vino e vaffanculo!” (La fata carabina – D.Pennac)

“Quando tornò il silenzio vidi Iaccarino in ginocchio, finiva sempre in ginocchi, quando aveva bevuto troppo. Né avrebbe avuto tanta umiltà, diceva, senza l’aiuto del vino.” (Argo il cieco – G.Bufalino)

“…squisito vino di botte, denso, non filtrato. Come al solito, l’ospitalità cilena ci avrebbe lasciato tra San Juan e Mendoza.” (Latinoamerica – E. Guevara)

“Il vino cileno è buonissimo e io bevevo con una velocità straordinaria, tanto che andando al ballo del paese mi sentivo capace delle più grandi imprese.” (Latinoamerica – E. Guevara)

“Le vin sait revetir le plus sordide bouge
D’un luxe miraculeux,
Et fait surgir plus dìun portique fabuleux
Dans l’or de sa vapeur rouge,
Comme un soleil couchant dans un ciel nébuleux”
(Il vino sa vestire d’un prodigioso lume
la stamberga peggiore,
e fabbricare portici di fiaba con le spume
del suo rosso vapore,
come un occiduo sole che splenda fra le brume) (I fiori del male – C.Baudelaire)

“Eravamo d’ottimo umore Mara e io; cenammo in una trattoria e innaffiammo il pasto con un po’ di Chianti.” (Sexus – H.Miller)

“Il gusto di un bicchiere di vino rosso bevuto nel tepore di un’enoteca nella quale siamo entrati per ripararci dal freddo di una piccola cittadina toscana in pieno inverno. Era un sapore che sembrava fondersi con il corpo. Mi sono detta che bere quel vino nella terra in cui era nato equivalesse a gustarne tutto, clima compreso.”  (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“In fondo di tutto questo viaggio ricordo con piacere solo i pisci d’ovu, i babbaluci a picchipacchi, che è un modo di fare le lumache, e i cannoli, oh, i cannoli…” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“…e che il mio amico desidera un bicchiere di Corvo di Salaparuta bianco…” (Confessioni di un codardo – C.Bukowsky)

“Lui ordinò del vino rosso. Era amarognolo ma il suo bel colore mi fece dimenticare quel gusto sgradevole. Mi piaceva anche solo alzare il bicchiere alla luce della sera e guardarci attraverso, per vedere il caminetto di mattoni e i paioli di rame appesi al muro.” (Ragazze di campagna – E. O’Brien)

“Puor noyer la rancoeur et bercer l’indolence
De tous ces vieux maudits qui merurent en silence,
Dieu, touché de remords, avait fait le sommeil;
L’Homme ajouta le Vin, fils sacré du Soleil!”
(Per affogar l’acredine e blandire la noia
di quei vecchi dannati che senza un grido muoiono,
Iddio, pentito, il sonno diede all’umana prole:
l’Uomo vi aggiunse il Vino, figlio sacro del Sole!) (I fiori del male – C.Baudelaire)

“Poi sollevò il bicchiere in cui il cameriere aveva versato da poco un vino rosso, lo osservò attentamente, ne valutò il profumo, e infine ne assaggiò dolcemente un sorso. La sequenza dei gesti fu eseguita con tanta naturale eleganza da far pensare a una breve cadenza che un pianista sensibile aveva affinato alla perfezione nel corso del tempo.” (La ragazza dello Sputnik – H. Murakami)

“Ero ubriaco quella notte, Camilla, ubriaco di whisky da 78 cent, e anche tu eri ubriaca di whisky e dolore.” (Chiedi alla polvere – J.Fante)

“Sumire prese il bicchiere e, imitando Myu, bevve un sorso di vino e lo assaporò lentamente prima di mandarlo giù. Il sapore indugiò delizioso nella sua bocca ma dopo qualche istante si dissolse senza lasciare traccia, come rugiada al sole d’estate.” (La ragazza dello Sputnik – H. Murakami)

“Se mi mettessi a scrivere di quanto sono fantastici il vino e il cibo in Italia, potrei anche non smettere più, perciò rimando questi racconti a un’altra occasione.” (La ragazza dello Sputnik – H. Murakami)

