Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Le guerre jugoslave – J. pirjevec

“In Bosnia Erzegovina viene condotta una guerra mondiale nascosta, poichè vi sono implicate direttamente o indirettamente tutte le forze mondiali e sulla Bosnia Erzegovina si spezzano tutte le essenziali contraddizioni di questo e dell’inizio del terzo millennio” (Kofi Annan)

“…a partire dal Seicento, avevano insediato coloni di origine serba e di fede ortodossa, che erano stati esentati dalla servitù della gleba, ma dovevano in cambio prestare servizio militare ogni qualvolta ce ne fosse bisogno. Si formò così una popolazione guerriera…”

“La Jugoslavia socialista, autogestita e non allineata, restava, nonostante il processo di rinnovamento in cui era coinvolta, un paese scisso tra due programmi politici che si escludevano a vicenda: mentre i croati, gli sloveni e in parte anche i macedoni miravano al rafforzamento del principio federale per rivendicare la propria individualità nei confronti dei serbi, costoro erano attratti dal centralismo partitico e statale, l’unico capace a loro avviso, di garantire compattezza alla complessa compagine di cui costituivano l’elemento più numeroso e influente.”

“Quando tuttavia, il 4 maggio 1980, il maresciallo morì, lasciando la Jugoslavia in un mare di debiti e in una crisi ideologica profonda, essendo venuta meno la forza coesiva del Partito comunista, tutti i nodi vennero fatalmente al pettine. La scintilla che fece esplodere il classico barile di polvere fu la seconda rivolta degli albanesi del Kosovo, nel marzo del 1981.”

“E’ la terra serba là dove ci sono tombe serbe” (Milan Martic)

“Nell’immaginario collettivo serbo, già così affollato, ai vecchi eroi barbuti e capelloni se ne aggiunsero di nuovi, dal look più moderno, sebbene di ferocia antica. Tra questi spiccavano il capitano Dragan, un avventuriero serbo-australiano, capo dei knjindje, e il comandante delle Tigri, Zarko Raznjatovic Arkan, ex capo della tifoseria di Belgrado, ex rapinatore di banche e killer dei Servizi segreti jugoslavi, nonché uomo di Milosevic.”

“Dopo che in un caffè serbo scoppiò un ordigno collocato, secondo l’accusa, dai musulmani, la cittadina, abitata in maggioranza da questi ultimi, fu presa d’assalto dalle Tigri di Arkan. I suoi uomini, reduci dai massacri di Vukovar, ben armati e addestrati con tanto di modernissimi Ray-Ban sul naso, diedero il via alla mattanza, trucidando sotto gli occhi di tutti due fedeli che uscivano dalla moschea di Solimano. I loro correligionari, terrorizzati, cercarono di tornare sui propri passi, ma furono sterminati a loro volta da bombe gettate all’interno dell’edificio sacro.”

“eravate così preoccupati di Sarajevo, che nel resto della Bosnia potevamo fare quel che volevamo” (koljevic – vice presidente repubblica serba)

“Nel Golfo c’era un chiaro caso di aggressione. In Jugoslavia, chi è il nemico? Come dovremmo identificare la nostra missione militare? Chi dovremmo combattere? I bosniaci? I serbi? Non lo sappiamo” (Cheney – Segretario alla difesa USA)

“All’alba del 16 aprile il villaggio di Ahmici, etnicamente misto, fu attaccato da militi croati dalle facce dipinte di nero, che uccisero, sorprendendoli nel sonno, circa 100 dei suoi abitanti musulmani, molti dei quali – anche bambini – furono arsi vivi, impiccati o massacrati in modo così orrendo da non essere identificabili. L’imam locale, con la moglie, fu inchiodato sulla porta della moschea e bruciato.”

“Se in occidente uccido un uomo, sono un assassino e verrò condannato. Se uccido dieci persone, diranno che sono un serial killer. Se però in Bosnia uccido 200000 persone, sarò invitato al tavolo delle trattative” (H. Silajdzic)

“L’eccidio di Srebenica, costato la vita a 7-8000 persone, fu denunciato dall’Independent, come il fondo del fondo dell’umiliazione per le Nazioni Unite.”

“Essendo dunque chiaro che l’America avrebbe dovuto in ogni caso impegnarsi militarmente in Bosnia Erzegovina, tanto valeva farlo per risolvere la questione una volta per tutte, piuttosto che limitarsi ad aiutare gli europei a uscire dalla trappola in cui si erano cacciati da soli.”

“A Susanna Agnelli fu offerto infatti, per così dire, un posto in seconda fila, che rifiutò con sdegno; ma la sua indignazione non sembrò preoccupare gli americani, da tempo irritati per le posizioni manifestamente filoserbe del governo di Roma.”

“I cimiteri balcanici sono pieni di promesse non mantenute da Milosevic” (Clinton)

“Il 13 marzo Javier Solana autorizzò l’Operazione Allied Force, inviando nello stesso tempo una lettera ai governi di Albania, Bulgaria, Macedonia e Slovenia per rassicurarli del sostegno della Nato, qualora la loro sicurezza fosse minacciata dall’esercito jugoslavo. Con questa decisione l’Alleanza atlantica, nata con scopi difensivi, s’impegnava per la prima volta nel mezzo secolo della sua storia in un’azione offensiva, attaccando uno stato sovrano e violando in tal modo non solo la Charta dell’ONU, ma anche la propria costituzione.”

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