Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

I sotterranei – J. Kerouac

“Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora; in alre parole questa è la storia di uno sfiduciato che non è padrone più di sè e insieme la storia di un egomaniaco, per costituzione e non per facezia – questo tanto per cominciare dal principio con ordine ed enucleare la verità, perchè è proprio questo che voglio fare. Cominciò una calda notte d’estate, sì, con lei seduta su un parafango quando Julien Alexander che sarebbe… ma cominciamo dalla storia dei sotterranei di San Francisco”

“…ma fu lui la mia prima fogna d’informazioni a riguardo di questa ragazza che cercavo di agganciare come se non avessi già tanti guai e altre vecchie storie del genere non mi avessero insegnato quel messaggio di dolore che dice: chiedi, chiedi la vita.”

“…per quanto essendo dieci anni più giovane di me era incapace di vedere le mie virtù del resto ormai affogate sotto anni di droga e di voglia di morire, di mollare, mollare tutto e dimenticare tutto, morire a stelle buie…Fui io a tendere la mano, non lei – ah, che tempi”

“…perchè ora la morte ripiega le grandi ali sulla mia finestra, lo vedo, lo sento, lo annuso, lo vedo nel floscio penzolare delle mie camicie di lungo corso, neo-vecchie, alla moda del fuori moda, delle cravatte che paiono serpi appese e che nemmeno userò più, delle coperte nuove per letti di pace autunnale ora ridotte aggrinzite lestre affogate in un mare di sudicio – sconfitta – odio – paranoia.”

“…e noi si dice drogata e un tempo Dostoevskij avrebbe detto cosa se non ascetica, santa? ma poi non è lo stesso in fondo?”

“E poi via a casa, finita la session, fradicio sbronzo della birra della Maschera, tornammo a casa sull’autobus della Terza Strada tristemente nella note e neon che singhiozzano e allora mi decisi e mi buttai su di lei per vedere di spingere la cosa un pò più avanti (fino al fondo del cuore le arrivai, così poi mi confessò) e il cuore le balzò a fiutare “la dolcezza del mio fiato”(cito) e lei mi amò, di colpo, davanti al tetro scuro portone di casa sua in Heavenly Lane: un gran cancello di ferro che graffia il marciapiede quando lo si tira, l’androne coi secchi dimmondizia fragrante tristemente appoggiati l’uno all’altro, teste di pesce, gatti, e dietro il vicolo.”

“Vedevo quel vicolo per la prima volta, ma lo vedevo con Mardou e il bucato steso nel cortile che in realtà è la lurida corte di un casermone di venti famiglie, con le finestre dei cessi, delle cucine, la biancheria appesa e nel pomeriggio la grande sinfonia delle madri, figli, padre che finneganeggiano e urlano dalle scale, lezzo, gatti che miagolano, messicani, il coro di tutte le radio il bolero dei messicani o il tenore italiano del magnaspaghetti o, altissima, una sinfonia di Vivaldi in intellettualistica esecuzione al clavicembalo blon blan spenta di colpo tremenda musica che mi sentii tutta estate abbracciato al mio amore.”

“Oh il dolore di dover dire queste cose segrete eppure bisogna dirle, o se no perchè scrivi o vivi?”

“Ma erano loro gli abitanti di questa terra e sotto questi cieli grevi erano assillo e pungolo e conforto di mogli in intere nazioni raccolte attorno alle tende – e adesso la ferrovia che corre sulle ossa dei loro antenati li sospinge avanti verso l’inifinito, fantasmi d’umanità che calpestano lievi la superficie di un terreno così profondamente fermentato dal peso delle loro sofferenze che ti basta scavare mezzo metro per trovare una mano di bambino”

“Cosa mi aspetta nella direzione che non prendo”

“Stemmo abbracciati, vicini – era l’amore ora, n’ero stupito – lo facemmo in salotto (e venimmo), sulle sedie, a letto, e poi ci addormentammo allacciati, sazi, e io avrei voluto soltanto saperle dimostrare più sessualità”

“Ma io odio il cinema, la vita è più interessante”

“Siamo come due animali che fuggono in una tana scura calda e viviamo soli le nostre pene”

“…ma quando viene la sento piangere, gridare, rabbrividente scarica elettrica dell’orgasmo femminile la fa sembrare una ragazzina che piange, geme nella notte, dura venti secondi buoni e quando è finito implora: Oh perchè non dura di più?”

“non chiedere al mare perchè gli occhi della donna che ha occhi scuri sono strani e senza fondo”

“E io vado a casa avendo perso il suo amore.
A scrivere questo libro.”

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