Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Canale Mussolini – A. Pennacchi

“Per la fame. Siamo venuti giù per la fame. E perché se no? Se non era per la fame restavamo là”

“Mica c’era il benessere. C’era solo la fame.”

“Lei fa i figli perché le servono, e più è povero e più gliene servono; è quando è ricco che gliene bastano pochi”

“perché non è che andavi a Roma e tornavi il giorno dopo. Mica c’era l’Eurostar come adesso. Tornavi chissà quando e chissà pure se tornavi certe volte.”

“Le donne hanno messo l’acqua sul fuoco poi riempito la tinozza nell’aia, e zio Pericle e zio Temistocle si sono fatti il bagno, prima l’uno e poi l’altro nella stessa acqua, perché allora funzionava così, c’erano mica le docce ancora.”

“Lui pure sapeva com’è che va il mondo. Faceva il carrettiere e non è che avesse un’idea politica vera e propria, lui sapeva che esistono e sono sempre esistiti i ricchi e i poveri e non c’è niente da fare, è inutile che ti fai venire idee strane, è meglio che ti rassegni e basta.”

“A parte che adesso non ci vanno neanche più a fare i comizi in mezzo alla gente. Nelle piazze ti interrompevano, ti interrogavano, ti contrastavano. e tu dovevi sapergli rispondere e insultarli per bene lì sul posto, sopra il muso. Adesso vanno in televisione, con quella che ti mette la cipria e fa le domandine preparate.”

“Certo, ripeto, era pieno di fascino il Mussolini e mio nonno se lo stava a sentire estasiato, perché parlava addirittura meglio del Rossoni: frasi secche e incisive che tu capivi subito. Con lui pareva tutto semplice, non i ragionamenti complicati che ci vuole l’avvocato per capirli.”

“Ma mica erano i tempi di adesso. Lei ci doveva stare allora e ci doveva stare nella parte dei poveri però, mica in quella dei ricchi. Lei se era povero non aveva nessun diritto. Solo lavorare e ringraziare Dio, se glielo davano da lavorare; perché era difficile pure quello.”

“Poi chi avesse ragione non lo so, si faccia lei il giudizio suo sul torto o la ragione.”

“Chi amministra amminestra”

“Si giocava scalzi a quell’epoca, le scarpe te le mettevi solo a militare o alla prima comunione, e con un paio di scarpe faceva la prima comunione tutta la famiglia.”

“E invece è arrivata questa guerra mondiale. Noi però non ci siamo entrati in guerra, siamo rimasti neutrali, e mentre quelli si scannavano da mesi, in Italia c’era tutto un casino tra chi voleva entrare e chi no (un casino per modo di dire naturalmente, ossia una cosa solo tra quei quattro signori e intellettuali che leggevano i giornali e si occupavano di politica, mentre la maggioranza del popolo faceva la fame)”.

“Ma che cosa vuole che sia la parola alleato o trattato in Italia?”

“Era un tipo tranquillo, riservato, non era un uomo di grandi chiacchere, stava a sentire; non aveva bisogno di dire la sua e quando proprio la doveva dire, la diceva con poche parole, preciso, asciutto, ma senza mai un ripensamento.”

“Lei girava e rigirava con gli occhi sempre bassi per tutta la cucina e intorno al tavolo, poiché le donne – anche quelle di famiglia – mangiavano dopo o in piedi come mia nonna. A tavola stavano soltanto i maschi e a capotavola c’era sempre mio nonno.”

“Venivano da te, tale e quali agli immigrati nostri che vengono da noi. Ma che non lo sanno pure loro che nove volte su dieci gli si ribalta il barcone e muoiono affogati? Lei sta bene a dirgli: Guarda che nove volte su dieci muori. Quello ti risponde: Lo so, ma dieci su dieci muoio se resto a casa mia.
Questa è la vita, ognuno s’arrampica sugli specchi per cercare di tirare avanti e di migliorare. S’arrampica sugli altri, su chi si deve arrampicare se no?”

“Del resto la cacciagione era anche l’unica carne, si può dire, che mangiassimo in casa, eccetto quel po’ di porco a novembre e un tacchino a Pasqua e a Natale, perché anche tutto il pollame mia nonna lo vendeva. Mica era come adesso, che si mangia carne tutti i giorni.”

“Se tu sei pulito, al potere non ci vai, fai un altro mestiere, non ti metti a cercare il potere.”

“Tutti i ferraresi, pure se di mestiere fanno lo spalamerda, la spalano come fossero il principe D’Este.”

