Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Guerra assoluta – C. Bellamy

“Churchill aveva detto, a proposito dei russi, che un popolo che mangia gelati in pieno inverno non potrà mai essere sconfitto”

“Penso proprio che Internet abbia ancora molta strada da fare prima di riuscire a prendere il posto delle botteghe di libri usati.”

“Per quanto repressivo fosse il regime autoctono, sotto lo zar come la stella rossa, la maggioranza della popolazione (ben lungi dalla totalità) si strinse intorno ad esso, preferendo il dispotismo di casa propria a qualunque altro potere imposto dall’esterno (Ed è questa una lezione per chi, oggi, pretende di esportare la propria idea di democrazia)”

“Chiunque si rechi in Russia, non può non avvertire l’enfasi potente che continua tuttora a essere posta sulla Grande guerra patriottica. Dall’Europa centrale al Pacifico, da Murmansk a Groznyj, i monumenti ai caduti proclamano lo stesso messaggio: Nikto ne zabyt. Nicto ne zabyto (Nessuno è dimenticato. Nulla è dimenticato)”

“E malauguratamente per gli altri, le più grandi civiltà di ogni epoca sono in genere anche le più efficienti nel compiere macelli”

“Clausewitz è spesso richiamato, talvolta citato, ma, purtroppo, assai poco letto.”

“Sedici ore su un treno rapido, e avrete coperto circa la metà della parte principale del fronte orientale, quella tra il Baltico e il Mar nero, per giungere a un punto chiave proprio al centro del fronte: il teatro della titanica battaglia del 1943. La dimensione del fronte su cui si svolse il combattimento, e il ruolo chiave del trasporto su rotaia nelle operazioni logistiche connesse, lasciano entrambi un ricordo indelebile.”

“Le perdite furono spaventose. Un esercito all’attacco, solo di poco superiore nel numero di uomini, ma inferiore per carri armati, cannoni e aeroplani, era riuscito a far arretrare le difese russe su una distanza che andava dai 300 ai 600 chilometri, infliggendo perdite irreparabili – tra caduti, prigionieri e dispersi – calcolate ufficialmente pari a 589.537 combattenti nel giro di 15-18 giorni. In base a quegli sbalorditivi conti, perdendo più di 44.000 uomini al giorni, per quanto tempo sarebbe ancora riuscita a resistere l’Unione Sovietica?”

“La nostra causa è giusta. Il nemico sarà sconfitto. La vittoria è nostra”

“A soli 41 km per arrivare al Cremlino, l’energia dei tedeschi si era esaurita. Fu questo il punto culminante: il cavo elastico della logistica, teso dai dintorni di Varsavia, attraverso Minsk e poi Smolensk, cominciava a trascinarli indietro.”

“Dopo il dilagare dei furti di tessere annonarie, la gente cominciò a mangiare gli uccelli. Poi toccò ai gabbiani, ai piccioni e ai beneamati cani e gatti. E poi la gente cominciò a uccidere e mangiare una fonte di cibo abbondante e meno amata: i topi. Ci fu anche di peggio. Fin dal novembre si parlava di bambini scomparsi, e i genitori cominciarono quindi a tenerli lontano dalle strade per le voci che giravano sul cannibalismo”

“Qui giace il popolo di Leningrado…
Non possiamo enumerare i valorosi
che giacciono sotto il granito eterno,
ma coloro che questa pietra onora,
Nessuno dimentichi, nulla sia dimenticato.”

“Dopo la guerra i russi restituirono le navi britanniche e statunitensi ed ebbero in cambio quelle italiane. Non è un caso che da allora il design di molte navi da guerra sovietiche e russe abbia avuto un’eleganza e una linea aerodinamica tipicamente italiane”

“Se la guerra è uno scontro di volontà contrapposte, allora ciò che il nemico pensa tua abbia conta tanto quanto ciò che hai.”

“E’ ora di smettere di ritirarsi. Non un passo indietro! (Ni sagu nazad) Deve essere questo oggi il nostro principale appello all’adunata. E’ essenziale difendere ogni posizione, ogni metro di territorio sovietico, fino all’ultima goccia di sangue; dobbiamo aggrapparci a ogni zolla del suolo sovietico per salvarlo fino al limite estremo delle nostre possibilità.”
(Stalin, decreto n.227 del 28 luglio 1942)

“C’è un appunto sull’agenda di Stalin in data 23 settembre 1942: alle 21.30 iul Capo vide per cinque minuti l’ex sergente. Vi era riportato il nome: Michail Kalasnikov, registrato come costruttore di armi leggere. Avrebbe progettato l’AK-47, il primo della serie più numerosa, robusta e diffusa di armi leggere che siano state mai realizzate.”

“Abbiamo combattuto quindici giorni per una sola casa, con mortai, mitragliatrici, granate e baionette. Il fronte è un corridoio tra due stanze sventrate dal fuoco, o il sottile soffitto tra due piani…immaginate Stalingrado: ottanta giorni e ottanta notti di lotte corpo a corpo. Le strade non si misurano più a metri, ma a cadaveri.
Stalingrado non è più una città. Di giorno è un0enorme nube di fumo accecante degli incendi: una vasta fornace illuminata dal riverbero delle fiamme. E quando scende la notte, una di queste notti infuocate, spaventose, maledette, i cani si gettano nel Volga e nuotano disperatamente verso l’altra riva. Le notti di Stallingrado li terrorizzano. Gli animali fuggono, le pitre più dure non lo reggono a lungo, solo gli uomini lo sopportano”
(tenente XXIV divisione Panzer)

 

 

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