Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Paura e disgusto a Las Vegas – H. S. Thompson

“Eravamo dalle parti di Barstow al limite del deserto quando le droghe cominciarono a fare effetto. Ricordo che dissi qualcosa come “mi sento la testa un tantino leggera; magari potresti guidare tu….” E immediatamente dopo ci fu un terrificante ruggito tutt’intorno a noi e il cielo si rimepì di enormi pipistrelli strillanti in picchiata sulla nostra macchina, la quale filava a 160 all’ora verso las vegas con la cappotta abbassata. E una voce gridava “Santiddio! Cosa cazzo sono questi animali”
Poi tornò la calma. il mio avvocato si era tolto la maglietta e si versava birra sul petto, per facilitare l’abbronzatura.”

“Il baule della macchina pareva un laboratorio mobile della narcotici. Avevamo due borsate di erba, 75 palline di mescalina, cinque fogli di LSD super-potente, una saliera piena zeppa di cocaina, e un’intera galassia di pillole multicolori, eccitanti, calmanti, esilaranti….e anche un litro di tequila, uno di rum, una cassa di Budweiser, una pinta di etere puro e due dozzine di fiale di popper.”

“Una volta che ci si trova risucchiati in una seria raccolta di droghe, la tendenza è di spingerla più in là che si può.”

“L’unica cosa che realmente mi preoccupava era l’etere. Al mondo non c’è nulla di più indifeso e irresponsabile e depravato di un uomo nelle profondità di una sbornia di etere”

“Voglio che tu sappia che stiamo andando a Las Vegas per scovare il Sogno Americano”

“Ogni tanto, quando la vita si complica e i predatori cominciano a farsi sotto, l’unico vero rimedio è fare il pieno di micidiali prodotti chimici e poi guidare come un bastardo da Hollywood a Las vegas. Per rilassarsi, come si suol dire, nel grembo del sole del deserto. Tirare giù la cappotta e fissarla ben bene, imbrattarsi la faccia di crema abbronzante e decollare con la musica a tutto volume, e almeno mezzo litro di etere.”

“Ma il nostro viaggio era diverso. Era la classica affermazione del tutto-è-a-posto-e-autentico-e-decente nello stile nazionale. Era un grossolano, fisico tributo alle fantastiche possibilità di vita in questo paese – ma solo per quelli dotati di autentica grinta. E noi di quella eravamo stracarichi.”

“Accendi la radio. Accendi il registratore. Guarda il tramonto là davanti. Tira giù i finestrini per godere meglio del vento fresco del deserto. Ah si. Era tutto lì. Controllo totale, ora. Scarrozzarsi lungo la strada principale di las vegas al sabato sera, due vecchi bravi ragazzi in una decappottabile rosso fiamma…fatti intontiti, alterati…Brava gente.”

“Giocare forte è davvero un brutto affare – e las vegas fa somigliare Reno all’accogliente pizzicheria vicino a casa. per un perdente, Vegas è la peggiore città del mondo.”

“Questo è il maggior vantaggio delletere: ti fa comportare com lo sbronzo del villaggio di qualche antico romanzo irlandese…Perdita totale di ogni più elementare abilità motoria: vista offuscata, niente equilibrio, lingua insensibile – interruzione di ogni rapporto tra il corpo e il cervello. Quel che è interessante è che il cervello continua a funzionare più o meno normalmente….cioè puoi osservarti mentre ti comporti in quel modo tremendo, ma non puoi farci nulla.”

“Ah etere diabolico – droga corporea totale. la mente inorridisce, incapace di comunicare con la colonna vertebrale. Le mani armeggiano pazzamente, incapaci di cavare il denaro dalla tasca…risate mozze e sibili fuori dalla bocca…sempre sorridendo.
L’etere è una droga perfetta per Las vegas. In questa città amano gli ubriachi. Carne fresca. Così ci misero dentro alla porta girevole e ci fecero entrare liberamente.”

“Il Circus-Circus è quel che sarebbe il jet-set al sabato sera, se i nazisti avessero vinto la guerra.”

“Questa follia va avanti all’infinito, ma nessuno sembra farci caso. il gioco dazzardo funziona ventiquattr’ore al giorno, e il circo non si ferma mai.”

