Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Anni di cani – Gunter Grass

“Racconta tu. No, racconti lei! Oppure racconti tu. O bisogna che cominci per esempio l’attore? O gli spaventapasseri, tutti in una volta? O invece vogliamo aspettare che gli otto pianeti si raccolgano sotto il segno dell’acquario? Per favore, cominci! In fin dei conti, il suo cane, quella volta. E tuttavia, prima che il mio cane, già il suo cane, e il cane del cane. Uno bisogna che cominci: tu o lui o lei o io… ”

“L’ira vecchia di nove anni di una nonna si scaricò: e la locomotiva della nonna si mise in movimento. Etna e Vesuvio.”

“…e la Vistola scorre, e il mulino macina, e il trenino viaggia, e il burro si fonde, e il latte si fa spesso, sopra un pò di zucchero e il cucchiaio ci sta dentro in piedi, e il traghetto arriva, e il sole se ne va, e il sole è un’altra volta qua, e la sabbia di mare va via, e il mare lecca la sabbia….”

“Inoltre i cortili di ricreazione hanno in comune una cosa coi pollai: la boria del gallo che presta servizio somiglia alla boria dell’insegnate che sorveglia. Anche i galli, mentre camminano, tengono le mani dietro la schiena, girano di colpo e si guardano intorno con sguardi minaccianti punizioni.”

“…gruppi di figure che lottano, un casino, un groviglio amorfo coi calzoni corti le calze al ginocchio le corregge sulla spalla il fez color bruno impazziti dietro a un gagliardetto coi caratteri runici cuciti i cinturoni di traverso vaccinati per il Fuhrer una serie di marmocchi magri e rauchi di esaltazione, somiglianti al vero, proprio come era stato il nostro manipolo nella lotta per il gagliardetto nel giardino di Amsel.”

“Lavoravano col nuovo sfollagente della polizia, introdotto soltanto sotto il nuovo presidente della Polizia Froboess, importato dall’Italia e chiamato da noi matracco e laggiu, appunto, manganello. I nuovi manganelli avevano questo vantaggio sui precedenti: che non causavano lacerazioni e ferite e agivano all’asciutto, quasi senza rumore.”

“Amsel gli rispose che precisamente quella era la sua intenzione artistica, che non voleva esercitare alcuna critica bensì soltanto produrre coi mezzi dell’arte porci e tipi in gamba, mescolati e variopinti, come nella vita.”

“I nomi si appiccicano addosso. I nomi si portano. Ogni uomo si chiama.”

“Tutti vogliono dimenticare le montagne di ossa e le fosse comuni, i reggibandiera e i registri del partito, i debiti e la colpa.”

“Allora s’interrompe senza risultati, e sputa: uno scaracchio su una fotografia messa sulla lastra ancora prima dell’attentato; il grasso dei polmoni in pieno sullo sguardo da Fuhrer serio fisso; muco di vendetta viene sù e colpisce: lui lui lui.”

“Una meta qualunque, l’uomo bisogna pure che ce l’abbia.”

“Non più una schiena incavata, piuttosto: la schiena di un lettore. Solo i miopi tengono gli occhi così vicini ai caratteri stampati e scritti. Sete di sapere. Atmosfera da sala di lettura. Il dotto. Non disturbare chi legge! Sapere è potere.”

“Non è forse così per tutti noi, me compreso? Non eravamo come di fuori, e non eravamo come diventati estranei a noi stessi e ai nostri congiunti?”

“Che fatica invecchiare: perchè ogni stazione parla male della successiva. Su ogni prato pascolano già altri. In ogni chiesa lo stesso dio: Ecce Homo.! Guardatemi: con la testa calva anche all’interno. Un armadio vuoto pieno di uniformi di ogni partito. Ero rosso, ho vestito bruno, passai al nero, mi tinsi: rosso. Sputatemi addosso: vestito, impermeabile, bretelle regolabili, un ometto sparainpiedi, che cammina su suole di piombo, sopra calvo, dentro vuoto, fuori coperto da testi di stoffa, rossi bruni neri – sputate”

“Da un sacco di anni di cani, ogni giorno sopra la stessa cinta.”

“Cosa fa un vendicatore quando le sue vittime gli battono colpetti bonari sulla spalla: Basta così giovanotto. L’abbiamo capita: se tu lo ordini, allora non esiste. Sù un colpo di spugna. Sù un altro disco. Una volta non facevi il volo a vela? – Ma si, ma certo! Hai perfettamente ragione: tu sei un antifascista di prim’ordine e noi siamo tutti quanti dei piccoli sporchi nazisti. D’accordo? Allora, non eri una volta, e non hai una volta, e me l’ha raccontato qualcuno non so più chi…”

“Basta avere un pò di buona volontà. Ci arrangeremo. Quello che ci divide va dimenticato, quello che ci unisce va coltivato. Se ciascuno concede un pochettino, le liti e le controversie si liquidano da sole. Perchè la vera democrazia è impensabile senza la disponibilità al compromesso. Siamo peccatori, tutti quanti, e abbiamo. Chi lancerà la prima pietra? Chi può dire, io sono senza?Chi si spaccerà per infallibile? E allora lasciate che.”

“…e piuttosto, nella doppia lente degli occhiali per l’identificazione del padre, si ripetono gli atti di violenza, commessi tollerati provocati undici dodici tredici anni fa: omicidi spesso a centinaia. Complicità con. Fumare sigarette e stare a guardare mentre. Assassini approvati decorati acclamati. I motivi di omicidio diventano leit-motiv. Con gli assassini alla stessa tavola, nella stessa barca, letto o casinò. Soffiare sul timbro. Ogni tanto si tratta solo di firme e di cestini per la carta. Molte strade portano al. Le parole e il silenzio possono. Ogni padre ne ha almeno uno da nascondere.”

“Questo comportamento diventa sempre più la principale regola di vita di tutti gli interessati: dimenticare! Sui fazzoletti, sugli asciugamani, sulle federe dei cuscini e nelle fodere dei cappelli vengono ricamati motti: Ogni uomo deve saper dimenticare. L’oblio è qualcosa di naturale. La memoria dovrebbe essere abitata da ricordi piacevoli e non da insopportabili fetori. Perciò ognuno deve avere qualcosa in cui credere: per esempio Dio; o chi non può in lui, creda nella bellezza, nel progresso, nella bontà dell’uomo o in qualche altra idea. Noi qui in Occidente crediamo fermamente nella libertà, da sempre.
E allora, attività! L’oblio come operosità produttiva.”

“Tutti gli uomini hanno qualcosa in comune con Hitler”

“Perchè fintanto che raccontiamo ancora storie viviamo ancora”

“Ogni padre finisce per diventare il portinaio di ogni figlio.”

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