Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares – Fernando Pessoa

“Esiste a Lisbona un piccolo numero di osterie o ristorantini ove, sopra uno spaccio da dignitosa mescita di vini, si erge un mezzanino dall’aspetto rustico e casalingo, sul tipo dei ristoranti di certe cittadine dove la ferrovia non arriva. In quei mezzanini in cui, esclusa la domenica, gli avventori sono rari, è infrequente incontrare tipi curiosi, poveri diavoli, visi senza interesse, gente che vive a margine della vita.”

“La sua voce era opaca e tremula come quella delle persone che non sperano in niente perché conoscono la perfetta inutilità della speranza.”

“Si, la scrittura è un atto, una mia realtà che mi contraddistingue.”

“…oppure sarò ricoverato in un ospizio per poveri, pago della mia completa sconfitta e confuso fra quei relitti umani che pensavano di essere geniali e invece erano solo mendicanti carichi di sogni…”

“Nostalgia! Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me, per l’angoscia della fuga del tempo e la malattia del mistero della vita. Volti che vedevo abitualmente nelle mie strade abituali: se non li vedo più mi rattristo; eppure non mi sono stati niente, se non il simbolo di tutta la vita.”

“La mia anima è una misteriosa orchestra: non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timballi e tamburi. Mi conosco come una sinfonia.”

“All’improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno. Nessuno, assolutamente nessuno.”

“Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno.”

“La mia anima è un maelstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco nel nulla, e nelle acque, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo: vorticano case, volti, libri, casse, echi di musiche e spezzoni di voci in un turbine sinistro e senza fondo.”

“Questa è una giornata nella quale mi pesa, come un ingresso in carcere, la monotonia di tutto. Ma la monotonia di tutto non è altro che la monotonia di me stesso.”

“Il mio desiderio è fuggire. Fuggire da ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo.”

“Siamo tutti schiavi di circostanze esterne…”

“Il saggio è colui che riesce a rendere monotona l’esistenza, poiché allora ogni piccolo incidente possiede il privilegio di stupirlo.”

“Mi ricordo all’improvviso di quando ero bambino e vedevo, come non posso vedere oggi, il mattino che sfavillava sulla città. Essa allora non sfavillava per me, ma per la vita, perché io allora, non essendo cosciente, ero la vita. Vedevo il mattino e sentivo allegria; oggi vedo il mattino e sento allegria e divento triste. Il bambino è rimasto, ma è ammutolito.”

“E affacciato al davanzale, godendomi la giornata al di sopra del volume della città intera, un unico pensiero mi riempie l’animo: il desiderio intimo di morire, di finire, di non vedere più alcuna luce su città alcuna, di non pensare, di non sentire, di lasciare indietro, come una carta da imballaggio, il percorso del sole e dei giorni; di togliermi di dosso, come un abito pesante, vicino al grande letto, lo sforzo involontario di essere.”

“Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire.”

“Vivere è fare l’uncinetto con l’opinione degli altri.”

“Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani; l’ansia insaziabile e molteplice dell’essere sempre la stessa persona e un’altra.”

“Com’era umano il tintinnio metallico dei tram! Quale paesaggio allegro la semplice pioggia nella strada resuscitata dall’abisso!
Oh Lisbona, mio focolare!”

“Un’aurora in campagna mi fa star bene; un’aurora in città mi fa star bene e male, e perciò mi fa star meglio…Un mattino in campagna esiste; un mattino in città promette; il primo fa vivere; il secondo fa pensare. E io sentirò sempre, come i grandi maledetti, che è meglio pensare che vivere.”

“Nuvole…Esisto senza che io sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente, più il niente di me stesso. Nuvole…Che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio! Nuvole…”

“Dopo una notte mal trascorsa nessuno ci vuole bene. Il sonno sfuggito si è portato via qualcosa che ci rendeva umani. Sembra che ci sia un’irritazione latente contro di noi perfino nell’aria inorganica che ci circonda. Il fatto è che noi abbiamo abbandonato noi stessi, ed è fra noi e noi che si tesse la strategia della sorda battaglia.”

“Cammina incosciente. Vive incosciente. Dorme, perché tutti dormiamo. Tutta la vita è un sonno. Nessuno sa quel che fa, nessuno sa quel che vuole, nessuno sa quel che sa. Dormiamo la vita, eterni bambini del Destino.”

