Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Teorema – P.P. Pasolini

“I primi dati di questa nostra storia consistono, molto modestamente, nella descrizione di una vita famigliare”

“Il suo sguardo è perduto nel vuoto, tra preoccupato, annoiato o semplicemnente inespressivo: perciò indecifrabile”

“Non dunque comprendendo o ammettendo, ma solo agendo, egli potrà afferrare la realtà che gli è sottratta dalla sua ragione borghese; solo agendo, come in sogno; o meglio, agendo prima di decidere”

“Ma, come è lì, su quell’erba pulita, circondata dalla pista, dai muri bianchi e immacolati, e, più lontano, dall’anfiteatro grigio della periferia, è preso come da una specie di beatitudine. Nè lo sguardo nè la vita inconrano lì alcuna resistenza. Egli si distende a pancia in alto: e ben presto quel momento di pace, diventa solitudine e straniamento.”

“La ventata della disobbedienza sa di ciclamino
sulle città ai piedi dei poeti giovani!”

“La malinconia ha infinite tane
infinite come le stelle
a Milano o in’altra città,
da cui far alitare la sua aria di stufa accesa”

“Godi delle tue prime ingenue e testarde esperienze,
timido dinamitardo, padrone delle notti libere,
ma ricorda che tu sei qui solo per essere odiato,
per rovesciare e uccidere”

“Resta lì, ripreso dalle fitte del dolore che cerca di nascondere, pallido, sfinito dalla debolezza, riarso, a guardare il vuoto ormai pieno del soffio della luce, che non è più quella miracolosa dell’aurora, ma quella, disgustosa, di un giorno come un altro.”

“Il Primo Paradiso, Odetta, era quello del padre”

“L’unicità del desero era come un sogno che non lascia dormire e da cui non ci si può risvegliare”

“Vuoi dire che se questo amore è nato
è inutile tornare indietro,
è inutile sentirlo come una pura e semplice distruzione?”

“Non sono le cose che sembrano più giuste e semplici
che si rivelano, in conclusione, le più oscure e difficili?
Non è la vita stessa, nella sua naturalezza,
che è misteriosa – e non le sue complicazioni?”

“Il dolore è causa di una ricaduta
molto più grave del male
che ha preceduo la breve guarigione”

“Il suo interesse per il proprio lavoro
e per il proprio guadagno (enorme,
e, come i nostri nemici lo definiscono, ingiusto)
è lo stesso che spinge ad agire nei sogni.
Necessario ed indistinto. Insomma, egli
non ha mai avuto un interesse oggettivo,
puro e culturale per l’esistenza.”

“Come potevo vivere in tanto vuoto? Eppure ci vivevo?”

“Tu hai riempito di un interesse puro
e pazzo, una vita prima di ogni interesse”

“Tu vivi tutta nel presente”

“Cosa cerchi in quel vuoto, non è chiaro. E quel vuoto è più triste, offensivo, normale che mai. Cemento, materiali preziosi, spigoli tetramente liberty, assurde e stente conifere, si allineano in quella lunga prospettiva senza un solo spiraglio di speranza e realtà”

“Il buio che invade la stanza sembra avere quasi un significato cosciente: il passare del tempo, che segue una sua inutile fatalità: la sera è fatta per dei doveri improrogabili, e chi vi manca sente il dolore di una libertà che gli pare atroce. Il buio è una lezione: una lezione che dà ragione ai padri e ai padri dei padri, che predicano normalità e dovere”

“Ciò che conta è ciò che è, e ciò che è, è ciò che appare”

“…come in conclusione niente al mondo sia necessario e che il vivere non è un dovere…”

“Il mondo attraverso cui l’automobile di una signora può passare, quando le mete non siano più quelle previste e fissate da una abitudine che non si può trasgredire, ma siano quelle che il peccato designa, affidandosi al caso – sono malgrado il rovesciamento della situazione, le più prosaiche, tristi e qutoidiane”

“E come è brutto, banale e inutile il significato di ogni parabola, senza la parabola!

“Tuttavia gli sguardi di chi cerca, sono sempre uguali, qualunque cosa egli cerchi”

“Io sono pieno di una domanda a cui non so rispondere”

“Ma perchè improvvisamente mi fermo?
Perchè guardo fisso davanti a me, come vedessi qualcosa?
Mentre non c’è nulla di nuovo oltre l’orizzonte oscuro,
che si disegna infinitamente diverso e uguale,
contro il cielo azzurro di questo luogo
immaginato dalla mia povera cultura?”

“E’ un urlo che vuol far sapere,
in questo luogo disabitato, che io esisto,
oppure, che non soltanto esisto,
ma che so. E’ un urlo
in cui in fondo all’ansia
si sente qualche vile accento di speranza;
oppure un urlo di certezza, assolutamente assurda,
dentro a cui risuona, pura, la disperazione.
Ad ogni modo questo è certo: che qualunque cosa
questo mio urlo voglia significare,
esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine.”

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: