Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Vino al vino – M. Soldati

“Uno degli errori più gravi e più comuni in cui oggi incorrono molti consumatori di vino è di credere che un certo vino, riconoscibile al nome e all’etichetta, debba essere sempre eguale a se stesso, e sempre buono se una volta è stato trovato buono.”

“Esigere un vino stabile è la più grande sciocchezza che un bevitore di vino possa commettere. Un vin suivi n’est pas un vin honnete – dice il Courtine”

“In altre parole, il vino non è una entità omogenea né omogeneizzabile. Il vino è qualcosa, sempre, di vivo, di locale, di individuale. ”

“L’Etna è in eruzione. Vediamo dai finestrini, sul fondo completamente nero della montagna, scendere srotolandosi un enorme serpente luminoso, un fiume spesso di lava rovente e bollente, vermiglia, gonfia, globosa nel suo procedere, e con volute e strie, più luminose ancora ma di colore arancione o addirittura giallo. E’ uno spettacolo affascinante.”

“E’ ovvio: consiglio di evitare sempre, finchè possibile, i pasti in aereo.”

“A parte i vini da aperitivo…tutti gli altri vini, per poterne dare un giudizio sicuro, bisogna rigorosamente assaggiarli a pasto, o almeno insieme a un poco di cibo. Perché, a stomaco vuoto, quasi ogni vino sembra gradevole: un inganno in cui, purtroppo, si continua a cadere ance quando se ne ha tutta l’esperienza.”

“Caratteristica di qualunque vino siciliano è uno speciale sapore violento, acre, catramoso, che qualche volta è sgradevole: che a qualche palato è sempre sgradevole: ma che non è necessariamente sgradevole e che non è mai sgradevole quando il vino sia prodotto genuinamente, senza additivi, senza eccessive dosi di solfitanti, e quando sia, eventualmente, chiarificato mediante refrigerazione, ma a stretta regola d’arte, con un calcolo esatto, e fortunato, dei tempi e delle temperature.”

“Vittorioso per me, quella notte, fu l’Etna Bianco prodotto dal Barone Nicolosi di Villagrande nei suoi vigneti e nelle sue cantine di Milo, poco più su di Zafferana Etnea, a seicento e anche a settecento metri sul livello del mare.”

“Per il colmo, sapete come si chiama il locale formaggio di capra o di pecora, fresco o appena stagionato? Tuma, si chiama: proprio così: tuma, e cioè con una parola piemontese pura, e che i catanesi persino pronunciano alla piemontese, senza errori”

“Siracusa: meravigliosa città che, vergognosamente, non conoscevo ancora! Città fatta di sole, di aria di mare e di Grecia antica.”

“Il mare, il vento, il sole, la spiaggia, la campagna con i suoi uliveti e con i suoi vigneti che arriva fino a qui….che cos’è, mi chiedo, il segreto della Sicilia, della sua estrema bellezza, del suo incanto misterioso e onnipresente?
Non c’è alcun dubbio: questo segreto è lo spazio, la grandiosità, la grandezza di tutte le sue strutture, che sono ancora feudali, ad ampie linee, a immensi orizzonti: e mai sminuzzate, mai cincischiate, mai piccolo-borghesi! D’altra parte, come siamo indietro, in Sicilia. Prendiamo ad esempio, soltanto il turismo. Quanto c’è da fare. assale un dubbio atroce: resterà così bella, la Sicilia, il giorno che sarà invasa dal progresso? oppure questa meraviglia è necessariamente legata a una relativa arretratezza?”

“La Sicilia è il succo di tutta l’Italia”

“Usciamo nella notte tiepida e profumata. Profumi, essenze degli agrumeti intorno, purificatemi voi! O stelle, o cielo, o delizioso clima di Sicilia! Perché, a volte, andiamo a cercare l’Oriente, il Medio oriente, l’Atlante, il Peloponneso, Rodi, Cipro, Acapulco, le Bermude e Trinidad? Giuro: mi sento, mi so, mondo da sciovinismo, parlo per convinzione oggettiva: abbiamo in Sicilia tutto quanto fa al caso e non lo sappiamo e, a volte, per snobismo, andiamo in tutti quegli altri luoghi, ci andiamo forse soltanto per epater chi ci ascolterà, nella cerchia dei navigli, alle riunioni mondane e invernali.”

“Eppure, il vero Gragnano, ricordavo esattamente dove l’avevo trovato, la prima volta, e nei primi tempi. Era da Don Luigi, vicolo secondo del teatro Nuovo, traversa di Toledo, a sinistra per chi viene da piazza San Ferdinando.”

“La povertà, ancor oggi, è forse la chiave per capire Napoli: e, quindi, anche per capire la vera, la buona cucina napoletana”

“Non è tutta retorica, dire che si ammira un vino. Perché ogni vino squisito e caratteristico, come appunto il Capri di Patrizi, suscita immediatamente immagini visive: si chiude gli occhi, e si vede qualche cosa.”

