Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Occhi di cane azzurro – G. Marquez

“Era di nuovo lì il rumore. Quel rumore freddo, tagliente, verticale, che ormai conosceva bene; ma che ora gli si presentava acuto e doloroso, come se da un giorno all’altro ne avesse perso l’abitudine.”

“La paura! Che parola profonda, significativa!”

“Sino a pochi istanti prima era felice della sua morte, perchè credeva di essere morto. Perchè un morto può essere felice della sua situazione irrimediabile. Ma un vivo non può rassegnarsi a essere sepolto vivo.”

“Quietamene, avvolto nel tiepido clima di serenità bramata, sentì la leggerezza della sua morte artificiale e quotidiana. Sprofondò in una grata geografia, in un mondo facile ideale; un mondo come disegnao da un bambino, senza equazioni algebriche, senza addii amorosi e senza forse di gravità”

“Era stanca di essere al centro di ogni attenzione, di vivere assediata dagli occhi lunghi degli uomini. Di notte, quando si piantava sulle palpebre gli spilli dell’insonnia, avrebbe desiderato essere una donna comune, senza fascino.”

“Era in quelle ore di insonnia che ricordava le cose spiacevoli alla sua fine sensibilità”

“Ma si era abituata a vivere in un’unica dimensione, come la linea retta, forse perchè i suoi vizi o le sue virtù non potessero essere conosciuti di profilo.”

“L’uomo della stanza anteriore, dopo aver dormito per lunghe ore come un santo, dimentico delle preoccupazioni e delle ansie dell’alba nuova, si svegliò quando il giorno era fatto e il rumore della città invadeva – totalmente – l’aria della camera  socchiusa.”

“Fra tutti i suoi sensi nessuno come l’olfatto risvegliava in lui la diffidenza.”

“Lei dritta, con una mano lunga e quieta sulla lampada, mentre mi guardava. Vedevo le sue palpebre illuminate come ogni notte. Fu allora che rammentai la solita cosa e dissi: Occhi di cane azzurro. Lei mi disse, senza ritrarre la mano dalla lampada: Già, non lo dimenticheremo mai.”

“Non aprire quell’uscio – disse – ilo corridoio è pieno di sogni difficili”

“Ti regalerei una giornata intera con la sua notte pur di vederti contenta.”

“Ti voglio così bene che non verrei a letto con te.”

“E’ da poco che mi sono accorta che è tutto una merda.”

“L’avevamo rinchiuso come se fosse stato un cavallo, come se il calcio gli avesse contagiato il torpore e gli si fosse impressa in fronte tutta la stupidità dei cavalli: l’animalità.”

“Siccome è domenica e ha smesso di piovere, penso di portare un mazzo di rose sulla mia tomba. Rose rosse e bianche, di quelle che lei coltivava per fare altari e corone.”

“Perché quel giorno saprà che non era il vento invisibile a spingersi ogni domenica fin sul suo altare a scompigliarle le rose.”

“Durante il resto della mattinata la mia matrigna e io restammo sedute sulla veranda, contente che la pioggia rivitalizzasse il rosmarino e la tuberosa assetati nei vasi dopo sette mesi di estate intensa, di polvere bruciante.”

“Ricordai agosto, quelle sere lunghe e attonite in cui ci lasciavamo morire sotto il peso dell’ora, con i vestiti appiccicati al corpo per il sudore, mentre sentivamo fuori il ronzio insistente e sordo dell’ora che mai trascorreva.”

“Ma mio padre non ritornò: si smarrì nel tempo”

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