Frasiarzianti's Blog

Le frasi più belle tratte dai libri letti

Brutus – Cicerone

“Nam et aures ipsae quid plenum, quid inane sit iudicant et spiritu quasi necessitate aliqua verborum comprehensio terminatur; in quo non modo defici sed etiam laborare turpe est.
(Lo stesso orecchio distingue ciò che è pieno e cio che è vuoto, e il periodo è misurato dal respiro come da una necessità: troncare il periodo per mancanza di respiro o affaticarsi è cosa che procura vergogna)

“L’eloquenza non suole nascere nè presso coloro che fondano gli stati, nè presso color che combattono, nè presso coloro che vivono nei lacci di una tirannide: essa è compagna della pace, alleata della tranquillità, e figlia, per dir così, di uno Stato bene ordinato.”

“Ut enim hominis decus ingenium, sic ingeni ipsius lumen est eloquentia…”
(infatti come l’ingegno è il vanto dell’uomo, così l’eloquenza è la luce dell’ingegno)

“Nihil est enim simul et inventum et perfectum”
(perchè nulla è perfetto appena inventato)

“E’ noto che due sono le virtù fondamentali dell’oratore: sapere istruire gli uditori con una serrata discussione e saperli commuovere con una vivace e appassionata difesa. Sappiamo che raggiunge meglio il suo scopo l’oratore che sa commuovere il giudice che quello che sa istruirlo”

“Nulla enim res tantum ad dicendum proficit quantum scriptio”
(Nulla infatti giova tanto all’eloquenza quanto lo scrivere)

“A che vale sapere ciò che bisogna dire, se non lo si sa dire con spigliatezza e grazia? E non basta: bisogna che anche la voce, le espressioni del volto e i gesti contribuiscano a rendere il nostro discorso più piacevole”

“Voglio che si sappia che in uno Stato così potente e così antico, dove l’eloquenza ha sempre ottenuto così grandi premi, tutti hanno desiderato esercitare la professione di oratore, non molti hanno osato farlo e pochi vi sono realmente riusciti.”

“Tre sono infatti, a mio giudizio, le mete che si deve prefiggere un oratore, e cioè: persuadere gli uditori, dilettarli, commuoverli profondamente.”

“Se vede il giudice che sbadiglia o parla con un altro o tiene addirittura capannello intorno a sè, o manda lo schiavo a informarsi sull’ora, o prega il presidente di rinviare la causa, capisce subito che non c’è in quel dibattimento un oratore che sappia toccare con la sua parola l’animo dei giudici, così come il citarista sa toccare con le sue mani le corde.”

“Gli oratori valenti sono di due specie: quelli che parlano con semplicità e concisione e quelli che parlano con splendore di forma ed ampiezza…L’oratore dallo stile conciso deve però evitare la nudità e l’aridità, come l’oratore dallo stile ricco deve evitare la gonfiezza e il cattivo gusto”

“Benchè dotato di una cultura modesta e di un ingegno ancor più modesto, costui fu per diversi anni uno dei più grandi avvocati, perchè era attivo e diligente e adoperava tutto il suo zelo e il suo prestigio per vincere le cause.”

“Non resistette a lungo alle pratiche del foro, perchè era di salute malferma e non sopportava le stupidaggini della gente, che noi purtroppo dobbiamo mandar giù, ma le rigettava con collera, o per il suo carattere bisbetico, come tutti credevano, o per una sincera e naturale ripugnanza.”

“Nam et praeteritorum recordatio est acerba et acerbior exspectatio reliquorum”
(Acerbo è infatti il ricordo dei mali passati, e più acerba ancora è l’ansia dei mali futuri.)

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