“E il vino? Cosa c’entra il vino? Oh, se c’entra! Il vino è come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita, le altre opere, il carattere del poeta, quando si entra in confidenza con l’ambiente dove è nato, con la sua educazione, con il suo mondo. la nobiltà del vino è proprio questa: che non è mai un oggetto staccato e astratto, che possa essere giudicato bevendo un bicchiere, o due o tre, di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai stati.”

“Ho sempre rispettato troppo e il vino e il dolore per non evitare di mescolarli. Se ho avuto dell’indulgenza verso l’alcool, è sempre stato per il motivo opposto: sentendomi felice, per esserlo ancora di più; per abbandonarmi tutto alla felicità”

“Ma proprio qui è il fascino del vino: nella sua vitalità irrazionale e sempre mutevole, non troppo diversa da quella di un organismo umano.”

“Concludendo, il vino lo si giudica proprio da questo: che aiuta, nel ricordo o nella speranza, nella riconoscenza o nel desiderio, a sognare. E non si può descrivere il gusto di un vino se non si ricorre in qualche modo al sogno.”

“Il vino nobilita chi se ne occupa, perchè non basta, a creare la sua eccellenza, la vita di un solo uomo: ce ne vogliono almeno due, di un padre e di un figlio, o di un suocero e di un genero, o forse anche di un maestro e di un allievo, ma di un allievo, allora, umanamente devoto al maestro.”

“Sogni, fantasie, fole: è il vino che le suscita, inevitabilmente.”

“Per descrivere davvero un vino è indispensabile essere poeta, o almeno tendere alla poesia.”

“E così, anche il più esperto enologo, qualche volta, ama il vino: e allora, è un uomo anche lui.”

“La vigna, mi dissi, è la pianta che può simboleggiare l’Italia. Non solo l’Italia, tra tutti i paesi della terra, è quello che produce la maggiore quantità di vino; ma non c’è nessuna delle nostre regioni che non ne produca. Lasciar decadere questa tradizione, perdere questo patrimonio millenario, vorrebbe dire, molto probabilmente, cominciare a sparire come nazione.”

“ogni vino veramente buono e genuino è prodotto in piccolissima quantità”

“Che cos’è un vino senza gli amici? Dirò pane al pane e vino al vino: dirò che un vino senza gli amici è poco più di niente.”

“L’etichetta è, nel migliore dei casi, soltanto una parziale garanzia della bontà del vino in bottiglia.”

“Infine, il frigorifero! Un vino bianco che resta in frigorifero più di tre ore, possiamo considerarlo condannato. non parliamo nemmeno di quei barbari che, nel frigo, mettono anche il vino rosso e vecchio, né di quegli altri, appena meno barbari, che mettono un bianco, lo tolgono, e poi lo rimettono come se niente fosse.”

“Il vino di botte, giovane e del posto è, generalmente, preferibile a qualunque altro vino.”

“Dovrei limitarmi a guardare contro luce il bicchiere, a fiutare profondamente il vino prima di accostare le labbra, e poi a brevi, brevissimi sorsi…No, non sono capace. Finisco sempre per bere, bere, bere: mandar giù un mezzo bicchiere dopo l’altro e senza riflettere a ciò che provo, senza tentare di circoscrivere, nemmeno alla lontana, le mie sensazioni.”

“C’è un incanto che appartiene a tutte le frontiere, e risponde a quella commozione irrazionale, viscerale, che non può non provare, al cospetto di ogni frontiera, chiunque ami davvero la libertà.”

“Ricordo: l’ultima volta che passai di qui fu nel 1931: quarant0anni or sono: erano soltanto dodici dopo la fine della Grande Guerra: già il verde ricopriva i pendii, ma era possibile discernere, un po’ dovunque, come cicatrici sul volto di un vecchio, le tracce delle trincee, dei camminamenti, degli squarci provocati dalle bomber e dalle granate. oh, la terra si rinnova molto più rapidamente di un corpo umano. Oggi, più nulla.”

“E se dovessi, in un’ipotetica gara riservata ai soli vini bianchi, premiare una regione d’Italia, e se avessi a disposizione un solo premio, non potrei esitare: non potrei non decretarlo al Friuli, per i vini del Collio”

“Perché, uscendo dall’Italia, dobbiamo, tante volte, provare questo dolore, di vedere che gli altri rispettano il passato molto più di noi?”

“Boston e San Francisco, a cinquemila chilometri di distanza, sono diverse. ma non come, a cinquanta, Bologna e Ferrare. Certo, è l’Italia: il paese, in rapporto all’area, più vario del mondo.”

“Molto difficile che un vino genuino col tempo non si intorbidi e non faccia deposito. E’ segno, soltanto, che il vino non è stato pastorizzato, né refrigerato, né stabilizzato. E’ segno, soltanto, che il vino è continuato a vivere.”

