Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Tifare contro – G. Francesio

“Lo stato italiano si propone di sconfiggere un nemico che non si è mai preoccupato di conoscere. Un fenomeno che ha coinvolto nel corso degli anni centinai di migliaia di persone è stato ed è ancora costantemente liquidato con etichette prive di significato del tipo “il dodicesimo uomo in campo” (quando le cose vanno bene) oppure con palesi falsità del genere “pochi delinquenti che non hanno niente a che vedere con il mondo del calcio” (quando le cose vanno male).”

“Ci sono città che si odiano da mille anni e ci sono città dove sono più cattivi: tutti, non solo gli ultras”

“Essere ultras: essere e sentirsi, anche confusamente, anche superficialmente, comunque contro,. Sentirsi circonfusi da un’aura antagonista.”

“L’adrenalina, la tensione, l’energia pura che si sprigiona durante uno scontro hanno un potere seducente che poi è impossibile dimenticare. e allora lo rifai.”

“La morte di Paparelli è il primo momento cruciale nella lunga storia degli ultras: non tanto una svolta interna al movimento, che vive la tragedia come un fatto occasionale, fuori dalle regole ultras, il gesto idiota di tre cani sciolti, ma è un episodio – il primo – che cambia completamente il contesto, la percezione degli ultras da parte dell’opinione pubblica.”

“O forse ancora perchè Fonghessi, De Falchi, Filippini e gli altri muoiono tutti a telecamere spente, nei dintorni degli stadi ma non durante l’avvenimento calcistico. Spagnolo no. Spagnolo muore in diretta e la sua morte segnerà – anche se per un tempolimitato – la rottura del giocattolo e non sarà possibile per nessuno voltarsi e guardare da un’altra parte.”

“Sarebbe patetico negare il fascino che esercitava quella curva. Le Brigate Gialloblù erano violente, cattive, razziste, drogate e ubriache, ma erano anche originali, imprevedibili, divertenti, assolutamente incontrollabili.”

“Le Brigate avevano i tamburi in curva quando non li usava quasi nessuno e smisero di usarli quando li avevano tutti gli altri.”

“I giornalai fanno il loro mestiere, che è vendere il maggior numero di copie disturbando il minor numero di poteri possibili.”

“Ma in questo paese miserabile, con una destra che – dopo aver organizzato con il futuro ministro delle Comunicazioni Gasparri convegni intitolati “Una patria chiamata curva”, e dopo aver portato in Parlamento un esponente delle Brigate Gialloblù – Si riscopre destra d’ordine e si schiera compatta dietro il motto “la polizia non si tocca”, e con tutti gli altri, tutti, che si fanno i sacrosanti cazzi loro, e quindi si guardano bene dal mettere sassolini nelle scarpe del capo della polizia De gennaro e compagnia, in questo paese stracco, vecchio bloccato, in questo Paese orrendo, squallido nei suoi uomini politici, nei suoi giornali, nelle suetelevisioni, in questo Paese che parla sempre e soltanto di soldi, e che come la Sicilia di Tomasi di lampedusa se ne impipa di tutto, ecco in questo paese si vuole soltanto cancellare Genova, dimenticarla, fingere che non sia successo niente.”

“Comincia a morire qui Filippo Raciti. Il 27 gennaio 2007. Comincia a morire perchè il prefetto di una città, Catania, che ha uno stadio interamente illegale, privo delle più elementari norme di sicurezza, cede al ricatto di una società calcistica, il Catania, che gioca in uno stadio in cui il custode, possessore delle chiavi di tutti i settori, compresso quello per gli ospiti, vive nello stadio insieme al figlio diffidato, e tiene nello sgabuzzino, dentro lo stadio, mazze da hockey, spranghe, biglie d’acciaio, striscioni contro gli sbirri, contro il palermo e altre squadre e svariati capi d’abbigliamento firmati Acab”

“In tutta Italia si sapeva benissimo che cosa volesse dire andare in trasferta a Catania, sia per i tifosi, che si ritrovavano gli ultras catanesi liberi di scorazzare ovunque nello stadio, sia per i giocatori, spesso minacciati, insultato, sputacchiati e aggrediti da personaggi non identificati nel tunnel che collega il campo agli spogliatoi.Tutti sapevano, tranne il prefetto di Catania.”

“Il bilancio finale della serata registra ore di guerrigilia, danni di ogni genere, un poliziotto morto e quasi 90 feriti (62 poliziotti, 25 tifosi). Pazzesco. Una guerra.”

“Raciti è morto perchè a Catania c’era la guerra.”

“Serve verità, non violenza”

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