“E’ l’unica che conta. Le altre, sempre più lunghe, sempre più insignificanti, danno solo un appesantimento tiepido, un’abbondanza sprecata. L’ultima, forse, riacquista, con la delusione di finire, una parvenza di potere… Ma la prima sorsata! Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza. Come sembra lunga, la prima sorsata.” (La prima sorsata di birra e altri piaceri della vita – Delerm)

“Ma il vino mi aveva liberata: non avevo bisogno di controllare tutto ciò che stava succedendo.” (Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto – P. Coelho)

“Lei aveva versato il vino, un leggero Le Tapie paglierino della Guascogna. E lui l’aveva bevuto sorseggiandolo cauto.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“…era andato a concedersi nella taverna di Bagheria una cena sostanziosa a base di pasta con le sarde e piscistocco alla ghiotta.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“this is an excellent wine.
it connects me with infinity.
a man without wine is like a fish without
water,
a bird without wings.
wine runs in the blood of the tiger
and me.
death  is inferior
to this.
it can only win an obvious
victory.” (Il grande – C.Bukowski)

“C’era una certa benignità nell’ubriachezza; c’era quell’indescrivibile splendore che essa recava, simile ai ricordi di serate effimere e svanite.” (Belli e dannati – S. Fitzgerald)

“Il frutto della giovinezza o dell’alcool, la magia passeggera del passaggio breve da buio a buio…l’antica illusione che la verità e la bellezza si fossero in qualche modo allacciate.” (Belli e dannati – S. Fitzgerald)

“In quel momento la curiosità di cui ero preda era più forte di tutto il resto, tanto fa farmi abbandonare ogni riserbo e da avvicinare il bicchiere alle labbra. Vi chiedo scusa, sussurrai tra me e me, dopo di che assaporai il primo goccio di quel preziosissimo vino rosato. A ogni sorso sentivo un prato fiorito crescermi dentro, via via più immenso. Non avevo idea di come potesse essere il paradiso, né mi ero mai sforzata di immaginarmelo, ma se alle sue porte mi avessero fatto bere anche un solo sorso di Cristal Rosè, ci sarei entrata di corsa e non ne sarei più uscita.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Il profumo dei funghi riempiva la striminzita cambusa mentre gli uomini, seduti sul ponte di poppa della Baluu, bevevano vino rosso da una caraffa da tre litri e il vino bianco tipico della zona: l’Auxerrois.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Alla C sta scrivendo “conforto da cucina”, la sensazione che si prova quando in cucina qualcosa di gustoso sta cuocendo a fuoco basso, i vetri si appannano e presto le persone care mangeranno con te al tavolo e ti guarderanno felici fra una cucchiaiata e l’altra.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“Distesi una tovaglia di lino bianca, nuova e ben inamidata sulla tavola, e stappai la bottiglia di Amarone che avevo tenuto a lungo da parte, in attesa di un’occasione speciale. Versai quindi adagio, in un grosso calice panciuto, quel prezioso vino rosso. Era scuro e intenso come il sangue, e in controluce brillava come un rubino d’inestimabile valore. Chiusi gli occhi e m’inebriai del suo dolce e sublime profumo.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Cammina, cammina, cammina, alla fine sul far della sera arrivarono stanchi morti all’osteria del Gambero Rosso.” (Le avventure di Pinocchio – C. Collodi)

“La cucina era piccola, con le pareti rivestite di piastrelle, ma non avrei barattato con nient’altro al mondo la felicità che provavo davanti ai fornelli, al tramonto, avvolta dalla luce arancione del sole calante, quando potevo dedicarmi con cura alla cena dopo il turno di mattina al lavoro.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Il vino? Vi porto del Beaujolais?” (La scuola della carne – Y.Mishima)

“Non ricordo di preciso quando, ma avevo deciso che un giorno sarei diventata una cuoca professionista. Cucinare, nella mia vita, era come un fuggevole arcobaleno che affiorava nella penombra.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Un bicchiere di vino che Elinor le procurò, immediatamente le permise di rimettersi alquanto.” (Ragione e sentimento – J. Austen)

“Mia cara – disse entrando – mi sono ricordata proprio adesso di avere in casa ancora un pò del miglior vino vecchio di Costanza mai bevuto a questo mondo, e ne voglio portare un bicchiere a sua sorella. Povero marito mio! quanto gli piaceva! Tutte le volte che aveva un attacco della sua solita gotta diceva che gli faceva più bene di qualunque cosa al mondo.” (Ragione e sentimento – J. Austen)

