Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

La ragazza dello Sputnik – H. Murakami

“Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande pianura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non si lasciò nulla.”

“Però, se mi è concessa un’osservazione banale, in questa vita imperfetta abbiamo bisogno anche di una certa quantità di cose inutili. Se tutte le cose inutili sparissero, sarebbe la fine anche di questa nostra imperfetta esistenza.”

“La prima volta che incontrò Myu, Sumire le parlò dei romanzi di Jack Kerouac.”

“Quando trovava un passaggio per lei significativo, lo sottolineava con la matita, e poi lo imparava a memoria devotamente come una preghiera.”

“Scrivere romanzi è un po’ la stessa cosa. Puoi raccogliere tutte le ossa che vuoi, costruire la porta più splendida del mondo, ma ciò non basta a produrre un romanzo che sia vivo. Una storia, in un certo senso, non appartiene a questo mondo. Per creare una vera storia è necessario un battesimo magico, che riesca a mettere in contatto questo mondo con quell’altro.”

“Ma innamorarsi è un’esperienza completamente imprevedibile. Potrebbe arrivare all’improvviso, spuntando fuori da chissà dove, e travolgerti in qualsiasi momento. Anche domani.”

“Aveva occhi scuri, dove si mescolavano diversi colori, ma non vi era in essi niente di opaco o di torbido.”

“Poi sollevò il bicchiere in cui il cameriere aveva versato da poco un vino rosso, lo osservò attentamente, ne valutò il profumo, e infine ne assaggiò dolcemente un sorso. La sequenza dei gesti fu eseguita con tanta naturale eleganza da far pensare a una breve cadenza che un pianista sensibile aveva affinato alla perfezione nel corso del tempo.”

“Era una di quelle piogge quiete ma incessanti che in primavera oscurano e impregnano di umidità la terra, risvegliando dolcemente gli istinti delle infinite creature senza nome che la popolano.”

“Sumire prese il bicchiere e, imitando Myu, bevve un sorso di vino e lo assaporò lentamente prima di mandarlo giù. Il sapore indugiò delizioso nella sua bocca ma dopo qualche istante si dissolse senza lasciare traccia, come rugiada al sole d’estate.”

“Io al piano avevo sacrificato tutto. La mia infanzia, la mia adolescenza. Il piano pretendeva l’offerta della mia carne e del mio sangue, e io non ho mai potuto tirarmi indietro. Nemmeno una volta.”

“Dall’altro capo della linea Sumire non rispose. Il silenzio fu lungo e greve, come quello dei caduti sul fronte orientale.”

“Dì un po’, ma a te non viene mai il dubbio se quello che stai facendo sia giusto o sbagliato?”

“Finora sei stata baciata dalla fortuna – dissi- molto semplicemente. Come i campi bagnati da lunghe piogge quando è il tempo di piantare il riso.”

“Forse non riuscirò più a scrivere romanzi. Ultimamente lo penso spesso. Non sono che una delle tante donne stupide e ingenue che infestano l’atmosfera, dotate solo di un’esagerata condizione di sé, perse a inseguire sogni irrealizzabili. Forse è ora anche per me di abbassare il coperchio del piano e uscire di scena. Prima che sia troppo tardi.”

“Come faccio sempre quando ricevo dei complimenti da qualcuno, in risposta borbottai qualcosa di incomprensibile.”

“Non sapendo cosa rispondere, non dissi nulla. Il silenzio durò il tempo che impiega dell’olio fresco per spandersi sul fondo di una grande padella.”

“Se c’è qualcosa che può essere spiegato con un solo libro, forse non merita spiegazione.”

“Capii che non mi sarei riaddormentato. Mi feci un caffè forte, portai la sedia accanto alla finestra, mi sedetti lì e mangiai un po’ di crackers col formaggio. Poi, leggendo un libro, aspettai che arrivasse l’alba.”

“Ma quando io mi trovo a parlare di me, è inevitabile che il mio io narrato sia filtrato, manipolato, censurato dal mio io narrante, dalla sua scala di valori, dalla sua sensibilità, dal suo spirito di osservazione, nonché da una serie di interessi concreti.”

“A questo punto mi sembra naturale chiedersi che cosa ognuno di noi alla fin fine conosca di se stesso.”

“Cominciai a non abboccare più a tutte le cose che mi dicevano. L’unico spazio nel quale esprimevo un entusiasmo incondizionato era quello dei libri e della musica. E così, come forse era inevitabile, ho finito col diventare una persona piuttosto solitaria.”