“In ogni viaggio c’è sempre – prima – la bramosia del nuovo, la fretta di arrivare, lo svagarsi dal trambusto. Ma poi si fa strada l’ansia di ciò che ti aspetta, il timore di quel che non t’aspetti e l’indolenzimento delle ossa sulle panche di legno dei sedili, la nostalgia di ciò che hai lasciato, la gente che non vedrai mai più, la voglia di continuare a dormire senza più svegliarti – dormire nonostante i raggi di sole che dal finestrino ormai ti infastidiscono gli occhi – e vorresti che il viaggio non finisse più. Invece no: Strììììì – Giù dalle carrozze!”

“La gente da noi camminava scalza, come abbiamo poi camminato scalzi per tutto l’Agro Pontino fin che nel 1960 non è arrivato il benessere.”

“Ma ogni eucalyptus che lei trova disseminato anche nella landa più sperduta e deserta della Sicilia o della Sardegna, è un segno permanente e tangibile di quella che allora si chiamava Era Fascista.”

“Però quello era il tempo e quelle erano le cose in cui credevamo.”

“Il dramma della condizione umana è proprio questo: sei quasi perennemente condannato a vivere nel torto, pensando peraltro d’avere pure ragione.”

“Siamo – come tutti – fuscelli nel vento del destino. Andiamo dove quel vento ci porta. E arrivati lì facciamo – ogni volta – quello per cui quel vento ci ha portato.”

“Gli Dei rendono ciechi coloro che hanno già deciso di perdersi”

“Lei ha mai sentito di qualcuno per caso in Italia che nel 1938 o 39 si sia alzato a dire: – Però con questi ebrei no, non si fa così – ? Nessuno. Neanche una parola. Tutto il popolo italiano ha detto: – Casso min frega a mì? Son mica ebreo mì-.”

“E’ come al lotto, quanno nun iesce o nummero, s’adda raddoppià.”

“Gli inglesi invece arrivarono armati fino ai denti e con tutte le armi e gli armamenti all’ultimo grido. Gli mancavano solo i Ray-Ban. Noi a piedi coi moschetti e loro con un mare d’aerei che li coprivano dal cielo, e in terra carri armati, autoblindo e camionette fuoristrada”

“Poiché ciò che distrugge l’uomo non è la disgrazia in sé, ma l’incertezza e soprattutto l’attesa della disgrazia. Alla disgrazia fai pure fronte, e dopo in qualche modo ti rialzi. Ma se quella non si compie – e resta sempre appesa – quando più potrai rialzarti?”

“Però lei sa come funzionano queste cose: se te ne sei andato e poi ritorni con la coda fra le gambe, non è che puoi pretendere che come il figliuol prodigo ammazzino i vitelli per te. Quello succede solo nella Bibbia. Nel mondo terreno il più delle volte succede invece che ti prendono a sassate, se ti va bene.”

“Quando però sono andati dal senatore Agnelli a dirgli che il Duce aveva appena dichiarato guerra agli Stati Uniti d’America, quello ha detto solo: -Boia faust, ma non glielo avete fatto vedere un elenco del telefono di New York?”

“E quando la gente le notizie dal fronte, pure se brutte, le riceve solo dalle lettere o dai bollettini della radio è un discorso, ma un altro discorso, se permette, è quando gli cominciano a piovere direttamente sulla testa le bombe d’aereo da un quintale -Occazzo!- comincia a dire allora la gente.”

“Fino all’anno prima tutti: Du-ce Du-ce e vinceremo. Adesso non lo aveva  mai potuto vedere nessuno. Tale e quale ai socialisti nel 1919-21. Ma pure al Pci e alla Democrazia cristiana intorno al 1994. Craxi non ne parliamo, fra poco – lei vedrà – pure al Berlusconi e fra cent’anni al canchero che ci sarà: -Chi io? ma ti pare che io ho potuto dare il voto a un canchero di quella maniera.”

“Alla radio però il giorno dopo il nuovo capo del governo – il maresciallo Badoglio – aveva detto, probabilmente per non far insospettire i tedeschi: La guerra continua a fianco dell’alleato germanico. L’italia mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni.
Mò di quali tradizioni parlasse non so. Forse quelle di maramaldo.”

“Ci metta lei una pezza adesso, poiché pare proprio che se in Italia ci sono la mafia e la camorra, se i politici rubano a rotta di collo, se la gente parcheggia in doppia fila e nessuno paga le tasse, la colpa sia tutta di quell’8 settembre, la morte dello Stato: Ognun per sé e Dio per tutti. Scappi tu e non scappo io?”

“Ognuno gà le so razòn”

“La guerra civile è così: sangue contro sangue, sangue agli occhi. E la colpa è tutta del bando Graziani”

“Grazie agli americani per la libertà e la democrazia. Ma grazie soprattutto – se permette – del benessere. Quello sì che non lo avevamo mai visto. Solo fame s’era vista fino a allora.”

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