“Non ho mai avuto qualcuno da poter chiamare Maestro. Nessun Cristo è morto per me. Nessun Budda mi ha indicato una strada. Sulla cima dei miei sogni nessun Apolli e nessuna Minerva mi sono mai apparsi per illuminare la mia anima.”

“Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole.”

“La mia tragedia è questa: essere l’atleta che è caduto un attimo prima del filo di lana, mentre guidava la corsa.”

“Vivo sempre nel presente. Non conosco il futuro. Non ho più il passato. L’uno mi pesa come la possibilità di tutto, l’altro come la realtà di tutto, l’altro come la realtà di nulla.”

“Sono la scena viva sulla quale passano svariati attori che recitano svariati drammi.”

“Alcuni hanno un grande sogno nella vita e mancano a quel sogno. Altri non hanno nella vita nessun sogno, e mancano anche a quel sogno.”

“Ho chiesto così poco alla vita, e quel poco la vita me l’ha negato.”

“Chi di noi può dire, voltandosi indietro sulla strada che non ha ritorno, che l’ha seguita come doveva.”

“Noi non ci realizziamo mai. Siamo due abissi: un pozzo che fissa il Cielo.”

“Il tedio…soffrire senza sofferenza, volere senza volontà, pensare senza raziocinio…E’ come l’essere posseduti da un demonio al negativo, come una stregoneria indiretta.”

“Dio mi ha creato per essere bambino, e mi ha mantenuto sempre bambino. Perché mai ha permesso che la Vita mi picchiasse e mi rubasse i giocattoli, e mi lasciasse solo durante la ricreazione, a spiegazzare con mani così deboli il mio grembiule azzurro, sporco di lunghe lacrime? Se non mi era possibile vivere senza carezze, perché hanno buttato via la mia tenerezza?”

“Nessun problema ha soluzione. nessuno di noi scioglie il nodo gordiano; tutti noi desistiamo o lo tagliamo.”

“Io la amo come amo il tramonto o il chiardiluna, desiderando che quel momento si fermi, anche se di quel momento posseggo appena la sensazione di possederlo.”

“Noi siamo chi non siamo, e la vita è rapida e triste.”

“La vita è un gomitolo che qualcuno ha aggrovigliato. Essa ha un senso se è srotolata e disposta in linea retta, o ben arrotolata. ma, così com’è, un problema senza nucleo; un avvolgersi senza un dove attorno a cui avvolgersi.”

“Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno.”

“Quando soffriamo ci sembra che il dolore umano sia infinito. Ma il dolore umano non è infinito, perché nulla di umano è infinito, né il nostro dolore ha altro significato oltre al fatto di essere un nostro dolore.”

“Non ho mai chiesto altro alla vita se non che mi passasse accanto senza che io la sentissi.”

“Se è impossibile per te vivere da solo, sei nato schiavo.”

“Sono nato in un’epoca nella quale la maggior parte dei giovani avevano perduto la fede in Dio, per la stessa ragione per cui i loro padri l’avevano posseduta: senza sapere perché.”

“Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto. Non sapere, però, è non esistere.”

“Felice colui che non esige dalla vita più di quello che essa spontaneamente gli dà, facendosi guidare dall’istinto dei gatti che cercano il sole quando c’è il sole e, quando non c’è sole, il caldo, ovunque esso sia.”

“Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. il cadavere mi dà l’impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n’è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell’unico vestito che indossava.”

“Se questa vita, oltre a se stessa, ci offre qualcosa per cui possiamo ringraziare gli Dei, questa cosa è il dono di ignorarci: di ignorare noi stessi e di ignorarci a vicenda.”

“L’uomo non deve potersi guardare in volto, perché è la cosa più terribile che esista. La Natura gli ha dato il dono di non potersi vedere, come gli ha dato il dono di non poter fissare i suoi stessi occhi. Soltanto nell’acqua dei fiumi e dei laghi egli poteva fissare il suo volto. E perfino la posizione che doveva prendere era simbolica. Doveva curvarsi, abbassarsi per commettere l’ignominia di vedersi.
L’inventore dello specchio ha avvelenato l’animo umano.”

“L’ironia è il primo indizio del fatto che la coscienza è diventata cosciente.”

“Scrivere è dimenticare. La letteratura è il modo più piacevole di ignorare la vita.”

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