“No, questa non è proprio una città da droghe psichedeliche. La realtà stessa è troppo sballata.”

“La mescalina buona fa effetto lentamente. la prima ora è tutta attesa; poi, circa a metà della seconda ora, cominci a maledire il verme che ti ha bidonato, perchè non succede ancora nulla… e ZANG! Intensità diabolica, strane vampate e vibrazioni…una punizione molto dura in un posto come il Circus-Circus.”

“Cosa stavamo facendo lì? Che significato aveva quel viaggio? vevo veramente una grande decappottabile rossa parcheggiata in strada? Stavo solo vagando per le scale di quel Mint Hotel sotto l’effetto delle droghe, o ero davvero venuto a Las vegas per scrivere un pezzo?”

“Giù dalle scale, ora, dentro al casinò, un gran bordello di gente pigiata attorno ai tavoli dei dadi. Chi sono queste persone? Queste facce! Da dove vengono? Paiono caricature di venditori di auto usate di Dallas. ma sono reali. E, Gesummio, sono maledettamente tanti – ancora intenti a gridare ai tavoli da gioco di questa città-deserto alle quattro e mezzo di una domenica mattina. Ancora intenti a pomparsi il Sogno Americano, quel miraggio del grande Vincente che emerge dall’ultimo caos preaurorale di un logoro casinò di Las Vegas.”

“Sarebbe stato molto difficile da raggiungere nelle successive sei ore. Si era masticato tutto un tampone di acido.”

“Metti White Rabbit, disse, voglio un suono ascendente.”

“Il mio avvocato è stato sempre incapace di accettare l’assunto – spesso abbra cciato dai tossicomani recuperati e particolarmente popolare tra quelli sotto sorveglianza – secondo il quale anche senza drogarsi si possono raggiungere altezze inimmaginabili. E neanch’io, se è per questo.”

“C’era follia in ogni direzione, a ogni ora. Se non attraverso la Baia, allora su al Golden Gate o giù sulla 101 per Los Altos o La Honda….Potevi sprizzare scintille dovunque. C’era una fantastica universale impressione che qualunque cosa si facesse fosse giusta, che si stesse vincendo…
E quella credo, era la nostra ragion d’essere – quel senso di inevitabile vittoria contro le forze del Vecchio e del Male. Vittoria non in senso violento o militare: non ne avevamo bisogno. La nostra energia avrebbe semplicemente prevalso. Non c’era lotta – tra la nostra parte e la loro. Avevamo tutto l’abbrivio noi; stavamo cavalcando un’onda altissima e meravigliosa…
Ora meno di cinque anni dopo, potevi andare su una qualsiasi collina a Las vegas e guardare verso ovest, e con gli occhi adatti poevi quasi vedere il segno dell’alta marea – quel punto in cui l’onda, alla fine, si è spezzata per tornare indietro.”

“In una società chiusa nella quale tutti sono colpevoli, l’unico vero crimine è farsi prendere. In un mondo di ladri, l’unico peccato mortale è la stupidità.”

“Era pericoloso, stupido e demenziale sotto tutti gli aspetti – eppure non si poteva evitare la puzza di contorto umorismo che aleggiava sull’idea di un giornalista gonzo perso in un’avventura tossica potenzialmente letale che veniva invitato a seguire la Conferenza Nazionale dei Procuratori su Sostanze Psicotrope e Droghe Pericolose.”

“In ogni lavoro arriva il momento o di smettere di perdere o di incassare le vincite – a seconda dei casi.”

“C’è una solta strada per L.A. – la Interstate 15, un nastro dritto privo di alternative, una piatta sparata a tutta velocità attraverso Baker e Barstow e Berdoo, e poi sulla Hollywood Frreway, dritto filato nel frenetico oblio: salvezza, oscurità, solo un altro freak nel Regno dei Freak.”

“Ma Cristo, sono stanco! E spaventato. E strafatto. Questa civiltà mi ha abbatutto. Cosa cazzo sto facendo qui?”

“Cristo strisciante di Dio! C’è un prete in questa taverna? Mi voglio confessare! Sono un peccatore del cazzo! Veniale, mortale, carnale, maggiore, minore – chiamami come ti pare, o Signore…io sono colpevole.
Ma fammi questo ultimo favore: dammi altre cinque ore di tempo prima di far calare la tua scure; lasciami abbandonare questa maledetta macchina e questo orribile deserto.”

