Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il paradiso degli orchi – Daniel Pennac

“La voce femminile si diffonde dall’altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa.
– Il signor Malaussène è desiderato all’Ufficio Reclami.”

“E’ il 24 dicembre, sono le 16 e 15, il Grande Magazzino è strapieno. Una fitta folla di clienti gravati dai regali ostruisce i passaggi. Un ghiacciaio che cola impercettibilmente, in un cupo nervosismo. Sorrisi contratti, sudore lucente, ingiurie sorde, sguardi pieni d’odio, urla terrorizzate di bambini acciuffati da Babbi Natale idrofili.”

“Dalla vetrata tuffo lo sguardo nel vortice del Grande Magazzino. Un cuore spietato spinge globuli supplementari nelle arterie ostruite. L’umanità intera sembra strisciare sotto un gigantesco pacco regalo.”

“Cercano tutti un’uscita. i più forti calpestano i più deboli.”

“Mattino d’inverno, cupo, appiccicaticcio, gelido, ingombro, Parigi è una pozzanghera nella quale si invischia la luce gialla dei fari.”

“Passa in rassegna i corridoi deserti come Bonaparte le file serrate della fanteria prima dell’ecatombe.”

“E’ la voce del cliente. Neutra, come mi aspettavo, e colma di pericolosa sicurezza. Non è venuto a lamentarsi, né a discutere, né tantomeno a pretendere – è venuto a imporre il suo diritto con la forza, tutto qui.”

“E poi una foto della mamma, giovanissima – all’epoca della mia nascita, più o meno. Già negli occhi la sete di altrove.”

“La ragazza è bellissima. Genere leonino. Una chioma rossa cade in fitte onde sulle larghe spalle che si intuiscono muscolose. Ha fianchi italiani che ondeggiano placidi. Non è più giovanissima. E’ nell’età della pienezza simpatica.”

“Secondo lei, solo i rivoluzionari all’indomani della vittoria e i grandi primitivi sanno scopare come si deve. Gli uni e gli altri hanno l’eternità in testa, scopano al presente dell’indicativo, come se dovesse durare per sempre. In qualsiasi altro posto al mondo, si fotte al passato o al futuro, si commemora o si costruisce, ci si perpetua o ci si moltiplica, ma nessuno si occupa di se stesso.”

“In entrambi i casi, la conclusione è una sola: quest’uomo non rientra a casa tutte le sere. Ci sta bene, qui. E chi ama la cornice, ama il lavoro. Sgobba venticinque ore su ventiquattro, il piedipiatti. Non si può fare troppo i furbi con la reincarnazione di Fouché. Da qui la mia decisione di non mentirgli: Faccio il Capro Espiatorio, signor commissario.”

“I fondi di caffè possono tutt’al più farmi da concime per il nero geranio della depressione.”

“Vedo il Grande Magazzino con una nitidezza sottomarina: sorrisi muti delle commesse intente a vendere la propria vita; gambe pesanti, registratori di cassa che si inceppano, discrete crisi di nervi, clienti nel bisogno che si inventano delle voglie, giubilo di fronte alla profusione delle cose, smercio, smercio, smercio, ladruncoli di ogni risma, ricchi, poveri, giovani, vecchi, maschi, femmine per non parlare dei vecchietti di Théo, che portano in giro una vita frenetica di formiche autogestite.”

“Una delle crisi di sordità mi coglie una notte in piena partita a scacchi con Stojil. Lui stava dominando su tutti i fronti, ma io capovolgo la situazione e me lo bevo in due mosse. Ha un bel farmi il colpo della scacchiera confusa, niente da fare, schiacciato! Con la selvaggia brutalità che assumono le vittorie indiscutibili a questo gioco sottile.”

“Tutto è andato in malora nel corso della sua lunga vita. Cosa gli resta? Gli scacchi (il gioco), benché anche lì gli accada di perdere. E allora? L’umorismo, irriducibile espressione dell’etica.”

“Tutto era cominciato alle venti zero zero. La polizia aveva scelto di agire in diretta, all’ora del Telegiornale, su tutte le reti, avvertite ancor prima dell’inizio delle operazioni.”

“Il nostro delizioso mondo ne fornisce a iosa, di bambini abbandonati, di cui tutti se ne fregano, comprese le istituzioni che dovrebbero accoglierli: piccoli negretti sfuggiti a qualche altro massacro, giovani gialli alla deriva, scappati da casa, fuggiaschi, generazione spontanea dell’asfalto, non c’è che da servirsi….Io non darò la foto alla polizia.”

“Spaghetti trascinati nella salsa nerastra della seppia. In quale regione d’Italia fanno questo piatto…?”

“La peggior mostruosità è sempre figlia di una bambinata.”

“Cos’è un vero assassino, Stojil?
Un assassino che non ha fame.”

“Niente diventa leggendario più in fretta di un luogo pubblico brutalmente sottratto alla frequentazione popolare!”

“Secondo lui, l’eliminazione del male assoluto doveva aver luogo sotto gli occhi del suo simmetrico, il bene integrale, il Capro Espiatorio, simbolo dell’innocenza perseguitata: il sottoscritto.”

“Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte.”

“Avrei avuto davanti agli occhi le dimensioni esatte del mio giardino di dolore, quando quello stronzissimo squillo ha confuso d’un tratto tutti i miei calcoli, suscitando il gesto più carico di illusioni che ci possa essere: alzare la cornetta di un telefono che suona.”

“Avrei avuto davanti agli occhi le dimensioni esatte del mio giardino di dolore, quando quello stronzissimo squillo ha confuso d’un tratto tutti i miei calcoli, suscitando il gesto più carico di illusioni che ci possa essere: alzare la cornetta di un telefono che suona.”

“Perchè la vita si oppone a tutti i miei progetti? Perchè la vita mi ostacola?”

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