Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il cardellino – Donna Tartt

“Quando ero ancora ad Amsterdam, per la prima volta dopo anni sognai mia madre.”

“La sua morte ha tracciato una linea di demarcazione tra il Prima e il Dopo.”

“I ragazzi delle consegne dei supermercati D’Agostino e Gristedes spingevano carrelli carichi di sacchetti della spesa; donne d’affari in tacchi alti si affannavano esasperate lungo il marciapiede trascinandosi dietro pargoli recalcitranti; un operaio in tuta spazzava i detriti di un canale di scolo su una paletta fissata a un bastone; avvocati e agenti di cambio allargavano le braccia e fissavano il cielo con espressione accigliata.”

“Upper park Avenue è una delle poche aree in cui si può ancora vedere la città com’era nel 1890. Lo stesso vale per Gramercy Park e per il Village, almeno in parte. La prima volta che sono venuta qui ho pensato che questo quartiere fosse un miscuglio di Edith Wharton, Franny e Zooey e Colazione da Tiffany.”

“Può essere che all’inizio, dentro tutta questa bellezza, questo rigoglio, tu non riesca a scorgere l’impercettibile traccia di marcescenza. Ma se guardi attentamente…la troverai.”

“Mamme e papà di tutta la città avrebbero ciabattato per casa in pigiama e accappatoio, i capelli in disordine; messo su il caffè, inserito la spina del tostapane e poi svegliato i ragazzi, avanti che è ora.”

“Eppure a volte, senza preavviso, il dolore m’investiva a ondate, lasciandomi boccheggiante; e quando la marea si ritirava restavo a fissare un relitto coperto di salsedine, illuminato da una luce così chiara, triste e vuota, che mi pareva impossibile che al mondo fosse mai esistito qualcosa di diverso dalla morte.”

“Niente di speciale, però era bello conversare con un adulto che sembrava interessato a me a prescindere dalla mia disgrazia, che non era a caccia di informazioni e non dava l’impressione di seguire una lista di Cose da Dire a un Ragazzo Turbato.”

“Se avessi dovuto tirare a indovinare avrei detto che era sposato da poco, con un bebè: emanava una vibrazione di sfinimento da paternità recente, come se gli toccasse alzarsi di notte per cambiare pannolini. Ma chi poteva dirlo?”

“…la mano di Hobie rassicurante sulla mia spalla, una pressione forte e consolatoria, un’ancora che mi diceva che era tutto a posto. Nessuno mi toccava così da quando mia madre era morta – con affetto, per darmi conforto nella confusione.”

“I complimenti mi confondevano, non sapevo mai bene come reagire, a parte fingere di non aver sentito.”

“La morale della favola è: chissà dove ti porterà tutto questo?”

“Non dissi niente. Ero triste; e la mia ostinazione a tenermi tutto dentro mi rendeva taciturno.”

“Mi sentivo ancora intorpidito e leggero per via della pillola, e le costruzioni gigantesche della Strip con le loro facciate assurde, assieme al violento tremolio luminoso del punto d’incontro tra le dune e il cielo, mi facevano sentire come se fossimo atterrati su un altro pianeta.”

“Me ne restavo nell’angolo più in ombra col mio tascabile e, con una matita rossa, sottolineavo le frasi che mi colpivano di più.”

“Chissà come avrebbe raccontato Las Vegas Thoreau: le luci e il frastuono, l’immondizia e i sogni a occhi aperti, le proiezioni e le facciate di cartapesta.”

“Io sostengo che, tipo, la democrazia è la scusa per tutto, cazzo. Violenza… avidità… stupidità… va tutto bene, se lo fanno gli americani. Giusto? Ho ragione?”

“Quando guardavo il dipinto sentivo la stessa convergenza di tutto in un singolo punto: un tremulo istante investito dal sole, che esisteva in quel momento e per sempre. Solo di rado mi soffermavo sulla catena alla caviglia del cardellino e pensavo a quanto fosse crudele la vita di quella creaturina il cui breve battito d’ali lo riportava sempre nello stesso identico punti, senza speranza.”

“E’ tipico dei russi, lamentarsi sempre di quanto vanno male le cose! Anche quando la vita è meravigliosa… sempre meglio non farlo sapere in giro. Per evitare che il Diavolo ci metta lo zampino.”

“Il segreto è distogliere sempre l’attenzione dal punto in cui avviene il trucchetto. E’ la prima regola della magia.”

“Utah. All’alba, San Rafael Swell si snodava in vedute marziane: scisto, arenaria, la desolazione delle gole e gli altopiani color ruggine.”

“Ero perfettamente in grado di fare quello che dovevo. Lo avevo già fatto in passato: annullare i pensieri e andare avanti.”

“Anche lei, la signora Lebowitz, dopo aver letto il mio saggio su Ladri di biciclette aveva insistito perchè mi iscrivessi al club di Cinema.”

“…c’era nel suo aspetto un indefinibile sentore di privilegi perduti, notti passate sul divano a casa di amici, denaro della mamma e del papà sperperato in droga e altri eccessi.”

