Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Ragazze di campagna – E. O’Brien

“Mi svegliai di soprassalto e mi ritrovai seduta sul letto. Mi sveglio così in fretta solo quando sono preoccupata per qualcosa, e per un attimo non capii perché il cuore mi battesse più forte del solito. Poi ricordai. Il motivo era quello di sempre: lui non era tornato a casa.”

“La mamma era seduta vicino alla stufa e mangiava un tozzo di pane vecchio. I suoi occhi azzurri erano piccoli e gonfi: non aveva dormito. Guardava dritto davanti a sé, verso qualcosa che vedeva soltanto lei, verso il destino, il futuro.”

“Desiderava due cose dalla vita e le aveva entrambe: alcool e ammirazione.”

“Era un punto d’onore per lei sperperare i soldi del marito, oltre che una vendetta personale, ma come tutti i forti bevitori era riluttante a usare il denaro per qualcosa che non fosse da bere.”

“All’improvviso capii che dovevo accettare il fatto che mia madre fosse morta. E allora piansi, come non ho mai più pianto in vita mia.”

“Quando tutti se ne furono andati, Martha riempì tre bicchierini di sherry e ce li offrì. Ci sedemmo, accoccolate accanto al fuoco, e chiacchierammo a lungo, come fanno le donne quando si trovano bene tra loro e gli uomini sono lontani.”

“Anche se la sua faccia era stanca, stanca della vita e come spenta, in un certo senso, i suoi occhi erano giovani, grandi e frementi di speranza.”

“Quando mi ritrovo sull’orlo di una catastrofe mi fisso sempre su qualcosa, un albero, un fiore, una vecchia scarpa, per impedirmi di entrare.”

“Era una bella giornata, serena e ariosa, e io ero felice di essere viva.”

“Quando si è giovani si ha voglia di lottare, di impegnarsi per qualcosa, ma poi quando si invecchia ci si rammollisce, ecco tutto.”

“La sua vita non era stata per niente facile, ma non l’avevo mai vista piangersi addosso, né commiserarsi come facevo io.”

“Credo che fu in quel momento che iniziò quella fase della nostra vita che potremmo intitolare: due sciocche ragazze di campagna alla conquista della grande città”

“Aveva la carnagione scura e quando sorrideva mi venivano in mente le cose dell’autunno, come le noci o le mele color ruggine.”

“Capii in quel momento che era lì che volevo vivere. Da quel giorno avrei sempre cercato la folla, le luci, i rumori. Ne avevo avuto abbastanza di suoni malinconici, di piogge improvvise che si abbattono sul tetto di lamiera del pollaio, dei lamenti delle vacche di notte, quando partorivano sotto un albero.”

“Mancava un mese a Pasqua. I gigli erano comparsi nella vetrina del fiorista, all’angolo, e in chiesa drappi viola ricoprivano le statue. il venerdì santo i negozi erano chiusi e tutto aveva un’aria triste. Una tristezza purpurea, una tristezza di morte.”

“No grazie. Di aria buona ne abbiamo presa anche troppo, cavolo. Ora vogliamo vivere.”

“Lui ordinò del vino rosso. Era amarognolo ma il suo bel colore mi fece dimenticare quel gusto sgradevole. Mi piaceva anche solo alzare il bicchiere alla luce della sera e guardarci attraverso, per vedere il caminetto di mattoni e i paioli di rame appesi al muro.”

“La vita poteva essere bella se si incontravano belle persone. Si, la vita era bella e piena di promesse, le promesse che si intuiscono guardando un giardino d’estate, coi fiori azzurri e vaporosi, ai piedi di una meravigliosa fontana, quando l’aria brilla degli schizzi argentei e brumosi dell’acqua che discendono a irrorare i fiori azzurri assetati.”

“Anche se era bello starcene seduti davanti al mare, immaginai che noi due fossimo da un’altra parte, in mezzo a un bosco, stretti l’uno all’altra, vicino a un ruscello. un luogo segreto. Un angolo verde, con le felci tutto intorno.”

“E fu così che vidi sorgere il sole sulla baia di Dublino. L’alba era fredda e il mare sotto di noi grigio e desolato. Stavamo seduti lì da ore, a chiacchierare, fumare ed abbracciarci. Avevamo ammirato le luci verdi del porto, ci eravamo osservati a lungo, in quella penombra, e avevamo pronunciato parole d’amore. Poi venne l’alba, le luci verdi si spensero all’improvviso e un gabbiano solitario si levò in volo.”

“La sua voce era spenta, assonnata e remota. Si era allontanato da me, come sempre.”

“E’ l’unico momento in cui sono contenta di essere donna, quell’ora della sera in cui tiro le tende, mi spoglio dei soliti vestiti e mi preparo per uscire. L’eccitazione cresce, minuto per minuto. mi spazzolo i capelli alla luce della lampada e hanno i colori delle foglie d’autunno sotto il sole. metto un po’ di ombretto scuro sulle palpebre e mi stupisco dell’aria misteriosa che dona ai miei occhi.”

“Avevo bevuto parecchio e mi sentivo girare la testa, ma quella piccola parte di me che era rimasta sobria osservava l’altra parte felice e ascoltava le cose allegre e stupide che raccontava.”

“Poi pronunciò il mio nome, dolcemente: Caithleen…. E io sentii i giunchi del canneto sospirare, mentre sussurrava il mio nome a quel modo, e sentii anche il canto del chiurlo e tutti i rumori della solitudine d’Irlanda.”

“Mi sfilai la gonna, con tutto quello che portavo sotto, e poi la camicetta e la canottiera di cotone, e infine slacciai il reggiseno, quello nero. Rimasi lì, in piedi, rabbrividendo un poco, senza sapere dove mettere le braccia. Allora incominciai ad accarezzarmi la gola, un gesto che faccio spesso quando non so bene come comportarmi.”

“Ma io no ci pensavo, al ritorno. Io pensavo solo all’andata.”

“Nessuno gli apparteneva realmente, mai. Era un uomo troppo distaccato.”

“Piansi per un bel pezzo, sdraiata sul letto, finchp non cominciai a sentire freddo, molto freddo. Per qualche strano motivo viene sempre freddo dopo aver pianto a lungo.”

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