“Amavo svisceratamente i libri, ma non credevo di avere sufficiente talento nella scrittura da poter aspirare a diventare un romanziere, e i miei gusti letterari erano troppo dettati dalla passione per poter fare il critico o il redattore in una casa editrice. I romanzi erano per me una gioia privata, che dovevo coltivare in uno spazio separato da quello dello studio e del lavoro.”

“Detto questo, non avevo nemmeno intenzione di trovare lavoro in una ditta, farmi strada attraverso una competizione forsennata e scalare, passo dopo passo, la piramide della società capitalistica avanzata.”

“Vorrei poterti mostrare le ferite di questo mio povero cuore.”

“Avevo intenzione di prepararmi qualcosa per cena e di guardare una partita di calcio in tivù. Un modo ideale per passare una giornata durante le vacanze estive. Accaldato, solitario, libero, senza scocciare né essere scocciato da nessuno.”

“Se mi mettessi a scrivere di quanto sono fantastici il vino e il cibo in Italia, potrei anche non smettere più, perciò rimando questi racconti a un’altra occasione.”

“Anche se sono per la prima volta a Roma non ho nessuna voglia di vedere le famose rovine o la tal fontana, e non mi va nemmeno di andare per negozi. E così mi accontento di starmene seduta in un caffè, ad annusare come un cane l’odore della città, ad ascoltarne le voci e i rumori, e a guardare le facce delle persone che passano.”

“Criticare gli errori di persone che non si conoscono è così facile e rilassante!”

“Eravamo tutti e due privi di qualsiasi saggezza, e anche della capacità di ottenerla. Non avevamo nessun sostegno a cui appoggiarci. Eravamo vicini a un azzeramento totale. Poveri essere continuamente sospinti da un nulla a un altro nulla.”

“Avevano tutti un aspetto simile: rughe scavate e volti impenetrabili. Era come se quel sole così violento e la dura fatica fisica vi avessero prosciugato ogni espressione.”

“Mise in bocca un’oliva, con le dita ne prese il nocciolo e lo gettò nel portacenere, con grazia, come un poeta che aggiunge una virgola a un sonetto.”

“Nuotare completamente nude in quel mare azzurro e trasparente dava una sensazione di felicità incomparabile. Sembrava di essere approdate in un altro mondo.”

“Scoprivo per la prima volta che libertà poteva significare soprattutto pace?”

“In fondo non esiste nessuno che, entrando in contatto con la società, non abbia avuto esperienze sgradevoli, per una ragione o per l’altra.”

“C’è sempre un momento in cui una storia va raccontata, ho insistito. Altrimenti per tutta la vita si resta prigionieri di un segreto.”

“Io non sono uno che porta rancore così, senza ragione.
Myu si tolse il cappello, si aggiustò i capelli sulla fronte, poi se lo mise di nuovo. Mi guardò con gli occhi lucidi.
Forse perché non ti aspetti mai molto dagli altri”

“Le vacanze erano finite e avrei rimesso i piedi nel territorio della quotidianità, che infinito si stendeva davanti a me.”

“Questo è l’ultimo giorno per la persona che sono. Il mio ultimo tramonto. Spuntata l’alba, il me di adesso non ci sarà più. Nel mio corpo entrerà un altro.”

“Perché dobbiamo tutti restare soli fino a questo punto? pensai. Che bisogno c’è? Con tutte le persone che vivono su questo pianeta, e se ognuno di noi cerca qualcosa nell’altro, perché alla fine dobbiamo essere così soli? A che scopo? Forse il pianeta continua a ruotare nutrendosi della solitudine delle persone?”

“Doveva essere un gesto abituale quando incontrava una persona nuova. Senza occhiali, i suoi occhi erano freddi come pietre lunari. Con gli occhiali, la freddezza indietreggiava per fare spazio a uno sguardo vitreo ma penetrante. Né in un caso né nell’altro era comunque uno sguardo volto a mettere a suo agio l’interlocutore.”

“Dopo la morte del mio cane, mi chiusi nella mia stanza a leggere tutto il tempo. Per me il mondo che trovavo nei libri era molto più vivo di quello che vedevo intorno a me. Lì dentro si spalancavano paesaggi mai visti prima. I libri e la musica diventarono i miei amici più grandi… Se avevo dei problemi non mi confidavo con nessuno. Ci pensavo, trovavo una soluzione e agivo, sempre da solo. ma non soffrivo particolarmente per la solitudine. La consideravo normale. In fondo, tutti gli esseri sono soli…
E cominciai ad accorgermi che essere soli è una cosa molto triste. Essere soli è come, in una sera quando diluvia, stare fermi alla foce di un grande fiume e guardare un’enorme massa d’acqua gettarsi nel mare. Sei mai stato fermo alla foce di un grande fiume a guardare l’acqua che si getta nel mare?

“Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati dalle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere.”

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: