Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Latinoamericana – E. Che Guevara

“Non è questo il racconto di gesta impressionanti, ma neppure quel che si direbbe semplicemente un racconto un pò cinico; per lo meno, non vuole esserlo. E’ un segmento di due vite raccontate nel momento in cui hanno percorso insieme un determinato tratto, con la stessa identità di aspirazioni e sogni.”

“La mia bocca narra quel che i miei occhi le hanno raccontato.

“Ogni altro problema che non riguardasse la nostra impresa ci sfuggica in quel momento, vedevamo solo la polvere della strada e noi sulla moto a divorare chilometri nella fuga verso nord.”

“Per me il mare è sempre stato un confidente, un amico che assimila tutto quel che gli viene raccontato senza mai rivelare il segreto confidato e che dà i migliori consigli: un rumore il cui significato ciascuno interpreta come crede.”

“Un viaggio ha due estremi: il punto in cui comincia e il punto dove finisce.”

“Adesso so, accettandolo quasi con fatalismo, che il mio destino è viaggiare.”

“I miei sogni volavano lontano mentre mi piegavo sulla pompa, svuotando la sentina.”

“Al porto straripante di mercanzie spesso a noi completamente sconosciute, al mercato dove vendevano i più svariati generi alimentari, nelle casette di legno dei paesini cileni e nei singolari indumenti dei loro contadini, si palpava già qualcosa di totalmente diverso, e tipicamente americano, impermeabile all’esotismo che aveva invaso le nostre pampas, forse perchè l’immigrazione anglosassone del Cile non si è mai mescolata con i nativi e consente quindi la totale purezza della razza indigena che nella nostra terra è praticamente scomparsa.”

“…squisito vino di botte, denso, non filtrato. Come al solito, l’ospitalità cilena ci avrebbe lasciato tra San Juan e Mendoza.”

“Il vino cileno è buonissimo e io bevevo con una velocità straordinaria, tanto che andando al ballo del paese mi sentivo capace delle più grandi imprese.”

“Ma ogni cosa ha la sua fine, e Los Angeles ci dava l’ultimo saluto. Il Che Piccolo e il Che Grande (Alberto e io), con espressione molto seria stringevano le ultime mani amiche, mentre il camion iniziava la sua marcia verso Santiago, portando sul suo dorso poderoso il cadavere della Poderosa II”

“Valparaiso è molto pittoresca, sorge dalla spiaggia che si affaccia sulla baia, e crescendo si è abbarbicata ai monti che muoiono nel mare. La sua strana architettura di zinco, scaglionata a terrazze unite fra loro da scale serpeggianti o da funicolari, vede esaltata la sua bellezza da museo delle stravagnaze grazie al contrasto che formano i diversi colori delle case, mescolati all’azzurro plumbeo della baia. Con pazienza da chirurghi curiosiamo tra le scalinate sudice e negli anfratti, parliamo con i mendicanti che abbondano: auscultiamo il fondo della città, i miasmi che ci attraggono. Le nostre narici tese captano la miseria con sadico fervore.”

“oggi a te, domani a me… era il suo motto preferito, non certo originale, ma senza dubbio conreto.”

“Lì, in quegli ultimi istanti per gente il cui orizzonte più lontano è sempre stato arrivare a domani, è dove si coglie la profonda tragedia che condensa la vita del proletariato di tutto il mondo; c’è in quegli occhi moribondi una sommessa richiesta di perdono e anche, molte volte, una disperata richiesta di consolazione che si perde nel vuoto, come presto si perderà il corpo nell’immensita del mistero che ci circonda. Fino a quando continuerà questo ordine delle cose basato su un’assurda suddivisione in caste, è qualcosa cui non sta a me rispondere, però è ora che i governanti dedichino meno tempo alla propaganda delle qualità del loro regime e più denaro, moltissimo denaro in più, per la realizzazione di opere di utilità sociale.”

