Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Furore – John Steinbeck

“Sulle terre rosse e su una parte delle terre grigie dell’Oklahoma le ultime piogge furono leggere, e non lasciarono traccia sui terreni arati. Le lame passarono e ripassarono spianando i solchi piovani.”

“Poi dalle case uscirono le donne e si misero accanto ai loro uomini – per capire se stavolta gli uomini sarebbero crollati.”

“Le donne e i bambini sapevano dentro di sè che non esistevano disgrazie insormontabili se i loro uomini restavano saldi.”

“I mezzadri stanno sparendo – disse. Arriva un trattore e ti sbatte fuori dieci famiglie. I trattori stanno dappertutto ora. Arrivano e ti sbattono fuori i mezzadri.”

“Uno che guida il camion fa della roba pazzesca. Sfido. Diventi pazzo a startene seduto qui colla strada che ti passa sotto le ruote.”

“Gli uomini seduti in macchina continuavano il loro ragionamento: Lo sapete che la terra diventa sempre più povera. Lo sapete cosa fa il cotone alla terra: la spreme, le succhia tutto il sangue.”

“Ma, vedete, una banca o una società questo non possono farlo, perchè non sono creature che respirano aria, che mangiano carne. Respirano profitti; mangiano interessi sul denaro. Se non lo fanno, muoiono esattamente come morireste voi senza aria, senza carne. E’ triste ma è così. Non ci si può fare niente.”

“Dovreste lasciare la terra. Gli aratri verranno a spianare la vostra aia.”

“Già, gridavano i mezzadri, ma questa terra è nostra. L’abbiamo misurata e l’abbiamo dissodata. Su questa terra siamo nati, su questa terra ci siamo fatti uccidere, su questa terra siamo morti. Anche se non serve più a niente, è ancora nostra. Ecco cosa la rende nostra: esserci nati, lavorarci, morirci. E’ questo a darcene il possesso, non un pezzo di carta con sopra dei numeri.
Ci dispiace. Non siamo noi. E’ il mostro. Una banca non è come un uomo.”

“Credetemi, la banca è più degli uomini. E’ il mostro. Gli uomini la creano, ma non possono controllarla.”

“Perchè non andate all’Ovest, in California? Lì c’è lavoro, e non fa mai freddo.”

“Il trattorista non poteva vedere l’aspetto della terra, non poteva sentire l’odore della terra; i suoi piedi non toccavano le zolle né avvertivano il calore e il potere della terra. Sedeva su un seggiolino di ferro e premeva pedali di ferro.”

“La terra partoriva sotto il ferro, e sotto il ferro a poco a poco moriva, perché non era stata amata né odiata, non aveva attratto preghiere né maledizioni.”

“Quand’ha visto il trattore che sfondava la casa e la scuoteva come il cane col topo… bè, a momenti ci restava secco povero Tom. Gli s’è rotto qualcosa dentro. Da quel giorno è diventato un altro.”

“Perdio, un uomo non può sloggiare perché gli dicono di farlo.”

“Non gli piacciono queste cose da ricchi. Non gli piace manco scrivere le parole. Gli mette paura, mi sa. Ogni volta che Pà ha visto roba scritta era qualcuno che gli portava via qualcosa.”

“Qui l’unico governo che abbiamo è il margine di profitto.”

“Titolari con le maniche rimboccate. Venditori azzimati, spietati, occhi minuscoli in cerca di punti deboli.”

“I suoi occhi nocciola sembravano aver vissuto ogni tragedia possibile, salendo come gradini il dolore e la sofferenza fino a raggiungere una comprensione sovrumana e un sommo equilibrio.”

“Forse possiamo cominciare daccapo, in una terra nuova e ricca – in California, dove cresce la frutta. Cominceremo daccapo.”

“E un giorno… un giorno gli eserciti dell’amarezza andranno tutti nella stessa direzione. E marceranno tutti insieme, e spargeranno un terrore di morte.”

“Non far volare troppo alta la speranza se non vuoi strisciare come un verme.”