“Le riempì di nuovo il bicchiere. Aveva le guance rosse; gli occhi erano accesi. Le invidiò la diffusa sensazione di benessere universale che un tempo gli procurava un bicchiere di vino. Il vino era buono – abbatteva le barriere. Voleva farla parlare.” (Gli anni – V. Woolf)

“Ormai era passata, intuì, a quella sonnacchiosa bonarietà che segue una buona cena con un bicchiere di vino.” (Gli anni – V. Woolf)

“Scommesse, boschi e un pò di vino. Che cosa può volere di più un uomo? disse compiaciuto.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“La musica sommessa del whisky versato nei bicchieri costituiva un dolce interludio.” (Gente di Dublino – J.Joyce)

“Riforniti di provviste, acqua e una manciata di nomi e numeri di cellulare di gente cortese che viveva sulle acque, svoltarono in un canale secondario della Loira. Passarono castelli, foreste fitte e resinose dall’odore di fresco e vigneti in cui crescevano Sancerre Sauvignon, Pouilly Fumé e Pinot Noir.” (Una piccola libreria a Parigi – N. George)

“La tavola è come una tela dipinta che ci insegna che “oggi” è una volta sola. L’immagine dipinta svanisce alla fine della giornata, ma il suo ricordo resta scolpito nella mente delle persone che erano sedute al nostro stesso tavolo. E’ qualcosa che i soldi non possono comprare, e che resta proprio in quanto svanisce.” (Un viaggio chiamato vita -B. Yoshimoto)

“Per un uomo, l’alcol che beve per una delusione amorosa è una medicina. Lo fa per dimenticare se stesso, non lo gusta neanche. Invece, per la donna è alcol a tutti gli effetti. Cercano un pò di speranza, ed è uno spettacolo pietoso.” (La scuola della carne – Y.Mishima)

“Mio figlio non comprenderà mai, diceva, la bellezza di questo manzo con cipolla, carota, sedano, salvia, rosmarino, alloro, chiodi di garofano, cannella, ginepro, sale, pepe, burro, olio di oliva e naturalmente una bottiglia di barolo, servito con polenta o purea di patate. Fate, fate la rivoluzione… Si è perduto il gusto della vita.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Sarebbe stato assolutamente vietato fumare, dato che il fumo influisce sul sapore del cibo. E poi niente musica, perché volevo che i clienti ascoltassero i suoni della cucina e le voci degli uccelli e degli animali del bosco.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Come vino non saprei, forse Chateau-Margaux, o Chateau-Latoru o Chateau-Lafite, dipende dall’annata.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“La sola vista della nonna in cucina, avvolta in quell’aura tutta sua di luminosa santità, mi rendeva serena. Mi bastava essere lì ad aiutarla per avere la chiara sensazione di partecipare a qualcosa di sacro e solenne.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“Le tre amiche avevano preso l’abitudine di godersi i loro aperitivi lasciandosi trascinare dalle chiacchiere. Suzuko sorseggiava un Dubonnet e Taeko un Porto; soltanto Nobuko assaporava virilmente un Martini molto secco.” (La scuola della carne – Y.Mishima)

“…mi ero spinto sino a uno dei luoghi leggendari della Torino d’allora. Vestito da gesuita, e godendo con malizia dello stupore che suscitavo, mi recavo al Caffè al Bicerin, vicino alla Consolata, a prendere quel bicchiere con protezione e manico di metallo, odoroso di latte, cacao, caffè e altri aromi.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Le bollicine avevano smesso di salire. Il vino era chiaro e fermo. Fermo e solo, penso tra sè e sè; silenzio e solitudine… è questo ormai l’unico elemento in cui la mente è libera.
Silenzio e solitudine, ripeté; silenzio e solitudine. Gli occhi quasi gli si chiudevano. Era stanco; era intontito; la gente parlava, parlava. Avrebbe voluto astrarsi, espandersi, immaginarsi disteso su un ampio spiazzo in una pianura azzurra con le colline sull’orlo dell’orizzonte.” (Gli anni – V. Woolf)

“La cucina mi ha sempre soddisfatto più del sesso – forse un’impronta che mi hanno lasciato i preti.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Niente è più deprimente, pensò, di vedere due persone in silenzio davanti al cibo. Dite qualcosa, aveva voglia di urlare. Parlate!” (Gli anni – V. Woolf)

