Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Viaggio in Italia – Johann Goethe

“Qua e là non mancano cose di cattivo gusto con le quali si va incontro al gusto della gente comune e la si attira. Questo è proprio il carattere esteriore del culto cattolico; non l’ho mai visto messo in pratica con tanta intelligenza, abilità e conseguenza come dai Gesuiti.”

“Avrei potuto essere a Verona già questa sera, ma mi stava accanto un magnifico prodotto della natura, uno splendido spettacolo, il lago di Garda, e non volevo rinunciarvi e sono stato ricompensato per la mia deviazione.”

“Il vento che spira dalle tombe degli antichi, porta con sè profumi, come provenisse da una collina coltivata a rose. le tombe sono belle e commoventi; rappresentano sempre la vita.”

“Gli italiani mi sembrano un popolo molto buono; basta soltanto vedere i bambini e la gente semplice come io li vedo e li posso vedere perchè sono sempre a contatto con loro e voglio rimanerci. Che tipi e che volti!”

“Posso ora proprio godere quella solitudine della quale avevo così grande nostalgia perchè in nessun altro sito ci si sente così soli come in mezzo al brulichio della folla alla quale ci si mescola, ignoti a tutti”

“Vennero offerte ai pellegrini alcune elemosine, modeste perchè l’italiano non dà volentieri.”

“Il Canal Grande, che si snoda serpeggiando fra i palazzi, non cede a nessuna altra strada nel mondo, e nulla può venir collocato vicino a quanto si trova di fronte alla piazza di S. Marco.”

“Sino a che il cancelliere legge, il tempo non viene misurato, all’avvocato invece, se vuole parlare, viene concesso solamente un certo lasso di tempo. Il cancelliere legge, l’orologio giace orizzontale e l’ometto gli tiene sopra la mano. Se l’avvocato apre la bocca, subito l’orologio viene collocato in posizione verticale ed in quella orizzontale appena legge.”

“L’abile avvocato sa interrompere la noia con degli scherzi ed il pubblico si diletta ai suoi motti di spirito ed esplode in grandi risate.”

“Egli ha come me sempre negli orecchi quel – bravo! bravi! – che gli italiani hanno sempre in bocca.”

“Il mercato dei pesci e le infinite qualità dei prodotti del mare mi dànno un grande diletto; mi reco sovente colà ed osservo gli infelici abitatori del mare che si sono lasciati prendere nelle reti.”

“Si afferma il vero quando si dice: il pubblico si lamenta sempre di essere servito male, ma non sa far nulla per essere servito meglio. Qui, se chi comanda volesse, potrebbe venir fatto tutto.”

“L’architettura si leva dalla tomba come un antico spirito, mi ordina di studiare i suoi insegnamenti come si studiano le regole di una lingua morta non per farne uso o per rallegrarmene vivendoli, ma per onorare dentro di me la nobile esistenza di tempi lontani, esistenza per sempre scomparsa.”

“Scrivo dalla patria del Guercino (Cento) in uno stato d’animo migliore di quello di ieri. Una cittadina accogliente, ben costruita, di circa cinquemila abitanti, ricca di vettovaglie, vivace, pulita e situata in una pianura amplissima e ben coltivata.”

“Gli Appennini rappresentano per me un meraviglioso pezzo del creato.”

“Questa Italia, tanto favorita dalla natura, in tutte le cose della meccanica e della tecnica sulle quali è fondato un modo di vivere più comodo e più spedito, è rimasta indietro di fronte a tutti gli altri paesi.”

“Per avere un’idea viva e vera di tutto un paese, è necessario ascoltare come discorre la gente del popolo. Sono, in modo curiosissimo, nemici uno dell’altro, posseggono un particolarissimo concetto della loro regione e della loro città, non si possono soffrire a vicenda, i diversi strati sociali sono sempre in lotta tra loro e tutto questo sempre con tale vivace e continua passionalità che per l’intera giornata giocano alla commedia e dànno spettacolo di sè.”

“Devo confessare che è dura e triste fatica il dover dissotterrare la vecchia Roma dalla nuova, ma bisogna farlo per godere poi alla fine di una soddisfazione incalcolabile. Ci si trova di fronte a tracce di tale magnificenza e di tale distruzione che superano entrambe la nostra immaginazione. Quello che i barbari lasciarono in piedi, venne distrutto dagli architetti della nuova Roma.”

“Verso sera, arrivammo al Colosseo, mentre si stava facendo buio. Quando lo si contempla, ogni altra cosa sembra piccola; è così grandioso che la mente non lo può accogliere del tutto in sè; ce ne ricordiamo come se fosse più piccolo e, ritornando di fronte ad esso suscita in noi l’impressione di ritrovarlo più grande.”

“Ci recammo poscia nella Cappella Sistina che trovammo piacevolmente luminosa ed i dipinti ben in luce. Il Giudizio Universale ed i vari affreschi di Michelangelo nel soffitto divisero la nostra ammirazione. Potevo solamente guardare e meravigliarmi. La interiore sicurezza e maschilità del maestro, la sua grandezza superano ogni espressione.”

“In questo momento sono così preso da Michelangelo che, dopo di lui, persino la natura mi piace meno perchè non la posso vedere con occhi grandi quanto quelli di lui. Ci fosse almeno un mezzo per potersi imprimere nell’animo tali immagini!”

“Tutta la storia del mondo è collegata con quella di Roma ed io considero una seconda nascita, una vera rinascita il giorno in cui arrivai in questa città.”