“Ma c’erano cose cui non poteva sfuggire. Essendo uno dei capi della famiglia, doveva comandare; e adesso doveva sedere nel posto d’onore accanto all’autista.”

“Nonno era ancora il capo riconosciuto, ma non comandava più. La sua posizione era onoraria e relativa alla consuetudine. Però aveva il diritto di fare il primo commento, per quanto confuso potesse essere il suo vecchio cervello.”

“Mà si schiarì la voce. “Non è se possiamo, è se vogliamo.” disse con fermezza. “Perché se è “possiamo”, allora non possiamo niente, manco andare in California né niente; ma se è “vogliamo”, bè, allora facciamo come vogliamo.”

“Mica vi dico che dovete restare – disse Nonno. Per me ve ne potete andare. Ma io resto. Me la sono pensata quasi tutta la notte. Questa è la mia terra. Io qui ci sono nato. E non me ne frega niente se in California hanno l’arance e l’uva che gli crescono magari dentro al letto. Io non me ne vado. Questa terra non vale niente ma è la mia terra. No, voi andateci. Io me ne resto qui dove sono nato.”

“I campi di cotone fiancheggiavano la strada. E il camion avanzava lento in mezzo alla polvere, verso la nazionale e verso l’Ovest.”

“E quando un cavallo ha finito il suo lavoro e torna nella stalla, c’è ancora vita e vigore in lui, c’è un respiro e un calore, e gli zoccoli strusciano sulla paglia, e le ganasce triturano il fieno, e le orecchie e gli occhi sono vivi. Nella stalla c’è un calore di vita, c’è l’energia e l’odore della vita. Ma quando il motore di un trattore si ferma, è morto come il metallo da cui proviene. Il calore lo abbandona come il calore della vita abbandona un cadavere.”

“Ma l’uomo-macchina, che guida un trattore morto sulla terra che non conosce né ama, capisce solo la chimica; e disprezza la terra e insieme se stesso. Quando le porte di lamiera ondulata sono chiuse, lui va a casa, e la sua casa non è la terra.”

“La Route 66 è la principale strada migratoria. La 66, lungo sentiero d’asfalto che attraversa la nazione, serpeggiando dolcemente su e giù per la carta, dal Mississipi a Bakersfield, attraverso le terre rosse e le terre grigie, inerpicandosi su per le montagne, superando valichi e planando nel deserto terribile e luminoso, e dopo il deserto di nuovo sulle montagne fino alle ricche valli della California.
La 66 è il sentiero di un popolo in fuga, di chi scappa dalla polvere e dal rattrappirsi delle campagne, dal tuono dei trattori e dal rattrappirsi delle proprietà, dalla lenta invasione del deserto verso il Nord, dai turbinosi venti che arrivano ululando dal Texas, dalle inondazioni che non portano ricchezza alla terra e la depredano di ogni ricchezza residua. Da tutto ciò la gente è in fuga, e si riversa sulla 6 dagli affluenti di strade secondarie, piste di carri e miseri sentieri di campagna. La 66 è la strada madre, la strada della fuga.”

“Gente in fuga dallo spavento che lasciato dietro di sé…le capitano cose strane, alcune tristemente crudeli e altre così belle da riaccendere per sempre la fede.”

“Dove andiamo? Per me non andiamo mai da nessuna parte. Siamo sempre in viaggio. Sempre in cammino. Perché a questa cosa non ci pensa nessuno? Oggi tutto si sposta. La gente si sposta. Sappiamo perché e sappiamo come. la gente si sposta perché vuole qualcosa di meglio. E quello è l’unico modo per trovarselo. Quando gli serve qualcosa, quando gli manca qualcosa, se lo vanno a pigliare. E’ a forza di sopportare che uno impara a ribellarsi. io ho camminato per tutto il paese, e ho sentito la gente parlare come te.”

“A scoraggiarsi sono bravi tutti, a tener duro solo gli uomini. Noi cerchiamo sempre di non mollare.”

“Bimbo che nella pena nasce, nella gioia cresce.”