“Non ero su Facebook per una questione di paranoia…”

“Per prima cosa dovevo inquadrare il cliente, capire quale immagine desiderava dare di sè, non tanto chi fosse in realtà (un arredatore saccente? una casalinga del New Jersey? un gay timido e poco sicuro di sè?), ma chi avrebbe voluto essere. Anche ai livelli più alti, si trattava sempre di gettare fumo negli occhi; tutti, in fondo, arredavano un palcoscenico. Il segreto era rivolgersi alla loro proiezione, al loro io ideale – in fine conoscitore, l’arguto viveur – anzichè alla persona insicura che avevi di fronte.”

“Eravamo fatti l’uno per l’altra, fra noi cera una sintonia da sogno, una magia indiscutibile. Il pensiero di lei inondava di luce ogni angolo della mia mente e riversava fulgore in solai prodigiosi di cui avevo ignorato persino l’esistenza, vedute mozzafiato che si aprivano solo e unicamente in relazione a lei.”

“Il problema era che, dopo trentasei ore in casa col corpo in rivolta e la prospettiva sconfortante di un’esistenza senza oppiacei che ti si spalancava davanti come il corridoio di una prigione, avevi bisogno di una ragione dannatamente forte per continuare ad avanzare nell’oscurità e nel dolore anzichè lasciarti ricadere all’indietro sul magnifico materasso di piume che avevi così stupidamente abbandonato.”

“Ma depressione non era la parola giusta. Era un volo in caduta libera nel dolore e nel disgusto che andava ben oltre la sfera personale: una repulsione rivoltante e torrenziale nei confronti dell’intera umanità in ogni sua forma e manifestazione fin dalla notte dei tempi. Il contorto abominio dell’ordine biologico. Vecchiaia, malattia, morte. Nessuno aveva scampo. Anche i più belli non erano che morbidi frutti sul punto di marcire.”

“Bambini che schiamazzavano e correvano al parco, totalmente ignari dell’inferno che li aspettava: lavori monotoni e mutui esorbitanti e matrimoni sbagliati, calvizie, protesi all’anca, solitarie tazze di caffè in una casa vuota e una sacca per colostomia in ospedale. La maggior parte delle persone sembravano soddisfatte della sottile patina ornamentale e del sapiente gioco di luci che, di tanto in tanto, facevano apparire più misteriosa e meno ripugnante la sostanziale atrocità della condizione umana.”

“Tutto era marcio, dall’inizio alla fine: passavi buona parte del tuo tempo in ufficio, sfornavi diligentemente i tuoi due figli e mezzo di media, sorridevi con garbo alla tua festa di pensionamento e poi finivi a masticare le lenzuola e a strozzarti con le pesche sciroppate in una casa di riposo.”

“Avevo tirato fuori dagli scatoloni talmente tante porcellane provenienti da vendite testamentarie e separazioni familiari, che c’era qualcosa di terribilmente triste in quelle vetrine immacolate e scintillanti, nella loro tacita promessa che sarebbero bastate delle stoviglie perfette ad assicurare un futuro altrettanto luminoso e privo di problemi.”

“Fece tintinnare il suo bicchiere contro il mio. Sto lat! esclamò, il suo vecchio modo di brindare.”

“La prima domanda…Dio ce l’ha in senso dell’umorismo? Seconda domanda: Dio ha un senso dell’umorismo crudele? Del tipo: Dio gioca con noi e ci tortura per divertirsi, come i bambini cattivi con le lucertole in giardino?”

“A Las Vegas avevi letto L’idiota per tipo sei mesi, ti ricordi? In originale. per molto tempo non avevi fatto altro.”

“Che ti posso dire? Eri infelice. Ti ubriacavi continuamente fino a svenire.”

“Se c’era una cosa che i miei anni da oppiomane mi avevano insegnato (per non parlare di quelli da truffatore) era che le camicie inamidate e i completi freschi di tintoria erano strumenti efficacissimi per nascondere quasi tutti i peccati.”

“La mia esperienza è questa: stai lontano da quelle che ami troppo. Sono loro che ti uccideranno! Quello che ti serve per vivere ed essere felice è una donna che abbia la sua vita e ti permetta di vivere in pace la tua.”

“Da ragazzino, dopo che mia madre morì, provavo sempre a tenerla stretta nella mia mente prima di addormentarmi così magari sarei riuscito a sognarla, ma non succedeva mai. O, meglio, la sognavo di continuo, ma solo in quanto assenza, non come presenza: una brezza che attraversa una casa appena sgomberata, la sua grafia su un quaderno, il suo profumo, strade sconosciute di città perdute dalle quali sapevo che era appena passata, un’ombra che si allontanava lungo un muro assolato.”

“Prima regola del restauro. Mai fare ciò che non puoi disfare”

“Perchè, se fossi giunto alla fine, al termine della notte, un momento prima di chiudere gli occhi e dire addio alla Terra – tu cosa sceglieresti, in effetti? Qualcosa di consolante che ti riporti al passato? Il pollo alla buona di un’antica domenica di quando eri ragazzo? Oppure – approfittando di un’ultima prelibatezza – fagiano ai frutti di bosco e tartufo bianco di Alba?”

“persino i buoni e i saggi non sono sempre in grado di prevedere l’esito di quello che fanno. E’ unidea spaventosa! Ricordi il principe MYskin ne L’idiota?”

“Chi è che ha detto che le coincidenze sono solo il modo che Dio ha scelto per restare anonimo?”

“A volte devi perdere per vincere”

“E’ un onore e un privilegio, amare ciò che la Morte non tocca”

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