“Non esistono per i vini leggi assolute. Sono esseri viventi, al pari di creature umane. Riescono come riescono: imprevedibili, vari, capricciosi. Il loro bello, e il loro buono.”

“Perché, senza dubbio, l’Italia, per sua natura e per sue vicende, ha molti cuori. ma la Romagna, forse, è quello che batte con maggiore violenza.”

“Questo è il vino. Memoria. Fantasia. Altro che denominazioni di origine e controllate.”

“L’antico Verdicchio sale alle nari, raggiunge il cervello, rianima il nostro oppresso e sfiduciato cuore.”

“Quando si comincerà a capire che il vino appartiene a un’attività artistica o quasi artistica prima che a un’attività industriale e commerciale? che è un organismo vivente e fantastico? che sfugge ad ogni regola troppo fissa? che ha bisogno di cure appassionate, scrupolose, personali? e che, soprattutto, non è mai, in nessun caso, solo un oggetto di consumo?”

“Perché la legge, nel suo sforzo, nobilissimo ma in estrema analisi vano, di essere uguale per tutti, finisce, a volte, col proteggere chi, applicando scrupolosamente la lettera, più nel profondo violi lo spirito.”

“Nego, nego rabbiosamente che la nostra ricerca sia nostalgica, che il nostro viaggio dei vini sia estetizzante o edonistico. E’ invece volontà di contrasto. E’ lotta con speranza di vittoria.”

“Imparate, o borghesi, o dannati al consumo, o ansiosi e ossessi dal problema del tempo libero, imparate a fare in casa la vostra burrata”

“Ho sempre sostenuto che l’invenzione dei rasoi di sicurezza e dei rasoi elettrici è stata di gravissimo danno all’umanità virile, invitando ciascuno, ogni mattina, alla malinconica segregazione e alla turpe solitudine di quei dieci minuti dedicati alle proprie guance, e, privandolo dell’amabile distensione e dell’umile affettuosa conversazione che sempre offre il barbiere.”

“Anche qui, come ormai dappertutto nella penisola, vige la sciagurata ordinanza: ma, per me, la domenica mattina senza barbiere non è più domenica.”

“Certo, ricopio i miei manoscritti con una IBM, viaggio in automobile e, all’occorrenza, in aereo: ma non per questo, non perché vivo approfittando del progresso, credo di dover rinunciare alla conservazione di tutto quanto, nel passato, era migliore del presente.”

“Dalla pacata conversazione e dalla quantità e qualità dei libri che vedo intorno al suo studio, e in tutte le stanze, capisco che è un umanista, un onnivoro della cultura.”

“La Sardegna, con i suoi spazi immensi e deserti, con i suoi altipiani rocciosi e tutti insieme sollevati in massa sul mare, non è pittoresca: è pittorica.”

“Peccato non provare. Ma proprio queste rinunce, queste attese di un ritorno, questi desideri di scoprire ancora, si depositano nell’animo e innamorano di un paese.”

“Non a caso si diceva le Calabrie. Ci sono ancora ogi almeno tre Calabrie, quante cioè le sue provincie: Reggio, Catanzaro, Cosenza.”

“…il mare aperto, il cielo, e sulla destra le cineree lontananze della Sicilia, la sfumata sagoma dell’Etna.”

“Come si può descrivere il sapore del vino? Le parole non bastano mai: sono ridicolmente insufficienti.”

“Il vino è vita, e nella vita l’avventura può sorprendere in una metropoli, girando la cantonata, come, improvvisa, nel deserto più desolato.”

“Quante volte in campagna, in montagna, al mare, perfino in citta, guardando un paesaggio che improvvisamente, stranamente, mi commuoveva, ho provato il desiderio di essere pittore: come se, dipingendo ciò che vedevo, avessi potuto scoprire il perché della misteriosa commozione.”

“L’Umbria, cioè qualcosa di chiuso, calmo, ordinato, apparentemente aggraziato ma nascostamente simmetrico e quasi ispirato dal sentirsi il tranquillo centro ovale di una figura allungata, agitata, stretta tra le montagne, l’Italia!”

“Grande è il piacere di chi, in un lungo viaggio, a un certo punto momento può includere un luogo che lui conosce o addirittura quello in cui vive.”

“Misteri. Enologi e ampelografi si ignorano crudelmente l’un l’altro. Chi conosce le viti, raramente sa apprezzare il vino: non diversamente, i sommi linguisti poso godono la letteratura. E viceversa. Ma diffidate, amici, diffidate sempre, in tutti i campi, e specialmente in quello del vino, diffidate, quando li incontrate, dei tipi come il barman delle Tremiti. Diffidate dei loro vermut d’onore e di orrore.”

“Perché ogni arte, sebbene si studi e si debba studiare, in fondo può soltanto essere amata. E quando si ama, amici, non si sorride mai da conoscitori.”

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