Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Il padiglione d’oro – Y. Mishima

“Mio padre mi aveva parlato spesso del Padiglione d’Oro fin da quand’ero bambino”

“Il balbuziente che tenta e ritenta disperatamente di pronunciare la parola iniziale, è simile ad un pulcino incapace di districarsi dal suo guscio; e quando vi riesce è ormai tardi.”

“Per un ragazzo tanto irrimediabilmente riservato e chiuso, non era forse naturale ritenersi creature eletta?”

“Immaginavo il calore che le mie dita avrebbero provato al suo contatto; ed ancora pensavo all’elasticità che esse avrebbero incontrato, e al suo profumo di polline”

“Ero rimasto lontano troppo a lungo dal mondo, con l’insulsa presunzione che una volta balzatovi dentro a piè pari, tutto sarebbe divenuto facile, tutto possibile.”

“Ognuno è un testimone. Se nessuno esistesse, la vergogna non avrebbe dimora nel mondo.”

“La gente insensibile è sconvolta solamente quando vede scorrere il sangue; eppure, quando il sangue è versato, la tragedia è ormai compiuta”

“Con la morte del babbo, la fanciullezza per me ebbe termine. M’ero sempre meravigliato di non provare nessun attaccamento verso il prossimo, ma quando mi resi conto di non avere patito il minimo dolore per la morte di mio padre, mi sorse dentro una emozione così fiacca ed estenuata che non poteva dirsi meraviglia.”
“Non v’è nulla che ci dica, al apri del viso d’un morto, quanto sia da noi lontana la materia, quanto ci sia impossibile raggiungerla.”

“Come sempre accade quando si è nuovi di una scuola, benché iniziassi ogni giornata calmo e volenteroso, mi sentivo sperduto, continuamente alla ricerca del punto d’appoggio.”

“Esistere è per me più che sufficiente.”

“Mi sembrava d’essermi ingannato sul desiderio sensuale, quando, toccando i bei piedi di quella ragazza, m’ero sentito mancare d’un tratto.”

“Ecco come posso definire in una sola frase il cosiddetto amore: è l’illusione di poter congiungere il fenomeno con la realtà”

“La mia mente si tranquillizzò, l’orrore finalmente svanì. Per me la bellezza non poteva essere che quella. M’isolava dalla vita umana e dalla vita mi proteggeva”

“Quello della gita in montagna è per me un amaro ricordo. Eravamo tutti e quattro giovani, e c’era da aspettarsi che l’intera giornata sarebbe stata caratterizzata dal grigiore, dall’irritabilità, dal disagio e dal senso di vacuità tipici appunto della gioventù.”

“Gli occhi, estremamente penetranti, erano l’unico tratto che desse un’impressione di procace nudità. La bocca lasciva era sempre leggermente dischiusa.”

“E questa, nonostante tutto, è la realtà, questa è la vita umana. Qualcosa che avanza, conquista, muta e si può perdere.

“Da tempo avevo compreso che qualunque forma di conoscenza, anche la più avvilente, comporta esaltazione. E ciò che esalta, intossica.”

“Finchè ero prigioniero senza scampo della bellezza, come avrei potuto tendere le mani verso la vita?”

“Non disse una parola ma il suo sdegno mi entrò nella pelle come s’attacca agli abiti d’autunno l’erba borraccina.”

“Chi avrebbe immaginato che, creato nello spirito e nel corpo soltanto per la luce, avrebbe poi dovuto riposare sottoterra!”

“I fiori di maggio gli si addicevano per il solo fatto che fiorivano e sfiorivano essi pure subitamente, e appunto proprio in maggio, e per questo erano stati gettati sulla sua bara.”

“Ma che bellezza strana, quella della musica! Trasforma un circoscritto periodo di tempo in pura continuità, e non può assolutamente ripetersi; esattamente come gl’insetti effimeri e le altre creature di limitatissima esistenza, la musica non è che immagine e prodotto della vita.”