“La terra dell’Ovest, inquieta alle prime avvisaglie del cambiamento. Gli Stati dell’Ovest, inquieti come cavalli prima del temporale. I grossi proprietari, inquieti nell’intuire un cambiamento, incapaci di cogliere la natura del cambiamento. I grossi proprietari, agguerriti sull’immediato: l’espandersi del governo, la crescente unità dei lavoratori; agguerriti sulle nuove tasse, sui piani di sviluppo; non capendo che questi sono effetti, non cause. Effetti, non cause; effetti, non cause.”

“L’ultima funzione chiara e distinta dell’uomo: muscoli smaniosi di lavorare, cervelli smaniosi di creare al di là del singolo bisogno – ecco cos’è l’uomo.”

“Diffida del tempo in cui le bombe smettono di cadere mentre i bombardieri sono ancora vivi – perché ogni bomba dimostra che lo spirito non è morto. E diffida del tempo in cui gli scioperi cessano mentre i grandi proprietari sono ancora vivi – perché ogni piccolo sciopero soffocato dimostra che il passo è in atto. Ed ecco cosa puoi sapere per certo: terribile è il tempo in cui l’Uomo non voglia soffrire e morire per un’idea, perchè quest’unica qualità e fondamento dell’Uomo, e quest’unica qualità è l’uomo in sé, peculiare nell’universo.”

“Ma questo trattore fa due cose: scava la terra e scaccia noi dalla terra. Non c’è molta differenza tra questo trattore e un carrarmato. La gente viene minacciata, sopraffatta, ferita da entrambi. E’ una cosa su cui occorre riflettere.”

“Vi conviene tenere separati due uomini accoccolati, fare in modo che si odino, che si temano, che diffidino l’uno dell’altro…. Ecco dov’è il pericolo, perchè due uomini non sono soli e confusi quanto può esserlo uno.”

“Lungo la 66, le bettole: Al & Susy’s Place, Carl’s Lunch, Joe & Minnie, Will’s Eats. Baracche di legno e lamiera.”

“Pareti decorate con manifesti: nuotatrici bionde con la faccia di cera, in costumi bianchi che mettono in risalto i seni grossi e i fianchi stretti, con in mano una bottiglia di Coca-Cola e in bocca il sorriso…se mu vuoi, bevi Coca-Cola.”

“Dove i camion si fermano, lì arrivano i clienti.”

“Rughe di stanchezza intorno agli occhi, rughe d’insoddisfazione agli angoli della bocca, seni pesantemente insaccati dentro piccole amache, pance e cosce strizzate da guaine di gomma. E labbra contratte, occhi gonfi, fastidio per il sole e il vento e il paesaggio, disappunto per il cibo e la stanchezza, odio per il tempo che raramente le fa belle e che sempre le fa vecchie.”

“Sul bavero hanno distintivi di logge e circoli filantropici, posti dove possono andare e, grazie all’abbondanza di altri piccoli uomini ansiosi, convincersi che fare affari sia una nobile occupazione e non il curioso ladrocinio organizzato che sanno perfettamente essere; convincersi che gli uomini d’affari siano intelligenti nonostante le testimonianze della loro stupidità; che siano persone buone e caritatevoli in barba ai principi stessi del fare affari; che la loro sia un’esistenza ricca e non lo sterile ed estenuante trantran che ben conoscono; e che stia arrivando il giorno in cui smetteranno di avere paura.”

“Ma gli occhi ansiosi non si rasserenano mai, e la bocca imbronciata non è mai contenta.”

“Sulla 66 il traffico continuava: camion, belle auto aerodinamiche, catorci; tutti che filavano via con un sibilo maligno.”

“I Joad e i Wilson erano in fuga lungo il Panhandle, terra grigia e ondulata, striata e scavata dai solchi di vecchie inondazioni. Erano in fuga dall’Oklahoma e attraverso il Texas. Le tartarughe arrancavano nella polvere, il sole sferzava la terra, e di sera il cielo si svuotava del caldo e la terra sprigionava onde di caldo.”