“Se penso a Napoli, anzi alla Sicilia, mi viene in mente come, sia nei racconti, come nelle riproduzioni, in questi paradisi del mondo si spalanchi l’inferno dei vulcani che, da migliaia di anni, spaventa e conturba coloro che li abitano e ne godono.”

“Tutti sono sulla strada, tutti siedono al sole sino a che risplende. Il napoletano crede di essere il proprietario del Paradiso e si è fatta un’idea assai triste dei paesi del settentrione – Sempre neve, case di legno, gran ignoranza, ma dinari assai!”

“Si dica, si racconti e si dipinga quello che si vuole, la realtà è superiore a qualsiasi descrizione o rappresentazione. Le rive, le baie, i seni del mare, il Vesuvio, la città, i sobborghi, i castelli, le ville! Siamo stati, verso sera, nella Grotta di Posillipo, proprio quando il sole, tramontando, le risplende dentro dalla parte opposta. Perdòno a tutti coloro che a Napoli pèrdono il senno e mi ricordo, con commozione, di mio padre che aveva conservato un’incancellabile impressione proprio di quegli oggetti che io ho veduto oggi per la prima volta. E se si dice che colui al quale è comparso un fantasma non sarà mai più sereno, così si potrebbe, al contrario, dire di lui, che non potrà mai sentirsi del tutto infelice perchè ripenserà sempre a Napoli.”

“Nulla voglio dire sulla posizione della città e le sue magnificenza che sono già state lodate e descritte così sovente. Vedi Napoli e poi muori! dicono qui.”

“Non si possono biasimare i napoletani se non vogliono allontanarsi dalla loro città e se i loro poeti decantano, con grandiose iperboli, la felicità di questa posizione; e questo anche se alcuni altri Vesuvi sorgessero nelle vicinanze.”

“Sia pure mantenendomi sulle generali, devo ricordare un uomo straordinario, conosciuto in questi giorni. Si tratta del cavaliere Filangieri, noto per la sua opera sulla Scienza della Legislazione.”

“Per chi viaggia è cosa simpatica che anche eventi di poca importanza assumano, in conseguenza della novità o dell’inatteso che è in essi, l’aspetto di un’avventura.”

“Trovo in questo popolo una vivacissima ed intelligentissima industria non per diventare ricchi, ma per liberarsi dagli affanni.”

“E poi un’insolenza possiede questa sua caratteristica che quando ne prendiamo nota, piace perchè ci sorprende, raccontata appare offensiva ed antipatica.”

“E’ un paese questo che induce alla trascuratezza ed al vivere comodo”

“Quando la bocca dell’inferno a loro vicina incomincia ad infuriare, ricorrono, per aiuto, al sangue di San Gennaro”

“E così ogni giorno, sempre qualcosa di nuovo e di più stravagante; basti appena accennare alla varietà del vestire in cui ci si imbatte per strada ed alla folla nella sola via di Toledo.”

“Hamilton di fatto si è creata qui una bella esistenza e ne gode, avanzando la sera della sua vita. Le camere che egli si è arredate con gusto inglese sono veramente deliziose e la vista da quella d’angolo forse unica. Sotto di noi il mare, di fronte Capri, a destra Posillipo, a poca distanza, la passeggiata di Villa Reale, a sinistra una vecchia costruzione dei Gesuiti, più lontano la costa di Sorrento sino a capo Minerva. Un panorama simile ben difficilmente esiste in Europa, certamente non nelle vicinanze di una città grande e popolosa.”

“Napoli nella sua magnificenza, case allineate per parecchie miglia lungo la pianeggiante riva del golfo, i promontori, le lingue di terra, le rupi e poi le isole e, dietro di esse, il mare formavano un tutto di incantevole bellezza.”

“Napoli è ovunque bella e stupenda.”

“Se non ci si  mai visti circondati per ogni parte dal mare, non ci si può fare un’idea del mondo e dei propri rapporti col mondo”

“Senza la Sicilia, il quadro dell’Italia dentro di noi avrebbe una grave lacuna, qui è la chiave di tutto il resto.”

“In primo piano, le masse di lava, a sinistra il Monte Rosso con la sua doppia cima, e, proprio ad esso dirimpetto i boschi di Nicolosi al di sopra dei quali si leva la cima ricoperta di neve ed un poco fumante.”

“(riferito al teatro greco di Taormina) Se ci si siede lassù dove stavano gli spettatori che occupavano i gradini più alti, si deve riconoscere che mai un pubblico, in un teatro, ha avuto davanti a sè uno spettacolo come questo. Di lato, a destra, si levano, sulle rocce più alte, i castelli, lontano, in basso, giace la città e, quantunque le costruzioni siano moderne, altre simili a queste sorgevano, un tempo, vicino al tempio. Di qua lo sguardo percorre tutta quanta la lunga cresta dell’Etna, a sinistra, la spiaggia sino a Catania, anzi sino a Siracusa. L’enorme monte fumante chiude poi il quadro ampio e grandioso; non è però spaventoso perchè l’atmosfera piena di vapori lo attenuano e lo rendono più dolce di quanto non sia.”

“Un uomo povero che a noi potrebbe sembrare un miserabile, può soddisfare, in questi paesi non soltanto le sue più pressanti ed urgenti necessità, ma godersi, nel modo più pieno, la vita; ed un cosidetto mendicante napoletano può disprezzare il posto di un vicerè in Norvegia e declinare l’onore, qualora l’imperatrice glielo offrisse, di un governatorato in Siberia.”

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