“La musica somiglia ad un sogno, e allo stesso tempo ne è come l’opposto, è simile cioè alla perfetta lucidità. Mi domandavo se in realtà fosse sogno o veglia. Ma essa aveva il potere di confondere i termini.”

“E in effetti, quanto è più facile amare i morti che non i vivi.”

“Ancora una volta mi stupii di come la mediocrità non venga meno neppure nella vecchiaia.”

“Ben presto mi resi conto come nell’impulso che m’aveva spinto a quel viaggio fosse un oscuro richiamo del mare: non il mare d’un porto artificiale, ma il mare selvaggio, che conservasse intatto il suo aspetto originale, simile a quello di capo Nariu cui ero avvezzo da bambino. Il mare increspato, irritabile, sempre pieno di collera: il mare del Giappone.”

“Non si può uccidere chi, come gli uomini, è mortale. Sono suscettibili di distruzione solo le cose indistruttibili come il Padiglione d’Oro. Come mai non l’aveva pensato nessuno? Non v’era dubbio: la mia concezione era veramente originale.

“Impareranno, e questo li turberà, che le premesse ritenute assiomatiche, su cui poggia la nostra esistenza, possono crollare da un giorno all’altro.”

“Il mio istinto non mi aveva quasi mai ingannato; ed ora, quei piccoli occhi furbastri e infossati mi confermavano ancora una volta quanto giustificato fosse il disprezzo che sentivo per mia madre. Soprattutto le serbavo rancore per avermi generato, un rancore che si ravvivava al ricordo della sua ignominia…quell’ignominia che non mi aveva neppure lasciato scampo nella vendetta, e che mi aveva irrimediabilmente allontanato da lui. E tuttavia, quel vincolo filiale non poteva essere troncato.”

“Mi domandai cosa mai la rendesse così brutta; e capii che…si, era la speranza. Una speranza incurabile, come la scabbia che ostinata si annida sotto la pelle infetta, la scabbia dal prurito incessante e dalla tinta smorta, la scabbia che nulla al mondo può sconfiggere.”

“Qualsiasi cosa è perdonabile se esaminata dal punto di vista del risultato.”

“Ora, quando ci penso, mi sembra che questo amore sia stato infelice proprio a causa dell’infelicità che è dentro di me. Fin dalla nascita il mio animo è stato buio e triste. Posso dire di non aver mai conosciuto la luce della serenità.”

“Tuttavia, nonostante la scossa subita, un ricordo mi rimaneva ancora: il ricordo dei raggi di un sole mattutino filtrante tra gli alberi che disegnava minuti arabeschi sulla camicia bianca di un giovane disteso nell’erba folta d’estate”

“E’ la conoscenza che trasforma questo mondo. Null’altro può farlo. Solo la conoscenza può riuscirci, pur lasciandolo com’è. Mi segui? Se lo sai intendere, il mondo ti appare immutabile e al tempo stesso in eterna trasformazione. Potresti chiedermi quale mai ne sia l’utilità, e ti rispondo subito che gli uomini hanno avuto l’arma della conoscenza per poter sopportare la vita. Per gli animali non è necessario: essi non sanno di dover sopportare la vita, non sanno niente. Con la conoscenza, l’intollerabilità stessa della vita diventa un’arma, senza esserne peraltro minimamente alleviata. Questo è tutto.”

“Studenti poveri, condividevamo gli stessi sogni ad occhi aperti; concordavamo che non era possibile che né la conoscenza né l’azione, quali che fossero, rivaleggiassero con la gioia di vedere una nave far vela.”

“Si trattava dell’opera Dei delitti e delle pene del Beccaria. Questo libro di un giurista italiano del XVIII secolo era scipito come un pranzo a prezzo fisso, composto esclusivamente coi classici schemi del razionalismo illuministico; ed io, letta qualche pagina, l’avevo gettato via.”

“Il passato non ci riporta soltanto indietro: certi ricordi sono simili a potenti molle d’acciaio le quali, toccate da chi vive nel presente, di scatto si liberano e lo proiettano nel futuro.”

Advertisements

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: