Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Gli anni – Virginia Woolf

“Era una primavera incerta. Il tempo, sempre mutevole, spingeva in volo sulla terra nuvole azzurre e viola. In campagna i contadini guardavano i campi con apprensione; a Londra gli ombrelli venivano aperti e poi chiusi da persone con gli occhi rivolti all’insù.”

“Sorgeva infine la luna, e la sua moneta lucida, pur velata di tanto in tanto da ciuffi di nuvole, risplendeva serena, e severa, o forse del tutto indifferente. Volteggiando lenti, come la luce di un faro militare, i giorni, le settimane, gli anni scorrevano uno dopo l’altro nel cielo.”

“Continuarono a mangiare e a bere fino a quando il colonnello non prese la tazza, vide che non c’era niente dentro, e la mise giù deciso con un leggero tintinnio. La cerimonia del tè era finita.”

“Era la cosa peggiore dell’essere avvocato, lo dicevano tutti; c’era sempre da aspettare. Stava facendo il praticante da Sanders Curry; e il lavoro era una noia, tutto il giorno in giro per il tribunale, ad aspettare.”

“Quell’atmosfera di emozione repressa lo disgustava. Nessuno poteva farci niente, ma eccoli lì, tutti seduti con quei loro modi da emozioni represse.”

“Qualcuno poi bussò alla porta, una bussata fatta alla sfuggita, non una bussata perentoria, la bussata di uno che passa, non di uno che entra. Andò alla porta e l’aprì.”

“Si ricordò di quella volta che spalancò la finestra della sua stanza da letto, guardò i cespugli scuri giù in giardino e urlò: E’ questa la vita?”

“Lì giaceva sua madre; in quella bara – la donna che aveva tanto amato e odiato. Lo sguardo le si annebbiò. Aveva paura di svenire; ma doveva guardare; doveva provare qualcosa; era l’ultima possibilità che le rimaneva. La terra cadeva sulla bara; tre ciottoli caddero sulla superficie dura luccicante; e mentre cadevano un senso di qualcosa di eterno la possedè; di vita mista a morte, di morte che diventava vita.”

“Si erano lasciati alle spalle il quartiere residenziale; le case stavano cambiando; diventavano negozi.”

“Un pub, una biblioteca e una chiesa ci sono sempre, mormorò”

“Ah, ma questi avvocati sanno sempre come allungare il brodo, disse il colonnello”

“Sembravano dipinti; gli avvocati avevano un aspetto netto e marcato, come ritratti del diciottesimo secolo appesi a un muro.”

“…invece di quei due dego italiani che avevano l’aria di chi sta sempre a trangugiare maccheroni.”

“Le porse la camelia, il suo regalo abituale.”

“Ci siamo divertiti come matti a Venezia! Ci ho portato le bambine. E’ per questo che siamo tutte così scure…”

“Che cosa atroce, la vecchiaia, pensò; spoglia la gente delle sue facoltà, una a una, ma lascia qualcosa di vivo al centro.”

“In campagna era un giorno tutto sommato come gli altri; uno di quelli del lungo fuso dei giorni che si dipana mentre gli anni passano dal verde all’arancione; dall’erba al raccolto.”

“I Pargiter… – aveva in mano una forchetta, e tracciò una linea sulla tovaglia. I Pargiter – ripetè – vanno avanti, sempre avanti”

“La musica la faceva pensare a se stessa e alla sua vita come accadeva di rado. La magnificava: avvolgeva in un alone di fascino lei e il suo passato.”

“Gli occhi, si, pensò. Qualcuno in passato li aveva elogiati. Fece uno sforzo per tenerli bene aperti. Tutt’intorno c’erano diversi segnetti bianchi; li strizzava sempre sull’Acropoli, a Napoli, a Granada, a Toledo, per non farsi accecare dalla luce.”

 

“Ma quel che è fatto è fatto: si è sposato; sono arrivati i figli; doveva continuare per questa strada, volente o nolente. Quanto sono irrevocabili le cose, pensò.”

“Mentre Eleanor si chinò per darle un bacio come da consuetudine, la vita assunse ancora una volta proporzioni note. Allo stesso modo si era chinata, notte dopo notte, su suo padre.”

“Vedeva ancora le carte che venivano calare, nere, rosse e gialle; re, regine e fanti, su un tavolo di panno verde.”

“Aprì il libro poggiato sul copriletto. Sperava fosse Il viaggio di Ruff, o Il diario di un nessuno, ma era Dante, ed era troppo pigra per cambiarlo. Lesse qualche rigo qua e là. Ma il suo italiano era arrugginito; le sfuggiva il senso. E però un senso c’era; era come se un uncino le grattasse la superficie della mente.”

“Le cose non possono andare avanti per sempre, pensò. Le cose passano, cambiano, pensò, con gli occhi sul soffitto. E noi dove andiamo? Dove? Dove?…Le falene volteggiavano sul soffitto; il libro scivolò sul pavimento.”

“Le riempì di nuovo il bicchiere. Aveva le guance rosse; gli occhi erano accesi. Le invidiò la diffusa sensazione di benessere universale che un tempo gli procurava un bicchiere di vino. Il vino era buono – abbatteva le barriere. Voleva farla parlare.”

“Ormai era passata, intuì, a quella sonnacchiosa bonarietà che segue una buona cena con un bicchiere di vino.”

“Si erano incamminati nella direzione sbagliata. Erano vicini allo spiazzo spoglio e battuto in cui si riunivano gli oratori. I comizi erano in pieno svolgimento. Dei gruppi attorniavano i diversi oratori. Dall’alto delle tribune, o anche da semplici cassette, gli oratori li arringavano. Le voci si facevano più alte, sempre più alte man mano che si avvicinavano.”

“Gli anni cambiavano le cose; le guastavano; le ammucchiavano – le ansie, le seccature; eccole di nuovo.”

“La primavera era sempre triste, pensò; riportava alla mente i ricordi. Tutto passa, tutto cambia, pensò, mentre saliva su per il sentiero stretto fra gli alberi. Niente qui le apparteneva; suo figlio avrebbe ereditato; sua moglie avrebbe camminato qui dopo di lei.”

“Un alone si era formato intorno alle cose. Era il vino; era la guerra. Le cose sembravano aver perso la scorza; essersi liberate da una certa durezza di superficie; anche la poltrona con i piedi ad artiglio dorati che stava guardando sembrava porosa; sotto il suo sguardo sembrava irradiare un certo calore, un certo fascino.”

“I tedeschi! disse Renny. Dannati tedeschi! Mise giù forchetta e coltello con un gesto di fastidio esagerato.
Un altro raid, disse Maggie, alzandosi.”

“Per un momento se la prese con il tempo che passava e i casi della vita che l’avevano strappata via… da tutte quelle cose, si disse. E le si presentò davanti una scena; Maggie e Renny seduti davanti al fuoco. Un matrimonio felice, pensò, ecco cosa ho sentito per tutta la serata. Un matrimonio felice.”

“I cannoni continuavano a tuonare e le sirene il loro lamento. La guerra era finita – così le avevano detto mentre prendeva posto in coda dal droghiere. I cannoni continuavano a tuonare e le sirene il loro lamento.”

“Secondo te prima o poi saremo capaci di vedere le cose dall’altro capo del telefono? disse Peggy alzandosi.”

“Riposo – riposo – mi faccia riposare. Diventare insensibili; smettere di provare alcunchè; questo imploravano le donne durante il parto, riposare, smettere di esistere. Nel Medioevo, pensò, era la cella; il monastero; ora è il laboratorio; le professioni; non vivere, non provare niente; fare soldi; soldi e basta, e alla fine, quando sono vecchio e sfiancato come un cavallo, no, è come una mucca…”

“In ogni modo, pensò, loro due si capiscono; vivono l’una nell’altro; cos’altro è l’amore, si chiese, sentendoli ridere.”

“Vide di nuovo sul marciapiede le chiazze di luce rubino, e le facce affollate all’entrata del cinema; facce apatiche, passive; facce di chi si narcotizza con divertimenti di bassa lega; e non ha neanche il coraggio di essere se stesso, ma si veste bene, imita, finge.”

“Gli occhi si fecero miti e assenti come se il motore si fosse spento, e la sua mente planasse in silenzio.”

“Non c’è niente da fare, pensò North. Non riesce a dire quello che vuole; ha paura. Hanno tutti paura; paura che si rida di loro; paura di tradirsi. Anche lui ha paura, pensò, guardando il giovanotto con la fronte spaziosa e il mento debole che gesticolava in modo esagerato. Abbiamo tutti paura l’uno degli altri; paura di che? Delle critiche, delle risate, di chi la pensa in modo diverso..:”

“Che bello non essere più giovani, disse lei. Che bello non badare a quello che pensa la gente! Ora possiamo vivere come più ci piace, aggiunge -… ora che abbiamo settant’anni”

“Era vero; voleva qualcosa – qualcosa che le desse uno stimolo, una conclusione – cosa in particolare neanche lei lo sapeva. Ma niente passato – niente ricordi. Presente; futuro; questo voleva.”

“Le bollicine avevano smesso di salire. Il vino era chiaro e fermo. Fermo e solo, penso tra sè e sè; silenzio e solitudine… è questo ormai l’unico elemento in cui la mente è libera.
Silenzio e solitudine, ripeté; silenzio e solitudine. Gli occhi quasi gli si chiudevano. Era stanco; era intontito; la gente parlava, parlava. Avrebbe voluto astrarsi, espandersi, immaginarsi disteso su un ampio spiazzo in una pianura azzurra con le colline sull’orlo dell’orizzonte.”

“Niente è più deprimente, pensò, di vedere due persone in silenzio davanti al cibo. Dite qualcosa, aveva voglia di urlare. Parlate!”

 

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