“Martedi, mezzogiorno emezzo…Baker, California….Perso nella Ballantine Ale, ora, ubriaco fradicio e nervoso. Conosco questa sensazione: tre o quattro giorni di sbornia, droghe sole niente sonno, bruciando tutte le riserve di adrenalina – un’altezza vertiginosa e vibrante che significa che lo schianto sta per arrivare. ma quando? Quanto durerà ancora?”

“In qualità di tuo avvocato, ti consiglio di dirmi dove hai messo quella casso di mescalina.”

“Maledizione…ne hai preso TROPPO”

“Passare una settimana a Las vegas è come farsi rinchiudere in una macchina del tempo, è una regressione agli anni cinquanta.”

“Ci sono posti nei quali si entra – in quel tipo di situazione – e si capisce subito che sarà dura-. Non è questione di dettagli: quel che si sa è che mentre ci si avvicina alla pota d’ingresso, nel cervello cominciano a ronzare brutali vibrazioni. Qualcosa di orrendo sta per succedere e ci riguarderà.”

“MA cosa è assennato? Specialmente qui, nel nostro paese, nella fatale era di Nixon? Siamo tutti impegnati in una lotta per la sopravvivenza, al momento. Finita l’energia che pulsava negli anni Sessanta. le sostanze stimolanti sono cadute in disgrazia. E’ stata questa la falla fatale nel viaggio di Tim Leary. Ha bombardato l?America con la sua espansione di coscienza senza minimante preoccuparsi della realtà sinistra e rapace che attendeva tutti quelli che lo avrebbero preso troppo sul serio. Dopo West Point e il sacerdozio, L’LSD deve essergli sembrato perfettamente logico…e non è di gran consolazione sapere che è finito così male, perchè nella sua caduta si è tirato dietro davvero troppa gente.”

“La stanza era piena di asciugamani usati: erano appesi dappertutto. Sul pavimento del bagno c’era uno strato di quindici centimetri composto da pezzi di sapone, vomito e bucce di pompelmo, il tutto mescolato a vetri rotti. Ogni volta che andavo a pisciare dovevo mettermi gli stivali. il manto del tappeto grigio maculato era talmente fitto di semi di maijuana che tendeva al verde.”

“C’era traccia in quella stanza di eccessivo consumko di qualsiasi droga conosciuta dall’uomo civilizzato a partire dall’anno del Signore 1544”

“Una piccola dose di questa città basta per parecchio tempo. Dopo cinque giorni ci si sente come se ci si fosse stati cinque anni. Certa  gente dice che gli piace – ma se è per questo, cè anche gente a cui piace Nixon. Sarebbe stato un sindaco perfetto per questa città; con John Mitchell sceriffo e Spiro Agnew assessore alle fognature.”

“Di tanto in tanto capitano giornate nelle quali tutto è vano…veri fiaschi dall’inizio alla fine, e se ci si vuol bene in giornate come quelle. bisogna tipo acciambellarsi in un angolo e guardare, magari pensare un pò. Lasciarsi andare su una vecchia sedia di legno, tirare le tende per ripararsi dal traffico e strappare argutamente sette o otto Budweiser…farsi fuori un pacchetto di Marlboro, mangiarsi un panino al buro di arachidi, e alle fine, verso sera, trangugiarsi un tampone di buona mescalina…e più tardi andarsene in macchina fino alla spiaggia.”

“La stampa è una congrega di checche crudeli. Il giornalismo non è una professione nè un mestiere. E’ solo una modesta trappola per coglioni e sbandati – un falso portone sul retro della vita, una miserabile fossa biologica nelle gringie degli ispettori edili, ma abbastanza profonda perchè un ubriacone ci si possa raggomitolare dentro e maturbarcisi come una scimmia nella gabbia.”

“Mi feci un’altra bella tirata di popper, e arrivai al bar col cuore colmo di gioia. Mi sentivo come una mostruosa reincarnazione di Horatio Alger….un uomo in marcia, abbastanza malato da avere fiducia in tutto.”

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