“So che amo la buona cucina: al solo pronunciare il nome de La Tour d’Argent provo come un fremito per tutto il corpo.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.” (Kitchen – B.Yoshimoto)

“Sognavo che il mio ristorante potesse suscitare nelle persone una sensazione al tempo stesso di meraviglia e d’intimità, come se fosse uno di quei posti che si è sicuri di aver già visto ma in cui non si è mai messo piede: qualcosa di simile a una caverna segreta, dove ognuno potesse provare sollievo e addirittura ritrovare il proprio sè. Per questo doveva avere un aspetto dolce e grazioso.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“E quando la paura cominciava a salire in lui, afferrava la bottiglia di whisky e beveva.”(Il demone – T. Jun’ichiro)

“Fece tintinnare il suo bicchiere contro il mio. Sto lat! esclamò, il suo vecchio modo di brindare.” (Il cardellino – D.Tartt)

“Quando si fu sdraiato attaccò: Coraggio, amici! Avete l’aria di non aver toccato vino. Non vi è permesso: dovete bere. Questo è il nostro patto! Eleggo re della bevuta, finché non abbiate trincato a sazietà, me stesso. Avanti! Agatone porti, se c’è, una tazza capace. Ma no, non ce n’è bisogno. Su ragazzo, prendi quell’orcio – disse, vedendo che conteneva più di due litri. E riempitolo, subito lo vuotò da solo, poi ordinò di mescere a Socrate e aggiunse: Con Socrate, amici miei, non c’è trucco che tenga: lui può bere quanto gli si chiede, senza mai ubriacarsi” (Simposio – Platone)

“Così il vino ci inizia ai misteri vulcanici del suolo, ai suoi misteriosi tesori: bere una coppa di vino di Samo, a mezzogiorno, col sole alto, o piuttosto sorseggiarlo una sera d’inverno, quando si è in quello stato di fatica che consente di sentirlo immediatamente colare caldo nella cavità del diaframma, e diffondersi nelle vene ardente e sicuro, sono sensazioni quasi sacre, persino troppo violente, per la mente umana” (Memorie di Adriano – Yourcenar)

“Col vino no non ti senti a disagio, si disse, e che cosa berrai quando il vino non ti farà più da copertura.” (Il giardino dell’Eden – E.Hemingway)

“O thou invisible spirit of wine!
if thou hast no name to be known by, let us call thee
devil!”
(O invisibile spirito del vino, se non hai un nome tuo, lasciati chiamare demonio!) (Otello – W.Shakespeare)

“Io l’amo davvero e tu prendine nota, whisky, e tu rendimi testimonianza, Perrier vecchia mia vecchia Perrier, io ti sono stato fedele, Perrier, alla mia fottuta maniera.” (Il giardino dell’Eden – E.Hemingway)

“Continuarono a mangiare e a bere fino a quando il colonnello non prese la tazza, vide che non c’era niente dentro, e la mise giù deciso con un leggero tintinnio. La cerimonia del tè era finita.” (Gli anni – V. Woolf)

“Conosci anche tu il piacere del primo bicchiere di vino paesano quando si esce dal carcere? E che emozione potere riaccendere di nuovo il fuoco con le proprie mani” (Il segreto di Luca – I.Silone)

“Il vino per lui non era mai stato un vizio, ma un piacere. oltre al gusto del sapore, e al pretesto per trovarsi in compagnia, il vino gli aveva fornito delle vere soddisfazioni di amor proprio, rendendolo vivace, chiaccherone e addirittura eloquente; e, in più, dandogli il vanto della resistenza, giacchè ne poteva bere in quantità, senza ubriacarsi” (La storia – E.Morante)

“L’uomo aveva una singolare propensione alla buona cucina, anche se mostrava l’ingordigia del provinciale che vuole provare tutto e non sa comporre un menu come si deve. Avevamo fatto colazione al Rocher de Cancale in rue Montorgueil, dove un tempo si andavano a gustare le migliori ostriche di Parigi.” (Il cimitero di Praga – U.Eco)