“Lì abbiamo capito che la nostra vocazione, la vera vocazione, era viaggiare in eterno per le strade e i mari del mondo. Eternamente curiosi, osservando tutto ciò che potesse comparire davanti alla vista. Annusando ogni angolo, ma sempre con discrezione, senza piantare radici in nessuna terra, nè fermandoci a studiare il substrato di qualcosa; la periferia ci bastava.”

“L’impresa di Valdivia rappresenta il mai sopito affanno dell’uomo a possedere un luogo dove esercitare la propria autorità in maniera irrefutabile.”

“Infine c’è Salvador Allende, candidato del Fronte del popolo, che ha l’appoggio dei comunisti, i quali hanno perso già quarantamila voti, corrispondente al numero delle persone private del diritto di voto per aver aderito a tale partito.”

“Lo sforzo maggiore che deve compiere è scrollarsi lo scomodo amico yankee dalle spalle e tale impresa risulta, almeno per il momento, ciclopica, data la quantità di dollari investiti da questi e la facilità con la quale possono esercitare un’efficace pressione economica nel momento in cui vedano i propri interessi minacciati.”

“E’ curioso l’effetto del sole: non era ancora apparso all’orizzonte e già ci sentivamo rinfrancati, soltanto a pensare al calore che avremmo goduto.”

“La parola che più di ogni altra può definire il Cuzco è evocazione. Un’impalpabile polvere di altre ere sedimenta tra le sue strade, sollevandosi in un magma di laguna fangosa quando si calpesta il suo substrato.”

“Finalmente arrivammo ad Ayacucho, famoso nella storia d’America per la decisiva battaglia vinta da Bolìvar nelle piane che la circondano.”

“Le sue ciminiere buttavano un fumo nero che impregnava ogni cosa di fuliggine e le facce dei minatori che giravano per le strade erano anch’esse ricoperte da quella tristezza antica del fumo che uniforma tutto cin un grigiore monotono; un perfetto accostamento con il cielo plumbeo della montagna.”

“Con il terzo toro c’è stata una certa emozione quando ha agganciato spettacolarmente il torero e lo ha fatto volare in aria, però niente altro che questo. la festa è finita con la morte del sesto animale senza infamia e senza lode. L’arte non ce la vedo; coraggio, in un certo senso; destrezza, poca; emozione, relativa.”

“Sul prestino me ne sono andato al fiume a ritentare la sorte con i pesci, ma questo sport è come il gioco: chi comincia vincendo finisce perdendo.”

“Il nero, indolente e sognatore, spende i suoi pochi soldi in frivolezze qualsiasi o nel tentativo di piazzare un bel colpo, mentre l’europeo possiede una tradizione di lavoro e di risparmio che lo ha seguito fino in questo lontano angolo d’America e lo spinge a progredire, indipendentemente dalle sue stesse ispirazioni individuali.”

“Le stelle punteggiavano di luci il cielo di quel villaggio di mantagna e il silenzio e il freddo rendevano immateriale l’oscurità. Era – non so bene come spiegarlo – come se ogni sostanza solida si volatilizzasse nello spazio etereo che ci circondava, privandoci dellindividualità e fondendoci, intirizziti, a quel buio immenso. Non vi era una sola nube che, carpendo una porzione di cielo stellato, desse una qualche prospettiva allo spazio. A pochi metri appena, la funerea luce di un lampione stemperava le tenebre circostanti.”

“…sapevo che nel momento in cui il grande spirito che governa ogni cosa darà un taglio netto dividendo l’umanità intera in due sole parti antagoniste, io starò con il popolo, e lo so, perchè lo vedo ompresso nella notte, che io, eclettico sezionatore di dottrine e psicoanalista di dogmi, urlando come un ossesso, assalterò barricate o trincee, tingerò di sangue la mia arma e, come impazzito, sgozzerò ogni nemico che mi si parerà davanti.”

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