Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Oratio in Catilinam prima – Cicerone

“Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?”
(Fino a quando, Catilina, continuerai ad abusare della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora il tuo folle comportamento si farà beffe di noi? Fino a che punto si scatenerà questa tua temerità  che non conosce freno?)

“O tempore! O mores!”
(Che tempi! che costumi!)

“Si te iam Catilina, comprendi, si interfici iussero, credo, erit verendum mihi ne non hoc potius omnes boni serius a me quam quisquam crudelius factum esse dicat”
(Se io, Catilina, ti farò immediatamente arrestare e giustiziare, dovrò certamente temere, immagino, che tutte le persone dabbene m’accusino di eccessiva lentezza, piuttosto che qualcuno di eccessiva crudeltà)

“Nihil agis, nihil moliris, nihil cogitas, quod ego non modo non audiam, sed etiam videam planeque sentiam”
(Non c’è nulla che tu faccia, nulla che tu intraprenda, nulla che tu architetti senza che io non solo lo sappia, ma addirittura lo veda e lo conosca con assoluta precisione)

“Exire ex urbe iubet consul hostem. Interrogas me, num in exsilium? Non iubeo, sed, di me consulis, suadeo”
(Il console ordina al nemico di lasciare la città. Per l’esilio? tu mi chiedi. No, non è questo il mio ordine, però se chiedi il mio parere, è questo il mio consiglio)

“Nihil agis, nihil adsequeris, neque tamern conari ac velle desistis”
(Perdi il tuo tempo, non vieni a capo di nulla, e tuttavia non cessi nei tuoi tentativi e nelle tue intenzioni.)

“Nunc vero quae tua est ista vita? Sic enim iam tecum loquar, non ut odio permotus esse videar, quo debeo, sed ut misericordia, quae tibi nulla debetur”
(Adesso, poi, che razza di vita è codesta tua? Chè ormai le parole che ti rivolgerò voglio che appaiano ispirate non già dall’odio, come pure dovrebbero, bensì dalla pietà, che non meriti affatto)

“Quam ob rem discede atque hunc mihi timorem eripe; si est verus, ne opprimar, sin falsus, ut tandem aliquando timere desinam”
(Vattene dunque e liberami da questo timore: per non soccombere, se è fondato; per cessare una buona volta per tutte di temere, se è privo di qualunque fondamento.)

“Sed quam longe videwtur a carcere atque a vinculis abesse debere, qui se ipse iam dignum custodia iudicarit?”
(Ma evidentemente non deve essere troppo lontano dalle catene di un carcere uno che si è spontaneamente ritenuto già meritevole degli arresti domiciliari)

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