Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Fuochi – P. Buttafuoco

“E’ mai possibile che tutta quella minchia di folla di lavoratori socialmente utili non venga spedita, ramazza in mano, a pulire le spiagge o la Riserva dell’Irminio, bellissima, struggente, unica, sublime, impareggiabile, commovente, scena adatta a tutti i Montalbano ma infestata di bottiglie di plastica e munnizza galleggiante?”

“L’unica arte praticata in Sicilia, la nostra vera potente merda d’artista, è quella dell’incompiuta”

“Chi non ci passa non lo può capire cos’è la galera. In verità neppure chi ci passa dalle carceri lo capisce, anche se di sicuro non lo dimentica”

“La lingua dell’analitica è senza dubbio il greco, lingua della solennità è il latino. Lingua della politica è invece il siciliano, unico codice di interpretazione delle regole sociali che consente a se stesso la dissimulazione, la celebrazione, la sentenza e perfino il gioco della retorica, ma sempre nell’ambito di un metalinguaggio, un posizionarsi oltre al semplice enunciare di un fatto o di un ammaestramento”

“Senza fetu non s’avvia interesse e senza interesse non avanza politica”

“Chiunque faccia politica, in Sicilia, come chiunque faccia impresa, prima o poi, si suca due immancabili appuntamenti: o la galera o il fallimento. Per gli imprenditori, poi, l’uno e l’altro.”

“Oggi, dopo venti anni dalla stagione delle stragi, pur con Totò Riina e Binnu Provenzano in carcere, la Sicilia è solo la fogna del potere. E se la Sicilia è così, evidentemente, Riina e Provenzano erano solo una parte del problema e non il poblema. Il vero guaio siamo noi siciliani”

“Fare il parà è fare il lancio: il primo è una liberazione, il secondo è più ragionato, gli altri diventano un’orgia di concentrazione e di misura”

“La libreria è un luogo d’accoglienza per visitatori di ogni tipo”

“L’uomo che si nutre di libri è certamente una persona di livello superiore e la lettura, così come la frequentazione delle librerie, diventerà nel tempo prerogativa di una schiatta superiore.”

“Quando vado a trovare gli amici della mia infanzia, a Tor Pignattara, vedo nelle loro case un agio, un affollarsi di gadget e di elettrodomestici e mai, proprio mai, un libro.”

“Una libreria che muore è un presidio sociale che se ne va”

“in tempi di Opa ci soccorre la Lapa”

“L’innesto del patriottismo comincia a scuola: limpresa dei Mille, le Camicie rosse di Garibaldi e le loro bandiere”

“Le generazioni non sognano, piuttosto s’accodano alla corrente in voga: si piazzano un orecchino, si calano una pasticca ‘ecstasy, si fanno tonici. Tutto fanno fuorchè sognare, piuttosto scelgono di stordirsi per vagheggiare tra i belati del conformismo l’illusione di un’epica generazionale”

“Default. Finiti i soldi, finiti i debiti.
E se andrà male – e certo non sembra andare bene – ci si organizzerà secondo regola di sopravvivenza-. Si tornerà in campagna perchè lì, quanto meno, si rimedieranno uova e verdura. Non ci saranno più le banche e tutti quelli che hanno letto Ezra Pound non potranno che essere contenti, infatti, il lavoro non sarà più retribuito con il salario bensì con il sonante frutto. E torneranno i magazzini”

“Di tutti quegli indignados, infatti, quelli interpellati a caldo, dopo gli incidenti – ma anche a freddo, a bocce ferme – non ce n’è uno che sappia fare la O col bicchiere”

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