Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Orator – Cicerone

“Sed par est omnis omnia experiri, qui res magnas et magno opere expetendas concupiverunt. Quod si quem aut natura sua aut illa praestantis ingeni vis forte deficiet aut minus instructus erit magnarum artium disciplinis, teneat tamen eum cursum quem poterit; prima enim sequentem honestum est in secundis tertiisque consistere”
(E’ giusto però che chi aspira a cose grandi e altamente apprezzabili non indietreggi dinanzi a nessun ostacolo. Se poi c’è qualcuno a cui farà difetto o l’attitudine, o la forza di un vigoroso ingegno, o la cultura che proviene dalla conoscenza di importanti discipline, questi potrà fare quel cammino che gli sarà possibile: non è affatto indecoroso, per chi aspira al primo posto, fermarsi al secondo o al terzo.)

“sine philosophia non posse effici quem quaerimus eloquntem”
“che senza filosofia non si può avere quell’oratore che noi ricerchiamo)

“Quae est autem in hominibus tanta perversitas, ut inventis frugibus glande vescantur?”
(Non commetterebbero gli uomini un grosso errore, se, dopo la scoperta delle biade, volessero cibarsi di ghiande?)

“Sed in omni re difficillimum est formam exponere optimi, quod aliud aliis videtur optimum”
(In ogni cosa è estremamente difficile definire il tipo della perfezione perchè esso varia da individuo a individuo)

“Trovare quello che si deve dire e dare un giudizio intorno ad esso sono funzioni veramente importanti, come l’anima in un corpo; ma appartengono più al retto discernimento che all’eloquenza: e vi è forse una causa ove il retto discernimento sia superfluo? Pertanto il nostro oratore, che noi vogliamo perfetto sotto ogni riguardo, dovrà conoscerele fonti delle prove di fatto e delle argomentazioni logiche.”

“Quo modo autem dicatur, id est in duobus, in agendo et in eloquendo.”
(Dunque l’elocuzione comprende due cose: il gestire e il modo di parlare.)

“Il dimostrare è richiesto dalla necessità, il dilettare dal piacere, il commuovere dall’esigenza del successo: questa infatti è la cosa più importante tra tutte per vincere la causa”

“In ogni questione bisogna tenere ben presente il limite; e quantunque ogni cosa abbia la sua misura, tuttavia offende più il troppo che il troppo poco.”

“Chi non è capace di parlare con calma, con garbo, con metodo, con precisione, con chiarezza, con arguzia, specialmente quando la causa o tutt’intera o in parte deve essere trattata in quella maniera, qualora assuma fin dall’inizio un tono infiammato, senza avere prima preparato le orecchie degli ascoltatori, sembrerà un pazzo che folleggia in mezzo a dei savi, un ubriaco, per dir così, che smania tra persone sobrie.”

“Vero oratore è colui che sa trattare i temi umili con linguaggio semplice, gli elevati con linguaggio solenne, i medi con linguaggio moderato.”

“Quel famozo Zenone, da cui ebbe origine la scuola stoica, soleva mostrare con la mano la differenza che passa tra queste due arti: strette infatti le dita e formato il pugno, diceva che tale era la dialettica; distese poi le dita e allargata la mano, diceva che l’eloquenza era simile a quella palma.”

“Ecco dunque cosa resta da fare all’oratore, per quanto attiene all’arte oratoria introdurre il discorso con un preambolo, allo scopo di attirarsi la simpatia dell’ascoltatore, o di destare la sua attenzione, o di facilitare la sua disposizione ad essere informato; esporre brevemente il fatto con credibilità e chiarezza, in modo che si possa ben comprendere di che si tratti; mostrar valida la propria tesi e abbattere quella dell’avversario; far ciò con un discorso ordinato e con argomentazioni così ben legate tra loro, che la conclusione sia la logica conseguenza di ciò che si è detto, ai fini della dimostrazione dche si vuol fare; chiudere infine il discorso con una perorazione che infiammi o rassereni colui che ascolta.”

“Il perfetto oratore deve soprattutto osservare il criterio di sapersi regolare a seconda delle circostanze e delle persone.”

“Perfetto oratore sarà dunque colui che saprà adattare il discorso a ciò che richiede il decoro.”

“Se consulti la grammatica, sarà contraria; se consulti le orecchie, saranno d’accordo. Chiedi la ragione: diranno che la cosa riesce loro gradita. Il discorso deve assecondare il piacere delle orecchie.”

“In verità le mie orecchie si compiacciono di un periodo ben congegnato e completo, notano la frase monca e disapprovano le espressioni sovrabbondanti.”

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