“Con le mani appena lavate, tastai con estremo garbo quei prodotti della natura, avvicinandoli uno a uno al viso, e parlandoci a occhi chiusi, come fossero piccole creature appena nate. Senza che nessuno me l’avesse mai insegnato, eseguivo sempre questo rituale prima di iniziare a cucinare. Ascoltavo la voce degli ingredienti, con il naso e con le guance. Sentivo, annusavo, mi accertavo della loro condizione e domandavo come preferissero essere cucinati. E loro, puntualmente, mi rispondevano e mi suggerivano il modo più appropriato. Forse era solo frutto della mia immaginazione, ma quelle voci flebili e gentili le udivo per davvero.” (Il ristorante dell’amore ritrovato – I.Ogawa)

“A dir la verità si beveva molto. Un caffè aveva inalberato la scritta “il vino probo uccide il morbo”, l’idea, di per sé naturale nel pubblico, che l’alcool preservava dalle malattie infettive, si rafforzò nell’opinione generale.” (La peste – A. Camus)

“Bisogna che tu consideri con la massima attenzione con chi mangi e bevi prima di mangiare e bere qualcosa: infatti dilaniare carni senza la compagnia di un amico è vita da leone e da lupo” (Lettere morali a Lucillio – Seneca)

“Così pure per i cibi; chi ne ha sempre di ogni specie non ne prende alcuno con desiderio, mentre chi raramente assaggia una pietanza, se ne sazia con gioia quando gli viene messa davanti” (Ierone – Senofonte)

“L’alcool rendeva le felici cose passate contemporanee al presente, come se stessero ancora avvenendo, contemporanee perfino al futuro, come se stessero per avvenire di nuovo.” (Tenera è la notte – F.S. Fitzgerald)

“La Regola diceva pure <Ognuno poi s’astenga dal mangiare carne d’animali quadrupedi, eccetto gli deboli et infermi>; ma tutti i giorni i monaci compravano mezza vitella, oltre il pollame, le salsicce, i salami e il resto; e in quelli di margo il capo cuoco incettava, appena sbarcato, e prima ancora che arrivasse alla pescheria, il miglior pesce” (I Viceré – De Roberto)

“Voglio dire, quando sei ubriaco, la fortuna t’ha da assistere per forza, anche se non sei nato fortunato, la fortuna t’ha da aiutare” (Storie di ordinaria follia – C.Bukowski)

“Marta bevve un sorso di vino di porto e disse: noi non facciamo la cronaca, dottor Pereira, è questo che mi piacerebbe che lei capisse, noi viviamo la Storia.” (Sostiene Pereira – A.Tabucchi)

“Posso quasi udire l’uva che canta serenate al mio palato” (Il regno dei lupi – G.Martin)

“Spesso lo stato della cucina riflette lo stato della mente. gli uomini confusi e insicuri, d’indole remissiva, sono dei pensatori. le loro cucine sono come le loro menti, ingombre di rifiuti, stoviglie sporche, impurità, ma essi sono coscienti del loro stato mentale e ne vedono il lato umoristico. a volte, presi da uno slancio focoso, essi sfidano le eterne deità e si danno a metter ordine nel caos, cosa che a volte chiamiamo creazione; così pure a volte, mezzo sbronzi, si danno a pulire la cucina. ma ben presto tutto torna nel disordine e loro a brancolare nelle tenebre, bisognosi di pillole e preghiere, di sesso, di fortuna e salvazione. l’uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco, diffidatene. lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita e la sua mania per l’ordine, dentroo e fuori, è solo un avvilente compromesso, un complesso difensivo e consolatorio. basta che l’ascolti per dieci minuti e capisci che lui, in vita sua, non dirà mai altro che cose insensate e noiose. è un uomo di cemento.” (Storie di ordinaria follia – C.Bukowski)

“Al pub, il vapore che saliva dai corpi e dagli indumenti bagnaticci arrivava alle narici mischiato al fumo di sigaretta e di pipa e ai miasmi del whiskey e della birra stantia corretti dall’odore di piscio dei cessi all’aperto dove in molti finivano a vomitare la paga della settimana” (Le ceneri di Angela – F. McCourt)

“Se esci con un ubriaco, ti renderai conto di come un ubriaco ti riempia il bicchiere in modo da poter svuotare il suo. Finchè bevi anche tu, allora bere va bene. In compagnia. Bere è divertente. Se c’è una bottiglia, anche se il tuo bicchiere non è vuoto, un ubriaco, lui ne verserà un pò nel tuo bicchiere prima di riempire il suo.” (Invisible Monster – C. Palahniuk)

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