“E io che ne so? Io metto un piede davanti all’altro e basta.”

“Ascolta, Al, questo te lo dico: il carcere è solo un modo per farti diventare pazzo un poco per volta. Capisci? Quelli diventano pazzi, e tu li vedi e li senti, e dopo un pò ti cominci a domandare se sei pazzo pure tu. Certe volte di notte quando urlano ti pare che sei tu quello che urla…e certe volte sei tu.”

“Ora la strapazzata tocca che te la do a te. Stai lì a smangiarti il cervello perché ti spaventi che qualcuno t’incolpa di qualcosa. lo so qual è il problema. Sbarbatelli tutti piscia e aceto. Volete essere grand’uomini dalla mattina alla sera. Ma perdio, Al, la devi piantare di pararti la faccia se nessuno ti piglia a pugni. Te la caverai bene, sta tranquillo.”

“E così cambiarono la propria vita sociale; la cambiarono come soltanto l’uomo sa fare in tutto l’universo. Non erano più contadini, erano emigranti.”

“Ma lungo la nazionale le auto della gente che migrava arrancavano come insetti, e le anguste miglia d’asfalto si perdevano davanti a loro.”

“Pà disse: “Ci siamo… Siamo in California!”. Guardarono pigramente la distesa pietrificata che luccicava sotto il sole, e i terribili bastioni dell’Arizona di là del fiume.”

“California! Questa è la California e noi ci siamo dentro.”

“E’ come se stiamo perdendo la dignità”

“Non serve fegato per fare qualcosa quando non puoi fare nient’altro.”

“Un tempo la California apparteneva al Messico e la sua terra ai messicani: ma un’orda di americani laceri e famelici la invase.”

“I messicani erano deboli e sazi. Erano incapaci di reagire, perché non volevano niente al mondo con la stessa ferocia con cui gli americani volevano la terra.”

“E la fame li aveva lasciati, la fame ferina, la fame straziante e assillante di terra e acqua, di campi e cielo vasto sopra ogni cosa, di germogli floridi e radici gonfie.”

“E tutto il loro amore s’inaridì in denaro, e tutta la loro tenacia si dissanguò in interessi, finché smisero del tutto di essere agricoltori e diventarono piccoli commercianti di raccolti, piccoli industriali con l’ansia di vendere prima di produrre.”

“Erano affamati, ed erano agguerriti. Avevano sperato di trovare un focolare, e trovarono solo odio.

“…e forse i proprietari avevano saputo dai loro nonni quanto sia facile rubare la terra a un uomo fiacco quando sei agguerrito e affamato e armato.”

“E mentre i californiani volevano molte cose – prosperità, successo sociale, divertimento, lusso, e un’astrusa stabilità bancaria – i nuovi barbari volevano solo due cose: terra e cibo; e per loro queste due cose erano un’unica cosa.”

“Con la sua vecchia carretta arrivava a Hooverville. Poi non chiedeva più, perché c’era una Hooverville ai confini di ogni città.”

“Come fai a spaventare un uomo quando quella che lo tormenta non è fame nella sua pancia ma fame nella pancia dei suoi figli? Non puoi spaventarlo: conosce una paura peggiore di tutte le altre.”

“E i grossi proprietari cui una sommossa avrebbe fatto perdere tutte le terre, i grossi proprietari con accesso alla Storia, con occhi per leggere la Storia e ricavarne la grande verità: quando le mani in cui si accumula la ricchezza sono troppo poche, finiscono per perderla. E la verità accessoria: quando una moltitudine di uomini ha fame e freddo, il necessario se lo prende con la forza. E la piccola ma sonora verità che echeggia lungo la storia: la repressione serve solo a rinforzare e unire gli oppressi.”

“L’evoluzione dell’economia fu ignorata, i progetti di riforma furono ignorati; l’attenzione si concentrò sui mezzi per reprimere la rivolta, senza intervenire sulle cause della rivolta.”

“La nostra gente è brava gente; la nostra gente è gente buona. Preghiamo il Signore che un giorno la gente buona non sarà più povera. Preghiamo il Signore che un giorno i bambini avranno tutti da mangiare.
E le associazioni dei proprietari sapevano che un giorno quegli uomini avrebbero smesso di pregare.
E sarebbe stata la fine.”

“Ascolta, se la gente si mette d’accordo, vuol dire che ha un capo – dev’esserci per forza uno che parla per tutti, no? Bene: la prima volta che quello apre bocca, loro lo pigliano e lo sbattono in cella. E se salta fuori un altro capo, sbattono in cella pure lui.”

“Questa gente vuole vivere con dignità e crescere i figli con dignità. E quando sono vecchi si vogliono sedere sulla porta a guardare il tramonto. E quando sono giovani vogliono ballare e cantare e coricarsi insieme. Vogliono mangiare e sbronzarsi e lavorare. Tutto qua: vogliono solo fare girare i loro maledetti muscoli e spezzarsi la schiena. Cristo!”

“Quando sei in prigione…la prima cosa che impari … è capire che aria tira.”

“Cristo Iddio, Mà, arriva un momento che l’unica strada per tenerti stretta la dignità è spaccare la testa a uno sbirro. Quelli ci vogliono levare la dignità.”

“Ma all’improvviso le macchine li scacciarono, e si ritrovarono a dover sciamare lungo le strade. La vita randagia li cambiò; le grandi arterie, i bivacchi lungo la strada, la paura della fame e la fame stessa li cambiarono. I figli affamati li cambiarono, l’interminabile vagare li cambiò. Erano emigranti.”

“…e si convinsero a vicenda che loro erano buoni e che gli invasori erano cattivi, come fa ogni uomo prima di andare a combatterne un altro.”

“Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. E i soldi che potevano servire per le paghe servivano per fucili e gas, per spie e liste nere, per addestrare e reprimere. Sulle grandi arterie gli uomini sciamavano come formiche, in cerca di lavoro, in cerca di cibo. E la rabbia cominciò a fermentare.”

“Certe volte tocca che te lo tieni per te com’è che ti senti.”

“Pà disse: Mi sa che tra un pò le cose cambiano. Come non lo so. Capace che crepiamo prima. Ma cambiano cambiano. La gente è stufa. Non ce la fa più manco a pensare.”

“Negli animi degli affamati i semi del furore sono diventati acini, e gli acini grappoli ormai pronti per la vendemmia.”

“Gli uomini sono capaci di tenersi tutto dentro, e di stare sempre lì a rodersi il fegato, poi un giorno gli scoppia il cuore e schiattano. Ma se una riesce a farli imbestialire, è tutta salute.”

“Quando la roba sta sugli scaffali ti mette voglia di comprarla pure se non ti serve.”

“Due sono meglio di uno, perché le loro fatiche trovano il giusto compenso. Se due cadono, uno aiuta l’altro a alzarsi. Ma sventura per chi è da solo, perché non ha nessuno per rialzarlo. Questo è un pezzo.”

“E c’è un’altra cosa che sanno le donne. Me ne sono accorta. Per l’uomo la vita è fatta a salti; se nasce tuo figlio e muore tuo padre, per l’uomo è un salto; se ti compri la terra e ti perdi la terra, per l’uomo è un salto. Per la donna invece è tutto come un fiume, che ogni tanto c’è un mulinello, ogni tanto c’è una secca, ma l’acqua continua a scorrere, va sempre dritta per la sua strada. Per la donna è così ch’è fatta la vita. La gente non muore mai fino in fondo. La gente continua come il fiume: magari cambia un pò, ma non finisce mai.”

“E così non importa. Perchè io ci sarò sempre, nascosto e dappertutto. Sarò in tutti i posti… dappertutto dove ti giri a guardare. Dove c’è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame, io sarò lì. Dove c’è uno sbirro che picchia qualcuno, io sarò lì. Se Casy aveva ragione, bè, allora sarò negli urli di quelli che si ribellano… e sarò nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà nelle case che ha costruito… bè, io sarò lì. Capisci?”

 

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